(Allegato-Relazione del Prefetto )
 
       Prefettura - Ufficio territoriale del governo di Napoli 
 
                        Prefettura di Napoli 
                       Segreteria di sicurezza 
                 Prot. 100/18/N.C. - Area I - O.S.P. 
 
                                                Napoli, 9 aprile 2018 
 
                                        Al sig. Ministro dell'interno 
 
                                                                 ROMA 
Oggetto:  Comune  di  Caivano  (Napoli)  -  ab.  37.654  -  Relazione
  sull'esito degli  accertamenti  ispettivi  volti  a  verificare  la
  sussistenza dei presupposti per l'adozione del provvedimento di cui
  all'art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000. 
    La gestione amministrativa degli enti locali di questa  provincia
e' oggetto  di  puntuale  e  rigorosa  attivita'  di  accertamento  e
verifica, finalizzata ad un'azione mirata di prevenzione di  fenomeni
di  condizionamento  criminale  degli  organi  elettivi  ed  in  tale
contesto sono stati acquisiti elementi  informativi  d'interesse  sul
Comune di Caivano (Napoli). 
    Detta amministrazione, attualmente e' guidata da  un  commissario
straordinario, in quanto  il  18  settembre  2017,  a  seguito  delle
dimissioni ultra dimidium di tredici consiglieri comunali  su  sedici
si e' provveduto alla sospensione di quegli organi elettivi retti dal
sindaco omissis,  eletto  nel  maggio  omissis  e  sostenuto  da  una
coalizione di centro destra. 
    Il   contesto   ambientale   in   questione    e'    storicamente
caratterizzato dalla pervasiva presenza  di  sodalizi  criminali  ben
strutturati e radicati sulle aree limitrofe (clan omissis)  in  grado
di condizionare le scelte  amministrative  degli  enti  locali,  come
testimoniato   dai   pregressi   scioglimenti    per    infiltrazioni
camorristiche degli organi elettivi dei confinanti Comuni  di  Acerra
(1993), Afragola (1999/2005) Crispano (2005 e 2017) e  Frattamaggiore
(2002) della Provincia di Napoli e del confinante Comune di  Orta  di
Atella (2008) della Provincia di Caserta. 
    In particolare, nell'ultimo decennio sul territorio caivanese  e'
stata predominante l'influenza criminale del clan  omissis,  uno  dei
«gruppi satellite» del omissis. 
    Il core business della criminalita' organizzata di matrice locale
e' lo spaccio di  sostanze  stupefacenti  di  varia  tipologia  (ogni
piazza di spaccio garantisce all'utenza una particolare  varieta'  di
sostanze attraverso un articolato ed efficiente sistema  di  vendita)
attivo maggiormente all'interno del Rione «Parco verde». 
    L'attivita' di osservazione e controllo di  quell'ente  comunale,
si e' focalizzata, nel tempo, sulla «continuita'  politica»  di  vari
amministratori locali. 
    In proposito,  giova  rilevare  che  ben  sette  componenti,  tra
assessori e consiglieri comunali, della compagine  da  ultimo  eletta
nel omissis - tra cui il sindaco omissis -  erano  gia'  presenti  in
quella del  2010,  guidata  dal  sindaco  omissis  sostenuto  da  una
coalizione di Centro sinistra (UDC API, MPA). 
    Gia' l'amministrazione omissis in carica fino al  giugno  omissis
(data in cui il consiglio comunale e' stato sospeso per le dimissioni
dello stesso sindaco divenute irrevocabili), e' stata oggetto di  una
mirata attivita' di monitoraggio, avviata da  questa  Prefettura  sin
dal  2012,  in  relazione  sia   ad   episodi   sintomatici   di   un
interessamento dei clan locali nella fase pre elettorale che  a  vari
esposti e segnalazioni pervenuti nel corso del mandato elettivo circa
cointeressenze  della   criminalita'   organizzata   nella   gestione
dell'ente. 
    In relazione ai rilevati elementi di continuita' gestionale ed ai
riscontri  delle  verifiche  degli   organi   di   Polizia,   nonche'
all'acclarata, storica presenza di consorterie camorristiche operanti
su quel territorio, previo conforme avviso del  Comitato  provinciale
per l'ordine e la sicurezza pubblica, e' stata chiesta alla on.  S.V.
la delega all'esercizio dei poteri d'accesso, ai sensi  dell'art.  1,
comma 4 del decreto-legge n. 629/1982,  conferita  con  provvedimento
ministeriale n. omissis. 
    Pertanto, con decreto prefettizio n. omissis e' stata  costituita
un'apposita commissione d'indagine composta dalla omissis. 
    A conclusione dell'attivita' di indagine, e' stata rassegnata  la
relazione,  che  si  allega,  il  cui  contenuto   viene   illustrato
attraverso il richiamo alle vicende piu'  significative,  premettendo
un  inquadramento  di   carattere   generale   sul   contesto   della
criminalita' organizzata insediata nel comune in questione. 
L'attivita' ispettiva. 
    La  commissione   d'indagine,   insediatasi   il   omissis,   ha,
prioritariamente, acquisito copiosa  documentazione  sulla  quale  e'
stato effettuato  un  esame  generalizzato  dell'attivita'  posta  in
essere dagli uffici del Comune  di  Caivano,  che  ha  consentito  di
verificare modus operandi e criticita' dei vari settori. 
    Il citato organo ha proceduto, poi,  a  focalizzare  l'attenzione
sui profili ritenuti di maggiore  interesse  ai  fini  dell'indagine,
approfondendo i fatti  e  le  circostanze  utili  per  verificare  la
sussistenza di tentativi di infiltrazione da parte della  delinquenza
mafiosa di tipo organizzato. 
    L'analisi dei dati ha avuto origine dalla relazione  sulla  quale
si e' fondata la richiesta del Prefetto di  Napoli  di  insediare  la
commissione di indagine, per estendersi anche ad altre fonti reperite
durante l'attivita' di accesso presso l'ente. 
    Gli esiti di detta attenta attivita' d'indagine hanno  confermato
i  collegamenti  degli  amministratori  locali  con  esponenti  della
criminalita' organizzata nonche'  le  forme  di  condizionamento  dai
medesimi subite, evidenziando gli  effetti  di  compromissione  della
libera  determinazione  degli  organi  comunali,   tali   da   sviare
l'attivita'  del  comune  dal  perseguimento  degli  interessi  della
collettivita'. 
    I rappresentanti delle Forze di Polizia, costituenti il gruppo di
supporto, hanno svolto  l'attivita'  di  accertamento  dei  requisiti
soggettivi degli amministratori, dei dipendenti e dei responsabili di
ditte e societa' aventi  rapporti  contrattuali  con  l'ente  locale,
mediante l'incrocio e il confronto delle informazioni su ciascuno  di
essi, anche con l'ausilio delle banche dati in  uso,  ferma  restando
l'indisponibilita' di quelle riservate di natura giudiziaria  oggetto
di segreto istruttorio. 
    L'analisi a tutto campo  delle  attivita'  poste  in  essere  dal
comune ha consentito di cogliere elementi e indizi coerenti sul piano
logico,  attendibili  e  sintomatici  dello   sviamento   dell'azione
amministrativa dal pubblico interesse, per agevolare la  criminalita'
organizzata sotto varie forme, sia  attraverso  specifiche  procedure
che mediante una colpevole inerzia. 
    Gli accertamenti svolti e la disamina degli atti  hanno  permesso
di riscontrare, quindi,  la  sussistenza  di  criticita'  in  diverse
procedure tecnico - amministrative,  anche  di  notevole  rilievo,  e
hanno  evidenziato  situazioni  e  procedimenti   che,   secondo   la
commissione,  possono  documentare  l'esistenza  di  un  rapporto  di
soggezione o condizionamento dell'azione politicogestionale  rispetto
alla criminalita' organizzata. 
    A tale riguardo  appare  prioritariamente  utile  focalizzare  il
contesto territoriale e le dinamiche criminali che interessano l'area
in cui si colloca il Comune di  Caivano,  prima  di  analizzare,  nel
dettaglio gli esiti ispettivi, con riferimento alle  posizioni  degli
amministratori, dei dipendenti comunali ed alle principali  procedure
amministrative. 
Inquadramento territoriale e contesto criminale. 
    Il Comune di  Caivano,  situato  nella  zona  nord  della  citta'
metropolitana di Napoli nota come «Terra dei fuochi» per la  presenza
di zone di interramento abusivo di rifiuti tossici e numerosi incendi
di cumuli degli stessi, si colloca in posizione baricentrica  tra  il
capoluogo ed il Comune di Caserta e confina con i Comuni  di  Acerra,
Afragola, Cardito, Crispano, Marcianise e Orta di Atella. 
    Presenta una popolazione ufficiale di  37.654  abitanti  per  una
superficie di 27 kmq, articolata, oltre che sul centro urbano,  sulle
frazioni di Casolla Valenzano e Pascarola. 
    L'economia cittadina, benche' si sia rivolta  anche  verso  altri
settori (Caivano nasce a  seguito  del  fenomeno  dell'urbanizzazione
dalle   campagne),   resta    ancora    collegata    in    prevalenza
all'agricoltura. 
    Alle porte della citta', l'area denominata «Pascarola» e' sede di
uno dei maggiori siti  industriali  dell'Italia  meridionale  con  la
presenza di centoventicinque  attivita',  tra  cui  gli  stabilimenti
Algida, Magneti Marelli, la stamperia del giornale  «Il  Mattino»  ed
altre importanti aziende operanti nel settore dell'abbigliamento.  La
stessa frazione comunale ospita anche un importante  stabilimento  di
tritovagliatura e imballaggio rifiuti in grado di trattare circa  360
mila  tonnellate  all'anno   di   rifiuti   urbani   indifferenziati,
producendo una frazione secca - cosiddette eco balle - in gran  parte
destinata ad alimentare il termovalorizzatore di Acerra. 
    A Caivano sono presenti anche tre campi nomadi - di cui  due  non
autorizzati - che ospitano circa duecento persone. 
    Il comprensorio ove insiste il Comune di Caivano e'  storicamente
caratterizzato dalla pervasiva presenza di organizzazioni  criminali,
ben strutturate e radicate anche sulle aree  limitrofe.  Il  contesto
criminale,  fortemente  interconnesso  con   quello   casertano,   si
caratterizza per l'assenza di veri e propri centri decisionali e  per
la contestuale presenza di un numero maggiore di aggregati criminali,
dediti  prevalentemente  ad  attivita'   estorsive,   all'usura,   al
narcotraffico e alla commercializzazione  di  prodotti  contraffatti.
Secondo le ultime relazioni della Direzione investigativa  antimafia,
la geografia criminale della provincia a nord di  Napoli  ha  subito,
negli ultimi mesi, un sostanziale mutamento, dovuto a fatti di sangue
e a numerosi arresti operati dalle Forze di Polizia. 
    I Comuni di  Afragola,  Caivano,  Casoria,  Cardito,  Carditello,
Frattamaggiore, Frattaminore e Crispano rimangono  sotto  la  storica
influenza criminale di gruppi  operanti  in  relativa  autonomia,  ma
gravitanti nell'orbita del clan omissis. 
    Si tratta, secondo gli esperti, di un  sodalizio  di  pluriennale
tradizione camorristica che, nel panorama delinquenziale  di  matrice
mafiosa, resta tra le organizzazioni  criminali  piu'  strutturate  e
potenti  della  Campania,  caratterizzata,   nonostante   il   regime
detentivo cui sono sottoposti alcuni degli storici reggenti,  da  una
consolidata capacita' economica ed imprenditoriale. 
    I omissis sembrano aver ceduto ai gruppi  satellite  la  gestione
diretta di reati quali estorsioni, contrabbando di  sigarette,  gioco
clandestino, traffico e spaccio di stupefacenti, preferendo orientare
le proprie attivita' nel  reinvestimento  di  capitali,  anche  fuori
regione,  per  evitare  il  coinvolgimento  in  faide  potenzialmente
incidenti sulla coesione del sodalizio. 
    Un'ultima  importante  azione  di  contrasto,  coordinata   dalla
Direzione distrettuale antimafia di  Napoli  omissis,  ha  riguardato
proprio le omissis  dell'organizzazione  criminale  facente  capo  ai
omissis, nonche' i soggetti appartenenti alle  diverse  articolazioni
territoriali del cartello, operanti nei comuni confinanti, che godono
di discreta autonomia  gestionale.  Tale  attivita'  di  indagine  e'
sfociata nell'applicazione  di  misure  cautelari  nei  confronti  di
quarantacinque  persone  ritenute  responsabili  a  vario  titolo  di
associazione  di  tipo  mafioso,  estorsioni  aggravate  dal   metodo
mafioso, violazione della normativa sulle armi ed altro. 
    La rilevata instabilita' di equilibri  criminali  ha  determinato
l'insorgere di  gruppi  criminali  minori,  satelliti  del  sodalizio
criminale facente capo ai omissis,  tra  cui  si  evidenzia  il  clan
omissis capeggiato dai fratelli omissis, il primo tuttora detenuto  e
raggiunto da altra recente omissis, accompagnato al rientro  nel  suo
quartiere da grandi festeggiamenti popolari. 
    L'epicentro della gestione degli affari  illeciti  della  omissis
nel Comune di Caivano e' il complesso residenziale denominato  «Parco
verde», piu' volte assurto alle  cronache  nazionali  per  gravissimi
episodi delittuosi oltre che per vicende di criminalita' organizzata. 
Le precedenti amministrazioni. 
    Il  Comune  di  Caivano  e'  stato  piu'  volte  destinatario  di
provvedimenti  di  scioglimento   ed   amministrato   da   commissari
straordinari. 
    Dal luglio del 2000  ad  oggi  si  sono  avvicendate  ben  cinque
gestioni straordinarie, di cui una in corso, nominate a seguito delle
dimissioni  della  maggioranza   dei   consiglieri   (amministrazioni
2001/2006, 2007/2009 e  2015/2017)  o  del  sindaco  (amministrazione
2010/2014) che hanno evidenziato un'incapacita' della politica locale
a raggiungere i  propri  obiettivi  programmatici  e  ad  offrire  un
adeguato servizio alla comunita' ed al territorio. 
    L'amministrazione eletta nel omissis guidata dal sindaco  omissis
e' stata oggetto, omissis di un'attenta attivita' di monitoraggio  da
parte della prefettura in relazione a numerosi esposti e segnalazioni
per presunti collegamenti con ambienti criminali, manifestatisi  gia'
in fase elettorale. 
    Significativi,  in  tal   senso,   appaiono   i   risultati   del
ballottaggio fra i due aspiranti sindaci, omissis, caratterizzati  da
un anomalo spostamento di preferenze da parte  degli  elettori  delle
sezioni ubicate nel «Parco verde», in favore del primo. 
    Il legame tra il quartiere  ed  il  sindaco  omissis  ha  trovato
ulteriore conferma con la nomina  di  omissis,  quale  assessore  con
omissis; incarico cessato con le  dimissioni  dello  stesso  a  causa
delle vicissitudini giudiziarie dei familiari. 
    Nella compagine eletta nel omissis figurano anche  i  consiglieri
comunali omissis. 
    Secondo gli accertamenti svolti all'epoca dalle Forze di Polizia,
omissis benche' non piu' titolari di  cariche  amministrative,  hanno
sempre mantenuto un ruolo importante nella gestione del comune. 
L'amministrazione comunale eletta nel 2015. 
    A seguito delle consultazioni amministrative del omissis e' stato
eletto sindaco il dott. omissis, omissis, a capo di una coalizione di
liste  di  centrodestra,  ad  esito  del  turno  di  omissis  che   -
analogamente alle pregresse consultazioni -  ha  registrato  un  voto
massiccio delle sezioni del «Parco verde» ad appannaggio  dell'eletto
alla carica di primo cittadino. 
    Durante i festeggiamenti per il successo elettorale,  omissis  e'
stato ritratto ad esultare in corteo  in  compagnia  di  omissis  con
precedenti  per  spaccio  di  stupefacenti  omissis  esponente  della
malavita locale, omissis. 
    Altri fotogrammi ritraggono il sindaco neo eletto in compagnia di
omissis pluripregiudicato per furto,  rapina,  usura  ed  estorsione,
collegato da vincoli di affinita' alla famiglia omissis,  essendo  il
cognato del gia' citato omissis oggi deceduto, arrestato omissis  per
usura  in  concorso  omissis,  omissis  imputato   anche   di   reati
associativi finalizzati all'estorsione  e  dipendente  della  omissis
aggiudicataria del servizio di igiene urbana del comune. 
    Sintomatica  appare,  altresi',  la  circostanza,  segnalata  dai
Carabinieri di Caivano, per cui, in occasione del  omissis  tutta  la
citta' e' stata tappezzata da manifesti di cordoglio e  vicinanza  da
parte dell'amministrazione comunale. 
    Anche l'amministrazione omissis  come  la  precedente,  e'  stata
oggetto di vari esposti, corrispondenti ad  altrettanti  procedimenti
penali iscritti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Napoli Nord, per presunti abusi e comportamenti illeciti tali da  far
ipotizzare commistioni con la criminalita' locale. 
    Di  particolare  rilievo  ad  avviso  dell'organo  ispettivo   la
condotta del sindaco omissis in relazione  al  provvedimento  con  il
quale lo stesso nel omissis  ha  conferito  a  omissis  la  delega  a
rappresentarlo nell'ambito sociale  territoriale  n.  19,  avente  la
funzione  di  elaborare  le  politiche  di  indirizzo,   gestione   e
programmazione delle politiche sociali del territorio comprendente  i
Comuni di Afragola, Crispano, Caivano e Cardito. 
    Il sindaco con lo stesso atto ha attribuito, altresi', al omissis
una delega «... anche per la ricerca di soluzioni nell'annosa vicenda
della riscossione dei canoni degli immobili di  proprieta'  comunale,
in un'ottica di  sinergia  e  di  dialogo  con  l'utenza»,  il  tutto
motivato «dalla  reale  conoscenza  del  territorio  ed  il  lodevole
servizio prestato nelle istituzioni cittadine». 
    Tali deleghe, ad  avviso  dell'organo  ispettivo,  non  risultano
conformi ad alcun inquadramento di natura giuridica attesi  i  limiti
delle deleghe conferibili dal sindaco ai consiglieri  su  particolari
aspetti  dell'attivita'  amministrativa  e/o  di   rappresentanza   -
subordinatamente  comunque  a  specifica  previsione  dello   statuto
comunale - nonche' la circostanza che il soggetto  destinatario,  nel
caso di specie, non riveste la carica di consigliere comunale. 
    Parimenti non puo' ravvisarsi nel citato provvedimento di  delega
una nomina del omissis quale componente di un ufficio di  staff  alle
dirette dipendenze del sindaco ai  sensi  dell'art.  90  del  decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (T.U.E.L.), per l'assenza di  ogni
requisito  e  modalita'   procedurale   prevista   dalla   menzionata
disposizione di legge. 
    Ulteriore elemento di significativo interesse e' risultato l'atto
del tutto privo di fondamento normativo e statutario ed in spregio  a
qualunque rispetto della trasparenza  dell'attivita'  amministrativa,
con il quale e' stata affidata omissis,  la  gestione  dei  canoni  e
degli affitti degli immobili del «Parco verde», fortino e  principale
piazza di attivita' dell'associazione camorristica. 
    Non puo' tralasciarsi di evidenziare che omissis in un agguato di
camorra, consumato alle porte del  «Parco  verde»  per  il  controllo
delle  piazze  di  spaccio  di  Caivano  e  Marcianise   e   maturato
nell'ambito di una guerra tra fazioni contrapposte omissis. 
    Organica alla consorteria risulta essere anche  la  omissis,  per
aver partecipato ad una riunione, tenutasi nella sua abitazione e con
il suo contributo determinante anche economico, nel corso della quale
e' stata omissis. 
Consiglieri comunali. 
    Il consiglio comunale  eletto  nel  omissis  annovera,  oltre  al
sindaco omissis, sette consiglieri  su  sedici  gia'  presenti  nella
precedente consiliatura omissis, nota, come gia'  detto,  per  essere
stata oggetto di diverse segnalazioni  agli  organi  di  Polizia  per
condotte affaristico-clientelari e di malaffare. 
    Il quadro delineato, caratterizzato dalla ricorrenza delle stesse
persone nei gruppi politici avvicendatisi nella gestione  del  comune
fin omissis, fa propendere per l'esistenza di una chiara  continuita'
fra le compagini amministrative. 
    Come gia' detto, anche l'amministrazione omissis e' stata oggetto
nel tempo di  diverse  segnalazioni  ed  anche  di  un'interrogazione
parlamentare presentata omissis dall'onorevole  omissis  nella  quale
veniva denunciato il reiterato ricorso da parte  dell'amministrazione
a procedure  eccezionali  per  l'affidamento  di  lavori,  servizi  e
forniture, nonche' per il conferimento  di  incarichi  professionali,
significativo di un radicato sistema di gestione di tipo  clientelare
dell'attivita' amministrativa. 
    La commissione ha segnalato, in quanto ritenute rilevanti ai fini
della  indagine,  le  posizioni  dei  consiglieri  comunali  appresso
indicati: 
      omissis consigliere di omissis. Lo stesso, con  ruoli  diversi,
e' sempre stato presente nelle varie compagini politiche che si  sono
alternate  nell'amministrazione  dell'ente,   nonche'   sindaco   dal
omissis. Nel omissis e' stato indagato dalla Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Napoli, unitamente  ad  altri  amministratori,
per il reato di interesse privato  in  atti  d'ufficio  ed  e'  stato
arrestato il omissis unitamente a omissis. La misura ha costituito la
seconda ondata di arresti riguardanti componenti dell'amministrazione
retta omissis anch'egli sottoposto a misura cautelare,  con  l'accusa
di associazione per delinquere di stampo mafioso, unitamente ad altri
amministratori e dipendenti, tra cui in  particolare  si  segnala  il
omissis. 
    Le vicende oggetto di indagine risalgono a  modifiche  del  piano
regolatore  e  segnatamente  alla  trasformazione  di   alcune   aree
destinate  a  verde  attrezzato  in   categoria   «P1»   edificabile,
acquistati da elementi  appartenenti  alla  criminalita'  organizzata
(clan omissis)  con  pressioni  e  minacce  di  morte  finalizzate  a
sgombrare il campo da ogni possibile concorrente negli appalti per  i
lavori di metanizzazione dell'area comunale. 
    Il omissis,  nel  prosieguo  dell'attivita'  politica,  nell'anno
omissis, ancora una volta  alla  guida  dell'ente  omissis  e'  stato
raggiunto da avviso di garanzia nell'ambito di un procedimento penale
iscritto innanzi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Napoli  per  concorso  in  abuso   d'ufficio   per   aver   assegnato
illegittimamente ad una ditta un'area occorrente per la realizzazione
di alloggi di edilizia economica e popolare. Nello  stesso  anno,  e'
stato indagato ancora una volta dalla medesima Procura  in  relazione
ad una fittizia cessione di terreno alla nota  famiglia  omissis  con
l'intento di edificare sul medesimo  alcune  strutture  sanitarie.  I
coniugi omissis sono i genitori di omissis, omissis  per  ordine  del
G.I.P. del Tribunale  di  Napoli  per  il  reato  di  favoreggiamento
personale  aggravato  per  delitti  connessi  ad  attivita'  mafiose,
inerenti il traffico di sostanze stupefacenti, per i  quali  venivano
indagati soggetti facenti parte del «clan omissis». 
    Lo stesso omissis  e'  stato,  altresi',  nel  segno  della  piu'
conclamata   continuita',   omissis   nell'amministrazione   omissis,
consigliere nell'amministrazione omissis  e  assessore  nella  giunta
omissis,  per  concludere  come  presidente  del  consiglio  comunale
nell'amministrazione omissis; 
      omissis, consigliere comunale  di  omissis,  coniugato  con  la
omissis. 
    Oltre  ad  essere  censito  per  vicende  giudiziarie  di  minore
rilievo, viene menzionato nell'ordinanza di custodia cautelare emessa
il omissis dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli a carico del clan
omissis, facente capo a omissis, per  reati  associativi  finalizzati
allo spaccio di stupefacenti. 
    Il provvedimento fa riferimento a incontri  del  omissis  con  il
boss omissis, detto omissis. 
    Gli incontri sembrano essere stati  finalizzati  ad  intermediare
per conto del clan omissis nella guerra che si stava  profilando  per
la gestione del campo sportivo di Caivano, pretesa  dai  omissis.  Il
legame con omissis, emerge  anche  in  un  atto  di  citazione  della
Procura  Distrettuale  Antimafia  di  Napoli  in  cui  il   medesimo,
nell'ambito del p.p. omissis, viene citato quale teste  innanzi  alla
Terza  sezione  della  Corte  di  assise  di   Napoli   proprio   nel
procedimento a carico del boss; 
      omissis, consigliere comunale di  omissis  nell'amministrazione
omissis.  E'  stato   ripetutamente   segnalato   in   compagnia   di
pregiudicati per reati associativi di stampo camorristico  e  delitti
inerenti lo spaccio di stupefacenti tra cui omissis assassinato in un
agguato nel omissis nei pressi del bar Giamante, gestito  proprio  da
omissis; 
      omissis consigliere comunale  di  omissis  nell'amministrazione
omissis, e' nipote di omissis, pluripregiudicato per  delitti  contro
la persona (tentato omicidio), detenzione di armi e reati associativi
finalizzati all'estorsione, rapina ed altro, ucciso in un agguato per
il quale sono stati condannati numerosi notissimi pluripregiudicati; 
      omissis consigliere comunale  di  omissis  nell'amministrazione
omissis segnalato in  alcuni  esposti  all'attenzione  dell'autorita'
giudiziaria, per legami con la malavita organizzata. A  carico  dello
stesso figura una pendenza innanzi al Tribunale di  Napoli  Nord  per
gravi reati in materia edilizia,  fatti  accertati  nel  omissis.  Il
fratello  omissis,  risulta  censurato  per   delitti   inerenti   la
detenzione illecita di armi (per il quale e' stato  anche  tratto  in
arresto), minaccia, furti e calunnia contro l'autorita'  giudiziaria.
Lo   stesso   risulta,    altresi',    frequentatore    di    persone
pluripregiudicate; 
      omissis, consigliere di omissis nella giunta  omissis.  Sebbene
non risultino a suo carico precedenti di Polizia, la stessa e' legata
da stretti rapporti di parentela con soggetti  pluripregiudicati.  Il
padre  omissis,  frequentatore  di  persone  pregiudicate,  e'  stato
arrestato nel 1978 per reati associativi  finalizzati  all'estorsione
ed al tentato omicidio. Lo omissis, pregiudicato  per  estorsione  ed
usura  in  concorso,  e'  stato  destinatario  unitamente  al  figlio
omissis, di ordinanza di custodia cautelare del G.I.P. del  Tribunale
di Napoli Nord; 
      omissis, consigliere di omissis, gia'  assessore  nella  giunta
omissis, non presenta precedenti di  rilievo  ai  fini  dell'indagine
ispettiva. Tuttavia, i Carabinieri ne segnalano comportamenti  attivi
e di cointeressenza con famiglie malavitose. Singolare appare la  sua
partecipazione, quale assessore della precedente  consiliatura,  alla
delibera  di  giunta  n.  omissis  con  la  quale  e'  stata   decisa
l'assegnazione  di  un  alloggio  popolare  nel  «Parco  verde»  alla
famiglia omissis Tale atto ha reso  inefficace  un  provvedimento  di
sgombero  disposto  dall'autorita'  giudiziaria.  I  coniugi  omissis
risultano entrambi censurati, nonche'  omissis,  omissis»,  anch'egli
imputato e condannato per aver occupato sine titulo un immobile  sito
in altro piano dello stesso isolato del «Parco  verde»,  nonche'  per
delitti associativi inerenti il traffico di stupefacenti. Il  omissis
risulta raggiunto da  vari  provvedimenti  restrittivi  tra  i  quali
l'ordinanza di custodia  cautelare  in  carcere  emessa  dall'ufficio
G.I.P. del Tribunale di  Napoli,  in  quanto  ritenuto  responsabile,
unitamente a componenti di spicco del clan  omissis  di  associazione
per   delinquere   finalizzata   all'importazione,   alla    illecita
detenzione, alla  vendita,  alla  distribuzione  e  al  commercio  di
sostanze stupefacenti, condotte aggravate dal metodo mafioso  di  cui
all'art. 7, legge n. 203/1991. 
La giunta comunale. 
    Omissis, assessore nella giunta omissis, con deleghe alla  tutela
dell'ambiente e della salute della cittadinanza, dimessosi il omissis
accertamenti di Polizia hanno appurato  frequentazioni  dello  stesso
con persone pluripregiudicate. Il omissis e' cognato di omissis  gia'
appartenente al gruppo malavitoso omissis ed attualmente detenuto.  A
suo carico risultano diverse misure restrittive per reati associativi
di stampo camorristico unitamente  ai  referenti  di  zona  del  clan
omissis . Il omissis e' stato, altresi', raggiunto  da  ordinanze  di
custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. presso  il  Tribunale
di Napoli per occultamento di  cadavere  e  per  essere  il  mandante
dell'omicidio di omissis, detto omissis», e  risulta  condannato  nel
omissis dalla Corte d'assise di appello di  Napoli  alla  pena  della
reclusione di anni 18 mesi 8 giorni 9 per diversi omicidi. 
    Omissis detto «omissis assessore nella giunta omissis con  delega
al territorio, manutenzione e verde pubblico, dimessosi  il  omissis.
Risulta indagato per  concussione  in  concorso  con  il  funzionario
comunale  omissis  per  presunte  irregolarita'  nell'affidamento  in
concessione del servizio di manutenzione ordinaria e  gestione  degli
impianti elettrici, comprensivo di fornitura  di  energia  elettrica,
per l'illuminazione votiva ed occasionale del cimitero cittadino.  Di
detta vicenda si dira' in apposito paragrafo. Omissis ha sempre avuto
un  ruolo  attivo  nella  politica  locale  ed  e'  noto  alle  forze
dell'ordine per le sue frequentazioni con soggetti  pluripregiudicati
tra cui i omissis parenti della consigliera omissis. 
La struttura burocratica. 
    La   commissione   d'indagine,   nell'analisi   della   struttura
burocratico-amministrativa   comunale,   ha   evidenziato   in    via
preliminare lo stato di  dissesto  finanziario  dell'ente,  ai  sensi
dell'art.  246  del  T.U.E.L.,  dichiarato  con   deliberazione   del
consiglio comunale n. omissis del omissis, per far rilevare che tutte
le scelte gestionali sono state influenzate  da  tale  condizione  di
criticita' finanziaria. 
    La dichiarazione di dissesto risulta determinata dal  verificarsi
di  gravi  condizioni  di  deficitarieta'  strutturale  del   comune,
puntualmente evidenziate  dalle  relazioni  del  omissis,  che  hanno
determinato l'incapacita' non sanabile  di  garantire  l'assolvimento
delle funzioni e dei servizi indispensabili. 
    Anche il  commissario  straordinario  attualmente  in  carica  ha
fortemente evidenziato l'esistenza di un grave  e  diffuso  disordine
organizzativo, definendo  l'apparato  amministrativo  «una  struttura
totalmente allo sbando e asservita alla  logica  dell'approssimazione
quotidiana e della conseguente irresponsabilita' gestionale; come  se
da anni non vi sia mai stata una qualsiasi idea di  pianificazione  e
di visione di insieme e di assenza di un minimo di coordinamento  ...
tutto questo in una cornice di una struttura  burocratica  fortemente
inadeguata e palesemente conflittuale e forse coinvolta nei  processi
politici-economici del territorio». 
    Il   Comune   di   Caivano   ha   una   dotazione   organica   di
centoquattordici dipendenti a tempo indeterminato, cui si aggiunge un
contingente di cinquanta lavoratori socialmente utili, impiegati  per
venti ore settimanali in progetti da ultimo  prorogati  fino  omissis
con delibera omissis. 
    Gli accertamenti svolti presso le  banche  dati  delle  Forze  di
Polizia, oltre che presso il casellario giudiziale, sui dipendenti  e
sui familiari hanno  fatto  risultare  varie  positivita'  per  reati
comuni, anche gravi e per reati contro la pubblica amministrazione. 
    In particolare, sono  pervenuti  numerosi  esposti  tra  i  quali
figura un corposo documento con  il  quale  un  gruppo  di  attivisti
locali  del  «Movimento  5  Stelle»  ha  segnalato   una   serie   di
comportamenti, a carico di  esponenti  della  struttura  burocratica,
improntati al malaffare ed alla  contiguita'  con  le  organizzazioni
criminali. 
    La commissione d'indagine, sulla  scorta  anche  delle  attivita'
informative  svolte,  attraverso  anche  i  referenti   delle   forze
dell'ordine,  ha  focalizzato  l'attenzione   sulle   posizioni   dei
funzionari di seguito indicati, alcuni dei quali preposti  a  settori
di particolare sensibilita' sul piano  delle  interferenze  criminali
(urbanistica ed edilizia), le cui condotte  gestionali  sono  apparse
surrettizie al perseguimento  di  interessi  di  soggetti  vicini  ad
ambienti criminali: 
      omissis istruttore direttivo tecnico, responsabile del  settore
tecnico comunale. Lo stesso, detto  «omissis  per  l'ammontare  delle
presunte tangenti richieste per la trattazione dei  vari  affari,  e'
stato definito il fulcro del sodalizio politico criminale imperante a
Caivano.  Il  omissis,  rimosso  dall'incarico  di  omissis,  risulta
reintegrato dal sindaco omissis  nei  settori  dei  lavori  pubblici,
della manutenzione e dell'urbanistica. Il suo nominativo  compare  in
alcune delle questioni piu' controverse che hanno  caratterizzato  il
Comune di Caivano negli ultimi anni, tra cui i lavori di omissis; 
      omissis, funzionario in  servizio  presso  il  settore  omissis
messo in relazione a presunti  comportamenti  illeciti  e  corruttivi
riguardanti il servizio di omissis; 
      omissis. Lo stesso e' ritenuto responsabile di  presunti  abusi
in relazione alla redazione di  una  convenzione,  senza  delega  ne'
poteri di rappresentanza, con la ditta omissis avente ad oggetto  una
modifica urbanistica in danno del comune; 
      omissis,  omissis,  omissis  sono  ritenuti   responsabili   di
presunte condotte omissive in relazione ad  una  vicenda  sintomatica
della capacita' di condizionamento sugli  uffici  comunali  da  parte
della  famiglia  omissis  di  cui  si  dira'  piu'  diffusamente  nel
paragrafo concernente la  gestione  dei  omissis.  I  fatti  traggono
origine da alcuni controlli amministrativi da parte dei carabinieri e
della Polizia locale  effettuati  nel  omissis.  Nell'occasione  sono
state  contestate  specifiche  sanzioni  amministrative   per   varie
irregolarita' riscontrate, che avrebbero dovuto comportare, oltre che
l'applicazione di sanzioni pecuniarie,  anche  le  misure  accessorie
della  sospensione  o  della  cessazione  delle  attivita'.  Tuttavia
omissis quale  organo  competente  a  ricevere  il  rapporto,  si  e'
limitato ad applicare la  sanzione  pecuniaria,  omettendo  qualunque
iniziativa sulle sanzioni accessorie. Anche lo omissis  al  quale  il
carteggio e' stato successivamente trasmesso, non ha adottato  alcuna
sanzione nei confronti dei omissis. 
    Dal omissis ha operato, come componente dell'ufficio di staff del
sindaco,  il  omissis,  menzionato  nel  gia'  citato  esposto  quale
tessitore di  una  rete  di  rapporti  fra  politica  e  criminalita'
organizzata. 
La verifica ispettiva dell'Autorita' nazionale anticorruzione. 
    Nell'anno omissis il Comune di Caivano e' stato  oggetto  di  una
visita ispettiva, ai sensi dell'art. 213 del decreto  legislativo  18
aprile  2016,  n.  50,   dell'Autorita'   nazionale   anticorruzione,
finalizzata  ad   acquisire   elementi   conoscitivi   sull'attivita'
contrattuale dell'ente nelle materie dei lavori, servizi e forniture,
svoltasi nel triennio omissis. 
    Le  risultanze  dei  controlli  sono  trasfuse  in  una   corposa
relazione, trasmessa alla scrivente per l'utilizzo dei poteri ex art.
143 del TUOEL. 
    Preliminarmente, i  funzionari  ANAC  rappresentano  che  «quanto
segue e' stato tratto dalle informazioni  confusionarie  fornite  dai
RUP pro tempore, risultate non sempre coerenti con gli atti trasmessi
e  con  quelli  rinvenuti  sul  sito  istituzionale   dell'ente   ...
l'amministrazione, nella maggioranza  dei  casi  analizzati,  non  ha
fornito tutti gli atti significativi  e  richiamati  nella  relazione
utili  ad  inquadrare   compiutamente   le   procedure   oggetto   di
accertamenti,  nonche'  quelli  espressamente   richiesti   in   sede
ispettiva». 
    Gli stessi hanno rilevato che, nel  periodo  di  riferimento,  il
Comune di Caivano  ha  acquisito  1313  CIG/SmartCIG  per  un  valore
economico di euro 67.650.000,00, dato che denota una non trascurabile
attivita' di negoziazione in termini di numero delle procedure  e  di
importi. 
    Il  rilevante  numero  di  procedimenti  appare  conseguenza  del
frequente ricorso alla parcellizzazione nelle acquisizioni, frutto di
un'inadeguata   attivita'   di   programmazione   e   di   controllo,
potenzialmente foriera di un uso distorto delle procedure e inducente
fenomeni corruttivi. Tra le  criticita'  emerse  in  sede  ispettiva,
quella  ricorrente  per  alcuni  servizi  riguarda  la  proroga   dei
contratti in essere, portatrice di aggravio  dei  costi  per  l'ente,
nonche' profili pregiudizievoli alla tracciabilita' dei pagamenti. 
    L'attivita' negoziale del comune ad avviso degli ispettori  ANAC,
ha messo in luce una gestione denotata da scarsa aderenza ai principi
di buon andamento ed imparzialita'  della  pubblica  amministrazione,
determinando dispendio di risorse pubbliche. 
    Nonostante le puntuali  osservazioni  dell'organo  ispettivo,  il
Comune  di  Caivano,  come  si  dira'  appresso,  ha  proseguito  nei
comportamenti censurati. 
    La circostanza si evince chiaramente dalle relazioni rese omissis
all'esito dell'attivita'  di  controllo  successivo  sugli  atti  dei
omissis  ai  sensi  degli  articoli  147  e  seguenti   del   decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (T.U.E.L.), oggetto di  attenzione
della commissione di accesso. Nelle citate relazioni  il  omissis  ha
rilevato una serie di irregolarita' di  carattere  formale  a  fronte
delle  quali  ha  diramato  ai  responsabili  dei  settori   numerose
direttive  finalizzate  a  rendere  l'attivita'  degli  stessi   piu'
omogenea  ed  in  linea  con  la  normativa  vigente,  eliminando  le
criticita'  riscontrate.  La  reiterazione  di  tali  fattispecie  di
diffusa illegittimita' - tra le quali emerge, tra  l'altro,  l'errata
imputazione della spesa sul competente capitolo di bilancio,  nonche'
il  ricorso  alle  proroghe  degli  appalti  -  appare,   ad   avviso
dell'organo  ispettivo  l'indicatore  di  una  voluta  mala   gestio,
substrato ottimale per la corruzione e il  condizionamento  da  parte
della criminalita'. 
Complesso di edilizia popolare «Rione Parco verde». 
    Nel territorio del Comune di Caivano, alla  via  Circumvallazione
Ovest, e' stato realizzato un intervento  di  edilizia  popolare  con
settecentocinquanta  alloggi,  trentadue  locali  commerciali,   otto
botteghe artigiane e le relative opere di urbanizzazione  primaria  e
secondaria, denominato «Rione Parco verde», agglomerato popolato,  in
prevalenza, da soggetti appartenenti alla  criminalita'  organizzata,
trasferito nel 2001 in proprieta' all'ente locale. 
    Il omissis del comune, con proprio atto n. omissis, ha incaricato
l'ufficio tecnico comunale di formulare  una  proposta  operativa  di
gestione dell'ingente patrimonio acquisito sulla  base  di  specifici
dei seguenti indirizzi: 
      completamento del censimento dei beni patrimoniali del comune; 
      censimento  dell'utenza  e  regolarizzazione  delle   posizioni
amministrative; 
      gestione amministrativa del patrimonio; 
      controllo e monitoraggio dei servizi per la  funzionalita'  del
patrimonio; 
      gestione tecnica e manutentiva; 
      recupero morosita' pregressa (fitti); 
      manutenzione ordinaria; 
      manutenzione straordinaria; 
      assicurazione degli immobili; 
      adempimenti amministrativi; 
      censimento delle unita' immobiliari. 
    La successiva  amministrazione  ordinaria,  guidata  dal  sindaco
omissis, ha affidato alla societa' omissis di cui il comune era socio
unico, la gestione del patrimonio comunale per nove anni. 
    La suddetta societa' omissis e' stata posta in  liquidazione  nel
luglio omissis  e,  successivamente,  nel  luglio  omissis  e'  stata
dichiarata fallita dal Tribunale di Napoli. All'atto  del  fallimento
le attivita' fino ad  allora  svolte  dalla  partecipata  sono  state
cedute alla societa' omissis a sua volta poi dichiarata fallita. 
    L'unica eccezione a detta cessione di attivita' e' stata  proprio
la gestione del «Parco verde», assunta direttamente dal comune,  che,
nel corso degli anni, ha speso  ingenti  somme  per  la  manutenzione
ordinaria e straordinaria degli immobili in questione senza porre  in
essere, al contempo, misure efficaci per la riscossione dei canoni. 
    Nell'aprile del omissis, per  la  riscontrata  recrudescenza  nel
quartiere di fenomeni delittuosi sempre piu' connessi allo spaccio di
stupefacenti, i Carabinieri hanno avviato una serie di  controlli  di
Polizia in seguito ai quali si  e'  appurato  che  gran  parte  degli
occupanti di detti alloggi  si  erano  sostituiti  sine  titulo  agli
originari assegnatari, senza convenire con l'ente proprietario  alcun
canone  di  locazione,   ancorche'   provvisorio,   evadendo   quindi
qualsivoglia tributo e/o canone locale. 
    Emblematica, in tal senso,  una  comunicazione  del  omissis  del
liquidatore dell'epoca della  omissis  con  la  quale  lo  stesso  ha
manifestato la volonta'  della  societa'  rappresentata  di  recedere
unilateralmente dal contratto  e  da  ogni  attivita'  connessa  alla
gestione del «Parco verde»,  a  causa  dell'eccesiva  onerosita'  dei
costi del servizio dovuta alla sistematica morosita' degli occupanti. 
    Parallelamente, la riscossione dei tributi per servizio idrico  e
TARSU risulta affidato alla omissis che ha operato su liste di carico
formate dall'ufficio di ragioneria  del  comune.  Nessuna  iniziativa
risulta  essere  stata  assunta  dall'amministrazione  comunale   poi
insediatasi  nel   omissis,   benche'   l'ente   proprietario   fosse
consapevole della situazione  di  illegalita'  imperante  nel  «Parco
verde». 
    Le  circostanze  segnalate  dai  Carabinieri  hanno   determinato
l'instaurazione presso la Procura regionale della Corte dei conti  di
Napoli, di un procedimento finalizzato ad accertare la sussistenza di
eventuale danno erariale, in relazione allo stato di riscossione  dei
canoni di locazione e dei tributi locali, nonche'  alle  ricadute  di
eventuali omissioni sugli equilibri del bilancio comunale. 
    Giova rilevare che nel  corso  degli  anni  risultano  intraprese
alcune iniziative, soprattutto a cura dei commissari straordinari che
hanno di volta in volta retto  temporaneamente  l'ente,  al  fine  di
stimolare gli uffici competenti e la stessa omissis a porre in essere
tutte le azioni  necessarie  al  ripristino  della  legalita'  ed  al
recupero delle risorse spettanti all'amministrazione pubblica. 
    Nonostante cio', gli uffici comunali  competenti  non  hanno  mai
avviato  significative  azioni  coattive  ai  danni  degli  occupanti
abusivi ne' interventi risolutivi per  il  recupero  delle  morosita'
pregresse, spesso con condotte strumentali dilatorie. 
    In particolare, per cio' che concerne la riscossione di  TARSU  e
canoni idrici, e' emerso che solo  dopo  l'iniziativa  della  Procura
Regionale presso la Corte dei conti gli uffici  hanno  effettuato  un
parziale aggiornamento dei ruoli esattoriali (fermi ad un  censimento
di oltre dieci anni addietro), all'esito del quale e' stata  rilevata
la notevole, quanto ovvia, presenza di contribuenti irreperibili. 
    In sostanza, la reiterata occupazione abusiva degli  alloggi,  la
sistematica evasione tributaria, la tolleranza di ogni sorta di abuso
edilizio, accompagnate dall'inerzia del  comune  su  tutto  cio'  che
riguarda la gestione del «Parco verde», secondo quanto riferito dalla
commissione di indagine, ha finito per generare la diffusa sensazione
di legittimita' dei comportamenti lesivi con enorme  danno  erariale,
stimato per alcuni milioni di euro, e, al contempo, ha consentito  la
strategica  colonizzazione  dell'area  da  parte  della  criminalita'
organizzata. 
    In   tale   contesto   si   inserisce   l'eclatante    iniziativa
dell'amministrazione omissis che con una  modifica  regolamentare  ad
hoc  e  non  motivata  da  alcuna  esigenza  concreta,   ha   escluso
dall'attivita' della omissis proprio la riscossione  dei  canoni  del
«Parco verde», affidandola - come in precedenza  gia'  evidenziato  -
previo provvedimento sindacale al omissis. 
    Giova rilevare che il omissis, con nota del omissis ha richiamato
l'attenzione dell'amministrazione  sulla  illegittimita',  oltre  che
sulla scarsa opportunita', dell'operazione, invitando a riportare  il
regolamento   comunale   all'originaria    formulazione,    rilevando
testualmente che «L'azione doverosa avrebbe  dovuto  essere  e  resta
tuttora quella tesa ad assicurare che tutti i cittadini che risiedono
negli alloggi del "Parco verde" paghino quanto dovuto senza tollerare
colpevolmente situazioni di evasione  massiva  dei  pagamenti  ed  e'
pertanto logico che trattandosi di entrate patrimoniali  le  medesime
vengano trattate alla  stregua  delle  altre  e  gestite  secondo  la
regolamentazione  dei  rapporti  gia'  in  essere,   giusto   vigente
contratto con la concessionaria.». 
    I vari controlli di Polizia effettuati nel  «Parco  verde»  hanno
evidenziato la  presenza  di  un  anomalo  fenomeno  immigratorio  di
soggetti gravati da numerosi precedenti di  Polizia,  provenienti  da
quartieri napoletani considerati  ad  alto  rischio  per  la  diffusa
infiltrazione della criminalita' organizzata nel  tessuto  sociale  e
produttivo (Scampia, Secondigliano, Quartieri  spagnoli),  che  hanno
li' impiantato le loro attivita' illecite. La vendita a  basso  costo
di ogni sorta di  sostanza  stupefacente  (cocaina,  eroina,  kobret,
marijuana, hashish) e' divenuto  un  elemento  distintivo  per  detto
agglomerato urbano, rendendolo  una  delle  piazze  di  spaccio  piu'
grandi d'Europa, con la presenza giornaliera di numerosi avventori  e
corrieri da ogni parte d'Italia, generando ai clan  un  fatturato  di
diversi milioni di euro. 
    Va fortemente sottolineato il grave  degrado  urbano  del  «Parco
verde», teatro anche di  eclatanti  casi  di  pedofilia  sfociati  in
omicidi,  in  relazione  ai  quali  sono  state   effettuate   mirate
operazioni di  Polizia  che  hanno  consentito  l'individuazione  dei
responsabili, per i quali tuttora pende procedimento penale. 
    Tutte le  attivita'  criminali  sono  riconducibili,  come  detto
innanzi, al clan omissis referente per  Caivano,  nel  settore  delle
estorsioni e del traffico illecito di  sostanze  stupefacenti,  della
piu' complessa organizzazione criminale facente  capo  al  noto  clan
omissis, recentemente  colpito  dall'ennesima  misura  coercitiva  in
carcere disposta  dal  G.I.P.  del  Tribunale  di  Napoli  per  reati
associativi nell'ambito di un'importante indagine che ha  inferto  un
duro colpo ai vertici dell'organizzazione. 
    Il «Parco verde» di Caivano e' stato teatro di numerose uccisioni
di camorra e di numerose operazioni  di  Polizia  che  hanno  portato
all'arresto  per  spaccio  di  numerose  persone,  all'elevazione  di
moltissime segnalazioni ai sensi dell'art. 75 del decreto legislativo
n. 309/1990, il recupero di ingenti quantitativi di stupefacenti e di
armi. 
La vicenda del cosiddetto «Giglio della Camorra». 
    La vicenda del cosiddetto «Giglio della Camorra»  di  Caivano  e'
analoga  ad  altre  manifestazioni  simili,   caratteristiche   della
Provincia di Napoli, usate dai clan come strumento di affermazione  e
visibilita'. 
    La questione e' stata oggetto di accertamenti effettuati da parte
dei Carabinieri in seguito ad un esposto anonimo,  nel  quale  si  e'
riferito della temporanea rimozione da parte del sindaco del omissis,
dirigente dello omissis, asseritamente colpevole di essersi rifiutato
di firmare  l'autorizzazione  omissis  della  sostituzione  da  parte
sempre del primo cittadino per il tempo  strettamente  necessario  al
rilascio del provvedimento, il piu' malleabile omissis. 
    Dalla documentazione analizzata dall'organo ispettivo  e'  emerso
che effettivamente il funzionario  incaricato  si  sia  rifiutato  di
autorizzare la  predetta  manifestazione  a  causa  dell'assenza  del
parere della commissione di vigilanza. 
    A seguito di  cio'  il  predetto  dipendente,  omissis  e'  stato
sostituito omissis, al quale, ha trasmesso le istanze prodotte  dalla
sig. omissis, presidente omissis intese ad ottenere  l'autorizzazione
per la manifestazione in area pubblica denominata «Festa del Giglio»,
nel giorno omissis. 
    Il omissis ha negato l'autorizzazione alla  manifestazione  sulla
base delle valutazioni della commissione comunale  di  vigilanza  sui
pubblici spettacoli  e  per  la  mancanza  delle  necessarie  polizze
assicurative. 
    La questione e' stata risolta dal sindaco omissis  il  quale  con
propri atti  del  omissis  ha  autorizzato  i  due  presidenti  delle
associazioni richiedenti allo svolgimento  dell'evento,  impegnandoli
ad una successiva esibizione delle polizze assicurative. 
    Ancora una volta si e' in presenza di atti a firma del omissis di
impossibile qualificazione giuridica, con il quale lo  stesso  compie
un'attivita' amministrativa  gestionale,  peraltro  gia'  negata  dai
competenti organismi burocratici. 
    Gli accertamenti dei Carabinieri hanno messo in rilievo come  gli
elementi sintomatici di  seguito  riportati  dimostrano  l'attenzione
della criminalita' locale rispetto alla citata  manifestazione,  tale
da determinare l'intervento in prima persona del sindaco al  fine  di
eliminare gli ostacoli burocrati frapposti dagli uffici. 
    L'organo  ispettivo  ha  evidenziato  che   una   delle   paranze
partecipanti  risulta   essere   quella   cosiddetta   dei   omissis»
organizzata  da  omissis  coniugato  omissis,  sorella  di  omissis».
Quest'ultimo   e'   un   noto   personaggio   pluripregiudicato   per
ricettazione,  estorsione,  detenzione   di   armi   e   spaccio   di
stupefacenti. Lo stesso e' stato piu' volte raggiunto da ordinanze di
custodia cautelare, da ultimo il omissis per il delitto  di  minaccia
per costringere a commettere reato, aggravato dall'art. 7 della legge
n. 203/1991. E'  ritenuto  affiliato  omissis  ed  e'  risultato,  da
controlli   di   Polizia,   assiduo   frequentatore    di    soggetti
pluripregiudicati. 
Appalti pubblici - Affidamenti di lavori e servizi. 
    Gravi e sistematiche  violazioni  sono  state  riscontrate  dalla
commissione  di  accesso  nel  settore  degli  appalti  pubblici  con
particolare  riferimento  all'attivita'  contrattuale   del   comune,
naturalmente destinataria delle attenzioni della criminalita'. 
    L'organo ispettivo ha rilevato l'uso generalizzato delle proroghe
e  il  cosiddetto  spacchettamento  degli   appalti   attraverso   il
frazionamento degli stessi in violazione dell'art. 35,  comma  6  del
codice dei contratti pubblici. Tale condizione non solo  consente  di
eludere le disposizioni a tutela della  trasparenza  e  dell'evidenza
pubblica, ma rappresenta anche lo strumento migliore per evitare  gli
accertamenti antimafia sulle ditte fornitrici  di  opere  e  servizi.
Tali condotte sono significative della «disattenzione»  degli  uffici
rispetto ad  accertamenti  di  assoluta  importanza,  aventi  valenza
strategica come strumenti di prevenzione e di contrasto ai  tentativi
di infiltrazione della  criminalita'  organizzata  nel  tessuto  vivo
della pubblica amministrazione.  Gli  accertamenti  effettuati  hanno
confermato quanto gia' segnalato  dagli  ispettori  dell'ANAC  e  dal
omissis, ovvero una situazione di  confusione  assoluta  nel  settore
degli appalti, caratterizzata  dall'unica  costante  del  ricorso  ad
affidamenti diretti, a proroghe e  a  frazionamenti  del  valore  dei
contratti. 
    La commissione d'indagine, peraltro, ha evidenziato  che  non  e'
mai stata presentata alcuna richiesta  di  certificazione  antimafia,
per l'affidamento di lavori pubblici. 
Il servizio di gestione dei rifiuti. 
    Il servizio di igiene urbana  del  Comune  di  Caivano  e'  stato
espletato  dalle  societa'  partecipate,   da   sempre   unanimemente
considerate serbatoi di assunzioni clientelari, cioe' omissis di  cui
il comune e' stato socio unico - oggi  fallita  -  e  successivamente
dall'omissis  Detto  servizio  e'  stato  ripetutamente  oggetto   di
attenzione da parte delle autorita' amministrative e giudiziarie,  in
ragione di vari esposti rappresentativi  di  abusi  e  illegittimita'
posti in essere dai locali organi politici e amministrativi. 
    Nel omissis e' stata esperita una gara con procedura ristretta ed
accelerata ai sensi dell'art. 55 del decreto  legislativo  12  aprile
2006, n. 163, per l'affidamento del servizio, fino  alla  conclusione
della gara quinquennale  e,  comunque,  non  oltre  il  omissis,  per
l'importo di euro  omissis  gara  aggiudicata  provvisoriamente  alla
ditta omissis. 
    Dopo alterne vicende e varie  proroghe,  l'affidamento  e'  stato
revocato in quanto la ditta in questione e'  stata  raggiunta  da  un
provvedimento interdittivo antimafia della Prefettura di omissis. 
    Il omissis il servizio e'  stato  affidato  temporaneamente  alla
ditta seconda classificata, omissis agli stessi  patti  e  condizioni
gia' applicati alla precedente affidataria. 
    Nell'occasione e' stato effettuato anche il cosiddetto  passaggio
di cantiere, ovvero l'assorbimento da parte della  ditta  subentrante
di tutto il personale gia' inquadrato presso la ditta precedente, con
l'aggiunta di ulteriori sei unita', assunte a tempo determinato (c.d.
stagionali). 
    Negli anni  omissis,  nelle  more  dell'espletamento  della  gara
aperta,  nel  frattempo  bandita,  per  l'importo  di   omissis   per
l'affidamento quinquennale del servizio,  le  attivita'  sono  sempre
state svolte dalla omissis, sulla base di ripetuti  provvedimenti  di
proroga. 
    Sulle descritte  vicende  si  e'  pronunciata  anche  l'Autorita'
nazionale anticorruzione, che, nel corso della gia'  citata  verifica
ispettiva, ha analizzato  i  documenti  relativi  all'appalto  ed  ha
rilevato che il ricorso alle proroghe  di  cui  si  e'  ripetutamente
avvalsa  l'amministrazione  comunale,  ad  eccezione   di   un   caso
giustificato dalla presenza di un ricorso al tribunale amministrativo
regionale da parte di una ditta partecipante alla gara,  e'  avvenuto
prevalentemente per ragioni dipendenti dall'amministrazione stessa  e
da sue negligenze. 
    Nella circostanza l'Autorita' ha  rilevato,  altresi',  che  tali
proroghe sono state formalizzate con  atti  dirigenziali  addirittura
successivi con  evidente  aumento  dei  rischi  corruttivi.  Analoghe
vicende hanno caratterizzato il servizio collaterale di  trasporto  e
smaltimento della frazione organica umida. 
    Solo il omissis con determina dirigenziale n. omissis, la gara e'
stata aggiudicata alla omissis. 
    Detta determina presenta non  pochi  profili  di  illegittimita',
piu' volte rilevati dal  segretario  generale  dell'ente,  che  hanno
portato all'instaurazione di procedimenti disciplinari a  carico  dei
omissis, rispettivamente nella qualita' omissis e omissis. 
    Dall'esame degli atti e' emerso che l'aggiudicazione dell'appalto
in questione, dell'importo complessivo, si ripete, di  euro  omissis,
e' stata effettuata con una copertura finanziaria futura  ed  incerta
riconducibile  ai  maggiori  potenziali  incassi  derivanti   da   un
adeguamento tariffario della tassa sui rifiuti solidi urbani,  ancora
non effettuato ne' programmato, in contrasto con la normativa vigente
su detta tassa, che prevede l'obbligo di rideterminazione  in  misura
tale da assicurare complessivamente la copertura integrale dei  costi
di gestione del servizio. 
    Cio' ha indotto il omissis a sollecitare piu' volte ai funzionari
il riesame del provvedimento  in  sede  di  autotutela,  al  fine  di
rimuovere le palesi illegittimita' riscontrate e  contestate,  tenuto
conto che la mancata attestazione di copertura finanziaria su un atto
discendente da un'obbligazione giuridicamente perfezionata  rende  la
determinazione  nulla   e   non   conforme   ai   canoni   di   buona
amministrazione, alle norme  contabili  in  materia  di  spesa  e  ai
principi  che  caratterizzano  la  corretta  gestione   dei   bilanci
pubblici. 
    Il rapporto fra il comune e omissis e'  caratterizzato  anche  da
un'altra vicenda di particolare rilievo. 
    Nel omissis il sindaco omissis  ha  concesso  gratuitamente  alla
ditta  un'area  comunale,  per  lo  stazionamento  dei   veicoli   in
configurazione di trasporto, adibiti alla raccolta dei rifiuti solidi
urbani, nonche'  soste  tecniche  per  operazione  di  trasbordo  dei
rifiuti tra gli automezzi, ivi incluse quelle effettuate con  cassoni
e dispositivi scarrabili, giudicata successivamente non idonea a tale
utilizzo dall'ASL Napoli 2 Nord. 
    A parte l'evidente danno erariale per la  mancata  previsione  di
qualsivoglia canone di locazione, le operazioni  di  trasbordo  hanno
causato  un  danno  ambientale  per  il  percolato  fuoriuscito   dai
compattatori, altamente inquinante per i terreni agricoli confinanti,
utilizzati per coltivare generi alimentari. 
    Il sindaco,  probabilmente  per  «sanare»  tale  situazione,  con
ordinanza  del  omissis,  ha  confermato  la  concessione  temporanea
dell'area comunale all'utilizzo da parte della omissis per  la  sosta
dei veicoli e le operazioni di trasbordo, evidenziando, tuttavia,  la
necessita' del rispetto delle norme in materia ambientale e affidando
il controllo agli uffici comunali. 
    In relazione a tale provvedimento nel marzo omissis la Guardia di
finanza ha proceduto al sequestro dell'area in parola e  dei  rifiuti
solidi urbani ivi presenti, provvedendo, altresi',  a  denunziare  il
sindaco omissis, il dirigente omissis ed il  titolare  della  omissis
per concorso nei reati di  cui  agli  articoli  178,  182,  comma  1,
lettera c), 183, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile  2006,  n.
152. 
    Non  puo'  trascurarsi  che  la  societa'  omissis  e'  da  tempo
monitorata per legami del rappresentante legale e dei dipendenti  con
la criminalita' organizzata. 
    La omissis non risulta ancora iscritta nella White List di quella
Prefettura, in quanto oggetto di approfondimenti da parte del  Gruppo
ispettivo antimafia. 
I servizi cimiteriali. 
    Nel omissis l'amministrazione  guidata  dal  sindaco  omissis  ha
adottato, su proposta del responsabile del settore  lavori  pubblici,
omissis un atto di indirizzo  finalizzato  all'esternalizzazione  dei
servizi  cimiteriali,  motivato   sul   presupposto   della   carenza
nell'organico comunale di adeguato personale. 
    In ossequio al citato indirizzo il  servizio  e'  stato  affidato
direttamente per la durata di tre mesi e l'importo  di  euro  omissis
alla ditta omissis. 
    L'affidamento  diretto  e'  stato  poi  prorogato,   nelle   more
dell'indizione di nuova gara, alla medesima ditta con  determinazione
del omissis. 
    Con successiva determinazione del omissis il  servizio  e'  stato
aggiudicato, a seguito di gara, alla ditta omissis fino  al  concorso
della somma disponibile di euro omissis. Detta ditta, pero',  non  ha
mai operato, rinunciando all'affidamento a causa di riferite minacce. 
    Le determinazioni riguardanti la omissis  sono  state  da  subito
oggetto di vari esposti e denunce da parte di consiglieri di omissis,
che, paventando fenomeni corruttivi, hanno segnalato la carenza nella
ditta,  definita  omissis,  dei  requisiti  per  lo  svolgimento  del
servizio omissis. 
    Accertamenti dei Carabinieri hanno consentito di appurare che  la
ditta in questione presenta tra i suoi  dipendenti,  tra  gli  altri,
omissis componente del consiglio comunale e presente nella seduta del
omissis nel corso della quale si e'  deciso  per  l'esternalizzazione
del servizio e che la stessa possa essere  ricondotta  alla  famiglia
omissis ed, in particolar modo, ad omissis. 
    Infatti, da diversi anni i omissis operano in regime di monopolio
nel settore delle omissis con alcune agenzie presenti sul territorio,
gestite, con  ruoli  diversi  nel  tempo,  da  vari  esponenti  della
famiglia: 
      omissis, gia' segretario del  Movimento  per  le  autonomie  di
Caivano. 
    Eletto consigliere comunale  nel  omissis,  e'  stato  dichiarato
decaduto, ai sensi dell'art. 58, comma 1, lettera  e)  del  T.U.E.L.,
con deliberazione del consiglio comunale  n.  omissis  perche',  come
segnalato con note della Prefettura  di  Napoli  del  omissis  e  del
omissis e' risultato destinatario di un provvedimento di applicazione
della misura della sorveglianza  speciale  di  P.S.  con  obbligo  di
soggiorno nel Comune di omissis. 
    E' stato rieletto nelle consultazioni amministrative del omissis. 
    E'  sempre  stato  considerato  tra  i  sodali  dell'associazione
criminale gestita dal clan omissis, facente capo a omissis attivo nel
settore delle estorsioni e delle rapine. Proprio questi legami  hanno
determinato la misura sopra indicata. 
    Secondo le notizie in possesso delle forze dell'ordine,  il  clan
omissis,  nato  con   la   disarticolazione   della   Nuova   camorra
organizzata, si e' imposto nell'area di omissis, omissis con tangenti
nei confronti di operatori economici e con l'eliminazione  fisica  di
coloro che ne contrastavano l'attivita'. In detto contesto omissis e'
stato inquadrato come il gestore degli introiti del clan; 
      omissis, annovera diversi precedenti per rapina,  estorsione  e
ricettazione, vicende oggetto di procedimenti penali iscritti innanzi
alle procure della Repubblica presso i Tribunali di Nola e di Napoli,
conclusosi con sentenza definitiva di condanna.  Lo  stesso  risulta,
altresi', frequentatore di soggetti pluripregiudicati; 
      omissis, annovera diversi precedenti di  Polizia  per  concorso
nello spaccio di stupefacenti; 
      omissis, annovera precedenti di Polizia per rapina, detenzione,
porto abusivo di armi, lesioni personali e concorso nello spaccio  di
stupefacenti. 
Il servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria e  di  gestione
  degli  impianti  per  l'illuminazione  votiva  ed  occasionale  del
  cimitero. 
    Il servizio  di  manutenzione  ordinaria  e  straordinaria  e  di
gestione degli impianti per l'illuminazione votiva ed occasionale del
cimitero e' affidata dal omissis  alla  ditta  omissis  con  sede  in
omissis, rappresentata dall'amministratore unico omissis e monitorata
per presunti legami del rappresentante legale e dei dipendenti con la
malavita organizzata. 
    Indagini effettuate dalla compagnia Carabinieri di omissis, hanno
portato all'ordinanza di custodia  cautelare  del  G.I.P.  presso  il
Tribunale di Napoli nella quale omissis e' indicato come persona  con
forti legami con le famiglie malavitose dei omissis. 
    Nell'ambito del citato procedimento e' emerso che  omissis  avuto
il ruolo di intermediario tra la famiglia dei omissis, per favorire i
primi nella  gestione  del  campo  sportivo  di  omissis,  da  sempre
considerato un affare della famiglia omissis. 
    A carico dell'amministratore unico della omissis risultano  anche
ripetute frequentazioni  con  omissis,  candidato  con  la  lista  di
omissis alle elezioni amministrative del omissis. 
    Anche questo appalto e'  stato  oggetto  di  ispezione  da  parte
dell'Autorita' nazionale anticorruzione, che ha rilevato le ben  note
criticita',  piu'  volte  sottolineate,  ed  ha  sospeso  ogni  altra
considerazione, data la pendenza sulla questione di  un  procedimento
penale. 
Lavori di ristrutturazione del Castello medievale. 
    Con delibera di giunta del omissis e' stato approvato il progetto
esecutivo di completamento, restauro e  consolidamento  del  Castello
medioevale, dell'importo di  euro  omissis  con  finanziamento  della
Regione Campania. 
    Con determina del  dirigente  del  settore  lavori  pubblici  del
omissis sono stati approvati i verbali  di  gara  ed  aggiudicato  il
lavoro alla ditta omissis per l'importo di euro omissis. 
    In data omissis e' stato stipulato il contratto d'appalto con  il
omissis con lavori da eseguirsi dalla consorziata omissis con sede in
Napoli. Nel maggio omissis, il collaudatore dell'opera, ad  esito  di
apposito sopralluogo al cantiere ha accertato palesi discordanze  tra
quanto   contabilizzato   e    quanto    effettivamente    realizzato
dall'impresa, tant'e' che risulta richiesta al direttore  dei  lavori
dimissionario la redazione di uno stato di consistenza puntuale delle
opere. 
    Ne e' seguito un voluminoso quanto lungo carteggio  tra  tecnici,
funzionari comunali e ditta, all'esito del quale sono stati acclarati
comportamenti dell'appaltatore  concretizzanti  «grave  inadempimento
alle obbligazioni di contratto e di legge, tali da  compromettere  la
buona riuscita dei lavori». 
    Nel gennaio omissis,  il  omissis  del  omissis,  ha  risolto  il
contratto  stipulato  con  il  omissis  dell'art.  136  del   decreto
legislativo n. 163/2006 per gravi inadempienze dell'appaltatore e del
direttore  dei  lavori  dimissionario,   stimabili   in   lavorazioni
contabilizzate, ma non eseguite, per l'importo di euro omissis. Ne e'
seguito un contenzioso  civile  fra  la  ditta  ed  il  comune  e  la
trasmissione degli atti all'autorita' giudiziaria ed alla  Corte  dei
conti. I lavori sono tuttora sospesi. 
    Il procedimento  amministrativo  di  affidamento  dei  lavori  in
questione, di particolare rilevanza sia per l'importo dei lavori  che
per  il  valore  simbolico  dell'immobile  -  edificio  di  interesse
architettonico,  storico  e  artistico,  peraltro  sede  della   casa
comunale -  e'  stato  caratterizzato  da  gravissime  negligenze  ed
omissioni da parte di tutti i soggetti coinvolti ed assume rilievo la
circostanza che la omissis. 
I tributi e le riscossioni. 
    Uno dei settori particolarmente oggetto di  attenzione  e'  stato
quello della riscossione delle entrate comunali. 
    Si e' gia' detto che il Comune di Caivano e' in stato di dissesto
finanziario ai sensi  dell'art.  246  del  T.U.E.L.,  dichiarato  con
deliberazione del consiglio comunale omissis. 
    Cio' comporta l'obbligo  per  l'amministrazione  di  adottare  le
opportune iniziative di tipo contabile e gestionale, finalizzate alla
razionalizzazione   ed   alla   riorganizzazione   dei   servizi   di
riscossione. Quindi, dalla data  omissis,  sono  escluse  dal  novero
delle entrate  patrimoniali  ed  assimilate,  oggetto  dell'attivita'
della concessionaria omissis i canoni e i proventi  per  l'uso  e  il
godimento dei  beni  comunali,  nonche'  ogni  altra  risorsa,  fatta
eccezione per i trasferimenti erariali e regionali. 
    L'importanza di tale esclusione  viene  in  rilievo  soprattutto,
come gia' detto, in relazione alla gestione dei beni  del  patrimonio
comunale  con  riferimento  alla  riscossione  di  tutte  le  entrate
patrimoniali dell'ente,  non  ultimi  i  canoni  di  locazione  degli
immobili del «Parco verde». 
    Gli esiti degli accertamenti  ispettivi,  hanno  consentito  alla
commissione d'indagine di individuare elementi  di  controindicazione
«concreti,  univoci  e  rilevanti»  tali  da  poter   affermare   che
l'amministrazione  comunale  di   Caivano   e'   condizionata   dalla
criminalita'  organizzata  si  attraverso  gli  organi  elettivi  che
mediante la connivenza dell'apparato burocratico. 
    Significativa,  ai  fini  dell'indagine  in  questione,   e'   la
ricorrenza, nelle amministrazioni succedutesi  negli  anni,  omissis,
molte delle quali presentano collegamenti diretti con le  consorterie
criminali. 
    Ampiamente documentati sono i rapporti di parentela  e/o  assidua
frequentazione degli  amministratori  locali  con  noti  pregiudicati
della zona per fatti di camorra. 
    Sintomatica l'attribuzione da parte del omissis, avente come base
operativa il «Parco  verde»,  della  delega  alla  gestione  di  quel
comprensorio, circostanza che rappresenta  una  forma  inequivoca  di
penetrazione     diretta      della      criminalita'      nell'alveo
dell'amministrazione. 
    Il  citato  «Parco  verde»,   colonizzato   dalla   camorra,   ha
rappresentato un serbatoio elettorale determinante per i vari sindaci
eletti nelle ultime competizioni amministrative. 
    La commissione di indagine  ha  rappresentato  come  la  funzione
politica e quella amministrativa hanno  abdicato  ai  propri  poteri,
disinteressandosi di quel quartiere,  volutamente  abbandonandolo  ai
clan, che ne hanno fatto  la  propria  roccaforte,  con  pesantissimo
danno per l'intera collettivita', dal momento che il comune  ha,  nel
tempo, assicurato costosi interventi di  manutenzione,  omettendo  di
riscuotere fitti e tributi. 
    Anche nel caso del Giglio c.d. della camorra, il omissis, con  un
provvedimento privo di rilevanza giuridica esterna, ha scavalcato  le
funzioni  amministrative,  autorizzando  contra   legem   un   evento
fortemente voluto da esponenti della criminalita' organizzata. 
    Il  sistematico  ricorso  all'istituto   delle   proroghe   degli
affidamenti di lavori pubblici, la prosecuzione di  servizi  comunali
anche in presenza di contratti scaduti, le procedure  di  affidamento
di beni e servizi concluse esclusivamente in via  diretta,  senza  il
ricorso al mercato elettronico o a forme  di  evidenza  pubblica,  la
mancata ottemperanza agli obblighi di trasparenza e di  pubblicazione
degli atti, il frazionamento  degli  appalti,  teso  ad  eludere  gli
accertamenti antimafia, sono il sintomo di una mala gestio, che,  per
dimensioni e costanza nel tempo, rappresenta  il  substrato  ottimale
per la penetrazione della criminalita'. 
    La circostanza che  le  illegittimita'  commesse  dai  funzionari
siano state piu' volte inutilmente segnalate agli organi politici  e'
il  segno  piu'  evidente  della  comunanza  di  interessi  e   della
contiguita' fra politica e gestione. 
    La commissione di  accesso  ha  individuato  chiari  elementi  di
devianza  dai  criteri  di  efficienza,  di  trasparenza  e  di  buon
andamento, nella gestione politica e amministrativa dell'ente. 
    L'intero apparato amministrativo e' stato retto dai  responsabili
dei  servizi  che  hanno  dimostrato   inadeguatezza   professionale,
incapacita'  organizzativa  e  particolare  perseveranza  nei  propri
errori, il che li ha resi permeabili  agli  indebiti  condizionamenti
del  potere  politico,  nonche'  alle  pressioni  provenienti   dalla
criminalita' organizzata. 
    L'omissione  di  attivita'  di  controllo   e   vigilanza   delle
illegalita' perpetrate in maniera diffusa sul  territorio,  la  fitta
rete di intrecci, parentele, frequentazioni e  collegamenti  di  vari
amministratori e dipendenti comunali con esponenti dei clan  egemoni,
ha consentito un uso distorto delle pubbliche funzioni ad appannaggio
di interessi personali, familiari e criminali. 
    Il complesso delle  situazioni  su  evidenziate,  con  tutti  gli
elementi  acquisiti  dalla  relazione  ispettiva,  corroborati  dagli
accertamenti delle Forze di Polizia,  e'  stato  oggetto  di  attenta
analisi in sede di Comitato provinciale per l'ordine e  la  sicurezza
pubblica riunitosi il  omissis  allargato,  nella  circostanza,  alla
partecipazione omissis. 
    In tale sede, tenuto  conto  delle  risultanze  rassegnate  dalla
commissione  d'indagine  il   Comitato   ha   unanimemente   ritenuto
sussistere il condizionamento degli organi elettivi dell'ente  locale
da  parte  della  criminalita'  organizzata,  ravvisando  un   quadro
complessivo  di  elementi,  attuali,  concreti  e  univoci  in   tale
direzione. 
    Pertanto, si sottopone quanto su esposto alle  valutazioni  della
on. S.V. rappresentando che, per  le  circostanze  emerse,  appaiono,
anche alla luce della piu' recente  giurisprudenza,  configurarsi  le
condizioni per l'adozione del  provvedimento  di  scioglimento  degli
organi elettivi, ai sensi dell'art. 143 del  decreto  legislativo  n.
267/2000 ed, inoltre, per l'adozione  dei  provvedimenti  di  cui  al
quinto comma del citato art.  143,  per  i  funzionari  omissis  onde
assicurare la cessazione di ogni pregiudizio  al  buon  andamento  di
quella pubblica  amministrazione  e  ricondurre  alla  normalita'  la
gestione dell'ente. 
 
                                                  Il Prefetto: Pagano