Allegato E
LINEE GUIDA SULLA DOTAZIONE
E L'UTILIZZO DI DEFIBRILLATORI SEMIAUTOMATICI
E DI EVENTUALI ALTRI DISPOSITIVI SALVAVITA
D.M.........
Scopo: Le presenti linee guida hanno lo scopo di disciplinare la
dotazione e l'impiego da parte di societa' sportive, sia
professionistiche sia dilettantistiche, di defibrillatori
semiautomatici esterni.
1. Introduzione
L'Arresto Cardiocircolatorio (ACC) e' una situazione nella quale
il cuore cessa le proprie funzioni, di solito in modo improvviso,
causando la morte del soggetto che ne e' colpito. Ogni anno, in
Italia, circa 60.000 persone muoiono in conseguenza di un arresto
cardiaco, spesso improvviso e senza essere preceduto da alcun sintomo
o segno premonitore. La letteratura scientifica internazionale ha
ampiamente dimostrato che in caso di arresto cardiaco improvviso un
intervento di primo soccorso, tempestivo e adeguato, contribuisce, in
modo statisticamente significativo, a salvare fino al 30 per cento in
piu' delle persone colpite. In particolare, e' dimostrato che la
maggiore determinante per la sopravvivenza e' rappresentata dalle
compressioni toraciche esterne (massaggio cardiaco) applicate il
prima possibile anche da parte di personale non sanitario. Senza
queste tempestive manovre, che possono essere apprese in corsi di
formazione di poche ore, il soccorso successivo ha poche o nulle
probabilita' di successo. A questo primo e fondamentale trattamento
deve seguire, in tempi stretti, la disponibilita' di un
Defibrillatore Semiautomatico Esterno (DAE)che consente anche a
personale non sanitario di erogare una scarica elettrica dosata in
grado, in determinate situazioni, di far riprendere un'attivita'
cardiaca spontanea.
L'intervento di soccorso avanzato del sistema di emergenza 118
completa la catena della sopravvivenza.
Nonostante la disponibilita' di mezzi di soccorso territoriali
del sistema di emergenza sanitaria, che intervengono nei tempi
indicati dalle norme vigenti, esistono situazioni e localita' per le
quali l'intervento di defibrillazione, efficace se erogato nei primi
cinque (5') minuti puo' essere ancora piu' precoce qualora sia
presente sul posto personale non sanitario addestrato ("first
responder"),che interviene prima dell' arrivo dell' equipaggio dell'
emergenza sanitaria.
Per queste ragioni occorre che le tecniche di primo soccorso
diventino un bagaglio di conoscenza comune e diffusa, che sia
tempestivamente disponibile un DAE e che sia presente personale non
sanitario certificato all'utilizzo.
I Defibrillatori Semiautomatici Esterni (DAE) attualmente
disponibili sul mercato permettono a personale non sanitario
specificamente addestrato di effettuare con sicurezza le procedure di
defibrillazione, esonerandolo dal compito della diagnosi che viene
effettuata dall' apparecchiatura stessa.
E' altresi' prevedibile che nuovi dispositivi salvavita possano
entrare nell'uso, come evoluzione tecnologica degli attuali
defibrillatori semiautomatici o di altri dispositivi salvavita.
La legge del 3 aprile 2001, n. 120 prevede l'utilizzo del DAE
anche da parte di personale non sanitario.
2. La Catena della Sopravvivenza
Il DAE deve essere integrato e coordinato con il sistema di
allarme sanitario 118; in questo modo e' consentito il rispetto dei
principi della "Catena della Sopravvivenza", secondo i quali puo'
essere migliorata la sopravvivenza dopo arresto cardiaco, purche'
siano rispettate le seguenti azioni consecutive (anelli):
1. il riconoscimento e attivazione precoce del sistema di
soccorso
2. la rianimazione cardiopolmonare precoce, eseguita dai
presenti
3. la defibrillazione precoce, eseguita dai presenti
4. l'intervento dell'equipe di rianimazione avanzata
In ambiente extraospedaliero i primi tre anelli della Catena
della Sopravvivenza sono ampiamente dipendenti dai presenti
all'evento, dalla loro capacita' di eseguire correttamente alcune
semplici manovre e dalla pronta disponibilita' di un DAE.
3. Contesto sportivo: considerazioni generali
E' un dato consolidato che l'attivita' fisica regolare e' in
grado di ridurre l'incidenza di eventi correlati alla malattia
cardiaca coronarica e di molte altre patologie. Tuttavia l'attivita'
fisica costituisce di per se' un possibile rischio di Arresto
Cardiocircolatorio (ACC) per cause cardiache e non cardiache.
Sembra ragionevole affermare, quindi, che i contesti dove si
pratica attivita' fisica e sportiva, agonistica e non agonistica,
possono essere scenario di arresto cardiaco piu' frequentemente di
altre sedi. La defibrillazione precoce rappresenta in tal caso il
sistema piu' efficace per garantire le maggiori percentuali di
sopravvivenza.
Se si considera che la pratica sportiva e' espressione di
promozione, recupero o esercizio di salute, sembra indispensabile
prevedere una particolare tutela per chi la pratica, attraverso
raccomandazioni efficaci e attuabili secondo le evidenze scientifiche
disponibili.
Un primo livello di miglioramento e' strettamente correlato alla
diffusione di una maggiore specifica cultura, che non sia solo
patrimonio delle professioni sanitarie ma raggiunga la maggior parte
della popolazione.
Non meno importante e' l'estensione della tutela sanitaria non
soltanto dei professionisti dello sport agonistico ma anche e
soprattutto di quanti praticano attivita' sportiva amatoriale e
ludico motoria.
Fermo restando l'obbligo della dotazione di DAE da parte di
societa' sportive professionistiche e dilettantistiche, si evidenzia
l'opportunita' di dotare, sulla base dell'afflusso di utenti e di
dati epidemiologici, di un defibrillatore anche i luoghi quali centri
sportivi, stadi palestre ed ogni situazione nella quale vengono
svolte attivita' in grado di interessare l'attivita' cardiovascolare,
secondo quanto stabilito dal D.M. 18 marzo 2011, punto B.1
dell'allegato. Alcune Regioni (es. Veneto, Emilia Romagna, Marche)
hanno gia' previsto nel loro piano di diffusione delle attivita' di
defibrillazione di dotare di DAE anche alcune tipologie di impianti
sportivi pubblici come palestre scolastiche, piscine comunali. Si
contribuisce in tal modo allo svolgimento in sicurezza dell'attivita'
sportiva "creando anche una cultura cardiologica di base".
4. Indicazioni per le Societa' sportive circa la dotazione e
l'impiego di DEA
Le seguenti indicazioni specificano quanto gia' stabilito a
carattere generale e dal D.M. 18 marzo 2011.
4.1 Modalita' Organizzative
In ambito sportivo per garantire il corretto svolgimento della
catena della sopravvivenza le societa' sportive si devono dotare di
defibrillatori semiautomatici, nel rispetto delle modalita' indicate
dalle presenti linee guida. E' stato dimostrato che nei contesti dove
il rischio di AC e' piu' alto per la particolare attivita' che vi si
svolge o semplicemente per l'alta frequentazione, la pianificazione
di una risposta all'ACC aumenta notevolmente la sopravvivenza.
L'onere della dotazione del defibrillatore e della sua
manutenzione e' a carico della societa'. Le societa' che operano in
uno stesso impianto sportivo, ivi compresi quelli scolastici, possono
associarsi ai fini dell'attuazione delle indicazioni di cui al
presente allegato.
Le societa' singole o associate possono demandare l'onere della
dotazione e della manutenzione del defibrillatore al gestore
dell'impianto sportivo attraverso un accordo che definisca le
responsabilita' in ordine all'uso e alla gestione dei defibrillatori.
Le societa' che utilizzano permanentemente o temporaneamente un
impianto sportivo devono assicurarsi della presenza e del regolare
funzionamento del dispositivo.
E' possibile, in tal modo, assimilare l'impianto sportivo
"cardioprotetto" ad un punto della rete PAD (Public Access
Defibrillation) e pianificare una serie di interventi atti a
prevenire che l'ACC esiti in morte, quali:
la presenza di personale formato, pronto ad intervenire
l'addestramento continuo
la presenza di un DAE e la facile accessibilita'
la gestione e manutenzione del DAE
la condivisione dei percorsi con il sistema di emergenza
territoriale locale
In tali impianti sportivi deve essere disponibile, accessibile e
funzionante almeno un DAE - posizionato ad una distanza da ogni punto
dell'impianto percorribile in un tempo utile per garantire
l'efficacia dell'intervento - con il relativo personale addestrato
all'utilizzo.
I DAE devono essere marcati CE come dispositivi medici ai sensi
della vigente normativa comunitaria e nazionale (Dir. 93/42/CEE,
D.lgs n. 46/97).I DAE devono essere resi disponibili all'utilizzatore
completi di tutti gli accessori necessari al loro funzionamento, come
previsto dal fabbricante.
Tutti i soggetti, che sono tenuti o che intendono dotarsi di DAE
devono darne comunicazione alla Centrale Operativa 118
territorialmente competente, specificando il numero di apparecchi, la
specifica del tipo di apparecchio, la loro dislocazione, l'elenco
degli esecutori in possesso del relativo attestato. Cio' al fine di
rendere piu' efficace ed efficiente il suo utilizzo o addirittura
disponibile la sua localizzazione mediante mappe interattive.
4.2 Formazione
Ai fini della formazione del personale e' opportuno individuare i
soggetti che all'interno dell'impianto sportivo, per disponibilita',
presenza temporale nell'impianto stesso e presunta attitudine
appaiono piu' idonei a svolgere il compito di first responder.
La presenza di una persona formata all'utilizzo del
defibrillatore deve essere garantita nel corso delle gare e degli
allenamenti.
Il numero di soggetti da formare e' strettamente dipendente dal
luogo in cui e' posizionato il DAE e dal tipo di organizzazione
presente. In ogni caso si ritiene che per ogni DAE venga formato un
numero sufficiente di persone.
I corsi di formazione metteranno in condizione il personale di
utilizzare con sicurezza i DAE e comprendono l'addestramento
teorico-pratico alle manovre di BLSD(Basic Life Support and
Defibrillation), anche pediatrico quando necessario.
I corsi sono effettuati da Centri di formazione accreditati dalle
singole regioni secondo specifici criteri e sono svolti in
conformita' alle Linee guida nazionali del 2003 cosi' come integrate
dal D.M. 18 marzo 2011.
Per il personale formato deve essere prevista l'attivita' di
retraining ogni due anni.
4.3 Manutenzione e segnaletica
I DAE devono essere sottoposti alle verifiche, ai controlli ed
alle manutenzioni periodiche secondo le scadenze previste dal manuale
d'uso e nel rispetto delle vigenti normative in materia di apparati
elettromedicali.
I DAE devono essere mantenuti in condizioni di operativita'; la
batteria deve possedere carica sufficiente a garantirne il
funzionamento; le piastre adesive devono essere sostituite alla
scadenza.
Deve essere identificato un referente incaricato di verificarne
regolarmente l'operativita'.
Gli enti proprietari dei DAE possono stipulare convenzioni con le
Aziende Sanitarie o con soggetti privati affinche' gli stessi
provvedano alla manutenzione delle apparecchiature, ponendo comunque
i costi a carico del proprietario.
Per i DAE posizionati in modo fisso in luoghi aperti al pubblico
e' raccomandato, ove possibile, l'utilizzo di contenitori esterni con
meccanismi automatici di segnalazione che si attivano al prelievo del
dispositivo con segnalazione immediata alla Centrale Operativa 118.
Il DAE deve essere collocato in luoghi accessibili e deve essere
facilmente riconoscibile; il cartello indicatore della posizione del
DAE con gli adesivi "Defibrillatore disponibile" e "AED available",
deve essere ben visibile e posizionato all'ingresso.
4.4 Informazioni sulla presenza del defibrillatore
Le societa' sportive e, ove previsto, i gestori degli impianti
sono tenuti ad informare tutti i soggetti, che a qualsiasi titolo
sono presenti negli impianti (atleti, spettatori, personale tecnico
etc.), della presenza dei DAE e del loro posizionamento mediante
opuscoli e cartelloni illustrativi o qualsiasi altra modalita'
ritengano utile (video, incontri, riunioni).
4.5 Responsabilita'
L'attivita' di soccorso non rappresenta per il personale formato
un obbligo legale che e' previsto soltanto per il personale
sanitario.
La societa' e' responsabile della presenza e del regolare
funzionamento del dispositivo.
Definizioni:
Arresto Cardiocircolatorio (ACC): interruzione della funzione
di pompa cardiaca.
Morte Cardiaca Improvvisa (Sudden Cardiac Death, SCD): morte
inattesa di origine cardiaca (diagnosi post mortem). Si definisce
testimoniata, se avviene entro 1 ora dall'inizio dei sintomi, o non
testimoniata, se entro 24 ore dall'ultima osservazione in vita senza
sintomi.
Rianimazione cardiopolmonare: sequenza di manovre per il
riconoscimento e il trattamento dell'ACC: comprende le compressioni
toraciche (massaggio cardiaco esterno), le ventilazioni di soccorso e
la defibrillazione esterna.