Art. 15.
        Sanzioni applicabili nel caso di omessa impugnazione

  1. Le sanzioni irrogate per le violazioni indicate nell'articolo 2,
comma 5, del presente decreto, nell'articolo 71 del testo unico delle
disposizioni concernenti l'imposta di registro, approvato con decreto
del   Presidente   della   Repubblica  26  aprile  1986,  n.  131,  e
nell'articolo  50  del  testo  unico  delle  disposizioni concernenti
l'imposta  sulle  successioni  e donazioni, approvato con decreto del
Presidente  della  Repubblica 31 ottobre 1990, n. 346, sono ridotte a
un  quarto  se  il  contribuente  rinuncia  ad  impugnare l'avviso di
accertamento  o di liquidazione e a formulare istanza di accertamento
con   adesione,  provvedendo  a  pagare,  entro  il  termine  per  la
proposizione  del  ricorso,  le somme complessivamente dovute, tenuto
conto della predetta riduzione.
  2.  Si  applicano le disposizioni dell'articolo 8, commi 2 e 3. Con
decreto  del  Ministro  delle  finanze sono stabilite le modalita' di
versamento delle somme dovute.
 
Note all'art. 15:
           -  Si  riporta il testo vigente dell'art. 71 del D.P.R. 26
          aprile 1986, n. 131 (Disposizioni concernenti l'imposta  di
          registro):
           "Art.  71 (Insufficiente dichiarazione di valore). - Se il
          valore dei beni o diritti di cui ai commi 3 e  4  dell'art.
          51  definitivamente accertato, ridotto di un quarto, supera
          quello dichiarato, si  applica  la  pena  pecuniaria  dalla
          meta'  a  due volte l'imposta dovuta sulla differenza tra i
          due valori. Per i beni e  i  diritti  di  cui  al  comma  4
          dell'art.  52  la  pena  pecuniaria  si applica anche se la
          differenza  non  e'  superiore   al   quarto   del   valore
          definitivamente accertato.
           La   pena   pecuniaria   e'   raddoppiata   se  il  valore
          definitivamente accertato e' superiore al doppio di  quello
          dichiarato  ed  e'  ridotta  ad  un  sesto  del  massimo se
          l'accertamento   e'   divenuto   definitivo   perche'    il
          contribuente  non  ha  proposto  ricorso o ha rinunziato al
          ricorso proposto prima della  decisione  della  commissione
          tributaria di primo grado".
           -  Si  riporta il testo vigente dell'art. 50 del D.P.R. 31
          ottobre 1990, n. 346  (Disposizioni  concernenti  l'imposta
          sulle successione e donazioni):
           "Art.  50  (Omissione o tardivita' della dichiarazione). -
          1.  L'omissione e la tardivita' della  dichiarazione  della
          successione  o  della dichiarazione sostitutiva sono punite
          con la pena pecuniaria da due  a  quattro  volte  l'imposta
          liquidata  o  riliquidata  d'ufficio;  se e' stata omessa o
          presentata in ritardo la dichiarazione integrativa, la pena
          pecuniaria e' commisurata alla maggiore  imposta  liquidata
          d'ufficio.  Se  non  e'  dovuta imposta, pur essendovi beni
          ereditari,  si  applica  la   pena   pecuniaria   da   lire
          sessantamila a trecentomila.
           2.  La  pena pecuniaria e' ridotta a un quarto, col minimo
          di lire ottomila, se la dichiarazione e'  stata  presentata
          con ritardo non superiore a trenta giorni.
           3. La pena pecuniaria e' ridotta a un sesto del massimo se
          il contribuente non propone ricorso contro l'accertamento o
          vi  rinunzia  prima  che  siano  decorsi venti giorni dalla
          notificazione dell'avviso di fissazione della prima udienza
          della commissione tributaria di primo grado".