Art. 5 
 
 
                           Accesso civico 
 
  1.  L'obbligo  previsto  dalla  normativa  vigente  in  capo   alle
pubbliche amministrazioni di  pubblicare  documenti,  informazioni  o
dati comporta il diritto di chiunque di richiedere  i  medesimi,  nei
casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione. 
  2. La richiesta di accesso  civico  non  e'  sottoposta  ad  alcuna
limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente non
deve essere motivata, e' gratuita e  va  presentata  al  responsabile
della trasparenza dell'amministrazione obbligata  alla  pubblicazione
di cui al comma 1, che si pronuncia sulla stessa. 
  3.   L'amministrazione,   entro   trenta   giorni,   procede   alla
pubblicazione nel sito del documento, dell'informazione  o  del  dato
richiesto e  lo  trasmette  contestualmente  al  richiedente,  ovvero
comunica  al  medesimo   l'avvenuta   pubblicazione,   indicando   il
collegamento  ipertestuale  a  quanto  richiesto.  Se  il  documento,
l'informazione o il dato  richiesti  risultano  gia'  pubblicati  nel
rispetto  della  normativa  vigente,  l'amministrazione   indica   al
richiedente il relativo collegamento ipertestuale. 
  4. Nei casi di ritardo  o  mancata  risposta  il  richiedente  puo'
ricorrere al titolare del potere sostitutivo di cui  all'articolo  2,
comma  9-bis  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e  successive
modificazioni,  che,  verificata  la  sussistenza   dell'obbligo   di
pubblicazione, nei  termini  di  cui  al  comma  9-ter  del  medesimo
articolo, provvede ai sensi del comma 3. 
  5. La tutela del diritto di accesso civico  e'  disciplinata  dalle
disposizioni di cui al decreto legislativo 2  luglio  2010,  n.  104,
cosi' come modificato dal presente decreto. 
  6.  La  richiesta  di  accesso  civico  comporta,  da   parte   del
Responsabile della trasparenza,  l'obbligo  di  segnalazione  di  cui
all'articolo 43, comma 5. 
 
			          Note all'art. 5: 
              Si riporta il testo  dell'articolo  2,  commi  9-bis  e
          9-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 241: 
              «Art. 2. (Conclusione del procedimento) 
              (Omissis). 
              9-bis. L'organo di governo individua, nell'ambito delle
          figure  apicali  dell'amministrazione,  il   soggetto   cui
          attribuire  il  potere  sostitutivo  in  caso  di  inerzia.
          Nell'ipotesi di omessa individuazione il potere sostitutivo
          si  considera  attribuito  al  dirigente  generale  o,   in
          mancanza, al dirigente preposto all'ufficio o  in  mancanza
          al   funzionario   di   piu'   elevato   livello   presente
          nell'amministrazione. 
              9-ter.  Decorso   inutilmente   il   termine   per   la
          conclusione del procedimento o quello superiore di  cui  al
          comma 7, il privato puo' rivolgersi al responsabile di  cui
          al comma 9-bis perche', entro un termine pari alla meta' di
          quello originariamente previsto, concluda  il  procedimento
          attraverso le strutture competenti o con la  nomina  di  un
          commissario. 
              (Omissis).». 
              Il  decreto  legislativo  2   luglio   2010,   n.   104
          (Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n.
          69, recante delega al governo per il riordino del  processo
          amministrativo), e' pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  7
          luglio 2010, n. 156, S.O.