Art. 7.
                    Prelazione di piu' confinanti
  1.  Ai  fini dell'esercizio del diritto di prelazione o di riscatto
di  cui rispettivamente all'articolo 8 della legge 26 maggio 1965, n.
590,  e  successive  modificazioni,  ed  all'articolo  7  della legge
14 agosto  1971,  n.  817,  nel  caso di piu' soggetti confinanti, si
intendono, quali criteri preferenziali, nell'ordine, la presenza come
partecipi   nelle   rispettive   imprese  di  coltivatori  diretti  e
imprenditori agricoli a titolo principale di eta' compresa tra i 18 e
i  40  anni  o in cooperative di conduzione associata dei terreni, il
numero  di  essi  nonche'  il  possesso  da  parte  degli  stessi  di
conoscenze  e  competenze  adeguate  ai  sensi  dell'articolo  8  del
regolamento (CE) n. 1257/99 del Consiglio, del 17 maggio 1999.
 
          Note all'art. 7:
              - Il  testo  dell'art. 8 della legge 26 maggio 1965, n.
          590   (Disposizioni   per   lo  sviluppo  della  proprieta'
          coltivatrice) e' il seguente:
              "Art.  8. - In caso di trasferimento a titolo oneroso o
          di  concessione in enfiteusi di fondi concessi in affitto a
          coltivatori  diretti, a mezzadria, a colonia parziaria, o a
          compartecipazione,      esclusa      quella     stagionale,
          l'affittuario, il mezzadro, il colono o il compartecipante,
          a  parita'  di condizioni, ha diritto di prelazione purche'
          coltivi  il  fondo stesso da almeno quattro anni, non abbia
          venduto,  nel  biennio  precedente,  altri fondi rustici di
          imponibile  fondiario superiore a lire mille, salvo il caso
          di  cessione  a  scopo  di  ricomposizione fondiaria, ed il
          fondo  per  il  quale  intende  esercitare la prelazione in
          aggiunta  ad altri eventualmente posseduti in proprieta' od
          enfiteusi   non   superi   il   triplo   della   superficie
          corrispondente   alla   capacita'   lavorativa   della  sua
          famiglia.
              La  prelazione  non  e' consentita nei casi di permuta,
          vendita    forzata,    liquidazione   coatta,   fallimento,
          espropriazione  per pubblica utilita' e quando i terreni in
          base  a  piani  regolatori,  anche se non ancora approvati,
          siano  destinati  ad  utilizzazione edilizia, industriale o
          turistica.
              Qualora il trasferimento a titolo oneroso sia proposto,
          per   quota   di   fondo,  da  un  componente  la  famiglia
          coltivatrice,  sia  in costanza di comunione ereditaria che
          in  ogni  altro  caso  di  comunione  familiare,  gli altri
          componenti  hanno  diritto alla prelazione sempreche' siano
          coltivatori  manuali  o continuino l'esercizio dell'impresa
          familiare in comune.
              Il    proprietario    deve   notificare   con   lettera
          raccomandata  al  coltivatore  la  proposta  di alienazione
          trasmettendo  il preliminare di compravendita in cui devono
          essere  indicati  il  nome  dell'acquirente,  il  prezzo di
          vendita  e le altre norme pattuite compresa la clausola per
          l'eventualita'   della   prelazione.  Il  coltivatore  deve
          esercitare  il  suo  diritto  entro  il  termine  di trenta
          giorni.
              Qualora   il   proprietario   non   provveda   a   tale
          notificazione  o  il prezzo indicato sia superiore a quello
          risultante  dal contratto di compravendita, l'avente titolo
          al   diritto  di  prelazione  puo',  entro  un  anno  dalla
          trascrizione  del contratto di compravendita, riscattare il
          fondo  dall'acquirente  e  da  ogni altro successivo avente
          causa.
              Ove  il  diritto di prelazione sia stato esercitato, il
          versamento  del  prezzo  di acquisto deve essere effettuato
          entro  il  termine  di  tre mesi, decorrenti dal trentesimo
          giorno  dall'avvenuta  notifica  da parte del proprietario,
          salvo che non sia diversamente pattuito tra le parti.
              Se il coltivatore che esercita il diritto di prelazione
          dimostra,   con  certificato  dell'Ispettorato  provinciale
          dell'agricoltura  competente,  di  aver  presentato domanda
          ammessa  all'istruttoria  per  la  concessione del mutuo ai
          sensi dell'art. 1, il termine di cui al precedente comma e'
          sospeso  fino  a  che non sia stata disposta la concessione
          del  mutuo  ovvero  fino  a  che  l'Ispettorato  non  abbia
          espresso  diniego  a conclusione della istruttoria compiuta
          e,  comunque,  per  non  piu'  di  un  anno.  In  tal  caso
          l'Ispettorato  provinciale dell'agricoltura deve provvedere
          entro  quattro  mesi  dalla domanda agli adempimenti di cui
          all'art.  3,  secondo  le  norme  che saranno stabilite dal
          regolamento di esecuzione della presente legge.
              In  tutti  i  casi nei quali il pagamento del prezzo e'
          differito  il  trasferimento della proprieta' e' sottoposto
          alla  condizione  sospensiva  del pagamento stesso entro il
          termine stabilito.
              Nel  caso  di  vendita  di  un  fondo  coltivato da una
          pluralita'  di affittuari, mezzadri o coloni, la prelazione
          non  puo'  essere  esercitata  che da tutti congiuntamente.
          Qualora  alcuno abbia rinunciato, la prelazione puo' essere
          esercitata  congiuntamente dagli altri affittuari, mezzadri
          o  coloni  purche'  la  superficie  del fondo non ecceda il
          triplo  della  complessiva  capacita' lavorativa delle loro
          famiglie.  Si  considera  rinunciatario l'avente titolo che
          entro  quindici giorni dalla notificazione di cui al quarto
          comma non abbia comunicato agli altri aventi diritto la sua
          intenzione di avvalersi della prelazione.
              Se  il  componente  di  famiglia coltivatrice, il quale
          abbia  cessato  di  far  parte della conduzione colonica in
          comune, non vende la quota del fondo di sua spettanza entro
          cinque  anni  dal  giorno in cui ha lasciato l'azienda, gli
          altri  componenti  hanno  diritto  a riscattare la predetta
          quota   al   prezzo   ritenuto   congruo   dall'Ispettorato
          provinciale  dell'agricoltura, con le agevolazioni previste
          dalla  presente legge, sempreche' l'acquisto sia fatto allo
          scopo   di   assicurare   il   consolidamento   di  impresa
          coltivatrice   familiare   di   dimensioni   economicamente
          efficienti.  Il diritto di riscatto viene esercitato, se il
          proprietario   della   quota  non  consente  alla  vendita,
          mediante  la  procedura  giudiziaria prevista dalle vigenti
          leggi per l'affrancazione dei canoni enfiteutici.
              L'accertamento  delle  condizioni  o requisiti indicati
          dal  precedente  comma e' demandato all'Ispettorato agrario
          provinciale competente per territorio.
              Ai  soggetti  di  cui al primo comma sono preferiti, se
          coltivatori diretti, i coeredi del venditore.".
              - Si riporta il testo dell'art. 7 della legge 14 agosto
          1971,  n.  817  (Disposizioni  per il rifinanziamento delle
          provvidenze per lo sviluppo della proprieta' coltivatrice):
              "Art.  7.  -  Il  termine  di quattro anni previsto dal
          primo  comma dell'art. 8 della legge 26 marzo 1965, n. 590,
          per  l'esercizio del diritto di prelazione e' ridotto a due
          anni.
              Detto  diritto di prelazione, con le modifiche previste
          nella presente legge, spetta anche:
                1) al mezzadro o al colono il cui contratto sia stato
          stipulato dopo l'entrata in vigore della legge 15 settembre
          1964, n. 756;
                2)  al  coltivatore  diretto  proprietario di terreni
          confinanti  con  fondi  offerti  in  vendita, purche' sugli
          stessi  non  siano  insediati mezzadri, coloni, affittuari,
          compartecipanti od enfiteuti coltivatori diretti.
              Nel  caso  di  vendita  di piu' fondi ogni affittuario,
          mezzadro   o   colono   puo'   esercitare  singolarmente  o
          congiuntamente il diritto di prelazione rispettivamente del
          fondo coltivato o dell'intero complesso di fondi.".
              - Il testo dell'art. 8 del regolamento (CE) n. 1257/99,
          del  Consiglio,  del 17 maggio 1999 recante: "sostegno allo
          sviluppo  rurale  dal  parte  del Fondo europeo agricolo di
          orientamento e di garanzia (FEAOG) e che modifica ed abroga
          taluni regolamenti", e' il seguente:
              "Art.  8.  -  1.  Gli  aiuti  per  facilitare  il primo
          insediamento  dei  giovani  agricoltori  sono concessi alle
          seguenti condizioni:
                l'agricoltore non ha ancora compiuto 40 anni;
                l'agricoltore   possiede   conoscenze   e  competenze
          professionali adeguate;
                l'agricoltore  si  insedia in un'azienda agricola per
          la prima volta;
                per quanto riguarda l'azienda:
                i) dimostra redditivita' e
                ii) rispetta requisiti minimi in materia di ambiente,
          igiene e benessere degli animali,
                e
                l'agricoltore   si   insedia   in  qualita'  di  capo
          dell'azienda.
              Possono essere applicate condizioni specifiche nel caso
          in  cui  il  giovane agricoltore non si insedi nell'azienda
          come  unico  capo  di  essa.  Tali condizioni devono essere
          equivalenti  a  quelle  richieste  per  l'insediamento  del
          suddetto giovane agricoltore come unico capo dell'azienda.
              2. Gli aiuti all'insediamento possono consistere in:
                un  premio  unico  il cui importo massimo ammissibile
          figura nell'allegato;
                un  abbuono  d'interessi  per  i prestiti contratti a
          copertura    delle   spese   derivanti   dall'insediamento;
          l'importo  equivalente  al  valore  capitalizzato  di  tale
          abbuono  non  puo'  essere  superiore  al valore del premio
          unico.".