Allegato 
 
Regolamento concernente i criteri e le modalita' per la concessione e
  l'erogazione di contributi in conto capitale a  parziale  copertura
  degli interventi di cui all'art. 6, comma 2 della  legge  regionale
  20 febbraio 2015, n. 3 (Rilancimpresa FVG - Riforma delle politiche
  industriali,  e  per  la  stipula   di   contratti   regionali   di
  insediamento,  ai  sensi  dell'articolo  6,  comma  4  della  legge
  regionale n. 3/2015. 
    (Omissis). 
 
                               Capo I 
 
 
                  Finalita' e disposizioni generali 
 
 
                               Art. 1. 
 
 
                         Oggetto e finalita' 
 
    1. Il presente regolamento stabilisce i criteri  e  le  modalita'
per la concessione e l'erogazione di incentivi in  conto  capitale  a
parziale copertura di interventi aventi ad oggetto nuovi insediamenti
produttivi,  oppure  ampliamenti   o   programmi   di   riconversione
produttiva di imprese gia'  insediate,  nonche'  per  la  stipula  di
contratti regionali di  insediamento,  di  seguito  contratti,  negli
agglomerati  industriali  di  competenza  dei  consorzi  di  sviluppo
economico locale e dei consorzi industriali o  ricadenti  nelle  aree
dei distretti industriali,  nonche'  nel  territorio  del  Comune  di
Cividale del Friuli. 
 
                               Art. 2. 
 
 
                             Definizioni 
 
    1. Ai fini del presente regolamento si intende per: 
      a) agglomerati industriali: ai  sensi  dell'art.  2,  comma  1,
lettera  b),  della  legge  regionale  n.  3/2015,  gli   agglomerati
industriali di interesse regionale  individuati  dagli  strumenti  di
programmazione economica e di pianificazione territoriale  regionale,
cosi' come definiti dagli strumenti urbanistici  comunali  vigenti  e
individuati nelle zone D1 dal Piano  Urbanistico  Regionale  Generale
del Friuli-Venezia Giulia (allegato 1); 
      b) consorzi di sviluppo economico locale:  i  consorzi  di  cui
all'art.  62  della  legge  regionale  20   febbraio   2015,   n.   3
(Rilancimpresa - Riforma delle politiche industriali); 
      c) consorzi di sviluppo industriale: i  consorzi  di  cui  alla
legge regionale 18 gennaio 1999, n. 3  (Disciplina  dei  Consorzi  di
sviluppo economico locale); 
      d)   distretti   industriali:   sistemi   produttivi    locali,
caratterizzati da una elevata concentrazione di  imprese  industriali
nonche' dalla specializzazione produttiva di sistemi di  imprese;  si
definiscono sistemi produttivi locali i contesti produttivi omogenei,
caratterizzati   da   una   elevata   concentrazione   di    imprese,
prevalentemente di piccole e medie  dimensioni  e  da  una  peculiare
organizzazione interna; 
      e) piccole  e  medie  imprese:  le  imprese  che  soddisfano  i
requisiti di  cui  all'allegato  I,  art.  2,  paragrafi  1  e  2  al
regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 che
dichiara alcune categorie di aiuto compatibili con il mercato interno
in applicazione degli articoli 107 e  108  del  trattato,  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea serie  L  n.  187/1,  di
data 26 giugno 2014 (GBER); 
      f) grandi imprese: imprese che non soddisfano i criteri di  cui
all'allegato I al GBER; 
      g) servizio competente: il Servizio sviluppo  economico  locale
dell'Area per  il  manifatturiero,  della  Direzione  centrale  delle
attivita' produttive,  turismo  e  cooperazione  dell'amministrazione
regionale, responsabile dell'attuazione e della gestione del presente
regolamento; 
      h) aiuti de minimis: gli incentivi concessi  nel  rispetto  del
regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre  2013
relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del  trattato  sul
funzionamento  della  Unione  europea  agli   aiuti   «de   minimis»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea serie  L  352
del 24  dicembre  2013;  ai  sensi  dell'art.  3,  paragrafo  2,  del
regolamento (UE) 1407/2013,  l'importo  complessivo  degli  aiuti  de
minimis concessi a un'impresa unica non puo'  superare  l'importo  di
euro 200.000,00 nell'arco di tre esercizi finanziari; 
      i) impresa unica: impresa cosi' definita all'art. 2,  paragrafo
2, del regolamento (UE) 1407/2013 (allegato 2); 
      j) investimento  iniziale  a  favore  di  una  nuova  attivita'
economica: ai sensi dell'art. 2, punto 51 del GBER, consiste in: 
        1. un investimento in attivi materiali e immateriali relativo
alla creazione di un nuovo stabilimento o alla diversificazione delle
attivita' di uno stabilimento, a condizione che  le  nuove  attivita'
non siano uguali o  simili  a  quelle  svolte  precedentemente  nello
stabilimento; 
        2. l'acquisizione di attivi appartenenti a  uno  stabilimento
che  sia  stato  chiuso  o  che  sarebbe  stato  chiuso  senza   tale
acquisizione e sia acquistato da un investitore non ha relazioni  con
il venditore, a condizione che le nuove attivita' che verranno svolte
utilizzando gli attivi acquisiti non siano uguali o simili  a  quelle
svolte nello stabilimento prima dell'acquisizione; 
      k)  programmi  di  riconversione  produttiva:  diversificazione
della produzione  di  uno  stabilimento  per  ottenere  prodotti  mai
fabbricati precedentemente o un cambiamento fondamentale del processo
produttivo complessivo di uno stabilimento esistente; 
      l) attivi materiali: ai sensi dell'art. 2, punto 29, del  GBER,
attivi consistenti in terreni,  immobili  e  impianti,  macchinari  e
attrezzature; 
      m) attivi immateriali: ai sensi  dell'art.  2,  punto  30,  del
GBER, attivi diversi da attivi materiali o finanziari che  consistono
in diritti di brevetto, licenze, know-how o altre forme di proprieta'
intellettuale; 
      n) costi salariali: ai sensi dell'art. 2, punto 31,  del  GBER,
importo totale effettivamente pagabile dal beneficiario dell'aiuto in
relazione  ai  posti   di   lavoro   interessati,   comprendente   la
retribuzione lorda prima delle imposte e  i  contributi  obbligatori,
quali gli oneri previdenziali e i contributi assistenziali per  figli
e familiari durante un periodo di tempo definito; 
      o) posti di  lavoro  direttamente  creati  da  un  progetto  di
investimento: ai sensi dell'art. 2,  punto  62  del  GBER,  posti  di
lavoro relativi all'attivita' oggetto dell'investimento,  compresi  i
posti di lavoro creati in seguito all'aumento del tasso  di  utilizzo
delle capacita' imputabile all'investimento; 
      p) attivita' uguali o simili:  attivita'  che  rientrano  nella
stessa classe (codice numerico a quattro cifre) della classificazione
statistica  delle  attivita'  economiche  NACE  Rev.  2  di  cui   al
regolamento (CE) n. 1893/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 20 dicembre 2006, che  definisce  la  classificazione  statistica
delle attivita' economiche NACE Revisione 2 e modifica il regolamento
(CEE) n.  3037/90  del  Consiglio  nonche'  alcuni  regolamenti  (CE)
relativi a settori statistici specifici (Gazzetta Ufficiale L 393 del
30 dicembre 2006, pag. 1.); 
      q) Unita' di Lavoro-Anno (ULA): un'unita' di lavoro annuo  pari
all'impiego continuativo di un addetto a tempo pieno  che  presta  la
sua opera nell'arco dell'intero anno. L'impiego di lavoratori a tempo
parziale viene conteggiato in frazioni di ULA; 
      r) lavoratore svantaggiato: ai sensi dell'art. 2, punto 4,  del
GBER, chiunque soddisfi una delle seguenti condizioni: 
        1. non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno sei
mesi; 
        2. avere un'eta' compresa tra i 15 e i 24 anni; 
        3. non possedere un  diploma  di  scuola  media  superiore  o
professionale (livello ISCED 3) o aver  completato  la  formazione  a
tempo pieno da non piu' di due anni e non avere  ancora  ottenuto  il
primo impiego regolarmente retribuito; 
        4. aver superato i 50 anni di eta'; 
        5. essere un adulto che vive solo con una o  piu'  persone  a
carico; 
        6. essere occupato in professioni o settori caratterizzati da
un tasso di disparita'  uomo-donna  che  supera  almeno  del  25%  la
disparita' media uomo-donna in tutti i settori economici dello  Stato
membro interessato se il lavoratore interessato appartiene al  genere
sotto rappresentato; 
        7. appartenere a una minoranza etnica di uno Stato  membro  e
avere la necessita' di migliorare la propria formazione linguistica e
professionale o la propria esperienza  lavorativa  per  aumentare  le
prospettive di accesso ad un'occupazione stabile; 
      s) occupazione aggiuntiva:  la  differenza  tra  il  numero  di
addetti   occupati   nello   stabilimento   oggetto   di   intervento
successivamente al completamento del progetto nei tempi previsti  dal
contratto  di  insediamento,  e   comunque   entro   due   anni   dal
completamento, e il numero di addetti pari alla media degli  occupati
nei dodici mesi precedenti alla data di presentazione  della  domanda
alla Regione di cui all'art. 17. Gli addetti sono espressi in ULA; 
      t) zone assistite: agglomerati industriali  di  competenza  dei
consorzi o ricadenti nelle aree dei distretti  industriali  siti  nei
Comuni inclusi nell'elenco delle  aree  che  possono  beneficiare  di
aiuti di Stato a  finalita'  regionale  dal  1°  luglio  2014  al  30
dicembre 2020 in quanto soddisfano le condizioni di cui all'art. 107,
paragrafo 3, lettera c)  del  TFUE  di  cui  alla  Decisione  C(2014)
6424final del 16 settembre 2014 della Commissione europea, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Unione europea del 17 ottobre  2014  C
369 con la quale e' stata approvata la Carta italiana degli aiuti  di
Stato a finalita' regionale (allegato 4); 
      u) impresa in difficolta': ai sensi dell'art. 2,  paragrafo  1,
punto 18 del GBER impresa che  soddisfa  almeno  una  delle  seguenti
circostanze: 
        1. nel caso di societa' a responsabilita'  limitata,  diversa
dalle PMI costituitesi da meno di tre anni qualora abbia  perso  piu'
della meta' del capitale sociale  sottoscritto  a  causa  di  perdite
cumulate. Cio' si verifica quando la deduzione delle perdite cumulate
dalle riserve (e da tutte le altre voci generalmente considerate come
parte dei fondi  propri  della  societa')  da'  luogo  a  un  importo
cumulativo  negativo  superiore  alla  meta'  del  capitale   sociale
sottoscritto; 
        2. nel caso di societa' in cui almeno alcuni soci abbiano  la
responsabilita' illimitata per i debiti della societa', diversa dalle
PMI costituitesi da meno di tre anni, qualora abbia perso piu'  della
meta' dei fondi propri, quali indicati nei conti  della  societa',  a
causa di perdite cumulate; 
        3. qualora l'impresa sia oggetto di procedura concorsuale per
insolvenza o soddisfi le condizioni previste  dal  diritto  nazionale
per l'apertura nei suoi confronti di una tale procedura su  richiesta
dei suoi creditori; 
        4.  qualora  l'impresa  abbia  ricevuto  un  aiuto   per   il
salvataggio e non abbia ancora rimborsato il prestito o  revocato  la
garanzia, o abbia ricevuto un aiuto per  la  ristrutturazione  e  sia
ancora soggetta a un piano di ristrutturazione; 
        5. nel caso di un'impresa diversa da una PMI, qualora,  negli
ultimi  due  anni  il  rapporto  debito/patrimonio  netto   contabile
dell'impresa sia stato superiore a 7,5 e il  quoziente  di  copertura
degli interessi dell'impresa (EBITDA/interessi) sia stato inferiore a
1,0; 
      v) Comitato: il Comitato  tecnico  di  valutazione,  organo  di
consulenza  tecnica  dell'Amministrazione   regionale   deputato   ad
esprimere pareri in ordine agli interventi di  sostegno  al  comparto
produttivo industriale, artigianale, del commercio, del turismo e dei
servizi ai sensi dell'art. 15 della legge regionale 10 novembre 2005,
n.  26  (Disciplina  generale  in  materia  di  innovazione,  ricerca
scientifica e sviluppo tecnologico); 
      w)  misure  di  risparmio  energetico:  qualsiasi  azione   che
consenta alle imprese di ridurre il consumo di energia utilizzata, in
particolare nel ciclo di produzione; 
      x) fonti di energia rinnovabili: le seguenti fonti  energetiche
rinnovabili non fossili: energia eolica, solare, geotermica, del moto
ondoso, maremotrice, delle centrali idroelettriche, energia  derivata
da biomasse, da gas di discarica, da gas residuati  dai  processi  di
depurazione e da biogas; 
      y) produzione di  energia  da  fonti  di  energia  rinnovabili:
energia prodotta in impianti che si avvalgono esclusivamente di fonti
di energia rinnovabili, nonche' la percentuale, in termini di  potere
calorifico, di energia ottenuta da fonti rinnovabili  negli  impianti
ibridi che utilizzano anche fonti energetiche tradizionali. In questa
definizione rientra  l'elettricita'  prodotta  da  fonti  rinnovabili
utilizzata  per  riempire   i   sistemi   di   stoccaggio,   ma   non
l'elettricita' prodotta come risultato di detti sistemi; 
      z) cogenerazione: la produzione simultanea, nell'ambito  di  un
unico  processo,  di  energia  termica  e  di  energia  elettrica   o
meccanica; 
      aa) cogenerazione ad alto rendimento:  ai  sensi  dell'art.  2,
punto 107, del GBER la cogenerazione  conforme  alla  definizione  di
cogenerazione ad alto rendimento di cui all'art. 2, punto  34,  della
direttiva 201/27/UE del Parlamento europeo e  del  Consiglio  del  25
ottobre 2012 sull'efficienza energetica, che  modifica  le  direttive
2009/125/CE  e  2010/30/UE  e  abroga  le   direttive   2004/8/CE   e
2006/32/CE; 
      bb) audit energetico: una procedura sistematica finalizzata  ad
ottenere un'adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico  di
un  edificio  o  gruppo  di  edifici,  di  un'attivita'  o   impianto
industriale o  commerciale  o  di  servizi  pubblici  o  privati,  ad
individuare e quantificare le opportunita'  di  risparmio  energetico
sotto il profilo costi-benefici e a riferire in merito ai risultati. 
 
                               Art. 3. 
 
 
                           Regime di aiuto 
 
    1. I contributi per le iniziative di cui al presente  regolamento
sono concessi nel rispetto di quanto previsto  dal  regolamento  (UE)
651/2014 (GBER),  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  dell'Unione
europea serie L n. 187/1, di data  26  giugno  2014,  in  particolare
degli articoli 14, 17, 38, 40,  41  e  49,  e  dal  regolamento  (UE)
1407/2013, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  dell'Unione  europea
serie L 352 del 24 dicembre 2013. 
 
                               Art. 4. 
 
 
                 Caratteristiche degli investimenti 
 
    1. Le iniziative  ammissibili  ad  incentivazione,  ai  fini  del
presente  regolamento,   riguardano   la   realizzazione   di   nuovi
insediamenti produttivi, ampliamenti o programmi di riconversione, e,
in attuazione dell'art. 6, comma 2, della legge regionale n.  3/2015,
devono essere sostenibili dal punto di vista economico-finanziario ai
sensi dell'allegato 7 al presente regolamento  e  localizzate  presso
una sede o unita' locale negli agglomerati industriali della  regione
Friuli-Venezia Giulia di competenza dei consorzi  o  ricadenti  nelle
aree dei distretti industriali, nonche' nel territorio del comune  di
Cividale del Friuli, e comportare: 
      a) un costo totale almeno pari a 1.000.000,00 di  euro  per  le
grandi imprese e 500.000,00 euro per le PMI; 
      b) un elevato  impatto  occupazionale:  come  risultante  dalle
disposizioni di cui all'art. 19; 
      c) un aumento della capacita' competitiva delle imprese e delle
filiere di interesse regionale,  anche  con  riferimento  ai  mercati
esteri; 
      d) l'introduzione di nuovi prodotti e nuovi servizi, nonche' di
nuovi metodi per produrli, distribuirli e usarli; 
      e) il miglioramento delle performance  ambientali  dell'impresa
quali: 
        1) l'ottimizzazione dei consumi energetici; 
        2) la riduzione del fabbisogno di energia primaria; 
        3) la limitazione delle emissioni inquinanti; 
        4) l'ottimizzazione del consumo di acqua; 
        5) la limitazione della produzione di rifiuti; 
        6) l'ottenimento di elevati livelli di salubrita'  del  luogo
di lavoro; 
      f) l'adozione  di  iniziative  di  responsabilita'  sociale  di
impresa che tengano conto dell'impatto dell'attivita' produttiva  sul
mercato, sul luogo di lavoro, sull'ambiente e sulla societa' nel  suo
complesso; tale obiettivo si intende  soddisfatto  qualora  l'impresa
richiedente risulta iscritta nell'elenco delle imprese con rating  di
legalita' di cui al decreto MEF-MISE del 20 febbraio 2014,  n.  57  -
(Regolamento concernente l'individuazione  delle  modalita'  in  base
alle quali si tiene conto del rating  di  legalita'  attribuito  alle
imprese ai fini della concessione di  finanziamenti  da  parte  delle
pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario, ai  sensi
dell'art. 5-ter, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio  2012,  n.  1,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27); 
      g) il miglioramento degli  standard  di  efficienza  energetica
conseguito mediante investimenti  realizzati  in  proprio  o  tramite
Energy Service Company. 
 
                               Art. 5. 
 
 
                        Cumulo tra contributi 
 
    1. Ai sensi dell'art. 8, paragrafo  3  del  GBER,  gli  incentivi
concessi ai sensi del presente regolamento possono essere cumulati: 
      a) con altri aiuti  di  Stato,  purche'  le  misure  riguardino
diversi costi ammissibili individuabili; 
      b) con altri aiuti di Stato, in  relazione  agli  stessi  costi
ammissibili - in tutto o in parte coincidenti -  unicamente  se  tale
cumulo  non  porta  al  superamento  dell'intensita'   di   aiuto   o
dell'importo di aiuto piu' elevati applicabili all'aiuto in questione
in base al GBER. 
    2. Ai sensi dell'art. 8, paragrafo 4,  del  GBER,  gli  incentivi
concessi  ai  sensi  del  presente  regolamento  non  possono  essere
cumulati con aiuti  «de  minimis»  relativamente  agli  stessi  costi
ammissibili se tale cumulo porta a un'intensita' di  aiuto  superiore
ai livelli stabiliti dall'allegato 5 al presente regolamento. 
    3. Ai  sensi  dell'art.  5,  paragrafo  2  del  regolamento  (UE)
1407/2013, gli aiuti «de minimis» non sono cumulabili  con  aiuti  di
Stato concessi per gli stessi costi ammissibili o con aiuti di  Stato
relativi alla stessa misura di finanziamento  del  rischio,  se  tale
cumulo  comporta  il   superamento   dell'intensita'   di   aiuto   o
dell'importo  di  aiuto  piu'  elevati  fissati,  per  le  specifiche
circostanze  di  ogni  caso,  in  un  regolamento  di  esenzione  per
categoria o in una decisione adottata dalla Commissione. 
    4. In ogni caso, il cumulo di cui ai commi  precedenti  non  deve
comportare il superamento dell'intensita' massima  di  aiuto  di  cui
agli articoli 14, 17, 38, 40, 41 e 49 del GBER e del  limite  massimo
della spesa effettivamente sostenuta. 
 
                               Art. 6. 
 
 
                       Intensita' degli aiuti 
 
    1. L'intensita' di aiuto applicabile alle  spese  ammissibili  e'
riportata nell'allegato 5. 
 
                               Art. 7. 
 
 
                  Soggetti beneficiari e requisiti 
 
    1. Sono beneficiarie degli incentivi in  conto  capitale  per  la
realizzazione di  nuovi  insediamenti  produttivi,  di  programmi  di
ampliamento  o  riconversione   produttiva   di   cui   al   presente
regolamento: 
      a) le piccole e medie imprese che  operano  nei  settori  della
produzione e dei servizi, localizzate o che  localizzano  l'attivita'
negli agglomerati industriali; 
      b) le grandi imprese, le piccole e medie  imprese  che  operano
nei  settori  della  produzione  e  dei  servizi  localizzate  o  che
localizzano  l'attivita'  negli  agglomerati  industriali,  ricadenti
nelle zone assistite di cui all'allegato 4 al presente regolamento, a
condizione che apportino un contributo finanziario pari almeno al  25
per cento dei costi  ammissibili,  o  attraverso  risorse  proprie  o
mediante finanziamento esterno,  in  una  forma  priva  di  qualsiasi
sostegno pubblico. 
    2. I soggetti beneficiari devono: 
      a) essere in regola con le disposizioni vigenti in  materia  di
sicurezza sul lavoro; 
      b) avere una personalita' giuridica riconosciuta nello Stato di
residenza come risultante dall'omologo Registro delle imprese in caso
di imprese non residenti nel territorio regionale; 
      c) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti,  non
essere in stato di  scioglimento  o  liquidazione  volontaria  e  non
essere  sottoposte  a  procedure   concorsuali,   quali   fallimento,
liquidazione   coatta    amministrativa,    concordato    preventivo,
amministrazione controllata o straordinaria; 
      d) per coloro che operano sia nei settori esclusi sia in quelli
che rientrano nel campo  di  applicazione  del  regolamento  (UE)  n.
1407/2013 e del GBER, garantire,  tramite  mezzi  adeguati  quali  la
separazione delle attivita'  o  la  distinzione  dei  costi,  che  le
attivita' esercitate nei settori esclusi non beneficiano degli  aiuti
concessi ai sensi del presente regolamento. 
    3. Sono escluse dagli incentivi: 
      a) le imprese in difficolta'; 
      b) le imprese escluse dall'applicazione del regolamento (UE) n.
1407/2013 e dal GBER, elencate nell'allegato 3; 
      c) le imprese che rientrano nei casi di esclusione previsti dai
regolamenti dei consorzi  o  dai  piani  regolatori  dei  Comuni  nei
territori di propria competenza; 
      d) le imprese destinatarie di sanzioni  interdittive  ai  sensi
dell'art. 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001,  n.  231
(Disciplina  della  responsabilita'  amministrativa   delle   persone
giuridiche, delle  societa'  e  delle  associazioni  anche  prive  di
personalita' giuridica, a norma dell'art. 11 della legge 29 settembre
2000, n. 300); 
      e) le imprese che si trovano  nelle  condizioni  ostative  alla
concessione  del  contributo   previste   dalla   vigente   normativa
antimafia. 
 
                               Art. 8. 
 
 
                       Iniziative finanziabili 
 
    1. Sono ammissibili a contributo gli investimenti iniziali per la
creazione di un nuovo stabilimento, l'ampliamento e la  riconversione
produttiva di imprese gia' esistenti. 
    2. Nell'ambito delle iniziative di cui al comma 1: 
      a) e' ammissibile l'acquisizione di attivi appartenenti ad  uno
stabilimento che sia stato chiuso o che sarebbe  stato  chiuso  senza
tale acquisizione a condizione che tale stabilimento sia  oggetto  di
investimenti di cui al comma 1; 
      b) vanno presi in considerazione i costi relativi  all'acquisto
di attivi da terzi che non hanno  relazioni  con  l'acquirente,  alle
normali condizioni di mercato, nel rispetto del divieto  generale  di
contribuzione di cui all'art. 31 della legge regionale 20 marzo 2000,
n.  7  (Testo  unico  delle  norme   in   materia   di   procedimento
ammnistrativo e di diritto di accesso). 
    3.   Sono   altresi'   ammissibili   ad   incentivazione,   quali
investimenti supplementari alle iniziative  di  cui  al  comma  1,  i
progetti di  tutela  ambientale  destinati  all'attivita'  produttiva
esclusivamente per autoconsumo, e riguardanti: 
      a) investimenti a favore di misure  di  efficienza  energetica,
come disciplinati dal successivo art. 13; 
      b)  investimenti  a  favore   della   cogenerazione   ad   alto
rendimento, come disciplinati dal successivo art. 14; 
      c) investimenti volti a promuovere la produzione di energia  da
fonti rinnovabili, come disciplinati dal successivo art. 15; 
      d)  investimenti  in  studi  ambientali,  compresi  gli   audit
energetici, come disciplinati dal successivo art. 16. 
    4. Ai progetti di investimento di cui al comma 3, lettere a),  b)
e c) e' allegato uno studio ambientale, compreso l'audit  energetico,
finalizzato  alla  conoscenza  del  profilo  di  consumo   energetico
dell'impresa, all'individuazione e quantificazione delle opportunita'
di risparmio energetico  derivanti  dall'investimento  proposto,  nel
rispetto delle condizioni di ammissibilita' previste dall'art. 49 del
GBER. 
    5.  Lo  studio  ambientale  di  cui  al  comma  4   deve   essere
sottoscritto da un tecnico di comprovata esperienza, indipendente  ed
esterno all'impresa,  e  deve  contenere,  per  le  imprese  gia'  in
attivita',  lo  studio  dei  consumi  energetici   delle   annualita'
precedenti nonche' l'analisi di dettaglio degli interventi correttivi
da attuare con l'investimento proposto. 
 
                               Art. 9. 
 
 
                        Spese non ammissibili 
 
    1. Non sono ammesse le spese sostenute prima della  presentazione
della domanda di incentivo. 
    2. Non sono in ogni caso ammesse le spese relative a: 
      a) strumenti ed attrezzature non strettamente  funzionali  alla
realizzazione del progetto, acquisto di arredi; 
      b) operazioni di lease-back; 
      c) scorte; 
      d) beni o materiali usati; 
      e) consulenze economico-finanziarie, servizi di contabilita'  o
revisione contabile,  consulenze  legali  continuative  o  periodiche
legate a costi di esercizio ordinari dell'impresa; 
      f) canoni di manutenzione e assistenza; 
      g)  garanzie  fornite  da  istituti  bancari,  assicurativi   o
finanziari; 
      h) spese accessorie quali valori  bollati  e  altre  imposte  e
tasse, interessi debitori, aggi, spese, perdite di  cambio  ed  altri
oneri meramente finanziari; 
      i) l'imposta sul valore aggiunto; 
      j) per gli investimenti volti a  promuovere  la  produzione  di
energia da  fonti  rinnovabili  non  sono  ammissibili  i  costi  non
direttamente connessi al conseguimento di un livello piu' elevato  di
tutela dell'ambiente; 
      k) certificazione di qualita', omologazione ed attestazioni  di
conformita', registrazione dei brevetti. 
 
                               Capo II 
 
 
      Disposizioni concernenti i nuovi insediamenti produttivi 
         programmi di ampliamento o riconversione produttiva 
 
 
                              Art. 10. 
 
 
          Spese ammissibili e condizioni di ammissibilita' 
             nelle zone assistite a finalita' regionale 
 
    1. Negli agglomerati industriali, ricadenti  nei  comuni  di  cui
all'allegato 4 al presente regolamento, sono  ammissibili,  ai  sensi
dell'art.  14  del  GBER,   le   spese   strettamente   legate   alla
realizzazione del programma di investimento, sostenute  dai  soggetti
di cui all'art. 7, comma 1, lettera b), dal  giorno  successivo  alla
data di presentazione della domanda, e relative ai seguenti costi: 
      a) costi per gli investimenti in attivi materiali,  consistenti
nell'acquisto  di   terreni,   immobili,   impianti,   macchinari   e
attrezzature nuovi di fabbrica; 
      b) costi  per  gli  investimenti  in  attivi  immateriali,  che
consistono in diritti di brevetto, licenze, know-how o altre forme di
proprieta' intellettuale; 
      c) costi salariali stimati, relativi ai posti di lavoro  creati
per effetto dell'investimento iniziale, ammesso a contributo ai sensi
dell'art. 8, calcolati su un periodo di due anni; 
      d) una combinazione di costi di cui alle lettere a), b)  e  c),
purche' l'importo cumulato non superi l'importo piu'  elevato  fra  i
costi per gli attivi materiali e immateriali e i costi salariali. 
    2. I costi per la locazione degli attivi  materiali,  di  cui  al
comma 1, lettera a), sono ammissibili alle seguenti condizioni: 
      a) per i terreni e gli immobili, la locazione  deve  proseguire
per almeno cinque anni per le  grandi  imprese  e  tre  anni  per  le
piccole   e   medie,   decorrenti   dalla   data    di    conclusione
dell'iniziativa; 
      b) per gli impianti o i macchinari, il contratto  di  locazione
deve essere stipulato sotto  forma  di  leasing  finanziario  e  deve
prevedere l'obbligo per il beneficiario di  acquisire  l'attivo  alla
sua scadenza. 
    3. I costi per gli attivi immateriali, di cui al comma 1, lettera
b), sono ammissibili alle seguenti condizioni: 
      a) sono utilizzati esclusivamente  nello  stabilimento  oggetto
del contributo; 
      b) sono ammortizzabili; 
      c) sono acquistati a condizioni  di  mercato  e  rispettano  il
divieto generale di contribuzione di  cui  all'art.  31  della  legge
regionale n. 7/2000; 
      d) figurano  all'attivo  dell'impresa  beneficiaria  e  restano
associati al progetto per cui e' concesso il  contributo  per  almeno
cinque anni per le grandi imprese o tre anni per le piccole e medie; 
      e)  per  le  grandi  imprese,  le  spese  relative   a   attivi
immateriali sono ammissibili solo nel limite del  50  per  cento  del
costo totale dell'investimento iniziale. 
    4. Se e' stato gia' concesso un aiuto  per  l'acquisizione  degli
attivi oggetto  di  domanda  di  contributo  a  valere  sul  presente
regolamento, i costi di detti attivi devono essere dedotti dai  costi
ammissibili. 
    5. Per le iniziative concernenti un cambiamento fondamentale  del
processo   produttivo,   i   costi   ammissibili   devono    superare
l'ammortamento degli attivi relativi  all'attivita'  da  modernizzare
durante i tre esercizi finanziari precedenti. Per gli aiuti  concessi
a favore della diversificazione  di  uno  stabilimento  esistente,  i
costi ammissibili devono superare almeno del 200 per cento il  valore
contabile  degli  attivi   che   vengono   riutilizzati,   registrato
nell'esercizio finanziario precedente l'avvio dei lavori. 
    6. I costi salariali sono ammissibili alle seguenti condizioni: 
      a) l'investimento determina un incremento netto del numero  dei
dipendenti impiegati nello stabilimento rispetto alla  media  dei  12
mesi precedenti; ogni posto  di  lavoro  soppresso  e'  detratto  dal
numero di posti di lavoro creati nel corso dello stesso periodo; 
      b)  i  posti  di  lavoro  sono  creati  entro  tre  anni  dalla
conclusione dell'investimento; 
      c) i posti di lavoro creati sono mantenuti per  un  periodo  di
cinque anni per le grandi imprese e di tre  anni  per  le  piccole  e
medie. 
    7. Gli investimenti iniziali avviati dallo stesso beneficiario (a
livello di gruppo) entro un periodo di tre anni dalla data  di  avvio
dei lavori relativi all'investimento concesso ai sensi  del  presente
regolamento e nella stessa provincia di quest'ultimo sono considerati
parte di un unico progetto di  investimento.  L'intensita'  di  aiuto
applicabile a ciascun investimento iniziale parte dell'unico progetto
di  investimento  e'  definita  ai  sensi  della  carta  degli  aiuti
regionali in vigore al momento della concessione dell'aiuto. Se  tale
progetto d'investimento unico e' un grande progetto di  investimento,
l'importo totale di aiuto che riceve non supera  l'importo  di  aiuto
corretto per i grandi progetti di investimento. 
 
                              Art. 11. 
 
 
  Spese ammissibili e condizioni di ammissibilita' in zone diverse 
              da quelle assistite a finalita' regionale 
 
    1.  Negli  agglomerati  industriali  ricadenti  nei  comuni   non
compresi nell'allegato 4 al presente regolamento,  sono  ammissibili,
ai sensi dell'art. 17 del GBER, le  spese  strettamente  legate  alla
realizzazione del programma di investimento, sostenute  dai  soggetti
di cui all'art. 7, comma 1, lettera a), dal  giorno  successivo  alla
data di presentazione della domanda, e relative ai seguenti costi: 
      a) costi per gli investimenti in attivi materiali,  consistenti
nell'acquisto  di   terreni,   immobili,   impianti,   macchinari   e
attrezzature nuovi di fabbrica; 
      b) costi  per  gli  investimenti  in  attivi  immateriali,  che
consistono in diritti di brevetto, licenze, know-how o altre forme di
proprieta' intellettuale; 
      c) costi salariali stimati relativi ai posti di  lavoro  creati
per effetto dell'investimento di cui  all'art.  8,  calcolati  su  un
periodo di due anni. 
    2. Gli investimenti di  cui  al  presente  articolo,  per  essere
considerati costi ammissibili ai sensi del GBER,  devono  consistere,
alternativamente: 
      a) in un investimento in attivi materiali e/o  immateriali  per
installare  un  nuovo   stabilimento,   ampliare   uno   stabilimento
esistente, diversificare la produzione di uno  stabilimento  mediante
prodotti nuovi aggiuntivi  o  trasformare  radicalmente  il  processo
produttivo complessivo di uno stabilimento esistente; 
      b) nell'acquisizione di attivi di  uno  stabilimento,  se  sono
soddisfatte le seguenti condizioni: 
        1) lo stabilimento e' stato chiuso o sarebbe stato chiuso  se
non fosse stato acquistato gli attivi vengono acquistati da terzi che
non hanno relazioni con l'acquirente, 
        2) l'operazione avviene a condizioni di mercato. 
    3. Se un membro della famiglia del proprietario originario, o  un
dipendente, rileva una piccola impresa, non si applica la  condizione
che prevede che gli attivi vengano acquistati da terzi che non  hanno
relazioni con l'acquirente. La  semplice  acquisizione  di  quote  di
un'impresa non e' considerata un investimento. 
    4. Ai sensi dell'art. 17, paragrafo 4, del GBER, i costi per  gli
attivi immateriali sono ammissibili alle seguenti condizioni: 
      a) sono utilizzati esclusivamente  nello  stabilimento  oggetto
del contributo; 
      b) sono ammortizzabili; 
      c)  sono  acquistati  alle  normali  condizione  di  mercato  e
rispettano il divieto generale di contribuzione di  cui  all'art.  31
della legge regionale n. 7/2000; 
      d) figurano  all'attivo  dell'impresa  beneficiaria  e  restano
associati al progetto per cui e' concesso il  contributo  per  almeno
tre anni. 
    5. I costi salariali,  di  cui  al  comma  1,  lettera  c),  sono
ammissibili alle seguenti condizioni: 
      a) l'investimento determina un incremento netto del numero  dei
dipendenti impiegati nello stabilimento rispetto alla  media  dei  12
mesi precedenti; 
      b)  i  posti  di  lavoro  sono  creati  entro  tre  anni  dalla
conclusione dell'investimento; 
      c) i posti di lavoro  creati  sono  mantenuti  per  un  periodo
minimo di tre anni a partire dalla data di assunzione. 
 
                              Art. 12. 
 
 
              Spese ammissibili in regime «de minimis» 
 
    1.  Negli  agglomerati  industriali   possono   essere   concessi
contributi in regime «de minimis»> le spese strettamente legate  alla
realizzazione delle iniziative di  cui  all'art.  8,  e  relative  ai
seguenti costi: 
      a)  costi  per  servizi  di  consulenza  esterna,   finalizzate
all'avvio dei  nuovi  insediamenti,  ovvero  all'ampliamento  o  alla
riconversione nonche' i progetti di tutela  ambientale,  comprese  le
spese inerenti all'eventuale redazione del business plan; tali  costi
non devono essere continuativi o periodici ed esulano  dai  costi  di
esercizio ordinari dell'impresa connessi ad attivita' regolari  quali
la consulenza fiscale, la consulenza legale o la pubblicita'; 
      b)  spese  di  pubblicita'  e  attivita'  promozionali,   anche
attraverso siti di e-commerce,  legate  all'avvio  dell'impresa,  nel
limite di spesa massima di 10.000,00 euro; 
      spese connesse all'attivita' di certificazione della spesa,  ai
sensi dell'art. 41-bis, comma 4 della legge regionale n. 7/2000,  nel
limite di spesa massima di euro 2.000,00. 
 
                              Art. 13. 
 
 
     Spese ammissibili per investimenti in efficienza energetica 
 
    1. Per le iniziative di cui all'art. 8, comma 3, lettera a), sono
ammissibili a contributo, ai sensi dell'art. 38 del  GBER,  le  spese
per: 
      a) interventi finalizzati  all'introduzione,  nei  tradizionali
cicli di lavorazione e/o di erogazione di servizi, di innovazioni  di
processo o di prodotto, ovvero tecnologie, attrezzature o  interventi
su impianti tecnologici in grado di contribuire al  contenimento  dei
consumi energetici derivanti dall'uso di combustibili  fossili;  tali
spese comprendono l'installazione di nuove  linee  di  produzione  ad
alta efficienza energetica; 
      b) razionalizzazione, efficentamento o sostituzione dei sistemi
di alimentazione elettrica ed illuminazione, impiegati nei  cicli  di
produzione funzionali alla riduzione dei consumi energetici; 
      c) installazione di  impianti  ed  attrezzature  funzionali  al
contenimento dei consumi energetici nei cicli  di  lavorazione  o  di
erogazione dei servizi; 
      d) installazione, per la  sola  finalita'  di  autoconsumo,  di
impianti per la produzione e la distribuzione dell'energia termica ed
elettrica all'interno dell'unita' produttiva, ovvero per il  recupero
del calore di processo da forni o impianti che producono calore o che
prevedono il riutilizzo di altre forme  di  energia  recuperabile  in
processi ed impianti che utilizzano fonti fossili; 
      e) opere murarie ad esclusivo asservimento degli interventi  di
cui alle lettere da a) a d). 
    2. I contributi per gli investimenti di cui al comma 1 relativi a
misure di efficienza energetica, non sono concessi qualora riguardino
miglioramenti  che  le  imprese  attuano  per  conformarsi  a   norme
dell'Unione gia' adottate, anche se non ancora entrate in vigore e  i
costi  ammissibili  corrispondono   ai   costi   degli   investimenti
supplementari necessari per conseguire il  livello  piu'  elevato  di
efficienza energetica. Tali costi sono determinati  come  di  seguito
specificato: 
      a) se il costo dell'investimento per l'efficienza energetica e'
individuabile  come  investimento  distinto  all'interno  del   costo
complessivo dell'investimento, il costo  ammissibile  corrisponde  al
costo connesso all'efficienza energetica; 
      b) in tutti gli altri  casi,  il  costo  dell'investimento  per
l'efficienza  energetica  e'  individuato   in   riferimento   a   un
investimento analogo che consente una  minore  efficienza  energetica
che  verosimilmente  sarebbe  stato  realizzato  senza  l'aiuto.   La
differenza tra i costi di entrambi gli  investimenti  corrisponde  al
costo connesso alla maggiore efficienza energetica e  costituisce  il
costo ammissibile. 
    3. Le condizioni di ammissibilita'  di  cui  al  comma  2  devono
essere attestate con perizia asseverata, dallo studio  ambientale  di
cui all'art. 8, comma 4. Lo studio  deve  altresi'  attestare  che  i
costi sono direttamente connessi al conseguimento di un livello  piu'
elevato di efficienza energetica. 
 
                              Art. 14. 
 
 
   Spese ammissibili per investimenti a favore della cogenerazione 
                         ad alto rendimento 
 
    1. Per le iniziative di cui all'art. 8, comma  3,  lettera  b)  a
favore della cogenerazione ad  alto  rendimento  sono  ammissibili  a
contributo, ai sensi dell'art. 40, regolamento (UE) 651/2014, i  soli
programmi finalizzati ad auto-consumare  l'energia  prodotta  secondo
quanto stabilito in materia dalla legislazione nazionale in vigore. 
    2. Sono ammissibili a contributo le spese per: 
      a) la progettazione tecnica dell'intervento  comprensiva  degli
eventuali studi di supporto (correlati con l'intervento,  i  progetti
agli stadi preliminare, definitivo ed esecutivo) nei limiti del 5 per
cento dei costi ritenuti ammissibili per l'intero intervento; 
      b) le apparecchiature comprensive delle forniture di  materiali
e dei componenti previsti per la realizzazione dell'intervento; 
      c) le  infrastrutture  impiantistiche  per  il  supporto  degli
impianti e  degli  apparecchi,  le  linee  di  adduzione  dell'acqua,
dell'energia  elettrica  e  del  gas  (comprese  le  spese  derivanti
dall'allacciamento alle reti),  o  del  combustibile  (sia  da  fonte
rinnovabile che da fonte tradizionale) necessari per il funzionamento
dell'impianto oggetto dell'intervento; 
      d) i costi di montaggio,  installazione  e  assemblaggio  degli
impianti e delle relative strutture di  sostegno,  comprensivi  delle
opere murarie legate esclusivamente  alla  loro  realizzazione  e  al
collegamento alle reti aziendali; 
      e)  l'avviamento  ed  il  collaudo  dell'intervento   ai   fini
dell'esercizio dell'impianto e della sua messa a regime; 
      f) i sistemi di misura e monitoraggio  dei  vari  parametri  di
funzionamento dell'impianto. 
    3. I contributi per gli investimenti di  cui  al  comma  1,  sono
concessi alle seguenti condizioni: 
      a) hanno ad  oggetto  capacita'  installate  o  ammodernate  di
recente; 
      b) la nuova unita' di cogenerazione  permette  di  ottenere  un
risparmio complessivo di energia primaria  rispetto  alla  produzione
separata di calore  e  di  energia  elettrica,  come  previsto  dalla
Direttiva 2012/27/Ue del Parlamento europeo e del  Consiglio  del  25
ottobre 2012 sull'efficienza energetica, che  modifica  le  direttive
2009/125/CE  e  2010/30/UE  e  abroga  le   direttive   2004/8/CE   e
2006/32/CE. Il miglioramento di una unita' di cogenerazione esistente
o la conversione di un impianto di produzione di energia esistente in
una unita' di cogenerazione consentono di ottenere  un  risparmio  di
energia primaria rispetto alla situazione di partenza. 
    4. I costi ammissibili corrispondono ai  costi  supplementari  di
investimento  relativi  all'attrezzatura  necessaria  per  consentire
all'impianto di funzionare  come  unita'  di  cogenerazione  ad  alto
rendimento, rispetto agli impianti convenzionali di energia elettrica
o riscaldamento della stessa capacita', o ai costi  supplementari  di
investimento per consentire all'impianto di  cogenerazione  che  gia'
raggiunge la soglia di  alto  rendimento  di  migliorare  il  proprio
livello di efficienza. 
    5. Le condizioni di ammissibilita'  di  cui  al  comma  3  devono
essere attestate con perizia asseverata dallo  studio  ambientale  di
cui all'art. 8, comma 4. 
    6. Sono esclusi i costi di autorizzazione, tasse e  corrispettivi
da pagare all'allacciamento alle reti nonche' i costi di esercizio  a
valle dell'avviamento dell'impianto quali i costi  del  personale,  i
combustibili e l'ordinaria manutenzione ordinaria. 
 
                              Art. 15. 
 
 
        Spese ammissibili per investimenti volti a promuovere 
            la produzione di energia da fonti rinnovabili 
 
    1. Le iniziative di cui all'art. 8, comma 3, lettera c), riferite
esclusivamente ad autoconsumo, sono concessi esclusivamente  a  nuovi
impianti, e non possono essere concessi o erogati dopo  l'entrata  in
attivita' dell'impianto. 
    2. Ai sensi dell'art. 41, paragrafo 6, del GBER sono ammissibili,
i costi degli investimenti supplementari necessari per promuovere  la
produzione di energia da fonti rinnovabili, determinati come segue: 
      a) se il costo dell'investimento per la produzione  di  energia
da fonti rinnovabili  e'  individuabile  come  investimento  distinto
all'interno del costo complessivo dell'investimento, ad esempio  come
una componente aggiuntiva facilmente  riconoscibile  di  un  impianto
preesistente, il costo ammissibile corrisponde al costo connesso  con
l'energia rinnovabile; 
      b) se il costo dell'investimento per la produzione  di  energia
da  fonti  rinnovabili  e'  individuabile   in   riferimento   a   un
investimento analogo meno rispettoso dell'ambiente che verosimilmente
sarebbe stato realizzato senza l'aiuto, questa differenza tra i costi
di  entrambi  gli  investimenti   corrisponde   al   costo   connesso
all'energia rinnovabile e costituisce il costo ammissibile; 
      c) nel caso di alcuni impianti su scala ridotta per i quali non
e' individuabile un investimento  meno  rispettoso  dell'ambiente  in
quanto non esistono impianti  di  dimensioni  analoghe,  i  costi  di
investimento totali per conseguire un livello piu' elevato di  tutela
dell'ambiente costituiscono i costi ammissibili. 
    3. Le condizioni di ammissibilita'  di  cui  al  comma  2  devono
essere attestate con perizia asseverata dallo  studio  ambientale  di
cui all'art. 8, comma 4. Lo studio  deve  altresi'  attestare  che  i
costi sono direttamente connessi al conseguimento di un livello  piu'
elevato di tutela dell'ambiente. 
 
                              Art. 16. 
 
 
               Spese ammissibili per studi ambientali 
 
    1. Sono ammissibili ad incentivazione, ai sensi dell'art. 49  del
GBER,  le  spese  per  gli  studi  ambientali,  compresi  gli   audit
energetici, delle imprese di cui all'art. 7,  comma  1,  lettera  a),
eseguiti da soggetti certificati da organismi  accreditati  ai  sensi
dell'art. 8 del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102 (Attuazione
della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica,  che  modifica
le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE
e 2006/32/CE). 
    2. I costi di cui al comma 1 non sono ammessi  se  sono  relativi
alle grandi imprese e alle imprese a  forte  di  consumo  di  energia
obbligate ad effettuare la diagnosi energetica ai sensi dell'art.  8,
comma 1, del decreto legislativo n. 102/2014. 
    3. I criteri minimi per gli audit energetici sono quelli indicati
all'allegato 2 al decreto legislativo n. 102/2014. 
 
                              Capo III 
 
 
                 Modalita' di accesso e istruttoria 
 
 
                              Art. 17. 
 
 
              Presentazione della domanda di contributo 
 
    1. Ai sensi dell'art. 37,  comma  2,  della  legge  regionale  n.
7/2000, e' emanato, con decreto del Direttore centrale competente  in
materia  di  attivita'  produttive,  un  bando   per   acquisire   le
manifestazioni di  interesse  all'insediamento  contenente  le  spese
ammissibili, le forme e le modalita' degli interventi, la durata  del
procedimento di  selezione  delle  manifestazioni  di  interesse,  la
documentazione necessaria per l'attivita' istruttoria e i criteri  di
selezione. Ai sensi dell'art. 37, comma 3, i soggetti di cui all'art.
7, comma 1 lettere a) e b) presentano  domanda  redatta,  a  pena  di
inammissibilita', su  modulo  approvato  con  decreto  del  Direttore
centrale competente in materia di attivita' produttive,  sottoscritta
con firma digitale ed inoltrata esclusivamente con Posta  elettronica
certificata (PEC) alla Direzione centrale competente  in  materia  di
attivita' produttive. 
    2. La domanda si considera validamente presentata se: 
      a)  e'  inviata  mediante  la  casella  di   PEC   dell'impresa
richiedente; 
      b)   e'   sottoscritta:   con   firma   digitale   del   legale
rappresentante e corredata  dalla  documentazione  richiesta,  o  con
firma autografa del  legale  rappresentante  apposta  sulla  versione
cartacea,  successivamente  scansionata,  e   inviata   tramite   PEC
corredata dalla documentazione richiesta, unitamente a  un  documento
d'identita' del legale rappresentante in corso di validita'. 
    3.  La  data  e  l'ora  di  presentazione  della   domanda   sono
determinate dalla data e dall'ora di ricezione della PEC espressa  in
hh:mm:ss attestate dal  file  «daticert.xlm»  di  certificazione  del
messaggio generato dal sistema in allegato alla PEC e  contenente  le
informazioni relative alla ricevuta di accettazione del messaggio  di
PEC inviata dal soggetto richiedente. 
    4. La domanda contiene i seguenti elementi essenziali: 
      a) denominazione e dimensioni dell'impresa; 
      b) descrizioni del progetto, comprese le date di inizio e fine; 
      c) ubicazione del progetto; 
      d) elenco dei costi del progetto; 
      e) tipologia dell'aiuto e importo  del  finanziamento  pubblico
necessario per il progetto. 
    5. Alla domanda sono allegati: 
      a)   una   relazione   contenente    la    descrizione    delle
caratteristiche dell'impresa  e  dell'intervento  da  attuare,  degli
obiettivi  che  si  intendono   conseguire   con   il   progetto   di
investimento, il periodo di realizzazione dell'intervento, le risorse
da utilizzare e il dettaglio delle relative spese; 
      b)  la  documentazione  tecnica   relativa   al   progetto   di
investimento; 
      c) le dichiarazioni sostitutive di  atto  di  notorieta'  o  di
certificazione  redatte  nelle  forme  previste   dal   decreto   del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,  n.  445  (Disposizioni
amministrative   in   materia   di   documentazione   amministrativa)
attestanti: 
        1)  il  possesso  dei  requisiti  di  ammissibilita'  di  cui
all'art. 7; 
        2) il rispetto della normativa vigente in tema  di  sicurezza
sul lavoro, di cui all'art. 73 della legge regionale 5 dicembre 2003,
n.   18   (Interventi    urgenti    nei    settori    dell'industria,
dell'artigianato, della cooperazione, del commercio e del turismo, in
materia di sicurezza sul lavoro, asili nido  nei  luoghi  di  lavoro,
nonche' a favore delle imprese danneggiate da eventi calamitosi); 
        3) il rispetto  dei  parametri  dimensionali  previsti  dalla
vigente normativa europea in materia di definizione di PMI; 
        4) il rispetto della normativa sul cumulo  di  aiuti  di  cui
all'art. 5; 
        5) la dichiarazione attestante l'avvenuta presa visione della
nota informativa; 
        6) la dichiarazione che attesti di non  aver  ancora  avviato
l'attivita'; 
      d)  nel  caso  gli  interventi  riguardino  immobili   non   di
proprieta' dell'impresa  richiedente,  copia  del  contratto  che  ne
attesti la disponibilita' per una durata almeno  pari  a  quella  del
vincolo di destinazione nonche' l'assenso  scritto  del  proprietario
all'effettuazione degli interventi previsti; 
      e) nel caso di interventi in materia di  tutela  ambientale  di
cui all'art. 8, comma 3, lettere a), b) e c),  lo  studio  ambientale
previsto dall'art. 8, comma 4; 
      f) l'eventuale ulteriore documentazione prevista nel modulo  di
domanda. 
    6.  Le  imprese  presentano  una  sola   domanda   di   incentivo
riguardante le iniziative di cui all'articolo 10 o  11;  puo'  essere
prevista la realizzazione delle iniziative supplementari di cui  agli
articoli 12, 13, 14, 15 e 16. 
    7. Non e' ammissibile  la  presentazione  di  una  nuova  domanda
qualora non sia stata presentata la rendicontazione della spesa della
precedente iniziativa incentivata ai sensi del presente regolamento. 
    8.  Sul  sito  internet  della  Regione  Friuli  Venezia   Giulia
all'indirizzo www.regione.fvg.it nella sezione  dedicata  al  settore
industria sono pubblicati: 
      a) lo schema di domanda con i relativi allegati; 
      b) il decreto del Direttore centrale competente in  materia  di
attivita'  produttive  di   individuazione   dei   termini   per   la
presentazione della domanda di incentivazione; 
      c)  la   nota   informativa   recante   le   informazioni   sul
procedimento, ai sensi degli articoli 13 e 14 della  legge  regionale
20  marzo  2000,  n.  7  (Testo  unico  delle  norme  in  materia  di
procedimento amministrativo e diritto di accesso). 
 
                              Art. 18. 
 
 
                      Istruttoria delle domande 
 
    1. Il responsabile dell'istruttoria verifica la  sussistenza  dei
presupposti di fatto e di diritto previsti per la  singola  tipologia
di intervento nonche' la sussistenza dei requisiti di ammissibilita',
effettuando,  ove  necessario,  gli  opportuni   accertamenti   anche
mediante sopralluoghi o richiedendo documentazione integrativa. 
    2. Qualora la domanda di  incentivo  sia  ritenuta  irregolare  o
incompleta, il responsabile del  procedimento  ne  da'  comunicazione
all'interessato indicandone le cause  e  assegnando  un  termine  non
superiore a trenta giorni  per  provvedere  alla  regolarizzazione  o
all'integrazione. E' consentita la proroga del termine, per una  sola
volta e per  un  massimo  di  trenta  giorni,  a  condizione  che  la
richiesta sia  motivata  e  presentata  prima  della  scadenza  dello
stesso. 
    3.  Ove  l'integrazione   resa   non   consenta   di   concludere
l'istruttoria della domanda di contributo, il  progetto  e'  valutato
sulla base della documentazione agli atti. 
    4. In  caso  di  esito  positivo  dell'istruttoria,  i  documenti
tecnici  relativi  alle  domande  di  contributo  sono  trasmessi  ai
consorzi nel cui agglomerato industriale e'  previsto  l'insediamento
dell'impresa, al fine delle verifiche in merito ai  seguenti  aspetti
di natura tecnica: 
      a)  compatibilita'  dell'investimento  con  i  regolamenti  dei
consorzi; 
      b) compatibilita' dell'intervento con il piano  regolatore  del
comune e con le norme di settore comunali; 
      c) compatibilita' dell'intervento  alle  norme  di  settore  di
competenza dell'ARPA; 
      d) compatibilita' dell'intervento  alle  norme  di  settore  di
competenza dell'ASL; 
      e) compatibilita' dell'intervento  alle  norme  di  settore  di
competenza dei Vigili del Fuoco; 
      f) compatibilita' dell'intervento a specifiche norme di settore
di competenza di soggetti non contemplati nelle precedenti lettere. 
    5. La Regione per le verifiche relative agli  aspetti  di  natura
tecnica di cui  al  comma  4  nel  caso  in  cui  l'insediamento  sia
localizzato nelle aree dei distretti  industriali  o  nel  comune  di
Cividale del Friuli, puo' avvalersi dei consorzi medesimi ai sensi  e
con le modalita' dell'art. 64, comma  6,  della  legge  regionale  n.
3/2015. 
    6. I  consorzi  cui  e'  stata  trasmessa  la  documentazione,  a
conclusione della valutazione, trasmettono  alla  Direzione  centrale
competente in materia di attivita' produttive un parere  obbligatorio
e vincolante sulla fattibilita' degli interventi, entro il termine di
45 giorni dal ricevimento della  documentazione  tecnica  di  cui  al
comma 4. 
    7. In caso di esito positivo degli aspetti di natura  tecnica  di
cui al comma 4,  il  progetto  e'  sottoposto  alla  valutazione  del
Comitato di cui all'art. 2, comma 1, lettera v)  per  la  valutazione
della  congruita'  delle  spese,  la   corretta   valutazione   degli
investimenti  in  materia  di  tutela  ambientale  o  altri  elementi
risultanti dal progetto; il Comitato si esprime con parere  entro  30
giorni. 
    8. Il Servizio  competente,  prima  della  formale  adozione  del
provvedimento negativo, comunica tempestivamente all'impresa i motivi
che ostano all'accoglimento della domanda, ai sensi dell'art.  16-bis
della legge regionale n. 7/2000, ad eccezione dei casi di rinuncia  e
di insufficiente disponibilita' finanziaria. 
    9. Il Servizio competente procede all'archiviazione della domanda
e ne da' tempestiva comunicazione all'impresa nei seguenti casi: 
      a) la domanda e' presentata successivamente alla  scadenza  del
termine individuato con il decreto del Direttore centrale  competente
in materia di attivita' produttive di cui all'art. 17, comma 1; 
      b) la domanda e' inoltrata con modalita'  diverse  dall'inoltro
per posta elettronica certificata  ovvero  mediante  casella  di  PEC
diversa da quella del richiedente, cosi' come trascritto nel Registro
delle imprese; 
      c) la domanda e' trasmessa mediante casella di PEC  diversa  da
quella dell'impresa richiedente; 
      d) la domanda e' inviata a indirizzo di PEC diverso  da  quello
indicato sul sito  internet  della  Regione  Autonoma  Friuli-Venezia
Giulia; 
      e) la domanda non e' redatta secondo i criteri e  le  modalita'
previste nella relativa modulistica, approvata ai sensi dell'art. 17,
comma 1; 
      f) in caso di parere negativo dei soggetti di cui al comma 6; 
      g) nell'ipotesi prevista dall'art. 20, comma 4; 
      h)   per   rinuncia   intervenuta   prima   dell'adozione   del
provvedimento di concessione; 
      i) la domanda non e' sottoscritta con firma digitale dal legale
rappresentante, non e' sottoscritta con firma  autografa  dal  legale
rappresentante, ovvero non e' accompagnata da documento di  identita'
scansionato, ai sensi dell'art. 17, comma 2, lettera b); 
      j) nell'ipotesi prevista dall'art. 17, comma 7. 
 
                              Art. 19. 
 
 
 Formazione della graduatoria e attribuzione punteggi e premialita' 
 
    1.  Le  domande  presentate  sono  esaminate  tramite   procedura
valutativa con procedimento a graduatoria. 
    2. Il Servizio competente definisce la  proposta  di  graduatoria
entro 120 giorni dalla scadenza  del  termine  per  la  presentazione
delle domande, sulla base dei criteri previsti dal comma 3. 
    3. La valutazione delle domande di incentivo  e'  effettuata  dal
Servizio competente attribuendo alle stesse i seguenti punteggi: 
      a) domanda presentata da  un'impresa  di  medie  dimensioni:  5
punti; 
      b) domanda presentata da un'impresa iscritta al Registro  delle
imprese da meno di 12 mesi alla data di presentazione  della  domanda
di incentivazione o da soggetto che si iscrivera' al  Registro  delle
imprese ai sensi dell'art. 7, comma 1, lettere a) e b): 5 punti; 
      c) domanda presentata da un'impresa iscritta al Registro  delle
imprese da piu' di 12 mesi alla data di presentazione  della  domanda
di incentivazione e da non piu' di 60 mesi: 3 punti; 
      d)  domanda  presentata  da  un'impresa   che,   in   relazione
all'iniziativa  per  la   quale   ha   presentato   la   domanda   di
incentivazione, incrementa l'occupazione con contratti  di  lavoro  a
tempo indeterminato, anche parziale: 
        1) punti 1 in caso di assunzione da 1 a 9 ULA; 
        2) punti 3 in caso di assunzione da 10 a 20 ULA; 
        3) punti 5 in caso di assunzione da 21 a 30 ULA; 
      e) domanda presentata da un'impresa che ha conseguito il rating
di legalita' di cui all'art. 4, comma 1, lettera f). 
    4. Al fine dell'attribuzione del punteggio di  cui  al  comma  3,
lettera b) non sono prese in considerazione: l'impresa le  cui  quote
sono detenute in  maggioranza  da  altre  imprese,  la  societa'  che
risulta da trasformazione di societa' preesistente  o  da  fusione  o
scissione di societa' preesistenti nonche'  l'impresa  che  e'  stata
costituita tramite conferimento d'azienda  o  di  ramo  d'azienda  da
parte di impresa preesistente. 
    5. I punteggi di cui al comma 3 sono cumulabili tra loro. 
    6. In caso di parita' di punteggio viene presa in  considerazione
la domanda che prevede l'importo piu' elevato della spesa ammissibile
ad incentivazione; in caso  di  ulteriore  parita'  le  domande  sono
classificate secondo l'ordine cronologico di presentazione. 
    7. In applicazione della disciplina prevista dall'art. 37,  comma
4, della legge regionale n. 7/2000, la giunta regionale,  approva  la
graduatoria di cui al comma 2  e  lo  schema  di  contratto,  di  cui
all'art. 20 autorizzandone, contestualmente, la stipulazione. 
 
                              Art. 20. 
 
 
                      Contratti di insediamento 
 
    1. I soggetti di cui all'art. 19, comma 7, stipulano, entro venti
giorni decorrenti dalla comunicazione della  relativa  deliberazione,
il contratto di insediamento. 
    2.  Il  contratto  di  insediamento  regola,  in  particolare,  i
rapporti e i  vincoli  tra  la  Regione,  il  consorzio  e  l'impresa
beneficiaria del contratto e contiene: 
      a)  la  descrizione   del   programma   di   investimento   con
l'indicazione   dell'ammontare   complessivo   dell'investimento    e
obiettivi proposti; 
      b) il sostegno  finanziario  pubblico  alla  realizzazione  del
programma di investimento; 
      c) i tempi e le modalita' di realizzazione dell'iniziativa; 
      d) gli impegni assunti dall'impresa; 
      e) gli eventuali impegni assunti dai  contraenti  pubblici  con
particolare  riguardo  all'attivita'  volta  ad  adiuvare  l'efficace
realizzazione del programma di investimento; 
      f) gli impegni della  Regione  anche  con  riguardo  agli  atti
conseguenti all'approvazione della  graduatoria  approvata  ai  sensi
dell'art. 19. 
    3. Il  contratto  di  insediamento  e'  sottoscritto  dal  legale
rappresentante dell'impresa, dal legale rappresentate del consorzio e
dal Direttore centrale competente in materia di attivita' produttive. 
 
                              Art. 21. 
 
 
                     Concessione del contributo 
 
    1. I contributi sono  concessi  con  decreto  del  direttore  del
Servizio competente entro il  termine  di  trenta  giorni  decorrenti
dalla  stipulazione  del  contratto,   nei   limiti   delle   risorse
disponibili; con il decreto di concessione sono stabiliti  i  termini
per  l'avvio  dell'iniziativa,  in  data  successiva  a   quella   di
presentazione della domanda, e per la conclusione dell'iniziativa  in
conformita' a quanto  stabilito  nel  contratto  stipulato  ai  sensi
dell'art. 20. 
    2. Qualora nel corso dell'anno si rendano  disponibili  ulteriori
risorse finanziarie, derivanti dalla revoca  di  contributi  o  dalla
destinazione di nuove risorse a valere sulla graduatoria, il Servizio
competente  procede  allo  scorrimento  della   graduatoria,   previa
stipulazione del contratto  di  insediamento  secondo  la  disciplina
prevista dall'art. 19, comma 7, e dell'art. 20. 
    3. Qualora l'ultimo progetto utilmente collocato  in  graduatoria
non sia interamente finanziabile per insufficiente disponibilita'  di
risorse finanziarie,  si  procede  con  l'assegnazione  parziale  nei
limiti delle risorse disponibili, con  riserva  di  integrazione  con
eventuali risorse sopravvenute, previa stipulazione del contratto  di
insediamento secondo la disciplina dell'art. 19, comma 7, e dell'art.
20. 
    4. Qualora il progetto ammissibile non  possa  essere  finanziato
entro il  31  dicembre  del  secondo  anno  successivo  a  quello  di
presentazione  della  domanda  a  causa  di   insufficienti   risorse
finanziarie, e' archiviato e dell'archiviazione  e'  data  tempestiva
comunicazione all'impresa. 
 
                              Art. 22. 
 
 
            Avvio, proroga e conclusione delle iniziative 
 
    1.  L'iniziativa  puo'  avere  una  durata  massima  di  36  mesi
decorrenti dalla data di avvio effettivo dei lavori fino alla data di
conclusione degli stessi. 
    2. Per avvio dei lavori si intende, la  data  del  primo  impegno
giuridicamente vincolante o di  qualsiasi  altro  impegno  che  renda
irreversibile  l'investimento,  a  seconda  di  quale  condizione  si
verifichi prima. L'acquisto di terreni e i lavori  preparatori  quali
la richiesta di permessi o la realizzazione di studi di  fattibilita'
non sono considerati come avvio dei lavori. 
    3. Per conclusione dei lavori si  intende,  la  data  dell'ultimo
impegno giuridicamente vincolante. 
    4. L'impresa beneficiaria puo' presentare una o piu' richieste di
proroga  del  termine  di  conclusione  dell'iniziativa  al  Servizio
competente e per un periodo complessivamente non superiore  a  dodici
mesi,  a  condizione  che  la  stessa  sia  debitamente  motivata   e
presentata prima  della  scadenza  del  termine  per  la  conclusione
dell'iniziativa. La proroga concessa entro tale periodo  massimo  non
comporta la necessita' di apportare modifiche al contratto stipulato. 
    5. In caso di mancato accoglimento dell'istanza  di  proroga  del
termine  di  conclusione  del  progetto,  ovvero   di   presentazione
dell'istanza stessa oltre la scadenza di detto termine, sono comunque
fatte salve le spese sostenute  ed  ammissibili  fino  alla  data  di
scadenza del termine  originariamente  previsto  per  la  conclusione
dell'iniziativa,   previa   valutazione    tecnica    del    Comitato
sull'effettiva e compiuta realizzazione del progetto secondo  la  sua
finalita' originaria. 
 
                              Art. 23. 
 
 
                    Erogazione in via anticipata 
 
    1. Gli incentivi possono essere erogati in via anticipata,  nella
misura massima del 70 per cento dell'importo concesso, entro sessanta
giorni dalla data della ricezione della  relativa  richiesta  redatta
secondo il  fac-simile  disponibile  sul  sito  www.regione.fvg.it  -
corredata dalla documentazione di cui al comma 2. 
    2. L'erogazione anticipata e' subordinata alla presentazione: 
      a) di una  fidejussione  bancaria  o  polizza  assicurativa  di
importo almeno pari alla somma da erogare, maggiorata degli interessi
ai sensi della legge  regionale  n.  7/2000,  prestata  da  banche  o
assicurazioni o da intermediari finanziari aventi i requisiti di  cui
all'art. 107 del decreto legislativo 1° settembre  1993,  n.  385,  e
redatta secondo il fac-simile disponibile sul sito www.regione.fvg.it 
      b)  di  una  dichiarazione  del  beneficiario  di  non   essere
destinatario di un ordine di recupero pendente  per  effetto  di  una
precedente decisione della Commissione che dichiara un aiuto illegale
e incompatibile con il mercato interno. 
    3. La richiesta di erogazione in via anticipata, corredata  dalla
fidejussione o dalla polizza assicurativa,  puo'  essere  presentata,
successivamente all'avvio del progetto, entro 12 mesi dalla data  del
decreto di concessione, pena  il  non  accoglimento  della  richiesta
medesima. 
 
                              Art. 24. 
 
 
           Variazioni all'iniziativa ammessa a contributo 
 
    1. Il beneficiario esegue l'iniziativa conformemente alle voci di
spesa ed agli importi ammessi a contributo come riportati nel decreto
di concessione. 
    2. Nel caso in cui l'iniziativa necessiti di variazioni  rispetto
ai contenuti stabiliti nel decreto di concessione, il beneficiario ne
da' tempestiva e motivata comunicazione al Servizio competente  e  ai
soggetti firmatari del contratto di insediamento. 
    3. Il Servizio competente, attesi i  contenuti  delle  variazioni
proposte, sentito il Consorzio  contraente  in  merito  all'eventuale
necessita' di attivare la procedura di  cui  all'art.  18,  comma  4,
sottopone al Comitato di cui all'art. 2,  comma  1,  lettera  v),  le
variazioni dell'iniziativa. Il Comitato  esprime  il  proprio  parere
entro 15 giorni decorrenti dalla ricezione della richiesta. 
    All'esito del parere sono apportate le  necessarie  modifiche  al
decreto di concessione e al contratto stipulato. 
    4. In difetto della comunicazione di cui al comma 2, il  Servizio
competente, qualora accerti in sede di rendicontazione  la  rilevante
difformita'  tra  l'iniziativa  effettivamente  realizzata  e  quella
oggetto del contributo, revoca o ridetermina il contributo  concesso,
acquisito il parere del Comitato di cui all'art. 2, comma 1,  lettera
v). 
    5. Le variazioni  al  progetto  non  determinano  in  alcun  caso
l'aumento dell'incentivo concesso. 
 
                               Capo IV 
 
 
                     Rendicontazione della spesa 
 
 
                              Art. 25. 
 
 
                 Presentazione della rendicontazione 
 
    1.  Ai  fini  dell'erogazione  del  contributo,   i   beneficiari
presentano al Servizio competente la documentazione di  cui  all'art.
27, entro il termine massimo di sei mesi  decorrenti  dalla  data  di
conclusione del progetto, fatto salvo quanto previsto dagli  articoli
21 e 24. 
    2. La rendicontazione e' redatta  utilizzando  esclusivamente  la
modulistica approvata con decreto del Direttore  centrale  competente
in materia di attivita' produttive pubblicata sul sito internet della
Regione Friuli-Venezia Giulia all'indirizzo www.regione.fvg.it  nelle
sezioni dedicate. 
    3. Per la rendicontazione i beneficiari  presentano  al  Servizio
competente la seguente documentazione: 
      a) relazione dell'attivita' svolta, in cui  si  da'  conto  dei
risultati anche parziali ottenuti,  della  misura  del  conseguimento
degli  obiettivi  prefissati  e  di  ogni  eventuale  scostamento   o
variazione intervenuti, sia nei  contenuti  del  progetto  che  nelle
spese sostenute; 
      b) dichiarazioni attestanti la realizzazione  dell'investimento
con le caratteristiche di cui all'art. 4; 
      c)  il  mantenimento  dei  requisiti  di  ammissione  e   delle
condizioni di ammissibilita' di cui all'art. 7; 
      d) il rispetto del divieto di cumulo ai sensi dell'art. 5 e  la
dichiarazione di non essere destinatarie di  un  ordine  di  recupero
pendente a seguito di una decisione della Commissione che dichiara un
aiuto illegale e incompatibile con il mercato interno; 
      e) coordinate bancarie per la liquidazione del contributo; 
      f) dichiarazione concernente la certificazione della  totalita'
delle spese rendicontate, ai sensi dell'art. 27; 
      g)  ulteriore  documentazione  prevista  dalla  modulistica  di
presentazione della rendicontazione di cui al comma 2. 
 
                              Art. 26. 
 
 
                       Giustificativi di spesa 
 
    1. Entro il termine di presentazione della rendicontazione di cui
all'art. 25,  comma  1,  i  beneficiari  devono  effettuare  tutti  i
pagamenti relativi alle spese rendicontate,  pena  l'inammissibilita'
delle stesse. 
    2. Le spese sostenute dai beneficiari devono essere  giustificate
da fatture o da documenti contabili di valore probatorio equivalente,
di data compresa tra la data di avvio e quella di presentazione della
rendicontazione e riferite alla sede  o  unita'  locale  oggetto  del
programma di investimento, pena la non ammissibilita' a contributo. 
    3. Nel caso in cui i documenti di spesa  ricomprendano  forniture
non attinenti all'investimento di cui al presente  regolamento,  sono
debitamente evidenziati i costi strettamente pertinenti  addebitabili
allo stesso. 
    4.  I  pagamenti  delle  spese  devono  essere  effettuati,  pena
l'inammissibilita' della relativa spesa,  esclusivamente  tramite  le
seguenti forme di transazione: bonifico bancario, ricevuta  bancaria,
bollettino postale, vaglia postale e carta di credito collegata ad un
conto bancario o postale appartenente all'impresa. 
    5. La documentazione comprovante l'avvenuto pagamento di  cui  al
comma 4 deve indicare gli estremi della specifica fattura o documento
probatorio equivalente, oggetto del pagamento. Il Servizio competente
puo' valutare l'ammissibilita' di  pagamenti  singoli  o  cumulativi,
effettuati con le  predette  modalita',  privi  degli  estremi  della
fattura, a condizione che l'impresa produca ulteriore  documentazione
a  supporto  della  spesa,  atta  a  comprovare  in  modo   certo   e
inequivocabile l'avvenuta esecuzione del pagamento e la riferibilita'
dello  stesso  alla  specifica  fattura   o   documento   equivalente
probatorio. 
    6. Non e' ammesso il pagamento dei titoli di spesa  effettuato  a
mezzo di compensazione ai sensi dell'art. 1241 del codice civile  ne'
a mezzo di controprestazione svolta in luogo del pagamento. 
    7. I pagamenti in valuta estera sono convertiti in  euro  con  le
seguenti modalita': 
      a) in caso di pagamenti con addebito su conto  in  euro,  sulla
base del cambio utilizzato dall'istituto bancario per la  transazione
nel  giorno  di  effettivo  pagamento,  al  netto  delle  commissioni
bancarie; 
      b) per pagamenti  effettuati  direttamente  in  valuta  estera,
sulla base del cambio di riferimento ufficiale relativo al giorno  di
effettivo pagamento, reperibile sul sito della Banca d'Italia. 
 
                              Art. 27. 
 
 
                     Certificazione delle spese 
 
    1. I beneficiari per rendicontare la spesa sostenuta si avvalgono
dell'attivita'   di   certificazione   della   spesa   prestata    da
commercialisti, revisori contabili, centri di assistenza fiscale,  ai
sensi dell'art. 41-bis della legge regionale n. 7/2000. 
    2. Per la certificazione della spesa i beneficiari presentano  al
certificatore la seguente documentazione: 
      a)  documentazione  di  spesa  in  originale  o  in  copia  non
autenticata  annullata  in  originale  ai  fini  dell'incentivo,  con
allegata   una   dichiarazione   del   beneficiario   attestante   la
corrispondenza della documentazione prodotta agli originali; 
      b) la documentazione attestante il pagamento dei singoli titoli
di spesa; 
      c) per i beni  immobili,  le  strumentazioni  ed  attrezzature,
copia  del  registro  beni  ammortizzabili  finanziati,   copia   dei
documenti di trasporto, qualora esistenti; 
      d) fascicolo del progetto contenente  tutta  la  documentazione
relativa all'iter istruttorio della domanda di contributo. 
    3.  La  certificazione  di  cui  al  comma   1   sostituisce   la
presentazione al Servizio competente della documentazione di spesa di
cui all'art. 26. 
    4.  L'attivita'  di  certificazione  e'   ammissibile   ove   sia
rispettata la condizione di indipendenza del certificatore.  Al  fine
di attestare la condizione di indipendenza il certificatore  dichiara
di non aver partecipato in alcun modo al progetto e di non aver alcun
rapporto che possa comprometterne  l'indipendenza  nello  svolgimento
delle attivita' di verifica e certificazione delle spese,  condizioni
che in particolare si verificano: 
      a) nei confronti di chi presta attivita' nella  preparazione  e
realizzazione   del   progetto   o   nella   predisposizione    della
rendicontazione oggetto di verifica e certificazione; 
      b) nei confronti di chi ha prestato comunque la  sua  attivita'
professionale a favore dell'impresa beneficiaria o in qualsiasi  modo
si e'  ingerito  nell'attivita'  della  stessa  durante  i  due  anni
anteriori al conferimento dell'incarico; 
      c)  nei  confronti   del   professionista   affiliato   o   del
collaboratore stabile dello  studio  professionale  incaricato  della
preparazione della domanda  di  contributo  o  della  rendicontazione
oggetto di verifica e certificazione; 
      d)   essere   amministratori,   rappresentanti   o   componenti
dell'impresa beneficiaria. 
    5. Il certificatore, a conclusione del suo incarico e'  tenuto  a
certificare l'importo delle spese  risultate  ammissibili  in  quanto
documentate,  effettivamente  sostenute,  pertinenti   al   progetto,
correttamente  determinate,  conformi  alle  normative  citate  e  al
progetto  approvato,  nonche'  l'importo  delle  spese  ritenute  non
ammissibili con la relativa puntuale motivazione. 
    6. L'amministrazione  ha  facolta'  di  richiedere  in  qualunque
momento l'esibizione della documentazione di spesa in originale e  di
effettuare gli opportuni controlli. 
 
                               Capo V 
 
 
           Liquidazione e rideterminazione del contributo 
 
 
                              Art. 28. 
 
 
                  Istruttoria delle rendicontazioni 
 
    1.  Il  Servizio   competente   procede   all'istruttoria   della
documentazione presentata dai beneficiari in sede di rendicontazione,
verificando la sussistenza dei presupposti di fatto e di diritto  per
l'erogazione del contributo. Il Servizio competente  puo'  richiedere
documentazione integrativa ed effettuare controlli e sopralluoghi. 
    2. Ove la rendicontazione sia ritenuta irregolare  o  incompleta,
il  Servizio  competente   ne   da'   comunicazione   all'interessato
indicandone le cause ed  assegnando  un  termine  massimo  di  trenta
giorni per provvedere alla regolarizzazione  o  all'integrazione.  E'
consentita la richiesta  di  proroga  del  termine  suddetto  per  un
massimo di ulteriori trenta giorni a condizione che  sia  motivata  e
presentata prima della scadenza dello stesso. 
    3. Nel  caso  di  mancato  rispetto  del  termine  assegnato  per
l'integrazione della documentazione il  Servizio  competente  procede
sulla base della documentazione agli atti. 
    4. La rendicontazione e' sottoposta al parere del Comitato quando
ne  sia  rilevata  l'opportunita'  e  sussistano   dubbi   circa   la
conformita' tra il progetto preventivato e quello realizzato. 
    5. In sede di liquidazione, il Servizio competente,  ricorrendone
i presupposti, procede alla rideterminazione del contributo  concesso
nei casi previsti dall'art. 29. 
 
                              Art. 29. 
 
 
                     Liquidazione del contributo 
 
    1. Il decreto di liquidazione a saldo del contributo  e'  emanato
dal  Servizio  competente  entro  novanta  giorni   dalla   data   di
presentazione della rendicontazione.  Detto  termine  e'  sospeso  in
pendenza   dei   termini   assegnati   per    l'integrazione    della
rendicontazione, ai sensi dell'art. 28, comma 2. 
    2. Il contributo liquidabile non  e'  in  nessun  caso  superiore
all'importo massimo concesso, anche qualora le spese  rendicontate  e
ritenute ammissibili siano superiori a quanto preventivato. 
    3.  Il  contributo  concesso  e'  rideterminato  in  esito   alle
variazioni intervenute ai sensi dell'art. 24. 
    4. Qualora il beneficiario  sia  destinatario  di  un  ordine  di
recupero pendente a seguito di una decisione  della  Commissione  che
dichiara un aiuto illegale e incompatibile con il mercato interno, si
procede alla sospensione della liquidazione e all'assegnazione di  un
termine perentorio di sessanta giorni entro il quale il  beneficiario
deve provvedere alla regolarizzazione ed alla  restituzione.  Qualora
il beneficiario non provveda alla regolarizzazione entro  il  termine
stabilito, si procede alla revoca dell'incentivo  concesso  ai  sensi
dell'art. 21. 
 
                               Capo VI 
 
 
Obblighi e vincoli dei beneficiari, annullamento, revoca e controlli 
 
 
                              Art. 30. 
 
 
                      Obblighi dei beneficiari 
 
    1. I beneficiari sono tenuti a: 
      a)  avviare  l'iniziativa  in  data  successiva  a  quella   di
presentazione della domanda; 
      b)  mantenere  i  requisiti  soggettivi  e  le  condizioni   di
ammissibilita' previsti per tutta la durata del progetto e fino  alla
scadenza dei vincoli; 
      c) mantenere l'iscrizione nel registro delle imprese; 
      d)   mantenere   la   sede   o   l'unita'   operativa   oggetto
dell'investimento attiva nel territorio regionale, come attestato  da
visura camerale; 
      e) realizzare le iniziative conformemente al progetto ammesso a
contributo, fatto salvo quanto previsto all'art. 24; 
      f) rispettare le tempistiche previste, fatte salve le  proroghe
autorizzate dal Servizio competente; 
      g) mantenere i vincoli di destinazione di cui all'art. 31; 
      h) consentire ed agevolare ispezioni e controlli; 
      i) comunicare eventuali variazioni, ai sensi dell'art. 24; 
      j)  comunicare  eventuali   variazioni   intervenute   relative
all'impresa  quali,  in  particolare,  la   sede   legale,   l'unita'
operativa, la ragione sociale; 
      k) rispettare le regole  sul  cumulo  dei  contributi  previste
all'art. 5; 
      l) rispettare gli obblighi specifici stabiliti dal  regolamento
e gli altri obblighi previsti dalla normativa di riferimento; 
      m) conservare presso i propri uffici, fino alla conclusione del
termine relativo al  vincolo  per  le  imprese  beneficiarie  di  cui
all'art. 31, il fascicolo completo contenente tutta la documentazione
relativa all'iter istruttorio della  domanda  di  incentivo  e  della
rendicontazione, nonche' i titoli originari di  spesa,  ai  fini  dei
controlli di cui all'art. 34; 
      n)  osservare  le  disposizioni  in  tema  di  contrasto   alla
delocalizzazione di cui all'art. 34 della legge regionale n. 3/2015. 
 
                              Art. 31. 
 
 
                 Vincoli per le imprese beneficiarie 
 
    1. Il beneficiario ha l'obbligo di mantenere la sede  o  l'unita'
operativa attiva nel territorio regionale nonche' la destinazione dei
beni mobili e  immobili  oggetto  degli  incentivi  per  il  seguente
periodo decorrente dalla data di conclusione dell'iniziativa: 
      a) 3 anni per le piccole e medie imprese; 
      b) 5 anni per le grandi imprese. 
    2. Qualora gli incentivi concessi riguardino i costi salariali di
cui all'art. 10, comma 1, lettera c), il beneficiario, come  previsto
dall'art. 10, comma 6, lettera c) ha l'obbligo del  mantenimento  dei
posti di lavoro creati per il seguente periodo decorrente dalla  data
di conclusione dell'iniziativa: 
      a) 3 anni per le piccole e medie imprese; 
      b) 5 anni per le grandi imprese. 
    3.  Il  beneficiario  e'  inoltre  soggetto  ad  un  vincolo   di
destinazione soggettivo della medesima durata indicata  al  comma  1,
salvo quanto disposto dall'art. 32. 
    4. Successivamente alla rendicontazione della spesa,  allo  scopo
di assicurare il rispetto del vincolo di destinazione di cui al comma
1, i soggetti beneficiari trasmettono al Servizio competente per ogni
anno di vincolo una dichiarazione sostitutiva di atto  di  notorieta'
entro  il  28  febbraio  dell'anno  seguente,  secondo   il   modello
pubblicato sul sito  internet  della  Regione  Friuli-Venezia  Giulia
all'indirizzo www.regione.fvg.it nelle sezioni  dedicati  ai  settori
industria  e  artigianato.  In  caso  di  inosservanza,  il  Servizio
competente procede ad effettuare ispezioni e controlli. 
    5. La violazione degli  obblighi  di  cui  al  presente  articolo
comporta la rideterminazione dell'incentivo in proporzione al periodo
per il quale i vincoli non sono stati rispettati. 
 
                              Art. 32. 
 
 
                 Operazioni straordinarie e subentro 
 
    1. Ai sensi dell'art. 32-ter della legge regionale n. 7/2000,  in
caso di variazioni soggettive dei  beneficiari  anche  a  seguito  di
conferimento, scissione, scorporo, fusione, trasferimento d'azienda o
di ramo d'azienda in gestione o in proprieta' per atto tra vivi o per
causa di morte, gli incentivi assegnati, concessi o  erogati  possono
essere,  rispettivamente,  concessi   o   confermati   in   capo   al
subentrante, alle seguenti condizioni: 
      a) il subentrante  e'  in  possesso  dei  requisiti  soggettivi
previsti per l'accesso all'incentivo dal presente regolamento; 
      b) e' verificata la  prosecuzione  dell'attivita'  in  capo  al
subentrante; 
      c)  e'  mantenuta,  anche   parzialmente,   l'occupazione   dei
lavoratori gia' impiegati nell'impresa originariamente beneficiaria; 
      d) il subentrante si impegna a  rispettare  gli  obblighi  e  i
vincoli di cui agli articoli 31. 
    2.  Alla  domanda  di  subentro   devono   essere   allegati   le
dichiarazioni attestanti il possesso dei requisiti e  l'impegno  alla
prosecuzione dell'attivita' con  assunzione  dei  relativi  obblighi,
secondo le indicazioni pubblicate sul sito www.regione.fvg.it 
    3. Nel caso in cui l'istanza pervenga  prima  della  stipula  del
contratto di insediamento, il Servizio  competente  avvia  nuovamente
l'iter istruttorio; per  le  istanze  pervenute  successivamente,  il
Servizio competente  espleta  le  necessarie  valutazioni  in  ordine
all'eventuale conferma delle agevolazioni concesse. 
    4. L'impresa comunica tempestivamente al Servizio competente,  la
trasformazione d'impresa che dovesse intervenire tra la presentazione
della  domanda  di  contributo  e  la  data  del   provvedimento   di
liquidazione. 
    5.  La  variazione  della   dimensione   aziendale   dell'impresa
beneficiaria, successiva alla stipula del contratto, non comporta ne'
la revoca ne' la rideterminazione del contributo concesso,  salvo  le
disposizioni di cui all'art. 33, comma 2, lettera d). 
 
                              Art. 33. 
 
 
               Annullamento, revoca e rideterminazione 
                  del provvedimento di concessione 
 
    1. Ai sensi dell'art. 49 della  legge  regionale  n.  7/2000,  il
provvedimento di concessione del contributo e' annullato qualora  sia
riconosciuto invalido per  originari  vizi  di  illegittimita'  o  di
merito indotti  dalla  condotta  del  beneficiario  non  conforme  al
principio della buona fede. 
    2. Il provvedimento di concessione e' revocato, in particolare, a
seguito della decadenza dal  diritto  all'incentivo  derivante  dalla
rinuncia del beneficiario, ovvero per inadempimento del  beneficiario
rilevabile qualora: 
      a) l'iniziativa non sia stata avviata nei termini previsti  dal
decreto  di  concessione,  fatte  salve  le  ipotesi  di   variazione
dell'iniziativa di cui all'art. 24; 
      b) entro la data di emanazione del decreto di liquidazione, non
risulti l'iscrizione al Registro imprese della Regione Friuli-Venezia
Giulia della sede o dell'unita' operativa; 
      c) la  rendicontazione  delle  spese  non  sia  presentata  nel
termine di cui all'art. 25; 
      d)  a   seguito   della   variazione   delle   condizioni   per
l'attribuzione del punteggio  complessivo  del  progetto,  lo  stesso
risulti  inferiore  al  punteggio   assegnato   all'ultimo   progetto
utilmente collocato in graduatoria; 
      e) l'iniziativa realizzata si  discosti  significativamente  da
quella  ammessa  a  contributo  e   risultante   dal   contratto   di
insediamento di cui art. 20; 
      f) non siano mantenuti i requisiti  di  cui  all'art.  7  ed  i
vincoli per le imprese beneficiarie di cui all'art. 31; 
      g) in caso di variazioni soggettive, non  siano  rispettate  le
condizioni per il subentro nell'agevolazione, ai sensi dell'art. 32; 
      h) non siano osservate le disposizioni  in  tema  di  contrasto
alla delocalizzazione di cui all'art. 34  della  legge  regionale  n.
3/2015; 
      i)  sia  rilevata  la  mancata  conformita'  tra   l'iniziativa
preventivata e quella realizzata; 
      l) sia intervenuta risoluzione del contratto di insediamento. 
    3. Il provvedimento di concessione e' revocato ovvero l'incentivo
concesso e' rideterminato, a  seguito  della  decadenza  dal  diritto
all'incentivo qualora sia accertata la non veridicita' del  contenuto
delle dichiarazioni sostitutive  presentate  ai  sensi  del  presente
regolamento, fatta salva l'applicazione delle altre sanzioni previste
dalla legge. 
    4. Il Servizio competente comunica  tempestivamente  ai  soggetti
interessati  l'annullamento  o  la  revoca   del   provvedimento   di
concessione. Le somme eventualmente erogate sono  restituite  secondo
le modalita' previste agli articoli 49 e 50 della legge regionale  n.
7/2000. 
    5.  I  provvedimenti  di  revoca,  annullamento  o  modifica,  di
provvedimenti  gia'  emanati  sono  adottati  entro  il  termine   di
centoventi giorni, decorrenti dalla data in cui il  responsabile  del
procedimento abbia notizia del fatto dal  quale  sorge  l'obbligo  di
provvedere, ovvero dalla data di ricevimento della richiesta. 
 
                              Art. 34. 
 
 
           Controlli, verifiche tecniche e amministrative 
 
    1. Nel corso  dell'intero  procedimento  per  la  concessione  ed
erogazione dell'incentivazione,  nonche'  per  tutta  la  durata  dei
vincoli  di  destinazione,  possono  essere  disposti   ispezioni   e
controlli, anche a  campione,  ai  sensi  dell'art.  44  della  legge
regionale n. 7/2000. 
    2. Nel corso dell'intero procedimento puo'  essere  acquisito  il
parere tecnico  del  Comitato  in  relazione  a  specifiche  esigenze
istruttorie. 
 
                               Capo IX 
 
 
                     Norme finali e transitorie 
 
 
                              Art. 35. 
 
 
                          Norma transitoria 
 
    In occasione della prima apertura del  termine  di  presentazione
delle domande, ai sensi dell'art.  17,  comma  1,  in  attuazione  di
quanto previsto dall'art. 6, comma 3-bis, della  legge  regionale  n.
3/2015, in deroga a  quanto  stabilito  all'art.  9,  comma  1,  sono
ammissibili anche le spese sostenute prima della presentazione  della
domanda,  purche'  in  data  successiva  al   30   giugno   2016,   e
relativamente alle sole iniziative i cui contributi sono concessi  in
regime «de minimis». 
 
                              Art. 36. 
 
 
                               Rinvio 
 
    1. Per  quanto  non  previsto  dalle  disposizioni  del  presente
regolamento,  si  rinvia  alle  pertinenti  disposizioni   richiamate
all'art. 3 nonche' alla legge regionale n. 7/2000. 
 
                              Art. 37. 
 
 
                          Entrata in vigore 
 
    1. Il presente regolamento entra in vigore il  giorno  successivo
alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione. 
    (Omissis). 
      
 
                                   Visto, Il Presidente: Serracchiani