ALLEGATO
DETERMINAZIONE DELLE IMPURITA' SOLIDE (FILTH-TEST)
NEGLI SFARINATI E NEI PRODOTTI DI TRASFORMAZIONE
1. Scopo e campo di applicazione
La presente norma specifica una metodica di determinazione delle
impurita' solide nelle farine e nelle semole di cereali e nei loro
prodotti di trasformazione.
2. Definizione
Sono definite impurita' solide le impurita' di origine animale
(uova, larve, ninfe o adulti di insetti e loro frammenti, acari e
loro frammenti, peli di roditori e loro frammenti, peli di ovini e
loro frammenti, peli umani e loro frammenti), di origine vegetale
(peli e fibre vegetali e loro frammenti), di origine sintetica (fibre
sintetiche e loro frammenti, frammenti di plastica) separate dai
prodotti nelle condizioni specificate nella presente norma.
3. Principio
Il campione e' sottoposto a digestione acetico-nitrica
all'ebollizione, le impurita' presenti sono separate per flottazione
con alcool e benzina in beuta Wildman e raccolte su carta da filtro
mediante filtrazione sotto vuoto con imbuto Buchner.
Il materiale sul filtro viene osservato al microscopio a basso
ingrandimento e, se necessario, le impurita' vengono raccolte e
montate su vetrino con il liquido di Faure per l'osservazione al
microscopio composto.
4. Reattivi
Tutti i reattivi devono essere di qualita' analitica e l'acqua
deve essere distillata o deionizzata o di purezza equivalente.
4.1. Acido acetico diluito al 30%;
4.2. Acido nitrico 65% (d20 = 1,4);
4.3. Alcool isoamilico;
4.4. Alcool etilico al 60%;
4.5. Benzina purificata o etere di petrolio (intervallo di
ebollizione 60-80C);
4.6. Liquido di Faure, della seguente composizione:
idrato di cloralio 100 g;
acqua distillata 150 g;
glicerina 40 g;
gomma arabica 60 g.
Filtrare prima dell'uso con una tela da filtro a maglie di apertura
10-11,(micro)m al massimo, resistente agli acidi ed ai solventi
(nailon o polietilene);
4.7. Blu di metilene (g 0,5 in ml 500 di alcool etilico al 50%).
5. Apparecchiatura
Materiale di laboratorio di uso corrente:
5.1. Cappa aspirante;
5.2. Cristallizzatore o bacinella, capacita 5 litri, di altezza
leggermente inferiore al collo della beuta (5.4);
5.3. Ancoretta magnetica;
5.4. Beuta da 1 litro a collo smerigliato;
5.5. Imbuto in vetro per polveri, diametro 10 cm;
5.6. Refrigerante ad aria, altezza 1 m;
5.7. Beuta Wildman da 1 litro;
5.8. Imbuto Buchner, diametro 10 cm, montato su beuta da vuoto;
5.9. Dischi di carta da filtro quadrettata, diametro 10 cm.
Qualora non si disponga di dischi qua, rettati, e' opportuno
tracciare sulla carta, con matita a mina dura, un reticolo con linee
distanti circa 15 mm, al fine di facilitare l'osservazione al
microscopio;
5.10. Cilindri graduati da 500 ml a 50 ml;
5.1 1. Pipetta graduata da 10 ml;
5.12. Bilancia con precisione di 0,1 g;
5.13. Spatola a manico lungo;
5.14. Microscopio ottico o microscopio stereoscopico con
ingrandimenti vicini ai 25x e 50x;
5.15. Microscopio composto, con ingrandimenti 100x, 600x;
5.16. Capsula Petri di 120 mm di diametro;
5.17. Ago fine, in acciaio, montato su manico porta ago;
5. 18. Pinzetta in acciaio;
5.19. Agitatore magnetico, riscaldante;
5.20. Pompa da vuoto, che permetta di ottenere una pressione
residuale inferiore a 10 mbar;
5.21. Film di protezione estensibile, paraffinato o in materia
plastica;
5.22. Zavorra per vetreria.
6. Campionamento
Preparate un campione di laboratorio, del peso minimo di 600 g,
secondo le norme,
vigenti per i prodotti in questione. I campioni di laboratorio
vanno conservati a temperatura non superiore ai 10C. Le
apparecchiature usate per la campionatura devono essere accuratamente
pulite dopo ogni operazione, ad esempio con aria compressa filtrata
ed evitando l'uso di materiali tessili.
7. Procedimento
Le manipolazioni devono essere effettuate in un locale pulito, al
riparo dalle correnti d'aria, o meglio sotto una cappa non ventilata.
Dopo l'utilizzazione il materiale deve essere lavato con acqua
filtrata e, dopo asciugatura, ricoperto con un film di protezione.
7.1. Prelievo del campione per analisi.
Omogeneizzare il campione per laboratorio all'interno del suo
contenitore con; l'aiuto della spatola (5.13); pesare 50 g di
campione prelevandolo in piu' punti e introdurli nella beuta (5.4)
mediante l'imbuto (5.5). Effettuare due determinazioni per ogni
campione di laboratorio.
7.2. Idrolisi acetico-nitrica.
Deporre un'ancoretta magnetica nella beuta insieme al campione.
Aggiungere, sotto cappa aspirante (5.1), 300 ml di acido acetico
(4.1), 15 ml di acido nitrico (4.2) e 3-4 ml di alcool isoamilico
(4.3) come antischiuma. Innestare il refrigerante (5.6) sulla beuta
per evitare la dispersione dei vapori, mettere in funzione
l'agitatore e la piastra riscaldante portando gradatamente
all'ebollizione. Lasciar, bollire per 5-10 minuti, fino ad idrolisi
completa del campione; nel caso di prodotti contenenti crusca,
prolungare l'ebollizione fino a 15 minuti. Ricoprire la beuta con il
film di protezione (5.21), introdurla, appesantita con la zavorra
(5.22), nel cristallizzatore (5.2), raffreddandola con una
circolazione di acqua fredda fino a temperatura ambiente.
7.3. Separazione delle impurita'
Trasferire la soluzione nella beuta Wildman (5.7) e sciacquare
ripetutamente con alcool (4.4) la beuta in cui e' avvenuta la
digestione, al fine di rimuovere le I impurita' eventualmente rimaste
aderenti alle pareti; trasferire i lavaggi nella beuta Wildman.
Aggiungere ancora nella beuta Wildman alcool al 60% fino a un volume
di circa 700 ml, poi 30-40 ml di benzina (4.5) e di nuovo alcool al
60% fino a raggiungere i 213 del collo della beuta. Agitare
vigorosamente e lasciar riposare per 5 minuti; agitare di nuovo
leggermente, ad intervalli di 1 minuto, per favorire la flottazione,
nel collo della beuta, della benzina e delle impurita' presenti, che
vengono trascinate in superficie.
7.4. Filtrazione Mediante il tappo di gomma intrappolare nel collo
della beuta Wildman lo strato di benzina che contiene la maggior
parte delle impurita' presenti e versarlo nell'imbuto Buchner (5.8),
nel quale mediante la pinzetta (5.18), e' stato posto un disco di
carta da filtro (5.9) bagnato con acqua distillata, e fatto aderire
al fondo mediante aspirazione. Per facilitare l'osservazione di
acari eventualmente presenti, mentre il flottato viene filtrato
nell'imbuto Buchner si possono versare nello stesso imbuto 10 ml
della soluzione di blu di metilene (4.7), lavando subito dopo il
filtro con 10-20 ml di alcool etilico al 60% (4.4), versati con una
spruzzetta, per ridurre l'intensita' della colorazione blu.
Aggiungere nuovamente benzina alla soluzione contenuta nella beuta
Wildman, agitare, lasciar riposare ancora per 5 minuti, intrappolare
e filtrare lo strato superiore nello stesso imbuto, sempre sotto
aspirazione.
Anche in questa fase, allo scopo di facilitare l'osservazione
degli acari, si puo' ripetere il trattamento con 10 ml di soluzione
di blu di metilene, seguito dal, lavaggio con alcool etilico (4.4).
Ripetere una terza volta, con le stesse modalita', le operazioni
di flottazione e di filtrazione.
Nel caso di prodotti contenenti crusca, e' opportuno effettuare la
filtrazione distribuendo il flottato su piu' dischi di carta da
filtro, per avere una migliore lettura al microscopio stereoscopico.
Asciugare sottovuoto la carta da filtro, estrarla dall'imbuto con
l'aiuto della pinzetta (5.1 8) e deporla in una capsula Petri (5.
16).
7.5. Esame microscopico
Esaminare la carta da filtro al microscopio stereoscopico (5.14),
procedendo all'identificazione ed al censimento delle impurita'
presenti, striscia per striscia. L'operatore deve essere in grado di
riconoscere le parti di insetti o di acari dispersi sul filtro in
mezzo ai frammenti di pericarpo contenuti, in maggiore o minore
quantita', nel campione. La prima osservazione va fatta a 25x-50x,
eventualmente a 75x-80x per le particelle di dubbia identificazione.
L'identificazione dei frammenti puo' essere facilitata saggiando con
un ago (5.17) le differenti materie organiche e sistemandole su una
zona pulita del filtro, per meglio confrontarle. Ove le dimensioni o
le caratteristiche delle impurita' non consentano ancora il loro
riconoscimento, approntare dei preparati microscopici montando i
frammenti su un vetrino con il liquido di Faure (4.6), per
l'osservazione al microscopio composto (5.15), a piu' forti
ingrandimenti (100x, 600x). E' possibile in questo modo il
riconoscimento di impurezze come peli di vertebrati, barbule di
uccelli, ecc.. Contare i frammenti identificati per ogni categoria di
impurita' prevista dal, certificato d'analisi. Le impurita' che non
sono di origine animale non vengono contate ma indicate nel
certificato d'analisi con un commento dettagliato (esempio: fili
colorati di materiale sintetico, pezzi metallici, particella minerale
ecc.).
8. Espressione dei risultati
Per ogni filtro, annotare il numero delle impurita' di origine
animale per i seguenti tipi:
peli di roditori o loro frammenti;
insetti interi (larve, ninfe o adulti);
frammenti di insetti (ivi comprese le squame di Lepidotteri),
uova di insetti, acari interi e loro frammenti.
Specificare separatamente nelle osservazioni, se necessario, la
ripartizione delle impurita' animali dell'ultima categoria secondo i
tipi seguenti:
frammenti di insetti;
uova di insetti;
squame di Lepidotteri;
acari interi;
frammenti di acari.
Se le condizioni di ripetibilita' sono soddisfatte (9), esprimere
separatamente i risultati dei due prelievi del campione.
In caso contrario, effettuare due nuove determinazioni dopo
omogeneizzazione del
campione di laboratorio.
Nel caso invece si siano trovati almeno un pelo di roditore o un
frammento di pelo in uno
dei due prelievi del campione, effettuare quattro nuove
determinazioni.
Esprimere separatamente i risultati per le sei determinazioni.
9. Ripetibilita'
La differenza tra i risultati di due determinazioni effettuate
simultaneamente o in rapida successione dallo stesso operatore, non
deve essere superiore a 10 frammenti.
10. Certificato di analisi
Nel certificato di analisi devono essere riportate almeno le
caratteristiche delle impurita' solide indicate nell'allegato A.
Devono, inoltre, essere menzionati tutti i dettagli operativi non
previsti nella presente norma o facoltativi e gli eventuali incidenti
che possono aver influito sui risultati.
IDENTIFICAZIONE DI SOSTANZE DI ORIGINE BIOLOGICA E DI SOSTANZE
ESTRANEE MINERALI NEGLI SFARINATI DI CEREALI
1. Scopo e campo di applicazione
Con la seguente metodologia si fornisce la tecnica per il
rilevamento e l'identificazione di sostanze estranee di origine
biologica e/o minerali negli sfarinati di cereali.
2. Principio
Lo sfarinato viene trattato con percloroetilene, al fine di
separare la fase organica dall'eventuale fase inorganica. Le due fasi
vengono essiccate e la parte organica suddivisa in piu' frazioni,
granulometriche. Ciascuna delle due fasi viene quindi sottoposta
alle opportune metodologie di analisi
microscopica e/o microchimica.
3. Reattivi
3.1. Percloroetilene (d = 1,62);
3.2. Soluzione di Lugol: 1 g J + 2 g KJ + 100 ml H2O;
3.3. Soluzione di Cloroioduro di zinco: 50 g ZnCl2 + 16 KJ + 3
g J + 17 ml H2O.
Conservare in bottiglia scura;
3.4. Soluzione di Cloralio idrato: 25 g di cloralio idrato + 25
ml di glicerina + 25 ml H2O;
3.5. Olio da immersione n = 1,6;
3.6. Soluzione di Argento nitrato 10% p/v;
3.7. Reattivo di Vogl: 95 ml di alcool a 70 + 5 ml di HCI conc.
(37%);
3.8. Blu di metilene 0,2% p/v in H2O;
3.9. Eosina A 0,1% plv in H2O;
3. 10. Alcool metilico;
3.1 1. Acido cloridrico 1:1 50 ml H2O + 50 ml HCI conc. (37%);
3.12. Soluzione di Molibdato ammonico: sciogliere 5 g di
molibdato ammonico in 100
ml H2O fredda, versare con cautela in 35 ml di HNO3 conc. (65%);
3.1 3. Brucina;
3.14. Acido solforico concentrato;
3. 15. Soluzione di Fenolo al 3% p/v;
3. 16. Soluzione di Unna: reattivo A - soluzione stock I: 50 ml
H2O + 25 ml alcool assoluto + 10 ml glicerina + 2,5 ml acido acetico
+ 0,5 g orceina + 0,5 g blu anilina; soluzione stock II: 100 ml
alcool 80 + I g eosina A;
reattivo B: safranina 1%; reattivo C: bicromato di potassio 0,5%;
3.17. Carbonato di sodio soluzione al 20% p/v in Na2CO3 anidro;
3.18. Xilolo;
3.19. Floroglucina 2% p/v in alcool etilico 95%;
3.20. Glicerina; ;
3.21. Acqua glicerinata: 50 ml glicerina + 50 ml H2O;
3.22. Acido lattico.
4. Apparecchiature
4.1. Microscopio stereoscopico con ingrandimento da 10x a 50x;
4.2. Microscopio composto:
oculari 10x;
obiettivi 10x, 25x, 40x, 60x, lOOx (quest'ultimo a immersione);
oculare micrometrico;
dispositivo per polarizzazione della luce;
4.3. Bilancia analitica, sensibilita' 1 mg;
4.4. Vetrini portaoggetti: mm 75x25;
4.5. Vetrini coprioggetti: mm 50x24;
4.6. Setacci a maglie quadrate con luce netta di 1,4, 1, 0,50 mm
per maglia e raccoglitore (per sfarinati grossolani);
4.7. Setacci a maglie quadrate con luce netta di 0,50, 0,25, 0,10
mm e raccoglitore (per farine fini);
4.8. Cappa di aspirazione;
4.9. Imbuti separatori da 500 ml;
4.10. Imbuti da 250 ml;
4.11. Becker da 250 ml;
4.12. - Dischi per evaporazione, 0 cm 10;
4.13. Capsule Petri, 0 cm 9;
4.14. Bacchette di vetro;
4.15. Filtri di carta rapida a pieghe, 0 cm 25;
4.16. Pinze e aghi per microscopia;
4.17. Spatole;
4.18. Cilindri;
4.19. Boccette di vetro scuro da 50 a 100 ml con contagocce;
4.20. Bisturi;
4.21. Vaschette a celle rettangolari per saggi colorimetrici;
4.22. Vaschette per colorazione;
4.23. Collezione di: semi interi di cereali (frumento tenero e
duro, orzo, avena, segale, ' mais, sorgo, riso, grano saraceno); loro
sfarinati, anche integrali, puri o in miscela; rizomi, tuberi, legumi
e loro farine (manioca, batata, patata, piselli, fagioli); semi
d'erbe infestanti dei cereali (Lolium temulentum, Melampyrum arvense,
Adonis aestivalis, Latyrus aphaca, Datura stramonium, Agrostemma
githago, sclerozi di Claviceps purpurea);
4.24. Collezione di vetrini standard di riferimento di amidi e
delle strutture istologiche diagnostiche dei cereali puri e delle
varie sostanze estranee indicate;
4.25. Bunsen.
5. Procedimento i
5.1. Porre 10 g di un campione rappresentativo in imbuto
separatore da 500 ml (4.9) e, lavorando sotto cappa, aggiungere 200
ml di percloroetilene (3.1); agitare e lasciare in riposo per 10
minuti; la parte inorganica precipita sul fondo, mentre la parte
organica affiora in superficie. Estrarre il sedimento raccogliendolo
su disco per evaporazione (4.12), lasciare essiccare a temperatura
ambiente e porlo, quindi, in capsula Petri (4.13). Filtrare su carta
rapida (4.15) la restante fase organica rimasta nell'imbuto,
separatore (4 9) e fare essiccare a temperatura ambiente. Pesare le
due fasi e determinare la percentuale di sostanze inorganiche
eventualmente presenti. Setacciare la parte organica con i setacci
4.6. e 4.7., secondo la granulometria del prodotto, pesare le
frazioni I, II, III e IV, cosi' ottenute, ai fini di un'eventuale
determinazione quantitativa e porle in altrettante capsule Petri
(4.13).
5.2. Esame del materiale
5.2.1. Esame delle frazioni piu' grossolane
Disporre separatamente in strato sottile e uniforme, direttamente
nelle rispettive capsule Petri (4.13), le frazioni I, II, III,
ottenute in 5.1. ed osservare allo stereomicroscol le caratteristiche
fisiche dei frammenti quali aspetto, forma, colore, superficie di
frattura dei tegumenti o della mandorla farinosa.
Esaminare il materiale cominciando dalla frazione che presenta le
particelle di maggiori dimensioni e proseguendo via via con le altre,
aumentando opportunamente gli ingrandimenti.
Iniziare da un margine esterno della capsula verso il centro,
proseguire verso il margine opposto e continuare con osservazioni
incrociate finche' tutta la frazione sia stata esaminata.
Procedere all'identificazione dei frammenti facendo riferimento
alla collezione degli sfarinati (4.23).
5.2.2. Esame della frazione piu' fine
Porre un'aliquota (0,01 g - 0,1 g) della frazione IV ottenuta in
5.1 sul vetrino portaoggetti (4.4), aggiungere alcune gocce del
reattivo indicato, miscelare con un ago da microscopia, fare aderire
il bordo piu' lungo del coprioggetto (4.5) al liquido, ad evitare la
formazione di bolle d'aria e coprire esercitando un movimento
rotatorio con leggera pressione. Iniziare le osservazioni a basso
ingrandimento per ottenere una prima visione d'insieme (1OOx) e
aumentare gradualmente per esaminare i dettagli (almeno 400x).
Effettuare l'osservazione del preparato, al microscopio composto, nel
modo seguente: iniziare dal margine superiore sinistro del vetrino
coprioggetto, fare scorrere il vetrino osservando ogni campo del
microscopio, fino a raggiungere il margine superiore destro del
coprioggetto; scendere di un campo lungo il margine destro e fare
scorrere il vetrino da destra a sinistra fino al margine sinistro;
scendere di un campo e continuare con tale procedimento finche'
tutta l'area del coprioggetto sia stata esaminata, o finche' si siano
rintracciate le strutture ricercate. In relazione al tipo di reattivo
utilizzato si possono effettuare le seguenti osservazioni:
soluzione di Lugol (3.2): colorazione dei granuli di amido in
blu, di cellule aleuroniche e sostanze proteiche in giallo-bruno;
olio da immersione (3.5) o acqua glicerinata (3.21):
identificazione dei granuli di amido attraverso l'osservazione, in
campo chiaro, di morfologia, dimensioni, aggregazione, forma e
posizione dell'ilo, striature e, in campo scuro con luce polarizzata,
della forma della "croce nera", caratteristica in particolare per
talune specie;
cloroioduro di zinco (3.3): colorazione di aleurone e sostanze
proteiche in giallo-bruno, delle pareti cellulari in azzurro, degli
amidi in blu; nessuna colorazione dei peli vegetali;
cloralio idrato (3.4): chiarificazione di tutte le strutture
istologiche, ' quando si presentano spesse;
floroglucina (3.19) + acido cloridrico (3.11): colorazione in
rosso delle strutture cellulari lignificate. Identificare le
strutture riscontrate facendo riferimento alla collezione di vetrini
standard (4.24).
5.2.3. Identificazione di sostanze minerali Porre aliquote del
materiale inorganico ottenuto in 5.1 su vetrino portaoggetti (4.4) in
strato sottile e uniforme, lasciarvi cadere sopra (senza mescolare)
1-2 gocce del reattivo indicato e osservare immediatamente con
ingrandimento 1Ox-15x. In relazione al tipo di reattivo e ai gruppi
anionici presenti nelle particelle del materiale in esame, si possono
. verificare le seguenti reazioni:
Nitrato d'argento (3.6) - formazione di: cristallini aghiformi
di colore giallo = fosfati mono e bibasici
formazione di: cristalli lanceolati incolori = solfati
forrnazione di: precipitato amorfo bianco gessoso = cloruri
dissoluzione senza reazione = nitrati
nessuna reazione = carbonati, sabbia
Molibdato ammonico (3.12) - formazione lenta di cristallini
aghiformi di colore giallo = fosfati tribasici
Brucina (3.13) (una punta di microspatola) + I goccia di H2SO4
conc. (3.14): formazione di precipitato rosso intenso = conferrna per
nitrati
Acido cloridrico (3.11)
effervescenza forte = carbonati
nessuna reazione = sabbia
6. Ricerche speciali
6.1. Differenziazione di specie di amidi simili
6.1.1. Frumento e segale
Poiche' taluni granuli dell'amido di segale sono simili, per forma
e dimensioni, a quelli di amido di frumento, scopo del presente
metodo e' ottenere indicazioni sicure, anche di ordine quantitativo,
per la loro differenziazione in miscele.
Operare come descritto in 5.1 e sospendere la frazione IV nella
soluzione di fenolo (3.15) per 24 ore.
Porre una goccia della sospensione su un vetrino e lasciare
essiccare a temperatura ambiente.
Immergere il vetrino in soluzione di Unna (3.16) reattivo A per 10
minuti,
lavare e immergere in reattivo B per 15 minuti.
Lavare ed immergere in reattivo C per 30 minuti, lavare con acqua,
con alcool (3.10) e con xilolo (3.18) e infine montare in glicerina;
osservando al microscopio composto con obiettivo 25x-40x, l'amido di
frumento risulta colorato in rosa, quello di segale in giallo-bruno.
6. 1.2. Frumento e riso
Poiche' taluni granuli dell'amido di frumento sono simili, per
forma e dimensioni a quelli dell'amido di riso, scopo del presente
metodo e di escludere o confermare la presenza di riso in farine di
frumento.
Operare come descritto in 5.1 e porre la frazione IV in becher
(4.11) da 250 ml con 150 ml di H2O distillata.
Agitare e lasciare a riposo; travasare per decantazione in un
secondo becker (4.11) e, dopo nuovo riposo, in un terzo becker.
Prelevare da quest'ultimo due gocce del liquido torbido e porle ad
essiccare all'aria su un vetrino, quindi fissarle con 3 gocce di
alcool metilico (3.10).
Dopo 5 minuti farvi cadere sopra 2 gocce di una miscela 1:1 dei
reattivi (3.8) + (3.9), lasciare in riposo per 5 minuti e togliere
l'eccesso di colore lavando con acqua.
Osservando al microscopio composto con obiettivo 40x-60x, i
granuli di frumento risultano incolori e debolmente colorati in
azzurro, i granuli di amido del riso presentano netta colorazione
azzurro-verde.
6.2. Ricerca e identificazione di frammenti di sostanze nocive,
infestanti dei cereali in campo
6.2.1. Distribuire uniformemente 1-2 g della frazione IV ottenuta in
5.1 sul fondo di una capsula Petri (4.13), umettare con il reattivo
di Vogl (3.7),
scaldare la capsula a blanda temperatura fino allo sviluppo di
vapori.
Posare la capsula su un foglio bianco e dopo 5-10 minuti
osservare il materiale: la comparsa di aloni o punti colorati rivela
la presenza delle seguenti specie:
Lolium temulentum (Loglio): aloni o punti colorati in rosso-
arancio
Melarnpyrum arvenze (Melarnpiro): aloni o punti colorati blu-
verdastri '
Adonis aestivalis (Adonide): aloni o punti colorati verde-
giallastro
Latyrus aphaca (Latiro): aloni o punti colorati rosso ciliegia
Datura stramonium (strarnonio) e Agrostemma githago
(Gittaione):
punti marrone, rossicci o nerastri
Porre 1.2 g di materiale in vaschetta per saggi colorimetrici
(4.21),
riempire la depressione con il reattivo 3.17.
Dopo 30-40 secondi si sviluppa un colore rosso viola intorno alle
particelle di Claviceps purpurea (Segale cornuta).
6.2.2. Prelevare i frammenti situati nelle zone colorate, porli su
un vetrino, portaoggetti (4.4) con 2-3 gocce di glicerina (3.20),
coprire con coprioggetto (4.5) e osservarli al microscopio composto
con obiettivo 25x o 40x.
Se i frammenti non sono sufficientemente trasparenti, prelevarne
altri, porli su un vetrino e operare come segue:
aggiungere I goccia di acido lattico (3.22), riscaldare su fiamma
fino a sviluppo di vapori, lasciare raffreddare, aggiungere I goccia
di glicerina (3.20) e osservare al microscopio; oppure aggiungere 2
gocce di cloralio idrato (3.4), coprire e osservare.
Identificare le strutture riscontrate facendo riferimento alla
collezione (4.24).
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