Art. 4.
   1. L'art. 1751 del codice civile e' sostituito dal seguente:
   "Art. 1751 (Indennita' in caso  di  cessazione  del  rapporto).  -
All'atto  della  cessazione  del  rapporto  il preponente e' tenuto a
corrispondere all'agente un'indennita' se ricorra  almeno  una  delle
seguenti condizioni:
    l'agente  abbia  procurato  nuovi  clienti  al preponente o abbia
sensibilmente sviluppato gli affari con  i  clienti  esistenti  e  il
preponente  riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari
con tali clienti;
    il pagamento di tale indennita' sia equo, tenuto conto  di  tutte
le  circostanze  del  caso,  in  particolare  delle  provvigioni  che
l'agente perde e che risultano dagli affari con tali clienti.
   L'indennita' non e' dovuta:
    quando il preponente risolve  il  contratto  per  un'inadempienza
imputabile all'agente, la quale, per la sua gravita', non consenta la
prosecuzione anche provvisoria del rapporto;
    quando  l'agente  recede dal contratto, a meno che il recesso sia
giustificato  da  circostanze  attribuibili  al   preponente   o   da
circostanze   attribuibili   all'agente,  quali  eta',  infermita'  o
malattia, per le quali non puo' piu' essergli ragionevolmente chiesta
la prosecuzione dell'attivita';
    quando, ai sensi di un accordo con il preponente,  l'agente  cede
ad  un  terzo i diritti e gli obblighi che ha in virtu' del contratto
di agenzia.
   L'importo dell'indennita' non puo' superare una cifra  equivalente
ad un'indennita' annua calcolata sulla base della media annuale delle
retribuzioni  riscosse  dall'agente negli ultimi cinque anni e, se il
contratto risale a meno di cinque anni, sulla media  del  periodo  in
questione.
   La  concessione  dell'indennita'  non  priva comunque l'agente del
diritto all'eventuale risarcimento dei danni.
   L'agente decade dal diritto all'indennita' prevista  dal  presente
articolo  se, nel termine di un anno dallo scioglimento del rapporto,
omette di comunicare al  preponente  l'intenzione  di  far  valere  i
propri diritti.
   Le  disposizioni  di  cui al presente articolo sono inderogabili a
svantaggio dell'agente.".