(all. 1 - art. 1)
                                                      Allegato sub A)

                 PIANO NAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE
          DEL MORBILLO E DELLA ROSOLIA CONGENITA 2003-2007

INDICE
  1. Introduzione                                         pag. 19
  2. I livelli di controllo del morbillo e della rosolia   "   21
  3. Il contesto nazionale                                 "   24
  3.1 Il morbillo                                          "   24
  3.2. La rosolia                                          "   32
  4. Gli obiettivi del Piano nazionale di eliminazione     "   34
  5. Le strategie di vaccinazione                          "   36
  5.1. Migliorare l'offerta della prima dose               "   38
  5.2. Recuperare i suscettibili non vaccinati in
       precedenza                                          "   39
  5.3. Introdurre la seconda dose                          "   41
  5.4. Strategie aggiuntive per la prevenzione della
       rosolia congenita                                   "   42
  6. Le strategie di sorveglianza                          "   46
  6.1. Il morbillo                                         "   46
  6.2. La rosolia                                          "   50
  7. Le azioni prioritarie                                 "   52
  7.1. Migliorare la copertura vaccinale                   "   52
  7.2. Le anagrafi vaccinali                               "   54
  7.3. La sorveglianza degli eventi avversi al vaccino     "   54
  7.4. La formazione                                       "   56
  7.5. Informazione e comunicazione                        "   58
  8. Ruoli e responsabilità                                "   59
  9. Le risorse                                            "   65
 10. Monitoraggio e valutazione del piano di eliminazione  "   67
 11. Definizioni                                           "   71

1. INTRODUZIONE

   Il  morbillo  e'  una  malattia infettiva altamente contagiosa che
continua  ad  essere  una importante causa di morbosita' e mortalita'
sia  nei paesi industrializzati che nelle nazioni in via di sviluppo.
Si  stima  infatti che ogni anno si verifichino piu' di 30 milioni di
casi  e  875  000  decessi,  pari  al 50-60% dei 1,6 milioni di morti
causati da malattie prevenibili con le vaccinazioni.
   Per  prevenire  il  morbillo,  da  oltre  30 anni sono disponibili
vaccini  efficaci e sicuri, e grazie alla vaccinazione su larga scala
il  morbillo e' stato eliminato in varie nazioni. Per questo nel 2001
l'Organizzazione  Mondiale  della  Sanita'  (OMS) ha messo a punto un
piano strategico per assicurare a livello mondiale la riduzione della
mortalita'  da  morbillo,  e  compiere  progressi significativi verso
l'interruzione  della  sua trasmissione nelle aree in cui e' prevista
l'eliminazione  della  malattia,  come  l'Europa. L'attuale obiettivo
della   Regione   Europea   dell'OMS,  infatti,  e'  interrompere  la
trasmissione  indigena  dell'infezione  entro  il 2007, e certificare
l'eliminazione entro il 2010.
   La  situazione  europea,  tuttavia,  e'  estremamente  disomogenea
accanto  a  nazioni  che  hanno  gia'  eliminato  il  morbillo o sono
prossime  a farlo,ve ne sono altre in cui questo continua a essere un
importante  problema  di sanita' pubblica. L'Italia in particolare e'
una  delle  nazioni  a  maggior  rischio dato che ha avuto finora una
scarsa   copertura   vaccinale  e  presenta  quindi  ampie  quote  di
popolazione  suscettibili  all'infezione. A conferma di questo, basta
ricordare  che  nel  2002 si e' verificata nel nostro paese una vasta
epidemia,  con  oltre  30.000  casi stimati, centinaia di ricoveri ed
alcuni decessi.
   La  situazione  italiana  e'  stata finora caratterizzata da forti
differenze  tra  Regioni  in  termini  di  offerta della vaccinazione
antimorbillo,  di  frequenza  della  malattia  e  di sensibilita' del
sistema  di sorveglianza. Tuttavia, l'interruzione della trasmissione
dell'infezione  a livello nazionale puo' essere raggiunta solo grazie
ad attivita' coordinate ed uniformi ai tutto il territorio.
   Come  dimostra  l'esperienza  internazionale, i passi necessari da
Intraprendere per eliminare il morbillo sono:

- raggiungere  e  mantenere nel tempo elevate coperture vaccinali per
  una  dose  nei  bambini  nel  secondo  anno  di vita, garantendo un
  servizio routinario di vaccinazioni di alta qualita';
- vaccinare  sia i bambini oltre i 2 anni di eta' che gli adolescenti
  ancora  suscettibili,  utilizzando  i  servizi  di  vaccinazione  o
  attivita' vaccinali straordinarie (per esempio, campagne di massa);
- introdurre l'offerta di una seconda dose;
- rafforzare  i  sistemi  di  sorveglianza  del  morbillo migliorando
  l'indagine  dei  casi  ed  introducendo  la conferma di laboratorio
  dell'infezione;
- garantire  la  disponibilita'  di  informazioni di alta qualita' su
  benefici  e  rischi  della  vaccinazione,  sia  per  gli  operatori
  sanitari che per il pubblico.

   La  stesura  di un Piano Nazionale per l'Eliminazione del morbillo
costituisce    una    tappa    indispensabile   nel   cammino   verso
l'eliminazione,   perche'   fornisce  le  linee  di  indirizzo  delle
attivita'  da  condurre  a  livello interregionale. In accordo con le
raccomandazioni internazionali, quindi, questo documento include:

- una  descrizione  dell'attuale situazione nazionale, sia per quanto
  riguarda   l'epidemiologia   del  morbillo  che  per  la  copertura
  vaccinale;
- la  strategia  di vaccinazione prevista per l'eliminazione e il suo
  razionale;
- le attivita' necessarie per attuare la strategia di vaccinazione;
- la  sorveglianza  del morbillo, incluse le possibilita' di diagnosi
  di  laboratorio  la  valutazione  della copertura vaccinale e degli
  eventi avversi a vaccino;
- la  formazione  del  personale  coinvolto  e  la supervisione delle
  attivita';
- i tempi e le risorse per le attivita' sopraelencate.

   Visto  che  l'Italia, come la maggior parte delle nazioni europee,
utilizza  vaccini  combinati  antimorbillo, rosolia e parotite (MPR),
questo   piano  e'  dedicato  anche  all'eliminazione  della  rosolia
congenita, per la quale sono necessarie strategie mirate.
   Infatti, un programma di vaccinazione con MPR che non sia in grado
di  garantire  elevate  coperture  vaccinali,  costituisce un rischio
particolarmente   elevato  di  incremento  di  frequenza  di  rosolia
congenita.  Come  e' noto, se la copertura vaccinale e' sub-ottimale,
possono  verificarsi  effetti  paradossi  causati  dal  fatto  che la
circolazione  dell'infezione  e'  ridotta ma non soppressa. In questo
caso,  i  suscettibili  si  accumulano  piu' lentamente ed aumenta il
numero  di persone che contraggono l'infezione in eta' adulta. Per la
rosolia,  questo  comporta  un  rischio  aumentato  di  infezioni  in
gravidanza,   che  possono  causare  aborto,  morte  fetale,  difetti
congeniti isolati o multipli, noti come sindrome da rosalia congenita
(SRC),  o  infezioni  asintomatiche  del  neonato. In particolare, e'
stato  documentato  che la frequenza della SRC aumenta in presenza di
programmi  vaccinali  non  adeguati  rispetta  a  quanto osservato in
assenza  di  vaccinazione  .L'uso  di vaccini MPR consente inoltre il
controllo  della  parotite  epidemica, permettendo di ridurre in modo
significativo le complicanze dovute a questa malattia.

   2. LIVELLI DI CONTROLLO DEL MORBILLO E DELLA ROSOLIA

   Il  morbillo  e' caratterizzato da un'elevata contagiosita', e nei
paesi   industrializzati  si  stima  che  abbia  un  tasso  netto  di
riproduzione   (R0)   compreso  tra  10  e  20.  Il  tasso  netto  di
riproduzione  e'  una  misura  di  contagiosita' ed esprime il numero
steso di nuove infezioni generate da un singolo individuo infetto nel
corso  del  suo  intero  periodo  di infettivita', in una popolazione
interamente  suscettibile.  La  stima  del valore di R0 e' di estrema
rilevanza  nel  prevedere la dinamica di trasmissione di un'infezione
in  una  popolazione. Infatti, quando R0 e' uguale ad 1, ogni caso di
malattia  ne  genera  in  media  solo  un  altro,  la frequenza della
malattia  e'  stabile  nel  tempo  e ci si trova in una situazione di
endemia.  Perche'  si  abbia  un'epidemia  e'  necessario  che R0 sia
maggiore di 1 (ossia ogni singolo infetto causa piu' casi), mentre se
R0  e'  inferiore  ad  1  la  malattia  tende  ad estinguersi. In una
popolazione  costituita  sia da immuni che da suscettibili, il numero
di  casi  secondari  generato  in  media  da  ogni  caso  primario e'
direttamente   proporzionale  sia  ad  R0  che  alla  percentuale  di
suscettibili  presenti.  Questo  ulteriore  parametro  viene definito
tasso  di  riproduzione  effettivo  (RE): minore e' la proporzione di
suscettibili   in   una   popolazione,   minore  sara'  il  tasso  di
riproduzione effettivo.
   L'obiettivo  dei  programmi vaccinali e' ridurre il piu' possibile
il  tasso  di  riproduzione  effettivo,  riducendo  la proporzione di
suscettibili  presenti  nella  popolazione.  Dato  l'elevato  R0  del
morbillo,  la  sua  eliminazione  puo'  essere  raggiunta  solo se la
copertura  vaccinale  e'  elevata,  e  la proporzione di suscettibili
nella popolazione e' molto bassa.
   A  livello Europeo, e' stato stimato che per eliminare il morbillo
la  proporzione  di suscettibili non deve superare il 15% nei bambini
di  eta'  inferiore  ai  5 anni, il 10% nei bambini tra 5 e 9 anni di
eta', ed il 5% nelle fasce di eta' successive.
   Per  prevenire la SRC, invece, e' stato stimato che la proporzione
di donne in eta' fertile suscettibili alla rosolia, non deve superare
il 5%.
   In  base  alle  coperture  vaccinali raggiunte e' quindi possibile
identificare  tre stadi progressivi di controllo del morbillo e della
rosolia congenita, che sono riassunti nella successiva tabella 2.1.

   Stadio I: controllo limitato del morbillo

   E'  caratterizzato  da una copertura vaccinale entro i due anni di
eta'  per  una  dose inferiore al 90%. In questo caso, i suscettibili
continuano  ad  accumularsi nel tempo e quindi si continuano ad avere
epidemie, con intervalli interepidemici inferiori ai 5 anni.

   Stadio II: controllo del morbillo

   Se si raggiungono elevate coperture vaccinali con una dose (90-95%
entro due anni di eta', e questi livelli vengono mantenuti nel tempo,
si continuano a verificare epidemie ma l'intervallo interepidemico si
allunga,  superando  i  5  anni.  In  questo caso, le epidemie spesso
interessano i gruppi di eta' piu' avanzata.

   Stadio III: verso l'eliminazione del morbillo

   Stadio  IIa:  assenza  di  controllo  della  SRC. Questo stadio si
raggiunge  quando  la  copertura  vaccinate  contro il morbillo viene
mantenuta  in  modo  stabile  su valori molto elevati (>95% a livello
nazionale  e  >90%  in  ogni distretto) e vi sono due opportunita' di
vaccinazione  indirizzate  anche a coorti suscettibili oltre i 2 anni
di  eta'. La popolazione nel suo complesso ha quindi un basso livello
di  suscettibilita'  e  la  trasmissione  indigena del morbillo viene
interrotta.
   Stadio  IIIb:  verso  il controllo della SRC. Si trovano in questo
stadio  le  nazioni  con  evidenza di interruzione della trasmissione
indigena  del  morbillo  e  valori  storicamente elevati di copertura
vaccinale  per  la  rosolia. In particolare, le donne in eta' fertile
sono  state  protette  con  programmi  di  vaccinazione  selettivi  o
universali.  Il  programma  di  prevenzione  della  SRC  si considera
efficace quando si raggiunge un'incidenza <1 per 100.000 nati vivi.
   Secondo  le  raccomandazioni  dell'OMS, le nazioni collocate negli
stadi  I  e  II devono innanzitutto migliorare la copertura vaccinale
routinaria,  e  successivamente  vaccinare i suscettibili nelle altre
fasce  di  eta'.  In  particolare,  viene  sottolineato come tutte le
nazioni  che  hanno suscettibili in eta' superiori al secondo anno di
vita,  o con coperture vaccinali inadeguate, dovrebbero attuare delle
attivita'   di   vaccinazione   supplementari,   come   campagne   di
vaccinazione rivolte alle fasce d'eta' a maggior rischio.


   Tabella 2.1. Stadi del controllo del morbillo e della rosolia
                congenita
--------------------------------------------------------------------
Stadio Livello di   Copertura vaccinale  Situazione epidemiologica
       controllo
--------------------------------------------------------------------
I      Controllo    Medio-bassa (<~90%)  - Morbosita' elevata con
       del                                 frequenti epidemie
       morbillo
       limitato                          - Periodo interepidemico
                                           =5 anni
--------------------------------------------------------------------
II     Controllo    Mantenuta a livelli  - Bassa morbosita' con
       del          medio-alti (>~90%)     periodiche epidemie
       morbillo     con almeno una         di morbillo
                    dose di vaccino      - Periodo interepidemico
                    anti morbillo          >5 anni
--------------------------------------------------------------------
IIIa   Verso        Mantenuta ad         - Interruzione della
       l'elimina-   altissimi livelli      trasmissione indigena
       zione        (>95%)con due          di morbillo
       del morbillo dosi di vaccino anti - Bassi livelli di
                    morbillo               suscettibilita' al
                                           morbillo nella
                                           popolazione
--------------------------------------------------------------------
IIIb   Verso        Mantenuta ad         - Interruzione della
       l'elimina-   altissimi livelli      trasmissione indigena
       zione        (>95%) con due         di morbillo
       del morbillo dosi di vaccino anti - Bassi livelli di
       e la         morbillo e mantenuta   suscettibilita' al
       prevenzione  ad alti livelli        morbillo nella
       della        con almeno             popolazione
       rosolia      una dose di vaccino  - Incidenza di rosolia
       congenita    anti rosolia           congenita <1 per 100.000
                    (>90%) in programmi    nati vivi
                    selettivi o          - Bassi livelli di
                    universali             suscettibilita' alla
                                           rosolia nelle donne in
                                           eta' fertile
                                         - Incidenza della rosolia
                                           <1 per 100.000 abitanti
                                           (solo programmi univer-
                                           sali)
--------------------------------------------------------------------

3. IL CONTESTO NAZIONALE

3.1 Il morbillo

   La  vaccinazione. Il vaccino antimorbillo e' disponibile in Italia
dal 1976 ed e' raccomandato dal Ministero della salute dal 1979. Fino
a  tutti  gli anni '80 sono stati utilizzati vaccini antimorbillo non
combinati,  mentre  dai  primi  anni  '90  sono  disponibili  vaccini
combinati  anti  morbillo-rosolia-parotite.  Per  quanto  riguarda il
calendario   di  vaccinazione,  fino  al  1998  era  raccomandata  la
somministrazione  di  una  dose  all'eta'  di  15 mesi. Nel 1999, con
l'emanazione  del  nuovo  calendario  per  le  vaccinazioni  in  eta'
evolutiva,  e'  stata  indicata  la  possibilita'  di  anticipare  la
somministrazione  della prima dose a 12 mesi, insieme alla terza dose
dei  vaccini  previsti nel primo anno di vita. Contemporaneamente, il
Ministero  della  Salute  ha raccomandato la vaccinazione dei bambini
piu' grandi ancora suscettibili, e l'introduzione di una seconda dose
all'eta'  di  5-6  anni o a 11-12 anni, limitatamente alle Regioni in
cui la copertura vaccinale entro i 2 anni ha raggiunto l'80%.
   A  livello nazionale, la copertura vaccinale per il morbillo viene
desunta  dalla rilevazione routinaria delle attivita' di vaccinazione
che  fa  capo  al  Ministero della Salute. Va comunque segnalato come
fino ad anni recenti questi dati siano stati trasmessi solo da alcune
Regioni;  per  questo  negli  anni  '90  sono  state  condotte alcune
indagini campionarie regionali, secondo la metodica del campionamento
a cluster messa a punto dall'OMS.
   L'andamento  storico  della  copertura vaccinale nazionale per una
dose  di  antimorbillo  entro  i  24  mesi di eta' e' riportata nella
figura  3.1;  sono  stati utilizzati i dati pubblicati dall'OMS e dal
Ministero della Salute.
   Figura  3.1.  Percentuale  di bambini vaccinati contro il morbillo
entro i 24 mesi di eta'. Italia, 1983-2000

               ---->  Vedere figura di pag. 25  <----

   Come  si  vede,  fino  al 1988 la percentuale di bambini vaccinati
contro  il morbillo non ha mai superato il 21%. Nel 1989 la copertura
stimata  e'  stata  del  41%  e da allora e' lentamente aumentata; la
stima  piu'  recente, tuttavia, e' ancora solo del 74%. Sia i dati di
routine  che  le  indagini  campionarie  indicano  che  le  coperture
vaccinali   variano   molto  da  Regione  a  Regione,  con  un  trend
decrescente da nord a sud.
   Per  ottenere  dati  aggiornati  sulle coperture vaccinali e sulle
modalita'  di  offerta della vaccinazione, nel primo semestre 2002 e'
stata  condotta  una  indagine  ad  hoc.  I  dati sono stati raccolti
attraverso  un questionario inviato ai referenti regionali del Gruppo
tecnico  interregionale  per il "Controllo delle Malattie Infettive e
le  Vaccinazioni",  che  e'  stato  compilato  dai referenti di 19/20
Regioni e Province Autonome.
   I  dati  annuali  di copertura vaccinale per Regione riferiti alle
coorti di nascita 1996-2000 sono illustrati in tabella 3.1. In questa
tabella  vengono  riportati i dati comunicati dalle Regioni e, per la
coorte del 1996, i risultati dell'indagine ICONA. In tutte le Regioni
tranne  una,  i  risultati  di ICONA sono in accordo con le coperture
vaccinali routinarie regionali.
   Come  si  vede,  la  disponibilita'  dei  dati regionali e' andata
progressivamente  aumentando  dal  1996  al 1998, mentre i dati della
coorte  di  nascita  del 1999 sono ancora incompleti. In generale, la
copertura   vaccinale   e'   andata   aumentando  in  tutte  le  aree
geografiche,  e  le  Regioni  con  coperture  superiori  all'80% sono
aumentate  da  tre  per la coorte di nascita del 1996, ad otto per la
coorte di nascita del 1998. Coperture vaccinali uguali o superiori al
90%  sono  state  raggiunte solo per le coorti di nascita dal 1998 in
poi.
   Tabella  3.1.  Percentuale di nuovi nati vaccinati con MPR entro i
24 mesi per Regione e coorte di nascita 1996-2000.

               ---->  Vedere tabella di pag. 26  <----


ND = dato non disponibile

* la copertura e' aumentata all'84% dopo una campagna speciale di
  recupero dei non vaccinati

** la copertura e' aumentata all'89% dopo una campagna speciale di
   recupero dei non vaccinati

*** dato provvisorio

$ i dati di copertura delle coorti di nascita 1996-1998 sono aggior-
  nati al settembre 2001 ed includono le vaccinazioni somministrate
  ai bambini di eta' > 24 mesi, nel corso di una campagna speciale
  di recupero dei non vaccinati.

   3.1.2  Altro elemento di disomogeneita' della situazione regionale
e'  rappresentato  dalle  campagne speciali di vaccinazione svolte in
passato,  condotte  in 10 Regioni a livello regionale, e in 4 Regioni
solo  in  alcune  ASL.  Queste  campagne hanno avuto come popolazione
target  bambini  di  eta'  variabile tra i 13 mesi e i 10 anni e sono
state  condotte  a partire dal 1987. La meta' delle Regioni ha svolto
le  campagne  entro  il  1993 e la restante meta' dal 1994 in poi; in
quattro Regioni, infine, queste campagne sono ancora in corso.
   3.1.3   Modalita'  di  offerta  della  vaccinazione  antimorbillo.
Attualmente  la  vaccinazione viene offerta gratuitamente in tutte le
Regioni,  come  MPR.  Le  prime  Regioni  hanno  iniziato  ad offrire
gratuitamente  il  vaccino antimorbillo nel 1986, mentre le ultime lo
hanno  introdotto  alla  fine  degli anni '90. Per quanto riguarda le
modalita'  di  offerta  attiva, le piu' frequenti sono l'appuntamento
fissato  tramite  lettera  oppure  al  momento della somministrazione
della  terza  dose  delle vaccinazioni obbligatorie. In 10 Regioni in
caso  di  mancato  rispetto  dell'appuntamento  alla  vaccinazione si
procede  a un sollecito scritto o telefonico, per le restanti Regioni
il  sollecito non viene effettuato o l'informazione non e' riportata.
Attivita'  di  recupero  ed  offerta  seconda  dose. Il recupero alla
vaccinazione  di  soggetti  oltre i 2 anni d'eta' non precedentemente
vaccinati  (catch-up)  viene  effettuato  da  17 Regioni. In tutte le
Regioni  il catch up viene condotto nel corso di occasioni opportune,
cioe'  di  altre  sedute  vaccinali;  si  tratta in particolare della
somministrazione  della  4a  dose  antipolio  a 3 anni, della 4a dose
antidifterite,  tetano  e  pertosse  a  5  anni  e della vaccinazione
antiepatite B ai dodicenni. La seconda dose di MPR viene offerta in 9
Regioni, a 5-6 anni e/o a 11-12 anni di eta'.
   3.1.4  Incidenza.  Il morbillo e' notificabile in Italia dal 1888;
e'  quindi disponibile una serie storica di dati che copre un periodo
di  oltre  100 anni. L'andamento delle notifiche negli anni 1960-2001
e' riportato in figura 3.2.
   Figura 3.2. Notifiche annuali di morbillo negli anni 1960-2001

               ---->  Vedere figura di pag. 28  <----

   Il profilo di questa serie storica mostra l'andamento oscillatorio
tipico  del  morbillo,  con picchi epidemici ogni due-tre anni. Negli
anni    '60,   immediatamente   precedenti   all'introduzione   della
vaccinazione,  venivano  notificati  in  media  74.000 casi per anno,
corrispondenti   ad  un'incidenza  di  circa  150  casi  per  100.000
abitanti.  Dall'introduzione  della  vaccinazione,  il numero di casi
notificati  e'  progressivamente diminuito, con un'incidenza media di
81  casi  per  100.000  negli anni '80 e di 41 casi per 100.000 negli
anni '90.
   L'ultimo anno epidemico degli anni '90 e' stato il 1997, con circa
41.000  notifiche, il 95% delle quali nella fascia di eta' 0-14 anni.
In particolare, nel 1997 l'incidenza stimata in questa fascia di eta'
e' stata di 473 casi per 100.000 abitanti. Nel 1998 le notifiche sono
bruscamente  diminuite  a 4.000 e da allora sono andate ulteriormente
diminuendo.  Nel 2000, l'incidenza stimata nei bambini fino a 14 anni
di  eta'  e'  stata  di  15/100.000; e' stato quindi raggiunto sia il
minimo storico del numero di notifiche annuali, sia la durata massima
del  periodo interepidemico, che in precedenza non aveva mai superato
i 3 anni.
   Sebbene  la  notifica  sia  obbligatoria,  e'  noto  che i casi di
morbillo  spesso  non  vengono  segnalati,  e che la sottonotifica e'
maggiore  al  sud  rispetto  al nord del paese. Per effetto di questo
fenomeno,  negli  anni  '90  le notifiche obbligatorie mostravano che
l'incidenza  del  morbillo era paradossalmente minore nelle aree dove
la  copertura  vaccinale  era  piu'  bassa,  rispetto  a  quelle  con
coperture vaccinali piu' elevate.
   Oltre   alle   notifiche   obbligatorie,  dal  gennaio  2000  sono
disponibili  i dati di una rete di pediatri sentinella, che sorveglia
l'andamento  del  morbillo e di altre malattie prevenibili da vaccino
(rete SPES). I pediatri partecipanti segnalano i casi su base mensile
e,  come nel sistema di notifica obbligatorio, la definizione di caso
e'  esclusivamente  clinica, La popolazione in sorveglianza include i
bambini  tra  0  e  14  anni  assistiti  dai partecipanti, e nel 2000
corrispondeva  al  4%  circa della popolazione nazionale della stessa
fascia  di  eta'.  I risultati vengono pubblicati mensilmente su sito
web  (www.spes.iss.it).  Un'analisi  effettuata  sui dati del 2000 ha
mostrato  come la sensibilita' di SPES nella segnalazione dei casi di
morbillo  sia  sovrapponibile  alle notifiche obbligatorie al nord, 3
volte maggiore al centro e 22 volte maggiore al sud.
   Dai dati SPES emerge che nel 2000 l'incidenza mensile del morbillo
non ha mai superato i 15 casi per 100.000, mentre nel 2001 non ha mai
superato  i  5  casi  per 100.000. Nel 2002, tuttavia, l'incidenza e'
aumentata  rapidamente, raggiungendo a maggio un'incidenza mensile di
173  casi  per 100.000 bambini tra O e 14 anni (Figura 3.3). Dal 2000
in poi, inoltre, i dati della rete SPES mostrano come l'incidenza del
morbillo  nella  popolazione  pediatrica sia stata costantemente piu'
elevata al centro-sud rispetto al nord.
   Figura  3.3. Incidenza mensile del morbillo nei bambini tra 0 e 14
anni di eta'. Italia, gennaio 2000-ottobre 2002.

               ---->  Vedere figura di pag. 30  <----

   3.1.5  Sieroepidemiologia.  Per  quanto riguarda la proporzione di
individui  suscettibili  nelle  diverse fasce d'eta', questa e' stata
studiata   con   un'indagine   sieroepidemiologica   condotta   sulla
popolazione italiana nel 1996.
   Nelle Regioni con coperture vaccinali uguali o superiori al 70% la
sieroprevalenza   nei   bambini  di  eta'  inferiore  ai  5  anni  e'
significativamente  maggiore  di  quella  osservata nelle Regioni con
coperture vaccinali inferiori (88% rispetto a 59% nei primi 3 anni di
vita;  83%  rispetto  a 65% a quattro anni). Nei soggetti piu' grandi
invece  non  ci  sono  differenze  di sieroprevalenza a seconda della
copertura  vaccinale  (Figura  3.4). Tra i 10 e 14 anni vi eancora un
20%  di  individui  suscettibili, mentre oltre i 20 anni di eta' piu'
del 90% della popolazione risulta positiva.
   Figura  3.4.  Sieroprevalenza  del  morbillo  per eta' e copertura
vaccinale regionale. Italia; 1996.

               ---->  Vedere figura di pag. 31  <----

In conclusione:

   Le  coperture vaccinali per il morbillo, pur avendo portato ad una
riduzione  del numero di casi di malattia e ad un rallentamento della
circolazione  dell'infezione,  non  hanno  raggiunto  valori  tali da
interrompere la trasmissione.
   In  tutte le fasce di eta' la percentuale di suscettibili verso il
morbillo  e' assai superiore agli obiettivi stabiliti dall'OMS (< 15%
tra  0 e 4 anni; < 10% tra 5 e 9 anni, <5% dopo i 10 anni di eta); il
profilo  di  sieroprevalenza  italiano corrisponde quindi a quello di
una nazione ad elevata suscettibilita'.
   I  dati epidemiologici indicano quindi chiaramente che l'Italia si
trova  ancora  nello  Stadio  I  di controllo del morbillo. A livello
regionale,  alcune  aree,  soprattutto  al nord del paese, si trovano
nello  Stadio  II.  Nessuna  area  geografica  ha raggiunto finora lo
stadio III.

   3.2. La rosolia

   3.2.1  La  vaccinazione. In Italia il vaccino antirosolia e' stato
introdotto   nel   1972.   Inizialmente   la  vaccinazione  e'  stata
raccomandata  solo per le ragazze in eta' pre-pubere. Negli anni '90,
con  l'introduzione  dei  vaccini  combinati  MPR,  si  e'  passato a
vaccinare  tutti  i  bambini  di entrambi i sessi al di sotto dei due
anni  di  vita.  Attualmente  la  vaccinazione  anti-rosolia rientra,
insieme  ai  vaccini per parotite, morbillo e pertosse, fra i vaccini
previsti  dal calendario nazionale per tutti i nuovi nati all'eta' di
12 -15 mesi. La copertura vaccinale per la rosolia non viene rilevata
di  routine,  ma indagini condotte negli anni '90 hanno mostrato come
oltre il 90% delle vaccinazioni antimorbillo nel secondo anno di vita
venga  effettuata con prodotti combinati MPR. Nei nuovi nati, quindi,
la  copertura  vaccinale  per  la  rosolia e' sovrapponibile a quella
rilevata  per  il  morbillo.  Per  quanto  riguarda  la  vaccinazione
selettiva  delle  adolescenti,  non sono attualmente disponibili dati
nazionali.
   3.2.2   Epidemiologia.   La   rosalia   e'   soggetta  a  notifica
obbligatoria;  nella  figura  3.5. e' rappresentato il numero di casi
annuali  di  rosolia  notificati  in  Italia  dal  1976  al  2001: e'
possibile  notare  l'andamento  ciclico  ancora  presente  nel nostro
Paese,  con picchi epidemici ogni 2-4 anni. Nonostante l'introduzione
della  vaccinazione,  dal  1971 al 1996 l'incidenza della malattia e'
rimasta  pressoche'  stabile;  l'ultima epidemia si e' verificata nel
1997,  con  oltre  34.000  casi  notificati;  dal  1998  in poi si e'
assistito  ad  una  riduzione  di incidenza, con il minimo storico di
circa 1.100 casi notificati nel 1999.
   Negli  ultimi  anni  si e' verificato uno spostamento verso l'alto
dell'eta'  media  dei casi notificati di rosolia, che e' passata da 9
anni  nel  1980  a  13 anni nel 1996. Nello stesso anno, il 13,5% dei
casi  notificati interessava donne in eta' compresa fra 20 e 40 anni.
Questo   dato   e'  preoccupante,  se  si  considerano  le  possibili
conseguenze dell'infezione acquisita durante la gravidanza. Anche per
la rosolia, le notifiche rappresentano solo una parte dei casi totali
di  malattia, ed e' stato stimato che corrispondano alla quinta-sesta
parte dei casi reali, con notevoli differenze tra aree geografiche.
   Figura 3.5. Notifiche annuali di rosolia e rosolia congenita negli
anni 1970-2001

               ---->  Vedere figura di pag. 33  <----

   3.2.3  Sorveglianza  della  Rosolia Congenita. In Italia la SRC e'
stata  soggetta  a  notifica obbligatoria tra il 1987 e il 1991; sono
stati  riportati 53 casi nel 1988, 76 nel 1989, 66 nel 1990, e 20 nel
1991  (Figura 3.5). Dal 1992, la rosolia congenita rientra, come ogni
altra  malattia  infettiva  non  specificamente identificata, nella V
classe  di  notifica.  Questa  mancata  identificazione  specifica ha
portato ad una pressoche' completa mancanza di segnalazioni; non sono
quindi disponibili dati annuali di incidenza. Dall'esame delle Schede
di Dimissione Ospedaliera (SDO) nazionali emerge tuttavia che casi di
rosolia  congenita  continuano a verificarsi, e nel 1999 risultano 29
ricoveri  con diagnosi principale di dimissione di rosolia congenita.
Malgrado  i  limiti  del  sistema  di  rilevazione utilizzato, questi
valori dimostrano comunque che il problema della rosolia congenita e'
tutt'altro che risolto nel nostro Paese.
   3.2.4 Sieroepidemiologia. Un indagine sieroepidemiologica condotta
nel  1996  in  varie  nazioni  europee  ha evidenziato che nel nostro
Paese,  dove  la  copertura  vaccinale  nell'infanzia einsufficiente,
esistono  alti  livelli  di  suscettibilita'  alla  rosolia sia nella
popolazione generale, sia nelle donne in eta' fertile. Infatti, erano
suscettibili  oltre  il 25% dei bambini tra 2 e 14 anni, il 10% delle
ragazze  tra  15  e  19  anni di eta' e il 7% delle donne tra 20 e 39
anni.  Questi  valori  sono  superiori  ai livelli di suscettibilita'
stabiliti per controllare efficacemente la rosolia congenita (< 5% di
donne suscettibili in eta' fertile).

   In conclusione:

   Le  coperture  vaccinali raggiunte nei nuovi nati hanno ridotto la
circolazione  della rosolia, ma non l'hanno interrotta, e le donne in
gravidanza non sono tutte protette.

- Questo  fa  si'  che  il  rischio  di  rosolia congenita sia ancora
  significativamente presente nel nostro Paese.

4. GLI OBIETTIVI DEL PIANO NAZIONALE Dl ELIMINAZIONE

   Gli  obiettivi  del Piano Nazionale di Eliminazione del morbillo e
della rosolia congenita sono:

- entro il 2007:
- raggiungere  e  mantenere  l'eliminazione  del  morbillo  a livello
  nazionale, interrompendone la trasmissione indigena.
- ridurre  e  mantenere  l'incidenza della rosolia congenita a valori
  inferiori a 1 caso ogni 100.000 nati vivi.

   Il  Programma  condono  utilizzando il vaccino triplo MPR permette
anche  di raggiungere l'obiettivo di ridurre al minimo le complicanze
gravi della parotite epidemica.
   Pertanto, gli obiettivi operativi intermedi previsti sono:

entro il 2003:

- migliorare   la  notifica  dei  casi  di  morbillo  e  rosolia,  la
  accuratezza  della  diagnosi  e  dell'indagine epidemiologica anche
  attraverso il ricorso alla conferma di laboratorio.
- introdurre  a  livello  nazionale  la  sorveglianza delle infezioni
  congenite da rosalia e delle sue manifestazioni cliniche

entro il 2004:

- raggiungere  una  copertura  vaccinale  del 85% per una dose di MPR
  entro i due anni di eta', in ogni Regione italiana.
- accertare lo stato immunitario verso la rosolia nel 95% delle donne
  gravide.
- Dotare   tutte  le  ASL  di  anagrafi  vaccinali  informatizzate  e
  collegate con le anagrafi di popolazione.

entro il 2005:

- raggiungere  una  copertura  vaccinale  del 90% per una dose di MPR
  entro i due anni di vita, in ogni Regione italiana.
- ridurre  a  meno  del  5  %  la  proporzione di donne in gravidanza
  suscettibili alla rosolia
- raggiungere  e mantenere nel tempo una proporzione del 95% di donne
  suscettibili alla rosolia in gravidanza vaccinate nel post partum e
  post interruzione di gravidanza

entro il 2006:

- raggiungere  e  mantenere  in  ogni  Regione italiana una copertura
  vaccinale  media  del  95 % per una dose di MPR entro i due anni di
  vita, con coperture medie non inferiori al 90% in ogni distretto.
- raggiungere  una copertura vaccinale del 95% per almeno una dose di
  MPR  nei bambini tra 3 e 15 anni di eta', in ogni Regione italiana.
  -  raggiungere  e mantenere in ogni Regione e Provincia Autonoma un
  tasso  di  incidenza del morbillo inferiore ad un caso ogni 100.000
  abitanti

entro il 2007:

- raggiungere  e mantenere una copertura vaccinale del 90% almeno per
  la seconda dose di morbillo somministrata all'eta' di 5-6 anni

5. LE STRATEGIE DI VACCINAZIONE

   La  strategia  di  vaccinazione  e'  basata  sull'uso  dei vaccini
combinati  MPR,  tenendo  conto  che  per  eliminare  il  morbillo  o
necessario ridurre il livello di suscettibili nella popolazione al di
sotto  dei  livelli soglia illustrati nel capitolo 2 (< 15% tra 0 e 4
anni;  <  10% tra 5 e 9 anni, <5% dopo i 10 anni di eta). Dato che la
rosolia  e'  meno  trasmissibile del morbillo, i livelli di copertura
necessari    all'eliminazione   del   morbillo   garantiscono   anche
l'interruzione  della  trasmissione della rosolia. Tuttavia, dato che
l'obiettivo  della  vaccinazione antirosolia e' prevenire l'infezione
in    gravidanza,    eprioritario    garantire   bassi   livelli   di
suscettibilita' nelle donne in eta' fertile.
   Il  vaccino  antimorbillo  somministrato  a partire dai 12 mesi ha
un'efficacia molto elevata, stimata essere superiore al 95%. Anche se
la percentuale di persone che non vengono protette dalla vaccinazione
e'  molto bassa (5% circa), data l'elevata contagiosita' del morbillo
il  loro  accumularsi nel tempo costituisce il bacino di suscettibili
in  cui  possono  verificarsi  nuove  epidemie. Per questo, una volta
raggiunte  coperture  vaccinali  elevate  con una dose, e' necessario
garantire l'offerta di una seconda dose di MPR, che proteggera' verso
il  morbillo  la  maggioranza  di  coloro che non hanno risposto alla
prima.
   Come  menzionato  nel  capitolo  3, le Regioni e Province Autonome
italiane  si  trovano attualmente negli stadi I o II di controllo del
morbillo  (vedi  tabella'  1.1).  In questa situazione, e' necessario
migliorare  il  sistema  routinario  di  vaccinazione,  garantendo il
raggiungimento di coperture vaccinali = 95% entro i 2 anni. Tuttavia,
il  raggiungimento  di coperture vaccinali elevate entro i 2 anni non
protegge  i  bambini  piu'  grandi  non  vaccinati,  per  i  quali e'
necessario mettere a punto una attivita' specifica di recupero.
   Considerata  la  situazione italiana, la strategia di vaccinazione
deve quindi prevedere i seguenti punti:

- raggiungere  e  mantenere  nel  tempo coperture vaccinali entro i 2
  anni per una dose di MPR =95%.
- Vaccinare  sia i bambini oltre i 2 anni di eta' che gli adolescenti
  ancora  suscettibili,  effettuando  una  attivita' straordinaria di
  recupero.
- Introdurre la seconda dose di MPR.

   Sono  inoltre  indispensabili strategie mirate per la vaccinazione
antirosolia,  rivolte  alle  donne  in  eta'  fertile.  Le  strategie
previste  dal  Piano  Nazionale  di  eliminazione  sono illustrate in
dettaglio nei paragrafi che seguono, e sono riassunte in tabella 5.1.
   Tabella  5.1.  Strategie  di  vaccinazione  per l'eliminazione del
morbillo e della rosolia, a partire dal 2003


--------------------------------------------------------------------
Vaccinazione dei nuovi nati
--------------------------------------------------------------------
A partire dalla coorte      Somministrazione di due dosi di' vaccino
di nascita 2002             MPR, secondo le seguenti modalita':

                            - prima dose a 12 mesi compiuti di vita,
                              contemporaneamente alla somministra-
                              zione della terza dose delle altre
                              vaccinazione dell'infanzia, e comunque
                              entro il 15° mese.
                            - seconda dose a 5-6 anni di eta',
                              contemporaneamente alla somministra-
                              zione della quarta dose di vaccino
                              DTPa.
--------------------------------------------------------------------
Recupero dei suscettibili
--------------------------------------------------------------------
Bambini in                  Valutazione dello stato vaccinale e
eta' prescolare,            somministrazione della prima dose di
coorti di nascita 2001-     MPR durante le occasioni opportune
1998                        rappresentate dalle altre
                            vaccinazioni:quarta dose antipolio nel
                            terzo anno di vita e quarta dose DTPa
                            a 5-6 anni.
--------------------------------------------------------------------
Bambini che                 Offerta attiva di una dose di vaccino
che frequentano             MPR a tutti i bambini frequentano la
la scuola elementare,       scuola elementare nel corso dell'anno
coorti di nascita           scolastico 2003-2004, che non siano
1997-1993                   stati precedentemente vaccinati o che
                            abbiano eseguito una sola dose. La
                            seconda dose per chi ha ricevuto la
                            prima durante la fase di recupero
                            verra' eseguita a partire dal 2007.
--------------------------------------------------------------------
Studenti scuola media       Offerta attiva di una dose di vaccino
coorti di nascita 1992-     MPR ai ragazzi che frequentano la
1991                        seconda e terza classe della scuola
                            media nel corso dell'anno scolastico
                            2004-2005, che non siano stati
                            precedentemente vaccinati o che abbiano
                            eseguito una sola dose.
                            La seconda dose per chi ha ricevuto la
                            prima durante la fase di recupero verra'
                            eseguita a partire dal 2007.
--------------------------------------------------------------------
Adolescenti coorti di       Valutazione dello stato vaccinale e
nascita 1990-1988           somministrazione della prima dose di
                            MPR contemporaneamente alla effet-
                            tuazione del richiamo dT, a 13-15 anni
--------------------------------------------------------------------
Azioni aggiuntive per la eliminazione della rosolia
--------------------------------------------------------------------
Donne in eta' fertile       - Vaccinazione di tutte le donne in eta'
                              fertile che non hanno una evidenza
                              sierologica di immunita' o una
                              documentata vaccinazione.
                            - Vaccinazione delle puerpere e delle
                              donne che effettuano una interruzione
                              di gravidanza che non hanno una
                              evidenza sierologica di immunita' o
                              una documentata vaccinazione.
--------------------------------------------------------------------
Personale esposto a         - Vaccinazione di tutti gli operatori
rischio professionale         sanitari suscettibili.
                            - Vaccinazione di tutte le donne
                              suscettibili esposte a elevato rischio
                              professionale (scuole).
--------------------------------------------------------------------

5.1. Migliorare l'offerta e l'adesione della prima dose

   I  servizi  di  vaccinazione devono garantire il raggiungimento di
coperture  vaccinali  =  95%  entro  i  2  anni,  in  ogni distretto.
L'offerta  delle  vaccinazioni  e'  un  processo  complesso, che deve
tenere  conto  nn  solo delle procedure di somministrazione, ma anche
della  attuazione  di misure di comprovata efficacia per aumentare la
copertura  vaccinale,  quali  la  chiamata  attiva  dei  soggetti  da
vaccinare  e  la  riduzione  del  numero  di  accessi al servizio. In
particolare,  la  somministrazione  contemporanea del vaccino MPR con
altre   vaccinazioni   previste   nella   prima   infanzia   migliora
l'efficienza  del  sistema. Quindi, in accordo con il Piano Nazionale
Vaccini  1998-2000 punto 9.1.5 morbillo, parotite e rosolia-azioni da
intraprendere, e' opportuno offrire la prima dose di vaccino MPR a 12
mesi  compiuti,  contemporaneamente alla somministrazione della terza
dose  delle altre vaccinazioni dell'infanzia. La somministrazione del
vaccino  MPR  a  12  mesi  di  eta'  non  comporta  una significativa
riduzione  di  immunogenicita'  rispetto alla vaccinazione a 15 mesi.
Inoltre,  e'  stato dimostrato come la somministrazione contemporanea
di  un  numero  elevato  di  antigeni  non  modifichi  il  profilo di
sicurezza ed efficacia delle vaccinazioni. Se la somministrazione non
e'  contemporanea,  la  vaccinazione  MPR  puo'  essere  effettuata a
qualunque   intervallo   di   tempo  dalla  terza  dose  delle  altre
vaccinazioni.  In  caso  di  somministrazione  non  contemporanea, la
vaccinazione MPR deve comunque avvenire entro il 15° mese. Per quanto
riguarda   le   altre   azioni,   una   revisione  sistematica  della
letteratura,  ha  dimostrato  che  la  gratuita' e la chiamata attiva
effettuata   con   diversi  metodi  (telefonata,  lettera,  cartolina
postale)  sono tra gli interventi dimostratisi efficaci per aumentare
la  copertura  vaccinale.  Una descrizione piu' dettagliata di questi
interventi  e'  illustrata nel capitolo 7; in tutti i casi, le misure
da  attuare  per  migliorare la copertura vaccinale per la prima dose
sono:

- Garantire la gratuita' della vaccinazione MPR.
- Introdurre  in  tutte  le ASL dei sistemi di anagrafe vaccinale, in
  grado  di  identificare  i  non  vaccinati ed invitarli attivamente
  (chiamata attiva).
- Sollecitare coloro che non si presentano alla vaccinazione.
- Motivare  ed  informare il personale dei servizi di vaccinazione, i
  pediatri di libera scelta ed i medici di medicina generale, in modo
  da ridurre le opportunita' mancate e le false controindicazioni.
- Informare  adeguatamente  le  famiglie  sui benefici e i rischi del
  vaccino MPR, e sui rischi del morbillo, garantendo l'accessibilita'
  dell'informazione  anche  a  gruppi  di  popolazione  di lingua non
  italiana.
- Laddove  esistono  gruppi  di  popolazione difficili da raggiungere
  (per es. immigrati) condurre attivita' vaccinali mirate.

5.2. Recuperare i suscettibili non vaccinati in precedenza

   In  Italia,  la  copertura  vaccinale contro il morbillo e' andata
progressivamente  aumentando,  tuttavia  non  ha mai raggiunto valori
elevati. Molti bambini oltre i 2 anni di eta' e degli adolescenti non
sono mai stati vaccinati, e sono tuttora suscettibili al morbillo. E'
quindi fondamentale effettuare il recupero dei non vaccinati.
   Il  primo  "recupero"  per  ogni vaccinazione dei nuovi nati e' la
sorveglianza  periodica  delle  coperture  vaccinali  e il tempestivo
sollecito  dei  soggetti  che  non hanno eseguito le vaccinazioni nei
tempi   previsti.   Questa   attivita'   va  adottata  anche  per  la
vaccinazione  MPR, e richiede l'esistenza e il corretto funzionamento
di  una anagrafe vaccinale, possibilmente informatizzata. Inoltre, e'
fondamentale  che  in  occasione  del  bilancio  di  salute  previsto
all'eta'  di  24  mesi  il  pediatra di famiglia verifichi l'avvenuta
vaccinazione  e,  nel  caso  che  questa  non  sia  stata effettuata,
proponga  attivamente  la  vaccinazione  ed  eventualmente la esegua.
Oltre  a  quanto  sopra riportato, e' necessario effettuare un'azione
straordinaria di recupero, che sara' basata su due strategie:

- l'offerta   della   vaccinazione  MPR  nel  corso  delle  occasioni
  opportune,  cioe'  gli  altri  appuntamenti  vaccinati previsti dal
  calendario nazionale per l'eta' evolutiva.
- la  conduzione  di  una  campagna  straordinaria di vaccinazione di
  massa.

   Per  quanto  riguarda, le occasioni opportune, la vaccinazione MPR
deve essere attivamente offerta contemporaneamente alla:

- quarta dose antipolio nel terzo anno di vita;
- quarta dose DTPa a 5-6 anni;
- richiamo dT, a 13-15 anni.

   L'accesso  a  11-12  anni,  previsto  per  l'antiepatite B, potra'
essere  utilizzato  come  ulteriore  filtro  fino alla sospensione di
questa vaccinazione, nel 2003.
   Oltre  al  recupero  nel  corso delle occasioni opportune, bisogna
ricordare che le campagne di vaccinazione di massa sono uno strumento
molto  efficace  per  ridurre  in modo rapido i suscettibili presenti
nella  popolazione  Queste  campagne  sono  raccomandate  in tutte le
situazioni  in  cui la copertura vaccinale e' inadeguata e sono state
effettuate finora in varie nazioni industrializzate. Anche in Italia,
una  previsione dell'impatto di diverse strategie di recupero dei non
vaccinati  ha  mostrato  come  la  conduzione  in  tempi brevi di una
campagna  straordinaria,  abbia  un'efficacia  molto  maggiore  di un
recupero  diluito  nell'arco  di  alcuni  anni.  Infatti  un recupero
concentrato  nel tempo abbatte in modo drastico e rapido il numero di
suscettibili  presenti,  creando un "vuoto di suscettibilita'" su cui
una continuazione della politica di elevate coperture routinarie puo'
avere    migliori   risultati   nell'interrompere   la   trasmissione
dell'infezione.
   Dato che in Italia:

- vi  e'  ancora  una  elevata proporzione di bambini in eta' scolare
  suscettibili al morbillo;
- non   ci   sono   occasioni   opportune  di  recupero  dei  bambini
  suscettibili di eta' compresa tra i 5-6 anni e 11-12 anni;
- l'accesso  ai  servizi vaccinali ad 11-12 anni terminera' nel 2003,
  quando   verra'   sospesa   la  vaccinazione  antiepatite  B  degli
  adolescenti;

   appare   opportuno   condurre   una   campagna   straordinaria  di
vaccinazione  rivolta ai bambini che frequentano le scuole elementari
e  medie,  durante  gli  anni  scolastici  2003-2004  e 2004-2005. La
campagna  straordinaria  sara' basata sull'offerta attiva di una dose
di vaccino MPR a tutti i bambini che frequentano la scuola elementare
e  media  che non siano stati precedentemente vaccinati o che abbiano
eseguito una sola dose. Dato che verra' utilizzato il vaccino MPR, la
vaccinazione  verra' offerta anche ai bambini che hanno gia' avuto il
morbillo, in modo da proteggerli contro rosolia e parotite. Tuttavia,
se  la  famiglia  rifiuta  la vaccinazione perche' il bambino ha gia'
avuto  la  malattia,  questo  verra'  esplicitamente  registrato.  La
chiamata  alla vaccinazione sara' organizzata attraverso le scuole, e
le  vaccinazioni  saranno  effettuate  presso  le  ASL.  Le modalita'
organizzative della campagna dovranno prevedere:

- Nel  corso  dell'anno  scolastico  2003-2004,  la  vaccinazione dei
  bambini  che  frequentano  la  scuola elementare (coorti di nascita
  1997-1993),  che  non  siano stati precedentemente vaccinati, o che
  abbiano eseguito una sola dose.
- Nel  corso  dell'anno  scolastico  2004-2005,  la  vaccinazione dei
  bambini  che  frequentano  le  ultime  due  classi  di scuola media
  (coorti  di nascita 1992-1991), che non siano stati precedentemente
  vaccinati o che abbiano eseguito una sola dose.

   Oltre  a  quanto  soprariportato, va ricordato che la vaccinazione
MIPR e' indicata per tutte le persone suscettibili di qualsiasi eta'.
Quindi,  in  aggiunta  alle azioni specifiche previste dal Piano, per
poter  effettuare  il  recupero dei giovani e degli adulti si ritiene
utile  che  in  ogni  occasione  di  contatto  con i servizi sanitari
coinvolti  nel  programma  si  possa  effettuare  la  verifica  della
suscettibilita'   al   morbillo   ed  alla  rosolia  e  la  eventuale
vaccinazione.  Va  proposta  di regola la vaccinazione trivalente con
MPR,  ma  dovrebbe essere garantita la disponibilita', in caso che la
vaccinazione  MPR  non  sia  accettata,  dei  vaccini monovalenti per
morbillo  e  rosolia.  Inoltre,  puo'  essere  utile  puo'  essere il
coinvolgimento  di  altre  istituzioni  che possono offrire occasioni
opportune  per  individuare i gruppi ad elevato rischio a cui propone
attivamente la vaccinazione (ad esempio pubblicazioni di matrimonio e
giovani coppie, permesso di soggiorno e immigrati).

   5.3. Introdurre la seconda dose

   La  seconda dose di vaccino MPR ha l'obiettivo di proteggere verso
il  morbillo i bambini che non hanno risposto alla prima dose, che si
stima  corrispondano  al  5% circa dei vaccinati. La somministrazione
della  seconda  dose  proteggera'  il  95%  di  coloro  che non hanno
risposto  alla  prima vaccinazione. L'offerta di due dosi, quindi, e'
in  grado  di  proteggere  verso  il  morbillo  il 99% dei vaccinati.
L'inserimento di una seconda dose di MPR offre dei vantaggi anche per
quanto   riguarda   la   prevenzione   della  SRC,  perche'  facilita
l'interruzione   della   trasmissione   del   virus   rubeolico.   La
somministrazione  di due dosi, tuttavia, e' indicata solo in presenza
di coperture vaccinali elevate per la prima dose. Non sarebbe infatti
in  alcun  modo  utile  vaccinare  con  due dosi solo una parte della
popolazione.  Le  raccomandazioni  nazionali  attualmente  in  vigore
prevedono  l'introduzione della seconda dose solo dopo aver raggiunto
una  copertura  dell'80% per la prima. L'esperienza maturata in molte
Regioni   evidenzia  come  programmi  routinari  siano  in  grado  di
raggiungere  con  una  certa facilita' coperture del 80% ma sia molto
difficile  superare  questa  quota  di  protezione  e  raggiungere le
coperture   necessarie   alla   eliminazione.  Si  ritiene  opportuno
prevedere  che  la introduzione della seconda dose sia conseguente al
raggiungimento di livelli di protezione con la prima dose compatibili
con la eliminazione.
   Le  due  dosi  di  vaccino  MPR possono essere somministrate ad un
intervallo  minimo  di un mese; il calendario italiano prevede che la
seconda  dose  venga  somministrata a 5-6 anni (in coincidenza con la
quarta  dose  DTP),  o  11-12  anni  di  eta'  (in coincidenza con la
vaccinazione  antiepatite  B). Considerato che nel 2003 terminera' la
vaccinazione  antiepatite  B  degli  adolescenti, e' opportuno che la
seconda dose venga effettuata a 5-6 anni.
   Laddove   la  seconda  dose  fosse  gia'  stata  introdotta,  tale
strategia  andra'  proseguita.  Nelle altre aree e' importante che la
seconda  dose venga introdotta routinariamente a partire dalla coorte
di nascita del 2002.

   5.4.   Strategie  aggiuntive  per  la  prevenzione  della  rosolia
congenita

   Dato  che  la  rosolia  e'  meno  trasmissibile del morbillo, puo'
apparire  piu'  facile  raggiungere  l'eliminazione;  in  realta'  un
programma  di eliminazione della rosolia e' piu' complesso, visto che
l'obiettivo  e'  la prevenzione della infezione nelle donne gravide e
quindi   della   rosolia   congenita.   Ai  tini  della  sorveglianza
epidemiologica,  viene  definita come "sindrome da rosolia congenita"
(SRC)  la  presenza  di  qualunque  sintomo  o  dato  di laboratorio'
compatibile con un'infezione rubeolica in utero. I bambini affetti da
rosolia  congenita  di  solito  presentano piu' di una manifestazione
clinica compatibile con l'infezione intrauterina, tuttavia puo' anche
essere presente un singolo sintomo; in particolare, la sordita' e' il
deficit isolato piu' frequente.
   Per  prevenire  l'infezione  in  gravidanza  sono  state  adottate
differenti  strategie  vaccinali,  che prevedevano a) la vaccinazione
universale  dei bambini nell'infanzia; b) la vaccinazione delle donne
in   eta'   fertile   e/o  delle  ragazze  adolescenti  (vaccinazione
selettiva);  c) una combinazione delle due strategie. La vaccinazione
universale  dei bambini ha l'obiettivo di ridurre la circolazione del
virus  e  offrire  cosi'  una  protezione  indiretta  alle  donne  in
gravidanza.  Si  e' visto pero' che la vaccinazione dei soli bambini,
se non vengono raggiunte e mantenute coperture alte, puo' determinare
un  aumento  dei  casi  di  rosolia  congenita.  Infatti,  qualora la
copertura   vaccinale  sia  insufficiente,  la  malattia  continua  a
circolare  nella  popolazione e colpisce i suscettibili nelle eta' in
cui  essi  sono  maggiormente  rappresentati.  Si verifica dunque uno
spostamento   verso   l'alto  dell'eta'  dei  casi  di  malattia.  La
vaccinazione  selettiva  delle  adolescenti  e  delle  donne  in eta'
fertile,  invece,  lascia  suscettibile tutta la popolazione di sesso
maschile  e  quindi  rende  largamente  possibile la circolazione del
virus,  col  risultato  che  possono  essere  colpite  tutte le donne
gravide in precedenza sfuggite alla vaccinazione o comunque vaccinate
con una risposta immunitaria non sufficientemente protettiva.
   L'esperienza  internazionale  mostra  che per prevenire la rosolia
congenita  e'  indispensabile  non  solo assicurare elevate coperture
vaccinali  nei  bambini entro il 2^ anno di vita, ma anche monitorare
la frequenza delle donne in eta' fertili suscettibili, ed assicurarne
la  vaccinazione.  Anche  in  Italia,  le strategie aggiuntive per la
prevenzione della rosolia congenita devono percio' essere basate su:

1. la valutazione della suscettibilita' delle donne in eta' fertile e
   la   vaccinazione   delle  suscettibili  prima  di  una  eventuale
   gravidanza
2. la  valutazione  della suscettibilita' delle donne in gravidanza e
   la   vaccinazione   delle  suscettibili  nel  post-partum  e  post
   interruzione di gravidanza
3. la   valutazione  della  suscettibilita'  e  la  vaccinazione  del
   personale ad elevato rischio professionale.

   Un'attenzione  particolare deve infine essere posta per proteggere
le donne immigrate che hanno un ridotto accesso ai servizi sanitari.
   5.4.1  Donne  in eta' fertile non in gravidanza. E' importante che
le  donne  in  eta'  fertile  siano  valutate  per verificare la loro
suscettibilita' alla rosolia.
   Vengono considerate immuni le donne che:

- hanno documentazione scritta di avvenuta vaccinazione antirosolia,
o
- hanno    una    documentata    positivita'    per   anticorpi   IgG
  rosolia-specifici;

   La  documentazione  scritta di avvenuta vaccinazione (una dose) e'
sufficiente  ad  attestare  lo  stato  di  protezione.  L'anamnesi di
rosolia  senza accertamenti di laboratorio e' invece poco specifica e
quindi non puo' essere considerata una prova di acquisita protezione.
   Vengono invece considerate suscettibili le donne:.

- senza un certificato di avvenuta vaccinazione
o
- un referto che attesti la presenza di' IgG specifiche.

   Alle  donne  considerate  suscettibili  va  offerta attivamente la
vaccinazione  (preferibilmente  MPR), che puo' essere preceduta dalla
ricerca  delle  IgG antirosolia. Infatti, la ricerca delle IgG ed IgM
antirosolia e' gratuita in Italia sia come esame pre-concezionale che
in  gravidanza. Va comunque sottolineato che lo screening dello stato
anticorpale non e' un requisito per l'esecuzione della vaccinazione.
   La  vaccinazione  non  va  somministrata in gravidanza; per quanto
riguarda  l'intervallo  minimo  tra  somministrazione  del vaccino ed
inizio  di  una  nuova  gravidanza,  la Circolare del Ministero della
salute  n. 12 del 13 luglio 1999 raccomandava un intervallo minimo di
3  mesi (15). Alla luce delle recenti raccomandazioni internazionali,
basate sui dati di sorveglianza di diverse Nazioni (USA, Regno Unito,
Svezia   e  Germania),  si  ritiene  opportuno  ridurre  ad  un  mese
l'intervallo  raccomandato.  In  caso  di vaccinazione accidentale in
gravidanza  o  nel  mese  precedente,  la donna deve essere informata
circa i rischi potenziali per il feto. Una stima di questo rischio e'
stata effettuata basandosi sull'osservazione di bambini nati da madri
erroneamente   vaccinate   contro  la  rosolia  nelle  due  settimane
precedenti  l'inizio  di  una gravidanza o nelle prime 6 settimane di
gestazione.   Nessuno  di  questi  bambini  presentava  malformazioni
compatibili   con   la  SRC,  tuttavia  alcuni  avevano  evidenza  di
infezione.  In  base  a  questi dati, e' stato stimato che in caso di
vaccinazione  in  gravidanza,  il  massimo  rischio  di malformazioni
congenite  attribuibili  a  vaccinazione sia dell' 1,2-1,3%. Dato che
finora non sono mai state osservate malformazioni fetali attribuibili
a  vaccinazione  antirosolia  in  gravidanza, tuttavia, l'accidentale
vaccinazione   non   costituisce   di   regola   un'indicazione  alla
interruzione di gravidanza.
   5.4.2  Donne  in gravidanza. Tutte le donne in stato di gravidanza
prive   di   certificato   di   vaccinazione,   o   che  non  abbiano
documentazione  di ricerca positiva di IgG specifiche, debbono essere
testate  per  la  presenza  di'  anticorpi  IgG  antirosolia. L'esame
sierologico andrebbe effettuato il piu' precocemente possibile. Se il
test  risulta  negativo,  andrebbe ripetuto ogni 4-6 settimane almeno
fino al 5^ mese.
   Al  momento  del  ricovero  per  il  parto, il personale sanitario
dovra'  verificare  lo  stato  di  suscettibilita'  o  protezione nei
confronti   della   rosolia.  Le  donne  suscettibili  devono  essere
vaccinate,  preferibilmente  con MPR, prima della loro dimissione. La
sicurezza  di  uso  del  vaccino MPR nel post-partum e' stata infatti
ampiamente documentata.
   In  mancanza  di  una  documentazione  sufficiente (certificato di
vaccinazione,  presenza  di  IgG specifiche), la ricerca delle IgG va
effettuata  durante  il ricovero, in modo da identificare e vaccinare
le  donne  suscettibili.  La  valutazione  della suscettibilita' alla
rosolia  e  l'offerta attiva della vaccinazione deve essere garantita
anche  alle  donne ricoverate per una interruzione di gravidanza. Per
poter  garantire  il monitoraggio delle attivita' e la verifica degli
obiettivi  previsti,  le  informazioni  sullo  stato  di  immunita' o
suscettibilita'  alla  rosolia,  sull'avvenuta  o  meno  vaccinazione
durante   il   ricovero   e  sull'  eventuale  motivo  della  mancata
vaccinazione  devono essere registrate in modo facilmente disponibile
e regolarmente elaborate.
   5.4.3  Personale  esposto  a rischio professionale. Le persone che
lavorano  in  una  struttura  sanitaria  sono  a  maggior  rischio di
acquisizione  dell'infezione  e  possono  rappresentare un importante
fonte di diffusione dell'infezione. Attraverso il Decreto Legislativo
19  settembre  1994,  n.  626,  sara'  possibile estendere a tutto il
personale  sanitario  la  valutazione del rischio per la rosolia e la
vaccinazione,  preferibilmente  con MPR, qualora risulti uno stato di
suscettibilita'.  Particolare  attenzione  deve  essere  riservata al
personale  sanitario  a  contatto  con  persone ad elevato rischio di
infezione (bambini e adolescenti) o ad elevato rischio di complicanze
(donne  in  gravidanza,  persone  con  immunodepressione).  Oltre  al
personale  sanitario,  le  donne  che  lavorano in situazioni ad alto
rischio  di  infezione,  come  le  scuole,  devono essere attivamente
valutate  per  la  loro  immunita'  per  la rosolia. Se suscettibili,
considerato  il  possibile  rischio  di infezione in gravidanza, deve
essere loro proposta la vaccinazione, preferibilmente con MPR.
   5.4.4  Donne  immigrate.  In  Paesi che hanno raggiunto livelli di
protezione  avanzati  contro  la  rosolia, molti dei, casi di rosolia
congenita  si  verificano  in  donne  che provengono da paesi dove la
vaccinazione   antirosolia   non  e'  stata  introdotta  di  routine.
L'effettuazione  dello  screening  e  della  vaccinazione delle donne
immigrate  pone  problemi particolari, considerata la possibilita' di
un  ridotto  accesso  ai  servizi  sanitari.  Si  prevede pertanto la
effettuazione   dello   screening  per  la  rosolia  e  la  eventuale
vaccinazione  delle  donne  immigrate  in  occasione  del  loro primo
contatto  con  le  strutture sanitarie in Italia, a meno che esse non
dispongano  di una documentata prova di vaccinazione, o di immunita'.
Dato  che la vaccinazione puo' essere effettuata anche a persone gia'
immuni,  nelle  situazioni  in  cui  e' molto probabile che una donna
abbia  difficolta'  ad  aderire  alla  procedura  di  screening  e di
successiva   vaccinazione,   si   raccomanda   di  eseguire  la  sola
vaccinazione  alla  prima  occasione di contatto, preferibilmente con
MPR.

6. LE STRATEGIE DI SORVEGLIANZA

6.1. Morbillo

   La  sorveglianza  del  morbillo  e'  una componente essenziale del
processo  di eliminazione, perche' consente di verificare l'efficacia
degli  interventi  preventivi ed il livello di controllo raggiunto. I
requisiti  minimi del sistema di sorveglianza dipendono dalla fase di
controllo;  come  illustrato  nella  tabella 6.1, piu' si progredisce
verso  l'eliminazione, migliori devono essere sia la sensibilita' che
la  specificita'  del  sistema.  In  Italia il morbillo e' soggetto a
notifica  obbligatoria,  e  rientra  nelle  malattie di classe II. La
definizione  di caso e' esclusivamente clinica e la segnalazione alla
ASL da parte del medico che effettua la diagnosi e' prevista entro 48
ore. La ASL e' tenuta a ad effettuare l'indagine del caso, compilando
il  modulo  individuale di notifica. Le notifiche vengono trasmesse a
cadenza  mensile dalle ASL alle Regioni, e dalle Regioni al Ministero
della  Salute. Dal 1994, con l'avvio del Sistema Informatizzato delle
Malattie Infettive, la maggioranza delle Regioni utilizza un software
per la gestione delle notifiche e trasmette mensilmente i dati sia al
Ministero della Salute che all'Istituto Superiore di Sanita'.
   Nel   2000,   una  valutazione  del  sistema  di  sorveglianza  ha
evidenziato la limitata completezza ed esaustivita' delle notifiche .
Appare  quindi prioritario migliorare la sensibilita' delle notifiche
e  la  loro tempestivita'. Questi due aspetti sono importanti sia per
mettere  in  atto  le  misure  di  controllo destinate a proteggere i
contatti  suscettibili,  sia  per  identificare  focolai epidemici ed
indagarne  le  cause.  Inoltre,  in accordo con quanto raccomandato a
livello  internazionale,  e'  necessario garantire l'accesso ad esami
diagnostici non invasivi per la conferma di laboratorio.

               ---->  Vedere tabella di pag. 47  <----

Il  miglioramento della sorveglianza del morbillo deve basarsi su tre
cardini:

- la  segnalazione  da  parte  dei medici che, sulla base dei sintomi
  clinici, sospettano la diagnosi. La segnalazione tempestiva di ogni
  caso  sospetto  e'  la  condizione  indispensabile  per  permettere
  l'attuazione   delle  azioni  di  profilassi  post-esposizione.  La
  segnalazione deve quindi essere eseguita con il mezzo piu' semplice
  e   rapido  possibile,  lasciando  al  medico  la  possibilita'  di
  scegliere tra telefono, fax e posta elettronica.
- L'indagine  da parte della ASL, che deve raccogliere attivamente le
  informazioni  sulle  caratteristiche del paziente, sulla diagnosi e
  sullo stato vaccinale. La ASL e' inoltre responsabile della ricerca
  attiva  dei contatti suscettibili e la profilassi post-esposizione,
  e  della  raccolta dei campioni per la conferma di laboratorio. Per
  garantire la massima adesione della popolazione sia alla profilassi
  post-esposizione,  che alle indagini di laboratorio eindispensabile
  che  i  pediatri  di  libera  scelta  (PLS),  i  medici di medicina
  generale   (MMG)   ed  i  medici  ospedalieri  siano  adeguatamente
  informati circa le procedure previste.
- L'analisi  dei  dati e il ritorno delle informazioni: e' necessario
  che  l'analisi  dei  casi  venga  effettuata  con  frequenza almeno
  mensile,  sia  a  livello  di  ASL che regionale e nazionale (ISS e
  Ministero  della Salute). Il numero dei casi deve essere analizzato
  per  area  geografica, fascia di eta' e stato vaccinale; il ritorno
  delle  informazioni  agli operatori sanitari deve essere effettuato
  con modalita' di diffusione rapide, incluso internet.

   6.1.1  L  'indagine  delle  epidemie. L'indagine delle epidemie e'
necessaria sia per attuare le appropriate misure di controllo che per
indagarne  le  cause  (copertura  vaccinale sub-ottimale, accumulo di
suscettibili, eventuali problemi di efficacia vaccinale). Le epidemie
quindi vanno indagate gia' a partire dallo stadio I, prevedendo:

- la  conferma  di  laboratorio e la tipizzazione del genotipo virale
  limitata a 5-10 casi (possibilmente i primi);
- la  descrizione  dei  casi  in  termini  di distribuzione per eta',
  localizzazione geografica e stato vaccinale.

   La priorita' durante un'epidemia e' comunque ridurre la morbosita'
del  morbillo,  garantendo  una  adeguata gestione clinica dei casi e
garantendo  una  elevata  copertura  vaccinale  di routine. A partire
dallo  stadio  11,  e'  importante avviare un'attivita' di previsione
delle  epidemie, monitorando l'accumulo di suscettibili. Per valutare
la  proporzione  di suscettibili vanno utilizzati i dati di copertura
vaccinale,  di  sorveglianza ed i risultati di indagini sierologiche.
In  questo  modo, e' possibile attuare in anticipo delle strategie di
vaccinazione supplementari mirate alla prevenzione delle epidemie.
   Nello  stadio  III,  vanno  indagate tutte le epidemie di malattie
febbrili  con  esantema  maculopapulare,  includendo  la  diagnosi di
laboratorio e l'isolamento virale.
   6.1.2  La conferma di laboratorio. Al diminuire dell'incidenza del
morbillo,   e'   importante   confermare   in   laboratorio   i  casi
diagnosticati  clinicamente,  visto  che  tanto  piu' una malattia e'
rara,  tanto  minore  diventa  il  valore  predittivo  positivo della
diagnosi clinica. La conferma di laboratorio, comunque, va effettuata
con   criteri   differenti   a  seconda  del  livello  raggiunto.  In
particolare,  durante  la  fase  I  e  H  va eseguita solo durante le
epidemie,  sui  primi  5-10  casi,  mentre durante la fase III devono
essere  indagati  tutti i casi sospetti. I criteri per la conferma di
laboratorio sono:

- un  test  positivo  per  IgM  specifiche, su un campione di siero o
  saliva  prelevato  in  fase  acuta  ed  in  assenza di vaccinazione
  recente;
- un  incremento  significativo  delle  IgG  specifiche dosate su due
  campioni di siero, in fase acuta e convalescente;
- l'isolamento del virus selvaggio da un campione biologico prelevato
  in fase acuta;
- una ricerca positiva del genoma virale mediante la metodica PCR, su
  un campione biologico prelevato in fase acuta.

   Alcuni   di   questi   accertamenti  (ricerca  delle  igM  ed  IgG
specifiche)  possono  venire  effettuate  in  tutti  i  laboratori di
analisi  cliniche,  utilizzando kit commerciali validati per l'uso su
campioni  di  sangue.  La  ricerca  di  anticorpi  specifici su altri
campioni  biologici  (saliva),  invece,  deve  essere  effettuata  in
laboratori  che  hanno messo a punto il sistema, validandolo su circa
100 prelievi appaiati di saliva e siero. Per questo, e' opportuno che
tale metodica venga attuata solo in centri di riferimento. Per quanto
riguarda  l'isolamento  virale, questa viene effettuata per tipizzare
il  genoma, in modo da avere informazioni sull'origine geografica del
virus. Dato che richiede una metodologia di laboratorio complessa, la
coltura   virale   viene  eseguita  dal  laboratorio  di  riferimento
nazionale;  inoltre, non e' consigliata per la diagnosi di routine di
infezione acuta ma e' importante durante le epidemie, per distinguere
se  siano  causate  da  ceppi di origine locale o da ceppi importati.
Anche  la  diagnosi  mediante  PCR deve essere eseguita in laboratori
specializzati.

   6.2. Rosolia

   Le attuali modalita' di notifica della rosolia sono sovrapponibili
a  quelle  previste  per  il  morbillo.  Come  il  morbillo, anche la
sorveglianza della rosolia deve essere migliorata, intervenendo sulla
segnalazione  da  parte dei medici, sull'indagine condotta dalla ASL,
sull'analisi  dei  dati  e il ritorno delle informazioni. In sintesi,
oltre  a  quanto  gia' citato per il morbillo, si propone che tutti i
casi  di  infezione  rubeolica  in  gravidanza  vengano inclusi nella
classe III di notifica (malattie per cui sono previste documentazioni
particolari).  In  questo  modo, la ASL potra' identificare i casi di
rosolia  in donne gravide e seguirli attivamente per valutare l'esito
della   gravidanza  stessa  (aborto,  morte  in  utero,  interruzione
terapeutica, nato vivo o morto, con o senza infezione congenita).
   6.2.1  Conferma  di  laboratorio.  I  criteri  per  la diagnosi di
laboratorio di infezione da virus della rosolia sono i seguenti:

- un  test positivo per IgM specifiche in presenza di sintomi clinici
  compatibili, o di un test positivo per IgG a bassa avidita';
- un incremento significativo delle IgG specifiche su due campioni di
  siero,  in  fase  acuta  e  convalescente.  I  due  campioni  vanno
  esaminati con lo stesso test e nella stessa seduta analitica;
- l'isolamento del virus selvaggio da un campione biologico prelevato
  in fase acuta;
- una ricerca positiva del genoma virale mediante la metodica PCR, su
  un campione biologico prelevato in fase acuta.

   Attualmente  la  maggior  parte  dei  casi  notificati  non  viene
confermata  dalla  esecuzione  di  esami  di laboratorio, tuttavia la
sintomatologia   della  rosolia  e'  meno  specifica  di  quella  del
morbillo,  quindi  gia'  nella  fase  I  di controllo tutti i casi di
febbre   ed  esantema  maculopapulare  in  gravidanza  devono  essere
indagati  effettuando  la  ricerca  delle  IgM specifiche. La ricerca
delle  IgM va effettuata anche nelle gestanti asintomatiche che siano
state  a  contatto  con pazienti affetti da sospetta rosolia. Data la
possibilita'  di falsi positivi, i casi di IgM positivi in gravidanza
devono  essere  valutati  alla  luce  dei  sintomi  clinici  e  delle
modalita'  di esposizione ed ulteriormente indagati per confermare la
diagnosi.   Nella   popolazione  generale,  invece,  la  diagnosi  di
laboratorio  va  introdotta  una  volta  raggiunta  la  fase  III  di
controllo.
   6.2.2  Sorveglianza  della  rosolia  congenita e valutazione degli
esiti.  Come  per  la  rosolia  in  gravidanza  si ritiene necessario
includere la rosolia congenita tra le malattie per cui e' prevista la
notifica  obbligatoria di classe III. Saranno inclusi in sorveglianza
sia  i  casi  di  sola infezione congenita (definita come presenza di
evidenza  di  laboratorio  di  infezione,  non  associata  ad  alcuna
manifestazione  clinica),  che  i  casi  che si manifestano con segni
clinici,  definendo  come SRC la presenza di qualunque manifestazione
clinica  o  dato di laboratorio compatibile con l'infezione congenita
da  rosolia.  Infatti  alcuni  bambini  possono non manifestare alcun
sintomo, ma presentare evidenza di laboratorio di infezione congenita
da  rosolia. Di seguito sono riportate la definizione clinica di SRC,
i  metodi per la conferma di laboratorio e le definizione di caso che
verranno utilizzate ai fini della sorveglianza. U'
   6.2.3  Definizione  clinica  della  SRC.  La  sindrome  da rosolia
congenita  di  solito  si  manifesta  nel  primo  anno  di vita ed e'
caratterizzata   da  uno  o  piu'  segni  e  sintomi  delle  seguenti
categorie:

a) cataratta/glaucoma  congenito,  malformazioni  cardiache congenite
   (soprattutto  pervieta'  del  dotto  di  Botallo  o  stenosi dell'
   arteria polmonare), deficit dell'udito, retinopatia pigmentosa;
b) porpora,  epatosplenomegalia,  ittero, microcefalia, ritardo dello
   sviluppo, meningoencefalite, radiolucenza ossa lunghe.

   I   segni   cosiddetti  transitori  (porpora,  epatosplenomegalia,
ittero,   meningoencefalite,  radiolucenza  delle  ossa  lunghe),  se
presenti, sono rilevabili alla nascita, I segni cosiddetti permanenti
(tutti  gli  altri),  legati ad alterazioni strutturali degli organi,
possono manifestarsi anche a distanza di anni.
   6.2.4  Diagnosi di' laboratorio di SRC. La diagnosi di laboratorio
di SRC si basa su:

- determinazione  delle  IgM  rosolia-specifiche.  La  determinazione
  delle  IgM va eseguita a tutti i nati da madre con sospetta rosolia
  in  gravidanza,  nonche' sui neonati con sintomi suggestivi per SRC
  di cui non fosse noto lo stato della madre in gravidanza. Va tenuto
  presente  che non tutti i neonati con infezione congenita risultano
  IgM positivi alla nascita, Quindi, sia i nati da madre con sospetta
  rosolia in gravidanza, sia i neonati con sintomi suggestivi per SRC
  che  risultino  IgM negativi alla nascita dovranno ripetere il test
  all'eta' di un mese di vita, ed eventualmente nei mesi successivi.
- IgG  che persistono a titoli piu' elevati e per periodi piu' lunghi
  rispetto  a  quanto atteso in un lattante (cioe', i cui livelli non
  diminuiscono  del 50% ogni mese). La scomparsa delle IgG specifiche
  nel  secondo  semestre  di  vita  consente di escludere l'infezione
  congenita.
- isolamento  del  virus  da  campioni  biologici, che rappresenta lo
  strumento diagnostico d'elezione, e PCR. Tuttavia, per complessita'
  e  difficolta'  di  standardizzazione,  questi  test possono essere
  ancora oggi effettuati solo in laboratori dotati di attrezzature ed
  esperienza specifiche.

   6.2.5  Classificazione  dei  casi.  In base al quadro clinico e di
laboratorio, i casi verranno classificati come segue:

- Sospetto:  Un  bambino con segni clinici compatibili con la SRC, ma
  che non soddisfa i criteri di un caso probabile.
- Probabile:  un  caso  non  confermato  da esami di laboratorio, che
  abbia  due  delle  manifestazioni cliniche del gruppo a), o una del
  gruppo  a)  ed  una  del  gruppo  b), e non abbia evidenza di altra
  eziologia.
- Confermato:  un  caso clinicamente compatibile, confermato da esami
  di laboratorio.
- Sola  infezione:  un caso con diagnosi di laboratorio di infezione,
  ma assenza di sintomi o segni clinici.

   Dato  che  i  sintomi  della  rosolia congenita possono non essere
evidenti   alla  nascita,  e  nessun  esame  di  laboratorio  ha  una
sensibilita'  del 100%, e' fondamentale che venga attuato un adeguato
follow-up  di  tutti i bambini nati da madre con rosolia accertata in
gravidanza.  In particolare e' necessario che tutti i bambini nati da
madri  che  hanno  contratto la rosolia in gravidanza vengano seguiti
per  il primo anno di vita sia con esami clinici che con accertamenti
di  laboratorio,  in  modo  da  confermare  o  escludere  l'infezione
congenita.  I bambini con diagnosi di infezione confermata o sospetta
dovranno  successivamente  essere  seguiti nel tempo, valutando negli
anni  l'insorgenza  di  nuovi sintomi clinici e la loro gravita'. Per
questo,  e'  necessario sensibilizzare centri di patologia neonatale,
pediatri,     neurologi,    audiologi,    oftalmologi,    cardiologi,
endocrinologi   alla  diagnosi  di  rosolia  congenita  e  delle  sue
complicanze e sull'obbligo della sua segnalazione.

   7. LE AZIONI PRIORITARIE

   7.1. Migliorare la copertura vaccinale

   Una   recente  revisione  sistematica  dei  principali  interventi
finalizzati   a  migliorare  la  copertura  vaccinale  ha  dimostrato
l'efficacia   di   alcuni   interventi  specifici.  Questa  revisione
sistematica,  condotta  da una task force statunitense (Task Force on
Community Preventive Services) e' pubblicata sulla Guide to Community
Preventive  Services,  disponibile  anche  in  lingua  italiana.. Per
garantire  il  raggiungimento  degli  obiettivi  e' quindi necessario
attuare   tutte   le   azioni   dotate   di   evidenza  di  efficacia
nell'aumentare le coperture vaccinali. Un riepilogo delle evidenze di
efficacia  dei  diversi  interventi  e'  riportato in tabella 7.1. In
sintesi, le azioni fortemente raccomandate sono:

- La  chiamata  attiva alla vaccinazione e il sollecito di chi non si
  presenta
- La gratuita' delle vaccinazioni
- Gli  interventi  di  educazione  sanitaria rivolti alla popolazione
  target,  associati  con almeno un'altra attivita' (per es. chiamata
  attiva, formazione degli operatori)
- L'ampliamento  dell'accesso alle strutture sanitarie, come parte di
  un intervento multifattoriale
- I sistemi di promemoria per gli operatori sanitari
- La  valutazione  delle  attivita'  svolte  ed  il  feedback per gli
  operatori sanitari.


   Tabella 7.1 Livello di raccomandazione degli interventi per
               aumentare la copertura
--------------------------------------------------------------------
Interventi che aumentano la richiesta di vaccinazioni da parte
della popolazione
--------------------------------------------------------------------
Intervento                       Livello di raccomandazione
--------------------------------------------------------------------
Chiamata/sollecito dell'utente   Fortemente raccomandata
--------------------------------------------------------------------
Programmi di educazione della    Fortemente raccomandati,
popolazione target               solo se associati ad almeno un
                                 altro intervento
                                 Evidenza insufficiente se
                                 effettuati da soli
--------------------------------------------------------------------
Obbligo delle vaccinazioni per   Raccomandato
la frequenza di asili, scuole
e universita'
--------------------------------------------------------------------
Incentivi finanziari o di altro  Evidenza insufficiente
tipo (premi,penalita') agli
utenti o alle famiglie
--------------------------------------------------------------------
Consegna agli utenti della       Evidenza insufficiente
documentazione relativa alle
vaccinazioni eseguite.
--------------------------------------------------------------------
Interventi che aumentano l'accesso ai servizi di vaccinazione
--------------------------------------------------------------------
Gratuita'/Riduzione delle        Fortemente raccomandata
spese dirette
--------------------------------------------------------------------
Ampliamento dell'accesso alle    Fortemente raccomandata, se
strutture sanitarie              associata ad altri interventi
                                 Evidenza insufficiente se
                                 effettuata da sola
--------------------------------------------------------------------
Visite a domicilio               Raccomandate
--------------------------------------------------------------------
Programmi di vaccinazione        Evidenza insufficiente
presso strutture di assistenza
per la prima infanzia (nidi,
scuole materne)o nelle scuole
--------------------------------------------------------------------
Interventi per gli operatori sanitari
--------------------------------------------------------------------
Sistemi di promemoria            Fortemente raccomandato
Richiamo/sollecito per gli
operatori
--------------------------------------------------------------------
Valutazione e feedback per gli   Fortemente raccomandati
operatori
--------------------------------------------------------------------
Protocolli operativi per i       Fortemente raccomandate
professionisti sanitari          per gli adulti
non medici                       Evidenza insufficiente per i
                                 bambini
--------------------------------------------------------------------

7.2. Le anagrafi vaccinali

   Tra  le  azioni  prioritarie,  e' importante attuare un sistema di
  anagrafi  vaccinali  informatizzate  e  collegate  con  le anagrafi
  comunali,  necessarie sia per garantire una corretta conduzione dei
  programmi vaccinali che per attuare molte delle misure a dimostrata
  efficacia   per  aumentare  le  coperture  vaccinali.  Infatti,  le
  anagrafi vaccinali permettono di:

- conoscere lo stato vaccinale di ciascuna persona
- invitare  attivamente alla vaccinazione e di sollecitare chi non si
  presenta
- calcolare   le   coperture  vaccinali  ed  identificare  gruppi  di
  popolazione insufficientemente vaccinati
- misurare  i  progressi  in  confronto agli obiettivi fissati per le
  coperture vaccinali
- stabilire  le eventuali correlazioni tra possibili eventi avversi e
  le dosi di vaccino somministrate.

   Per  ottenere  questo  risultato  e' sufficiente avere dei sistemi
regionali ed aziendali compatibili tra di loro in modo da raccogliere
dati  coerenti  ed  uniformi.  Le  Regioni  e le Province Autonome in
accordo  con  l'istituto  Superiore  di Sanita' ed il Ministero della
Salute  definiscono  gli  elementi  minimi  e  gli standard operativi
comuni  delle  anagrafi vaccinali, per garantire le azioni necessarie
agli obiettivi previsti in questo piano. La dotazione di tutte le ASL
di  anagrafi  vaccinali  informatizzate e' prevista, indicativamente,
entro il 2004.

   7.3. La sorveglianza degli eventi avversi al vaccino

   Nel   corso  del  Piano  Nazionale  di  Eliminazione  deve  essere
enfatizzata  l'importanza  della  notifica  degli  eventi avversi che
seguono  alla  vaccinazione.  In  particolare,  la sorveglianza degli
eventi  temporalmente  associati  alla vaccinazione dovra' essere una
componente  fondamentale della campagna straordinaria di vaccinazione
dei  bambini  che frequentano le scuole elementari e medie. In questa
occasione,  infatti, verra' somministrato un grande numero di dosi in
un intervallo di tempo limitato, e sara' quindi fondamentale disporre
in  tempi  rapidi  di  dati  di  sicurezza  accurati.  I  servizi  di
vaccinazione  devono  essere  informati  e incoraggiati a segnalare i
seguenti eventi aversi:

l'insorgenza entro 48 ore dalla somministrazione del vaccino di una o
piu' delle seguenti condizioni:

- anafilassi
- shock
- episodio di ipotonia iporesponsivita', oppure

l'insorgenza  entro  30  giorni dalla somministrazione del vaccino di
una delle seguenti condizioni:

- encefalopatia
- convulsioni
- meningite asettica
- trombocitopenia
- paralisi flaccida acuta
- decesso
- ogni altro evento grave, inclusi i ricoveri.

   Al  fine  di migliorare la gestione dei flussi informativi per gli
eventi  avversi,  tenuto  conto  di  quanto  disposto dalla normativa
vigente, le Regioni si impegnano a:

- adottare iniziative di formazione dei medici riguardo alle reazioni
  avverse severe, ai criteri e alle modalita' di segnalazione;
- richiedere  ai medici convenzionati con il SSN, privati, dei Pronto
  Soccorso  e  dei  reparti ospedalieri la segnalazione telefonica al
  servizio  di  vaccinazione  della  ASL  di  tutti i presunti eventi
  avversi al vaccino MPR;
- migliorare  la  tempestivita'  di esecuzione dell'indagini da parte
  delle  Asl  dei  casi  segnalati  e  la trasmissione tempestiva dei
  risultati al Ministero della salute.

   7.3.1  Valutazione  degli  eventi  avversi.  La sorveglianza degli
eventi  avversi  a vaccino dovrebbe prevedere la valutazione dei casi
severi  temporalmente  associati  ad ogni vaccinazione da parte di un
"panel"  di  esperti indipendenti, in cui siano rappresentate diverse
figure  tra  cui pediatri, medici vaccinatori, immunologi, neurologi,
anatomo-patologi,  medici  legali,  epidemiologi  con una particolare
esperienza nel campo delle vaccinazioni e della valutazione del nesso
di causalita'.
   Una  attivita'  indipendente  di  valutazione  e'  particolarmente
rilevante  nel  caso  di  una  campagna di vaccinazione di massa, che
prevede  la somministrazione, in un breve arco di tempo, di un grande
numero di dosi di vaccino.
   In tale caso il compito del panel e' quello di valutare gli eventi
avversi  seri  che  si  verifichino nel corso della campagna entro 30
giorni  dalla somministrazione del vaccino MPR, classificarli in base
a  definizioni  condivise a livello internazionale, definire il grado
di  causalita'  tra vaccinazione MPR ed evento. Dovra' inoltre essere
garantito un ritorno rapido dell'informazione alle Regioni e alle ASL
dove  l'evento  avverso  si  e'  verificato,  curando  al contempo le
modalita' di trasmissione attraverso i mezzi di comunicazione.
   Per  potere  calcolare  la  frequenza degli eventi avversi, dovra'
essere  raccolto ogni tre mesi il numero di dosi di MPR somministrate
per tipo di prodotto commerciale.

   7. 4. La formazione

   Per poter realizzare il piano di eliminazione del morbillo e della
rosolia  congenita  e' necessario definire e condurre un programma di
formazione. Il programma e' necessario per migliorare le conoscenze e
le  capacita'  operative  ma  deve  costituire  anche  un  importante
elemento  di  coordinamento e condivisione del Piano di Eliminazione.
La  condivisione  del  programma di formazione contribuira' inoltre a
determinare  alleanze  tra i professionisti sanitari ed altri settori
coinvolti  nel  Piano  di  Eliminazione,  quali  insegnanti, bambini,
genitori, associazioni, mass media e societa' scientifiche.
   Il  programma  di  formazione  per  le  figure  professionali deve
prevedere  la  organizzazione  di  uno  specifico  percorso formativo
rivolto   a   tutte  le  principali  figure  coinvolte:  coordinatori
regionali,  responsabili  e  personale  dei  servizi di vaccinazione,
pediatri  e  medici  di  medicina  generale,  personale  del Servizio
Sanitario Nazionale in ambito ostetrico-ginecologico e neonatologico.
La   formazione   deve   essere  realizzata  per  le  diverse  figure
professionali  a livelli differenti, in relazione a responsabilita' e
ruolo che ciascuna di esse gioca nell'organizzazione e nella gestione
del   progetto.  Il  programma  formativo  deve  essere  legittimato,
condiviso,  distribuito  e partecipato equamente a livello nazionale,
regionale   e   locale.  Gli  obiettivi  generali  del  programma  di
formazione sono:

   1. Migliorare la motivazione e le conoscenze di tutto il personale
interessato;
   2. Garantire la capacita':

- di  condurre  le attivita' previste dal Piano, per poter assicurare
  un adeguato livello di protezione di tutta la popolazione;
- di   conoscere   ed   attuare  le  misure  a  dimostrata  efficacia
  nell'aumentare la coperture vaccinali.

   3.   Migliorare  la  capacita'  di  comunicazione  finalizzata  ad
ottenere una adesione consapevole alla vaccinazione MPR.
   Per  poter  garantire  che  tutti  gli operatori interessati siano
adeguatamente formati e' utile prevedere tre livelli di realizzazione
del programma formativo, che si attivino a cascata:

- Interregionale/nazionale
- regionale
- locale.

   A  livello interregionale/nazionale, si realizza la formazione dei
coordinatori  regionali  e dei formatori per il livello regionale. E'
opportuno     prevedere     che     la    formazione,    a    livello
interregionale/nazionale   sia   attuata   da   tutte  quelle  figure
rappresentative delle competenze individuate come principale "target"
(igienisti  e  pediatri).  E' opportuno che a livello regionale siano
individuate  figure  con specifiche competenze didattiche cui offrire
la formazione da trasferire a livello periferico.
   I  coordinatori e i formatori regionali organizzano e conducono le
attivita'  dei  livelli  regionali e locali. Per facilitare e rendere
piu'  efficiente  queste  attivita'  il  programma di formazione deve
prevedere  la  predisposizione di materiali informativi standard e il
miglior uso delle tecnologie oggi disponibili. E' opportuno ricorrere
anche  alla  formazione  a  distanza, che, per essere fruibile dovra'
prevedere l'accessibilita' ad internet per gli operatori interessati.
   Deve essere predisposto un pacchetto formativo comprensivo di dati
epidemiologici,  informazioni  circa  obiettivi,  strategie,  aspetti
specifici   su  controindicazioni  e  reazioni  avverse,  riferimenti
bibliografici  e  telematici,  percorsi  organizzativi  e  operativi,
metodologie  per  la  comunicazione  efficace. Il materiale fornito a
livello  centrale  deve  essere  adattabile alle situazioni regionali
specifiche.
   La   formazione  sulla  comunicazione  deve  prevedere  che  siano
individuati   e  suggeriti  formatori  in  sede  locale  che  possano
sviluppare  attivita'  didattica  a piccoli gruppi per le figure piu'
strettamente coinvolte.

   7.5. Informazione e comunicazione

   Per  il  raggiungimento  di  coperture  vaccinali  elevate occorre
garantire  una diffusa conoscenza della malattia e dei vantaggi della
vaccinazione, in modo da ottenere una ampia e consapevole adesione ad
essa,  cosi'  come  previsto  dal  Piano sanitario Nazionale al punto
3.2.9.
   Una  informazione a livello nazionale e' importante per assicurare
la  diffusa  comprensione  delle  modalita'  di attuazione del Piano,
l'adesione  consapevole  alle misure richieste e la collaborazione di
tutti i soggetti interessati.
   La  campagna di informazione nazionale deve essere tempestivamente
integrata  con  gli interventi periferici e continuativa per tutta la
durata del programma.
   Questa strategia di comunicazione ha l'obiettivo di sostenere e di
essere  complementare  all'azione  delle autorita' sanitarie locali e
nazionali e dovra' prevedere le seguenti attivita':

1. Individuare  e  coinvolgere  i  responsabili  dei  "media"  e  gli
   eventuali  testimonial/ portavoce della sanita' pubblica a livello
   centrale,   regionale  e  locale,  che  dovrebbero  coordinare  la
   comunicazione  dei  messaggi  relativi  alle  fasi  della campagna
   vaccinale.
2. Definire i contenuti dei messaggi informativi, che dovranno essere
   diffusi  con largo anticipo rispetto all'inizio della campagna, al
   fine   di  creare  una  opinione  che  favorira'  l'adesione  alla
   campagna.
3. Individuare  lo  staff  sanitario  che applichera' la strategia di
   informazione  e terra' i contatti con gli operatori sanitari e gli
   educatori/professori.   Un   gruppo   di  esperti  dovrebbe  poter
   informare in tempi rapidi, con gli opportuni supporti scientifici,
   in   modo  da  garantire  la  massima  trasparenza  sull'andamento
   dell'intervento.
4. Preparare   il   materiale   informativo.   Lo   staff   sanitario
   predisporra'   il  materiale  informativo  (volantini,  brochures,
   manifesti,   video)   per   la  distribuzione  al  pubblico,  alle
   istituzioni coinvolte e ai media locali.

Il materiale informativo deve includere:

- informazioni  su  morbillo  e  rosolia: sintomi, complicanze e cosa
  fare  quando  si  riscontrino  i  sintomi,  compresi  i  centri per
  diagnosi e terapia cui rivolgersi;
- informazioni sul vaccino, sulla false e vere controindicazioni, sui
  benefici  attesi  e  mille  reazioni avverse attese nel corso della
  campagna  vaccinale, al fine di prevenire l'impatto negativo dovuto
  alla  possibile  diffusione sui media di notizie relative ad eventi
  gravi temporalmente correlati alla vaccinazione;
- informazioni  sull'articolazione  e  lo  svolgimento della campagna
  vaccinale e sulle sue finalita'.

5. Diffondere  il  messaggio  anche  fra  i  gruppi  di immigrati. Il
   materiale  informativo  dovra'  essere  tradotto  per  essere reso
   comprensibile alle persone immigrate. I media diffusi fra i gruppi
   di immigrati dovrebbero essere raggiunti con pubblicita' e annunci
   per assicurare che i messaggi raggiungano l'intera comunita'.
6. Internet  -  Le  informazioni  su  internet dovrebbero includere i
   materiali  della  campagna  ed  e-mail  di  contatto,  messaggi  e
   aggiornamenti  dei  media. Dovrebbero essere utilizzati i siti web
   istituzionali  (Ministero  della  salute,  Istituto  Superiore  di
   Sanita' e Regioni) e dovra' essere stabilito un sito dedicato alla
   campagna,  che  potrebbe  essere  ospitato  nel  sito  del Network
   Italiano dei servizi di vaccinazione.
7. Conferenze   stampa   periodiche   -   I  media  dovrebbero  avere
   periodicamente  contatto  con le autorita' centrali e regionali. I
   portavoce   dovrebbero   essere   disponibili   per   passaggi  in
   televisione di qualche minuto e per parlare alla radio.
8. Stilare  delle  relazioni  periodiche  e  una relazione finale che
   informera',  come  breve  comunicato,  sui procedete delle diverse
   fasi  della campagna vaccinale in termini di adesione e livelli di
   copertura.

8. RUOLI E RESPONSABILITA''

   Gli  Assessorati  Regionali  alla Sanita' delle Regioni e Province
Autonome  ed  il  Ministero  della  Salute, per quanto di competenza,
hanno   la  responsabilita'  della  implementazione  delle  attivita'
previste dal Piano Nazionale, tuttavia, l'eliminazione del morbillo e
della  rosolia  congenita puo' essere raggiunta solo grazie ad azioni
coordinate  tra  le  Aziende Sanitarie Locali, le Autorita' Sanitarie
Regionali,  il  Ministero  della  Salute  e  l'istituto  Superiore di
Sanita',   con  la  collaborazione  operativa  di  tutti  i  soggetti
coinvolti nei programmi di controllo di queste malattie. I ruoli e le
responsabilita'  previsti  nella  attuazione  del  Piano Nazionale di
Eliminazione sono illustrati nelle sezioni che seguono.
   8.1  Il  coordinamento  operativo  del  piano  di eliminazione. Il
Ministero della Salute e gli Assessorati alla Sanita' delle Regioni e
Province  Autonome,  congiuntamente,  istituiscono un "Gruppo tecnico
per  il  coordinamento  operativo  del  piano  di eliminazione" a cui
partecipano  rappresentanti  tecnici  degli  Uffici  delle  Direzioni
incaricate  dell'attivita' di sorveglianza e controllo delle malattie
prevenibili  da  vaccino  delle  Regioni  e  Province  Autonome,  del
Ministero  della  Salute  e  dell'Istituto  Superiore  di Sanita'. Il
Gruppo  tecnico  ha  il  compito  di  redigere  i documenti condivisi
necessari  alla  conduzione  del  programma, agevolare una conduzione
coordinata  delle attivita' nelle diverse Regioni e Province Autonome
e  monitorare  i  risultati.  In  particolare  e' responsabilita' del
Gruppo tecnico:

- Curare  la  formazione  dei  coordinatori  regionali  del  Piano di
  Eliminazione e supervisionare la formazione regionale e locale
- Predisporre   i  materiali  a  supporto  della  campagna  (percorsi
  formativi, manuali, documenti, schede, ecc.)
- Agevolare la realizzazione delle azioni prioritarie
- Supervisionare il miglioramento della sorveglianza epidemiologica
- Collaborare  alla  raccolta  e  all'analisi  dei  dati di copertura
  vaccinale,  di  incidenza  del  morbillo e di frequenza di reazioni
  avverse temporalmeme correlate alla vaccinazione
- Monitorare  le  attivita'  del  Piano  di  Eliminazione  attraverso
  l'analisi degli indicatori di performance e di esito (vedi capitolo
  10)
- Diffondere resoconti periodici sullo stato di avanzamento del Piano
  di Eliminazione

   In  accordo  con la normativa nazionale il Ministero della Salute,
ha il compito di:

- condurre la sorveglianza epidemiologica in ambito nazionale;
- raccogliere  ed elaborare i dati di copertura vaccinale e frequenza
  delle reazioni avverse a vaccino
- diffondere  i  risultati delle attivita' di raccolta ed analisi dei
  dati

   8.2  Inoltre,  il  Ministero  della Salute in attuazione del Piano
Sanitario Nazionale:

- promuove  sui  mass  media  una  campagna  informativa sul Piano di
  Eliminazione.
- Promuove la produzione di materiale informativo (brochures, poster)
  per il pubblico. Questo materiale dovra' includere:
- benefici e i rischi della vaccinazione e rischi della malattia;
- dati epidemiologici nazionali
- obiettivi del Piano di Eliminazione
- popolazione target della vaccinazione

   8.3  L'Istituto  Superiore di Sanita' svolge funzioni di referente
scientifico  per  la  componente  epidemiologica e di laboratorio. In
particolare,  ha  il  compito  di  collaborare alla progettazione dei
sistemi  di raccolta dei dati di copertura vaccinale, frequenza delle
reazioni avverse ed incidenza delle malattie, all'analisi dei dati ed
alla   diffusione  dei  risultati  (Laboratorio  di  Epidemiologia  e
Biostatistica).  Inoltre,  il  Laboratorio di Virologia dell'Istituto
Superiore  di  Sanita'  funge da Laboratorio di riferimento nazionale
per  la  conferma  dei casi morbillo e la tipizzazione molecolare dei
ceppi virali.
   8.4  Autorita' Sanitarie Regionali. Le Regioni e Province Autonome
hanno  la responsabilita' di condurre le attivita' previste dal Piano
di   Eliminazione,   garantendo  che  tutte  le  ASL  partecipino  al
programma. Le responsabilita' specifiche sono quindi:

- Individuare   una   funzione  di  coordinamento  regionale  per  la
  supervisione delle attivita' svolte sul territorio
- Verificare  che  nelle  ASL  siano  disponibili  tutte  le  risorse
  operative necessarie per la conduzione del Piano di Eliminazione.
- Effettuare  la  formazione  degli  operatori  coinvolti  sul campo.
  L'attivita' di formazione deve essere rivolta

- al personale medico e paramedico dei servizi di vaccinazione,
- ai pediatri di libera scelta ed ai medici di medicina generale.

- Garantire  l'informazione  sulle  attivita'  previste  dal Piano di
  Eliminazione   ai  servizi  ospedalieri  di  pediatria  e  malattie
  infettive
- Adattare  il  materiale  informativo nazionale alla realta' locale,
  includendo:
- informazioni epidemiologiche locali;
- come e dove effettuare la vaccinazione.
- Assicurare  la predisposizione e gestione di anagrafi vaccinali che
  permettano  di  conoscere  lo  stato vaccinale di ogni bambino e la
  sorveglianza  e  il  monitoraggio delle attivita' della campagna di
  eliminazione.
- Coordinare  il  sistema  di sorveglianza della malattia, inclusa la
  diagnosi di Laboratorio;
- Coordinare  la  sorveglianza  degli  eventi  avversi  temporalmente
  associati    alla   vaccinazione,   garantendo   l'esaustivita'   e
  tempestivita' delle segnalazioni.
- Analizzare  a  livello regionale e trasmettere a livello centrale i
  dati di sorveglianza delle attivita' di vaccinazione, di malattia e
  di eventi avversi temporalmente associati al vaccino.
- Garantire  la  disponibilita'  del  vaccino  secondo  gli  abituali
  meccanismi, acquistandolo direttamente o attraverso le ASL.

   8.5 Aziende Sanitarie Locali. Le Aziende Sanitarie Locali dovranno
garantire  la  disponibilita'  di personale e strutture adeguate allo
svolgimento  del  Piano  di  Eliminazione. E' inoltre raccomandato lo
svolgimento  in sede locale di Sonni di informazione e promozione del
Piano  di  Eliminazione,  rivolti  in  particolare  alle famiglie, ai
pediatri  e  ai  medici di libera scelta ed al mondo della scuola. E'
compito  delle  ASL  anche  gestire  il  sistema di rilevazione delle
attivita'  vaccinali, della frequenza di malattia e di eventi avversi
temporalmente   associati  al  vaccino.  Questi  dati  devono  essere
analizzati sia alivello di ASL che a livello di distretto.
   Il  ruolo  principale  del  personale  che  opera  nelle strutture
sanitarie  e'  di  tipo  preventivo: proporre attivamente in tutte Le
occasioni  opportune  la  vaccinazione  ai  pazienti. Inoltre, quando
fanno  diagnosi di sospetto morbillo o di rosolia, devono prendere in
considerazione  anche le piu' ampie ripercussioni di sanita' pubblica
e  collaborare strettamente per garantire il controllo e interrompere
la  circolazione  di  queste  malattie.  AL  personale sanitario deve
essere  invece  assicurata  una  adeguata  protezione  sia  verso  il
morbillo che verso la rosolia.
   8.6  Servizi di vaccinazione. Nel nostro Paese la organizzazione e
la  denominazione dei servizi sanitari puo' essere diversa. In questo
contesto,  indichiamo  come  servizio di vaccinazione la singola o le
diverse   strutture   della   ASL  a  cui  e'  affidata  la  gestione
organizzazione  ed  effettuazione  delle  attivita' di vaccinazione e
prevenzione delle malattie infettive (sorveglianza, controllo, misure
di  contumacia, ecc.). In ogni ASL, la conduzione operativa del Piano
di  eliminazione  e'  affidata ai servizi di vaccinazione, che, in un
ottica  di  Sanita' Pubblica, dovranno assicurare la conduzione delle
azioni previste. In particolare:

- condurre  operativamente  tutte  le azioni con che hanno dimostrata
  efficacia nell'aumentare Le coperture vaccinali in una popolazione
- realizzare  un  adeguata  registrazione  delle vaccinazioni e degli
  eventi avversi a vaccino
- effettuare l'indagine dei casi notificati di morbillo e rosolia
- garantire  la  realizzazione  degli  interventi  previsti quando e'
  notificato un caso o in situazioni di epidemia
- assicurare la formazione continua del personale coinvolto nel piano
  di  eliminazione  (personale  dei  servizi  vaccinali,  pediatri di
  libera  scelta  e  medici  di  medicina  generale,  altro personale
  sanitario, ecc.)
- collaborare  a  livello  locale  alla  corretta  informazione della
  popolazione
- effettuare   un   adeguato   monitoraggio   locale   del  Piano  di
  eliminazione

   8.7  Pediatri  di  libera scelta e medici di medicina generale. In
Italia, il Sistema Sanitario Nazionale garantisce a tutti i cittadini
l'assistenza  medica  primaria,  e  puo'  vantare  la presenza di uno
specialista  specifico  per  l'eta' pediatrica. Il Pediatra di libera
scelta   rappresenta  una  figura  fondamentale  nella  promozione  e
nell'offerta  delle  vaccinazioni, soprattutto perche' gioca un ruolo
fondamentale  nei  confronti  della  famiglia,  potendo  stabilire un
rapporto  di fiducia da costruire e mantenere nel tempo. Il contratto
vigente   per   i   pediatri   di  libera  scelta,  inoltre,  prevede
espressamente l'educazione alla salute e la prevenzione sul singolo.
   Sia  i  pediatri  che  i medici di medicina generale devono quindi
essere   direttamente   coinvolti   nella  attuazione  del  Piano  di
Eliminazione, condividerne la strategia e collaborare al monitoraggio
delle attivita'.
   In  particolare,  il  ruolo  dei pediatri e dei medici di medicina
generale deve prevedere:

- la  corretta informazione alle famiglie sui benefici e rischi della
  vaccinazione MPR, e i rischi delle malattie
- la  corretta  informazione  su  vere e false controindicazioni alla
  vaccinazione
- la  rapida  segnalazione  alla ASL di tutti i casi diagnosticati di
  morbillo  e  rosolia,  secondo  le  modalita' previste dal Piano di
  Eliminazione (vedi Allegati)
- la segnalazione alla ASL degli eventi avversi a vaccino.

   Il  coinvolgimento  dei  medici  di  medicina  generale,  inoltre,
riveste  un  ruolo  importante  nella  prevenzione  della  SRC  (vedi
paragrafo  5.4),  attraverso  la  promozione  dello  screening  e  la
vaccinazione.
   Per  ottenere  una partecipazione efficace e' necessario prevedere
una   formazione   comune   agli   operatori  dei  Servizi  Vaccinali
finalizzata ad acquisire le stesse conoscenze e competenze.
   8.8   Societa'  scientifiche  ed  associazioni  professionali.  Le
societa'  scientifiche  e  le  associazioni  professionali  che  sono
coinvolte  dalla  realizzazione di questo Piano ed hanno condiviso la
sua  redazione,  continueranno a garantire il loro contributo tecnico
scientifico  e  parteciperanno  alla  diffusione delle informazioni e
alla  formazione  degli  operatori  impegnati  nella conduzione delle
attivita' previste.
   8.9  Altre  istituzioni.  Il  Servizio  Sanitario  Nazionale ha il
compito  di  assicurare  la  realizzazione del Piano di Eliminazione.
Tuttavia, molte delle azioni previste potranno avere successo solo se
vi  sara'  il  coinvolgimento di altre istituzioni che agiscono nella
comunita'  (scuola,  comuni,  ecc.),  In  particolare  dovra'  essere
ricercata  la  collaborazione  della  scuola  che,  giova  ricordare,
costituisce  il principale luogo di diffusione di morbillo, rosolia e
parotite. Il coinvolgimento della scuola eimportante per agevolare la
realizzazione   del   programma  di  recupero  dei  bambini  e  degli
adolescenti,  per  ridurre  il  rischio di trasmissione e di epidemia
nelle  scuole  e  per  proteggere gli operatori che, se suscettibili,
sono ad elevato rischio per queste malattie e le loro complicanze.
   8.10  I  genitori  e  i bambini. Il coinvolgimento dei genitori e'
essenziale  per  garantire  un'adesione consapevole alle attivita' di
vaccinazione  previste  dal  Piano. La collaborazione dei genitori e'
necessaria  per  garantire che i bambini ricevano la vaccinazione nel
periodo  appropriato,  e siano quindi tempestivamente protetti contro
il  morbillo,  la  rosolia  e  la parotite. I servizi di vaccinazione
devono   assicurare   ai  genitori  le  informazioni  necessarie  per
esprimere   un   valido   consenso  informato  e  per  garantire  una
consapevole  adesione  alle  indicazioni  previste in questo piano. I
servizi dovrebbero inoltre richiedere ai genitori che decidono di non
sottoporre a vaccinazione i bambini i motivi di questa loro scelta.
   I bambini hanno il diritto di essere adeguatamente protetti contro
le malattie prevenibili con vaccinazioni e in particolare, attraverso
la  realizzazione  delle  azioni  di  questo  Piano,  di disporre dei
livelli  di  salute  aggiuntiva che sono garantiti dalla eliminazione
del  morbillo  e  della  rosolia  congenita  e  dal  controllo  della
parotite.

   9. LE RISORSE

   Con  il  D.P.C.M.  29  novembre  2001  di  definizione dei Livelli
Essenziali di Assistenza Sanitaria, confermato dall'articolo 54 della
legge  27  dicembre  2002  n.  289,  e' stato individuato nel livello
essenziale  della  prevenzione  assistenza  sanitaria  collettiva  in
ambiente  di  vita  e di lavoro al punto 1-F attivita' di prevenzione
rivolta alla persona - vaccinazioni obbligatorie e raccomandate ed e'
stata garantita l'erogazione delle prestazioni a carico delle risorse
destinate  al  finanziamento  del Servizio Sanitario Nazionale di cui
all'accordo  dell'8  agosto  2001.  La  vaccinazione contro il MPR e'
raccomandata  nel  nostro  Paese  dal  1979,  e'  stata  inclusa  nel
calendario  nazionale del 1999. Tutte le Regioni e Provincia Autonome
sono  da  tempo  impegnate  in programmi di offerta attiva e gratuita
della  vaccinazione  MPR, quindi le risorse per la vaccinazione delle
coorti di nuovi nati devono gia' essere garantite.
   La  vaccinazione  conto morbillo, rosolia e parotite ha un profilo
di costi benefici estremamente favorevole. Pur con tutti i limiti che
hanno   le   trasposizioni   di   queste   valutazioni   in  contesti
organizzativi  ed  economici  diversi,  l'uso  di  questi  vaccini ha
dimostrato  in  tutte le maggiori valutazioni un enorme vantaggio. In
particolare, siccome le risorse dedicate alla sanita' sono limitate e
i costi delle cure tendono a crescere, attuare le misure che, come la
vaccinazione  MPR,  sono  in  grado  di  ridurre  i costi sanitari e'
fondamentale  perche'  permette  di  disporre,  nel medio termine, di
risorse  indispensabili  per  assicurare  altri  necessari livelli di
assistenza.
   Nella tabella 9.1. sono riassunte il numero di dosi di vaccino MPR
necessarie  per  l'attuazione  del  programma  di eliminazione. Oltre
all'offerta  routinaria,  il  raggiungimento  della  eliminazione del
morbillo  e  della  rosolia  congenita  prevede  la conduzione di una
campagna  straordinaria di vaccinazione per i bambini che frequentano
le  scuole  elementari  e  medie  (7  coorti di nascita), da svolgere
nell'arco   di   due  anni  scolastici  (2003-2004;  2004-2005).  Per
realizzare  questa  campagna  sono necessarie delle risorse dedicate,
sia  in termini di impegno del personale che di un adeguato numero di
dosi  vaccinali.  Queste  risorse saranno disponibili destinando alla
conduzione  della  campagna  per  l'attuazione  del presente Piano le
risorse   che   si  rendono  disponibili  con  la  sospensione  della
vaccinazione antiepatite B nei dodicenni.
   Inoltre,  l'indicazione  di  cui  al  punto  5.1  che  prevede  la
opportunita'  di  offrire  la  prima  dose  di vaccino MPR a 12 mesi,
contemporaneamente alla somministrazione della terza dose delle altre
vaccinazioni   dell'infanzia,  oltre  a  migliorare  l'adesione  alla
vaccinazione  contro  il  morbillo permette di eliminare un accesso e
quindi di disporre di altre risorse organizzative e di personale.
   Tabella  9.1.  Attivita'  da  condurre  e  numero  di vaccinazioni
previste per anno (in migliaia); 2003-2007


--------------------------------------------------------------------
Anno  Attivita' da condurre           N. Popolazione   N. vaccinati
                                      bersaglio
--------------------------------------------------------------------
2003  1^ dose coorte 2002 (95%)                  500           475
--------------------------------------------------------------------
      Recupero coorte 2000 (25%)                 500           125
--------------------------------------------------------------------
      Recupero coorte 1998 (25%)                 500           125
--------------------------------------------------------------------
      Recupero coorte 1988 (20%)                 500           100
--------------------------------------------------------------------
      Totale                                    2000           825
--------------------------------------------------------------------
2004  1^ dose coorte 2003 (95%)                  500           475
--------------------------------------------------------------------
      Campagna straordinaria                    2500          2375
      coorti 1997-1993
      (scuole elementari) (95%)
--------------------------------------------------------------------
      Recupero coorte 2001 (25%)                 500           125
--------------------------------------------------------------------
      Recupero coorte 1999 (25%)                 500           125
--------------------------------------------------------------------
      Recupero coorte 1989 (20%)                 500           100
--------------------------------------------------------------------
      Totale                                    4125          3200
--------------------------------------------------------------------
2005  1^ dose 2004 (95%)                         500           475
--------------------------------------------------------------------
      Campagna straordinaria                    1000           950
      Coorti 1992-1991
      (scuole medie) (95%)
--------------------------------------------------------------------
      Recupero coorte 1990 (20%)                 500           100
--------------------------------------------------------------------
      Totale                                    2500          1650
--------------------------------------------------------------------
2006  1^ dose 2005 (95%)                         500           475
--------------------------------------------------------------------
      Totale                                     500           475
--------------------------------------------------------------------
2007  1^ dose 2006 (95%)                         500           475
--------------------------------------------------------------------
      2^ dose 2002 (95%)                         500           475
--------------------------------------------------------------------
      Totale                                    1000           900
--------------------------------------------------------------------

10. MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PIANO DI ELIMINAZIONE

   La  valutazione  del  Piano  deve  essere svolta in funzione degli
obiettivi  finali  ed  intermedi.  Questa  implica  una  sorveglianza
efficace  sia  dell'incidenza delle malattie bersaglio, sia del tasso
di  copertura  vaccinale  dei bambini all'eta' di 2 anni, nei bambini
piu'  grandi  e  negli  adolescenti  e  nelle donne suscettibili alla
rosolia  identificate nel corso della gravidanza. E' ugualmente utile
raccogliere  dati  sullo stato immunitario per la rosolia delle donne
in  eta'  fertile. Per finire, devono essere regolarmente segnalate e
registrate   le  reazioni  indesiderate  al  vaccino.  Tutti  i  dati
epidemiologici che riguardano le malattie bersaglio e il programma di
vaccinazione  devono  essere  raccolti  a  livello regionale e i dati
aggregati  trasmessi  a livello nazionale.al Ministero della salute e
all'istituto  Superiore  di  sanita'. Se non altrimenti indicato, gli
indicatori previsti devono essere raccolti su base annuale.

Stadio  I  (Confronta Tabella 2.1 per gli stadi indicati nel presente
paragrafo a pag. 11.)

Indicatori di Processo, da valutare su base annuale

- Proporzione  di ASL a cui siano stati assegnati specifici obiettivi
  relativi  al  piano  di  eliminazione,  a livello sia regionale che
  nazionale.
- Proporzione  di  servizi  vaccinali  dotati  di  anagrafe vaccinale
  informatizzata, a livello di ASL, regionale e nazionale.
- Proporzione   di   ASL  dotate  di  un  sistema  informatizzato  di
  registrazione delle notifiche.
che includa la registrazione in classe III delle infezioni rubeoliche
  in gravidanza e dei casi di SRC, a livello regionale e nazionale.
- Livello  di tempestivita' delle notifiche di morbillo e rosolia, su
  base mensile, a livello di ASL, regionale e nazionale.
- Proporzione di casi notificati con informazioni su variabili chiave
  (eta'  e  stato vaccinale), a livello nazionale, regionale di ASL e
  distretto.
- Livello  di  completezza  delle  notifiche (stimata in base a fonti
  alternative di incidenza), a livello regionale e nazionale.
- Proporzione di epidemie note con conferma di laboratorio.
- Proporzione  di suscettibili al morbillo per fascia di eta' ed anno
  di calendario, a livello di ASL, regionale e nazionale.
Indicatori di Esito
- Copertura vaccinale per MPR entro i due anni di eta', a livello di'
  ASL, regionale e nazionale.
- Copertura  vaccinale per MPR nei bambini oltre i due anni di eta' e
  negli  adolescenti, per coorte di' nascita ed anno di calendario, a
  livello di ASL, regionale e nazionale.
- Copertura  vaccinale per la seconda dose di MPR, se introdotta, per
  coorte  di  nascita  ed  anno  di  calendario,  a  livello  di ASL,
  regionale e nazionale.
- Incidenza  del morbillo per mese, anno, fasce di eta', a livello di
  ASL, regionale e nazionale.

Stadio II

Tutti gli indicatori soprariportati, piu':


I seguenti indicatori di processo                             Target

- Percentuale di ASL informatizzate per la gestione
  delle vaccinazioni e delle notifiche                        > 80%

- Percentuale di ASL con sistemi informatizzati di
  registrazione delle notifiche che includono in
  classe III la rosolia in gravidanza e la Sindrome
  Rosolia Congenita                                           > 80%

- Percentuale di casi notificati con informazioni su
  variabili chiave (eta', stato vaccinale, esito)             > 80%

- Percentuale di casi notificati alla ASL entro una
  settimana dalla data di insorgenza (tempestivita')
  a livello di ASL, regionale e nazionale                     > 80%

- Percentuale di casi di rosolia in gravidanza
  con esito documentato, a livello di ASL,
  regionale e nazionale                                       > 90%

- Percentuale di ASL che trasmettono le notifiche
  a livello Regionale e Nazionale entro un mese
  dalla segnalazione                                          > 80%

- Percentuale di epidemie di morbillo con conferma
  di laboratorio                                              > 80%

- Presenza di un sistema di segnalazione degli eventi
  avversi in grado di documentare il 100% dei casi
  severi segnalati

I seguenti indicatori di esito

- Copertura vaccinale entro i 2 anni di eta'
  (calcolata secondo un metodo standardizzato)
  a livello di ASL                                            > 90%

Stadio IIIa e IIIb (considerati insieme)

Tutti gli indicatori soprariportati, piu':

I seguenti indicatori di processo                             Target

- Proporzione di casi di morbillo (2) notificati
  = 48 ore dall'esordio dell'esantema                         > 80%

- Proporzione di casi di morbillo indagati = 48 ore
  dalla notifica                                              > 80%

- Proporzione di casi di morbillo con campioni
  adeguati (3) e risultati di laboratorio                     > 80%

- Proporzione di casi di morbillo con risultati
  di laboratorio entro 7 giorni                               > 80%

--------------------------------------------------------------------
(2) Tutti i casi che soddisfano la definizione clinica.

(3) Un campione raccolto entro 3-28 giorni dall'esordio del rash.
--------------------------------------------------------------------

- Proporzione di casi di morbillo confermati in
  laboratorio con fonte di infezione identificata             > 80%

- Proporzione di epidemie di morbillo indagate                  100%

- Proporzione di donne identificate suscettibili
  in gravidanza vaccinate nel post-partum
  (o post interruzione di gravidanza)                         > 90%

- Proporzione di casi di SRC con conferma
  di laboratorio di infezione rubeolica congenita             > 90%

I seguenti indicatori di esito

- Copertura vaccinale entro i 2 anni                          > 95%

- Copertura vaccinale entro i 2 anni a livello in
  tutti i distretti                                           > 90%

- Copertura vaccinale per la seconda dose                     > 95%

- Incidenza annuale di SRC confermata in
  laboratorio (inclusi i casi di sola
  infezione)                                    < 1 per 100.000 nati

- Suscettibilita' alla rosolia nelle donne in
  eta' fertile                                                   <5%

10. I protocolli Operativi

   A   completamento  del  piano  nazionale  per  l'Eliminazione  del
morbillo e della rosolia congenita e' prevista la redazione di alcuni
protocolli   operativi  tecnici,  che  definiscono  le  modalita'  di
conduzione di alcune azioni significative previste dal Piano.

11. DEFINIZIONI


--------------------------------------------------------------------
OMS    Organizzazione Mondiale della Sanita'
--------------------------------------------------------------------
SRC    Sindrome da Rosolia Congenita
--------------------------------------------------------------------
MPR    Vaccinazione Trivalente contro Morbillo, Parotite e Rosolia
--------------------------------------------------------------------
ICONA  Indagine di Copertura Nazionale
--------------------------------------------------------------------
SPES   Sorveglianza dei pediatri sentinella
--------------------------------------------------------------------
SDO    Scheda di Dimissione Ospedaliera
--------------------------------------------------------------------
DTPa   Vaccino Trivalente contro Difterite, Tetano e Pertosse con
       componente anti - Pertosse acellulare
--------------------------------------------------------------------
IgG    Immunoglobuline di classe G
--------------------------------------------------------------------
IgM    Immunoglobuline di classe M
--------------------------------------------------------------------
PCR    Saggio della Polymerase Chain Reaction
--------------------------------------------------------------------