IL GIUDICE DELL'UDIENZA PRELIMINARE

    Ha  emesso  la  seguente  ordinanza di rimessione degli atti alla
Corte costituzionale, legge 11 marzo 1953 n. 87.
    Nell'ambito  del  procedimento  penale  di  cui  in  epigrafe nei
confronti  di:  1)  Martinengo  Laura, nata a Casale Monferrato il 22
marzo  1959,  residente  in  Crescentino,  via  Foscolo  37, libera -
contumace;  2)  Monolo  Angelo,  nato  a Vercelli il 2 febbraio 1957,
residente in Vercelli, via Monte Rosa 2, libero - presente; difesi di
fiducia  dall'avv. Luigi Paolo Comoglio e dall'avv. Massimo Somaglino
del  Foro  di  Vercelli,  imputati  del  delitto  previsto  e  punito
dall'art. 110 - 368 - 61 n. 10 c.p., perche' in concorso tra di loro,
ovvero  sulla  base  di  un  comune  accordo,  accusavano,  sapendolo
innocente,  il  sindaco pro tempore del Comune di Crescentino, Greppi
Fabrizio,  di  avere commesso delitti fiscali e truffe in danno della
Comunita'  economica europea, e cio' facevano mediante l'invio di uno
scritto  anonimo,  dai  medesimi concordemente predisposto, inviato a
varie  pubbliche  autorita',  tra  le  quali la Guardia di Finanza di
Vercelli,  missiva  anonima  nella  quale,  tra  le  altre  frasi del
medesimo  tenore,  era  contenuto  il  seguente  periodo  «...  mi e'
doveroso  come  cittadino  segnalare  e  denunciare un grave fatto di
evasione  e truffa nei confronti del geom. Greppi Fabrizio e dei suoi
fratelli  residenti  in Crescentino ...», accusa questa realizzata in
via  anonima  e  nella  consapevolezza dell'innocenza del sunnominato
Greppi  Fabrizio  e  dei  suoi  congiunti,  agendo  al  solo scopo di
delegittimare i predetti, screditando la pubblica funzione esercitata
dal Greppi Fabrizio.
    Con   l'aggravante  di  avere  agito  in  danno  di  un  pubblico
ufficiale.
    In Vercelli, il 4 ottobre 1999.
    Premesso  che  all'udienza  preliminare  le difese degli imputati
sollevavano  eccezione  di costituzionalita' dell'art. 240 c.p.p., in
rapporto  all'art. 237  c.p.p., per contrasto con gli artt. 2, 3, 24,
secondo  comma,  111  primo  -  quinto  comma  Cost.,  in  quanto non
preclusiva dell'utilizzabilita' di documenti anonimi, sia nel caso in
cui  la  provenienza  dello scritto anonimo dall'imputato non risulti
con  sufficiente  «attendibilita»  in  epoca  anteriore alla medesima
acquisizione,  ed  al  di fuori di qualsiasi attivita' investigativa,
sia  nel  caso  in  cui  lo  scritto  anonimo non sia stato acquisito
attraverso  lo  strumento  del sequestro ex art. 253 c.p.p. in quanto
corpo del reato;
    Ritenuto che tale questione sia manifestamente infondata sotto il
profilo  indicato dalla difesa degli imputati, in quanto, da un lato,
la  norma  di  cui  all'art. 239  c.p.p.  consente  di procedere alla
verifica  della  provenienza dei documenti (anche, evidentemente, con
riferimento  agli  scritti anonimi), dall'altro lato, le modalita' di
acquisizione  del  corpo  di  reato  non  possono  ritenersi limitate
all'utilizzo  dello  strumento  del  sequestro  ex  art. 253  c.p.p.,
dovendosi   ritenere   possibile   l'acquisizione   agli   atti   del
procedimento  di  eventuali  corpi  del  reato anche attraverso altri
strumenti  processuali  (es.:  produzione  da  parti di terzi o dello
stesso imputato);
    Osservato che:
        i  nomi  degli  imputati  Martinengo  Laura  e  Monolo Angelo
risultano   iscritti   nel   procedimento   n. 1325/2002   RGNR   con
disposizione  del  p.m. 30 maggio 2002, dep. 31 maggio 2002 (eseguita
il  3 giugno 2002: v. copertina del fascicolo recante stampa estratto
RE.GE.)  per  il  reato  di  cui all'art. 368 c.p. in danno di Greppi
Fabrizio;  in  tale  provvedimento  il p.m. indica lo scritto anonimo
contenuto  nel fascicolo 15/99 Reg. Anonimi quale corpo del reato, ed
individua  la  fonte  della  notizia  di  reato  nelle  dichiarazioni
testimoniali acquisite nel procedimento 15/1999 Reg. Anonimi;
        precedentemente,  nell'ambito  del  fascicolo  n. 15/99  Reg.
Anonimi, veniva irritualmente espletata dal p.m. attivita' d'indagine
che  portava  la  p.g. ad assumere informazioni testimoniali, (s.i.t.
Laura  Martinengo,  Maria  Enrica  Brusasca,  Laura  Di  Caro, Angelo
Monolo);
        in  data  2  febbraio  2000  il  difensore di Greppi Fabrizio
depositava  presso  la  locale sez. p.g. - G.d.F. memoria ex art. 121
c.p.p.  con  allegati  due  fogli  manoscritti  anonimi  ed un foglio
dattiloscritto    anonimo   (entrambi   presentantisi   strappati   e
ricostruiti  con  nastro  adesivo trasparente), che veniva dichiarato
essere  stati  rinvenuti  «all'interno  degli uffici della Segreteria
comunale  nel  Municipio di Crescentino in data 23 settembre 1999 nel
cestino della carta straccia»;
        nella  medesima  epoca  era  pendente  anche procedimento nei
confronti  di  ignoti  n. 5858/1999,  nell'ambito  del quale venivano
assunte  le  dichiarazioni  di  Fabrizio  Greppi,  Laura  Martinengo,
Marinella  Venegoni;  nell'ambito  di  tale procedimento la G.d.F. di
Vercelli,  con verbale 21 febbraio 2000 acquisiva, in quanto prodotti
da   Fabrizio  Greppi,  n. 8  fogli  manoscritti  dall'ex  segretario
comunale Monolo Angelo;
        in epoca coeva pendeva anche il procedimento n. 425/2000 RGNR
nei confronti di Greppi Fabrizio per il reato di cui all'art. 640-bis
c.p.  (scaturito  dall'esposto  anonimo  di cui al fascicolo n. 20/99
Reg.  anonimi, come evincibile dalla delega indagini 12 febbraio 2000
del  p.m. di Vercelli nell'ambito del procedimento n. 425/2000 RGNR),
che  e'  stato  archiviato  con decreto di archiviazione 12 settembre
2000 del G.i.p. di Vercelli;
        nell'ambito  del  procedimento  n. 1325/2002 RGNR il p.m., in
data   18   luglio   2002,   disponeva   C.T.  diretta  ad  accertare
l'attribuibilita'   a   Monolo   Angelo   e/o  Laura  Martinengo  dei
manoscritti  «acquisiti  agli atti, prodotti dall'avv. Andrea Corsaro
in  qualita'  di patrocinante dell'esponente Greppi Fabrizio, recanti
la  minuta  dell'esposto  anonimo»  (la  C.T.  aveva riferimento agli
scritti  depositati  il  2  febbraio  2000  dal  difensore  di Greppi
Fabrizio);
        le  operazioni  del  C.T.  avevano inizio il giorno 8 ottobre
2002 (come da verbale in atti);
        la  relazione scritta del C.T. veniva depositata il giorno 11
novembre  2002 presso la Procura della Repubblica di Vercelli; tra le
scritture comparative utilizzate il C.T. indica gli scritti acquisiti
dalla  G.d.F. il 21 febbraio 2000, prodotti in tale data dalla difesa
di Fabrizio Greppi;
    Considerato che:
        nello  svolgimento dei fatti, rilevanti processualmente, come
sopra  sinteticamente  descritto, appare evidente l'individuazione di
Monolo  Angelo  e  Martinengo  Laura,  quali  persone  sottoposte  ad
indagini,  quantomeno  gia'  all'epoca  in  cui  vennero acquisite le
dichiarazioni in atti (nell'ambito dei fascicoli processuali n. 15/99
Reg.  Anonimi  e  n. 5858/99  Reg.  Ignoti)  e  vennero  dalla G.d.F.
acquisiti  i documenti manoscritti (prodotti dalla difesa di Fabrizio
Greppi);
        l'attivita' di C.T., disposta dal p.m. in data 18 luglio 2002
(con  deposito  della  relazione scritta da parte del C.T. in data 11
novembre  2002, e' stata effettuata ad oltre due anni di distanza dal
momento  in  cui i nomi di Monolo Angelo e Martinengo Laura) appaiono
gia'  significativamente  delineati  in  atti  (in  conseguenza delle
dichiarazioni  gia'  assunte  dalla  G.d.F. e dell'acquisizione degli
scritti provenienti dal Monolo);
        la   ritardata   iscrizione  del  nome  di  Monolo  Angelo  e
Martinengo  Laura  nel  registro  di  cui all'art. 335 c.p.p., appare
certamente  lesiva  dei  diritti  degli imputati, nella misura in cui
rende  processualmente  utilizzabili  gli atti di indagine svolti dal
p.m.  successivamente alla formale iscrizione del nome degli indagati
nel  registro di cui all'art. 335 c.p.p. (con particolare riferimento
alla  C.T. grafica in atti), non potendosi ritenere, sulla base della
vigente     normativa,     sanzionabile     tale    situazione    con
l'inutilizzabilita' sancita dall'art. 191 c.p.p.;
        tale  situazione  appare costituire offesa ai principi di cui
agli  artt. 3 Cost., 24 secondo comma Cost., 111 primo comma, secondo
comma  e  terzo comma Cost., non garantendo la parita' di trattamento
degli imputati, venendo a ledere il diritto di difesa degli imputati,
dilatando  nel tempo la possibilita' degli imputati di essere posti a
conoscenza  di  indagini  svolte  nei suoi confronti e non garantendo
agli   stessi  una  ragionevole  durata  del  processo  (intesa,  con
riferimento al caso concreto, dal momento in cui - con l'emergenza di
indizi di reita' a carico dell'imputato - la legge impone una precisa
struttura  processuale all'attivita' dell'a.g. con l'iscrizione della
notizia di reato nel registro di cui all'art. 335 c.p.p.);
        le  precedenti pronunce della Corte costituzionale (ordinanze
n. 94/1998,  n. 337/1996,  n. 477/1994),  affrontando  il  tema della
ritardata  iscrizione  della  notizia  di  reato  e della mancanza di
sanzioni  processuali  a tale comportamento non entravano nel merito,
dichiarando  manifestamente  inammissibili le questioni sollevate dal
giudice a quo;
        la  questione  appare  rilevante  rispetto al procedimento in
corso;