(Allegato B)
                                                           Allegato B 
 
               Ministero dell'economia e delle finanze 
 
 
                                                  Roma, 2 agosto 2016 
 
 Nota metodologica concernente la determinazione di una ulteriore 
            quota del fondo di solidarieta' comunale 2016 
              (ex art. 5, comma 2, DPCM 18 maggio 2016) 
 
    L'art. 1, comma 380-ter, della legge n. 228/2012, come modificato
dall'articolo  1,  comma  17,  della  legge  n.  208/2015  (legge  di
stabilita' 2016), prevede che, a decorrere dal 2016, la dotazione del
fondo di solidarieta' comunale (FSC) sia incrementata per un  importo
pari a 3.767,45 milioni di euro al fine di ristorare i  comuni  della
perdita di gettito conseguente alle esenzioni previste dalla legge n.
208 del 2015 (articolo 1, commi da 10  a  16  e  commi  53-54).  Tale
riparto avviene in base al gettito effettivo  in  deroga  ai  criteri
ordinari di riparto del fondo disposti dai commi 380-ter e 380-quater
dell'articolo 1 della legge n. 228 del 2012. 
    Con il DPCM del 18 maggio 2016, concernente la definizione  e  la
ripartizione delle risorse spettanti a titolo di FSC per l'anno 2016,
e' stata attribuita ai comuni delle Regioni  a  statuto  ordinario  e
delle Regioni  Siciliana  e  Sardegna  una  somma  complessiva  di  €
3.692.276.856,22 con l'applicazione dei criteri indicati  nella  nota
metodologica oggetto di accordo con ANCI nella seduta  del  24  marzo
2016 della Conferenza Stato citta' e autonomie locali. 
    L'art. 5, comma 2, del citato DPCM stabilisce che  la  quota  non
ripartita, pari a € 75.173.143,78 sia  distribuita  con  uno  o  piu'
decreti del  Ministro  dell'interno,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze, per le stesse finalita' indicate dalla
legge, ovvero il ristoro ai comuni delle Regioni a statuto  ordinario
e  di  Sicilia  e  Sardegna  del  mancato  gettito  conseguente  alle
agevolazioni IMU/TASI previste dalla legge di stabilita' 2016. 
    Con il decreto in esame si  procede  ad  una  prima  integrazione
delle somme spettanti,  in  particolare  per  cio'  che  riguarda  il
ristoro  dell'esenzione  TASI  sull'abitazione  principale,  per   un
importo complessivo di € 31.274.413,00. La quota  rimanente,  pari  a
euro 43.898.730,78,  verra'  successivamente  ripartita  al  fine  di
integrare  e  rettificare  il  contributo  erogato   per   tutte   le
fattispecie previste dall'articolo 1, commi da 10 a 16 e commi 53-54,
della legge n. 208/2015. 
    In tale sede,  come  indicato  dal  decreto  in  esame  (comma  3
dell'unico articolo) si procedera' anche ad una verifica finale degli
importi gia' erogati con  un  conguaglio  finale,  nell'ambito  delle
risorse complessivamente stanziate  e  il  recupero  delle  eventuali
somme eccedenti. 
    L'importo di € 31.274.413,00 viene quindi  ripartito  secondo  la
metodologia di seguito indicata. 
    Preliminarmente, si evidenzia che sono stati aggiornati i dati di
gettito relativi all'anno  2015  per  i  versamenti  TASI  abitazione
principale (codice tributo  3958),  gia'  utilizzati  nel  precedente
riparto effettuato con il FSC 2016. 
    Parimenti sono stati acquisiti i dati  del  gettito  versato  nel
2016 per la  determinazione  del  gettito  teorico  2016  della  TASI
imputabile alle abitazioni di lusso non esentate: tali dati non erano
invece disponibili al momento del riparto del FSC 2016. 
    Il ristoro gia' attribuito e' integrato  in  primo  luogo  con  i
versamenti (codice tributo 3958)  relativi  all'anno  2015  acquisiti
dopo il 18 marzo 2016 (data di elaborazione del FSC 2016) e fino alla
data del 27 luglio 2016. Tali importi  riguardano  sia  i  versamenti
effettuati da persone fisiche che  da  altri  soggetti  (IACP/ATER  e
cooperative a proprieta' indivisa), imputabili  sostanzialmente  alle
fattispecie considerate assimilate all'abitazione principale (1) . 
    In aggiunta, l'integrazione del ristoro da attribuire  ai  comuni
considera anche la quota di gettito (effettivo) relativa ai ritardati
versamenti che saranno successivamente acquisiti (dopo il 27 luglio),
quota  stimata  sulla  base  dell'andamento  del  gettito  2015  TASI
abitazione principale e il confronto con quello dell'anno precedente. 
    In particolare, e' stata condotta un'analisi sulle c.d  «code  di
gettito» relative ai  versamenti  effettuati  dalle  persone  fisiche
secondo varie casistiche. 
    Per gli oltre 4 mila comuni con regime TASI abitazione principale
non variato tra 2014 e 2015 (2) si considera il gettito 2014 come  un
valore benchmark cui allinearsi nei casi in cui il gettito  2015  sia
inferiore. 
    Per gli oltre 3.800 comuni con regime variato si  procede  invece
nel seguente modo: 
      per  i  comuni  con  variazione  sostanziale  di  aliquota  e/o
detrazione (nel 2015 rispetto al 2014) si e' determinata un'incidenza
su base comunale dei  ritardati  versamenti  (effettuati  da  persone
fisiche) riscontrati con riferimento all'anno 2014. Tale incidenza e'
stata poi applicata ai versamenti relativi all'anno 2015 (3) ; 
      per i comuni che hanno istituito la TASI abitazione  principale
solo nel 2015 si applica un'incidenza media di  versamenti  ritardati
stimata   con   riferimento   ai   comuni   con   regime   invariato.
Successivamente si procede come nel caso precedente (4) ; 
      per i comuni che hanno azzerato l'aliquota TASI nel 2015 non si
determina alcuna integrazione del ristoro. 
    Dalla procedura sopra indicata sono esclusi  i  639  comuni,  con
delibere 2015 adottate o pubblicate fuori dei termini di  legge:  per
tali enti il  ristoro  della  TASI  abitazione  principale  e'  stato
effettuato sulla base dei versamenti relativi all'anno 2014 e non  si
determina alcuna integrazione. Sul punto  in  esame  si  veda  quanto
indicato con la nota metodologica approvata nella seduta del 24 marzo
2016. 
    Dall'importo determinato per ciascun comune occorre poi  detrarre
la quota della TASI per le abitazioni di lusso. Considerando anche le
informazioni desumibili dai dati di  gettito  2016  la  TASI  per  le
abitazioni di lusso viene stimata in misura pari a  22,7  milioni  di
euro. 
    Sulla base di tali criteri viene quantificato una  differenza  da
erogare a favore dei comuni, rispetto al ristoro attribuito a  marzo,
di 32,4 milioni di euro. 
    Occorre pero' considerare che per i comuni che hanno  beneficiato
del riparto  dell'accantonamento  di  80  milioni  di  euro  previsto
dall'articolo 1, comma 380-sexies, della legge n. 228/2012, in misura
pari alla differenza tra il gettito TASI ad aliquota  di  base  e  il
gettito rilevato (ove  inferiore),  l'integrazione  del  ristoro  del
gettito effettivo, come sopra determinata,  e'  riconosciuta  per  la
quota parte che eccede la quota di accantonamento  di  cui  al  comma
380-sexies attribuita. 
    Per effetto di  tale  ultima  rettifica  il  ristoro  della  TASI
abitazione principale, a favore dei comuni delle  Regioni  a  statuto
ordinario e di Sicilia e Sardegna, e' quindi integrato per un importo
complessivo di euro 31.274.413,00 come indicato  dall'Allegato  A  al
presente decreto. 
 
 
(1) Si rinvia al successivo riparto la  valutazione  delle  eventuali
somme da attribuire ai comuni per il ristoro di  immobili  assimilati
di proprieta' di IACP/ATER corrispondenti a versamenti 
    effettuati con codice tributo non attinente alla prima casa. 
 
(2) Nella valutazione di regime non variato si  considerano  anche  i
    comuni nei quali si rilevano variazioni normative minime tali  da
    non  incidere  sostanzialmente  nelle  valutazione  del   gettito
    effettivo. 
 
(3) In particolare, con riferimento al gettito relativo alle  persone
    fisiche di imputazione  2014  si  e'  calcolata  l'incidenza  dei
    versamenti attesi mediante il rapporto fra  gettito  entrato  (da
    aprile dell'anno n+1 a giugno dell'anno n+2)  e  gettito  entrato
    nell'anno n fino a marzo dell'anno n+1. Tale incidenza  e'  stata
    applicata al contributo erogato  a  marzo  (per  la  quota  parte
    relativa alle persone fisiche)  e  si  e'  sottratto  il  gettito
    riscosso dal 1° aprile al momento  dell'elaborazione  (27  luglio
    2016) che sara' comunque incluso nel  ristoro:  se  il  risultato
    della sottrazione e' negativo, viene azzerata la quota  «code  di
    gettito». 
 
(4) Se il risultato comprensivo delle c.d. «code di gettito»  risulta
    inferiore al gettito gia' acquisito alla data di elaborazione (27
    luglio  2016),  non  si  attribuisce  alcun  valore  alla   quota
    ritardati versamenti.