(all. 1 - art. 1 )
                     DISCIPLINARE DI PRODUZIONE
                         «CASTAGNA REATINA»
                   INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA
                               Art. 1.
                     Denominazione del prodotto
  La  indicazione  geografica protetta (I.G.P.) «Castagna Reatina» e'
riservata  alle  castagne  ottenute  da fustaie di castagno da frutto
(Castanea  Sativa  Mill.) delle varieta' descritte al successivo art.
2,  le  cui  caratteristiche  sono  da  attribuirsi  esclusivamente a
fattori naturali e all'opera dell'uomo, conformemente agli elementi e
ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
                               Art. 2.
                      Descrizione del prodotto
  L'indicazione  geografica  protetta  «Castagna  Reatina» designa le
castagne  prodotte  nella  zona  delimitata  al  successivo  art. 3 e
riferibili  alle  varieta'  correntemente  conosciute  come Rossa del
Cicolano e Marrone di Antrodoco.
  Rossa di Cicolano ha le seguenti caratteristiche:
    numero di frutti per riccio: non piu' di tre;
    pezzatura: numero di frutti per kg < 60; o pari a 80;
    forma:  rotondeggiante,  con  apice  con presenza di tomento, con
torcia  anch'essa  tomentosa,  cicatrice ilare di forma rettangolare,
generalmente convessa e di colore piu' chiaro del pericarpo;
    pericarpo  di  colore: marrone rossiccio, che si scurisce dopo la
curatura;
    ilo: rettangolare color nocciola, piu' estesa rispetto al Marrone
di Antrodoco;
    episperma:  con  introflessioni  piu'  o  meno estese all'interno
della polpa;
    seme: colore bianco, croccante;
    sapore: delicato e dolce.
  Marrone di Antrodoco ha le seguenti caratteristiche:
    numero di frutti per riccio: non piu' di tre;
    pezzatura: numero di frutti per kg < 60; o pari a 80;
    forma: rotondeggiante, con apice poco pronunciato con presenza di
tomento, con torcia anch'essa tomentosa, cicatrice ilare poco estesa,
generalmente piatta e di colore piu' chiaro del pericarpo;
    pericarpo  di  colore:  marrone chiaro, con striature evidenti in
numero variabile, facilmente distaccabile dall'episperma;
    episperma:  facilmente  asportabile  di  colore fulvo chiaro, con
basso numero di solchi interni all'endosperma;
    seme: colore bianco, croccante;
    sapore: delicato e dolce.
                               Art. 3.
                         Zona di produzione
  La  zona di produzione della «Castagna Reatina», di cui al presente
disciplinare,  comprende  l'intera circoscrizione comunale dei comuni
di:   Accumuli,  Amatrice,  Antrodoco,  Ascrea,  Borbona,  Borgorose,
Borgovelino,  Cantalice, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Cittareale,
Collato   Sabino,   Collegiove,   Concerviano,  Fiamignano,  Longone,
Marcetelli,  Micigliano,  Nespolo, Orvinio, Paganico, Pescorocchiano,
Petrella  Salto,  Posta,  Pozzaglia,  Roccasinibalda,  Turania, Varco
Sabino.
                               Art. 4.
                        Origine del prodotto
  La  coltura  del  castagno da frutto ha da sempre caratterizzato il
paesaggio della Provincia di Rieti e precisamente delle tre valli del
Velino,  Salto  e  del  Turano  grazie alle condizioni pedoclimatiche
favorevoli.  Le prime tracce di resti carbonizzati di castagne furono
ritrovati  in  un sito in grotta in localita' Val di Varri (Comune di
Pescorocchiano)   dell'eta'  del  bronzo.  Fin  dall'VIII  secolo  la
castagna  divenne  una  componente principale se non l'unica fonte di
cibo della dieta alimentare delle popolazioni montane della provincia
integrando   o   sostituendo   i   cereali  invernali  e  primaverili
caratterizzati   da   basse   rese.   Nella  meta'  del  secolo  XII,
all'indomani  della  conquista  normanna,  si assiste all'impianto di
nuovi  castagneti  da  frutto,  ridisegnando  quasi  completamente il
paesaggio  delle  tre  vallate. In parallelo un importante incremento
ebbe anche il castagno da legno utilizzato come elemento fondamentale
delle strutture degli edifici.
  Dal  Cicolano  in  particolare,  erano  importati pali di castagno,
legnami  lavorati  a  mano  o  meno,  vasi vinari, ma anche dai Monti
Sabini  e  dalla  Valle del Velino. Lo studio di Domenico Monterumici
del 1876 sul circondario di Cittaducale informa che tra le produzioni
agricole  della  zona  quella  della castagna era considerata la piu'
importante e di gran pregio, tanto che e' rimasto il detto secondo il
quale  «Allu  Burghittu  (Comune  di Borgovelino) se non fosse pe' li
frutti (castagne) se sarianu morti tutti» che tradotto significa «nel
Comune  di  Borgovelino  se non fosse per le castagne sarebbero morti
tutti».  Oggi la castanicoltura da frutto rappresenta ancora, per gli
abitanti  delle  zone  montane  una  fonte  di reddito oltre al ruolo
importante di salvaguardia ambientale ed ecologica.
  Per  questo l'uso del prodotto e' fortemente radicato nella cultura
locale  avendo  acquisito spazi nella cucina tradizionale della zona.
Pertanto  dovra'  essere  assicurato  il  mantenimento degli elementi
tradizionali   sia  nella  tecnica  colturale  che  nei  processi  di
conservazione  e  di  trasformazione,  in  modo  che contribuiscano a
perpetuare  le  caratteristiche  di pregio del prodotto e a mantenere
inalterato  l'ambiente  nel  quale si opera. La consapevolezza che la
tutela   della   indicazione   geografica   presuppone   la  certezza
dell'origine   del   prodotto,   impone   particolari  procedure  per
assicurare una tracciabilita' dellevarie fasi di produzione. Pertanto
i  produttori  della  «Castagna Reatina» e le particelle catastali su
cui  si  coltiva,  verranno  iscritti  in  appositi  elenchi  gestiti
dall'organismo  di  controllo  di cui al successivo art. 7. Lo stesso
organismo, accreditato presso il Ministero delle politiche agricole e
forestali,  gestira'  i  controlli  finalizzati  ad  accertare che il
prodotto  tutelato dalla I.G.P. sia rispondente alle prescrizioni del
disciplinare e terra' l'elenco dei confezionatori.
                               Art. 5.
                 Metodo di ottenimento del prodotto
  Per  la  produzione  della «Castagna Reatina» I.G.P. sono idonee le
fustaie  di  castagno  da  frutto  site  nella zona fitoclimatica del
Castanetum,  di  cui all'art. 3 del presente disciplinare, ubicate ad
un'altitudine compresa tra i 400 e i 1200 metri s.l.m. e coltivate in
terreni  tipici  acidi,  molto  sciolti, profondi, leggeri e freschi,
dell'unita'   fitoclimatica   2  rispettivamente  «termotipo  montano
inferiore» e 3 «termotipo collinare superiore». La densita' di piante
per  ettaro  sara' compresa tra un minimo di 30 ad un massimo di 140.
E'  vietata  ogni  somministrazione di fertilizzanti di sintesi ed il
ricorso  a  fitofarmaci. La pezzatura minima ammessa per ognuna delle
due  varieta'  descritte e' pari ad ottantotto acheni per chilogrammo
netto allo stato fresco. Le operazioni di cernita, di calibratura, di
trattamento  dei frutti, curatura in acqua e sterilizzazione, nonche'
il   confezionamento   devono   essere  effettuate,  all'interno  del
territorio  della  provincia  di Rieti. La conservazione del prodotto
dovra'  essere  fatta  mediante  cura in acqua fredda per non piu' di
sette  giorni  senza  aggiunta  di alcun prodotto chimico, o mediante
sterilizzazione  con bagno in acqua calda e successivo bagno in acqua
fredda senza aggiunta di nessun additivo. E' ammessa la conservazione
tramite  surgelazione  secondo  le  modalita' previste per i prodotti
surgelati.  La  raccolta dei frutti deve avvenire tra il 15 settembre
ed il 30 novembre di ogni anno.
                               Art. 6.
                        Legame con l'ambiente
  In  tutta  la  provincia,  ogni  anno,  nel mese di ottobre vengono
svolte   sagre,   giornate  dedicate  alla  castagna;  da  Antrodoco;
Borgovelino,  Micigliano  Castel  S.  Angelo  viene  privilegiato  il
Marrone  di  Antrodoco,  nei  comuni  di Pescorocchiano e Marcetelli,
viene privilegiata la Castagna Rossa del Cicolano, con l'allestimento
di stand di vendita e con la cottura e distribuzione di caldarroste e
del tipico gelato ai marroni di Antrodoco.
  Il comune di Marcetelli mantiene invariata nei secoli la tradizione
artigiana  della  produzione  dei  tini,  tinozze,  botti in legno di
castagno,  infatti  ogni  giorno viene organizzata una festa in onore
della castagna rossa ed una mostra sull'artigianato locale. Il comune
di Borgovelino ha ricostruito le fasi di produzione e lavorazione del
Marrone  di  Antrodoco,  secondo i criteri e le tecniche del passato,
promovendo   una   mostra   permanente   all'interno   della  sezione
etnografica e naturalistica del museo civico.
  La  Camera  di  commercio,  industria, artigianato e agricoltura di
Rieti  e'  alla  seconda  edizione di un ricettario «In tavola con il
Marrone  di  Antrodoco  e  la  Rossa  del  Cicolano»  il  quale vuole
diffondere tra gli operatori, gli utilizzatori ed i consumatori tutte
una  serie  di ipotesi di utilizzo della castagna dai primi piatti al
dolce, per suggellare la tipicita' delle zone di produzione.
  Tra  alcuni  dei  piatti  tipici  possiamo  annoverare: tortelli di
castagne, castagnaccio, galletto ripieno alle castagne, marmellate di
castagna, marroni canditi e i marron glaces al brandy.
  La  ricerca di una dimensione di vita qualitativamente migliore per
tutti  i consumatori continuera' a passare attraverso questi prodotti
dei  quali  all'uomo e' chiesta la conservazione e la cura secondo le
tradizioni ereditate.
  Nell'ambito  delle  attivita' di formazione la Camera di commercio,
industria,  artigianato e agricoltura organizza corsi per potatori ed
addetti   alle  macchine  per  la  raccolta  e  trasformazione  delle
castagne.
  Nella  rivista  Abruzzo  e  Sabina  di  ieri  e di oggi «Rivista di
cultura  e  turismo  del  centro-sud (nel n. 162 del 6 dicembre 1998)
viene riservato uno spazio speciale alla castanicoltura reatina.
  Lo  scrittore  Plinio  Dominici,  in uno dei suoi libri «Marcetelli
Terra  dei  Marsi  nell'Alta  Sabina» mette in evidenza la tradizione
artigiana  degli abitanti di Marcetelli nella produzione con legno di
castagno,  di tini, tinozze, barili e botti. Tra le tradizioni, usi e
costumi  dedica  un capitolo alla raccolta delle castagne dove recita
«alla  raccolta  delle castagne la popolazione partecipa numerosa, ed
ogni  famiglia  utilizza  i  piu' giovani. Una volta nel castagneto i
ragazzi  si  divertivano un mondo perche' con le castagne giocavano a
"gnoccu" e a "castellittu"».
  Nel  primo  gioco  le  castagne si mettevano allineate, e colui che
tirando  con  la  castagna piu' grossa (u gnoccu), da una distanza di
circa  7/8  metri,  riusciva  a  cogliere  quelle  cosi' predisposte,
prendeva la parte della fila dalla castagna colpita in avanti.
  Nel  secondo  gioco  le  castagne  venivano  sistemate  a  forma di
castelletto,  e  il  tiratore  prendeva  tutte  quelle  che col colpo
cadevano.  Un'altra attrattiva era la «Cottara» e le castagne lessate
«allu bandonittu». Per fare la cottara si puliva un piccolo spazio di
terra  pianeggiante,  nel quale si collocavano le castagne una vicino
all'altra,  sopra  si  disponeva uno strato di felce secca che veniva
rinforzata  a mano a mano che bruciava. Quando le castagne erano bene
abbrustolite, si lasciavano per un certo tempo sotto la cenere calda.
                               Art. 7.
                       Organismo di controllo
  Le  verifiche  di  rispondenza  del  prodotto alle disposizioni del
presente disciplinare, verranno svolte da una struttura conforme alle
disposizioni dell'art. 10 del Reg. CEE 2081/92.
                               Art. 8.
                            Etichettatura
  Per   l'immissione   al   consumo  gli  acheni  devono  appartenere
esclusivamente  ad  una sola varieta' tra quelle indicate all'art. 2,
con  divieto  assoluto  di  mescolare  tra  loro  partite di varieta'
diverse.  Le  castagne  devono essere commercializzate in contenitori
per  alimenti a retina, con maglie non superiori a quattro millimetri
di  lato,  o  in sacchi di juta. Il confezionamento del prodotto deve
avvenire  nell'ambito della provincia di Rieti. Le confezioni saranno
nei  pesi  definiti  e  con  quantita'  nominali conformi al bollo di
garanzia  da:  500,  1.000,  2.000,  5.000,  10.000,  20.000, 25.000,
30.000,  50.000  grammi.  Detti  contenitori  devono  essere chiusi e
sigillati  in  modo  tale  da  impedire che il contenuto possa essere
estratto  senza  la  rottura del sigillo. Il sigillo e' costituito da
una etichetta inamovibile che deve riportare le seguenti indicazioni:
«Castagna   Reatina»,  seguita  immediatamente  al  di  sotto,  dalla
dicitura  «indicazione  geografica protetta» conformemente al logo di
cui al successivo art. 9; con caratteri ridotti del 50% rispetto alla
scritta «Castagna Reatina I.G.P.» deve essere riportato:
    a) in alto al logo la dizione prodotto I.G.P.;
    b) il   nome   della  varieta'  delle  castagne  contenute  nella
confezione (Marrone di Antrodoco, Rossa di Cicolano);
    c) nome,  cognome,  o  ragione sociale del produttore, nonche' la
ditta  e la sede di chi ha effettuato il condizionamento del prodotto
(sia esso il produttore o terzi);
    d) quantita'  di  prodotto  contenuta all'origine nei contenitori
espressa in conformita' delle norme metrologiche vigenti.
  L'etichetta  deve  altresi'  contenere il logo europeo della I.G.P.
cosi'  come  definito  dal  Reg.  C.E.  n.  1726/98. E' fatto divieto
assoluto  di  usare  qualsiasi  altra  denominazione o aggettivazione
aggiuntiva.  Sono  consentite  eventuali indicazioni complementari ed
accessorie  non  aventi  carattere  laudativo  e  che non traggono in
inganno  il  consumatore  sulla  natura  e  sulle caratteristiche del
prodotto.
                               Art. 9.
            Commercializzazione dei prodotti trasformati
  I prodotti per la cui preparazione e' utilizzata la I.G.P., anche a
seguito  di  processi  di  elaborazione  e di trasformazione, possono
essere  immessi  al consumo in confezioni recanti il riferimento alla
detta   indicazione   geografica   senza   l'apposizione   del   logo
comunitario, a condizione che:
     il  prodotto a indicazione geografica protetta, certificato come
tale,   costituisca   il   componente   esclusivo   della   categoria
merceologica;
     gli  utilizzatori del prodotto a indicazione geografica protetta
siano   autorizzati   dai   titolari   del   diritto   di  proprieta'
intellettuale  conferito  dalla  registrazione dell'I.G.P. riuniti in
consorzio  incaricato  alla  tutela  dal  Ministero  delle  politiche
agricole.   Lo  stesso  consorzio  incaricato  provvedera'  anche  ad
iscriverli  in appositi registri ed a vigilare sul corretto uso della
indicazione geografica protetta. In assenza di un consorzio di tutela
incaricato  le  predette  funzioni saranno svolte dal MIPAF in quanto
autorita'   nazionale  preposta  all'attuazione  del  Reg.  (CEE)  n.
2081/92.
     l'utilizzazione   non   esclusiva   dell'indicazione  geografica
protetta  consente  soltanto il suo riferimento, secondo la normativa
vigente,  tra  gli ingredienti del prodotto che lo contiene, o in cui
e' trasformato o elaborato.
                              Art. 10.
                                Logo
  Il    logo    viene   realizzato   con   colori   in   quadricromia
(ciano-magenta-giallo-nero)   dove   sono   evidenziati   i   pantoni
principali;  complessivamente ha una forma circolare strutturata come
segue:  una  corona  circolare (con bordo di colore nero) nella quale
sono  presenti  le  scritte  (dimensione  7  mm) di colore giallo (P.
yellow  C) «Prodotto I.G.P.», nella parte superiore su sfondo magenta
(P.  689  C)  e  nella  parte inferiore su sfondo celeste (P.299 C) e
sempre  in  giallo su due righe «CASTAGNA REATINA» (dimensione 7 mm),
«Indicazione  Geografica  Protetta» (dimensioni 3,5 mm). Le due parti
scritte   sono  separate  da  una  banda  diametralmente  leggermente
inclinata  rispetto «all'orizzonte» partente da sinistra e terminante
in alto a destra, recante i colori della bandiera italiana: dall'alto
(vicino  al  magenta)  rosso  (P.  warm red C), bianco (fondo), verde
(P.354 C).
  L'area  centrale  del  logo  si sviluppa da sinistra verso destra e
dall'alto  verso  il  basso  come  segue:  la porzione del continente
europeo   riguardante   la   nazione   italiana   con,   nella   zona
svizzero-austriaca,  l'immagine  di  due ricci di castagne semiaperti
(che interrompono la circonferenza interna della corona circolare) in
miscela di colori quadrimetrici: dal centro geografico d'Italia parte
un  raggio  bianco  (in  linea  con la fascia bianca dei colori della
porzione destra della bandiera nella corona circolare) che esplode la
provincia  reatina (in prospettiva, sulla zona slava della cartina di
sfondo, ma in secondo piano rispetto ai due ricci semi aperti), della
quale  e' indicato il capoluogo Rieti (scritto in nero e in maiuscolo
sottolineato) con un punto rosso (P. warm red C) e rappresenta in due
tonalita' di marrone: P.174 C per le zone del prodotto, e P.716 C per
le  restanti;  la  circonferenza interna della corona circolare nella
porzione  destra  e'  interrotta tra la zona rossa e quella bianca in
corrispondenza  della  zona  dell'alta Valle del Velino. In basso (in
prospettiva, sull'Italia meridionale e la Grecia) sono rappresentate,
stilizzate,  due  castagne animate di colore marrone (P.498 C e P.174
C) con sfumature varie.

           ---->  Vedere Logo a pag. 20 della G.U.  <----