Norma italiana
Impianti a gas per uso domestico UNI
CIG alimentati da rete di distribuzione 7129
Progettazione, installazione e manutenzione
Gas plants for domestic use fed by network distribution - Design, in-
stallation and maintenance
SOMMARI0
1. Generalita' ........................ pag. 2
1.1. Scopo .............................. " 2
1.2. Campo di applicazione .............. " 2
1.3. Norme di riferimento ............... " 2
2. Impianti interni ................... " 3
2.1. Dimensionamento dell'impianto....... " 3
2.1.1. Generalita' ........................ " 3
2.1.2. Determinazione della portata di
volume ............................. " 3
2.2. Materiali .......................... " 3
2.2.1. Tubazioni .......................... " 3
2.2.2. Giunzioni, raccordi e pezzi speciali,
rubinetti .......................... " 4
2.3. Impianti ........................... " 5
2.3.1. Posa in opera - Generalita' ........ " 5
2.3.2. Tubazioni in vista ................. " 7
2.3.3. Tubazioni sotto traccia ............ " 7
2.3.4. Tubazioni interrate ................ " 8
2.4. Prova di tenuta dell'impianto ...... " 8
2.5. Apparecchi di utilizzazione ........ " 9
2.5.1. Ubicazione ......................... " 9
2.5.2. Installazione ...................... " 9
2.5.3. Tubi flessibili .................... " 10
2.6. Messa in servizio dell'impianto e
degli apparecchi di utilizzazione... " 10
2.6.1. Messa in servizio dell'impianto .... " 10
2.6.2. Messa in servizio degli apparecchi
di utilizzazione ................... " 10
2.7. Controllo e manutenzione periodica
dell'impianto ...................... " 11
2.7.1. Verifica e pulizia della tubazione.. " 11
2.7.2. Manovrabilita' dei rubinetti
dell'impianto ...................... " 11
2.7.3. Tubo flessibile .................... " 11
2.7.4. Apparecchi di utilizzazione ........ " 11
2.7.5. Aperture di ventilazione ........... " 11
2.7.6. Tiraggio ........................... " 11
2.8. Modifica ed ampliamento degli
impianti ........................... " 12
3. Ventilazione dei locali ............ " 12
3.1. Generalita' ........................ " 12
3.1.1. Volumi di aria ..................... " 12
3.1.2. Afflusso dell'aria ................. " 12
3.1.3. Apparecchi stagni .................. " 12
3.1.4. Apparecchi non collegati a un
condotto di scarico ................ " 12
3.2. Ventilazione naturale diretta ...... " 13
3.2.1. Aperture su pareti esterne del
locale da ventilare ................ " 13
3.2.2. Condotti di ventilazione ........... " 14
3.3. Ventilazione naturale indiretta .... " 14
3.4. Evacuazione aria viziata ........... " 15
4. Scarico dei prodotti della
combustione ........................ " 16
4.1. Generalita' ........................ " 16
4.2. Apparecchi di tipo A ............... " 16
4.3. Apparecchi di tipo B a tiraggio
naturale ........................... " 16
4.3.1. Collegamento a camini e/o canne
fumarie ............................ " 16
4.3.2. Canne fumarie/Camini ............... " 19
4.3.3. Comignoli .......................... " 22
4.3.4. Scarico diretto all'esterno ........ " 24
4.4. Apparecchi di tipo B a tiraggio
forzato ............................ " 27
4.4.1. Generalita' ........................ " 27
4.4.2. Evacuazione dei prodotti della
combustione ........................ " 27
4.5. Apparecchi di tipo C a tiraggio
naturale ........................... " 30
4.6. Apparecchi di tipo C a tiraggio
forzato ............................ " 31
4.7. Scarico dei prodotti della
combustione di apparecchi a tiraggio
sia naturale che forzato entro spazi
chiusi a cielo libero .............. " 32
Appendice A - calcolo dei diametri dei
tubi di un impianto
interno ..................... " 34
- Tabelle per il calcolo dei
diametri degli impianti ..... " 34
Appendice B - Schemi di installazioni di
apparecchi secondo i vari
tipi di scarico dei prodotti
della combustione ........... " 40
Appendice C - Dimensioni interne di alcuni
tipi di camini singoli ...... " 49
Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la
pubblicazione sia di nuove edizioni sia di fogli di aggiornamento.
E' importante pertanto che gli utenti delle stesse si accertino di
essere in possesso dell'ultima edizione o foglio di aggiornamento.
1. Generalita'1)
1.1. Scopo
La presente norma ha lo scopo di fissare i criteri per la
progettazione, l'installazione, la messa in servizio e la
manutenzione degli impianti domestici e similari per l'utilizzazione
dei gas combustibili distribuiti per mezzo di canalizzazioni.
1.2. Campo di applicazione
La presente norma si applica:
a) alla costruzione ed ai rifacimenti di impianti o di parte di essi,
comprendenti il complesso delle tubazioni e degli accessori che
distribuiscono il gas a valle del contatore (impianti interni);
b) alla installazione di apparecchi aventi portata termica nominale
non maggiore di 35 kW (circa 30 000 kcal/h);
c) alla ventilazione dei locali in cui detti apparecchi sono
installati;
d) allo scarico dei prodotti della combustione.
Nota 1 - La progettazione, l'installazione, la messa in servizio e la
manutenzione degli impianti oggetto della presente norma devono
essere eseguite da personale qualificato.
Nota 2 - Per gli apparecchi di portata termica nominale > di 35 kW
sono applicabili le disposizioni legislative e regolamentari nonche'
le norme UNI in materia.
1.3. Norme di riferimento
Nel corso della norma viene fatto riferimento alle seguenti norme:
UNI 5192 Raccordi di ghisa malleabile filettati secondo UNI ISO 7/1
UNI 6507 Tubi di rame senza saldatura per distribuzione fluidi -
Dimensioni, prescrizioni e prove
UNI 7140 Apparecchi a gas per uso domestico - Tubi flessibili per
allacciamento
UNI 7141 Apparecchi a gas per uso domestico - Portagomma e fascette
UNI 8050 Raccordi a giunzione capillare per tubi di rame
UNI 8849 Raccordi di polietilene (PE 50), saldabili per fusione
mediante elementi riscaldanti, per condotte per convogliamento di gas
combustibili - Tipi, dimensioni e requisiti
UNI 8850 Raccordi di polietilene (PE 50) saldabili per elettrofusione
per condotte interrate per convogliamento di gas combustibili - Tipi,
dimensioni e requisiti
UNI 8863 Tubi senza saldatura e saldati di acciaio non legato,
filettabili secondo UNI ISO 7/1
UNI 9034 Condotte di distribuzione del gas con pressioni massime di
esercizio <- 5 bar - Materiali e sistemi di giunzione
UNI 9099 Tubi d'acciaio per tubazioni interrate o sommerse -
Rivestimenti esterni in polietilene applicati per estrusione
UNI 9165 Reti di distribuzione del gas con pressioni massime di
esercizio minori o uguali a 5 bar - Progettazione, costruzione e
collaudo
UNI 9264 Prodotti finiti di elastomeri - Guarnizioni di tenuta ad
anello per condotte di gas e loro accessori - Requisiti e prove
UNI 9731 Camini - Classificazione in base alla resistenza termica -
Misure e prove
UNI 9736 Giunzione di tubi e raccordi di PE in combinazione fra loro
e giunzioni miste metallo - PE per gasdotti interrati - Tipi,
requisiti e prove
UNI 9891 Apparecchi a gas per uso domestico - Tubi flessibili di
acciaio inossidabile a parete continua
UNI ISO 7/1 Filettature di tubazioni per accoppiamento a tenuta sul
filetto - Designazione, dimensioni e tolleranze
UNI ISO 50 Tubazioni - Manicotti di acciaio, filettati secondo UNI
ISO 7/1
UNI ISO 228/1 Filettature di tubazioni per accoppiamento non a tenuta
sul filetto - Designazione, dimensioni e tolleranze
UNI ISO 3419 Raccordi da saldare di testa di acciaio non legato o
legato
UNI ISO 4145 Raccordi di acciaio non legato, filettati secondo ISO
7/1
UNI ISO 4437 Tubi di polietilene (PE) per condotte interrate per
distribuzione di gas combustibili - Serie metrica - Specifica
UNI ISO 5256 Tubi di acciaio per tubazioni interrate o immerse -
Rivestimento esterno e interno a base di bitume o di catrame
CEI 64-8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non
superiore a 1 000 V in corrente alternata e a 1 500 V in corrente
continua
1) Per i termini e le definizioni vedere UNI 7128.
2. Impianti interni
2.1. Dimensionamento dell'impianto
2.1.1. Generalita'
Le sezioni delle tubazioni costituenti l'impianto (vedi appendice A)
devono essere tali da garantire una fornitura di gas sufficiente a
coprire la massima richiesta, limitando la perdita di pressione fra
il contatore e qualsiasi apparecchio di utilizzazione a valori non
maggiori di:
0,5 mbar per i gas della 1a famiglia (gas manifatturato)
1,0 mbar per i gas della 2a famiglia (gas naturale)
2,0 mbar per i gas della 3a famiglia (GPL)
Qualora a monte del contatore sia installato un regolatore di
pressione, si ammettono perdite di carico doppie di quelle sopra
riportate.
2.1.2. Determinazione della portata in volume
La portata di gas necessaria per alimentare ogni apparecchio deve
essere rilevata in base alle indicazioni fornite dal suo costruttore.
Qualora non fosse disponibile questo dato, la portata in volume deve
essere calcolata dividendo la portata termica nominale Qn (in kW)
dell'apparecchio per il:
potere calorifico superiore del gas Hs(in kJ/m3) nel caso di
apparecchi di cottura
potere calorifico inferiore del gas Hi (in kJ/m3) nel caso di tutti
gli altri apparecchi
2.2. Materiali
2.2.1. Tubazioni
Le tubazioni che costituiscono la parte fissa degli impianti possono
essere di:
- acciaio
- rame
- polietilene
2.2.1.1. Tubi di acciaio
I tubi di acciaio possono essere senza saldatura oppure con saldatura
longitudinale e devono avere caratteristiche qualitative e
dimensionali non minori di quelle prescritte dalla norma UNI 8863,
serie leggera.
Nel prospetto che segue sono riportati, per comodita', i diametri e
gli spessori dei tubi per le portate termiche considerate nel campo
di applicazione della presente norma.
Diametro esterno De
mm
17,2 21,3 26,9 33,7 42,4 48,3 60,3 76,1 88,9
Spessore s
mm
2,0 2,3 2,3 2,9 2,9 2,9 3,2 3,2 3,6
Diametro interno Di
mm
13,2 16,7 22,3 27,9 36,6 42,5 53,9 69,7 81,7
Per le tubazioni di acciaio con saldatura longitudinale, se inter-
rate, occorre prevedere tubi aventi caratteristiche uguali a quelle
dei tubi usati per pressione massima di esercizio p minore uguale 5
bar (UNI 9034).
2.2.1.2. Tubi di rame
I tubi di rame devono avere caratteristiche qualitative e
dimensionali non minori di quelle prescritte dalla UNI 6507, serie B.
Nel prospetto che segue sono riportati, per comodita', i diametri e
gli spessori dei tubi per le portate termiche considerate nel campo
di applicazione della presente norma.
Diametro esterno De
mm
12,0 14,0 15,0 16,0 18,0 22,0 28,0 35,0 42,0 54,0
Spessore s
mm
1,0 1,0 1,0 1,0 1,0 1,5 1,5 1,5 1,5 2,0
Diametro interno Di
mm
10,0 12,0 13,0 14,0 16,0 19,0 25,0 32,0 39,0 50,0
Per le tubazioni di rame interrate lo spessore non deve essere minore
di 2,0 mm.
2.2.1.3. Tubi di polietilene
I tubi di polietilene, da impiegare unicamente per le tubazioni
interrate, devono avere caratteristiche qualitative e dimensionali
non minori di quelle prescritte dalla norma UNI ISO 4437, serie S
8.3, con spessore minimo di 3 mm.
Nel prospetto che segue sono riportati, per comodita', i diametri e
gli spessori dei tubi per le portate termiche considerate nel campo
di applicazione della presente norma.
Diametro esterno De
mm
20,0 25,0 32,0 40,0 50,0 63,0 75,0 90,0 110,0
Spessore s
mm
3,0 3,0 3,0 3,0 3,0 3,6 4,3 5,2 6,3
Diametro interno Di
mm
14,0 19,0 26,0 34,0 44,0 55,8 66,4 79,6 97,4
2.2.2. Giunzioni, raccordi e pezzi speciali, rubinetti
2.2.2.1. Per tubi di acciaio
Le giunzioni dei tubi di acciaio devono essere realizzate mediante
raccordi con filettatura conforme alla norma UNI ISO 7/1, o a mezzo
saldatura di testa per fusione.
L'impiego di mezzi di tenuta come canapa con mastici adatti (tranne
che per gli impianti a GPL), nastro di politetrafluoruro di etilene o
altri idonei materiali non e' escluso nell'utilizzo dei raccordi con
filettatura UNI ISO 7/1. E' assolutamente da escludere invece l'uso
di biacca, minio o altri materiali simili.
Tutti i raccordi ed i pezzi speciali devono essere realizzati di
acciaio oppure di ghisa malleabile: quelli di acciaio con estremita'
filettate (UNI ISO 50, UNI ISO 4145) o saldate (UNI ISO 3419), quelli
di ghisa malleabile con estremita' unicamente filettate (UNI 5192).
I rubinetti devono essere di acciaio, di ottone o di ghisa
sferoidale, con sezione libera di passaggio non minore del 75% di
quella del tubo sul quale vengono inseriti; devono essere di facile
manovrabilita' e manutenzione, e con possibilita' di rilevare
facilmente le posizioni di aperto e di chiuso.
2.2.2.2. Per tubi di rame
Le giunzioni dei tubi di rame devono essere realizzate mediante
saldatura di testa o saldatura a giunzione capillare (UNI 8050), od
anche per giunzione meccanica, tenendo presente che giunzioni e
raccordi meccanici non devono essere impiegati nelle tubazioni sotto
traccia ed in quelle interrate.
I raccordi ed i pezzi speciali possono essere di rame, di ottone o di
bronzo (secondo UNI 8050).
Le giunzioni miste, tubo di rame con tubo di acciaio, devono essere
realizzate mediante brasatura forte o raccordi misti (meccanici a
compressione o filettati). I rubinetti per i tubi di rame devono
essere di ottone, di bronzo o di acciaio, con le medesime
caratteristiche di cui al punto precedente.
2.2.2.3. Per tubi di polietilene
I raccordi ed i pezzi speciali dei tubi di polietilene devono essere
realizzati anch'essi di polietilene (secondo le UNI 8849, UNI 8850,
UNI 9736); le giunzioni devono essere realizzate mediante saldatura
di testa per fusione a mezzo di elementi riscaldanti o, in
alternativa, mediante saldatura per elettrofusione.
Le giunzioni miste, tubo di polietilene con tubo metallico, devono
essere realizzate mediante un raccordo speciale polietilene-metallo
idoneo per saldatura di testa, o raccordi metallici filettati o
saldati.
I rubinetti per i tubi di polietilene possono essere, oltre che dello
stesso polietilene, anche con il corpo di ottone, di bronzo o di
acciaio, sempre con le medesime caratteristiche di cui in 2.2.2.1.
2.3. Impianti
2.3.1. Posa in opera - Generalita'
2.3.1.1. E' vietato installare impianti per gas aventi densita'
relativa maggiore di 0,80 in locali con pavimento al di sotto del pi-
ano di campagna.
2.3.1.2. Le tubazioni possono essere collocate in vista, sotto
traccia ed interrate.
Devono comunque essere osservate le prescrizioni qui di seguito
riportate.
2.3.1.3. E' ammesso l'attraversamento di intercapedini chiuse,
purche', nell'attraversamento, la tubazione non presenti giunzioni o
saldature e venga collocata in tubo guaina passante, di acciaio, con
l'estremita' verso l'esterno aperta e quella verso l'interno
sigillata.
La tubazione collocata in attraversamento di vani o di ambienti con
pericolo di incendio (ad esempio rimesse, garage, magazzini di
materiali combustibili) dovra' essere protetta con materiali aventi
classe 0 di reazione al fuoco. Le guaine di cui sopra devono avere il
diametro interno di almeno 10 mm maggiore del diametro esterno della
condotta.
2.3.1.4. Nell'attraversamento di muri pieni, muri di mattoni forati e
pannelli prefabbricati, la tubazione non deve presentare giunzioni o
saldature e deve essere protetta con tubo guaina passante murato con
malta di cemento.
----> Vedere Fig. 1 a Pag. 11 del S.O. <----
Nell'attraversamento di muri perimetrali esterni, l'intercapedine fra
tubo e guaina e tubazione gas deve essere sigillata con materiali
adatti in corrispondenza della parte interna del locale (vedere fig.
1).
Nell'attraversamento di solette (pavimenti o soffitti) il tubo deve
essere infilato in una guaina sporgente almeno 20 mm dal pavimento e
l'intercapedine fra il tubo e il tubo guaina deve essere sigillata
con materiali adatti (ad esempio asfalto, cemento plastico e simili).
E' tassativamente vietato l'impiego di gesso (vedere fig. 2).
Le guaine di cui al presente punto possono essere costituite da tubi
metallici o da tubi di plastica non propaganti la fiamma, con
diametro interno maggiore di almeno 10 mm del diametro esterno della
condotta.
----> Vedere Fig. 2 a Pag. 12 del S.O. <----
2.3.1.5. Non e' ammessa la posa in opera dei tubi del gas a contatto
con tubazioni dell'acqua; per i parallelismi e gli incroci il tubo
del gas, se in posizione sottostante, deve essere protetto con
opportuna guaina impermeabile, in materiale incombustibile o non
propagante la fiamma.
E' vietato l'uso delle tubazioni del gas come dispersori, conduttori
di terra o conduttori di protezione di impianti e apparecchiature
elettriche (CEI 64-8), telefono compreso.
E' inoltre vietata la collocazione delle tubazioni del gas nelle
canne fumarie, nei condotti per lo scarico delle immondizie, nei vani
per ascensori o in vani e cunicoli destinati a contenere servizi
elettrici e telefonici.
2.3.1.6. E' ammessa la curvatura a freddo dei tubi di acciaio con e
senza saldatura e dei tubi di rame, purche' l'angolo compreso fra i
due tratti di tubo sia uguale o maggiore di 90 ed il raggio di
curvatura, misurato sull'asse dei tubi, non sia minore di:
- 10 volte il diametro per De minore uguale 60,3 mm;
- 38 volte il diametro per De > 60,3 mm.
Nel caso di tubazioni di polietilene sono ammessi cambiamenti di
direzione utilizzando le caratteristiche di flessibilita' del tubo,
purche' il raggio di curvatura non sia minore di 20 volte il diametro
del tubo stesso.
2.3.1.7. A monte di ogni derivazione di apparecchio di utilizzazione
e cioe' a monte di ogni tubo flessibile o rigido di collegamento fra
l'apparecchio e l'impianto interno deve sempre essere inserito un
rubinetto di intercettazione, posto in posizione visibile e
facilmente accessibile.
Se il contatore e' situato all'esterno dell'abitazione bisogna anche
inserire un analogo rubinetto immediatamente all'interno
dell'alloggio, in posizione facilmente accessibile. Da quanto sopra
sono peraltro esclusi i contatori installati in un balcone facente
parte dell'appartamento.
2.3.1.8. I punti terminali dell'impianto, compresi quelli ai quali e'
previsto il successivo allacciamento degli apparecchi di
utilizzazione, devono essere chiusi a tenuta con tappi filettati o
sistemi equivalenti.
2.3.1.9. E' vietato usare tubi, rubinetti, accessori, ecc., rimossi
da altro impianto gia' funzionante.
2.3.2. Tubazioni in vista
2.3.2.1. Le tubazioni in vista installate nei locali ventilati devono
avere giunzioni saldate o filettate; nei locali non ventilati, cioe'
privi di aperture rivolte verso l'esterno, giunzioni unicamente
saldate.
2.3.2.2. Le tubazioni in vista devono avere andamento rettilineo
verticale ed orizzontale ed essere opportunamente ancorate per
evitare scuotimenti, vibrazioni ed oscillazioni.
Gli elementi di ancoraggio devono essere distanti l'uno dall'altro
non piu' di 2,5 m per i diametri sino a 33,7 mm e di 3,0 metri per i
diametri maggiori.
2.3.2.3. Le tubazioni in vista devono essere collocate in posizione
tale da impedire urti e danneggiamenti e, ove necessario, protette.
2.3.3. Tubazioni sotto traccia
Le tubazioni sotto traccia possono essere installate nelle strutture
in muratura (nei pavimenti, nelle pareti perimetrali, nelle tramezze
fisse, nel solaio) purche' vengano posate con andamento rettilineo
verticale ed orizzontale e siano rispettate le seguenti condizioni:
2.3.3.1. Le tubazioni inserite sotto traccia devono essere posate ad
una distanza non maggiore di 200 mm dagli spigoli paralleli alla
tubazione e con elementi atti a permetterne l'individuazione del
percorso (anche disegni), ad eccezione dei tratti terminali per
l'allacciamento delle apparecchiature, i quali devono peraltro avere
la minore lunghezza possibile (vedere fig. 3).
2.3.3.2. L'intera tubazione sotto traccia deve essere annegata in
malta di cemento (1 : 3) di spessore non minore di 20 mm, operando
come segue:
- realizzata la traccia, si procede alla stesura di uno strato di
almeno 20 mm di malta di cemento, sul quale va collocata la
tubazione;
- dopo la prova di tenuta dell'impianto (vedere 2.4), la tubazione
deve essere completamente annegata in malta di cemento.
2.3.3.3. Tutti i rubinetti e le giunzioni filettate devono essere a
vista od inseriti in scatole ispezionabili non a tenuta.
----> Vedere Fig. 3 a Pag. 13 del S.O. <----
2.3.3.4. Le tubazioni sotto traccia non possono essere installate
sulle pareti esterne dei muri perimetrali e nelle intercapedini
comunque realizzate.
2.3.3.5. Puo' essere evitata la formazione della traccia solo per le
tubazioni a pavimento, sempre che le stesse siano poggiate
direttamente sulla caldana del solaio e ricoperte con almeno 20 mm di
malta di cemento.
2.3.4. Tubazioni interrate
2.3.4.1. Le tubazioni interrate devono avere sul loro percorso
riferimenti esterni in numero sufficiente a consentirne, in ogni
tempo, la completa individuazione.
2.3.4.2. Tutti i tratti interrati delle tubazioni metalliche devono
essere provvisti di un adeguato rivestimento protettivo contro la
corrosione secondo norme UNI ISO 5256 e UNI 9099 ed isolati, mediante
giunti dielettrici, da collocarsi fuori terra, nella immediata
prossimita' delle risalite della tubazione.
2.3.4.3. Le tubazioni devono essere posate su un letto di sabbia
lavata, di spessore minimo 100 mm, e ricoperte, per altri 100 mm, di
sabbia dello stesso tipo.
Per le tubazioni in polietilene e' inoltre necessario prevedere, a
circa 300 mm sopra la tubazione, la sistemazione di nastri di
segnalazione.
2.3.4.4. L'interramento della tubazione, misurato fra la generatrice
superiore del tubo ed il livello del terreno, deve essere almeno pari
a 600 mm.
Nei casi in cui detta profondita' non possa essere rispettata occorre
prevedere una protezione della tubazione con tubi di acciaio, piastre
di calcestruzzo, o con uno strato di mattoni pieni.
2.3.4.5. Le tubazioni interrate in polietilene devono essere
collegate alle tubazioni metalliche prima della loro fuoriuscita dal
terreno e prima del loro ingresso nel fabbricato.
2.3.4.6. Nel caso di parallelismi, sovrappassi e sottopassi fra i
tubi del gas ed altre canalizzazioni preesistenti, la distanza
minima, misurata fra le due superfici affacciate, deve essere tale da
consentire gli eventuali interventi di manutenzione su entrambi i
servizi.
2.4. Prova di tenuta dell'impianto
Prima di mettere in servizio un impianto di distribuzione interna di
gas, e, qundi, prima di collegarlo al contatore e che siano
allacciati gli apparecchi, l'installatore deve provarne la tenuta.
Se qualche parte dell'impianto non e' in vista, la prova di tenuta
deve precedere la copertura della tubazione. La prova va effettuata
con le seguenti modalita':
- si tappano provvisoriamente tutti i raccordi di alimentazione degli
apparecchi ed il collegamento al contatore, e si chiudono i relativi
rubinetti;
- si immette nell'impianto aria od altro gas inerte, fino a che sia
raggiunta una pressione di almeno 100 mbar;
- dopo il tempo di attesa necessario per stabilizzare la pressione
(comunque dopo un tempo non minore di 15 min), si effettua una prima
lettura della pressione, mediante un manometro ad acqua od
apparecchio equivalente, di sensibilita' minima di 0,1 mbar
(1 mm H O);
2
- trascorsi 15 min dalla prima, si effettua una seconda lettura: il
manometro non deve accusare nessuna caduta di pressione visibile fra
le due letture.
Se si verificassero delle perdite, queste devono essere ricercate con
l'ausilio di soluzione saponosa o prodotto equivalente, ed eliminate;
le parti difettose devono essere sostituite e le guarnizioni rifatte.
E' vietato riparare dette parti con mastici, ovvero cianfrinarle.
Eliminate le perdite, occorre rifare la prova di tenuta
dell'impianto.
2.5. Apparecchi di utilizzazione
2.5.1. Ubicazione
2.5.1.1. Gli apparecchi di cottura devono sempre scaricare i prodotti
della combustione in apposite cappe, che devono essere collegate a
camini, canne fumarie, o direttamente all'esterno.
In caso non esista la possibilita' di applicazione della cappa, e'
consentito l'impiego di un elettroventilatore, installato su finestra
o su parete affacciate sull'esterno, da mettere in funzione
contemporaneamente all'apparecchio, purche' siano tassativamente
rispettate le norme inerenti la ventilazione, di cui in 3.4.
2.5.1.2. Gli apparecchi di tipo B (per la classificazione degli
apparecchi vedere 4.1) per la produzione di acqua calda sanitaria,
muniti di tubo di scarico dei prodotti della combustione non possono
essere installati nelle camere da letto; e' consentita la loro
ubicazione nei locali uso bagno o doccia purche' il volume degli
stessi sia almeno di 1,5 m(cubi) per ogni kW di portata termica
installata e comunque non minore di 20 m(cubi).
2.5.1.3. Gli apparecchi di tipo B per riscaldamento ambienti e quelli
combinati (riscaldamento ambienti piu' produzione di acqua calda
sanitaria), muniti di tubo di scarico dei prodotti della combustione,
non possono essere installati nelle camere da letto e nei locali uso
bagno o doccia.
Gli apparecchi di tipo B non possono essere installati neppure nei
locali nei quali siano presenti camini aperti (caminetti) senza
afflusso di aria propria.
2.5.1.4. Sono esclusi da quanto sopra gli apparecchi di tipo C, a
tiraggio sia naturale che forzato.
2.5.1.5. Gli scaldacqua istantanei di portata termica sino a 11 kW,
gli apparecchi ad accumulo fino ad una capacita' utile di 50 l di
acqua ed una portata termina di 4,65 kW, gli apparecchi indipendenti
per il riscaldamento ambientale sino ad una portata termica di 3,5 kW
e tutti gli altri apparecchi a gas aventi una portata termica fino a
2,9 kW (apparecchi di tipo A), esclusi gli apparecchi di cottura,
possono essere installati senza condotto di scarico per i prodotti
della combustione, purche' vengano rispettate le condizioni contenute
nel D.M. 30/10/1981 e le seguenti:
- siano muniti di dispositivo di sicurezza per l'accensione e contro
lo spegnimento e di controllo dell'atmosfera ambiente;
- non siano installati in locali bagno o camera da letto, e comuque
in locali di volume inferiore a 12 m(cubi);
- la portata termica complessiva di detti apparecchi, se installati
in un unico locale, non deve, in ogni caso, essere maggiore di 15 kW,
ed il volume del locale deve essere almeno di 1,5 m(cubi) per ogni kW
di portata termica complessivamente installata;
- nei locali in cui funzionano detti apparecchi e' necessario
prevedere non una, ma due aperture di ventilazione (vedere 3.1.4.).
2.5.1.6. Gli apparecchi previsti per l'installazione all'esterno
degli edifici, ferme restando tutte le altre modalita' di
installazione, dovranno essere protetti con coperture idonee a
salvaguardarli dagli agenti atmosferici e dalle condizioni
ambientali, in conformita' a quanto previsto nelle istruzioni fornite
a corredo dal costruttore.
2.5.2. Installazione
2.5.2.1. L'installatore deve controllare che ogni apparecchio di
utilizzazione sia idoneo per il gas con cui viene alimentato.
2.5.2.2. I dispositivi di sicurezza o di regolazione automatica degli
apparecchi non devono, durante tutta la vita dell'impianto, essere
modificati, se non dal costruttore o dal fornitore.
2.5.2.3. Gli apparecchi fissi e quelli ad incasso devono essere
collegati all'impianto con tubo metallico rigido e raccordi di cui in
2.2.2.1 e 2.2.2.2, oppure con un tubo flessibile di acciaio
inossidabile a parete continua, di cui alla norma UNI 9891. Le
guarnizioni di tenuta devono essere conformi a UNI 9264.
Le stufe fino a 3,5 kW, le cucine ed i fornelli possono essere
collegati con tubi flessibili non metallici per allacciamento, di cui
alla UNI 7140.
2.5.3. Tubi flessibili
2.5.3.1. I tubi flessibili non metallici, di cui alla citata UNI
7140, devono essere messi in opera in modo che:
- in nessun punto raggiungano temperature maggiori di 50 C;
- abbiano una lunghezza non maggiore di 1 500 mm;
- non siano soggetti a sforzi di trazione e di torsione;
- non presentino strozzature e siano facilmente ispezionabili lungo
tutto il percorso;
- non vengano a contatto con corpi taglienti, spigoli vivi e simili.
Inoltre i tubi flessibili di tipo normale devono essere fissati
solidamente ai portagomma mediante fascette di sicurezza, di cui alla
UNI 7141.
Qualora una o piu' di tali condizioni non possa essere rispettata,
bisognera' ricorrere ai tubi metallici rigidi o flessibili.
2.5.3.2. I tubi flessibili metallici ondulati devono essere messi in
opera in modo che la loro lunghezza, in condizioni di massima
estensione, non sia maggiore di 2 000 mm.
2.6. Messa in servizio dell'impianto e degli apparecchi di
utilizzazione
2.6.1. Messa in servizio dell'impianto
Per la messa in servizio dell'impianto occorre procedere alle
seguenti operazioni e controlli:
- aprire finestre e porte ed evitare la presenza di fiamme libere e/o
scintille;
- procedere allo spurgo dell'aria contenuta nell'impianto interno;
- controllare che non vi siano fughe di gas. Durante 10 min il
contatore non deve segnare alcun passaggio di gas: in caso contrario
le fughe devono essere individuate con soluzione saponosa o prodotto
equivalente ed eliminate, ripetendo successivamente il controllo.
2.6.2. Messa in servizio degli apparecchi di utilizzazione
Per la messa in servizio degli apparecchi di utilizzazione occorre,
ad impianto attivato e con i rubinetti dello stesso aperti, procedere
a:
- controllare che non vi siano fughe di gas con i dispositivi di
intercettazione degli apparecchi in chiusura. Durante 10 min il
contatore non deve segnare alcun passaggio di gas: in caso contrario
le fughe devono essere individuate con soluzione saponosa o prodotto
equivalente, ripetendo successivamente il controllo;
- accendere i bruciatori e controllarne la regolazione; verificare il
buon funzionamento degli apparecchi e degli eventuali dispositivi di
sicurezza secondo le norme specifiche fissate per ciascun tipo di
apparecchio, nonche' secondo le istruzioni fornite dal costruttore;
- verificare la corretta ventilazione dei locali come specificato in
3;
- verificare l'efficienza dei dispositivi di evacuazione dei prodotti
della combustione. Per gli apparecchi a tiraggio naturale tale
verifica va effettuata:
a) controllando il tiraggio esistente durante il regolare
funzionamento dell'apparecchio, mediante, ad esempio, un deprimometro
posto subito all'uscita dei prodotti della combustione
dall'apparecchio;
b) controllando che nel locale non vi sia rigurgito dei prodotti
della combustione, anche durante il funzionamento di eventuali
elettroventilatori.
Se anche soltanto uno di questi controlli dovesse risultare negativo,
l'impianto non deve essere messo in servizio.
2.7. Controllo e manutenzione periodica dell'impianto
2.7.1. Verifica e pulizia della tubazione
2.7.1.1. La verifica della tubazione consiste:
- nell'esame visivo accurato della parte non collocata sotto traccia;
- nel controllo della tenuta con gas alla pressione di erogazione;
- nel controllo della manovrabilita' dei rubinetti al fine di
individuare eventuali anomalie.
2.7.1.2. Per effettuare la pulizia della tubazione si deve:
- aprire porte e finistre degli ambienti interessati;
- chiudere il rubinetto di intercettazione posto all'entrata del
contatore;
- staccare il tubo dell'impianto interno dal contatore e tappare
l'uscita di quest'ultimo;
- disinserire tutti gli apparecchi allacciati e ove esistano, i
relativi tubi flessibili;
- soffiare aria o gas inerte con apposita attrezzatura, partendo
dalla tubazione di diametro minore e procedendo verso quella di
diametro maggiore.
Prima di ricollegare la tubazione al contatore si deve ricontrollare
la tenuta dell'impianto.
Se si riscontrano delle perdite, queste devono essere ricercate con
soluzione saponosa o prodotto equivalente ed eliminate: le parti
difettose e le guarnizioni devono essere sostituite o rifatte. E'
vietato riparare dette parti con mastici, ovvero cianfrinarle.
Eliminate le eventuali perdite bisogna ripetere la prova di tenuta.
2.7.2. Manovrabilita' dei rubinetti dell'impianto
2.7.2.1. Se un rubinetto non e' facilmente manovrabile, nel senso che
sia anomalo lo sforzo necessario per effettuare le manovre di
apertura e di chiusura, occorre controllare la lubrificazione e la
regolazione delle parti mobili.
2.7.2.2. L'eventuale sostituzione di un rubinetto comporta la
ripetizione della prova di tenuta dell'impianto.
2.7.3. Tubo flessibile
La verifica dello stato di conservazione di un tubo flessibile non
metallico consiste nel controllare che:
- non siano stati superati i termini di scadenza (5 anni), secondo
quanto previsto dalla UNI 7140;
- non appaiono screpolature, tagli ed abrasioni, ne' tracce di
bruciature o di surriscaldamento sulla superficie del tubo, ne' sulle
estremita' dello stesso in corrispondenza del portagomma e delle
fascette stringitubo di sicurezza o dei raccordi filettati;
- non appaia deteriorato ed invecchiato il materiale di cui il tubo
e' costituito: pertanto il tubo stesso dovra' mantenere la normale
elasticita' e non risultare ne' indurito, ne' eccessivamente
plastico.
Nessuna particolare verifica si rende necessaria nel caso siano
impiegati tubi flessibili di acciaio inossidabile a parete continua,
o tubi metallici rigidi, se non il controllo della superficie, dei
raccordi filettati e delle relative guarnizioni.
2.7.4. Apparecchi di utilizzazione
Il controllo del funzionamento degli apparecchi di utilizzazione
viene effettuato con il gas distribuito, alla pressione di
erogazione, secondo le istruzioni fornite dal costruttore per ciascun
tipo di apparecchio.
2.7.5. Aperture di ventilazione
Vedere 2.6.2.
2.7.6. Tiraggio
Vedere 2.6.2.
2.8. Modifica ed ampliamento degli impianti
Per qualunque lavoro di modifica si deve procedere come se si
trattasse di nuovo impianto.
Inoltre, per qualunque lavoro di ampliamento dell'impianto che
comporti un aumento della portata di gas, e' necessaria
l'autorizzazione preventiva dell'Azienda distributrice.
3. Ventilazione dei locali
3.1. Generalita'
Avvertenze sulla indispensabilita' della ventilazione, sui mezzi per
realizzarla previsti in questa norma, sull'importanza di non
impedirne il funzionamento devono essere contenute nei libretti di
istruzione degli apparecchi di tipo A, B e di cottura.
L'apparrecchio stesso dovra' portare un'etichetta con la scritta:
"Attenzione - Questo apparecchio puo' essere installato e funzionare
solo in locali permamentemente ventilati secondo la norma UNI 7129"
3.1.1. Volumi di aria
E' indispensabile che nei locali in cui sono installati apparecchi a
gas (di tipo A o B, o apparecchi di cottura) possa affluire almeno
tanta aria quanta ne viene richiesta dalla regolare combustione del
gas e dalla ventilazione del locale. E' pertanto opportuno ricordare
che la combustione di 1 m(cubo) di gas richiede circa i seguenti
volumi di aria:
- gas manifatturato (Hs = 18,8 MJ/m(cubi)) 5 m(cubi)
- gas naturale (Hs = 38,6 MJ/m(cubi)) 11 m(cubi)
- GPL (Hs = 101,8 MJ/m(cubi)) 30 m(cubi)
- miscele GPL (25%) - aria (Hs = 27,2 MJ/m(cubi)) 8 m(cubi)
- miscele GPL (50%) - aria (Hs = 56,5 MJ/m(cubi)) 16 m(cubi)
Per gli apparecchi con dispositivo rompitiraggio-antivento i valori
dei volumi di aria vanno maggiorati secondo le caratteristiche del
dispositivo.
3.1.2. Afflusso dell'aria
L'afflusso naturale dell'aria deve avvenire per via diretta
attraverso:
- aperture permanenti praticate su pareti del locale da ventilare che
danno verso l'esterno;
- condotti di ventilazione, singoli oppure collettivi ramificati.
L'aria di ventilazione deve essere prelevata direttamente
dall'esterno, in zona lontana da fonti di inquinamento.
E' consentita anche la ventilazione indiretta, mediante prelievo
dell'aria da locali attigui a quello da ventilare, con le avvertenze
e le limitazioni di cui al successivo 3.3.
3.1.3. Apprecchi stagni
Gli apparecchi stagni, a tiraggio naturale o forzato (apparecchi di
tipo C), non hanno alcuna necessita' di prelevare aria di combustione
dal locale in cui sono installati.
3.1.4. Apparecchi non collegati a un condotto di scarico
Gli apparecchi a gas di cui al D.M. 30/10/1981 (vedere 2.5.1.5) hanno
necessita' non di una, ma di due aperture, ciascuna della sezione
minima di 100 cm(quadrati), di cui una per l'afflusso dell'aria
comburente e di ventilazione, secondo quanto indicato in 3.2.1, e
l'altra per lo scarico dei prodotti della combustione, situata nella
parte alta di una parete esterna.
3.2. Ventilazione naturle diretta
3.2.1. Apertura su pareti esterne del locale da ventilare
Tali aperture devono rispondere ai seguenti requisiti (vedere esempio
di realizzazione in fig. 4):
a) avere sezione libera totale netta di passaggio di almeno 6
cm(quadrati) per ogni kW di portata termica installata, con un minimo
di 100 cm(quadrati);
b) essere realizzata in modo che le bocche di apertura, sia
all'interno che all'esterno della parete, non possano venire ostruite
(vedere fig. 5);
c) essere protette ad esempio con griglie, reti metalliche, ecc.,
in modo peraltro da non ridurre la sezione utile sopra indicata;
d) essere situate ad una quota prossima al livello del pavimento e
tali da non provocare disturbo al corretto funzionamento dei
dispositivi di scarico dei prodotti della combustione; ove questa
posizione non sia possibile si dovra' aumentare almeno del 50% la
sezione delle aperture di ventilazione.
----> Vedere Fig. 4 e Fig. 5 a Pag. 19 del S.O. <----
3.2.2. Condotti di ventilazione
3.2.2.1. Condotti di ventilazione singoli
Nel caso di adduzione di aria comburente mediante condotti, il
tiraggio disponibile, prodotto dall'apparecchio di utilizzazione
installato e dal relativo sistema di evacuazione dei prodotti della
combustione, deve essere maggiore della somma delle resistenze
offerte dai condotti (resistenze di attrito, resistenze per eventuali
cambiamenti di direzione, strozzature, ecc.).
I condotti di ventilazione possono avere andamento orizzontale e
verticale: i tratti ad andamento orizzontale devono avere peraltro
una lunghezza ridotta al minimo.
I raccordi fra tratti ad andamento diverso devono essere realizzati
senza restringimenti di sezione a spigoli vivi. L'angolo di raccordo
fra gli assi di due tratti successivi di condotto non deve essere
minore di 90.
La bocca di immissione nel locale da ventilare deve essere collocata
in basso ed in posizione tale da non interferire con lo scarico dei
prodotti della combustione e deve essere protetta da una griglia o
dispositivi similari.
3.2.2.2. Condotti di ventilazione collettivi ramificati
Anche nel caso di adduzione dell'aria comburente mediante condotti
collettivi ramificati, la somma delle resistenze offerte da detti
condotti (resistenze di attrito, resistenze per eventuali cambiamenti
di direzione, strozzature, ecc.) puo' essere al massimo pari al 10%
del tiraggio disponibile, prodotto dai vari apparecchi di
utilizzazione installati ai vari piani e dal relativo sistema di
evacuazione dei prodotti della combustione.
I condotti di ventilazione collettivi ramificati devono inoltre avere
solo andamento verticale con flusso ascendente (vedere fig. 6).
La bocca di immissione nel locale da ventilare deve essere collocata
in basso ed in posizione tale da non interferire con lo scarico dei
prodotti della combustione e deve essere protetta da una griglia o
dispositivi similari.
----> Vedere Fig. 6 a Pag. 20 del S.O. <----
3.3. Ventilazione naturale indiretta
L'afflusso dell'aria puo' essere anche ottenuto da un locale
adiacente purche':
- il locale adiacente sia dotato di ventilazione diretta, conforme ai
commi a), b) e c) del punto 3.2.1;
- nel locale da ventilare siano installati solo apparecchi raccordati
a condotti di scarico;
- il locale adiacente non sia adibito a camera da letto o non
costituisca parte comune dell'immobile;
- il locale adiacente non sia un ambiente con pericolo di incendio,
quali rimesse, garage, magazzini di materiali combustibili, ecc.;
- il locale adiacente non sia messo in depressione rispetto al locale
da ventilare per effetto di tiraggio contrario (il tiraggio contrario
puo' essere provocato dalla presenza nel locale, sia di altro
apparecchio di utilizzazione funzionante a qualsivoglia tipo di
combustibile, sia di un caminetto, sia di qualunque dispositivo di
aspirazione, per i quali non sia stato previsto un ingresso di aria);
- il flusso dell'aria dal locale adiacente sino a quello da ventilare
possa avvenire liberamente attraverso aperture permanenti, di sezione
netta complessivamente non minore di quella indicata in 3.2.1. Tali
aperture potranno anche essere ricavate maggiorando la fessura fra
porta e pavimento (vedere fig. 7).
----> Vedere Fig. 7 a Pag. 21 del S.O. <----
3.4. Evacuazione aria viziata
Nei locali in cui sono installati apparecchi a gas puo' rendersi
necessaria, oltre che l'immissione di aria comburente, anche
l'evacuazione dell'aria viziata, con conseguente immissione di una
ulteriore pari quantita' di aria pulita e non viziata.
Se l'evacuazione dell'aria viziata avviene con l'ausilio di un mezzo
meccanico (elettroventilatore) dovranno essere rispettate le seguenti
condizioni:
a) se nell'ambiente vi e' un condotto di scarico comune fuori
servizio esso deve essere tappato;
b) l'apertura di ventilazione del locale in cui sono installati
apparecchi a gas deve essere aumentata in funzione della massima
portata d'aria occorrente all'elettroventilatore, secondo la tabella
seguente:
Portata Velocita' Sezione netta aggiuntiva
massima entrata aria passaggio aria
in m(cubi)/h in m/s in cm(quadrati)
fino a 50 1 140
oltre 50 fino a 100 1 280
oltre 100 fino a 150 1 420
c) l'azione dell'elettroventilatore non deve influenzare la
corretta evacuazione dei prodotti della combustione nel caso di
apparecchi che prelevino l'aria di combustione dall'ambiente. A tal
fine dovra' essere verificato quanto sopra effettuando una prova di
tiraggio, facendo funzionare il ventilatore alla sua potenza massima
e l'apparecchio a gas alle potenze nominali massima e minima
dichiarate dal costruttore. Inoltre nel caso di apparecchio collegato
ad una canna collettiva ramificata (c.c.r.) l'elettroventilatore
alla sua potenza massima e con apparecchio spento non deve mettere il
locale in depressione rispetto alla c.c.r. stessa.
Nota 1 - Se l'elettroventilatore e' installato in un locale senza
aperture, l'afflusso dell'aria ad esso necessaria dovra'
avvenire tramite un condotto di ventilazione, oppure
indirettamente da un locale adiacente, munito di adeguata
apertura. Se in quest'ultimo locale e' installato un
apparecchio a gas, l'aria di ventilazione necessaria sara'
quella per l'apparecchio aumentata di quella necessaria per
la presenza dell'elettroventilatore.
Nota 2 - La portata effettiva di un elettroventilatore e' funzione
del volume dell'ambiente da ventilare, tenendo presente che
per un locale uso cucina il ricambio orario di aria e' di 3
+ 5 volte il suo volume.
4. Scarico dei prodotti della combustione
4.1. Generalita'
A seconda del modo in cui avviene l'evacuazione dei prodotti della
combustione, gli apparecchi a gas si distinguono in:
Tipo A - apparecchi previsti per non essere collegati ad un condotto
od ad un dispositivo speciale di evacuazione dei prodotti della
combustione verso l'esterno del locale in cui sono installati;
Tipo B - apparecchi previsti per essere collegati ad un condotto di
evacuazione dei prodotti della combustione verso l'esterno del lo-
cale: l'aria comburente e' prelevata direttamente nell'ambiente dove
gli apparecchi sono installati;
Tipo C - apparecchi nei quali il circuito di combustione (presa
dell'aria comburente, camera di combustione, scambiatore, evacuazione
dei prodotti della combustione) e' stagno rispetto al locale in cui
sono installati.
Gli apparecchi di tipo B e di tipo C possono essere a tiraggio
naturale o a tiraggio forzato.
4.2. Apparecchi di tipo A
Sono apparecchi di piccola potenza e con funzionamento continuo o
discontinuo.
La potenza massima, i limiti al loro impiego, la loro ubicazione e le
particolari prescrizioni per la ventilazione dei locali in cui sono
installati, sono indicati in 2.5.1.5.
4.3. Apparecchi di tipo B a tiraggio naturale
Gli apparecchi a gas, muniti di attacco per il tubo di scarico dei
fumi, devono avere un collegamento diretto a camini o canne fumarie
di sicura efficienza; solo in mancanza di questi e' consentito che
gli stessi scarichino i prodotti della combustione direttamente
all'esterno, purche' siano rispettate le prescrizioni di cui in
4.3.4.
4.3.1. Collegamento a camini e/o a canne fumarie
Il raccordo degli apparecchi ad un camino o ad una canna fumaria
avviene a mezzo di canali da fumo.
I canali da fumo devono essere collegati al camino od alla canna
fumaria nello stesso locale in cui e' installato l'apparecchio, o,
tutt'al piu' nel locale contiguo, devono rispondere ai seguenti
requisiti:
4.3.1.1. essere a tenuta e realizzati in materiali adatti a resistere
nel tempo alle normali sollecitazioni meccaniche, al calore ed
all'azione dei prodotti della combustione e delle loro eventuali con-
dense.
In qualsiasi punto del canale da fumo e per qualsiasi condizione
esterna, la temperatura dei fumi deve essere superiore a quella del
punto di rugiada;
4.3.1.2. essere collegati a tenuta; se vengono impiegati materiali a
tale scopo, questi devono essere resistenti al calore ed alla
corrosione;
4.3.1.3. essere collocati in vista, facilmente smontabili ed
installati in modo da consentire le normali dilatazioni termiche;
4.3.1.4. per gli apparecchi con scarico verticale, essere dotati di
un tratto verticale di lunghezza non minore di due diametri, misurati
dall'attacco del tubo di scarico;
4.3.1.5. avere, dopo il tratto verticale, per tutto il percorso
rimanente, andamento ascensionale, con pendenza minima del 3%. La
parte ad andamento sub-orizzontale non deve avere una lunghezza
maggiore di 1/4 dell'altezza efficace H del camino o della canna
fumaria, e comunque non deve avere una lunghezza maggiore di 2 500 mm
(vedere fig. 8 a)), salvo verifica secondo il metodo generale di
calcolo di cui alle norme UNI vigenti;
4.3.1.6. avere cambiamenti di direzione in numero non superiore a
tre, compreso il raccordo di imbocco al camino e/o alla canna
fumaria, realizzati con angoli interni maggiori di 90. I cambiamenti
di direzione devono essere realizzati unicamente mediante l'impiego
di elementi curvi;
4.3.1.7. avere, per gli apparecchi con tubo di scarico posteriore o
laterale, una lunghezza del tratto sub-orizzontale non maggiore di
1/4 dell'altezza efficace H del camino o della canna fumaria, e
comunque non maggiore di 1 500 mm, e non piu' di due cambiamenti di
direzione, compreso il raccordo di imbocco al camino e/o alla canna
fumaria (fig. 8 b)), salvo verifica secondo il metodo generale di
calcolo di cui alle norme UNI vigenti;
4.3.1.8. avere l'asse del tratto terminale di imbocco perpendicolare
alla parete interna opposta del camino o della canna fumaria (fig.
9): il canale da fumo deve inoltre essere saldamente fissato e tenuta
all'imbocco del camino o della canna fumaria, senza sporgere
all'interno;
----> Vedere Fig. 8 a Pag. 23 del S.O. <----
4.3.1.9. avere, per tutta la sua lunghezza, una sezione non minore di
quella dell'attacco del tubo di scarico dell'apparecchio. Nel caso
poi in cui il camino o la canna fumaria avessero un diametro minore
di quello del canale da fumo, dovra' essere effettuato un raccordo
conico in corrispondenza dell'imbocco;
4.3.1.10. non avere dispositivi di intercettazione (serrande): se
tali dispositivi fossero gia' in opera devono essere eliminati;
----> Vedere Fig. 9 a Pag. 23 del S.O. <----
4.3.1.11. distare almeno 500 mm da materiali combustibili e/o
infiammabili; se tale distanza non potesse essere mantenuta occorre
provvedere ad una opportuna protezione specifica al calore;
4.3.1.12. ricevere lo scarico di un solo apparecchio di
utilizzazione; e' consentito convogliare nello stesso canale da fumo
un massimo di due apparecchi, purche' siano rispettate le seguenti
condizioni:
a) i due apparecchi abbiano una portata termica diversa al massimo
del 30% l'uno rispetto all'altro e siano installati nello stesso lo-
cale;
b) la sezione della parte di canale da fumo comune ai due
apparecchi sia almeno uguale alla sezione del canale da fumo
dell'apparecchio di maggior portata moltiplicata per il rapporto
Pc/P1, essendo Pc la somma delle portate termiche dei singoli
apparecchi e P1 la portata termica piu' elevata, cioe':
Sc > o = S1 per Pc/P1
ovvero:
Dc > o = D1 per radice quadrata di Pc/P1
dove (fig. 10 a)): Sc = sezione del condotto comune;
S1 = sezione del condotto dell'apparecchio di
maggior portata;
Dc = diametro del condotto comune;
D1 = diametro del condotto dell'apparecchio di
maggior portata;
esempio:
P1 = 25 kW D1 = 120 mm
P2 = 18 kW
Pc = 25 + 18 = 43 kW
quindi:
Dc > o = D1 radice quadrata di Pc/P1 =
= 120 radice quadrata di 43/25 = 157 mm
Due apparecchi, con le limitazioni di cui al punto a) precedente,
possono essere anche raccordati direttamente allo stesso camino od
alla stessa canna fumaria: in tal caso la distanza verticale
intercorrente fra gli assi degli orifizi di imbocco deve essere di
almeno 250 mm (vedere fig. 10 b)).
Non e' invece consentito convogliare nello stesso canale da fumo lo
scarico di apparecchi a gas e quello di altri generatori di calore
funzionanti con combustibili diversi.
E' pure vietato convogliare nello stesso canale da fumo lo scarico di
apparecchi a gas ed i canali provenienti da cappe sovrastanti gli
apparecchi di cottura.
----> Vedere Fig. 10 a Pag. 24 del S.O. <----
4.3.2. Canne fumarie/Camini
4.3.2.1. Generalita'
Una canna fumaria/camino per l'evacuazione nell'atmosfera dei
prodotti della combustione di apparecchi a tiraggio naturale deve
rispondere ai seguenti requisiti:
- essere a tenuta dei prodotti della combustione, impermeabile e
termicamente isolata/o (secondo quanto prescritto dalla norma in
proposito);
- essere realizzata/o in materiali adatti a resistere nel tempo alle
normali sollecitazioni meccaniche, al calore ed all'azione dei
prodotti della combustione e delle loro eventuali condense;
- avere andamento verticale ed essere priva/o di qualsiasi
strozzatura in tutta la sua lunghezza;
- essere adeguatamente coibentata/o per evitare fenomeni di condensa
o di raffreddamento dei fumi, in particolare se posta/o all'esterno
dell'edificio od in locali non riscaldati;
- essere adeguatamente distanziata/o, mediante intercapedine d'aria o
isolanti opportuni, da materiali combustibili e/o facilmente
infiammabili;
- avere al di sotto dell'imbocco del primo canale da fumo una camera
di raccolta di materiali solidi ed eventuali condense, di altezza
pari almeno a 500 mm.
L'accesso a detta camera deve essere garantito mediante un'apertura
munita di sportello metallico di chiusura a tenuta d'aria;
- avere sezione interna di forma circolare, quadrata o rettangolare:
in questi ultimi due casi gli angoli devono essere arrotondati con
raggio non inferiore a 20 mm; sono ammesse tuttavia anche sezioni
idraulicamente equivalenti;
- essere dotata/o alla sommita' di un comignolo, rispondente ai
requisiti di cui in 4.3.3;
- essere priva/o di mezzi meccanici di aspirazione posti alla
sommita' del condotto;
- in un camino che passa entro od e' addossato a locali abitati non
deve esistere alcuna sovrappressione.
Per gli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale si possono avere:
- Camini singoli (vedere 4.3.2.2)
- Canne fumarie collettive ramificate (vedere 4.3.2.3).
4.3.2.2. Camini singoli
Le dimensioni interne di alcuni tipi di camini singoli sono contenute
nei prospetti 1, 2, 3 e 4 dell'appendice C. Tali prospetti coprono il
campo di potenza termica nominale 10-30 kW (corrispondente a circa
12-35 kW di portata termica) e il campo di temperatura di uscita dei
fumi dall'apparecchio da 100 C a 190 C, e prevedono l'impiego di
camini coibentati di refrattario e/o muratura e metallici; essi sono
impiegabili entro i limiti delle condizioni generali e particolari di
applicabilita', rappresentative di situazioni costruttive ed
impiantistiche correnti, contenute nella stessa appendice.
Nel caso che i dati effettivi di impianto non rientrino nelle
condizioni di applicabilita' o nei limiti delle tabelle si dovra'
procedere al calcolo del camino secondo le norme UNI vigenti. Si
dovra' anche eseguire il calcolo con i dati effettivi di impianto per
tutte le posizioni dei prospetti in cui non sono indicate le
dimensioni delle sezioni.
Per gli apparecchi che possono funzionare a potenza termica variabile
si deve inoltre controllare che alla potenza termica minima la
temperatura della parete interna allo sbocco del camino sia maggiore
della temperatura di rugiada dei fumi.
4.3.2.3. Canne fumarie collettive ramificate c.c.r.
Negli edifici multipiano, per l'evacuazione a tiraggio naturale dei
prodotti della combustione, possono essere utilizzate canne
collettive ramificate (c.c.r.) (vedere fig. 11), purche' rispondano,
oltre che ai requisiti indicati in 4.3.2.1 anche ai seguenti:
----> Vedere Fig. 11 a Pag. 26 del S.O. <----
- il canale da fumo, che unisce l'apparecchio utilizzatore alla
c.c.r., deve immettersi nel condotto secondario immediatamente sopra
l'elemento deviatore. L'elemento deviatore deve raccordarsi al
collettore con un angolo non minore di 135 (vedere fig. 12 b));
----> Vedere Fig. 12 a Pag. 26 del S.O. <----
- la c.c.r. deve avere andamento perfettamente rettilineo e verticale
e non deve subire restringimenti o variazioni di sezione;
- la c.c.r. deve sempre essere dotata alla sommita' di un comignolo,
rispondente ai requisiti di cui in 4.3.3 e che, per le sue
particolari caratteristiche, funzioni anche da aspiratore statico;
- l'uso della c.c.r. vieta l'impiego di qualsiasi mezzo ausiliario di
aspirazione e compressione posto in corrispondenza delle immissioni
ai vari piani, ed esclude anche l'impiego di mezzi meccanici di
aspirazione posti alla sommita' del condotto;
- l'uso delle c.c.r. consente solo l'allacciamento ai condotti
secondari di apparecchi alimentati con il medesimo combustibile, del
medesimo tipo e con portate termiche nominali che non differiscono
piu' del 30% in meno rispetto alla massima portata termica
allacciabile; lo scarico delle esalazioni delle cappe delle cucine
deve avere una canna collettiva ramificata o camini singoli adibiti
solo a tale uso;
- ad una c.c.r. deve essere collegato un solo apparecchio per piano
(vedere fig. 13 a) - b));
----> Vedere Fig. 13 a Pag. 27 del S.O. <----
- il numero massimo di piani servibili da una c.c.r. deve essere
rapportato alla effettiva capacita' di evacuazione del collettore
principale, il quale, comunque, non deve ricevere piu' di 5
immissioni provenienti dai relativi condotti secondari, cioe' una
c.c.r. puo' servire al massimo uno stabile di 6 piani, in quanto
l'ultimo condotto secondario, sempre facente parte della c.c.r.,
scarica direttamente nell'atmosfera, tramite lo stesso comignolo,
senza immettersi nel condotto principale; nel caso di stabili di
notevole altezza dovranno essere installate due o piu' canne
collettive ramificate (vedere fig. 14);
----> Vedere Fig. 14 a Pag. 27 del S.O. <----
- il condotto secondario della c.c.r. deve avere, per tutti i piani,
un'altezza almeno pari a quella di un piano ed entrare nel collettore
con un angolo non minore di 135;
- l'altezza minima al di sopra dell'imbocco dell'ultimo apparecchio
nel secondario sino al comignolo deve essere pari a 3 metri;
- il dimensionamento delle canne fumarie collettive ramificate deve
essere eseguito e certificato dalle aziende costruttrici o da tecnici
qualificati, tenendo conto dei dati specifici relativi alla
installazione degli apparecchi ed alla ubicazione dello stabile.
4.3.3. Comignoli
Dicesi comignolo il dispositivo posto generalmente a coronamento di
un camino singolo o di una canna fumaria collettiva ramificata atto a
facilitare la dispersione dei prodotti della combustione.
Esso deve soddisfare ai seguenti requisiti:
- avere sezione utile di uscita non minore del doppio di quella del
camino o della canna fumaria collettiva ramificata sul quale e'
inserito;
- essere conformato in modo da impedire la penetrazione nel camino o
nella canna fumaria della pioggia e della neve;
- essere costruito in modo che, anche in caso di venti di ogni
direzione ed inclinazione, venga comunque assicurato lo scarico dei
prodotti della combustione.
La quota di sbocco (dove per quota di sbocco si intende quella che
corrisponde alla sommita' del camino/canna fumaria, indipendentemente
da eventuali comignoli) deve essere al di fuori della cosidetta zona
di reflusso, al fine di evitare la formazione di contropressioni, che
impediscano il libero scarico nell'atmosfera dei prodotti della
combustione. E' necessario quindi che vengano adottate le altezze
minime indicate negli schemi di fig. 15.
----> Vedere Fig. 15 da Pag. 28 a Pag. 30 del S.O. <----
4.3.4. Scarico diretto all'esterno
Gli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale, previsti per essere
raccordati ad un camino o ad una canna fumaria, possono scaricare i
prodotti della combustione direttamente all'esterno, tramite condotto
attraversante le pareti perimetrali dell'edificio.
Lo scarico avviene in tal caso a mezzo di un condotto di scarico,
cui, all'esterno, e' collegato un terminale di tiraggio.
4.3.4.1. Condotto di scarico
Il condotto di scarico deve rispondere ai medesimi requisiti elencati
in 4.3.1 per i canali da fumo, con le seguenti ulteriori indicazioni:
- deve avere la parte ad andamento sub-orizzontale ridotta al minimo
e comunque di lunghezza, nella parte interna all'edificio, non
maggiore di 1 000 mm; per gli apparecchi a scarico verticale non piu'
di 2 cambiamenti di direzione e per gli apparecchi a scarico
posteriore o laterale non piu' di 1 cambiamento di direzione, con
angoli interni maggiori di 90 e realizzati unicamente mediante
elementi curvi;
- deve ricevere lo scarico di un solo apparecchio;
- deve avere il tratto finale, cui dovra' essere applicato il
terminale di tiraggio, non a filo della parete esterna dell'edificio,
ma sporgente da questa per una lunghezza di almeno due diametri;
- deve essere protetto con tubo guaina metallico nel tratto
attraversante i muri: la guaina deve essere chiusa nella parte
rivolta verso l'interno dell'edificio ed aperta verso l'esterno.
4.3.4.2. Terminale di tiraggio
Il terminale di tiraggio deve essere realizzato con dispositivi che
consentano la corretta evacuazione dei prodotti della combustione.
Nella loro forma piu' semplice possono essere costituiti da:
a) un tratto di tubo verticale collegato al tratto terminale del
condotto di scarico mediante un gomito a 90. Il tratto verticale
deve avere lunghezza sufficiente affinche' la sezione di sbocco dei
fumi nell'atmosfera sia ad una quota di almeno 1,50 m rispetto a
quella di attacco del condotto di scarico (vedere fig. 16 a)).
La sezione di efflusso deve essere protetta da idoneo dispositivo
antivento, che elimini le correnti contrarie e l'entrata di acqua
piovana e che impedisca l'accidentale ostruzione della sezione di
sbocco;
b) un aspiratore statico costituito da un tubo verticale innestato
a T sul tratto orizzontale e di dimensioni tali che i due segmenti
verticali abbiano altezza pari ad almeno tre diametri e che la
sezione di efflusso dei fumi nell'atmosfera sia sempre ad una quota
di almeno 1,50 m rispetto a quella di attacco del condotto di scarico
(vedere fig. 16 b)).
----> Vedere Fig. 16 da Pag. 31 a Pag. 32 del S.O. <----
In fig. 16 c) viene riportato uno schema (non costruttivo) di
terminale, con il quale si smaltiscono in atmosfera i prodotti della
combustione provenienti dall'apparecchio a gas e, nel contempo, si
ottiene un modesto ricambio di aria (comunque l'ambiente deve essere
ventilato secondo quanto indicato in 3).
Altri dispositivi possono essere adottati purche':
a) sia identificabile il loro produttore;
b) ne sia comprovato il funzionamento;
c) siano corredati di adeguate istruzioni per l'installazione e
l'eventuale manutenzione;
d) siano di materiale atto a resistere alle sollecitazioni termiche
e chimiche, nonche' agli agenti atmosferici;
e) sia specificata la portata termica massima di impiego
dell'apparecchio al quale possono essere collegati.
4.3.4.3. Posizionamento dei terminali di tiraggio
I terminali di tiraggio devono:
- essere situati sulle pareti perimetrali esterne dell'edificio;
- essere posizionati (vedere fig. 17) in modo che, per la sezione di
efflusso nell'atmosfera, vengano rispettate le distanze indicate nel
prospetto seguente.
----> Vedere Fig. 17 a Pag. 32 del S.O. <----
Posizionamento dei terminali per apparecchi a tiraggio naturale
in funzione della loro portata termica
1. Posizionamento del terminale
2. Distanze
3. Apparecchi da 4 a 7 kW mm min.
4. Apparecchi oltre 7 fino a 16 kW mm min.
5. Apparecchi oltre 16 fino a 35 kW mm min.
1. Sotto finestra
2. A
3. 1 000***
4. 1 500
5. 2 500
1. Sotto apertura di aerazione
2. B
3. 1 000***
4. 1 500
5. 2 500
1. Sotto gronda
2. C
3. 300
4. 400
5. 500
1. Sotto balcone*
2. D
3. 300
4. 400
5. 500
1. Da una finestra adiacente
2. E
3. 400
4. 400
5. 400
1. Da una apertura di aerazione adiacente
2. F
3. 600
4. 600
5. 600
1. Da tubazioni o scarichi verticali od orizzontali**
2. G
3. 300
4. 300
5. 300
1. Da un angolo dell'edificio
2. H
3. 300
4. 500
5. 600
1. Da una rientranza dell'edificio
2. I
3. 300
4. 500
5. 600
1. Dal suolo o da altro piano di calpestio
2. L
3. 400
4. 1 500
5. 2 500
1. Fra due terminali in verticale
2. M
3. 600
4. 1 500
5. 2 500
1. Fra due terminali in orizzontale
2. N
3. 300
4. 500
5. 600
1. Da una superficie frontale prospiciente senza aperture o terminal
entro un raggio di 3 m dallo sbocco dei fumi
2. O
3. 600
4. 1 000
5. 1 200
1. Idem, ma con aperture o terminali entro un raggio di 3 m dallo
sbocco dei fumi
2. P
3. 1 200
4. 1 900
5. 2 500
* I terminali sotto un balcone praticabile devono essere collocati in
posizione tale che il percorso totale dei fumi, dal punto di uscita
dal terminale al loro sbocco dal perimetro esterno del balcone,
compresa l'altezza della eventuale balaustra di protezione, non sia
inferiore a 2 000 mm.
** Nella collocazione dei terminali dovranno essere adottate distanze
non minori di 500 mm per la vicinanza di materiali sensibili
all'azione dei prodotti della combustione (ad esempio, gronde e
pluviali in materiale plastico, sporti in legname, ecc.) a meno di
non adottare adeguate misure schermanti nei riguardi di detti
materiali.
*** Riducibili a 400 mm per apparecchi da riscaldamento installati
sotto il vano finestra.
4.4. Apparecchi di tipo B a tiraggio forzato
4.4.1. Generalita'
Si intende per apparecchio a tiraggio forzato un apparecchio in cui
l'evacuazione dei prodotti della combustione avviene tramite un
dispositivo meccanico (ventilatore) facente parte integrante
dell'apparecchio.
Un apparecchio a tiraggio forzato deve essere specificatamente
costruito a tale scopo: e' pertanto vietata la trasformazione di un
apparecchio a tiraggio naturale in uno a tiraggio forzato.
4.4.2. Evacuazione dei prodotti della combustione
Gli apparecchi a tiraggio forzato non devono essere allacciati ad una
canna fumaria collettiva ramificata.
Lo scarico di ogni apparecchio a tiraggio forzato deve essere quindi
canalizzato o verso un proprio camino, o direttamente all'esterno.
4.4.2.1. Scarico a mezzo di un camino
Anche per gli apparecchi di questo tipo il collegamento con il
camino, per lo scarico dei prodotti della combustione, avviene a
mezzo di canali da fumo, che devono rispondere ai seguenti requisiti:
- essere a tenuta e realizzati in materiali adatti a resistere nel
tempo alle normali sollecitazioni meccaniche, al calore ed all'azione
dei prodotti della combustione e delle loro eventuali condense.
In qualsiasi punto del canale da fumo e per qualsiasi condizione
esterna, la temperatura dei fumi deve essere superiore a quella del
punto di rugiada; l'impiego di condotti corrugati non e' consentito;
- essere collegati a tenuta; se vengono impiegati materiali a tale
scopo, questi devono essere resistenti al calore ed alla corrosione;
- essere collocati in vista, facilmente smontabili ed installati in
modo da consentire le normali dilatazioni termiche;
- avere lunghezza compresa fra quella minima e quella massima indi-
cate dal costruttore dell'apparecchio, che specifichera' anche
dimensioni e sviluppo, in funzione della potenza del ventilatore,
facente parte integrante dell'apparecchio stesso;
- avere l'asse della sezione terminale di imbocco perpendicolare alla
parete opposta interna del camino: il canale da fumo deve inoltre
essere saldamente fissato a tenuta all'imbocco del camino;
- non avere dispositivi di intercettazione (serrande): se tali
dispositivi fossero gia' in opera, devono essere rimossi;
- distare almeno 500 mm da materiali combustibili e/o infiammabili:
se tale distanza non potesse essere realizzata occorre provvedere ad
una opportuna protezione specifica al calore;
- ricevere lo scarico di un solo apparecchio di utilizzazione.
Per il camino valgono invece i requisiti gia' indicati per gli
apparecchi di tipo B a tiraggio naturale in 4.3.2.1. Il ventilatore,
facente parte integrante dell'apparecchio, puo' essere posto a monte
(apparecchi di tipo B1 32), oppure a valle della camera di
combustione: ed in questo caso si possono avere i tipi B12 1 e B12 2
a seconda che esista o meno, all'uscita dall'apparecchio, il
dispositivo rompitiraggio-antivento (schemi di fig. 18 a) - b) - c)).
La posizione del ventilatore non ha comunque alcuna influenza nel
calcolo della sezione minima necessaria del camino.
----> Vedere Fig. 18 a Pag. 34 del S.O. <----
Le dimensioni dei camini per gli apparecchi a tiraggio forzato
dovranno tener conto della potenza disponibile del ventilatore,
indicata dal costruttore. Per il calcolo si richiede l'intervento di
uno specialista, che applichera' le norme specifiche in proposito.
4.4.2.2. Scarico diretto all'esterno
Nel caso di scarico dei prodotti della combustione direttamente
all'esterno, il condotto di scarico deve rispondere ai requisiti gia'
menzionati in 4.4.2.1 per i canali da fumo, con le seguenti ulteriori
indicazioni:
- avere il tratto finale, cui dovra' essere applicato il terminale di
protezione, non a filo della parete esterna dell'edificio, ma
sporgente da questa di quanto necessario per l'attacco di detto
terminale;
- essere protetto con guaina metallica nel tratto attraversante i
muri: la guaina dovra' essere chiusa nella parte rivolta verso
l'interno dell'edificio ed aperta verso l'esterno.
Anche per gli apparecchi a tiraggio forzato il condotto di scarico
deve essere provvisto del relativo terminale, ambedue forniti dal
costruttore dell'apparecchio del quale costituiscono parte
integrante.
L'installazione del sistema di evacuazione dei prodotti della
combustione degli apparecchi a tiraggio forzato deve essere conforme
a quanto specificatamente indicato nel libretto di istruzioni di ogni
apparecchio.
4.4.2.3. Posizionamento dei terminali
Facendo ancora riferimento alla fig. 17 (in 4.3.4.3 - Posizionamento
dei terminali di tiraggio per gli apparecchi di tipo B a tiraggio
naturale), le distanze minime per le sezioni di efflusso
nell'atmosfera cui debbono essere situati i terminali per gli
apparecchi di tipo B a tiraggio forzato, sono indicate nel prospetto
seguente.
Posizionamento dei terminali per apparecchi a tiraggio forzato
in funzione della loro portata termica
1. Posizionamento del terminale
2. Distanze
3. Apparecchi da 4 a 7 kW mm min.
4. Apparecchi oltre 7 fino a 16 kW mm min.
5. Apparecchi oltre 16 fino a 35 kW mm min.
1. Sotto finestra
2. A
3. 300
4. 500
5. 600
1. Sotto apertura di aerazione
2. B
3. 300
4. 500
5. 600
1. Sotto gronda
2. C
3. 300
4. 300
5. 300
1. Sotto balcone**
2. D
3. 300
4. 300
5. 300
1. Da una finestra adiacente
2. E
3. 400
4. 400
5. 400
1. Da una apertura di aerazione adiacente
2. F
3. 600
4. 600
5. 600
1. Da tubazioni o scarichi verticali od orizzontali***
2. G
3. 300
4. 300
5. 300
1. Da un angolo dell'edificio
2. H
3. 300
4. 300
5. 300
1. Da una rientranza dell'edificio
2. I
3. 300
4. 300
5. 300
1. Dal suolo o da altro piano di calpestio
2. L
3. 400#
4. 1 500#
5. 2 500
1. Fra due terminali in verticale
2. M
3. 500
4. 1 000
5. 1 500
1. Fra due terminali in orizzontale
2. N
3. 500
4. 800
5. 1 000
1. Da una superficie frontale prospiciente senza aperture o terminal
entro un raggio di 3 m dallo sbocco dei fumi
2. O
3. 1 500
4. 1 800
5. 2 000
1. Idem, ma con aperture o terminali entro un raggio di 3 m dallo
sbocco dei fumi
2. P
3. 2 500
4. 2 800
5. 3 000
* Gli apparecchi di portata termica minore di 4 kW non sono
obbligatoriamente soggetti a limitazioni per quel che riguarda il
posizionamento dei terminali, fatta eccezione per i punti O e P.
** I terminali sotto un balcone praticabile devono essere collocati
in posizione tale che il percorso totale dei fumi dal punto di uscita
degli stessi dal terminale al loro sbocco dal perimetro esterno del
balcone, compresa l'altezza della eventuale balaustra di protezione,
non sia inferiore a 2 000 mm.
*** Nella collocazione dei terminali dovranno essere adottate
distanze non minori di 500 mm per la vicinanza di materiali sensibili
all'azione dei prodotti della combustione (ad esempio gronde e
pluviali in materiale plastico, sporti in legname, ecc.) a meno di
non adottare adeguate misure schermanti nei riguardi di detti
materiali.
# I terminali devono essere in questo caso costruiti in modo che il
flusso dei prodotti della combustione sia il piu' possibile
ascensionale ed opportunamente schermato agli effetti della
temperatura.
4.5. Apparecchi di tipo C a tiraggio naturale
Gli apparecchi di tipo C a tiraggio naturale, essendo stagni rispetto
all'ambiente, non sono soggetti ad alcun vincolo per quel che
concerne sia la loro ubicazione (vedere 2.5.1.4), sia l'apporto di
aria comburente (vedere 3.1.3) nei locali in cui vengono installati.
Essi sono suddivisi nei sottogruppi C11, C21 e C31, nei quali la
prima cifra (1 - 2 - 3) indica il modo in cui avviene il prelievo
dell'aria comburente e l'evacuazione dei prodotti della combustione,
mentre la seconda cifra (1) indica trattarsi di apparecchi a tiraggio
naturale.
I tipi C11 sono previsti per ricevere l'aria comburente e scaricare i
prodotti della combustione direttamente all'esterno, mediante due
orifici concentrici, o, se distinti, sulla stessa parete contenuti in
un quadrato di 500 mm di lato (vedere fig. 19).
----> Vedere Fig. 19 a Pag. 36 del S.O. <----
I tipi C21 sono previsti per essere raccordati ad una canna fumaria
collettiva particolare, avente la duplice funzione di convogliare
l'aria comburente necessaria e di evacuare i prodotti della
combustione. Questo tipo di installazione non viene preso in
considerazione nella presente norma.
I tipi C31 sono previsti per essere raccordati da una parte ad un
dispositivo di evacuazione dei prodotti della combustione e
dall'altra ad una presa dell'aria comburente, ambedue su pareti anche
diverse del locale in cui e' installato l'apparecchio, e situati
l'uno lontano dall'altra (vedere fig. 20).
----> Vedere Fig. 20 a Pag. 37 del S.O. <----
Per quanto riguarda lo scarico diretto all'esterno occorre ricordare
che, anche in questo caso, i condotti di scarico vengono forniti
direttamente dal costruttore come facenti parte integrante degli
apparecchi stagni ed e' il costruttore che garantisce, secondo le
norme specifiche dei singoli apparecchi, le condizioni di
funzionamento e di sicurezza del complesso apparecchio-condotto di
scarico.
Per quanto concerne i terminali, anche questi dispositivi sono
forniti dal costruttore unitamente all'apparecchio, sono provati con
il complesso e devono rispondere ai requisiti costruttivi indicati
nelle norme specifiche.
Gli accessori e le istruzioni per il montaggio e l'installazione
dell'apparecchio e del dispositivo di adduzione dell'aria e di
scarico dei fumi devono essere forniti dal costruttore, il quale deve
specificare chiaramente tutte le precauzioni necessarie per garantire
la sicurezza del funzionamento.
L'apparecchio deve essere installato conformemente alle istruzioni
del costruttore, utilizzando condotti di scarico della lunghezza fra
la minima e la massima specificate dal costruttore stesso, in
particolare per adattarli ai muri che devono attraversare.
I condotti di scarico dei prodotti della combustione, il circuito di
combustione e tutte le parti dell'involucro che rendono gli
apparecchi di tipo C stagni rispetto all'ambiente, devono essere
metallici, fatta eccezione per i materiali di tenuta, i quali devono
essere comunque incombustibili.
I condotti di ingresso dell'aria comburente possono essere, quando
possibile, anche di materiale diverso.
I condotti, le eventuali curve ed il terminale del circuito di
combustione devono poter essere collocati correttamente e costituire
un insieme stabile e rigido.
Essi devono infine essere realizzati in materiali adatti a resistere
nel tempo alle normali sollecitazioni meccaniche, al calore ed
all'azione dei prodotti della combustione e delle loro eventuali con-
dense; l'impiego di condotti corrugati non e' consentito.
Per quanto riguarda il posizionamento dei terminali, vale, anche per
questi apparecchi, la tabella di cui in 4.3.4.3.
4.6. Apparecchi di tipo C a tiraggio forzato
Gli apparecchi di tipo C a tiraggio forzato sono suddivisi nei
sottogruppi C12, C22, C32, C13, C23, C33, nei quali la prima cifra (1
- 2 - 3) indica, come in precedenza per gli apparecchi di tipo C a
tiraggio naturale, il modo in cui avviene il prelievo dell'aria
comburente e l'evacuazione dei prodotti della combustione, mentre la
seconda cifra (2 - 3) indica la posizione del ventilatore
incorporato, posto rispettivamente a valle o a monte della camera di
combustione (sotto il profilo dell'installazione la posizione del
ventilatore e' comunque ininfluente).
Un esempio di realizzazione di un impianto con apparecchi di tipo C22
e C23 e' dato nelle fig. 21 e 22.
----> Vedere Fig. 21 e Fig. 22 a Pag. 38 del S.O. <----
Le considerazioni sui materiali, l'installazione, ecc., riguardanti
gli apparecchi stagni a tiraggio naturale valgono anche per quelli a
tiraggio forzato; anche per questi ultimi si deve infatti considerare
l'apparecchio come un unico complesso, unitamente al condotto di
allacciamento ed al terminale, garantito dal costruttore e previsto
per un funzionamento sicuro ed efficace.
Anche il ventilatore fa parte integrante dell'apparecchio e sono in-
dicate nelle norme specifiche l'impossibilita' di accesso diretto
alle parti rotanti, le protezioni contro la corrosione dei fumi e la
resistenza alle temperature di funzionamento.
Nelle istruzioni per l'installazione il costruttore dovra' fornire
precise indicazioni di montaggio per i vari tipi di tubi di scarico
e/o allacciamento, dai tubi di lunghezza minima a quelli aventi la
lunghezza virtuale piu' sfavorevole fra tutte le configurazioni
ritenute sicure ed efficienti previste per un determinato tipo di
apparecchio.
Per quanto riguarda il posizionamento dei terminali vale, per questi
apparecchi, la tabella di cui in 4.4.2.3.
4.7. Scarico dei prodotti della combustione di apparecchi a tiraggio
sia naturale che forzato entro spazi chiusi a cielo libero.
Negli spazi chiusi a cielo libero (pozzi di ventilazione, cavedi,
cortili e simili) chiusi su tutti i lati, e' consentito lo scarico
diretto dei prodotti della combustione di apparecchi a gas a tiraggio
naturale o forzato e portata termica oltre 4 e fino a 35 kW, purche'
vengano rispettate le condizioni seguenti:
a) il lato minore in pianta deve essere di lunghezze maggiore o
uguale a 3,5 m;
b) il numero di colonne di terminali di scarico K che e' possibile
installare (intendendo per colonna una serie di terminali
sovrapposti, contenuti entro una fascia verticale di 0,6 m di
larghezza) deve essere minore od uguale al rapporto fra la superficie
in pianta dello spazio a cielo libero, in m(quadrati), e l'altezza in
metri, della parete piu' bassa delimitante detto spazio;
c) sulla stessa verticale non devono coesistere scarichi di impianti
termici e prese d'aria di impianti di condizionamento ambienti.
Negli spazi a cielo libero adibiti ad uso esclusivo di impianti di
ventilazione forzata o condizionamento dell'aria, e' fatto assoluto
divieto di installare terminali di scarico a tiraggio naturale o
forzato di qualunque tipo di apparecchio a gas, in quanto
tecnicamente incompatibili fra loro.
Esempio:
Spazio a cielo libero delimitato da 4 stabili di 7 piani (di altezza
totale pari a h = 24 m) e dell'area di: A = 3,5 x 8 = 28 m(quadrati).
In base alle condizioni precisate in precedenza si ha:
- condizioni a) e c) rispettate
- condizioni b) K = A/h = 28/24 = 1,16
Pertanto nello spazio a cielo libero con area pari a quella
sopraindicata ed altezza di 7 piani potra' essere installata una sola
colonna di terminali (vedere fig. 23 a)), e quindi solo 7 apparecchi
con scarico all'esterno, ciascuno di portata termica non maggiore di
quanto indicato nelle norme.
Affinche' sia possibile l'installazione di una seconda colonna di
terminali (K = 2) si deve avere:
1) per h = 24 m:
A = h x K = 24 x 2 = 48 m(quadrati) (vedere fig. 23 b))
2) per A = 28 m(quadrati):
h = A/K = 28 : 2 = 14 m (4 piani)
----> Vedere Fig. 23 a Pag. 39 del S.O. <----
APPENDICE A
Calcolo dei diametri dei tubi di un impianto interno
Il dimensionamento di un impianto interno puo' avvenire nel modo
seguente:
a) in base alla portata termica nominale, riportata sulla targa degli
apparecchi utilizzatori, si determina la massima portata oraria in
volume richiesta per ogni tratto di impianto;
b) si misura lo sviluppo geometrico delle tubazioni e si sommano ad
esso le lunghezze equivalenti per i pezzi speciali presenti ottenendo
le lunghezze virtuali (le lunghezze equivalenti dei pezzi speciali
sono state mediate dai prospetti forniti dai costruttori ed indicate,
per i principali tipi di gas, nel prospetto A I. I loro valori sono
validi per qualsiasi tipo di materiale impiegato);
c) in base alla densita' relativa del gas si sceglie il prospetto
corrispondente e si procede al dimensionamento tratto per tratto,
procedendo come nell'esempio, adottando per lunghezze virtuali e
portate i valori piu' vicini per eccesso dati dal prospetto e da
questi ricavando il diametro da adottare.
Le tabelle riportate in fondo all'appendice sono state calcolate in
base ad una perdita di pressione massima ammessa pari a 0,5 mbar per
i gas della prima famiglia (gas manifatturato), a 1,0 mbar per i gas
della seconda famiglia (gas naturale) ed infine a 2,0 mbar per i gas
della terza famiglia (miscele di GPL).
Nota - La formula utilizzata per il dimensionamento degli impianti
interni e' la seguente:
2
(lambda) V (gamma)
PA - PB = . L
200 Di
dove: PA = pressione relativa in un punto A (in mbar);
PB = pressione relativa in un punto B (in mbar);
(lambda) = coefficiente in attrito = (lambda)o + b/Di
0,612
(lambda)o = 0,007 2 + ,
0,35
Re
-5 0,109
b = 2,9 . 10 . Re ,
Q -6
Re = numero di Reynolds = 354 . 10 ,
Di . (teta)
Q = portata di gas (in m(cubi)/h, a 15C e 1 013 mbar),
(teta) = viscosita' cinematica (in m(quadrati)/s);
V = velocita' del gas (in m/s) = Q/(2 827 . Di(elevato a 2);
(gamma)= massa volumica del gas (in kg/m(cubi), a 15C e 1 013 mbar);
L = lunghezza virtuale della tubazione (in metri);
Di = diametro interno della tubazione (in metri).
Prospetto A I - Lunghezze equivalenti dei pezzi speciali
Lunghezze equivalenti dei pezzi speciali
m
Di curva raccordo croce gomito rubinetto
mm a 90 a ti
Gas naturale - Miscele aria/CH4 - Gas di cracking
< o = 22,3 0,2 0,8 1,5 1,0 0,3
22,3 a 53,9 0,5 2,0 4,0 1,5 0,8
53,9 a 81,7 0,8 4,0 8,0 3,0 1,5
> o = 81,7 1,5 6,5 13,0 4,5 2,0
Gas di petrolio liquefatto - Miscele a base di GPL
< o = 22,3 0,2 1,0 2,0 1,0 0,3
22,3 a 53,9 0,5 2,5 5,0 2,0 0,8
53,9 a 81,7 1,0 4,5 9,0 3,0 1,5
> o = 81,7 1,5 7,5 15,0 5,0 2,0
Esempio:
Supponiamo di utilizzare un gas naturale avente potere calorifico
superiore Hs=38162kJ/m(cubi) e potere calorifico inferiore
Hi=34425kJ/m(cubi), con densita' all'aria d=0,6. Si debba
dimensionare un impianto interno, in tubo di acciaio, per alimentare
i seguenti apparecchi (vedere figura):
- cucina : portata termica nominale Qn = 21 kW
Qn
portata volumica Qv = 3 600 = 2,0 m(cubi)/h
Hs
- caldaia : portata termica nominale Qn = 33,5 kW
Qn
portata volumica Qv = 3 600 = 3,5 m(cubi)/h
Hi
- scaldabagno : portata termica nominale Qn = 33,5 kW
Qn
portata volumica Qv = 3 600 = 3,5 m(cubi)/h
Hi
- stufa : portata termica nominale Qn = 9,5 kW
Qn
portata volumica Qv = 3 600 = 1,0 m(cubi)/h
Hi
portata volumica totale = 10,0 m(cubi)/h
Il dimensionamento dell'impianto procede, come si e' detto, tratto
per tratto.
----> Vedere Figura a Pag. 41 del S.O. <----
N.B. - La cucina e la stufa sono collegate all'impianto con attacco
rigido di piccola lunghezza. Nel calcolo delle lunghezze non si e'
tenuto conto dell'impiego di tubi flessibili per il collegamento di
questi due apparecchi.
Tratto AC - portata (Q) = 10,0 m(cubi)/h
- lunghezza effettiva del tronco AC = 3,0 m
- lunghezza totale del tronco (misurata
fra il contatore e l'apparecchio piu'
lontano alimentato dal tronco) = 11,0 m
- lunghezza virtuale del tronco (lunghez-
za totale maggiorata delle lunghezze
equivalenti ai cambiamenti di direzione:
gomito in B = 1,5 m, ti in C = 2,0 m,
curva in E = 0,5 m, croce in F = 4,0 m,
curva in L = 0,5 m, curva in M = 0,5 m,
rubinetto in M = 0,8 m, ipotizzando che
i diametri necessari siano compresi fra
22,3 e 53,9 mm) = 20,8 m
Dal prospetto A III, relativo alle tubazioni di acciaio, si
ottiene, in corrispondenza dei valori approssimati per
eccesso della lunghezza virtuale e della portata, il valore
del diametro interno:
Di = 36,6 mm (1 1/4")
In modo analogo si procede per gli altri tratti di impianto:
Tratto CF - portata (Q) = 8,0 m(cubi)/h
- lunghezza effettiva tronco CF = 4,0 m
- lunghezza totale = 11,0 m
- lunghezza virtuale = 20,8 m
- Di = 36,6 mm (1 1/4")
Tratto FM - portata (Q) = 3,5 m(cubi)/h
- lunghezza effettiva tronco FM = 4,0 m
- lunghezza totale = 11,0 m
- lunghezza virtuale = 20,8 m
- Di = 27,9 mm (1")
Tratto CD - portata (Q) = 2,0 m(cubi)/h
- lunghezza effettiva tronco CD = 1,8 m
- lunghezza totale = 4,8 m
- lunghezza virtuale = 10,6 m
- Di = 22,3 mm (3/4")
Tratto FG - portata (Q) = 3,5 m(cubi)/h
- lunghezza effettiva tronco FG = 0,4 m
- lunghezza totale = 7,4 m
- lunghezza virtuale = 17,7 m
- Di = 22,3 mm (3/4")
Tratto FI - portata (Q) = 1,0 m(cubi)/h
- lunghezza effettiva tronco FI = 2,5 m
- lunghezza totale = 9,5 m
- lunghezza virtuale = 18,8 m
- Di = 16,7 mm (1/2")
Se, al termine del calcolo, si sono trovati diametri diversi da
quelli utilizzati per il calcolo delle lunghezze virtuali, occorre
rifare tutto il dimensionamento con un secondo tentativo.
Nei prospetti che seguono vengono forniti i valori delle portate di
gas possibili in funzione dei diametri interni delle tubazioni e
delle lunghezze delle stesse, per i gas della prima, della seconda e
della terza famiglia e per tubazioni in acciaio e in rame, che sono i
materiali piu' ricorrenti.
Per le tubazioni in polietilene occorrera' rifarsi alla formula
utilizzata per il dimensionamento degli impianti interni (nota pag.
34).
Prospetto A II - Portate in volume (m(cubi)/h a 15 C) per gas mani-
fatturato, densita' 0,85, calcolate per tubazioni di
acciaio, con perdita di carico di 0,5 mbar
1. Filettatura
2. 3/8
3. 1/2
4. 3/4
5. 1
6. 1 1/4
7. 1 1/2
8. 2
9. 2 1/2
10. 3
1. Di mm
2. 13,2
3. 16,7
4. 22,3
5. 27,9
6. 36,6
7. 42,5
8. 53,9
9. 69,7
10. 81,7
1. s mm
2. 2,0
3. 2,3
4. 2,3
5. 2,9
6. 2,9
7. 2,9
8. 3,2
9. 3,2
10. 3,6
1. L m
2.
3.
4.
5.
6. Portata m(cubi)/h
7.
8.
9.
10.
1. 2
2. 1,69
3. 3,23
4. 7,13
5. 18,8
6. 27,72
7. 41,75
8. 80,04
9. 161,62
10. 246,99
1. 4
2. 1,14
3. 2,18
4. 4,81
5. 8,89
6. 18,70
7. 28,16
8. 53,96
9. 109,03
10. 168,37
1. 6
2. 0,91
3. 1,73
4. 3,82
5. 7,06
6. 14,85
7. 22,36
8. 42,83
9. 86,53
10. 133,62
1. 8
2. 0,77
3. 1,47
4. 3,25
5. 6,00
6. 12,61
7. 18,98
8. 36,36
9. 73,44
10. 113,38
1. 10
2. 0,68
3. 1,30
4. 2,86
5. 5,28
6. 11,10
7. 16,71
8. 32,01
9. 64,66
10. 99,82
1. 15
2. 0,54
3. 1,03
4. 2,27
5. 4,19
6. 8,81
7. 13,26
8. 25,40
9. 51,30
10. 79,19
1. 20
2. 0,46
3. 0,87
4. 1,93
5. 3,56
6. 7,48
7. 11,26
8. 21,56
9. 43,52
10. 67,18
1. 25
2. 0,40
3. 0,77
4. 1,70
5. 3,14
6. 6,59
7. 9,91
8. 18,98
9. 38,31
10. 59,14
1. 30
2. 0,36
3. 0,69
4. 1,53
5. 2,83
6. 5,94
7. 8,93
8. 17,10
9. 34,52
10. 53,28
1. 40
2. 0,31
3. 0,59
4. 1,30
5. 2,40
6. 5,04
7. 7,58
8. 14,51
9. 29,29
10. 45,20
1. 50
2. 0,27
3. 0,52
4. 1,14
5. 2,11
6. 4,43
7. 6,67
8. 12,77
9. 25,78
10. 39,78
1. 75
2. 0,22
3. 0,41
4. 0,91
5. 1,67
6. 3,52
7. 5,29
8. 10,13
9. 20,44
10. 31,54
1. 100
2. 0,18
3. 0,35
4. 0,77
5. 1,42
6. 2,98
7. 4,49
8. 8,59
9. 17,34
10. 26,75
Prospetto A III - Portate in volume (m(cubi)/h a 15 C) per gas natu-
rale, densita' 0,6, calcolate per tubazioni di
acciaio, con perdita di carico di 1,0 mbar
1. Filettatura
2. 3/8
3. 1/2
4. 3/4
5. 1
6. 1 1/4
7. 1 1/2
8. 2
9. 2 1/2
10. 3
1. Di mm
2. 13,2
3. 16,7
4. 22,3
5. 27,9
6. 36,6
7. 42,5
8. 53,9
9. 69,7
10. 81,7
1. s mm
2. 2,0
3. 2,3
4. 2,3
5. 2,9
6. 2,9
7. 2,9
8. 3,2
9. 3,2
10. 3,6
1. L m
2.
3.
4.
5.
6. Portata m(cubi)/h
7.
8.
9.
10.
1. 2
2. 3,09
3. 5,89
4. 13,04
5. 24,13
6. 50,82
7. 76,58
8. 145,15
9. 288,70
10. 441,42
1. 4
2. 2,09
3. 3,99
4. 8,82
5. 16,31
6. 34,34
7. 51,72
8. 99,19
9. 197,75
10. 302,27
1. 6
2. 1,66
3. 3,17
4. 7,02
5. 12,97
6. 27,29
7. 41,10
8. 78,79
9. 158,46
10. 242,17
1. 8
2. 1,41
3. 2,70
4. 5,96
5. 11,02
6. 23,18
7. 34,90
8. 66,91
9. 135,24
10. 206,91
1. 10
2. 1,25
3. 2,38
4. 5,25
5. 9,71
6. 20,42
7. 30,75
8. 58,94
9. 119,11
10. 183,13
1. 15
2. 0,99
3. 1,89
4. 4,18
5. 7,71
6. 16,22
7. 24,42
8. 46,79
9. 94,55
10. 146,01
1. 20
2. 0,84
3. 1,61
4. 3,55
5. 6,55
6. 13,77
7. 20,73
8. 39,72
9. 80,25
10. 123,92
1. 25
2. 0,74
3. 1,41
4. 3,12
5. 5,77
6. 12,13
7. 18,26
8. 34,98
9. 70,66
10. 109,10
1. 30
2. 0,67
3. 1,28
4. 2,82
5. 5,20
6. 10,93
7. 16,46
8. 31,53
9. 63,68
10. 98,32
1. 40
2. 0,57
3. 1,08
4. 2,39
5. 4,42
6. 9,28
7. 13,97
8. 26,76
9. 54,04
10. 83,43
1. 50
2. 0,50
3. 0,95
4. 2,11
5. 3,89
6. 8,17
7. 12,30
8. 23,56
9. 47,58
10. 73,45
1. 75
2. 0,40
3. 0,76
4. 1,67
5. 3,09
6. 6,49
7. 9,76
8. 18,69
9. 37,74
10. 58,26
1. 100
2. 0,34
3. 0,64
4. 1,42
5. 2,62
6. 5,50
7. 8,28
8. 15,86
9. 32,02
10. 49,42
Prospetto A IV - Portate in volume (m(cubi)/h a 15 C) per miscele di
G.P.L., densita' 1,69, calcolate per tubazioni di
acciaio, con perdita di carico di 2,0 mbar
1. Filettatura
2. 3/8
3. 1/2
4. 3/4
5. 1
6. 1 1/4
7. 1 1/2
8. 2
9. 2 1/2
10. 3
1. Di mm
2. 13,2
3. 16,7
4. 22,3
5. 27,9
6. 36,6
7. 42,5
8. 53,9
9. 69,7
10. 81,7
1. s mm
2. 2,0
3. 2,3
4. 2,3
5. 2,9
6. 2,9
7. 2,9
8. 3,2
9. 3,2
10. 3,6
1. L m
2.
3.
4.
5.
6. Portata m(cubi)/h
7.
8.
9.
10.
1. 2
2. 2,61
3. 4,99
4. 11,05
5. 20,45
6. 43,07
7. 64,90
8. 122,79
9. 244,25
10. 373,47
1. 4
2. 1,77
3. 3,38
4. 7,48
5. 13,82
6. 29,10
7. 43,84
8. 84,08
9. 167,31
10. 255,76
1. 6
2. 1,41
3. 2,69
4. 5,95
5. 10,99
6. 23,13
7. 34,84
8. 66,79
9. 134,07
10. 204,91
1. 8
2. 1,20
3. 2,29
4. 5,05
5. 9,34
6. 19,65
7. 29,59
8. 56,72
9. 114,57
10. 175,08
1. 10
2. 1,06
3. 2,01
4. 4,45
5. 8,23
6. 17,31
7. 26,07
8. 49,96
9. 100,98
10. 154,96
1. 15
2. 0,84
3. 1,60
4. 3,54
5. 6,54
6. 13,75
7. 20,70
8. 39,67
9. 80,16
10. 123,79
1. 20
2. 0,71
3. 1,36
4. 3,01
5. 5,55
6. 11,68
7. 17,58
8. 33,68
9. 68,04
10. 105,07
1. 25
2. 0,63
3. 1,20
4. 2,65
5. 4,89
6. 10,28
7. 15,48
8. 29,66
9. 59,91
10. 92,51
1. 30
2. 0,57
3. 1,08
4. 2,39
5. 4,41
6. 9,27
7. 13,95
8. 26,73
9. 54,00
10. 83,37
1. 40
2. 0,48
3. 0,92
4. 2,03
5. 3,74
6. 7,87
7. 11,84
8. 22,69
9. 45,82
10. 70,74
1. 50
2. 0,42
3. 0,81
4. 1,79
5. 3,30
6. 6,93
7. 10,43
8. 19,98
9. 40,34
10. 62,28
1. 75
2. 0,34
3. 0,64
4. 1,42
5. 2,62
6. 5,50
7. 8,28
8. 15,85
9. 32,00
10. 49,40
1. 100
2. 0,29
3. 0,55
4. 1,20
5. 2,22
6. 4,67
7. 7,02
8. 13,45
9. 27,15
10. 41,91
Prospetto A V - Portate in volume (m(cubi)/h a 15 C) per gas mani-
manifatturato, densita' 0,85, calcolate per tubazioni
di rame, con perdita di carico di 0,5 mbar
1. Di mm
2. 6,0
3. 8,0
4. 10,0
5. 12,0
6. 14,0
7. 16,0
8. 19,0
1. s mm
2. 1,0
3. 1,0
4. 1,0
5. 1,0
6. 1,0
7. 1,0
8. 1,5
1. L m
2.
3.
4.
5. Portata m(cubi)/h
6.
7.
8.
1. 2
2. 0,21
3. 0,46
4. 0,84
5. 1,38
6. 2,10
7. 3,02
8. 4,83
1. 4
2. 0,14
3. 0,31
4. 0,56
5. 0,93
6. 1,41
7. 2,03
8. 3,24
1. 6
2. 0,11
3. 0,24
4. 0,45
5. 0,73
6. 1,12
7. 1,61
8. 2,57
1. 8
2. 0,09
3. 0,21
4. 0,38
5. 0,62
6. 0,95
7. 1,36
8. 2,17
1. 10
2. 0,08
3. 0,18
4. 0,33
5. 0,55
6. 0,83
7. 1,20
8. 1,91
1. 15
2. 0,07
3. 0,14
4. 0,26
5. 0,43
6. 0,66
7. 0,95
8. 1,51
1. 20
2. 0,06
3. 0,12
4. 0,22
5. 0,37
6. 0,56
7. 0,80
8. 1,28
1. 25
2. 0,05
3. 0,11
4. 0,20
5. 0,32
6. 0,49
7. 0,71
8. 1,13
1. 30
2. 0,04
3. 0,10
4. 0,18
5. 0,29
6. 0,44
7. 0,64
8. 1,02
1. 40
2. 0,04
3. 0,08
4. 0,15
5. 0,25
6. 0,37
7. 0,54
8. 0,86
1. 50
2. 0,03
3. 0,07
4. 0,13
5. 0,22
6. 0,33
7. 0,47
8. 0,76
1. 75
2. 0,03
3. 0,06
4. 0,10
5. 0,17
6. 0,26
7. 0,38
8. 0,60
1. 100
2. 0,02
3. 0,05
4. 0,09
5. 0,15
6. 0,22
7. 0,32
8. 0,51
Prospetto A VI - Portate in volume (m(cubi)/h a 15 C) per gas natu-
rale, densita' 0,6, calcolate per tubazioni di rame,
con perdita di carico di 1,0 mbar
1. Di mm
2. 6,0
3. 8,0
4. 10,0
5. 12,0
6. 14,0
7. 16,0
8. 19,0
1. s mm
2. 1,0
3. 1,0
4. 1,0
5. 1,0
6. 1,0
7. 1,0
8. 1,5
1. L m
2.
3.
4.
5. Portata m(cubi)/h
6.
7.
8.
1. 2
2. 0,39
3. 0,85
4. 1,56
5. 2,56
6. 3,89
7. 5,60
8. 8,95
1. 4
2. 0,26
3. 0,57
4. 1,04
5. 1,72
6. 2,61
7. 3,78
8. 6,01
1. 6
2. 0,21
3. 0,45
4. 0,83
5. 1,36
6. 2,07
7. 2,98
8. 4,76
1. 8
2. 0,17
3. 0,38
4. 0,70
5. 1,15
6. 1,75
7. 2,52
8. 4,03
1. 10
2. 0,15
3. 0,34
4. 0,62
5. 1,01
6. 1,54
7. 2,22
8. 3,55
1. 15
2. 0,12
3. 0,27
4. 0,49
5. 0,80
6. 1,22
7. 1,76
8. 2,81
1. 20
2. 0,10
3. 0,23
4. 0,41
5. 0,68
6. 1,04
7. 1,49
8. 2,38
1. 25
2. 0,09
3. 0,20
4. 0,36
5. 0,60
6. 0,91
7. 1,31
8. 2,09
1. 30
2. 0,08
3. 0,18
4. 0,33
5. 0,54
6. 0,82
7. 1,18
8. 1,88
1. 40
2. 0,07
3. 0,15
4. 0,28
5. 0,46
6. 0,69
7. 1,00
8. 1,60
1. 50
2. 0,06
3. 0,13
4. 0,24
5. 0,40
6. 0,61
7. 0,88
8. 1,40
1. 75
2. 0,05
3. 0,11
4. 0,19
5. 0,32
6. 0,48
7. 0,70
8. 1,11
1. 100
2. 0,04
3. 0,09
4. 0,16
5. 0,27
6. 0,41
7. 0,59
8. 0,94
Prospetto A VII - Portate in volume (m(cubi)/h a 15C) per miscele di
GPL, densita' 1,69, calcolate per tubazioni di
rame, con perdita di carico di 2,0 mbar
1. Di mm
2. 6,0
3. 8,0
4. 10,0
5. 12,0
6. 14,0
7. 16,0
8. 19,0
1. s mm
2. 1,0
3. 1,0
4. 1,0
5. 1,0
6. 1,0
7. 1,0
8. 1,5
1. L m
2.
3.
4.
5. Portata m(cubi)/h
6.
7.
8.
1. 2
2. 0,33
3. 0,72
4. 1,32
5. 2,17
6. 3,30
7. 4,75
8. 7,60
1. 4
2. 0,22
3. 0,48
4. 0,89
5. 1,46
6. 2,22
7. 3,19
8. 5,10
1. 6
2. 0,17
3. 0,38
4. 0,70
5. 1,15
6. 1,76
7. 2,53
8. 4,04
1. 8
2. 0,15
3. 0,32
4. 0,59
5. 0,98
6. 1,49
7. 2,14
8. 3,42
1. 10
2. 0,13
3. 0,28
4. 0,52
5. 0,86
6. 1,31
7. 1,88
8. 3,01
1. 15
2. 0,10
3. 0,23
4. 0,41
5. 0,68
6. 1,04
7. 1,49
8. 2,38
1. 20
2. 0,09
3. 0,19
4. 0,35
5. 0,58
6. 0,88
7. 1,26
8. 2,02
1. 25
2. 0,08
3. 0,17
4. 0,31
5. 0,51
6. 0,77
7. 1,11
8. 1,78
1. 30
2. 0,07
3. 0,15
4. 0,28
5. 0,46
6. 0,70
7. 1,00
8. 1,60
1. 40
2. 0,06
3. 0,13
4. 0,24
5. 0,39
6. 0,59
7. 0,85
8. 1,35
1. 50
2. 0,05
3. 0,11
4. 0,21
5. 0,34
6. 0,52
7. 0,75
8. 1,19
1. 75
2. 0,04
3. 0,09
4. 0,16
5. 0,27
6. 0,41
7. 0,59
8. 0,94
1. 100
2. 0,03
3. 0,08
4. 0,14
5. 0,23
6. 0,35
7. 0,50
8. 0,80
APPENDICE B
Schemi di installazioni di apparecchi secondo i vari tipi
di scarico dei prodotti della combustione
----> Vedere Figure da Pag. 46 a Pag. 54 del S.O. <----
APPENDICE C
Dimensioni interne di alcuni tipi di camini singoli
Prospetto C I - DIMENSIONI INTERNE DI CAMINI SINGOLI DI REFRATTARIO
E/O MURATURA COIBENTATI
Apparecchi a gas di tipo B a tiraggio naturale con
bruciatore di tipo atmosferico - Temperatura dei fumi
dopo il dispositivo rompitiraggio antivento 140C < o
= tw < 190C - Dimensioni interne del camino: altezza
efficace H(m), diametro interno D(cm) (sezione
circolare) o lato interno L(cm) (sezione quadrata)
1. Potenza termica nominale* Pn kW
2. Portata in massa fumi . m kg/h
3. Resistenza termica parete R m(quadrati)K/W
4. H=4 m
5.
6. H=5 m
7.
8. H=7,5 m
9.
10. H=10 m
11.
12. H=12,5 m
13.
14. H=15 m
15.
16. H=17,5 m
17.
18. H=20 m
19.
20. H=25 m
21.
1.
2.
3.
4. D
5. L
6. D
7. L
8. D
9. L
10. D
11. L
12. D
13. L
14. D
15. L
16. D
17. L
18. D
19. L
20. D
21. L
1.
2.
3.
4. cm
5. cm
6. cm
7. cm
8. cm
9. cm
10. cm
11. cm
12. cm
13. cm
14. cm
15. cm
16. cm
17. cm
18. cm
19. cm
20. cm
21. cm
1. 10,0
2. 32,4
3. > 0,65
4. 12
5. 12
6. 10
7. 10
8. 10
9. 10
10. 10
11. 10
12. 10
13. 10
14. 10
15. 10
16. 10
17. 10
18. -
19. -
20. -
21. -
1.
2.
3. > 0,22
4. 12
5. 12
6. 12
7. 12
8. 10
9. 10
10. -
11. -
12. -
13. -
14. -
15. -
16. -
17. -
18. -
19. -
20. -
21. -
1. 12,5
2. 40,5
3. > 0,65
4. 12
5. 12
6. 12
7. 12
8. 12
9. 10
10. 12
11. 10
12. 10
13. 10
14. 10
15. 10
16. 10
17. 10
18. 12
19. -
20. -
21. -
1.
2.
3. > 0,22
4. 12
5. 12
6. 12
7. 12
8. 12
9. 10
10. 12
11. -
12. 10
13. -
14. -
15. -
16. -
17. -
18. -
19. -
20. -
21. -
1. 15,0
2. 48,6
3. > 0,65
4. 12
5. 12
6. 12
7. 12
8. 12
9. 12
10. 12
11. 12
12. 12
13. 10
14. 12
15. 10
16. 12
17. 10
18. 12
19. -
20. -
21. -
1.
2.
3. > 0,22
4. 14
5. 12
6. 12
7. 12
8. 12
9. 12
10. 12
11. -
12. 12
13. -
14. -
15. -
16. -
17. -
18. -
19. -
20. -
21. -
1. 17,5
2. 57,7
3. > 0,65
4. 14
5. 12
6. 12
7. 12
8. 12
9. 12
10. 12
11. 12
12. 12
13. 12
14. 12
15. 12
16. 12
17. 12
18. 12
19. 12
20. -
21. -
1.
2.
3. > 0,22
4. 14
5. 14
6. 14
7. 12
8. 12
9. 12
10. 12
11. 12
12. 12
13. 12
14. 12
15. -
16. -
17. -
18. -
19. -
20. -
21. -
1. 20,0
2. 64,8
3. > 0,65
4. 14
5. 14
6. 14
7. 14
8. 12
9. 12
10. 12
11. 12
12. 12
13. 12
14. 12
15. 12
16. 12
17. 12
18. 12
19. 12
20. 14
21. -
1.
2.
3. > 0,22
4. 14
5. 14
6. 14
7. 14
8. 12
9. 12
10. 12
11. 12
12. 12
13. 12
14. 12
15. -
16. -
17. -
18. -
19. -
20. -
21. -
1. 22,5
2. 72,9
3. > 0,65
4. 16
5. 14
6. 14
7. 14
8. 14
9. 14
10. 14
11. 14
12. 12
13. 12
14. 12
15. 12
16. 12
17. 12
18. 12
19. 12
20. 14
21. -
1.
2.
3. > 0,22
4. 16
5. 14
6. 14
7. 14
8. 14
9. 14
10. 14
11. 14
12. 14
13. 14
14. 14
15. 12
16. 14
17. -
18. -
19. -
20. -
21. -
1. 25,0
2. 81,0
3. > 0,65
4. 16
5. 14
6. 16
7. 14
8. 14