(Allegato )
                                                             Allegato 
Premessa. 
  La direttiva 2009/128/CE, recepita nell'ordinamento  nazionale  con
il decreto legislativo n. 150  del  14  agosto  2012,  istituisce  un
quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei
pesticidi ed attribuisce agli Stati membri il  compito  di  garantire
l'implementazione di politiche e  azioni  volte  alla  riduzione  dei
rischi per la salute umana e per l'ambiente derivanti dall'impiego di
prodotti fitosanitari. 
  La  suddetta  direttiva  individua  nella  formazione  un  elemento
cardine per il raggiungimento dell'obiettivo di  un  uso  sostenibile
dei  prodotti  fitosanitari.  A  tal  fine   assegna   agli   SM   la
realizzazione di  un  sistema  di  formazione  certificata  volto  ad
assicurare  che  chiunque  utilizzi  tali  prodotti  sia   pienamente
consapevole dei rischi connessi al loro utilizzo e sia  in  grado  di
mettere in atto le misure piu' appropriate per la riduzione  di  tali
rischi e  di  svolgere  in  sicurezza  le  operazioni  di  trasporto,
stoccaggio e manipolazione del prodotto. 
  Il suddetto  sistema  di  formazione  e'  specificatamente  rivolto
all'utilizzatore professionale per il quale  la  direttiva  definisce
requisiti formativi minimi assicurandogli, altresi', un  contesto  di
sostegno per un uso consapevole dei pesticidi  attraverso  le  figure
del distributore  e  del  consulente  per  i  quali  e'  analogamente
previsto un percorso formativo mirato. 
  Diverso   e'   l'approccio   della    direttiva    nei    confronti
dell'utilizzatore  non  professionale.  Rilevando   che   «e'   molto
probabile che questo  gruppo  di  persone  manipoli  le  sostanze  in
maniera inadeguata non  disponendo  di  conoscenze  sufficienti»,  la
direttiva  dispone  «Gli  Stati  membri  adottano  tutte  le   misure
necessarie concernenti i pesticidi autorizzati per  gli  utilizzatori
non professionali al fine  di  evitare  operazioni  di  manipolazione
pericolose. Tali misure possono includere l'uso di pesticidi a  bassa
tossicita', di formule pronte per l'uso e di limiti  del  volume  dei
contenitori o imballaggi». 
Oggetto e scopo. 
  Il presente documento  definisce  le  misure  ed  i  requisiti  dei
prodotti fitosanitari  al  fine  di  garantire  un'idonea  protezione
dell'utilizzatore non professionale e di  tutti  coloro  che  possono
venire in contatto, direttamente o indirettamente, con  il  prodotto,
nonche' per la tutela dell'ambiente e degli organismi non  bersaglio.
Per  quanto  sopra  si  tiene  conto,  tra  l'altro,  del  fatto  che
all'utilizzatore non professionale non e'  richiesta  una  formazione
certificata in materia di prodotti fitosanitari e che non e' tenuto a
possedere un'adeguata conoscenza dei potenziali effetti  dannosi  per
la salute e per l'ambiente che  possono  derivare  dall'uso  di  tali
prodotti ne' avere piena consapevolezza e capacita' di attuazione  di
misure di protezione che esulino dalle consuete pratiche di igiene  e
pulizia. 
A) Requisiti dei prodotti fitosanitari  destinati  agli  utilizzatori
  non professionali. 
  I   prodotti   fitosanitari   destinati   agli   utilizzatori   non
professionali (PFnP) soddisfano i requisiti previsti nei paragrafi da
A.1.1 a A.1.5 relativamente alla classificazione  di  pericolo,  alla
formulazione,   al   confezionamento,   e   a   specifici    elementi
dell'etichettatura,  nonche',  ove  applicabile,  all'intervallo   di
sicurezza. 
  Un prodotto fitosanitario, ancorche' conforme ai  citati  requisiti
non puo' essere  destinato  all'utilizzatore  non  professionale  se,
sulla base della valutazione dei rischi secondo i «Principi uniformi»
di cui al regolamento (UE) 546/2011  e  successive  modificazioni  ed
integrazioni, tenuto  conto  inoltre  delle  condizioni  previste  al
capitolo B), richiede l'uso di dispositivi di protezione  individuale
o l'applicazione di misure di precauzione per l'ambiente (frasi  tipo
sui rischi particolari di cui al regolamento (UE)  n.  547/2011)  e/o
limitazioni d'uso  affinche'  i  rischi  per  la  salute  umana,  per
l'ambiente e gli organismi non bersaglio risultino accettabili o  nel
caso in cui dalla valutazione emergano indicazioni di tossicita'  per
le api. 
  Nella composizione dei PFnPO (1) e' ammessa la presenza di sostanze
attive ad azione fungicida e insetticida/acaricida in miscela. 
  Non e' consentita la miscelazione estemporanea con  altri  prodotti
fitosanitari  ne'   con   coadiuvanti   di   prodotti   fitosanitari,
fertilizzanti, corroboranti  o  altri  prodotti  per  la  cura  delle
piante. Tale limitazione d'uso figura in etichetta. 
  A.1) Classificazione di pericolo del prodotto. 
  I PFnP sono esenti da classificazione  di  pericolo  ai  sensi  del
regolamento (CE) 1272/2008. 
  A.2) Classificazione di pericolo e proprieta' tossicologiche  delle
sostanze attive e dei coformulanti presenti nel prodotto. 
  Nella composizione dei PFnP non sono ammesse sostanze attive che: 
    sono classificate come cancerogene e/o mutagene e/o tossiche  per
la riproduzione e lo sviluppo  embriofetale,  interferenti  endocrini
e/o molto  tossiche  o  tossiche  e/o  esplosive  e/o  corrosive  e/o
sostanze chimiche  e  microrganismi  sensibilizzanti,  ai  sensi  del
regolamento (CE) 1272/2008. Per  le  sostanze  attive  in  attesa  di
armonizzazione  della  classificazione  e  nel   caso   in   cui   la
classificazione armonizzata risulti non  ancora  adeguata  alle  piu'
recenti conoscenze sulla sostanza si fa riferimento all'opinione  del
Committee for risk assessment (RAC)  dell'European  Chemicals  Agency
(ECHA). In mancanza della suddetta  opinione  si  tiene  conto  della
classificazione proposta dall'European Food Safety Authority (EFSA) e
di quella  provvisoria  che  figura  nell'inventario  delle  sostanze
chimiche dell'ECHA; 
    si ritiene possano alterare il sistema endocrino o avere  effetti
neurotossici o immunotossici; 
    sono persistenti nell'ambiente con tempo di  dimezzamento  (T½  )
nel suolo superiore a 60 giorni e/o bioaccumulabili  con  fattore  di
bioconcentrazione maggiore di 100; 
    sono tossiche o altamente tossiche per le api con  DL50  orale  o
acuta <1µg/ape. 
  I coformulanti  non  devono  figurare  nell'istituendo  elenco  dei
«Coformulanti inaccettabili» di cui allegato  III  del  sopra  citato
regolamento;  detti  coformulanti  devono,  altresi',  soddisfare   i
requisiti sopra specificati per le sostanze attive. 
  I citati requisiti sono da intendersi riferiti anche agli  antidoti
agronomici  e  ai  sinergizzanti  che  eventualmente  figurano  nella
composizione del prodotto. 
  A.3) Formulazione, confezionamento e taglia. 
  La formulazione, il confezionamento e la taglia  devono  consentire
il trasporto e  la  conservazione  domestica  del  prodotto  in  modo
agevole  e  sicuro,  in  caso  di   versamento   accidentale   devono
determinare la minima esposizione dell'uomo e dell'ambiente e rendere
possibili semplici  operazioni  di  pulizia.  La  formulazione  e  il
confezionamento   devono   rendere   possibili   le   operazioni   di
manipolazione e prelievo  del  prodotto  in  sicurezza  e  facilitare
l'esattezza  nel  dosaggio.  La  taglia  dovra'  essere   tale   che,
considerate le dosi di impiego,  le  quantita'  di  prodotto  residuo
inutilizzato siano limitate o nulle. 
  Il formulato deve avere sapore sgradevole per gli animali domestici
e per l'uomo, inoltre, se in formulazione solida  o  gel  applicabile
tal quale sul terreno o sulla  pianta,  deve  essere  di  colore  non
attraente per i bambini. Le formulazioni  granulari  utilizzate  come
esca monouso devono, inoltre, soddisfare i requisiti  previsti  dalle
ordinanze  del  Ministero  della  salute  del  18  dicembre  2008   e
successive modificazioni ed integrazioni. 
  I PFnP possono essere immessi  in  commercio  come  pronti  all'uso
oppure come preparati da utilizzare dopo diluizione in acqua. 
  La preparazione pronta all'uso e il  confezionamento  monodose  con
elevati  requisiti  di  sicurezza  sono  raccomandati  per  tutte  le
tipologie di formulazione. 
  Le formulazioni in polvere e granuli per trattamenti  a  secco  non
sono ammesse, ad eccezione delle esche granulari. 
  Per i prodotti in polvere e granuli da utilizzare dopo aggiunta  di
acqua e' consentito solo il confezionamento monodose, tipo  sacchetto
idrosolubile,   compressa   da   sciogliere   in   acqua   o    altro
confezionamento monodose che minimizzi il rischio di esposizione  per
inalazione in caso di incidente durante il trasporto e lo stoccaggio,
oltre che in fase di prelievo e manipolazione. 
  L'imballaggio primario/il contenitore deve sempre essere dotato  di
chiusura di sicurezza per i bambini e  avere  la  dicitura  «prodotto
fitosanitario» riconoscibile al tatto. 
  Per i PFnPE la taglia massima autorizzabile non  deve  superare  il
quantitativo necessario per il trattamento di una superficie  massima
di: 
    500 m² per orto, frutteto; 
    5000 m² per vigneto, uliveto, cereali. 
  Per i PFnPO sono previste le seguenti limitazioni della taglia: 
    per i prodotti pronti all'uso sono  ammesse  taglie  inferiori  o
uguali a 1000 ml - 200 g; 
    per i prodotti da utilizzare dopo aggiunta di acqua sono  ammesse
taglie che consentano la  preparazione  al  massimo  di  3  litri  di
soluzione; 
    per i prodotti confezionati in  sacchetti  idrosolubili  o  altro
confezionamento monodose di prodotto da utilizzare dopo  aggiunta  di
acqua, la quantita' di prodotto per sacchetto/dose dovra'  consentire
la  preparazione  al  massimo  di  1  litro  di  soluzione;  ciascuna
confezione potra' contenere al massimo 15 sacchetti/dosi. 
  A.4) Avvertenze e precauzioni d'uso. 
  Nell'imballaggio   dei   prodotti   fitosanitari   destinati   agli
utilizzatori professionali devono figurare le seguenti  avvertenze  e
precauzioni d'uso volte ad assicurare un comportamento corretto nella
gestione del prodotto e nell'esecuzione del trattamento, minimizzando
il rischio di esposizione propria, di soggetti terzi e dell'ambiente: 
    a) leggere con attenzione l'etichetta/il foglio illustrativo,  in
tutte le sue parti: il rispetto di tutte le indicazioni e' condizione
essenziale per assicurare l'efficacia del trattamento e  per  evitare
danni alle persone, alle piante, comprese  quelle  trattate,  e  agli
animali; 
    b) chi impiega il prodotto e' responsabile degli eventuali  danni
derivanti da una conservazione non corretta o da un uso improprio; 
    c) rivolgersi  al  venditore  per  maggiori  informazioni  o  per
consigli anche sulla taglia da acquistare piu'  adatta  alle  proprie
esigenze  in  funzione  del  numero   di   piante   da   trattare   o
dell'estensione dell'area. Per evitare o  limitare  la  conservazione
domestica di prodotti potenzialmente pericolosi, con rischio di danni
accidentali a persone o all'ambiente,  non  acquistarne  quantitativi
eccedenti il proprio fabbisogno (puo' essere omessa per i PFnPO); 
    d) conservare nel contenitore originale,  ben  chiuso,  in  luogo
chiuso (ad esempio armadietto),  fresco  ed  asciutto,  che  non  sia
accessibile ai bambini e agli animali domestici; 
    e) conservare lontano da alimenti, bevande e mangimi per animali; 
    f) manipolare ed aprire la confezione con cautela; 
    g) non  mangiare  ne'  bere  ne'  fumare  durante  l'impiego  del
prodotto; 
    h) evitare l'inalazione e ogni tipo di contatto diretto; 
    i)  in  caso  di  contatto  con  la  cute  o  gli  occhi   lavare
abbondantemente la parte; 
    j) in caso di ingestione accidentale o di malessere consultare il
medico mostrando l'etichetta; 
    k) preparare la soluzione solo al momento dell'utilizzo in misura
non eccedente il quantitativo necessario al trattamento; per  evitare
residui   di   soluzione   pianificare   il   trattamento   valutando
attentamente  l'estensione  dell'area/il  numero  delle   piante   da
trattare, seguire scrupolosamente le istruzioni per  la  preparazione
della miscela e prelevare  il  prodotto  secondo  le  dosi  indicate.
Terminato il  trattamento  sciacquare  il  contenitore  del  prodotto
fitosanitario e l'attrezzatura  utilizzata  per  l'applicazione.  Non
eseguire il lavaggio in prossimita' di corsi  di  acqua  ne'  gettare
l'acqua  di  lavaggio  nelle  fognature,  attraverso   gli   scarichi
domestici o i sistemi di scolo della strada,  ma  distribuirla  sulla
coltura trattata (frase da inserire nell'etichetta  dei  prodotti  da
utilizzare dopo aggiunta di acqua); 
    l) non utilizzare in miscela con altri prodotti fitosanitari  ne'
con  coadiuvanti  di  prodotti   fitosanitari,   con   fertilizzanti,
corroboranti o altri prodotti per la cura delle piante; 
    m) non utilizzare su piante destinate al consumo alimentare  come
pianta intera o parti di essa compresi i  frutti  (da  inserire  solo
nell'imballaggio dei PFnPO); 
    n)  si  consiglia  l'uso  di  guanti  impermeabili   durante   la
preparazione e l'applicazione della soluzione; 
    o) evitare il contatto con la vegetazione  trattata  e  attendere
almeno 24  ore  dal  trattamento  prima  di  rientrare  nell'area  ed
eseguire eventuali lavorazioni sulla coltura trattata; 
    p) non consentire l'accesso  nell'area  per  almeno  24  ore  dal
trattamento, con particolare riguardo  a  bambini  e  altri  soggetti
vulnerabili quali, ad esempio, le donne incinte o in  allattamento  e
gli anziani; 
    q) non utilizzare in presenza di vento; 
    r) dopo l'uso non disperdere la confezione e il contenitore vuoti
nell'ambiente e smaltirli secondo le  norme  vigenti  in  materia  di
riciclaggio dei rifiuti; 
    s) non riutilizzare il contenitore vuoto. 
  Le istruzioni per l'uso del prodotto devono essere semplici, chiare
e mirate anche a scoraggiare usi impropri. 
  La dose deve essere espressa in modo univoco non come intervallo di
valori. Per i prodotti da utilizzare dopo aggiunta di acqua  la  dose
deve essere espressa sia in quantita'  di  formulato  per  volume  di
acqua (litro) che in volume di  soluzione  per  mq.  Per  i  prodotti
pronti  all'uso,  valutando  caso  per   caso   in   funzione   della
formulazione del prodotto e dell'impiego  richiesto,  la  dose  sara'
espressa nel modo piu' appropriato per minimizzare  errori  da  parte
dell'utilizzatore con rischio personale o per l'ambiente. 
  Il  numero  massimo  di  trattamenti  deve  essere   indicato   con
riferimento all'anno. 
  L'imballaggio,  inoltre,  deve  contenere  una  descrizione   delle
caratteristiche fisico-chimiche e tossicologiche  del  prodotto,  con
informazioni relative ai pericoli correlati al suo  uso,  pittogrammi
esemplificativi delle modalita' di impiego,  della  tipologia  e  del
corretto utilizzo delle attrezzature. 
  Nel caso in cui le caratteristiche e le dimensioni dell'imballaggio
non siano adeguate a contenere le avvertenze e le informazioni  sopra
indicati, anche ai fini di un'agevole  lettura,  tali  avvertenze  ed
informazioni  possono  essere  inseriti  in  un  foglio  illustrativo
annesso alla confezione. Le frasi  da  a)  ad  e)  dovranno  comunque
figurare anche sull'imballaggio esterno in modo da essere  facilmente
leggibili all'atto dell'acquisto del prodotto. 
  L'imballaggio, l'etichetta e  il  foglio  illustrativo  non  devono
essere ingannevoli riguardo ai rischi che il prodotto comporta per la
salute umana, la salute animale o l'ambiente,  ovvero  riguardo  alla
sua efficacia, e in nessun caso  possono  riportano  le  diciture  «a
basso rischio», «non  tossico»,  «innocuo»,  «naturale»,  «rispettoso
dell'ambiente», «rispettoso degli animali» o diciture analoghe. 
  I prodotti devono essere imballati ed etichettati in  modo  da  non
essere  confusi  con  alimenti,  mangimi,   bevande,   medicinali   o
cosmetici; gli imballaggi e le etichette non devono avere una forma o
un disegno ne' una presentazione che possa attirare la curiosita' dei
bambini o sia tale da indurre il consumatore in errore. 
  Sull'imballaggio  deve  essere  indicata,  in  modo  indelebile   e
chiaramente leggibile, la data di scadenza (giorno, mese,  anno)  del
prodotto in condizioni normali di conservazione. 
  L'imballaggio e l'etichetta sono conformi ai requisiti previsti dai
regolamenti (CE) n. 1107/2009 e n.  1272/2008.  Le  imprese  tengono,
altresi',  conto   degli   «Indirizzi   operativi   in   materia   di
etichettatura  dei  prodotti  fitosanitari»  di  cui  alla  nota  del
Ministero della salute del 4 maggio 2009 e successivi aggiornamenti. 
  A.5)  Intervallo  di  tempo   tra   l'applicazione   del   prodotto
fitosanitario alla  coltura  e  la  raccolta  del  prodotto  vegetale
destinato all'alimentazione (intervallo di sicurezza). 
  Un prodotto fitosanitario puo' essere destinato  agli  utilizzatori
non professionali se sono soddisfatte le seguenti condizioni: 
    dalla valutazione dei dati concernenti i residui e il rischio per
il consumatore risulta necessario il rispetto  di  un  intervallo  di
sicurezza di durata non superiore a: 
      7 giorni per ortaggi; 
      14 per frutta, escluse olive da olio e uva da vino; 
      20 giorni per cereali, olive da olio e uva da vino; 
    il trattamento fitosanitario puo' essere eseguito  esclusivamente
durante una fase vegetativa molto precoce affinche' ne sia  garantita
l'efficacia senza danno alla coltura (ad esempio diserbo  in  pre-  o
post-emergenza precoce o pre-trapianto della coltura) e non si  rende
necessaria l'indicazione in etichetta dell'intervallo di sicurezza. 
B) Misure   concernenti   la   stima   dell'esposizione    dell'uomo,
  dell'ambiente e degli organismi non bersaglio. 
  La valutazione dei rischi e' eseguita secondo i principi  uniformi,
tenendo conto delle linee guida e dei modelli utilizzati ai fini  del
rilascio  dell'autorizzazione  di  prodotti  fitosanitari   per   uso
professionale ai sensi del regolamento (CE) 1107/2009. 
  Ai fini di un'adeguata valutazione dell'esposizione  in  condizioni
realistiche  di   impiego,   relativamente   ai   PFnPE   si   assume
un'estensione massima dell'area trattata pari a: 
    500 m² per orticole e fruttiferi, anche in riferimento al diserbo
di specifiche aree poste all'interno della superficie coltivata; 
    5000 m² per cereali, ulivo, vite, anche in riferimento al diserbo
di specifiche aree poste all'interno della superficie coltivata. 
  In riferimento ai PFnPO destinati all'impiego su piante ornamentali
in giardino domestico o per  il  diserbo  di  specifiche  aree  poste
all'interno del giardino, comprese le aree  incolte,  la  valutazione
del rischio e' eseguita  assumendo  un'estensione  massima  dell'area
trattata pari a: 
    500 m². 
  La  valutazione  del  rischio  e'  effettuata  in  accordo  con  le
procedure attualmente accettate a livello europeo, con  un  approccio
graduale a piu' livelli. 
  L'accettabilita' di specifici  modelli  e  scenari  di  esposizione
utilizzati da agenzie nazionali o organismi internazionali o proposti
dall'impresa  in  relazione  ad  uno  specifico  uso  richiesto,  con
particolare riferimento ai  PFnPO,  sara'  sottoposta  all'esame  del
Comitato tecnico per la nutrizione e la  sanita'  animale  -  Sezione
consultiva per i fitosanitari di cui al decreto del Presidente  della
Repubblica 28 marzo 2013, n. 44. 
  La stima dell'esposizione e del  rischio  conseguente  e'  eseguita
senza prevedere l'utilizzo di dispositivi di protezione  individuale,
l'applicazione di misure di precauzione, limitazioni d'uso. Nel  caso
in cui emergano indicazioni di tossicita' per le api il prodotto  non
e' ritenuto ammissibile per l'uso non professionale. 
  La valutazione del rischio per residenti ed astanti tiene conto che
l'area trattata e' spesso contigua alle abitazioni  e  accessibile  a
soggetti diversi dall'utilizzatore, anche soggetti vulnerabili  quali
definiti dall'articolo 3  del  regolamento  (CE)  1107/2009,  e  agli
animali  domestici,  sia   durante   che   immediatamente   dopo   il
trattamento. 
  La valutazione del rischio specifica per il  lavoratore  e'  sempre
richiesta, tenuto conto che l'utilizzatore non  professionale,  oltre
all'applicazione del prodotto, effettua  le  operazioni  tipiche  dei
lavoratori agricoli. 
  La valutazione del rischio per utilizzatori, lavoratori, astanti  e
residenti deve essere effettuata tenendo conto di tutti  gli  scenari
di esposizione relativi agli impieghi richiesti,  applicando  modelli
armonizzati  standardizzati  pertinenti  al  tipo   di   applicazione
proposta e adatti  a  una  valutazione  dell'esposizione  di  livello
iniziale.  Qualora  l'esposizione  non  sia  valutabile  con  modelli
standard la valutazione  va  effettuata  con  modelli  adatti  o  con
approcci ad hoc ritenuti appropriati. 
  I  modelli  utilizzati  devono  essere  in  grado  di  fornire   la
valutazione standardizzata  di  primo  livello  dell'esposizione  per
operatori, lavoratori, astanti e residenti per gli usi richiesti. 
  I  modelli  devono  rispettare  i  criteri  di   tracciabilita'   e
riproducibilita' dei dati grezzi dei loro database che devono  essere
comunque pubblicamente accessibili. 
  I database dei modelli devono necessariamente contenere dati grezzi
relativi agli scenari degli usi proposti con  particolare  attenzione
all'area trattata giornalmente e alle modalita' di applicazione. 
  Gli studi dei database dei modelli  devono  rispettare  i  seguenti
criteri: 
    in accordo con le linee guida OECD serie no. 9; 
    effettuati secondo GLP; 
    il monitoraggio degli esposti e' fatto  in  accordo  con  la  GAP
(Good agricultural practice); 
    registrazione dati in  accordo  con  le  conoscenze  scientifiche
recenti; 
    dati separati per esposizione di testa, mani, corpo; 
    metodi e  tecniche  di  applicazione  rappresentativi  di  quelle
correntemente in uso in Europa. 

(1) Nel testo figurano le sigle PFnPE e PFnPO di cui  all'articolo  2
    del decreto.