IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

   Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
   Vista  la  direttiva  98/83/CE  del Consiglio, del 3 novembre 1998
concernente la qualita' delle acque destinate al consumo umano;
   Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, recante "Disposizioni per
l'adempimento  di  obblighi  derivanti  dall'appartenenza dell'Italia
alle  Comunita'  europee" (legge comunitaria 1999), e in particolare,
gli articoli 1 e 2 e l'allegato A;
   Visto  il  decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988,
n. 236;
   Visto  il decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive
modifiche;
   Vista  la  deliberazione  preliminare  del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 26 gennaio 2001;
   Sentita  la  Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, unificata, per le
materie  ed  i  compiti  di  interesse  comune  delle  regioni, delle
province  e dei comuni, con la Conferenza Stato - citta' ed autonomie
locali;
   Vista  la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 febbraio 2001;
   Sulla  proposta  del  Ministro  per le politiche comunitarie e del
Ministro  della  sanita',  di  concerto  con  i Ministri degli affari
esteri,   della   giustizia,   del   tesoro,  del  bilancio  e  della
programmazione  economica,  dei  lavori pubblici, dell'industria, del
commercio  e  dell'artigianato  e  del  commercio con l'estero, delle
politiche  agricole  e  forestali,  dell'ambiente  e  per  gli affari
regionali;

                                EMANA
                  il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1.
                             (Finalita')

1.  Il  presente decreto disciplina la qualita' delle acque destinate
al consumo umano al fine di proteggere la salute umana dagli effetti
negativi derivanti dalla  contaminazione delle acque, garantendone la
                      salubrita' e la pulizia.
 
          AVVERTENZA:

             Il  testo  delle  note  qui  pubblicato e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente   per  materia  ai  sensi
          dell'art.  10,  comma 3, del testo unico delle disposizioni
          sulla   promulgazione   delle  leggi,  sull'emanazione  dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni    ufficiali   della   Repubblica   italiana,
          approvato  con  decreto  del Presidente della Repubblica 28
          dicembre  1985,  n.  1092,  al  solo  fine di facilitare la
          lettura  delle  disposizioni di legge alle quali e' operato
          il  rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli
          atti legislativi qui trascritti.
             Per  le  direttive  CEE  vengono  forniti gli estremi di
          pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle  Comunita'
          europee (GUCE).

          Note alle premesse:

             -   L'art.   76   della   Costituzione   stabilisce  che
          l'esercizio  della  funzione  legislativa  non  puo' essere
          delegato al Governo se non con determinazione di principi e
          criteri  direttivi  e  soltanto  per  tempo  limitato e per
          oggetti   definiti.   -   L'art.   87   della  Costituzione
          conferisce,  tra l'altro, al Presidente della Repubblica il
          potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi
          valore di legge ed i regolamenti.
             -  La direttiva 98/83/CE e' pubblicata in GUCE L 330 del
          5 dicembre 1998.
             -  La legge 21 dicembre 1999, n. 526 reca: "Disposizioni
          per  l'adempimento  di obblighi derivanti dall'appartenenza
          dell'Italia  alle  Comunita'  europee  -  Legge comunitaria
          1999".  Gli  articoli  1  e  2  della  citata  legge, cosi'
          recitano:
             "Art. 1 (Delega al Governo per l'attuazione di direttive
          comunitarie). - 1. Il Governo e' delegato ad emanare, entro
          il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della
          presente  legge,  i  decreti  legislativi  recanti le norme
          occorrenti  per  dare  attuazione  alle  direttive comprese
          negli elenchi di cui agli allegati A e B.
             2.  I  decreti  legislativi  sono adottati, nel rispetto
          dell'articolo  14  della  legge  23 agosto 1988, n. 400, su
          proposta  del  Presidente  del Consiglio dei Ministri o del
          Ministro  per  le  politiche comunitarie e del Ministro con
          competenza  istituzionale  prevalente  per  la  materia, di
          concerto   con   i  Ministri  degli  affari  esteri,  della
          giustizia e del tesoro, del bilancio e della programmazione
          economica e con gli altri Ministri interessati in relazione
          all'oggetto della direttiva.
             3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione
          delle  direttive comprese nell'elenco di cui all'allegato B
          sono  trasmessi,  dopo  che su di essi sono stati acquisiti
          gli  altri  pareri previsti da disposizioni di legge ovvero
          sono  trascorsi  i  termini prescritti per l'espressione di
          tali  pareri,  alla  Camera  dei deputati e al Senato della
          Repubblica  perche' su di essi sia espresso, entro quaranta
          giorni   dalla   data  di  trasmissione,  il  parere  delle
          Commissioni competenti per materia; decorso tale termine, i
          decreti  sono  emanati  anche  in mancanza di detto parere.
          Qualora il termine previsto per il parere delle Commissioni
          scada  nei  trenta  giorni  che  precedono  la scadenza dei
          termini  previsti  al  comma  1  o  successivamente, questi
          ultimi sono prorogati di novanta giorni.
             4.  Entro due anni dalla data di entrata in vigore della
          presente   legge,  nel  rispetto  dei  principi  e  criteri
          direttivi  da essa fissati, il Governo puo' emanare, con la
          procedura   indicata   nei   commi   2  e  3,  disposizioni
          integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai
          sensi del comma 1.
             5.   Il   termine   per  l'esercizio  della  delega  per
          l'attuazione della direttiva 97/5/CE e' di sei mesi".
             "Art.  2  (Criteri  e  principi direttivi generali della
          delega  legislativa).  -  1. Salvi gli specifici principi e
          criteri  direttivi  stabiliti negli articoli seguenti ed in
          aggiunta  a  quelli contenuti nelle direttive da attuare, i
          decreti legislativi di cui all'articolo 1 saranno informati
          ai seguenti principi e criteri generali:
             a)    le    amministrazioni   direttamente   interessate
          provvederanno all'attuazione dei decreti legislativi con le
          ordinarie strutture amministrative;
             b)  per evitare disarmonie con le discipline vigenti per
          i  singoli  settori interessati dalla normativa da attuare,
          saranno  introdotte  le occorrenti modifiche o integrazioni
          alle discipline stesse;
             c)  salva l'applicazione delle norme penali vigenti, ove
          necessario  per  assicurare l'osservanza delle disposizioni
          contenute   nei   decreti   legislativi,  saranno  previste
          sanzioni  amministrative  e  penali  per le infrazioni alle
          disposizioni  dei  decreti  stessi. Le sanzioni penali, nei
          limiti, rispettivamente, dell'ammenda fino a L. 200 milioni
          e  dell'arresto  fino  a tre anni, saranno previste, in via
          alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni
          ledano   o   espongano   a   pericolo   interessi  generali
          dell'ordinamento interno. In tali casi saranno previste: la
          pena dell'ammenda alternativa all'arresto per le infrazioni
          che espongano a pericolo o danneggino l'interesse protetto;
          la pena dell'arresto congiunta a quella dell'ammenda per le
          infrazioni che rechino un danno di particolare gravita'. E'
          fatta  salva  la  previsione  delle  sanzioni alternative o
          sostitutive  della  pena  detentiva di cui all'articolo 10,
          comma 1, lettera a), della legge 25 giugno 1999, n. 205. La
          sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma non
          inferiore  a  L.  50  mila e non superiore a L. 200 milioni
          sara'  prevista  per le infrazioni che ledano o espongano a
          pericolo   interessi  diversi  da  quelli  sopra  indicati.
          Nell'ambito  dei  limiti  minimi  e  massimi  previsti,  le
          sanzioni  sopra  indicate  saranno  determinate  nella loro
          entita',  tenendo  conto della diversa potenzialita' lesiva
          dell'interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in
          astratto,  di  specifiche qualita' personali del colpevole,
          comprese   quelle   che  impongono  particolari  doveri  di
          prevenzione,  controllo  o vigilanza, nonche' del vantaggio
          patrimoniale  che  l'infrazione  puo' recare al colpevole o
          alla  persona o ente nel cui interesse egli agisce. In ogni
          caso, in deroga ai limiti sopra indicati, per le infrazioni
          alle  disposizioni dei decreti legislativi saranno previste
          sanzioni   penali   o  amministrative  identiche  a  quelle
          eventualmente  gia'  comminate  dalle  leggi vigenti per le
          violazioni  che  siano  omogenee  e  di  pari  offensivita'
          rispetto alle infrazioni medesime;
             d)  eventuali  spese  non contemplate da leggi vigenti e
          che    non    riguardano    l'attivita'   ordinaria   delle
          amministrazioni   statali   o   regionali  potranno  essere
          previste nei soli limiti occorrenti per l'adempimento degli
          obblighi  di  attuazione  delle  direttive;  alla  relativa
          copertura,  in  quanto  non  sia possibile far fronte con i
          fondi  gia'  assegnati  alle  competenti amministrazioni si
          provvedera'  a  norma  degli articoli 5 e 21 della legge 16
          aprile  1987,  n.  183,  osservando  altresi'  il  disposto
          dell'articolo  11-ter,  comma 2, della legge 5 agosto 1978,
          n.  468,  introdotto  dall'articolo 7 della legge 23 agosto
          1988, n. 362;
             e) all'attuazione di direttive che modificano precedenti
          direttive  gia'  attuate con legge o decreto legislativo si
          procedera',  se  la  modificazione non comporta ampliamento
          della   materia   regolata,  apportando  le  corrispondenti
          modifiche alla legge o al decreto legislativo di attuazione
          della direttiva modificata;
             f) i decreti legislativi assicureranno in ogni caso che,
          nelle  materie  trattate  dalle  direttive  da  attuare, la
          disciplina    disposta   sia   pienamente   conforme   alle
          prescrizioni  delle  direttive medesime, tenuto anche conto
          delle  eventuali modificazioni comunque intervenute fino al
          momento dell'esercizio della delega;
             g)  nelle  materie di competenza delle regioni a statuto
          ordinario  e speciale e delle province autonome di Trento e
          di  Bolzano  saranno  osservati  l'articolo 9 della legge 9
          marzo  1989,  n. 86, 1'articolo 6, primo comma, del decreto
          del  Presidente  della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e
          l'articolo 2 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
             2.  Nell'attuazione  delle  normative  comunitarie,  gli
          oneri  di  prestazioni e controlli da eseguirsi da parte di
          uffici  pubblici  in  applicazione delle normative medesime
          sono  posti  a carico dei soggetti interessati in relazione
          al  costo  effettivo  del servizio, ove cio' non risulti in
          contrasto  con la disciplina comunitaria. Le tariffe di cui
          al precedente periodo sono predeterminate e pubbliche.".
             -  L'allegato  A,  della citata legge, contiene l'elenco
          delle direttive da attuare con decreto legislativo.
             -  Il  decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
          1988,  n. 236, reca: "Attuazione della direttiva CEE numero
          80/778  concernente  la  qualita'  della acque destinate al
          consumo  umano, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile
          1987, n. 183.".
             -  Il  decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, reca:
          "Disposizioni  sulla tutela delle acque dall'inquinamento e
          recepimento   della  direttiva  91/271/CEE  concernente  il
          trattamento  delle  acque  reflue  urbane e della direttiva
          91/676/CEE    relativa    alla   protezione   delle   acque
          dall'inquinamento  provocato  dai  nitrati  provenienti  da
          fonti agricole.".