Art. 45.
                 Applicazione delle misure cautelari

  1. Quando sussistono gravi indizi per ritenere la sussistenza della
responsabilita'  dell'ente  per un illecito amministrativo dipendente
da  reato  e  vi sono fondati e specifici elementi che fanno ritenere
concreto  il  pericolo  che  vengano  commessi  illeciti della stessa
indole  di  quello  per  cui  si  procede, il pubblico ministero puo'
richiedere   l'applicazione  quale  misura  cautelare  di  una  delle
sanzioni  interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, presentando
al giudice gli elementi su cui la richiesta si fonda, compresi quelli
a  favore dell'ente e le eventuali deduzioni e memorie difensive gia'
depositate.
  2. Sulla richiesta il giudice provvede con ordinanza, in cui indica
anche   le  modalita'  applicative  della  misura.  Si  osservano  le
disposizioni dell'articolo 292 del codice di procedura penale.
  3.  In  luogo  della misura cautelare interdittiva, il giudice puo'
nominare  un  commissario  giudiziale a norma dell'articolo 15 per un
periodo pari alla durata della misura che sarebbe stata applicata.
 
          Nota all'art. 45:
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  292 del codice di
          procedura penale:
              "Art. 292 (Ordinanza del giudice). - 1. Sulla richiesta
          del pubblico ministero il giudice provvede con ordinanza.
              2.   L'ordinanza   che   dispone  la  misura  cautelare
          contiene, a pena di nullita' rilevabile anche d'ufficio:
                a) le  generalita' dell'imputato o quanto altro valga
          a identificarlo;
                b) la    descrizione    sommaria    del   fatto   con
          l'indicazione delle norme di legge che si assumono violate;
                c) l'esposizione  delle specifiche esigenze cautelari
          e  degli  indizi  che  giustificano  in  concreto la misura
          disposta,  con l'indicazione degli elementi di fatto da cui
          sono  desunti  e  dei  motivi  per  i  quali  essi assumono
          rilevanza,  tenuto  conto  anche  del tempo trascorso dalla
          commissione del reato;
                c-bis)  l'esposizione  dei  motivi  per  i quali sono
          stati  ritenuti  non  rilevanti  gli elementi forniti dalla
          difesa, nonche', in caso di applicazione della misura della
          custodia cautelare in carcere, l'esposizione delle concrete
          e  specifiche  ragioni  per  le  quali  le  esigenze di cui
          all'art.  274  non  possono  essere  soddisfatte  con altre
          misure;
                d) la fissazione della data di scadenza della misura,
          in relazione alle indagini da compiere, allorche' questa e'
          disposta  al  fine di garantire l'esigenza cautelare di cui
          alla lettera a) del comma 1 dell'art. 274;
                e) la data e la sottoscrizione del giudice.
              2-bis.  L'ordinanza contiene altresi' la sottoscrizione
          dell'ausiliario   che   assiste   il  giudice,  il  sigillo
          dell'ufficio  e,  se  possibile, l'indicazione del luogo in
          cui probabilmente si trova l'imputato.
              2-ter.   L'ordinanza   e'  nulla  se  non  contiene  la
          valutazione   degli   elementi   a   carico   e   a  favore
          dell'imputato,   di  cui  all'art.  358,  nonche'  all'art.
          327-bis.
              3.  L'incertezza  circa  il  giudice  che  ha emesso il
          provvedimento  ovvero circa la persona nei cui confronti la
          misura  e'  disposta  esime  gli  ufficiali  e  gli  agenti
          incaricati dal darvi esecuzione.".