Art. 7.

           Ufficio per il contrasto delle discriminazioni

  1.  E'  istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento  per  le  pari opportunita' un ufficio per la promozione
della  parita'  di  trattamento  e la rimozione delle discriminazioni
fondate  sulla razza o sull'origine etnica, con funzioni di controllo
e  garanzia  delle  parita'  di trattamento e dell'operativita' degli
strumenti  di tutela, avente il compito di svolgere, in modo autonomo
e imparziale, attivita' di promozione della parita' e di rimozione di
qualsiasi forma di discriminazione fondata sulla razza o sull'origine
etnica, anche in un'ottica che tenga conto del diverso impatto che le
stesse  discriminazioni  possono  avere  su  donne  e uomini, nonche'
dell'esistenza   di   forme  di  razzismo  a  carattere  culturale  e
religioso.
  2.  In particolare, i compiti dell'ufficio di cui al comma 1 sono i
seguenti:
    a)   fornire   assistenza,  nei  procedimenti  giurisdizionali  o
amministrativi  intrapresi,  alle  persone  che  si ritengono lese da
comportamenti   discriminatori,   anche   secondo  le  forme  di  cui
all'articolo 425 del codice di procedura civile;
    b)  svolgere,  nel  rispetto  delle  prerogative e delle funzioni
dell'autorita'   giudiziaria,   inchieste   al   fine  di  verificare
l'esistenza di fenomeni discriminatori;
    c)  promuovere  l'adozione,  da  parte  di  soggetti  pubblici  e
privati,  in  particolare da parte delle associazioni e degli enti di
cui  all'articolo  6,  di misure specifiche, ivi compresi progetti di
azioni  positive,  dirette  a  evitare  o compensare le situazioni di
svantaggio connesse alla razza o all'origine etnica;
    d)  diffondere la massima conoscenza possibile degli strumenti di
tutela   vigenti   anche   mediante   azioni   di   sensibilizzazione
dell'opinione  pubblica  sul principio della parita' di trattamento e
la realizzazione di campagne di informazione e comunicazione;
    e)  formulare raccomandazioni e pareri su questioni connesse alle
discriminazioni  per  razza  e  origine  etnica,  nonche' proposte di
modifica della normativa vigente;
    f)   redigere   una   relazione   annuale   per   il   Parlamento
sull'effettiva applicazione del principio di parita' di trattamento e
sull'efficacia  dei  meccanismi  di  tutela,  nonche'  una  relazione
annuale  al  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri sull'attivita'
svolta;
    g)  promuovere  studi,  ricerche, corsi di formazione e scambi di
esperienze, in collaborazione anche con le associazioni e gli enti di
cui  all'articolo  6,  con  le  altre  organizzazioni non governative
operanti  nel settore e con gli istituti specializzati di rilevazione
statistica,  anche  al  fine  di  elaborare linee guida in materia di
lotta alle discriminazioni.
  3.  L'ufficio ha facolta' di richiedere ad enti, persone ed imprese
che  ne  siano in possesso, di fornire le informazioni e di esibire i
documenti utili ai fini dell'espletamento dei compiti di cui al comma
2.
  4.  L'ufficio,  diretto  da un responsabile nominato dal Presidente
del  Consiglio  dei  Ministri  o  da  un Ministro da lui delegato, si
articola  secondo  le  modalita' organizzative fissate con successivo
decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  con  cui si
provvede   ad   apportare  le  opportune  modifiche  al  decreto  del
Presidente del Consiglio dei Ministri in data 23 luglio 2002, recante
ordinamento  delle  strutture generali della Presidenza del Consiglio
dei  Ministri,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  207 del 4
settembre 2002.
  5.   L'ufficio   puo'   avvalersi   anche  di  personale  di  altre
amministrazioni  pubbliche,  ivi  compresi  magistrati  e  avvocati e
procuratori dello Stato, in posizione di comando, aspettativa o fuori
ruolo, nonche' di esperti e consulenti esterni. Si applica l'articolo
17, commi 14 e 17, della legge 15 maggio 1997, n. 127.
  6.  Il  numero dei soggetti di cui al comma 5 e' determinato con il
decreto  di  cui al comma 4, secondo quanto previsto dall'articolo 29
della  legge  23  agosto  1988,  n. 400 e dall'articolo 9 del decreto
legislativo 23 luglio 1999, n. 303.
  7.  Gli  esperti  di cui al comma 5 sono scelti tra soggetti, anche
estranei   alla   pubblica   amministrazione,   dotati   di   elevata
professionalita'  nelle materie giuridiche, nonche' nei settori della
lotta  alle  discriminazioni, dell'assistenza materiale e psicologica
ai  soggetti  in  condizioni  disagiate,  del  recupero  sociale, dei
servizi   di   pubblica   utilita',  della  comunicazione  sociale  e
dell'analisi delle politiche pubbliche.
  8.  Sono  fatte  salve le competenze delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano.
 
          Note all'art. 7:
              - Il testo dell'art. 425 del Codice di procedura civile
          e' il seguente:
              «Art.  425  (Richiesta  di  informazioni e osservazioni
          alle  associazioni  sindacali).  -  Su  istanza  di  parte,
          l'associazione  sindacale indicata dalla stessa ha facolta'
          di  rendere  in  giudizio,  tramite  un suo rappresentante,
          informazioni   e   osservazioni   orali   o  scritte.  Tali
          informazioni  e  osservazioni possono essere rese anche nel
          luogo  di  lavoro ove sia stato disposto l'accesso ai sensi
          del terzo comma dell'art. 421.
              A  tal fine il giudice puo' disporre ai sensi del sesto
          comma dell'art. 420.
              Il  giudice puo' richiedere alle associazioni sindacali
          il  testo  dei  contratti  e  accordi collettivi di lavoro,
          anche aziendali, da applicare nella causa.».
              -  Il  testo  dell'art.  17, commi 14 e 17, della legge
          15 maggio  1997,  n. 127 (Misure urgenti per lo snellimento
          dell'attivita'   amministrativa   e   dei  procedimenti  di
          decisione e di controllo), e' il seguente:
              «Art.   17   (Ulteriori   disposizioni  in  materia  di
          semplificazione    dell'attivita'   amministrativa   e   di
          snellimento dei procedimenti di decisione e di controllo).
              (Omissis).
              14.   Nel   caso   in   cui  disposizioni  di  legge  o
          regolamentari    dispongano   l'utilizzazione   presso   le
          amministrazioni pubbliche di un contingente di personale in
          posizione  di  fuori ruolo o di comando, le amministrazioni
          di'  appartenenza  sono tenute ad adottare il provvedimento
          di  fuori  ruolo  o  di comando entro quindici giorni dalla
          richiesta
              (Omissis).
              17.  Al  comando  si  provvede con decreto dei Ministri
          competenti, sentito l'impiegato.».
              -  Il testo dell'art. 29 della legge 23 agosto 1988, n.
          400  (Disciplina  dell'attivita'  di  Governo e ordinamento
          della   Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri),  e'  il
          seguente:
              «Art. 29 (Consulenti e comitati di consulenza). - 1. Il
          Presidente  del  Consiglio  dei  ministri puo' avvalersi di
          consulenti  e costituire comitati di consulenza, di ricerca
          o di studio su specifiche questioni.
              2. Per tali attivita' si provvede con incarichi a tempo
          determinato    da    conferire    a   magistrati,   docenti
          universitari,  avvocati  dello  Stato,  dirigenti  e  altri
          dipendenti  delle  amministrazioni  dello Stato, degli Enti
          pubblici,  anche  economici,  delle  aziende  a  prevalente
          partecipazione   pubblica   o  anche  ad  esperti  estranei
          all'amministrazione dello Stato.».
              -   Il   testo  dell'art.  9  del  decreto  legislativo
          30 luglio  1999,  n.  303 (Ordinamento della Presidenza del
          Consiglio  dei  Ministri,  a norma dell'art. 11 della legge
          15 marzo 1997, n. 59), e' il seguente:
              «Art.   9   (Personale  della  Presidenza).  -  1.  Gli
          incarichi  dirigenziali presso la Presidenza sono conferiti
          secondo le disposizioni di cui agli articoli 14, comma 2, e
          19  del  decreto  legislativo  3 febbraio  1993,  n.  29, e
          successive   modificazioni   ed   integrazioni,   relativi,
          rispettivamente, alle strutture individuate come di diretta
          collaborazione  ed  alle  altre  strutture,  ferma restando
          l'applicabilita',   per   gli  incarichi  di  direzione  di
          dipartimento,  dell'art.  28 della legge 23 agosto 1988, n.
          400, come modificato dal presente decreto, e ferma altresi'
          restando l'applicabilita' degli articoli 18, comma 3, e 31,
          comma 4, della legge stessa.
              2. La Presidenza si avvale per le prestazioni di lavoro
          di livello non dirigenziale: di personale di ruolo, entro i
          limiti  di  cui  all'art.  11,  comma  4;  di  personale di
          prestito,  proveniente  da altre amministrazioni pubbliche,
          ordini,   organi,  enti  o  istituzioni,  in  posizione  di
          comando,  fuori  ruolo,  o  altre  corrispondenti posizioni
          disciplinate   dai  rispettivi  ordinamenti;  di  personale
          proveniente dal settore privato, utilizzabile con contratti
          a tempo determinato per le esigenze delle strutture e delle
          funzioni  individuate  come  di  diretta collaborazione; di
          consulenti   o   esperti,   anche  estranei  alla  pubblica
          amministrazione,  nominati  per  speciali  esigenze secondo
          criteri e limiti fissati dal Presidente.
              3.  In  materia di reclutamento del personale di ruolo,
          il  Presidente,  con  proprio  decreto,  puo' istituire, in
          misura non superiore al 20 per cento dei posti disponibili,
          una  riserva  di  posti  per  l'inquadramento  selettivo, a
          parita'    di    qualifica,    del   personale   di   altre
          amministrazioni  in  servizio  presso  la  Presidenza ed in
          possesso  di  requisiti professionali adeguati e comprovati
          nel tempo.
              4.  Il  rapporto di lavoro del personale di ruolo della
          Presidenza  e' disciplinato dalla contrattazione collettiva
          e  dalle  leggi che regolano il rapporto di lavoro privato,
          in   conformita'   delle   norme  del  decreto  legislativo
          3 febbraio  1993,  n.  29,  e  successive  modificazioni  e
          integrazioni, anche per quanto attiene alla definizione del
          comparto  di  contrattazione per la Presidenza. Tale regime
          si   applica,   relativamente   al   trattamento  economico
          accessorio  e  fatta  eccezione  per gli estranei e per gli
          appartenenti  a  categorie  sottratte  alla  contrattazione
          collettiva,  al  personale che presso la Presidenza ricopre
          incarichi  dirigenziali  ed  al  personale  di  prestito in
          servizio presso la Presidenza stessa.
              5.  Il  Presidente,  con proprio decreto, stabilisce il
          contingente  del  personale di prestito, ai sensi dell'art.
          11, comma 4, il contingente dei consulenti ed esperti, e le
          corrispondenti   risorse   finanziarie   da   stanziare  in
          bilancio.   Appositi   contingenti  sono  previsti  per  il
          personale   delle   forze   di  polizia,  per  le  esigenze
          temporanee  di  cui  all'art.  39,  comma  22,  della legge
          27 dicembre  1997,  n.  449,  nonche'  per  il personale di
          prestito    utilizzabile   nelle   strutture   di   diretta
          collaborazione.  Il  Presidente  puo'  ripartire  per  aree
          funzionali,    in   relazione   alle   esigenze   ed   alle
          disponibilita'  finanziarie, i contingenti del personale di
          prestito,  dei  consulenti  ed esperti. Al giuramento di un
          nuovo  Governo,  cessano  di  avere  effetto  i  decreti di
          utilizzazione  del  personale  estraneo  e del personale di
          prestito  addetto ai gabinetti e segreterie delle autorita'
          politiche.  Il restante personale di prestito e' restituito
          entro  sei mesi alle amministrazioni di appartenenza, salva
          proroga  del  comando  o  conferma del fuori ruolo disposte
          sulla  base di specifica e motivata richiesta dei dirigenti
          proposti alle strutture della Presidenza.
              6.  Il  Presidente,  con proprio decreto, stabilisce il
          trattamento   economico   del  Segretario  generale  e  dei
          vicesegretari generali, nonche' i compensi da corrispondere
          ai  consulenti,  agli  esperti,  al personale estraneo alla
          pubblica amministrazione.
              7.  Ai  decreti di cui al presente articolo ed a quelli
          di  cui  agli  articoli 7  e  8  non  sono  applicabili  la
          disciplina  di  cui all'art. 17 della legge 23 agosto 1988,
          n.  400,  e quella di cui all'art. 3, commi 1, 2 e 3, della
          legge 14 gennaio 1994, n. 20. Il Presidente puo' richiedere
          il  parere  del  Consiglio di Stato e della Corte dei conti
          sui decreti di cui all'art. 8.».