Art. 36.
    Disciplina per la gestione e l'utilizzo della risorsa idrica
 
  1. Per un corretto funzionamento dei  servizi  del  Sistema  idrico
integrato,  in  attuazione di quanto disposto dalla legge 36/1994, il
Consiglio regionale, su proposta  della  Giunta,  individua  gli  usi
proritari   delle  acque.  La  Giunta  regionale,  sulla  base  della
normativa statale in materia, disciplina:
   a) il riuso delle acque utilizzate, dopo opportuni trattamenti  di
depurazione,   sia  in  via  diretta  (reti  non  potabili,  utilizzi
industriali od irrigui) od indiretta (ricarica delle falde);
   b)  l'adeguamento  del  diagramma  di  prelievo  degli  acquedotti
cittadini  a  quello  di  richiesta, abbandonando l'uso di alimentare
costantemente gli acquedotti con la massima portata  occcorrente  nel
giorno  di  maggior  consumo,  con  il  conseguente sfioro dei superi
stagionali dei serbatoi cittadini;
   c) l'uso di sistemi distributivi  interconnessi,  estesi  ad  aree
molto vaste, con diagrammi di consumo complementari;
   d) l'inserimento tra le fonti di approvvigionamento di serbatoi di
compenso stagionale;
   e)  l'uso  di  sistemi  di  adduzione  ad  usi multipli (specie se
complementari nel tempo);
   f) il controllo e il contenimento delle perdite;
   g) la realizzazione di interconnessioni tra  i  principali  schemi
acquedottistici  previsti  nel  Piano  regionale di risanamento delle
acque, in modo da evitare gli sprechi  delle  eventuali  eccedenze  e
permettere il loro utilizzo, ove necessario;
   h)  il rallentamento del deflusso e il ravvenamento delle falde in
territorio costiero, in modo da impedire l'avanzata del cuneo  salino
e favorire, se necessario, il recupero della falda stessa;
   i)  i  limiti piu' restrittivi per gli scarichi in aree protette e
in aree degradate, individuate ai sensi della legge regionale 9/1993.
   2. La Giunta regionale, per  le  attivita'  di  cui  al  comma  1,
acquisisce  il  parere dell'Autorita' di bacino competente. La Giunta
regionale puo' procedere, anche in assenza di tale parere, qualora lo
stesso non pervenga entro sessanta giorni dalla richiesta.