Art. 2
Definizioni
1. Ai fini della presente legge si intende per:
a) «ciclovia»: un itinerario che consenta il transito delle
biciclette nelle due direzioni, dotato di diversi livelli di
protezione determinati da provvedimenti o da infrastrutture che
rendono la percorrenza ciclistica piu' agevole e sicura;
b) «rete cicloviaria»: l'insieme di diverse ciclovie o di
segmenti di ciclovie raccordati tra loro, descritti, segnalati e
legittimamente percorribili dal ciclista senza soluzione di
continuita';
c) «via verde ciclabile» o «greenway»: pista o strada ciclabile
in sede propria sulla quale non e' consentito il traffico
motorizzato;
d) «sentiero ciclabile o percorso natura»: itinerario in parchi e
zone protette, sulle sponde di fiumi o in ambiti rurali, anche senza
particolari caratteristiche costruttive, dove e' ammessa la
circolazione delle biciclette;
e) «strada senza traffico»: strada con traffico motorizzato
inferiore alla media di cinquanta veicoli al giorno calcolata su base
annua;
f) «strada a basso traffico»: strada con traffico motorizzato
inferiore alla media di cinquecento veicoli al giorno calcolata su
base annua senza punte superiori a cinquanta veicoli all'ora;
g) «strada 30»: strada urbana o extraurbana sottoposta al limite
di velocita' di 30 chilometri orari o a un limite inferiore,
segnalata con le modalita' stabilite dall'articolo 135, comma 14, del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16
dicembre 1992, n. 495; e' considerata «strada 30» anche la strada
extraurbana con sezione della carreggiata non inferiore a tre metri
riservata ai veicoli non a motore, eccetto quelli autorizzati, e
sottoposta al limite di velocita' di 30 chilometri orari.
2. Con riferimento ai parametri di traffico e sicurezza sono
qualificati come ciclovie gli itinerari che comprendono una o piu'
delle seguenti categorie:
a) le piste o corsie ciclabili, come definite dall'articolo 3,
comma 1, numero 39), del codice della strada, di cui al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e dall'articolo 140, comma 7, del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16
dicembre 1992, n. 495;
b) gli itinerari ciclopedonali, come definiti dall'articolo 2,
comma 3, lettera F-bis, del codice della strada, di cui al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285;
c) le vie verdi ciclabili;
d) i sentieri ciclabili o i percorsi natura;
e) le strade senza traffico e a basso traffico;
f) le strade 30;
g) le aree pedonali, come definite dall'articolo 3, comma 1,
numero 2), del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285;
h) le zone a traffico limitato, come definite dall'articolo 3,
comma 1, numero 54), del codice della strada, di cui al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285;
i) le zone residenziali, come definite dall'articolo 3, comma 1,
numero 58), del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285.
Note all'art. 2:
- Si riporta l'art. 135, comma 14, del regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre
1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del
nuovo codice della strada):
«Art. 135 (Segnali utili per la guida). - (Omissis).
14. Il segnale zona a traffico limitato (fig. II.322/a)
indica l'inizio dell'area in cui l'accesso e la
circolazione sono limitati nel tempo o a particolari
categorie di veicoli. All'uscita viene posto il segnale
fine zona a traffico limitato (fig. II.322/b). Con lo
stesso segnale sono indicate le zone di particolare
rilevanza urbanistica di cui all'art. 7, comma 8, del
codice. Il segnale ZONA A VELOCITA' LIMITATA (fig.
II.323/a) indica l'inizio di un'area nella quale non e'
consentito superare la velocita' indicata nel cartello.
All'uscita viene posto il segnale FINE ZONA A VELOCITA'
LIMITATA (fig. II.323/b).
(Omissis).».
- Si riporta l'art. 3, comma 1, numero 39), di cui al
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice
della strada):
«Art. 3 (Definizioni stradali e di traffico). - In
vigore dal 13 agosto 2003 1. Ai fini delle presenti norme
le denominazioni stradali e di traffico hanno i seguenti
significati:
(Omissis).
39) Pista ciclabile: parte longitudinale della strada,
opportunamente delimitata, riservata alla circolazione dei
velocipedi.
(Omissis).».
- Si riporta l'art. 140, comma 7, del citato
regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495:
«Art. 140 (Strisce di corsia). - (Omissis).
7. Le piste ciclabili, qualora non protette da elementi
in elevazione sulla pavimentazione, sono separate dalle
corsie di marcia mediante due strisce continue affiancate,
una bianca di 12 cm di larghezza ed una gialla di 30 cm
distanziate tra loro di 12 cm; la striscia gialla deve
essere posta sul lato della pista ciclabile (fig.
II.427/b).».
- Si riporta l'art. 2, comma 3, lettera F-bis, di cui
al citato decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285:
«Art. 2 (Definizione e classificazione delle strade). -
In vigore dal 9 ottobre 2010 1. Ai fini dell'applicazione
delle norme del presente codice si definisce "strada"
l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei
pedoni, dei veicoli e degli animali.
2. Le strade sono classificate, riguardo alle loro
caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, nei
seguenti tipi:
A - Autostrade;
B - Strade extraurbane principali;
C - Strade extraurbane secondarie;
D - Strade urbane di scorrimento;
E - Strade urbane di quartiere;
F - Strade locali;
F-bis - Itinerari ciclopedonali.
3. Le strade di cui al comma 2 devono avere le seguenti
caratteristiche minime:
(Omissis).
F-bis - Itinerario ciclopedonale: strada locale,
urbana, extraurbana o vicinale, destinata prevalentemente
alla percorrenza pedonale e ciclabile e caratterizzata da
una sicurezza intrinseca a tutela dell'utenza debole della
strada.
(Omissis).».
- Si riporta l'art. 3, comma 1, numeri 2), 54) e 58) di
cui al citato decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285:
«Art. 3 (Definizioni stradali e di traffico). - In
vigore dal 13 agosto 2003 1. Ai fini delle presenti norme
le denominazioni stradali e di traffico hanno i seguenti
significati:
(Omissis).
2) Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei
veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i
velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate
o impedite capacita' motorie, nonche' eventuali deroghe per
i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocita'
tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In
particolari situazioni i comuni possono introdurre,
attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni
alla circolazione su aree pedonali.
(Omissis).
54) Zona a traffico limitato: area in cui l'accesso e
la circolazione veicolare sono limitati ad ore prestabilite
o a particolari categorie di utenti e di veicoli.
(Omissis).
58) Zona residenziale: zona urbana in cui vigono
particolari regole di circolazione a protezione dei pedoni
e dell'ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli
appositi segnali di inizio e di fine.
(Omissis).».