(all. 1 - art. 1 )
                                                             Allegato

          DIRETTIVA TECNICA PER L'APPLICAZIONE DELL'ELENCO
        DELLE IMPERFEZIONI E DELLE INFERMITA' CHE SONO CAUSA
                DI NON IDONEITA' AL SERVIZIO MILITARE


                             AVVERTENZE

   1.   La   presente  Direttiva  Tecnica  riporta  le  modalita'  di
applicazione  dell'Elenco  e  fornisce  indicazioni  relative ad ogni
singolo  articolo,  con particolare riguardo alle imperfezioni e alle
infermita' di piu' frequente riscontro o di maggior rilevanza.
   2. Per il personale militare di carriera gia' in servizio l'Elenco
costituisce  solo  una  guida di orientamento; per detto personale il
giudizio  di  idoneita' dovra' essere espresso in relazione all'eta',
al  grado,  alla categoria ed agli incarichi nonche' alle particolari
norme che ne regolano la posizione e lo stato.
   3.  Per  i militari alle armi il giudizio di inabilita' permanente
che determina il provvedimento di riforma viene adottato anche quando
la   patologia,   ritenuta  sanabile,  permanga  nonostante  le  cure
richieste dal caso ed il periodo necessario di temporanea inabilita'.
   4.  L'osservazione prevista dal presente elenco e' la procedura di
accertamento  clinico-diagnostico  con  finalita'  medico-legale.  Va
praticata  negli  stabilimenti  sanitari militari provvisti di organi
medico-legali  nei  casi in cui risulti necessario un approfondimento
diagnostico,  eventualmente  anche con ricovero. Qualora non sussista
tale  necessita' i militari sono inviati presso le medesime strutture
sanitarie   per   effettuare   gli   accertamenti  specialistici  non
eseguibili  presso le Infermerie di Corpo; a tal fine, se necessario,
i  militari  potranno  essere  aggregati  temporaneamente  al reparto
servizi  delle predette strutture sanitarie ed adibiti a mansioni che
non  comportino  rischio,  con esclusione dei servizi di guardia e di
assistenza ai ricoverati.
   5. Nel presente elenco vengono utilizzate espressioni quali lieve,
medio,  grave,  che  sono  intese  ad indicare la rilevanza clinica e
medico-legale dell'affezione. L'espressione rilevante, invece, indica
quell'incidenza  attribuibile ad un'affezione che, anche se lieve sul
piano clinico, sotto il profilo medico-legale costituisce impedimento
all'espletamento del servizio militare.
   6.    La    documentazione   sanitaria   rilasciata   con   debita
autenticazione da strutture sanitarie pubbliche puo' essere acquisita
e  considerata,  se  ritenuta esauriente, quale unico riferimento per
l'emanazione del giudizio medico-legale.
   7.  Per le patologie non specificate nell'Elenco o nella Direttiva
si  applica  l'articolo riguardante l'apparato od organo interessato,
utilizzando  il  criterio  dell'analogia  o  dell'equivalenza  con le
imperfezioni e le infermita' elencate.
   8. La presente Direttiva in alcuni casi indica gli esami clinici e
strumentali   ritenuti   utili   ed  i  parametri  necessari  per  la
formulazione  della  diagnosi  e  del  relativo  provvedimento medico
legale.
   9.  Il  personale  femminile,  all'atto  di presentazione a visita
medica,  considerata  la  necessita'  di effettuare il previsto esame
radiografico  del  torace,  ai fini della tutela della salute, potra'
esibire  il  referto  del  test  di  gravidanza,  eseguito  presso un
laboratorio  analisi  pubblico  o  privato,  con data di rilascio non
anteriore  a  giorni  cinque  rispetto  alla  data di presentazione a
visita.
   L'organo   medico-legale   competente   effettuera'   il  test  di
gravidanza   su  campione  di  urine  qualora  la  candidata  dovesse
sollevare dubbi sullo stato di gravidanza o non abbia prodotto idoneo
referto ovvero nel caso in cui emergessero motivi di opportunita'.
   L'eventuale  positivita'  del  test  comporta  l'impossibilita'  a
proseguire gli accertamenti per temporaneo impedimento.
   10.  Per quanto non espressamente previsto da queste avvertenze si
applicano  i  vigenti  Regolamenti sul Servizio Sanitario Militare di
ciascuna Forza Armata.
   11.  Per  il  personale  di  leva,  ove  necessario  ed  in quanto
compatibile,   continuano   a   trovare  applicazione  le  Avvertenze
contenute  nella  Direttiva  Tecnica  della  Direzione Generale della
Sanita'  Militare datata 19 aprile 2000 (pubblicata sulla G.U. n. 127
S.G. del 2 giugno 2000).


                             Articolo 1
                         MORFOLOGIA GENERALE

   Le  disarmonie  somatiche  e  le distrofie costituzionali di grado
rilevante;   trascorso,   ove   occorra,  il  periodo  di  inabilita'
temporanea.
   Rientrano in questo articolo:
    - l'obesita';
    - la gracilita' di costituzione;
    - le gravi disarmonie e distrofie costituzionali.
   Per  la  valutazione  delle disarmonie somatiche e delle distrofie
costituzionali si considerano i seguenti caratteri esteriori (pallore
della  cute,  scarsezza  del  pannicolo adiposo, ipotrofia muscolare,
spalle  spioventi,  torace  scarno,  appiattito o cilindrico, scapole
alate,  esilita' degli arti, masse adipose esuberanti ed abnormemente
distribuite,  perimetro  addominale,  etc.) indicativi di gracilita',
obesita',  di  uno  stato morboso latente, di un soggetto a rischio o
comunque  non  adatto  a  sopportare  l'impegno  fisico  del servizio
militare.
   Per la valutazione della costituzione somatica sono da considerare
i seguenti parametri:
    1. statura  (h):  valutata  in  metri  mediante  antropometro con
esaminando  in  posizione  di  attenti,  a  capo  eretto,  con  piano
orbito-auricolare  orizzontale,  con  l'occipite, il segmento dorsale
della  colonna  vertebrale  ed  i  talloni a contatto con il montante
dell'antropometro;
    2. peso corporeo (p): valutato in chilogrammi (Kg);
    3. indice  di  massa  corporea (J.M.C.): si intende per indice di
massa corporea il rapporto tra il peso corporeo (p ) in chilogrammi e
l'altezza  (h)  in  metri  elevata  al  quadrato  secondo la seguente
formula: I.M.C = p / (h x h).
   Per  un'agevole  ed  immediata  valutazione dei parametri rilevati
puo'   essere  utilizzata  la  tabella  antropometrica  riportata  di
seguito, dove sono elencati il peso massimo (I.M.C. = 28 per le donne
/ 30 per gli uomini) ed il peso minimo (I.M,C. = 18 per le donne / 20
per gli uomini), rapportati all'altezza.

                         MORFOLOGIA GENERALE
                UOMINI                            DONNE

=====================================================================
I.M.C. MAX 30 |I.M.C. MIN 20 |       | I.M.C. MAX 28 | I.M.C. MIN 18
   PESO MAX   |   PESO MIN   |ALTEZZA|   PESO MAX    |   PESO MIN
=====================================================================
     132      |      88      | 2.10  |      123      |      79
---------------------------------------------------------------------
     129      |      86      | 2.08  |      121      |      78
---------------------------------------------------------------------
     127      |      84      | 2.06  |      118      |      76
---------------------------------------------------------------------
     125      |      83      | 2.04  |      116      |      75
---------------------------------------------------------------------
     122      |      82      | 2.02  |      114      |      73
---------------------------------------------------------------------
     120      |      80      | 2.00  |      112      |      72
---------------------------------------------------------------------
     118      |      78      | 1.98  |      109      |      71
---------------------------------------------------------------------
     115      |      77      | 1.96  |      107      |      69
---------------------------------------------------------------------
     113      |      75      | 1.94  |      105      |      68
---------------------------------------------------------------------
     111      |      74      | 1.92  |      103      |      66
---------------------------------------------------------------------
     108      |      72      | 1.90  |      101      |      65
---------------------------------------------------------------------
     106      |      71      | 1.88  |      99       |      64
---------------------------------------------------------------------
     104      |      69      | 1,86  |      96       |      62
---------------------------------------------------------------------
     102      |      68      | 1,84  |      94       |      61
---------------------------------------------------------------------
      99      |      66      | 1,82  |      92       |      60
---------------------------------------------------------------------
      97      |      65      | 1,80  |      90       |      58
---------------------------------------------------------------------
      95      |      63      | 1,78  |      88       |      57
---------------------------------------------------------------------
      93      |      62      | 1,76  |      86       |      56
---------------------------------------------------------------------
      91      |      61      | 1,74  |      84       |      54
---------------------------------------------------------------------
      89      |      59      | 1,72  |      82       |      53
---------------------------------------------------------------------
      87      |      58      | 1,70  |      80       |      52
---------------------------------------------------------------------
      85      |      56      | 1,68  |      79       |      51
---------------------------------------------------------------------
      83      |      55      | 1,66  |      77       |      50
---------------------------------------------------------------------
      81      |      54      | 1,64  |      75       |      48
---------------------------------------------------------------------
      79      |      52      | 1,62  |      73       |      47
---------------------------------------------------------------------
      77      |      51      | 1,60  |      71       |      46
---------------------------------------------------------------------
      75      |      50      | 1,58  |      69       |      45
---------------------------------------------------------------------
      73      |      49      | 1,56  |      68       |      44
---------------------------------------------------------------------
      71      |      47      | 1,54  |      66       |      43
---------------------------------------------------------------------
      69      |      46      | 1,52  |      64       |      42
---------------------------------------------------------------------
      68      |      45      | 1,50  |      63       |      41

   Viene giudicato permanentemente inabile il soggetto:
    - di sesso maschile con I.M.C. maggiore di 30 e minore di 20;
    - di sesso femminile con I.M.G. maggiore di 28 e minore di 18.
   Puo'  essere  giudicato idoneo il soggetto con I.M.C. superiore ai
limiti  sopra  indicati, in cui l'eccesso ponderale e' da attribuirsi
prevalentemente  alla  massa  muscolare  e non ad un eccesso di massa
grassa.


                             Articolo 2
            DISENDOCRINIE, DISMETABOLISMI ED ENZIMOPATIE

   a) I  difetti  del  metabolismo  glicidico,  lipidico o protidico;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano tra i difetti del metabolismo glicidico:
    - diabete mellito di tipo 1 e 2;
    - ridotta tolleranza glucidica;
    - glicosurie   normoglicemiche   (la   glicosuria   deve   essere
riscontrata in piu' determinazioni).
   Sono indicativi di diabete mellito:
    - valori di glicemia eguali o superiori a 126 mg/dl in almeno due
determinazioni,  effettuate  al  mattino dopo 12 ore di digiuno ed in
assenza di altre condizioni interferenti;
    - emoglobina glicosilata con valori superiori al 6%;
    - nella  valutazione dei difetti del metabolismo glicidico potra'
essere utilizzata la metodica della curva da carico orale di glucosio
(da  non  effettuare  se  la  glicemia  a  digiuno e' superiore a 126
mg/dl),  con  pasto standard di 75 grammi di glucosio. Al 120° minuto
se  la  glicemia  e'  superiore  a 200 mg/dl, sara' posta diagnosi di
diabete;  se la glicemia e' compresa tra 126 e 200 mg/dl, sara' posta
diagnosi di ridotta tolleranza glicidica.
   Rientrano tra i difetti del metabolismo lipidico:
    - ipercolesterolemie   primitive   (forma   poligenica   e  forma
familiare);
    - ipertrigliceridemie;
    - iperlipidemie miste.
   Nella    valutazione    delle   dislipidemie   si   terra'   conto
orientativamente   dei   valori   di   laboratorio   (colesterolo   o
trigliceridi  superiori a 250 mg/dl) e dei criteri clinici aggiuntivi
(presenza di xantomi, xantelasmi dell'arco corneale, steatosi epatica
etc.).
   Rientrano tra i difetti del metabolismo proteico:
    - fenilchetonuria;
    - alcaptonuria;
    - omocistinuria;
    - altri.
   b) La mucoviscidosi.
   c)  Le  endocrinopatie;  trascorso,  ove  occorra,  il  periodo di
inabilita' temporanea.
   Rientrano nel presente comma:
    - malattie del sistema ipotalamo - ipofisario;
    - ipogonadismo  primitivo  (sindrome  di Klinefelter, sindrome di
Turner,   sindrome   di   Down,   etc.)   e  secondario  (deficit  di
gonadotropine);
    - malattie  del  corticosurrene (m. di Addison, m. Cushing, m. di
Conn);
    - malattie  della  tiroide  (m.  di Flajani-Graves-Basedow, gozzo
multinodulare, ipotiroidismi);
    - feocromocitoma e paraganglioma;
    - malattie delle paratiroidi.
   d)  I  difetti quantitativi o qualitativi degli enzimi; trascorso,
ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano nel presente comma:
    - sindrome di Gilbert;
    - la  iperbilirubinemia  indiretta  superiore a 4 mg/dl in almeno
due determinazioni effettuate al mattino dopo 12 ore di riposo;
    - deficit di G6PDH, anche se parziale;
    - diabete insipido;
    - porfirie;
    - glicogenosi;
    - tesaurismosi lipidiche e mucopolisaccaridiche;
    - sindrome di Ehlers-Danlos;
    - sindrome di Marfan.


                             Articolo 3
             MALATTIE DA AGENTI INFETTIVI E DA PARASSITI

   Le  malattie da agenti infettivi e da parassiti che siano causa di
rilevanti limitazioni funzionali oppure siano accompagnate da grave e
persistente  compromissione  delle  condizioni generali o della crasi
ematica   o   che   abbiano   caratteristiche   di  cronicita'  o  di
evolutivita';  trascorso,  ove  occorra,  il  periodo  di  inabilita'
temporanea.
   Rientrano in questo articolo:
    - la  tubercolosi polmonare ed extrapolmonare ed i suoi esiti. Il
complesso primario non e' causa di inabilita' al servizio militare;
    - il morbo di Hansen;
    - la sifilide;
    - la  positivita' per l'antigene dell'HBV, la positivita' per gli
anticorpi  per HCV, confermata con i saggi di immunoblotting o con la
ricerca  del genoma virale mediante la metodica PCR (Polymerase Chain
Reaction);
    - la  positivita'  per  gli  anticorpi HIV determinati con metodo
ELISA, confermata con Western Blot o PCR.


                             Articolo 4
                             EMATOLOGIA

   a. Le malattie primitive del sangue e degli organi emopoietici.
   Rientrano in questo comma:
    - le malattie ematologiche primitive.
   La microcitemia costituzionale o trait talassemico non e' causa di
inabilita'   al   servizio   militare  quando  presenta  le  seguenti
caratteristiche:
   - Hb maggiore di 11 gr/dl per i maschi e 10 gr/dl per le femmine;
    - regolare sviluppo somatico;
    - assenza di splenomegalia;
    - assenza di segni di emolisi;
    - sideremia e ferritina normali o aumentate.
   b.  Le  malattie secondarie del sangue e degli organi emopoietici;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   La  splenectomia  post-traumatica  senza  alterazioni  della crasi
ematica non e' causa di inabilita'.


                             Articolo 5
                         IMMUNOALLERGOLOGIA

   a. L'asma bronchiale allergico e le altre gravi allergie, anche in
fase  asintomatica,  trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita'
temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - i   soggetti   che   presentino  alle  prove  di  funzionalita'
respiratoria  (PFR)  valori  di Volume Espiratorio Massimo al Secondo
minore di 80% teorico;
    - i  soggetti con prove di funzionalita' respiratoria negative ma
con  test  di stimolazione bronchiale positivo (BPT) con PD 20% FEV 1
minore di 800 microgrammi di metacolina;
    - i  soggetti allergici stagionali con negativita' alle PFR ed al
BPT  e  positivita' ai prick test cutanei o alla determinazione delle
IgE  specifiche  del  siero  (con  metodica  RAST  o immunoenzimatica
ELISA),  che  risultino  al  BPT,  praticato  durante  la stagione di
pollinazione,  positivi con PD 20% FEV 1 minore di 800 microgrammi di
metacolina;
    - la rinite con spirometria basale nella norma ed iperreattivita'
bronchiale  aspecifica  nel range degli asmatici (PD 20% FEV 1 minore
di 800 microgrammi di metacolina).
   b.  Le  gravi  intolleranze ed idiosincrasie a farmaci od alimenti
anche  in  fase  asintomatica,  accertate  con  gli appropriati esami
specialistico-strumentali;  trascorso,  ove  occorra,  il  periodo di
inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - le allergie e le intolleranze ad alimenti di abituale consumo;
    - le reazioni da farmaci di uso corrente e non sostituibili;
    - l'allergia a veleno di imenotteri.
   Sono utili per il giudizio diagnostico:
    - esame  emocromocitometrico con formula leucocitaria (aumento di
eosinofili);
    - prove di funzionalita' epatica (transaminasi, bilirubina totale
e frazionata, etc.);
    - elettroforesi delle proteine (picco delle gamma);
    - dosaggio delle IgE totali (PRIST);
    - test  cutanei  per  puntura  (skin prick test) o determinazione
delle IgE specifiche nel siero con metodiche RAST o immunoenzimatiche
ELISA.
   Puo' essere inoltre utile l'esecuzione del test prick by prick.
   Sono  da considerarsi esami di approfondimento quelli che indagano
la  funzione  del  complemento  e  gli immunocomplessi circolanti; in
presenza  di  manifestazioni  gastroenteriche  e' utile l'esame delle
feci  ed accertamenti diagnostici del tratto digerente superiore (RX;
endoscopia).
   c.  Le  sindromi  da immunodeficienza, anche in fase asintomatica,
accertate   con   gli  appropriati  esami  specialistico-strumentali;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - le sindromi da immunodeficienza primitive:
    - agammaglobulinemia;
    - ipogammaglobulinemia;
    - difetti  di  singole  classi  e  sottoclassi anticorpali, tra i
quali i difetti delle IgA;
    - difetti dell'immunita' cellulare specifica e aspecifica;
    - difetti del complemento.
   Le diagnosi di cui sopra saranno formulate previa esecuzione di:
    - dosaggio  delle  IgA  sieriche per le sindromi da deficit delle
immunoglobuline;
   -   analisi   fenotipica   e   funzionale   delle   popolazioni  e
sottopopolazioni linfocitarie;
   analisi quantitativa e funzionale dei fattori del complemento;
    - analisi della funzione fagocitaria,
   d. Le connettiviti sistemiche.
   Rientrano in questo comma:
    - il lupus eritematoso sistemico;
    - l'artrite reumatoide;
    - la sindrome di Sjogren;
    - la panarterite nodosa;
    - la dermatomiosite, la polimiosite e la connettivite mista.


                             Articolo 6
                            TOSSICOLOGIA

   Lo  stato  di intossicazione cronica da piombo o da altri metalli;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.


                             Articolo 7
                              NEOPLASIE

   a. I tumori maligni.
   b.  I  tumori  benigni  ed  i loro esiti, quando per sede, volume,
estensione   o   numero   siano   deturpanti  o  producano  rilevanti
alterazioni strutturali o funzionali.


                             Articolo 8
                               CRANIO

   a.  Le  malformazioni craniche congenite con evidenti deformita' o
rilevanti disturbi funzionali.
   b. Le alterazioni morfologiche acquisite delle ossa del cranio che
determinano evidenti deformita' o rilevanti disturbi funzionali o che
interessano la teca interna.


                             Articolo 9
                     COMPLESSO MAXILLO FACCIALE

   a.  Le  malformazioni  e  gli  esiti  di patologie o lesioni delle
labbra,  della  lingua  e dei tessuti molli della bocca che producano
gravi  disturbi  funzionali;  trascorso,  ove  occorra, il periodo di
inabilita' temporanea.
   b.  Le  malformazioni,  gli  esiti  di  lesioni  o  di  interventi
chirurgici  correttivi, le patologie del complesso maxillo-facciale e
le  alterazioni dell'articolarita' temporo-mandibolare causa di gravi
alterazioni   funzionali;  trascorso,  ove  occorra,  il  periodo  di
inabilita' temporanea.
   c.  Le  malformazioni  e  gli  esiti  di  patologie  dell'apparato
masticatorio   che   determinano   rilevanti   disturbi   funzionali;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - la   mancanza  o  l'inefficienza  (per  carie  destruente,  per
parodontopatia o per anomalie dentarie) del maggior numero di denti o
di almeno otto tra incisivi e canini.
   La  dicitura  "del  maggior  numero  di  denti" va interpretata in
relazione ad un massimo teorico di 28 elementi dentari; gli eventuali
terzi  molari  presenti  andranno  conteggiati  solo  nel  caso siano
efficienti  nella  funzione  masticatoria  in  sostituzione  di altri
elementi dentari mancanti;
    - le  malocclusioni  dentali  con  segni clinici o radiologici di
patologia   dentale  o  paradentale.  Il  concetto  di  insufficienza
masticatoria  non e' vincolato al numero di' denti presenti in bocca,
bensi'  alla  loro funzione; a tal fine viene considerata sufficiente
la  masticazione  quando  siano presenti o due coppie di molari o tre
coppie tra molari e premolari, purche' in ingranaggio in occlusione.
   Le  malocclusioni dentarie che, pur in presenza del maggior numero
dei denti, non permettano un corretto ingranaggio occlusale di almeno
2  coppie  di  molari  o  3  coppie  di  molari  e premolari, vengono
considerate causa di "insufficienza masticatoria".
   La   protesi  efficiente  va  considerata  sostitutiva  del  dente
mancante.
   •  gli  estesi impianti dentali con segni clinici e radiologici di
perimplantite.
   L'impianto   dentario  viene  considerato  sostitutivo  del  dente
mancante  solo  se  non  presenta  segni  clinici  e  radiologici  di
perimplantite ed inefficienza.


                             Articolo 10
                      APPARATO CARDIOVASCOLARE

   a. Le malformazioni del cuore e dei grossi vasi.
   Rientrano in questo comma:
    - la destrocardia;
    - le cardiopatie congenite ed i loro esiti.
   b.  Le  malattie  dell'endocardio,  del  miocardio,  dell'apparato
valvolare,   del  pericardio,  dei  grossi  vasi  ed  i  loro  esiti;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - il  trapianto  di  cuore,  le  protesi  vascolari, gli esiti di
intervento riparativo sulle strutture valvolari e dei grossi vasi con
alterazioni funzionali;
    - gli esiti di pericardite, miocardite ed endocardite;
    - la stenosi e la insufficienza valvolare;
    - le  anomalie biometriche ecocardiografiche non correlate con la
superficie corporea;
    - il    prolasso   valvolare   con   rigurgito   emodinamicamente
significativo;
    - la pregressa pericardite, miocardite ed endocardite anche senza
esiti.
   c.  Le  gravi  turbe  del  ritmo  cardiaco e le gravi anomalie del
sistema  specifico  di conduzione; trascorso, ove occorra, il periodo
di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - blocco  atrioventricolare di I° grado che non regredisce con lo
sforzo fisico adeguato;
    - blocco atrioventricolare di II° e III° grado;
    - sindrome di Wolf Parkinson White;
    - blocco di branca sinistra;
    - extrasistolia ventricolare frequente (superiore a 100/h.);
    - sindrome ipercinetica cardiaca;
    - il  ritardo di attivazione intraventricolare anteriore sinistro
a  QRS  stretto, associato a ritardo di attivazione intraventricolare
destro, stabili;
    - la  conduzione  A-V  accelerata,  espressione  di  anomalie del
sistema specifico di conduzione.
   d.  L'ipertensione  arteriosa persistente; trascorso, ove occorra,
il periodo di inabilita' temporanea; dopo osservazione.
   Rientra in questo comma:
    - l'ipertensione  arteriosa  persistente  di confine (border-line
secondo l'O.M.S.).
   Per   l'accertamento   della  ipertensione  arteriosa  persistente
occorre effettuare:
   possibilmente monitoraggio pressorio dinamico delle 24 h.;
   in  alternativa almeno tre rilevamenti, praticati in condizioni di
riposo psicofisico, che presentino valori della pressione sistolica >
150 mm Hg e della pressione diastolica > 90 mm Hg.
   e. Gli aneurismi, le angiodisplasie e le fistole arterovenose.
   f.  Le  altre  patologie  delle arterie e quelle dei capillari con
disturbi  trofici o funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di
inabilita' temporanea.
   Rientra in questo comma:
    - il morbo di Raynaud primitivo.
   g.  Le  ectasie  venose  estese  con  incontinenza  valvolare  o i
disturbi del circolo venoso profondo.
   h.  Le  flebiti  e le altre patologie del circolo venoso ed i loro
esiti  con  disturbi trofici e funzionali; trascorso, ove occorra, il
periodo di inabilita' temporanea.
   i.  Le  patologie  gravi dei vasi e dei gangli linfatici ed i loro
esiti; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientra in questo comma:
    - la  linfostasi  costituzionale  piede  -  gamba  con  rilevanti
disturbi funzionali.


                             Articolo 11
                        APPARATO RESPIRATORIO

   a. Le  malattie croniche dei bronchi e dei polmoni; trascorso, ove
occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   b. Le  malattie delle pleure ed i loro esiti rilevanti; trascorso,
ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   c. I  dismorfismi della gabbia toracica con alterazioni funzionali
respiratorie.
   Rientrano in questo articolo:
    - le bronchiectasie, le bronchiti croniche, l'enfisema;
    - il pneumotorace;
    - gli  esiti  lievi  di  pleurite non tubercolare con alterazioni
funzionali;
    - gli   esiti   di  obliterazione  del  seno  costofrenico  e  di
scissurite aspecifica con lievi alterazioni funzionali;
    - le  alterazioni funzionali respiratorie da pectus excavatum, da
pectus carenatum, da cifosi e da scoliosi;
    - gli esiti di traumatismi toracici con alterazioni funzionali.


                             Articolo 12
                         APPARATO DIGERENTE

   a. Le  malformazioni  e le malattie croniche delle ghiandole e dei
dotti  salivari  che  producono gravi disturbi funzionali; trascorso,
ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   b. Le  malformazioni,  le  anomalie di posizione, le patologie o i
loro esiti del tubo digerente, del fegato e vie biliari, del pancreas
e  del  peritoneo  che,  per natura, sede e grado producano rilevanti
disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita'
temporanea.
   c. Le ernie viscerali.
   d. Gli  esiti  di  intervento  chirurgico  con  perdita  totale  o
parziale di un viscere.
   Rientrano in questo articolo:
    - tutte le ernie viscerali, compresa l'ernia iatale con esofagite
o disturbi funzionali di notevole grado;
   L'ernia inguinale allo stato di punta non e' causa di inabilita'.
    - le   stenosi,   le   distopie,   il  "mesenterium  comune",  le
splancnoptosi, il dolicocolon;
    - le   fistole   anali   e   perianali  sottomucose  con  flogosi
ricorrenti.
   Gli  esiti di appendicectomia e di colecistectomia senza rilevanti
disturbi funzionali non costituiscono motivo di inabilita'.


                             Articolo 13
                              MAMMELLA

   Le  patologie  ed  i loro esiti della ghiandola mammaria che siano
causa  di  rilevanti  disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il
periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo articolo:
    - la mancanza congenita od acquisita anche di una sola mammella;
    - i processi flogistici o displastici ed i loro esiti di notevole
entita';
    - gli  esiti di mastoplastica riduttiva con rilevanti limitazioni
funzionali;
    - la  ginecomastia  voluminosa  dell'uomo che comporti un aspetto
ginoide anche in assenza di endocrinopatie.
   La protesi mammaria non e' causa di inabilita' quando e' applicata
con   mezzi   di  ultima  generazione  e  qualitativamente  adeguati,
garantiti dall'azienda costruttrice e regolarmente testati, con buona
riuscita   tecnica   ed  estetica  dell'impianto  ed  in  assenza  di
complicanze anatomo-funzionali (ad es. capsulite retraente, etc.).
   La  megalomastia  e'  causa  di inabilita' solo quando costituisce
impaccio motorio o grave disarmonia somatica.


                             Articolo 14
                        APPARATO UROGENITALE

   a.  Le malformazioni, le malposizioni, le patologie o i loro esiti
del  rene, della pelvi, dell'uretere, della vescica e dell'uretra che
sono  causa  di  rilevanti  alterazioni  funzionali;  trascorso,  ove
occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo articolo:
   RENE

    - le anomalie di numero: l'agenesia renale e quelle in cui, oltre
alla   presenza   dei   due   reni  ortotopici  metanefrici,  i  reni
soprannumerari  presentino  vascolarizzazione  ed  apparato escretore
propri;
    - le  anomalie  di  forma:  rene  a  ferro  di  cavallo,  il rene
multicistico, il rene a spugna;
    - le  anomalie  di  sede:  l'ectopia pelvica congenita e la ptosi
renale di 3° grado;
    - malattie  croniche:  nefrolitiasi,  nefropatie  congenite (rene
policistico), glomerulonefrite e pielonefriti croniche.

   PELVI ED URETERE
    - Le anomalie di numero, di forma, di sede e le malattie croniche
che  determinino  ostruzione  al  deflusso urinario con dilatazione a
monte o alterazione della clearance della creatinina.

   VESCICA
    - Le  malformazioni  e  le  malattie  della  vescica  escluse  le
semplici forme batteriche e parassitarie senza esiti.

   URETRA
    - Le  malformazioni,  le  stenosi  e  le dilatazioni con disturbi
manifesti della minzione.
   b.  Le malformazioni, le malposizioni, le patologie o i loro esiti
dell'apparato   genitale   maschile   che  sono  causa  di  rilevanti
alterazioni   funzionali;  trascorso,  ove  occorra,  il  periodo  di
inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:

   URETRA
    - le fistole uretrali a sbocco penieno;
    - l'epispadia;
    - l'ipospadia oltre il solco balano-prepuziale.

   PROSTATA
    - le prostatiti croniche batteriche.

   PENE
    - le malformazioni gravi del pene;
    - la perdita anche parziale del pene.

   SCROTO E STRUTTURE ENDOSCROTALI
    - ipoplasia   o   mancanza   anche  di  un  solo  testicolo,  con
alterazioni anatomofunzionali del controlaterale;
    - ritenzione od ectopia di entrambi i testicoli;
    - ritenzione   testicolare   unilaterale   addominale,   in  sede
intramurale o sottocutanea;
    - esiti  di  intervento  di orchidopessi con testicolo fisso alla
radice dello scroto, anche se con lievi disturbi funzionali;
    - idrocele molto voluminoso e sotto tensione;
    - idrocele comunicante;
    - varicocele  di  III°  grado  permagno  con  deformazione  molto
evidente dello scroto;
    - cisti endoscrotale molto voluminosa e sotto tensione.
   c. Le malformazioni, le malposizioni, le patologie o i loro esiti,
dell'apparato   genitale   femminile  che  sono  causa  di  rilevanti
alterazioni   funzionali;  trascorso,  ove  occorra,  il  periodo  di
inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - la mancanza di ambedue le ovaie;
    - l'aplasia completa dell'utero e della vagina;
    - i prolassi urogenitali di qualunque grado;
    - le fistole genitali di qualunque natura;
    - le  malformazioni  e  cisti vulvari che sono causa di rilevanti
alterazioni funzionali.
   Per  il  giudizio  diagnostico e' necessaria l'effettuazione della
ecografia pelvica.


                             Articolo 15
                             NEUROLOGIA

   a.  Le  malattie  del  sistema nervoso centrale e i loro esiti che
siano  causa  di  rilevanti  alterazioni  funzionali;  trascorso, ove
occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma
    - le   malattie   di  natura  malformativa,  vascolare,  tossica,
infettiva, parassitaria, autoimmune e degenerativa.
   Rientrano altresi' in questo comma:
    - le   cefalee   primarie  con  marcata  sintomatologia  (deficit
neurologici,  intensi fenomeni neurovegetativi, restrizioni del campo
visivo, intensa foto- e fonofobia, etc);
    - la nevralgia del trigemino in profilassi farmacologica.
    - tutte  le  altre  malattie  del  S.N.C.  che presentino un dato
obiettivo  stabilizzato  ed  invalidante (paralisi spastica, paralisi
flaccida, atrofia muscolare polidistrettuale, atassia grave, etc.).
   b.  Le  malattie del sistema nervoso periferico e i loro esiti che
siano  causa  di  rilevanti  alterazioni  funzionali;  trascorso, ove
occorra, il periodo di inabilita' temporanea:
   Per  alterazione  funzionale  rilevante  si intende la presenza di
marcata ipostenia o ipotrofia valutata elettromiograficamente.
   c.   Le   miopatie  causa  di  rilevanti  alterazioni  funzionali;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - le distrofie muscolari, le miotonie, le miastenie, etc.
   d.  Le epilessie; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita'
temporanea.
   Rientrano in questo comma
    - tutte le sindromi epilettiche, anche se pregresse.
   e.  Gli  esiti  di  traumi  encefalici  e  midollari con rilevante
limitazione   funzionale;  trascorso,  ove  occorra,  il  periodo  di
inabilita' temporanea.
   Per   limitazione   funzionale   rilevante   si   intende   quella
caratterizzata  da  alterazioni  dell'esame  obiettivo  neurologico o
dell'esame  neuroradiologico  o  da  marcate  alterazioni  dell'esame
elettroencefalografico.
   Non e' causa di inabilita' il singolo episodio convulsivo in epoca
precedente  gli  ultimi  cinque anni purche' chiaramente correlato ad
una   causa   non   ricorrente   e   dopo  valutazione  specialistica
neurologica.


                             Articolo 16
                             PSICHIATRIA

   a.  Il  ritardo  mentale,  di  qualsiasi  livello, purche' tale da
pregiudicare il rapporto di realta' o le capacita' relazionali.
   Rientra in questo comma
    - il  ritardo mentale con QI minore di 70. Il ritardo mentale con
QI tra 70 e 80 e' da valutare globalmente.
   Sono necessari per il giudizio diagnostico:
    - ritardo mentale grave e moderato: colloquio clinico;
    - ritardo mentale lieve: colloquio clinico e test di livello.
   b. i disturbi del controllo degli impulsi;
   c. i disturbi dell'adattamento;
   d. i disturbi della comunicazione;
   e. i disturbi da tic;
   f. i disturbi delle funzioni evacuative;
   g. i disturbi del sonno;
   h. i disturbi della condotta alimentare;
   i. le parafilie e i disturbi della identita' di genere;
   Il  comportamento  omosessuale  rientra  nel precedente comma solo
quando   determina   una   condizione  di  disagio  soggettivo  o  di
disfunzionamento  relazionale  o  sociale  (disadattamento,  disturbi
d'ansia, distimici, etc.).
   Nei  casi  in  cui  il  comportamento  omosessuale sia espressione
sintomatica  di  disturbi  psichiatrici  primari, si applica il comma
relativo al disturbo accertato.
   l.   i   disturbi   correlati  all'uso  di  sostanze  psicoattive;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Sono necessari per il giudizio diagnostico:
    - ricerca   dei   cataboliti   urinari  (cannabinoidi,  oppiacei,
cocaina, anfetamine etc.);
    - colloquio   clinico   mirato   a   valutare   la  struttura  di
personalita';
    - eventuali test psicodiagnostici;
    - eventuali prove di funzionalita' epatica.
   m. I disturbi mentali dovuti ad una patologia organica; trascorso,
ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - i  disturbi  mentali  correlati  a causa organica (es: esiti di
traumi cranici, processi infiammatori del SNC, epilessia, etc.).
   Sono necessari per il giudizio diagnostico:
    - documentazione  attestante  l'esistenza  di un fattore organico
etiologicamente correlato al disturbo;
    - eventuali controlli clinici e strumentali;
    - colloquio clinico;
    - eventuali test psicodiagnostici.
   n.  I disturbi di personalita'; trascorso, ove occorra, il periodo
di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - la personalita' border-line, sociopatica, impulsiva, etc;
    - le   personalita'   immature,  insicure,  labili,  emotivamente
ipersensibili, con conflittualita' nevrotica, etc.
   Sono necessari per il giudizio diagnostico:
    - eventuali test psicodiagnostici;
    - colloquio  clinico, teso ad evidenziare l'esistenza di costanti
caratteristiche    psicologiche   abnormi   che   rendano   difficile
l'adattamento  ai  normali  impegni della vita quotidiana e alla vita
sociale e di relazione;
    - valutazione dell'eventuale terapia effettuata o in atto.
   o.  I  disturbi  nevrotici e reattivi; i disturbi dell'umore senza
sintomi  psicotici,  i disturbi d'ansia (attacchi di panico, disturbo
ossessivo-compulsivo,  disturbo  post-traumatico  da  stress, etc), i
disturbi  somatoformi  e da conversione, le sindromi marginali, etc.;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Sono necessari per il giudizio diagnostico:
    - colloquio clinico;
    - eventuali test psicodiagnostici;
    - valutazione dell'eventuale terapia effettuata o in atto;
    - esame  di eventuale documentazione clinica redatta da strutture
specialistiche pubbliche.
   p.  I  disturbi  psicotici,  anche  se  in  fase  di compenso o di
remissione  clinica; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita'
temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - la   schizofrenia,   il   disturbo   delirante,   il   disturbo
schizoaffettivo;
    - il disturbo psicotico breve;
    - il disturbo dell'umore associato a sintomi psicotici;
    - i disturbi bipolari etc.
   Sono necessari per il giudizio diagnostico:
    - colloquio clinico;
    - eventuali test psicodiagnostici;
    - valutazione della eventuale terapia effettuata o in atto.


                             Articolo 17
                            OFTALMOLOGIA

   a.  Le  malformazioni, le disfunzioni, le patologie o gli esiti di
lesioni  delle  palpebre  e delle ciglia, anche se limitate a un solo
occhio,   quando   siano  causa  di  rilevanti  disturbi  funzionali;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   b.  Le  malformazioni, le malattie croniche e gli esiti di lesioni
delle  ghiandole  e  delle  vie  lacrimali,  quando  siano  causa  di
rilevanti  disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di
inabilita' temporanea.
   c.  I  disturbi  della  motilita'  del globo oculare, quando siano
causa  di diplopia o deficit visivi previsti dal successivo comma g.)
o    qualora   producano   alterazioni   della   visione   binoculare
(soppressione);  trascorso,  ove  occorra,  il  periodo di inabilita'
temporanea.
   Sono necessari per il giudizio diagnostico:
    - cover  test  con  eventuale valutazione del senso stereoscopico
mediante test idoneo;
    - test di Worth: per la valutazione della soppressione.
   d. Le gravi discromatopsie,
   Rientrano in questo comma:
    - le distrofie maculari;
    - le   maculopatie   con  alterazioni  delle  membrane  profonde,
eventualmente  accompagnate  da  nistagmo, con discromatopsie che non
consentono la visione dei colori fondamentali.
   Sono necessari per il giudizio diagnostico il test delle matassine
di  lana  colorate  o,  se  non  sufficiente, quello con le tavole di
Ishihara; ove ritenuto necessario test di Farnsworth.
   e.  La  anoftalmia;  le  malformazioni, le malattie croniche e gli
esiti  di  lesioni dell'orbita, del bulbo oculare e degli annessi con
rilevanti   alterazioni   anatomiche  o  funzionali;  trascorso,  ove
occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - il cheratocono di' qualsiasi grado;
   le gravi distrofie corneali a qualsiasi stadio;
   le uveiti e le infiammazioni dei tessuti e dei vasi retinici anche
in fase di quiescenza;
    - le  degenerazioni  vitroretiniche  regmatogene,  anche  se gia'
sottoposte  a  specifico trattamento. Per il giudizio diagnostico del
cheratocono  occorre  l'oftalmometria  e,  ove  necessario,  la mappa
corneale.
   f.  Il  glaucoma  e  le  disfunzioni  dell'idrodinamica endoculare
potenzialmente  glaucomatogene; trascorso, ove occorra, il periodo di
inabilita' temporanea.
   g.  I  vizi  di  refrazione  che,  corretti,  comportano  un visus
inferiore agli 8/10 complessivi o inferiore ai 2/10 in un occhio.
   h.  I  difetti  del  campo  visivo, anche monoculari, che riducano
sensibilmente la visione superiore o laterale o inferiore.
   E'  necessaria per il giudizio diagnostico la perimetria statica o
quella dinamica o computerizzata.
   i. L'emeralopia.
   L'emeralopia   e  le  distrofie  tapeto-retiniche  sono  causa  di
inidoneita'  anche  quando  non  si associano ad alterazioni evidenti
delle membrane profonde dell'occhio.
   Per   il   giudizio   diagnostico   sono   necessari   gli   esami
elettrofunzionali.
   l.  La  miopia  o  l'ipermetropia,  senza  o con astigmatismo, che
superi  in  ciascun  occhio,  rispettivamente,  le 8 e le 7 diottrie,
anche in un solo meridiano.
   m.  L'astigmatismo  misto  in  cui  la  somma tra i due meridiani,
miopico e ipermetropico, superi le 5 diottrie.
   n.  Le  anisometropie  in  cui  la differenza tra i meridiani piu'
ametropi  dei  due  occhi  superi  le  5  diottrie  o  che comportino
alterazione della visione binoculare.


                             Articolo 18
                        OTORINOLARINGOIATRIA

   a.   Le   malformazioni  ed  alterazioni  congenite  ed  acquisite
dell'orecchio  esterno,  dell'orecchio  medio, dell'orecchio interno,
quando  siano  deturpanti  o  causa di rilevanti disturbi funzionali;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - Le  gravi  malformazioni ed alterazioni acquisite dell'orecchio
esterno   (mancanza   totale  ed  esiti  deturpanti  di  lesioni  del
padiglione  auricolare,  macro  e microtia di notevole grado, atresia
del  condotto, etc.);1'anotia, l'atresia auris congenita, sindrome di
Goldenhar, sindrome di Franceschetti, micro e macrotia con padiglione
modificato per dimensione, di misura superiore al 50%.
   Nei  casi  di  disturbi  funzionali  e' necessario per il giudizio
diagnostico l'esame audiometrico tonale di base.
    - L'otite    media   cronica   colesteatomatosa,   l'iperplastica
granulomatosa  o  con  segni  di  carie  ossea, la purulenta semplice
secernente; l'otite cronica iperplastica polipoide;
    - gli   esiti   di   ossiculoplastica  e  di  terapia  chirurgica
dell'otosclerosi;
    - gli esiti di interventi chirurgici sull'orecchio interno;
    - i processi flogistici cronici su esiti di timpanoplastica ed in
esito ad interventi chirurgici sull'orecchio medio.
   Sono   compatibili   con   un   giudizio   di  idoneita':  l'otite
mucogelatinosa cronica, la media catarrale cronica, la sclero adesiva
e  gli esiti cicatriziali e di pregresse flogosi dell'orecchio medio,
le perforazioni timpaniche non secernenti nonche' l'otorrea tubarica.
   Si  formula  un  giudizio  di  inabilita'  nel  caso  di  processi
flogistici  cronici  in  esito ad interventi chirurgici sull'orecchio
medio. La valutazione deve essere comunque anatomica e funzionale.
   Sono necessari per il giudizio diagnostico:
    - esame audiometrico tonale di base;
    - esame impedenzometrico (in assenza di controindicazioni).
    - L'otosclerosi e le osteodistrofie del labirinto;
    - le  affezioni  organiche o funzionali dell'apparato vestibolare
periferico o centrale;
    - le  sindromi vestibolari dovute a malattia di Meniere, a tumori
dell'VIII° nervo cranico, ad otosclerosi e ad affezioni organiche del
sistema nervoso centrale;
    - le  sindromi  vestibolari  periferiche  di  altra  natura senza
compenso o con compenso incompleto;
    - l'areflessia bilaterale persistente.
   Sono   necessari   per   il   giudizio   diagnostico   gli   esami
otofunzionali.
   b.  Le ipoacusie monolaterali con perdita uditiva, calcolata sulla
medie  delle quattro frequenze fondamentali (500 - 1000 - 2000 - 3000
Hz)  maggiore  di  65  dB;  trascorso,  ove  occorra,  il  periodo di
inabilita' temporanea.
   Rientrano nel presente comma:
    - le  ipoacusie  monolaterali pari all'entita' sopraindicata Sono
necessari per il giudizio diagnostico gli esami otofunzionali.
   c.  Le  ipoacusie  bilaterali  con  percentuale  totale di perdita
uditiva (P.P.T.) maggiore del 40%; trascorso, ove occorra, il periodo
di inabilita' temporanea.
   Rientrano nel presente comma:
    - il sordomutismo;
    - le  ipoacusie bilaterali dell'entita' sopra indicata con P.P.T.
calcolata  secondo  i  criteri  indicati  nella  tabella  di  seguito
riportata:

       CALCOLO DELLA PERCENTUALE DI PERDITA UDITIVA BILATERALE
                               TABELLA
=====================================================================
      |       |   500   |  1000   |  2000  |  3000  |     V.O.C.
=====================================================================
  %   |   0   |    0    |    0    |   0    |   0    |a metri 20
  %   |   5   |  1.25   |  1.75   |   1    |   1    |a metri 10
  %   |  10   |  2.50   |  3.50   |   2    |   2    |a metri 8
  %   |  15   |  3.75   |  5.25   |   3    |   3    |a metri 7
  %   |  20   |    5    |    7    |   4    |   4    |a metri 6
  %   |  25   |  6.25   |  8.75   |   5    |   5    |a metri 5
  %   |  30   |  7.50   |  10.50  |   6    |   6    |a metri 4
  %   |  35   |  8.75   |  12.25  |   7    |   7    |a metri 3
  %   |  40   |   10    |   14    |   8    |   8    |a metri 2.5
  %   |  45   |  11.25  |  15.75  |   9    |   9    |a metri 2
  %   |  50   |  12.50  |  17.50  |   10   |   10   |a metri 1.5
  %   |  55   |  13.75  |  19.25  |   11   |   11   |a metri 1
  %   |  60   |   15    |   21    |   12   |   12   |a metri 0.5
  %   |  65   |  16.25  |  22.75  |   13   |   13   |a metri 0.5
  %   |  70   |  17.50  |  24.50  |   14   |   14   |a metri 0.25
  %   |  75   |  18.75  |  26.25  |   15   |   15   |a metri 0.25
  %   |  80   |   20    |   28    |   16   |   16   |ad concham

   Sono  necessari  per  il  giudizio  diagnostico  gli  stessi esami
indicati al comma b. per l'ipoacusia monolaterale.

   AVVERTENZA
   La   P.P.T.   (perdita   percentuale  totale)  biauricolare  sulle
frequenze  500,  1000, 2000, 3000 e 4000 Hz, si determina mediante la
seguente formula:
   (orecchio migliore x 7 + orecchio peggiore)
                       8                       + valore ponderale del
4000 Hz
   dove  il  valore ponderale e' 4000 Hz, prendendo in considerazione
solo il valore piu' grave tra i due orecchi e cosi' definito:
   5 per perdite in dB comprese fra 25 e 34
   8 per perdite in dB comprese tra 35 e 59
   12 per perdite in dB oltre i 60
   La perdita uditiva monolaterale e bilaterale e' determinata con le
modalita' indicate nei precedenti commi b. e c.
   d. Le malformazioni e le alterazioni acquisite del naso e dei seni
paranasali,  quando  siano  causa  di  rilevanti disturbi funzionali;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano nel presente comma:
    - le   malformazioni,  le  alterazioni  acquisite,  le  affezioni
croniche,  le  notevoli  deformazioni  della  piramide  e delle fosse
nasali:  l'atresia  delle  narici, l'atresia coanale, la mancanza del
naso,  la  stenosi nasale da malformazione o deviazione del setto, le
cisti  e  fistole con flogosi recidivanti, il rinoscleroma, la rinite
ozenatosa,  il  polipo sanguinante delle fosse nasali e il papillomma
invertito etc.;
    - le gravi stenosi nasali.
   E'  necessario per il giudizio diagnostico della stenosi nasale la
rinomanometria   anteriore   attiva   (di   base,   posizionale   con
stimolazioni   aspecifiche,   trasporto  mucociliare).  E'  causa  di
inabilita'   un   grading   della  ostruzione  nasale  rilevato  alla
rinometria  in  rapporto  al  parametro  "somma  di  flusso" di grado
elevato  [da  0  a  300  centimetri  cubi/s  elevata  alla meno 1 (35
centimetri cubi/s elevata alla meno 1)].
    - l'ozena e le affezioni granulomatose e croniche;
    - le  sinusiti  croniche  purulente,  iperplastiche,  polipose  o
ulceronecrotiche.
    - gli esiti di lesioni traumatiche o di interventi chirurgici sui
seni   paranasali   che  producano  scompaginamento  delle  strutture
anatomiche    (distruzione   del   pavimento   dell'orbita,   fistole
cribromeningee, alterazioni della lamina cribrosa, etc.).
   e.  Le  malformazioni  e  le  alterazioni acquisite della faringe,
della  laringe  e  della  trachea,  quando  siano  causa di rilevanti
disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita'
temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - le  flogosi faringotonsillari croniche con presenza nel tampone
faringeo di streptococco beta-emolitico gruppo A e rilievi clinico-si
erologici ad essa correlati;
    - le tonsilliti croniche specifiche;
    - l'ipertrofia tonsillare di grado notevole con gravi alterazioni
funzionali;
   le  malformazioni,  gli  esiti  di  lesioni e le malattie croniche
della  faringe,  con  importanti  alterazioni  funzionali;  l'ascesso
ossifluente  da  morbo  di Pott cervicale, la malattia di Isanbert, i
gozzi tiroidei linguali, gli esiti di processi specifici faringei con
gravi   disturbi  funzionali,  gli  adenomi  ipofisari  extrasellari,
fibroma  giovanile,  cisti  disembriogenetiche e cisti di ritenzione,
fibromixoma faringeo.
   Nella  nevralgia del glosso faringeo bisogna escludere l'esistenza
di  patologie  primitive  di  cui  la nevralgia e' sintomo (neoplasie
dell'angolo  ponto-cerebellare,  aneurisma  della  carotide,  abnorme
lunghezza del processo stiloideo, etc).
    - Le  malformazioni,  gli esiti di lesioni e le malattie croniche
della  laringe e della trachea con importanti alterazioni funzionali;
il  diaframma  congenito,  il  laringocele  congenito e non, le cisti
appendicolari,     l'epiglottide     bifida,     l'agenesia    totale
dell'epiglottide,  gli  esiti  di  lesione  di origine traumatica con
significativo impegno anatomofunzionale, la leucoplasia, gli esiti di
processi   flogistici  con  ampie  mutilazioni  delle  strutture,  la
granulomatosi  di Wegener a localizzazione laringea, la papillomatosi
laringea  giovanile  estesa;  le  stenosi tracheali (post-traumatica,
postinfiammatoria,   postoperatoria)   indipendentemente  dalla  loro
estensione;
    - i gravi disturbi della favella.
   Sono necessari per il giudizio diagnostico:
    per le patologie faringee:
     - laringoscopia indiretta ed ipo-faringoscopia con fibre ottiche
per via nasale e transorale; radiogramma in proiezione laterale.
    per le patologie laringo-tracheali:
     - fibroscopia rigida o flessibile;
     - fibrostroboscopia;
     - stratigrafia laringea in fonazione ed in respirazione;
     - stratigrafia del mediastino.


                             Articolo 19
                            DERMATOLOGIA

   Le alterazioni congenite ed acquisite, croniche della cute e degli
annessi,  estese  o  gravi  o  che,  per  sede, determinino rilevanti
alterazioni  funzionali  o  fisiognomiche; trascorso, ove occorra, il
periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo articolo:
    - le  malattie  infettive cutanee e tutte le dermatiti croniche o
recidivanti di origine flogistica od immunitaria che per la loro sede
ed   estensione   determinino   rilevanti   disturbi  fisiognomici  o
funzionali;
    - dermatite atopica e dermatite da contatto;
    - orticaria cronica;
    - psoriasi;
    - alopecia arcata;
    - acne, iperidrosi e ittioli;
    - nevi congeniti giganti;
    - epidermolisi bollosa.


                             Articolo 20
                         APPARATO LOCOMOTORE

   a.  Le  patologie  ed  i  loro  esiti, anche di natura traumatica,
dell'apparato    scheletrico,    dei    muscoli,    delle   strutture
capsulo-legamentose,  tendinee, aponeurotiche e delle borse sinoviali
causa  di evidenti dismorfismi o di rilevanti limitazioni funzionali;
trascorso, ove occorra, il periodo di inabilita' temporanea.
   Rientrano in questo comma:
    - le      malattie      infiammatorie,     endocrino-metaboliche,
osteodistrofiche, osteocctndrosiche, sistemiche e l'osteonecrosi;
    - scoliosi  con angolo di Lippman Cobb superiore a 25°, la schisi
ampia  di  almeno due archi vertebrali e le altre malformazioni causa
di rilevanti limitazioni funzionali;
    - esiti   funzionali  di  trattamento  chirurgico  della  colonna
vertebrale;
    - le ernie discali ed i loro esiti chirurgici;
    - le  discopatie  e  le protrusioni quando sono associate a segni
clinici (o elettromiografici) di sofferenza radicolare.;
    - le   sinostosi,   emispondilo,   spina   bifida,  spondilolisi,
spondilolistesi,   stenosi  spinali  congenite  ed  acquisite,  costa
cervicale con sintomi nervosi o vascolari, cifosi dorsale superiore a
60°, etc.,
    - le  endoprotesi  ed  artroprotesi  delle  grandi  articolazioni
(spalla, gomito, anca, ginocchio e caviglia);
    - gli esiti di fratture articolari con residua presenza dei mezzi
di  sintesi  o  con  alterazioni  delle  superfici  articolari  e con
possibile evoluzione artrosica;
    - le  patologie  croniche e gli esiti di lesioni delle aponeurosi
(fibromatosi palmare o plantare, retrazioni, ernie muscolari, etc.);
    - le  malformazioni, le patologie croniche e gli esiti di lesioni
dei  muscoli  (miopatie  congenite,  agenesie,  atrofie,  contratture
permanenti, miositi, etc.);
    - le  ipotrofie  muscolari  degli arti con differenza perimetrica
superiore a 2 cm. e con significativo impegno funzionale;
    - le  patologie  croniche  e  gli  esiti di lesioni dei tendini e
delle   borse   (tendinopatie,  lussazioni  tendinee,  disinserzioni,
patologie congenite tendinee, etc.);
    - le  osteocondriti  dissecanti  di  importanti  articolazioni di
carico (anca, ginocchio, tibiotarsica);
    - le   lussazioni   inveterate   e   recidivanti   delle   grandi
articolazioni.
   b. La mancanza anatomica o la perdita funzionale permanente almeno
di:
    1. un dito di una mano;
    2. falangi ungueali delle ultime quattro dita di una mano;
    3.  falangi  ungueali  di  cinque  dita  fra le due mani, escluse
quelle dei pollici.
    4. un alluce;
    5. due dita di un piede.
   c. Le deformita' gravi congenite ed acquisite degli arti.
   Rientrano in questo comma:
    - la dismetria superiore a 3 centimetri tra gli arti inferiori;
    - il ginocchio valgo con distanza intermalleolare superiore a cm.
6;
    - il ginocchio varo con distanza intercondiloidea superiore a cm.
8;
    - il cubito varo o valgo con deviazione superiore a 20°;
    - la sinostosi tarsale e radioulnare;
    - il piede piatto valgo bilaterale e il piede cavo bilaterale con
angolo di Costa Bertani > 140° o di Moreau > 160°;
    - il piede torto;
    - l'alluce   valgo,   il   dito   a  martello  con  sublussazione
metatarso-falangea e le dita sovrannumerarie.
   Per  le  patologie congenite ed acquisite dei piedi sono necessari
per  il  giudizio diagnostico la podoscopia ed esami comparati RX dei
piedi sotto carico.


                             Articolo 21
                    ALTRE CAUSE DI NON IDONEITA'

   a.  Le  imperfezioni  o le infermita' non specificate nel presente
elenco  ma che rendano palesemente il soggetto non idoneo al servizio
militare. Dopo osservazione.
   Rientrano  in  questo  comma  quelle  patologie  alle quali non e'
possibile attribuire alcun articolo dell'elenco stesso.
   b.  Il  complesso  di imperfezioni o infermita' che, specificate o
non nell'elenco, non raggiungono, considerate singolarmente, il grado
richiesto  per  la  riforma  ma che, in concorso tra loro, rendano il
soggetto   palesemente   non   idoneo   al  servizio  militare.  Dopo
osservazione.