(all. 1 - art. 1 )
                                                             ALLEGATO
                   Al Presidente della Repubblica
   Il  consiglio  comunale  di  Villa  di Briano (Caserta), rinnovato
nelle consultazioni elettorali del 7 giugno 1992,  presenta  fenomeni
di  infiltrazione  della  criminalita'  organizzata che compromettono
l'imparzialita'   dell'organo    elettivo,    il    buon    andamento
dell'amministrazione ed il funzionamento dei servizi.
   Invero, dal prefetto di Caserta, con relazione in data 8 settembre
1992,  e'  stato  evidenziato  che  il comprensorio in cui insiste il
comune di Villa di Briano e' caratterizzato dalla presenza  di  varie
organizzazioni   criminali  di  stampo  camorristico  che  mirano  ad
esercitare la loro azione in ogni  settore  della  vita  sociale,  in
spregio   a  qualsiasi  norma  di  civile  convivenza.  Il  grado  di
infiltrazione e condizionamento ad opera di gruppi delinquenziali sul
territorio dell'agro aversano e la pericolosita' dei  mezzi  adottati
ha  gia'  reso  necessario l'intervento dello Stato nei confronti dei
comuni di Casal di Principe, Casapesenna, Cesa, San Cipriano d'Aversa
che sono stati sciolti ai sensi della legge 22 luglio 1991, n. 221.
   In tale contesto, la  gestione  del  comune  di  Villa  di  Briano
risulta  caratterizzata  da  una  grave  e preoccupante situazione di
degrado amministrativo e di diffusa illegalita' in ordine alla  quale
il consiglio comunale, eletto a seguito delle consultazioni svolte il
7  giugno 1992, ha dato chiare manifestazioni non solo di incapacita'
ad  operare  interventi  migliorativi  ma   soprattutto   di   essere
permeabile  ai  condizionamenti della compagine camorristica operante
nella zona.
   Ed infatti, gia' la  precedente  amministrazione  era  incorsa  in
provvedimenti che hanno interessato sia il sindaco Della Corte Biagio
sia  l'allora assessore Giovanni Toscano, in quanto destinatari della
misura interdittiva della sospensione  dalle  funzioni  disposte  dal
Tribunale  di  Santa  Maria  Capua Vetere, nonche' l'intero consiglio
comunale che, in conseguenza delle dimissioni susseguitesi  in  tempi
diversi  di  vari  componenti,  e'  stato  sciolto  con  decreto  del
Presidente della Repubblica in data 21 gennaio 1992.
   Inoltre  sono  state   oggetto   di   numerose   segnalazioni   le
irregolarita'  gestionali  della precedente amministrazione, relative
in  particolare  ai  lavori  di  rifacimento   e   sistemazione   dei
marciapiedi,  alla  gara  d'appalto per la realizzazione della scuola
media  e  a  quella  concernente  l'ampliamento  del  cimitero  e  la
realizzazione di nuovi loculi.
   Anche  la  campagna  elettorale  e'  stata oggetto di segnalazioni
anonime nelle  quali  si  lamentava  la  presenza  di  candidati  con
pregiudizi  penali,  taluni  dei  quali  appoggiati anche da elementi
malavitosi.
   L'incapacita' dell'attuale amministrazione di operare per un reale
miglioramento dei servizi e di essere impermeabile ai condizionamenti
delle organizzazioni criminose  emerge  anche  dalla  fitta  rete  di
alleanze,  consolidata pure tramite rapporti di amicizia e parentela,
che lasciano  alle  medesime  organizzazioni  criminali  liberta'  di
azione  in  vaste  aree  del  territorio,  non  solo  nelle attivita'
tipicamente delinquenziali, ma  soprattutto  in  vari  settori  della
societa'  civile  ed  in  particolare  nelle  attivita'  politiche ed
economiche.
   Emblematico  di  tale  situazione e' il caso dell'attuale sindaco,
Della Corte Roberto, legato da vincoli di  parentela  a  Della  Corte
Giuseppe,  a  sua  volta  gia'  sindaco  e  consigliere, che annovera
precedenti per concussione, associazione di tipo mafioso,  detenzione
illegale  di cartucce di arma da guerra con matricola abrasa e droga.
Il medesimo e'  stato  oggetto  di  sengalazioni  anonime  in  quanto
svolgerebbe  un  ruolo  determinante  nella  vita  amministrativa del
comune.
   La  compromissione  dei  principi  di   legalita'   e   di   buona
amministrazione  ed il malgoverno nella gestione dei servizi emergono
dalla necessita' di interventi operati dal prefetto  di  Caserta  che
per  ben  due  volte,  il  24  ed  il  30 luglio 1992, ha nominato un
commissario ad acta perche' la commissione  elettorale  comunale  non
aveva ottemperato agli obblighi previsti dall'art. 32 del testo unico
20  marzo  1967,  n.  223,  nonche'  alla  ricompilazione delle liste
elettorali di sezione.
   Anche per il settore degli appalti, ove ancora  piu'  segnatamente
si  riscontrano  pericolose  interferenze  e  cointeressenze da parte
della criminalita' organizzata, si e'  reso  necessario  l'intervento
degli organi competenti che hanno disposto l'accesso presso il comune
di  Villa  di  Briano  per  accertare  eventuali  condizionamenti  ed
infiltrazioni delle organizzazioni criminose nelle procedure eseguite
per l'aggiudicazione di appalti di opere pubbliche.
   Dall'analisi  dei  fatti  suesposti,  dalle  verifiche   e   dagli
accertamenti  effettuati,  emerge l'incapacita' degli organi comunali
di  determinarsi  liberamente,  la  devianza   dei   medesimi   dalla
osservanza  dei  principi  di legalita', imparzialita', trasparenza e
buon andamento dell'amministrazione ed  il  loro  condizionamento  da
parte  della  crimininalita' organizzata per il perseguimento di fini
contrastanti con l'interesse pubblico.
   Per le suesposte considerazioni si ritiene  necessario  provvedere
con urgenza ad eliminare ogni deterioramento ed inquinamento presente
e  potenziale  della  vita  amministrativa  e  democratica  dell'ente
mediante   provvedimenti   incisivi   dello   Stato   in    direzione
dell'amministrazione comunale di Villa di Briano.
   Il  prefetto  di  Caserta,  ai  sensi  dell'art.  1,  comma 2, del
decreto-legge 31 maggio 1991,  n.  164,  convertito  nella  legge  22
luglio  1991,  n. 221, ha dato l'avvio alla procedura di scioglimento
del consiglio comunale  di  Villa  di  Briano  con  relazione  dell'8
settembre 1992 e nelle more, ritenuti sussistenti i motivi di urgente
necessita'  richiesti  dalla legge, ne ha disposto la sospensione con
decreto n. 5200/13.4/Gab. in pari data.
   Ritenuto, per  quanto  esposto  in  narrativa,  che  ricorrano  le
condizioni  indicate nell'art. 1 del decreto-legge 31 maggio 1991, n.
164, come  convertito  nella  legge  22  luglio  1991,  n.  221,  che
legittimano  lo  scioglimento  del  consiglio  comunale  di  Villa di
Briano, si formula rituale proposta per l'adozione  della  misura  di
rigore.
    Roma, 13 ottobre 1992
                                    Il Ministro dell'interno: MANCINO