Art. 15.
                       Commissario giudiziale

  1.  Se  sussistono i presupposti per l'applicazione di una sanzione
interdittiva  che  determina l'interruzione dell'attivita' dell'ente,
il  giudice,  in  luogo  dell'applicazione della sanzione, dispone la
prosecuzione  dell'attivita' dell'ente da parte di un commissario per
un periodo pari alla durata della pena interdittiva che sarebbe stata
applicata, quando ricorre almeno una delle seguenti condizioni:
    a)  l'ente  svolge un pubblico servizio o un servizio di pubblica
necessita'  la  cui  interruzione puo' provocare un grave pregiudizio
alla collettivita';
    b) l'interruzione dell'attivita' dell'ente puo' provocare, tenuto
conto   delle  sue  dimensioni  e  delle  condizioni  economiche  del
territorio    in    cui    e'    situato,   rilevanti   ripercussioni
sull'occupazione.
  2.  Con  la sentenza che dispone la prosecuzione dell'attivita', il
giudice  indica  i compiti ed i poteri del commissario, tenendo conto
della  specifica attivita' in cui e' stato posto in essere l'illecito
da parte dell'ente.
  3.  Nell'ambito  dei  compiti e dei poteri indicati dal giudice, il
commissario  cura  l'adozione  e l'efficace attuazione dei modelli di
organizzazione  e  di controllo idonei a prevenire reati della specie
di  quello  verificatosi.  Non  puo'  compiere  atti di straordinaria
amministrazione senza autorizzazione del giudice.
  4.  Il  profitto  derivante dalla prosecuzione dell'attivita' viene
confiscato.
  5. La prosecuzione dell'attivita' da parte del commissario non puo'
essere   disposta   quando   l'interruzione  dell'attivita'  consegue
all'applicazione in via definitiva di una sanzione interdittiva.