(all. 1 - art. 1 ) (parte 7)
              6.  Nel  caso  in  cui  gli  operai  agricoli  a  tempo
          determinato  iscritti  negli  elenchi anagrafici dei comuni
          dichiarati  colpiti  da  eccezionale calamita' o avversita'
          atmosferica  ai  sensi  dell'art.  4 della legge 15 ottobre
          1981,  n.  590,  siano  rimasti  privi  di  occupazione  in
          conseguenza degli eventi medesimi, e' ad essi riconosciuto,
          ai  fini  previdenziali  e  assistenziali, in aggiunta alle
          giornate   di   lavoro  prestate,  il  numero  di  giornate
          necessarie   al   raggiungimento  del  numero  di  giornate
          riconosciute  nell'anno  precedente.  Tale  beneficio viene
          concesso  a  condizione  che i destinatari abbiano prestato
          nell'anno   interessato   alla  provvidenza  almeno  cinque
          giornate  di  lavoro.  Lo  stesso  diritto alle prestazioni
          previdenziali  ed  assistenziali  e'  esteso  a  favore dei
          piccoli  coloni  e  compartecipanti familiari delle aziende
          colpite dalle predette avversita'.
              7.  I  benefici  di  cui  ai commi 4 e 6 si applicano a
          decorrere dall'anno 1991.
              8.  Per  i  trattamenti  di  cui ai commi 4, 5 e 6, ivi
          compresi    quelli    relativi   alla   mancata   copertura
          assicurativa,  si  applicano  le  disposizioni dell'art. 37
          della legge 9 marzo 1989, n. 88.».
              - Il testo dell'art. 4 del decreto legislativo 29 marzo
          2004,  n.  102  recante  "Interventi  finanziari a sostegno
          delle  imprese  agricole,  a  norma  dell'art.  1, comma 2,
          lettera i),  della  legge 7 marzo 2003, n. 38" - pubblicato
          nella  Gazzetta  Ufficiale  23 aprile  2004,  n.  95) e' il
          seguente:
              «Art.  4  (Piano  assicurativo  agricolo annuale). - 1.
          L'entita' del contributo pubblico sui premi assicurativi e'
          determinata   attraverso  il  Piano  assicurativo  agricolo
          annuale,   di  seguito  denominato:  "Piano  assicurativo",
          tenendo    conto    delle   disponibilita'   di   bilancio,
          dell'importanza  socio-economica  delle  produzioni  e  del
          numero di potenziali assicurati.
              2.  Il Piano assicurativo e' elaborato sulla base delle
          informazioni      e      dei      dati     di     carattere
          statistico-assicurativo   rilevati  dalla  Banca  dati  sui
          rischi  agricoli,  ed e' approvato, entro il 30 novembre di
          ogni  anno,  con  decreto  del  Ministero  delle  politiche
          agricole  e  forestali,  d'intesa  con  la Conferenza per i
          rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
          Trento e di Bolzano, sentite le proposte di una Commissione
          tecnica costituita, da:
                a) un  rappresentante  del  Ministero delle politiche
          agricole e forestali, che la presiede;
                b) tre  rappresentanti delle regioni e delle province
          autonome di Trento e di Bolzano;
                c) un  rappresentate  dell'Istituto di servizi per il
          mercato agricolo alimentare (ISMEA);
                d) un   rappresentante  per  ciascuna  Organizzazione
          professionale    agricola   rappresentata   nel   Consiglio
          nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL);
                e) un rappresentante della Cooperazione agricola;
                f) un  rappresentante dell'Associazione nazionale dei
          consorzi di difesa (ASNACODI);
                g) due   rappresentanti  dell'Associazione  nazionale
          delle imprese assicuratrici (ANIA).
              3.  Con decreto del Ministro delle politiche agricole e
          forestali  e'  approvato  il  regolamento  di funzionamento
          della  commissione  tecnica  e  sono  nominati  i  relativi
          componenti.  Ai  componenti  della  commissione tecnica non
          compete alcuna indennita' o compenso ne' rimborso spese.
              4.  Nel  Piano  assicurativo sono stabiliti i parametri
          per   il   calcolo   del   contributo  pubblico  sui  premi
          assicurativi distinti per:
                a) tipologia di polizza assicurativa;
                b) area  territoriale  identificata  sulla base delle
          proposte  delle regioni e delle province autonome di Trento
          e di Bolzano;
                c) evento climatico avverso, garanzia;
                d) tipo di coltura e/o strutture.
              5.  Nel  Piano  assicurativo  possono  essere  disposti
          anche:
                a) i  termini massimi di sottoscrizione delle polizze
          per le diverse produzioni e aree;
                b) qualsiasi  altro  elemento ritenuto necessario per
          garantire  un  impiego efficace ed efficiente delle risorse
          pubbliche.».
          Nota al comma 1080:
              - Si  riporta  il  comma 2  dell'art.  1-quinquies  del
          citato  decreto-legge  n.  182  del  2005,  convertito  con
          modificazioni, dalla legge 11 novembre 2005, n. 231:
              «2.   Per   lo   svolgimento  delle  proprie  attivita'
          istituzionali,  a  decorrere dall'anno 2006, e' autorizzato
          un  contributo di 4 milioni di euro all'ISMEA, al cui onere
          si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa
          di  cui all'art. 36 del decreto legislativo 18 maggio 2001,
          n.  228,  per  le finalita' di cui all'art. 1, comma 2, del
          medesimo decreto legislativo.».
          Nota al comma 1081:
              -  La  legge  14 agosto  1971,  n.  817,  e  successive
          modificazioni  reca  «Disposizioni  per  il rifinanziamento
          delle   provvidenze   per   lo  sviluppo  della  proprieta'
          coltivatrice»  ed  e'  pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale
          14 ottobre 1971, n. 261.
          Note al comma 1082:
              - Si  riporta il testo del comma 1 dell'art. 3 del gia'
          citato decreto legislativo n. 227 del 2001:
              «1. In relazione alle linee guida emanate dal Ministero
          delle  politiche  agricole  e  forestali  e  dal  Ministero
          dell'ambiente,  ciascuno  per quanto di propria competenza,
          in  materia  forestale ed alle indicazioni fornite ai sensi
          dell'art. 2, comma 4, della legge 23 dicembre 1999, n. 499,
          le  regioni  definiscono le linee di tutela, conservazione,
          valorizzazione   e   sviluppo  del  settore  forestale  nel
          territorio  di loro competenza attraverso la redazione e la
          revisione  dei propri piani forestali. A tal fine, le linee
          di   indirizzo   e  coordinamento  per  gli  interventi  da
          realizzare    nei    settori   agricolo,   agroindustriale,
          agroalimentare  e forestale comprendono specifiche linee di
          politica forestale nazionale atte a:
                a) verificare lo stato e le caratteristiche del bosco
          in  relazione  all'economia  nazionale  e  alla  situazione
          ambientale   generale,  con  particolare  riferimento  alla
          conservazione della biodiversita';
                b) stabilire  gli obiettivi strategici della politica
          nazionale  nel settore forestale, anche in attuazione delle
          Risoluzioni  delle Conferenze interministeriali di Helsinki
          e Lisbona, e indicare gli indirizzi di intervento nazionale
          ed   i   criteri  generali  di  realizzazione,  nonche'  le
          previsioni di spesa».
              - Si   riporta   il   testo  dell'art.  4  del  decreto
          legislativo  28 agosto 1997, n. 281 recante «Definizione ed
          ampliamento  delle attribuzioni della Conferenza permanente
          per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le regioni e le province
          autonome  di  Trento  e  Bolzano  ed  unificazione,  per le
          materie  ed  i  compiti  di interesse comune delle regioni,
          delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta'
          ed autonomie locali»:
              «Art.   4 (Accordi  tra  Governo,  regioni  e  province
          autonome  di  Trento  e  Bolzano).  - 1. Governo, regioni e
          province autonome di Trento e di Bolzano, in attuazione del
          principio  di  leale  collaborazione e nel perseguimento di
          obiettivi   di  funzionalita',  economicita'  ed  efficacia
          dell'azione  amministrativa,  possono concludere in sede di
          Conferenza  Stato-regioni  accordi,  al  fine di coordinare
          l'esercizio   delle   rispettive   competenze   e  svolgere
          attivita' di interesse comune.
              2.   Gli  accordi  si  perfezionano  con  l'espressione
          dell'assenso  del  Governo e dei Presidenti delle regioni e
          delle province autonome di Trento e di Bolzano».
              -  Per l'art. 61 della citata legge n. 289 del 2002, si
          veda la nota al comma 925.
          Note al comma 1083:
              - Si  riportano  gli  articoli da  9  a  13 del decreto
          legislativo  27 maggio  2005,  n. 102, recante «Regolazioni
          dei  mercati  agroalimentari, a norma dell'art. 1, comma 2,
          lettera e), della legge 7 marzo 2003, n. 38»:
              «Art.  9 (Intesa  di filiera). - 1. L'intesa di filiera
          ha  lo  scopo  di  favorire  l'integrazione di filiera e la
          valorizzazione  dei  prodotti  agricoli  e  agroalimentari,
          tenendo   conto   degli   interessi  della  filiera  e  dei
          consumatori. L'intesa puo' definire:
                a) azioni   per   migliorare   la   conoscenza  e  la
          trasparenza della produzione e del mercato;
                b) azioni     per     un    migliore    coordinamento
          dell'immissione dei prodotti sul mercato;
                c) modelli  contrattuali compatibili con la normativa
          comunitaria  da  utilizzare  nella stipula dei contratti di
          coltivazione, allevamento e fornitura;
                d) modalita'   di   valorizzazione   e  tutela  delle
          denominazioni  di origine, indicazioni geografiche e marchi
          di qualita';
                e) criteri  per  la  valorizzazione  del legame delle
          produzioni al territorio di provenienza;
                f) azioni   al   fine  di  perseguire  condizioni  di
          equilibrio e stabilita' del mercato attraverso informazioni
          e  ricerche  per  l'orientamento  della produzione agricola
          alla domanda e alle esigenze dei consumatori;
                g) metodi di produzione rispettosi dell'ambiente.
              2.  L'intesa  di  filiera  e' stipulata nell'ambito del
          Tavolo  agroalimentare,  di  cui  all'art.  20  del decreto
          legislativo  18 maggio  2001,  n.  228,  tra  gli organismi
          maggiormente   rappresentativi   a  livello  nazionale  nei
          settori   della   produzione,   della  trasformazione,  del
          commercio  e  della  distribuzione  dei prodotti agricoli e
          agroalimentari,  presenti  o  rappresentati  nel  Consiglio
          nazionale  dell'economia  e  del  lavoro.  A  tale  fine, i
          predetti  organismi indicano la rappresentanza di filiera a
          livello  nazionale  per  il  settore  di  appartenenza. Con
          decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri, su
          proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali,
          da adottarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
          del  presente  decreto,  sono  definite le modalita' per la
          stipula   delle   intese  di  filiera,  nonche'  quelle  di
          costituzione e di funzionamento dei tavoli di filiera.
              3.  Le  intese possono, inoltre, essere stipulate dalle
          Organizzazioni  interprofessionali  riconosciute  ai  sensi
          all'art. 12 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173.
              4.  Le  intese non possono comportare restrizioni della
          concorrenza  ad  eccezione  di  quelli che risultino da una
          programmazione  previsionale  e coordinata della produzione
          in  funzione  degli sbocchi di mercato o da un programma di
          miglioramento  della  qualita'  che  abbia come conseguenza
          diretta una limitazione del volume di offerta.
              5.   Le  intese  sono  comunicate  al  Ministero  delle
          politiche  agricole  e  forestali  entro  i quindici giorni
          dalla loro sottoscrizione che ne verifica la compatibilita'
          con  la normativa comunitaria e nazionale. Le intese di cui
          al  comma 4  sono  approvate con decreto del Ministro delle
          politiche agricole e forestali.»
              «Art.  10. (Contratti  quadro).  - 1. Nell'ambito delle
          finalita'  di cui all'art. 33 del Trattato istitutivo della
          Comunita'  europea e nei limiti di cui all'art. 2, comma 1,
          del  regolamento  (CEE)  n.  26/1962 del 4 aprile 1962, del
          Consiglio, e successive modificazioni, i soggetti economici
          di  cui  al  capo  I possono sottoscrivere contratti quadro
          aventi i seguenti obiettivi:
                a) sviluppare  gli  sbocchi  commerciali  sui mercati
          interno  ed  estero, e orientare la produzione agricola per
          farla  corrispondere, sul piano quantitativo e qualitativo,
          alla   domanda,   al   fine  di  perseguire  condizioni  di
          equilibrio e stabilita' del mercato;
                b) garantire la sicurezza degli approvvigionamenti;
                c) migliorare    la   qualita'   dei   prodotti   con
          particolare  riguardo  alle  diverse  vocazioni colturali e
          territoriali e alla tutela dell'ambiente;
                d) ridurre  le  fluttuazioni dei prezzi ed assicurare
          le  altre  finalita'  perseguite  dall'art. 33 del Trattato
          sulla Comunita' europea;
                e) prevedere   i   criteri   di   adattamento   della
          produzione all'evoluzione del mercato.
              2.  Con decreto del Ministro delle politiche agricole e
          forestali  possono  essere  definite,  per singole filiere,
          modalita'  di  stipula  dei contratti quadro in mancanza di
          intesa  di  filiera,  che  prevedano una rappresentativita'
          specifica,   determinata   in   percentuale  al  volume  di
          produzione   commercializzata,   da   parte   dei  soggetti
          economici di cui al capo I.».
              «Art.   11. (Modalita).   -   1.  Il  contratto  quadro
          definisce il prodotto, le attivita' e l'area geografica nei
          cui  confronti  e' applicabile; nel contratto quadro devono
          essere indicate la durata e le condizioni del suo rinnovo.
              2. Ai contratti quadro si applicano i seguenti principi
          generali:
                a) confronto   preventivo   delle   previsioni  della
          produzione  e  degli  sbocchi  commerciali  del prodotto in
          vista della loro armonizzazione;
                b) definizione di prescrizioni al fine di adeguare il
          prodotto   oggetto   del  contratto  quadro  alle  esigenze
          dell'immissione  sul  mercato,  con  riferimento anche alle
          caratteristiche  qualitative  del  prodotto  ed  ai servizi
          logistici  che  incidono sulla determinazione del prezzo di
          commercializzazione;
                c) obbligo  per  gli  acquirenti  di  rifornirsi  del
          prodotto  oggetto del contratto quadro tramite un contratto
          di  coltivazione,  allevamento e fornitura, o tramite altro
          contratto,  comunque denominato, da stipulare per iscritto,
          che  rispetti i contenuti del contratto quadro e ne preveda
          espressamente  l'applicazione  anche  nei  confronti  degli
          imprenditori  agricoli  non  aderenti  alle  organizzazioni
          stipulanti,  ai  sensi  dell'art.  13.  Il  rispetto  delle
          condizioni  stabilite  nei  contratti  quadro  deve  essere
          garantito   dalla   previsione  espressa,  contenuta  negli
          accordi  stessi  e  confermata  nei  contratti-tipo  e  nei
          contratti   individuali,   che  considera,  ai  fini  degli
          articoli 1453 e 1455 del codice civile, di grave importanza
          ogni  sua  violazione,  con  diritto  al risarcimento degli
          eventuali danni;
                d) definizione  dei  criteri per la valutazione delle
          diversificazioni  di  prezzo  da  stabilire in relazione al
          processo   produttivo   applicato  e  alle  caratteristiche
          qualitative  dei  prodotti  considerati  per  assicurare il
          raggiungimento  delle  finalita'  dell'art. 33 del Trattato
          istitutivo della Comunita' europea.
              3.  Sono esclusi dai contratti quadro i quantitativi di
          prodotto conferiti dai soci alle cooperative agricole ed ai
          loro   consorzi   per   la  raccolta,  la  lavorazione,  la
          trasformazione  e  la commercializzazione sul mercato delle
          produzioni  agricole  ed  agroalimentari. E' facolta' delle
          cooperative   agricole  e  dei  loro  consorzi  aderire  ai
          contratti quadro.
              4.  I  contratti  quadro  devono  contenere,  per  ogni
          prodotto, disposizioni relative a:
                a) il  riconoscimento  delle  cause di forza maggiore
          che  giustificano  il  mancato  rispetto  parziale o totale
          delle  reciproche  obbligazioni  delle  parti  nei  singoli
          contratti;
                b) l'individuazione  di  un  collegio arbitrale terzo
          rispetto  alle  parti  al quale rimettere ogni controversia
          fra  le  organizzazioni firmatarie degli accordi quadro, in
          ordine  alla interpretazione o all'esecuzione degli stessi,
          e  di rimettere a tale organo indicato in ciascun contratto
          quadro  ogni  controversia  tra  gli imprenditori che siano
          interessati  direttamente  alla  esecuzione dei contratti o
          che   siano  parti  dei  contratti  da  essi  regolati.  La
          determinazione  del  risarcimento del danno derivante dalla
          violazione  di  quanto disposto dal comma 2, la lettera c),
          deve essere anch'essa rimessa alla decisione di un collegio
          arbitrale nominato nei modi e con le modalita' di procedura
          previsti  nella  presente lettera b). Il danno e' liquidato
          con valutazione equitativa;
                c) le   modalita'  di  corresponsione,  da  parte  di
          ciascun    produttore,    trasformatore,   commerciante   e
          distributore  alle rispettive organizzazioni firmatarie, di
          contributi, ove previsto dai contratti quadro, per le spese
          previste   dagli   accordi   finalizzate   a   favorire  la
          stabilizzazione del mercato e - attraverso studi, controlli
          tecnici  ed  economici,  ed  azioni  per la promozione e lo
          sviluppo  delle  vendite  -  la valorizzazione dei prodotti
          oggetto  dei  contratti  quadro.  Il contributo puo' essere
          determinato   da  una  quota  percentuale  del  prezzo  del
          prodotto oggetto dei singoli contratti;
                d) la previsione delle sanzioni e degli indennizzi in
          caso di inadempimento parziale o totale delle obbligazioni,
          anche   in   relazione   alle  ipotesi  disciplinate  dagli
          articoli 12 e 13.
              5.  I  contratti quadro stabiliscono il contratto-tipo,
          che  deve  essere adottato nella stipulazione dei contratti
          di coltivazione, allevamento e fornitura.
              6.   I   contratti  quadro  e  il  contratto-tipo  sono
          depositati,  a  cura  delle  parti  contraenti, entro dieci
          giorni   dalla   stipulazione  presso  il  Ministero  delle
          politiche  agricole  e  forestali,  il  quale, entro trenta
          giorni  dal  deposito, puo' formulare osservazioni circa la
          rappresentativita'  delle parti contraenti e la conformita'
          degli  accordi  alla  normativa  comunitaria  e  nazionale.
          Decorso tale termine senza osservazioni, i contratti quadro
          ed   il   contratto-tipo   si  intendono  efficaci  e  sono
          pubblicati  sul sito del Ministero delle politiche agricole
          e forestali e su quelli delle regioni interessate.».
              «Art. 12. (Recesso, cessione di azienda, e privilegio).
          - 1. Ciascuno dei contraenti puo' recedere dal contratto di
          coltivazione, allevamento e fornitura mediante preavviso di
          un  anno  e  dopo  che  sia  trascorsa  almeno una campagna
          completa di consegne.
              2.  In  caso di cessione totale o parziale dell'azienda
          da   parte  di  un  imprenditore  che  ha  sottoscritto  un
          contratto   individuale   di  coltivazione,  allevamento  e
          fornitura  in esecuzione di un contratto quadro, il cedente
          e' tenuto a dichiarare nell'atto di cessione l'esistenza di
          tale   contratto,  ed  il  cessionario  deve  impegnarsi  a
          rispettarne le clausole ed a garantirne l'esecuzione.
              3.  In  caso  di violazione degli obblighi previsti dai
          commi 1  e  2,  l'inadempiente e' obbligato al risarcimento
          dei  danni,  da  liquidarsi  con  valutazione equitativa in
          mancanza  di esatta determinazione, ed e' assoggettato alle
          sanzioni  ed  agli indennizzi fissati dai contratti quadro.
          Gli   obblighi  suddetti  gravano,  nel  caso  di  cessione
          dell'azienda, solidalmente sul cessionario e sul cedente.
              4.  I crediti degli imprenditori agricoli nei confronti
          dei   trasformatori,   commercianti   e   dei  distributori
          acquirenti dei prodotti in forza di contratti stipulati nel
          rispetto  del  presente  decreto, hanno privilegio generale
          sui mobili, con il grado previsto dall'art. 2751-bis, primo
          comma, n. 4), del codice civile.».
              «Art.  13. (Obblighi  degli  acquirenti). - 1. Le parti
          acquirenti aderenti ad organizzazioni che abbiano stipulato
          un  contratto  quadro  sono obbligate ad applicare tutte le
          condizioni  in  esso previste ai contratti di coltivazione,
          allevamento  e  fornitura  e  ad  ogni  altro contratto che
          riguardi  prodotti  di  provenienza  nazionale  contemplati
          nell'accordo,  anche se stipulati con imprenditori agricoli
          non  aderenti  alle organizzazioni firmatarie del contratto
          quadro.
              2.   Gli   imprenditori   agricoli  non  aderenti  alle
          organizzazioni   firmatarie   di   contratti   quadro,  ove
          concludano   contratti   di   coltivazione,  allevamento  e
          fornitura che riguardi prodotti contemplati in un contratto
          quadro,  possono  pretendere  l'applicazione in loro favore
          delle  clausole  contenute  in detto accordo, e sono in tal
          caso   obbligati   a   corrispondere   alle  organizzazioni
          firmatarie  i  contributi  di  cui  all'art.  11,  comma 4,
          lettera c).
              3.  La  violazione  degli obblighi di cui ai precedenti
          commi costituisce,  ai  fini degli articoli 1453 e 1455 del
          codice   civile,  grave  inadempienza,  con  diritto  delle
          organizzazioni   dei  produttori  o  loro  forme  associate
          firmatarie  del contratto quadro e dei singoli imprenditori
          agricoli   che   ne   hanno  richiesto  l'applicazione,  di
          richiedere il risarcimento degli eventuali danni.
              4. Alle controversie relative alle fattispecie previste
          ai  commi precedenti  si  applica quanto disposto dall'art.
          11, comma 4, lettera b).».
          Nota al comma 1085:
              - Si  riporta  il  testo del comma 87 dell'art. 1 della
          citata legge n. 311 del 2004:
              «87.    Nell'ambito   del   Fondo   per   lo   sviluppo
          dell'agricoltura  biologica  e  di qualita' di cui all'art.
          59,  comma 2-bis,  della  legge 23 dicembre 1999, n. 488, e
          successive modificazioni, e' istituito un apposito capitolo
          per   l'attuazione   del   Piano   d'azione  nazionale  per
          l'agricoltura  biologica  e  i  prodotti  biologici con una
          dotazione  di  5 milioni di euro per l'anno 2005, a valere,
          per  la somma di 3 milioni di euro, sulle disponibilita' di
          cui   all'autorizzazione   di  spesa  recate  dall'art.  5,
          comma 7,  della  legge 27 marzo 2001, n. 122 che sono a tal
          fine  versate  all'entrata  del  bilancio  dello  Stato per
          essere  riassegnate  all'apposita  unita'  previsionale  di
          base.  Le  modalita'  di  spesa inerenti tale capitolo sono
          definite  con apposito decreto del Ministro delle politiche
          agricole  e  forestali  da emanare entro quattro mesi dalla
          data di entrata in vigore della presente legge.»
          Nota al comma 1086:
              - Si  riporta  il  testo del comma 24 dell'art. 4 della
          citata  legge  n. 350 del 2003, cosi' come modificato dalla
          presente legge:
              «24.  Le  disposizioni  di  cui ai commi 21, 22 e 23 si
          applicano in riferimento ad eventi eccezionali verificatisi
          al 31 dicembre 2005.».
          Nota al comma 1087:
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 3  dell'art. 9 del
          decreto-legge  28 marzo  2003, n. 49 recante «Riforma della
          normativa    in   tema   di   applicazione   del   prelievo
          supplementare   nel   settore  del  latte  e  dei  prodotti
          lattiero-caseari» convertito con modificazioni, dalla legge
          30 maggio   2003,  n.  119,  cosi'  come  modificato  dalla
          presente legge:
              «3.  L'importo di cui al comma 1, lettera c), decurtato
          dell'importo   accantonato  ai  sensi  del  comma 2,  viene
          ripartito  tra  i  produttori  titolari  di quota che hanno
          versato   il   prelievo,   secondo  i  seguenti  criteri  e
          nell'ordine:
                a) tra  quelli per i quali tutto o parte del prelievo
          loro  applicato  risulti  indebitamente riscosso o comunque
          non piu' dovuto;
                b) tra  quelli titolari di aziende ubicate nelle zone
          di   montagna,  di  cui  all'art.  18  del  regolamento  n.
          1257/1999/CE;
                c) tra  quelli titolari di aziende ubicate nelle zone
          svantaggiate,   di  cui  all'art.  19  del  regolamento  n.
          1257/1999/CE;
                c-bis)  tra  quelli  che  hanno subito, in base ad un
          provvedimento  emesso  dall'autorita' sanitaria competente,
          il  blocco  della  movimentazione  degli  animali,  in aree
          interessate  da  malattie  infettive  diffuse,  per  almeno
          novanta    giorni    nel    corso    di   un   periodo   di
          commercializzazione  e  che,  per  tale ragione, sono stati
          costretti  a produrre un quantitativo superiore, fino ad un
          massimo  del 20 per cento, rispetto a quello di riferimento
          assegnato.  In  caso  di  superamento  di  tale  limite, la
          restituzione  del  prelievo  supplementare non opera per la
          parte  eccedente  il 20 per cento. Le regioni e le province
          autonome comunicano all'AGEA entro il 30 aprile del periodo
          successivo    l'elenco   delle   aziende   interessate   ai
          provvedimenti  riguardanti  il blocco della movimentazione,
          nonche' i relativi termini di decorrenza».
          Nota al comma 1089:
              -  Per  i  testi  degli  articoli da 11 a 13 del citato
          decreto  legislativo  n.  102  del 2005, si veda la nota al
          comma 1083.
          Nota al comma 1090:
              -  Per  l'art.  1 del citato decreto legislativo n. 228
          del 2001 si veda la nota al comma 1075.
          Nota al comma 1091:
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 2 dell'art. 13 del
          decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, recante «Misure urgenti
          per il riequilibrio della finanza pubblica», convertito con
          modificazioni,  dalla  legge  28 maggio  1997,  n.  140  e,
          successive modificazioni:
              «2.  L'agevolazione  e'  riconosciuta  secondo l'ordine
          cronologico  di  presentazione della dichiarazione prevista
          al   presente   comma e   non   e'   cumulabile  con  altre
          agevolazioni  disposte  per  le  stesse attivita' con norme
          dello  Stato o delle regioni. Gli interessati presentano al
          Ministero  dell'industria, del commercio e dell'artigianato
          una  dichiarazione  sottoscritta  dal legale rappresentante
          dell'impresa   e   dal   responsabile   del   progetto   di
          innovazione,   alla   quale   sono   allegati  la  relativa
          certificazione  sottoscritta  dal  presidente  del collegio
          sindacale  ovvero,  in mancanza, da un revisore dei conti o
          da  un  professionista  iscritto nell'albo dei revisori dei
          conti o da un professionista iscritto nell'albo dei dottori
          commercialisti,   in   quello   dei   ragionieri  e  periti
          commerciali  o in quello dei consulenti del lavoro, nonche'
          la  perizia  giurata  di  un  professionista  competente in
          materia,   iscritto   al   relativo   albo   professionale,
          attestante  la  congruita'  e  la inerenza delle spese alle
          tipologie ammissibili. Alla consegna delle dichiarazioni il
          Ministero  dell'industria, del commercio e dell'artigianato
          accerta esclusivamente la disponibilita' dei fondi».
          Nota al comma 1092:
              - Si  riporta  il  testo  dell'art. 3 del decreto-legge
          10 giugno  1994,  n.  357  recante «Disposizioni tributarie
          urgenti   per   accelerare   la   ripresa  dell'economia  e
          dell'occupazione,  nonche'  per  ridurre  gli adempimenti a
          carico  del  contribuente»,  convertito  con modificazioni,
          dalla legge 8 agosto 1994, n. 489:
              «Art.    3. (Detassazione    del    reddito   d'impresa
          reinvestito).  - 1. E' escluso dall'imposizione del reddito
          d'impresa  il  50  per  cento del volume degli investimenti
          realizzati  nel  periodo  d'imposta  in  corso alla data di
          entrata  in  vigore  del  presente  decreto  ed  in  quello
          successivo   in   eccedenza   rispetto   alla  media  degli
          investimenti   realizzati   nei  cinque  periodi  d'imposta
          precedenti   a   quello   in   corso  alla  predetta  data.
          L'esclusione, che non compete alle banche e alle imprese di
          assicurazione, si applica per il periodo d'imposta in corso
          alla  data  di entrata in vigore del presente decreto e per
          il  successivo.  L'ammontare degli investimenti deve essere
          assunto   al  netto  delle  cessioni  di  beni  strumentali
          effettuate nel medesimo periodo d'imposta.
              1-bis.  Il  beneficio  fiscale  di  cui  al  comma 1 si
          applica  anche  alle imprese attive alla data di entrata in
          vigore  del  presente  decreto  anche  se  con un'attivita'
          d'impresa  inferiore  ai  cinque  anni. Per tali imprese la
          media   degli   investimenti   da   considerare  e'  quella
          risultante   dagli   investimenti  effettuati  nei  periodi
          d'imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata
          in vigore del presente decreto o a quello successivo.
              2.  Per  investimento  si  intende la realizzazione nel
          territorio  dello Stato di nuovi impianti, il completamento
          di   opere   sospese,   l'ampliamento,   la  riattivazione,
          l'ammodernamento di impianti esistenti e l'acquisto di beni
          strumentali  nuovi  anche  mediante  contratti di locazione
          finanziaria. L'investimento immobiliare e' limitato ai beni
          strumentali per natura.
              2-bis. I fabbricanti, titolari di attivita' industriali
          a   rischio   di   incidenti  rilevanti  individuate  dagli
          articoli 4  e  6 del D.P.R. 17 maggio 1988, n. 175, possono
          usufruire  delle  agevolazioni tributarie di cui al comma 1
          solo se e' documentato l'adempimento degli obblighi e delle
          prescrizioni di cui al citato decreto».»
          Note al comma 1093 e 1096:
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  2  del gia' citato
          decreto  legislativo  n. 99 del 2004, cosi' come modificato
          dalla presente legge:
              «Art. 2. (Societa' agricole). - 1. La ragione sociale o
          la  denominazione  sociale  delle  societa' che hanno quale
          oggetto  sociale  l'esercizio  esclusivo delle attivita' di
          cui   all'art.   2135  del  codice  civile  deve  contenere
          l'indicazione di societa' agricola.
              2.  Le  societa'  costituite  alla  data  di entrata in
          vigore del presente decreto, che abbiano i requisiti di cui
          al presente articolo, devono inserire nella ragione sociale
          o  nella  denominazione sociale la indicazione di «societa'
          agricola»  ed adeguare lo statuto, ove redatto. Le predette
          societa'  sono  esentate dal pagamento di tributi e diritti
          dovuti   per   l'aggiornamento   della  ragione  sociale  o
          denominazione  sociale  negli atti catastali e nei pubblici
          registri  immobiliari  e  per  ogni altro adempimento a tal
          fine necessario.
              3.  L'esercizio del diritto di prelazione o di riscatto
          di  cui  all'art.  8  della legge 26 maggio 1965, n. 590, e
          successive   modificazioni,   ed  all'art.  7  della  legge
          14 agosto 1971, n. 817, spetta anche alla societa' agricola
          di persone qualora almeno la meta' dei soci sia in possesso
          della  qualifica  di  coltivatore  diretto  come risultante
          dall'iscrizione  nella  sezione speciale del registro delle
          imprese  di cui all'art. 2188 e seguenti del codice civile.
          Alla  medesima  societa'  sono  in  ogni caso riconosciute,
          altresi',  le  agevolazioni  previdenziali ed assistenziali
          stabilite  dalla  normativa  vigente a favore delle persone
          fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto.
              4.  Alle  societa' agricole di cui all'art. 1, comma 3,
          qualificate   imprenditori   agricoli  professionali,  sono
          riconosciute  le  agevolazioni  tributarie  in  materia  di
          imposizione   indiretta   e   creditizie   stabilite  dalla
          normativa   vigente  a  favore  delle  persone  fisiche  in
          possesso della qualifica di coltivatore diretto. La perdita
          dei  requisiti  di cui all'art. 1, comma 3, nei cinque anni
          dalla  data  di applicazione delle agevolazioni ricevute in
          qualita'  di  imprenditore agricolo professionale determina
          la decadenza dalle agevolazioni medesime.
              4-bis.   Le   agevolazioni   di  cui  al  comma 4  sono
          riconosciute  anche  alle  societa' agricole di persone con
          almeno un socio coltivatore diretto, alle societa' agricole
          di   capitali  con  almeno  un  amministratore  coltivatore
          diretto,  nonche'  alle  societa' cooperative con almeno un
          amministratore  socio  coltivatore  diretto, iscritti nella
          relativa gestione previdenziale e assistenziale. La perdita
          dei  requisiti  di  cui  al  presente comma nei cinque anni
          dalla  data di applicazione delle agevolazioni determina la
          decadenza dalle agevolazioni medesime».
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  32 del decreto del
          Presidente  della  Repubblica  22 dicembre  1986, n. 917, e
          successive modificazioni:
              «Art.  32 (Reddito agrario). - 1. Il reddito agrario e'
          costituito  dalla  parte  del  reddito  medio ordinario dei
          terreni  imputabile  al capitale d'esercizio e al lavoro di
          organizzazione  impiegati,  nei  limiti della potenzialita'
          del  terreno,  nell'esercizio  di  attivita' agricole su di
          esso.
              2. Sono considerate attivita' agricole:
                a) le attivita' dirette alla coltivazione del terreno
          e alla silvicoltura;
                b) l'allevamento  di  animali  con mangimi ottenibili
          per  almeno  un  quarto  dal terreno e le attivita' dirette
          alla produzione di vegetali tramite l'utilizzo di strutture
          fisse o mobili, anche provvisorie, se la superficie adibita
          alla  produzione non eccede il doppio di quella del terreno
          su cui la produzione stessa insiste;
                c) le  attivita' di cui al terzo comma dell'art. 2135
          del    codice    civile,    dirette   alla   manipolazione,
          conservazione,    trasformazione,   commercializzazione   e
          valorizzazione,   ancorche'  non  svolte  sul  terreno,  di
          prodotti  ottenuti  prevalentemente  dalla coltivazione del
          fondo  o  del  bosco  o  dall'allevamento  di  animali, con
          riferimento  ai  beni  individuati,  ogni due anni e tenuto
          conto  dei  criteri  di  cui  al  comma 1,  con decreto del
          Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  su proposta del
          Ministro delle politiche agricole e forestali.
              3.  Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto
          con  il  Ministro  dell'agricoltura  e  delle  foreste,  e'
          stabilito  per  ciascuna  specie animale il numero dei capi
          che  rientra nei limiti di cui alla lettera b) del comma 2,
          tenuto  conto  della potenzialita' produttiva dei terreni e
          delle  unita'  foraggere  occorrenti a seconda della specie
          allevata.
              4.  Non  si considerano produttivi di reddito agrario i
          terreni indicati nel comma 2 dell'art. 27».»
          Nota al comma 1097:
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 1  dell'art. 2 del
          regolamento   di   cui  al  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica  14 marzo  2001,  n.  144  recante  «Regolamento
          recante norme sui servizi di bancoposta»:
              «Art.  2.  (Attivita' di bancoposta). - 1. Le attivita'
          di bancoposta svolte da Poste comprendono:
                a) raccolta   di  risparmio  tra  il  pubblico,  come
          definita dall'art. 11, comma 1, del testo unico bancario ed
          attivita' connesse o strumentali;
                b) raccolta del risparmio postale;
                c) servizi  di  pagamento,  comprese  l'emissione, la
          gestione  e  la vendita di carte prepagate e di altri mezzi
          di  pagamento,  di  cui  all'art.  1,  comma 2, lettera f),
          numeri 4) e 5), del testo unico bancario;
                d) servizio di intermediazione in cambi;
                e) promozione  e  collocamento  presso il pubblico di
          finanziamenti concessi da banche ed intermediari finanziari
          abilitati;
                f) servizi   di  investimento  ed  accessori  di  cui
          all'art. 12».
          Note al comma 1098:
              - Si   riporta   il  testo  dell'art.  14  del  decreto
          luogotenenziale   6 settembre   1917,   n.   1451   recante
          «Istituzione  presso  il  Ministero delle Poste e Telegrafi
          del servizio dei conti correnti e assegni postali»:
              «Art.  14.  I  fondi  disponibili sono versati in conto
          corrente fruttifero alla Cassa depositi e prestiti al tasso
          corrispondente  al frutto medio annuale, lordo di qualunque
          spesa, che la Cassa riceve dalla massa dei capitali da essa
          amministrati, dedotti quindici centesimi.
              Qualora  il  tasso  dell'apposito  conto corrente della
          Cassa  presso  il  Tesoro,  al  quale  i detti fondi devono
          essere   versati,  discenda  al  disotto  del  tasso  medio
          percentuale  annuo che la Cassa ricava dai capitali da essa
          amministrati,     la     Cassa     stessa    corrispondera'
          all'Amministrazione postale il tasso del conto corrente col
          Tesoro diminuito di quindici centesimi».
              - Il decreto-legge 30 settembre 2003 n. 269, convertito
          con  modificazioni  dalla  legge 24 novembre 2003, n. 326 e
          successive  modificazioni  reca  «Disposizioni  urgenti per
          favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei
          conti  pubblici»  ed e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
          2 ottobre 2003, n. 229, S.O.
          Note al comma 1100:
              -  La  legge  31 dicembre  1982,  n.  979, e successive
          modificazioni reca «Disposizioni per la difesa del mare» ed
          e'  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 18 gennaio 1983, n.
          16, S.O.
              -  La  legge  25 gennaio  1979, n. 30 reca «Ratifica ed
          esecuzione  della  Convenzione  sulla  salvaguardia del mar
          Mediterraneo   dall'inquinamento,   con  due  protocolli  e
          relativi  allegati,  adottata  a  Barcellona il 16 febbraio
          1976»  ed e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 9 febbraio
          1979, n. 40, S.O.
          Nota al comma 1101:
              - Si  riporta  il  testo  del  primo comma dell'art. 12
          della citata legge n. 979 del 1982:
              «Art.  12. Il  comandante, l'armatore o il proprietario
          di  una nave o il responsabile di un mezzo o di un impianto
          situato  sulla piattaforma continentale o sulla terraferma,
          nel caso di avarie o di incidenti agli stessi, suscettibili
          di  arrecare,  attraverso il versamento di idrocarburi o di
          altre  sostanze  nocive  o  inquinanti,  danni all'ambiente
          marino,  al litorale o agli interessi connessi, sono tenuti
          ad  informare  senza  indugio  l'autorita'  marittima  piu'
          vicina al luogo del sinistro, e ad adottare ogni misura che
          risulti al momento possibile per evitare ulteriori danni ed
          eliminare gli effetti dannosi gia' prodotti».
          Nota al comma 1102:
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  14 della succitata
          legge, cosi' come modificato dalla presente legge:
              «Art.  14. Alle  spese  occorrenti per l'adozione delle
          misure  di  cui  all'art.  11  nonche' per il rimborso alle
          altre   amministrazioni   delle  spese  sostenute  per  gli
          interventi  ad  esse  richiesti,  si  provvede  a carico di
          apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del
          Ministero  della  marina mercantile, avente natura di spesa
          obbligatoria.
              Le  somme  recuperate a carico dei privati per le spese
          sostenute  per  gli  interventi  di  cui  all'art.  12 sono
          versate   all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  e  sono
          rassegnate  nella  misura  del 50 per cento con decreto del
          Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  allo  stato  di
          previsione  del  Ministero dell'ambiente e della tutela del
          territorio  e  del mare per le attivita' di difesa del mare
          dagli inquinamenti.».
          Nota al comma 1104:
              - Si riporta il testo del sesto comma dell'art. 7 della
          legge  28 febbraio  1985,  n. 47 e successive modificazioni
          recante  «Norme  in  materia  di  controllo  dell'attivita'
          urbanistico-edilizia,  sanzioni, recupero e sanatoria delle
          opere edilizie»:
              «Per   le   opere   abusivamente  eseguite  su  terreni
          sottoposti,  in base a leggi statali o regionali, a vincolo
          di  inedificabilita',  l'acquisizione gratuita, nel caso di
          inottemperanza  all'ingiunzione di demolizione, si verifica
          di  diritto  a  favore delle amministrazioni cui compete la
          vigilanza sull'osservanza del vincolo. Tali amministrazioni
          provvedono  alla  demolizione  delle  opere  abusive  ed al
          ripristino  dello stato dei luoghi a spese dei responsabili
          dell'abuso.   Nella   ipotesi   di  concorso  dei  vincoli,
          l'acquisizione  si  verifica  a  favore  del patrimonio del
          comune».
          Nota al comma 1106:
              - Si  riporta il testo dell'art. 1 della legge 2 maggio
          1990,  n.  102 recante «Disposizioni per la ricostruzione e
          la  rinascita della Valtellina e delle adiacenti zone delle
          province   di   Bergamo,  Brescia  e  Como,  nonche'  della
          provincia  di  Novara, colpite dalle eccezionali avversita'
          atmosferiche dei mesi di luglio ed agosto 1987»:
              «Art.  1. (Autorizzazione  di spesa). - 1. Al riassetto
          idrogeologico,  alla  ricostruzione  e  allo  sviluppo  dei
          comuni  della  provincia  di Sondrio e delle adiacenti zone
          delle province di Bergamo, Brescia e Como, come individuati
          ai    sensi   dell'art.   1,   comma 1,   lettera a),   del
          decreto-legge  19 settembre  1987,  n. 384, convertito, con
          modificazioni,   dalla  legge  19 novembre  1987,  n.  470,
          colpiti  dalle eccezionali avversita' atmosferiche dei mesi
          di luglio  ed agosto  1987,  e'  destinata,  nel  sessennio
          1989-1994,  la complessiva somma di lire 2.400 miliardi, in
          ragione  di  lire  240  miliardi  per  il 1989, di lire 255
          miliardi per l'anno 1990, di lire 430 miliardi per ciascuno
          degli  anni  1991  e  1992, di lire 530 miliardi per l'anno
          1993 e di lire 515 miliardi per l'anno 1994.
              2. Nello stato di previsione del Ministero del bilancio
          e  della  programmazione  economica  e'  istituito apposito
          capitolo   denominato   «Fondo   per   gli   interventi  di
          ricostruzione  e  sviluppo  dei  comuni  della provincia di
          Sondrio  e  delle adiacenti zone delle province di Bergamo,
          Brescia   e   Como  colpiti  dalle  eccezionali  avversita'
          atmosferiche  dei  mesi di luglio ed agosto 1987», al quale
          affluiscono,  oltre alle somme di cui al presente articolo,
          al   netto  delle  autorizzazioni  di  spesa  di  cui  agli
          articoli 9,  comma 4,  e  13, commi 1 e 4, quelle destinate
          dalla  Comunita'  economica  europea  quali contributi alla
          ricostruzione  della  Valtellina ove dalla Comunita' stessa
          non specificamente destinate».
          Note al comma 1107:
              - Si  riporta  il  testo del comma 94 dell'art. 1 della
          citata legge n. 311 del 2004:
              «94.   Le  disposizioni  di  cui  al  comma 93  non  si
          applicano  alle Forze armate, al Corpo nazionale dei vigili
          del fuoco, ai Corpi di polizia, al personale della carriera
          diplomatica   e   prefettizia,   ai   magistrati  ordinari,
          amministrativi  e  contabili,  agli  avvocati e procuratori
          dello Stato, agli ordini e collegi professionali e relativi
          consigli  e  federazioni,  alle  universita',  al  comparto
          scuola   ed   alle   istituzioni   di   alta  formazione  e
          specializzazione artistica e musicale».
              - Si  riporta  il  testo del comma 36 dell'art. 2 della
          legge  9 dicembre 1998, n. 426 recante «Nuovi interventi in
          campo ambientale»:
              «36.   Le   funzioni  svolte  dalle  guardie  dell'Ente
          autonomo  del  parco  nazionale d'Abruzzo e dell'Ente parco
          nazionale  del  Gran  Paradiso nel territorio di competenza
          dei  parchi  medesimi  sono  equiparate  a quelle del Corpo
          forestale dello Stato».
              - Si  riporta  il  testo del comma 1 dell'art. 29 della
          legge  11 febbraio  1992,  n.  157  recante  «Norme  per la
          protezione   della  fauna  selvatica  omeoterma  e  per  il
          prelievo venatorio»:
              «Art.  29. (Agenti  dipendenti degli enti locali). - 1.
          Ferme  restando  le  altre disposizioni della legge 7 marzo
          1986,  n.  65, gli agenti dipendenti degli enti locali, cui
          sono  conferite  a  norma di legge le funzioni di agente di
          polizia  giudiziaria  e di agente di pubblica sicurezza per
          lo   svolgimento  dell'attivita'  di  vigilanza  venatoria,
          esercitano   tali   attribuzioni  nell'ambito  territoriale
          dell'ente  di  appartenenza  e  nei  luoghi  nei quali sono
          comandati  a  prestare servizio, e portano senza licenza le
          armi  di  cui  sono dotati nei luoghi predetti ed in quelli
          attraversati per raggiungerli e per farvi ritorno.».
          Nota al comma 1110:
              -  La  legge  1° giugno  2002, n. 120 reca «Ratifica ed
          esecuzione  del Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro
          delle  Nazioni  Unite  sui  cambiamenti  climatici, fatto a
          Kyoto  l'11 dicembre 1997.» Ed e' pubblicata nella Gazzetta
          Ufficiale 19 giugno 2002, n. 142, S.O.
          Nota al comma 1111:
              -   Per   il  testo  dell'art.  8  del  citato  decreto
          legislativo n. 281 del 1997 si veda la nota al comma 894.
          Nota al comma 1113:
              - Si  riporta il comma 3 dell'art. 2 della citata legge
          n. 120 del 2002:
              «3.  Il  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  del
          territorio,  entro  il 30 marzo di ogni anno, individua con
          proprio  decreto,  di concerto con i Ministri interessati e
          sentita  la  Conferenza  unificata  di  cui  all'art. 8 del
          decreto  legislativo  28 agosto  1997,  n. 281, i programmi
          pilota  da attuare a livello nazionale e internazionale per
          la  riduzione  delle  emissioni  e l'impiego di piantagioni
          forestali  per  l'assorbimento  del  carbonio.  I programmi
          pilota   hanno   l'obiettivo   di  definire  i  modelli  di
          intervento  piu' efficaci dal punto di vista dei costi, sia
          a   livello   interno   che  nell'ambito  delle  iniziative
          congiunte  previste dai meccanismi istituiti dal Protocollo
          di Kyoto».
          Nota al comma 1116:
              - Si  riporta  il  testo  del comma 1 dell'art. 1 della
          gia' citata legge n. 426 del 1998:
              «Art.   1. (Interventi   di   bonifica   e   ripristino
          ambientale  dei siti inquinati). - 1. Al fine di consentire
          il  concorso  pubblico nella realizzazione di interventi di
          bonifica  e  ripristino  ambientale dei siti inquinati, ivi
          compresi   aree   e  specchi  d'acqua  marittimi,  lacuali,
          fluviali  e  lagunari in concessione, anche in caso di loro
          dismissioni, nei limiti e con i presupposti di cui all'art.
          17,  comma 6-bis,  del decreto legislativo 5 febbraio 1997,
          n.  22, e successive modificazioni, nonche' per gli impegni
          attuativi del protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici
          di  cui  alla  deliberazione del Comitato interministeriale
          per la programmazione economica (CIPE) del 3 dicembre 1997,
          pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale n. 18 del 23 gennaio
          1998,   del   piano   straordinario   di   completamento  e
          razionalizzazione    dei   sistemi   di   collettamento   e
          depurazione  di  cui  all'art. 6 del decreto-legge 25 marzo
          1997,  n.  67,  convertito,  con modificazioni, dalla legge
          23 maggio  1997,  n.  135,  e  degli accordi e contratti di
          programma di cui all'art. 25 del citato decreto legislativo
          n.   22  del  1997,  sono  autorizzati  limiti  di  impegno
          ventennali  di  lire  27.000  milioni a decorrere dall'anno
          1998, di lire 5.600 milioni a decorrere dall'anno 1999 e di
          lire  16.200  milioni  a  decorrere  dall'anno 2000. Per le
          medesime finalita' e' altresi' autorizzata la spesa di lire
          130.000  milioni  per l'anno 2000; per gli anni successivi,
          al  finanziamento  degli  interventi  di  cui  al  presente
          articolo  si  provvede  ai  sensi  dell'art.  11,  comma 3,
          lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
          modificazioni ed integrazioni.».
          Nota al comma 1117:
              -  La  direttiva  2001/77/CE del 27 settembre 2001 reca
          «Direttiva  del  Parlamento  europeo  e del Consiglio sulla
          promozione   dell'energia   elettrica   prodotta  da  fonti
          energetiche     rinnovabili     nel     mercato     interno
          dell'elettricita».
          Note al comma 1118:
              -  Per  il  testo  del  comma 3 dell'art. 17 della gia'
          citata legge n. 400 del 1988, si veda la nota al comma 989.
              -  Per  la  direttiva  2001/77/CE  si  veda  la nota al
          comma 1117.
          Nota al comma 1119:
              - Si  riporta  il  testo  del comma 14 dell'art. 11 del
          gia'  citato  decreto-legge  n. 35 del 2005, convertito con
          modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80:
              «14.  Allo  scopo  di  ridurre  i  costi  di  fornitura
          dell'energia  elettrica  alle  imprese  e  in  generale  ai
          clienti  finali  sfruttando  risorse del bacino carbonifero
          del  Sulcis,  nel  rispetto  della  normativa  comunitaria,
          nazionale  ed  ai  sensi  del  decreto del Presidente della
          Repubblica   28 gennaio  1994,  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale  n.  56 del 9 marzo 1994, la regione Sardegna, in
          coerenza  con  gli  indirizzi  e  le  priorita' del sistema
          energetico regionale, assegna una concessione integrata per
          la  gestione  della  miniera  di  carbone  del  Sulcis e la
          produzione  di  energia  elettrica.  Al  concessionario  e'
          assicurato  l'acquisto  da  parte del Gestore della rete di
          trasmissione   nazionale   S.p.a.   dell'energia  elettrica
          prodotta  ai  prezzi  e  secondo  le modalita' previste dal
          citato  decreto  del Presidente della Repubblica 28 gennaio
          1994.  La regione Sardegna assicura la disponibilita' delle
          aree   e  delle  infrastrutture  necessarie  e  assegna  la
          concessione  mediante procedure di gara entro un anno dalla
          data di entrata in vigore del presente decreto. Il Comitato
          di coordinamento istituito ai sensi dell'art. 2 del decreto
          del  Presidente  della  Repubblica 28 gennaio 1994 esercita
          funzioni  di  vigilanza e monitoraggio, fino all'entrata in
          esercizio  dell'impianto di produzione di energia elettrica
          oggetto  della  concessione.  Gli  elementi  da prendere in
          considerazione  per  la  valutazione  delle  offerte previo
          esame   dell'adeguatezza   della   struttura   economica  e
          finanziaria  del  progetto, ai fini dell'assegnazione della
          concessione sono:
                a) massimizzazione    del    rendimento    energetico
          complessivo degli impianti;
                b) minimizzazione  delle  emissioni  con  utilizzo di
          tecnologia  idonea  al  contenimento  delle polveri e degli
          inquinanti  gassosi,  in  forma  di  gassificazione,  ciclo
          supercritico o altro equivalente;
                c) contenimento dei tempi di esecuzione del progetto;
                d) presentazione  di  un  piano  industriale  per  lo
          sfruttamento della miniera e la realizzazione e l'esercizio
          della  centrale  di  produzione  di  energia elettrica, che
          preveda  ricadute  atte  a promuovere lo sviluppo economico
          dell'area   del   Sulcis   Iglesiente,   avvalendosi  della
          disponibilita'  di energia elettrica a costo ridotto per le
          imprese localizzate nell'Isola;
                e) definizione   e  promozione  di  un  programma  di
          attivita'   finalizzato  alle  tecnologie  di  impiego  del
          carbone  ad  emissione  zero ai sensi della legge 27 giugno
          1985, n. 351.»
          Note al comma 1120:
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  17 del gia' citato
          decreto  legislativo n. 387 del 2003, cosi' come modificato
          dalla presente legge:
              «Art.   17. Inclusione   dei   rifiuti   tra  le  fonti
          energetiche ammesse a beneficiare del regime riservato alle
          fonti rinnovabili. - 1. (abrogato);
              2. Sono   escluse   dal  regime  riservato  alle  fonti
          rinnovabili:
                a) le fonti assimilate alle fonti rinnovabili, di cui
          all'art. 1, comma 3 della legge 9 gennaio 1991, n. 10;
                b) i  beni,  i  prodotti  e  le sostanze derivanti da
          processi il cui scopo primario sia la produzione di vettori
          energetici o di energia;
                c) i   prodotti  energetici  che  non  rispettano  le
          caratteristiche definite nel del decreto del Presidente del
          Consiglio dei Ministri 8 marzo 2002, e successive modifiche
          ed integrazioni.
              3. 4. (abrogati).».
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 6 dell'art. 20 del
          suddetto  decretolegislativo,  cosi'  come modificato dalla
          presente legge:
              «6.  Al  fine  di  promuovere  in  misura  adeguata  la
          produzione   di  elettricita'  da  impianti  alimentati  da
          biomassa,  ad  esclusione  di  quella  prodotta da centrali
          ibride,  con  il  decreto  di cui al comma 8, il periodo di
          riconoscimento dei certificati verdi di cui al comma 5 puo'
          essere  elevato, anche mediante rilascio, dal nono anno, di
          certificati  verdi  su  una  quota  dell'energia  elettrica
          prodotta   anche   tenuto   conto  di  quanto  previsto  al
          precedente  art. 17. Al medesimo fine, possono anche essere
          utilizzati  i certificati verdi attribuiti al Gestore della
          rete  dall'art.  11,  comma 3, secondo periodo, del decreto
          legislativo  16 marzo  1999,  n. 79. La predetta elevazione
          del  periodo  di  riconoscimento  dei certificati verdi non
          puo' essere concessa per la produzione di energia elettrica
          da  impianti che hanno beneficiato di incentivi pubblici in
          conto capitale.»
              - Si  riportano i testi dei commi 1, 5 e 7 dell'art. 22
          della  legge  9 gennaio  1991,  n.  9  recante  «Norme  per
          l'attuazione  del nuovo Piano energetico nazionale: aspetti
          istituzionali,  centrali  idroelettriche  ed  elettrodotti,
          idrocarburi  e  geotermia,  autoproduzione  e  disposizioni
          fiscali», cosi' come modificati dalla presente legge:
              «1.  La  produzione  di  energia  elettrica  a mezzo di
          impianti   che  utilizzano  fonti  di  energia  considerate
          rinnovabili,   ai  sensi  della  normativa  vigente,  e  in
          particolare  la  produzione di energia elettrica a mezzo di
          impianti  combinati  di  energia  e calore, non e' soggetta
          alla riserva disposta in favore dell'Enel dall'art. 1 della
          legge  6 dicembre 1962, n. 1643, e successive modificazioni
          e   integrazioni,  e  alle  autorizzazioni  previste  dalla
          normativa   emanata  in  materia  di  nazionalizzazione  di
          energia elettrica».
              «5.  I  prezzi  relativi alla cessione, alla produzione
          per  conto  dell'Enel,  al  vettoriamento  ed  i  parametri
          relativi  allo  scambio  vengono  definiti  dal  CIP  entro
          centottanta  giorni  dalla  data di entrata in vigore della
          presente  legge  ed aggiornati con cadenza almeno biennale,
          assicurando  prezzi  e  parametri  incentivanti nel caso di
          nuova  produzione  di  energia  elettrica ottenuta da fonti
          energetiche di cui al comma 1».
              «7.  Ai  fini dell'applicazione delle norme di cui agli
          articoli 2  e  3  della  legge 31 ottobre 1966, n. 940, gli
          impianti  di  produzione  di  energia  elettrica  da  fonti
          rinnovabili  ai  sensi  della normativa vigente con potenza
          non  superiore  a  20  kW  vengono  esclusi  dal  pagamento
          dell'imposta  e  dalla  categoria di officina elettrica, in
          caso  di  funzionamento  in servizio separato rispetto alla
          rete pubblica».
              - Si riportano le rubriche degli articoli 22 e 23 della
          suddetta legge, cosi' come modificate dalla presente legge:
              «Art. 22. Regime giuridico degli impianti di produzione
          di energia elettrica a mezzo di fonti rinnovabili.»
              «Art.  23. Circolazione dell'energia elettrica prodotta
          da  impianti  di produzione di energia elettrica a mezzo di
          fonti rinnovabili.».
              - Si  riporta  il  testo  del comma 3 dell'art. 1 della
          legge   10 gennaio   1991,   n.   10   recante  «Norme  per
          l'attuazione  del  Piano energetico nazionale in materia di
          uso  razionale  dell'energia,  di risparmio energetico e di
          sviluppo  delle  fonti  rinnovabili di energia», cosi' come
          modificato dalla presente legge:
              «3. Ai fini della presente legge sono considerate fonti
          rinnovabili  di  energia:  il  sole,  il  vento,  l'energia
          idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso
          e  la  trasformazione  dei  rifiuti  organici  di  prodotti
          vegetali.  Per i rifiuti organici ed inorganici resta ferma
          la vigente disciplina ed in particolare la normativa di cui
          al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 10 settembre
          1982,  n.  915, e successive modificazioni ed integrazioni,
          al  decreto-legge  31 agosto  1987, n. 361, convertito, con
          modificazioni,  dalla  legge  29 ottobre 1987, n. 441, e al
          decreto-legge  9 settembre  1988,  n.  397, convertito, con
          modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988, n. 475.».
              - Si  riporta  la  rubrica  dell'art.  11  e il comma 7
          dell'art.  26  della  suddetta legge, cosi' come modificati
          dalla presente legge:
              «Art.   11 (Norme   per   il  risparmio  di  energia  e
          l'utilizzazione di fonti rinnovabili di energia).».
              «7.  Negli  edifici di proprieta' pubblica o adibiti ad
          uso  pubblico  e' fatto obbligo di soddisfare il fabbisogno
          energetico  degli  stessi  favorendo  il  ricorso  a  fonti
          rinnovabili  di energia salvo impedimenti di natura tecnica
          od economica».
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 15 dell'art. 2 del
          decreto   legislativo   16 marzo   1999,   n.   79  recante
          «Attuazione  della  direttiva 96/92/CE recante norme comuni
          per il mercato interno dell'energia elettrica»:
              «15.  Fonti  energetiche  rinnovabili  sono il sole, il
          vento,  le  risorse  idriche,  le  risorse  geotermiche, le
          maree,  il  moto  ondoso  e  la  trasformazione  in energia
          elettrica dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici».
              - Si  riporta  il  testo del comma 1 dell'art. 43 della
          legge  1° marzo  2002,  n.  39  recante  «Disposizioni  per
          l'adempimento   di   obblighi  derivanti  dall'appartenenza
          dell'Italia   alle  Comunita'  europee.  legge  comunitaria
          2001», cosi' come modificato dalla presente legge:
              «Art.  43.  (Delega al Governo per il recepimento della
          direttiva    2001/77/CE   sulla   promozione   dell'energia
          elettrica  prodotta  da fonti rinnovabili). - 1. Il Governo
          e'  delegato  ad emanare, entro diciotto mesi dalla data di
          entrata in vigore della presente legge, con le modalita' di
          cui  ai  commi 2  e  3  dell'art.  1,  uno  o  piu' decreti
          legislativi  per  il recepimento della direttiva 2001/77/CE
          del  Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 27 settembre
          2001,  sulla  promozione dell'energia elettrica prodotta da
          fonti   energetiche   rinnovabili   nel   mercato   interno
          dell'elettricita',  nel  rispetto  dei  seguenti principi e
          criteri direttivi:
                a) individuare  gli  obiettivi  indicativi di consumo
          futuro  di  elettricita'  da  fonti  rinnovabili di energia
          sulla   base   di  previsioni  realistiche,  economicamente
          compatibili con lo sviluppo del Paese;
                b) prevedere che gli obiettivi di cui alla lettera a)
          siano  conseguiti  mediante  produzione  di elettricita' da
          impianti   ubicati   sul   territorio   nazionale,   ovvero
          importazione   di   elettricita'   da   fonti   rinnovabili
          esclusivamente   da   Paesi   che   adottino  strumenti  di
          promozione   ed   incentivazione  delle  fonti  rinnovabili
          analoghi a quelli vigenti in Italia e riconoscano la stessa
          possibilita' ad impianti ubicati sul territorio italiano;
                c) assicurare   che   i   regimi  di  sostegno  siano
          compatibili  con  i principi di mercato dell'elettricita' e
          basati  su  meccanismi che favoriscano la competizione e la
          riduzione dei costi;
                d) attuare   una   semplificazione   delle  procedure
          amministrative  per  la  realizzazione  degli impianti, nel
          rispetto delle competenze di Stato, regioni ed enti locali;
                e) (abrogata);
                f) prevedere che dall'applicazione delle disposizioni
          del  presente articolo non derivino nuovi o maggiori oneri,
          ne' minori entrate a carico del bilancio dello Stato.».
              - Si   riporta  il  testo  dell'art.  229  del  decreto
          legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante «Norme in materia
          ambientale», cosi' come modificato dalla presente legge:
              «Art.  229. (Combustibile  da rifiuti e combustibile da
          rifiuti di qualita' elevata - cdr e cdr-q.) - 1. Ai sensi e
          per gli effetti della parte quarta del presente decreto, il
          combustibile   da  rifiuti  (CDR),  di  seguito  CDR,  come
          definito    dall'art.    183,   comma 1,   lettera r),   e'
          classificato come rifiuto speciale.
              2.  Ferma  restando  l'applicazione della disciplina di
          cui   al  presente  articolo,  e'  escluso  dall'ambito  di
          applicazione  della  parte  quarta  del presente decreto il
          combustibile  da  rifiuti  di  qualita' elevata (CDR-Q), di
          seguito   CDR-Q,  come  definito  dall'art.  183,  comma 1,
          lettera s),  prodotto nell'ambito di un processo produttivo
          che  adotta  un  sistema di gestione per la qualita' basato
          sullo  standard  UNI-EN  ISO 9001 e destinato all'effettivo
          utilizzo  in  co-combustione,  come  definita  dall'art. 2,
          comma 1,    lettera g),    del    decreto    del   Ministro
          dell'industria,    del    commercio    e   dell'artigianato
          11 novembre  1999,  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale n.
          292  del  14 dicembre  1999,  in  impianti di produzione di
          energia  elettrica  e  in cementifici, come specificato nel
          decreto  del  presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo
          2002,   pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  60  del
          12 marzo  2002.  Il  Governo e' autorizzato ad apportare le
          conseguenti  modifiche al citato decreto del Presidente del
          Consiglio dei Ministri 8 marzo 2002.
              3.  La produzione del CDR e del CDR-Q deve avvenire nel
          rispetto  della  gerarchia  del  trattamento  dei rifiuti e
          rimane    comunque    subordinata    al    rilascio   delle
          autorizzazioni    alla    costruzione    e    all'esercizio
          dell'impianto  previste  dalla  parte  quarta  del presente
          decreto.  Nella  produzione  del CDR e del CDR-Q e' ammesso
          per una percentuale massima del cinquanta per cento in peso
          l'impiego  di  rifiuti  speciali  non  pericolosi.  Per  la
          produzione  e  l'impiego del CDR e' ammesso il ricorso alle
          procedure semplificate di cui agli articoli 214 e 216.
              4.  Ai  fini  della  costruzione e dell'esercizio degli
          impianti  di incenerimento o coincenerimento che utilizzano
          il CDR si applicano le specifiche disposizioni, comunitarie
          e   nazionali,   in  materia  di  autorizzazione  integrata
          ambientale   e   di   incenerimento  dei  rifiuti.  Per  la
          costruzione  e per l'esercizio degli impianti di produzione
          di  energia  elettrica  e  per i cementifici che utilizzano
          CDR-Q  si  applica  la  specifica  normativa di settore. Le
          modalita' per l'utilizzo del CDR-Q sono definite dal citato
          decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo
          2002.
              5. Il CDR-Q e' fonte rinnovabile, ai sensi dell'art. 2,
          comma 1,  lettera a),  del  decreto legislativo 29 dicembre
          2003,   n.  387,  in  misura  proporzionale  alla  frazione
          biodegradabile in esso contenuta.
              6. (abrogato).».
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 3 dell'art. 52 del
          decreto legislativo n. 504 del 1995, gia' citato in note al
          comma 963  e  1066, recante «testo unico delle disposizioni
          legislative  concernenti  le imposte sulla produzione e sui
          consumi e relative sanzioni penali e amministrative», cosi'
          come modificato dalla presente legge:
              «3. Non e' sottoposta ad imposta l'energia elettrica:
                a) prodotta    con   impianti   azionati   da   fonti
          rinnovabili  ai  sensi  della normativa vigente in materia,
          con potenza non superiore a 20 kW;
                lettere da b) a e-ter) (omissis).».
          Nota al comma 1123:
              -  La  legge 19 ottobre 1998, n. 366 reca «Norme per il
          finanziamento  della mobilita' ciclistica» ed e' pubblicata
          nella Gazzetta Ufficiale 23 ottobre 1998, n. 248.
          Nota al comma 1125:
              -  Per  il  testo  dell'art.  8 del gia' citato decreto
          legislativo   n.  281  del  1997,  si  vedano  le  note  al
          comma 894.
          Nota al comma 1126:
              -  Il decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 414 reca
          «Attivita'  informatiche  dell'Amministrazione  statale  in
          materia  finanziaria  e  contabile»  ed e' pubblicato nella
          Gazzetta Ufficiale 3 dicembre 1997, n. 282.
          Nota al comma 1132:
              - Si  riporta  il  testo  degli  articoli 55  e  56 del
          decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia
          ambientale):
              «Art.  55. (Attivita' conoscitiva). - 1. Nell'attivita'
          conoscitiva,  svolta  per le finalita' di cui all'art. 53 e
          riferita  all'intero  territorio  nazionale,  si  intendono
          comprese le azioni di:
                a) raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione
          dei dati;
                b) accertamento,  sperimentazione,  ricerca  e studio
          degli  elementi  dell'ambiente  fisico  e  delle condizioni
          generali di rischio;
                c) formazione  ed aggiornamento delle carte tematiche
          del territorio;
                d) valutazione  e  studio  degli  effetti conseguenti
          alla  esecuzione dei piani, dei programmi e dei progetti di
          opere previsti dalla presente sezione;
                e) attuazione   di   ogni   iniziativa   a  carattere
          conoscitivo  ritenuta necessaria per il conseguimento delle
          finalita' di cui all'art. 53.
              2.  L'attivita' conoscitiva di cui al presente articolo
          e'  svolta,  sulla base delle deliberazioni di cui all'art.
          57,   comma 1,   secondo  criteri,  metodi  e  standard  di
          raccolta,  elaborazione  e consultazione, nonche' modalita'
          di   coordinamento  e  di  collaborazione  tra  i  soggetti
          pubblici comunque operanti nel settore, che garantiscano la
          possibilita'  di  omogenea  elaborazione  ed  analisi  e la
          costituzione  e  gestione,  ad opera del Servizio geologico
          d'Italia  -  Dipartimento difesa del suolo dell'Agenzia per
          la  protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT)
          di  cui all'art. 38 del decreto legislativo 30 luglio 1999,
          n.   300,  di  un  unico  sistema  informativo,  cui  vanno
          raccordati  i  sistemi informativi regionali e quelli delle
          province autonome.
              3.  E'  fatto obbligo alle Amministrazioni dello Stato,
          anche  ad ordinamento autonomo, nonche' alle istituzioni ed
          agli   enti   pubblici,   anche   economici,  che  comunque
          raccolgano  dati  nel  settore  della  difesa del suolo, di
          trasmetterli  alla  regione territorialmente interessata ed
          al  Servizio  geologico  d'Italia - Dipartimento difesa del
          suolo  dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i
          servizi  tecnici  (APAT),  secondo le modalita' definite ai
          sensi del comma 2 del presente articolo.
              4.  L'Associazione  nazionale  Comuni  italiani  (ANCI)
          contribuisce allo svolgimento dell'attivita' conoscitiva di
          cui   al   presente   articolo,   in  particolare  ai  fini
          dell'attuazione   delle   iniziative  di  cui  al  comma 1,
          lettera e),    nonche'    ai    fini    della    diffusione
          dell'informazione ambientale di cui agli articoli 8 e 9 del
          decreto  legislativo 19 agosto 2005, n. 195, di recepimento
          della  direttiva  2003/4/CE  del  Parlamento  europeo e del
          Consiglio  del  28 gennaio  2003, e in attuazione di quanto
          previsto  dall'art. 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e
          altresi' con riguardo a:
                a) inquinamento dell'aria;
                b) inquinamento    delle    acque,   riqualificazione
          fluviale e ciclo idrico integrato;
                c) inquinamento    acustico,    elettromagnetico    e
          luminoso;
                d) tutela del territorio;
                e) sviluppo sostenibile;
                f) ciclo integrato dei rifiuti;
                g) energie da fonti energetiche rinnovabili;
                h) parchi e aree protette.
              5. L'ANCI provvede all'esercizio delle attivita' di cui
          al comma 4 attraverso la raccolta e l'elaborazione dei dati
          necessari   al  monitoraggio  della  spesa  ambientale  sul
          territorio  nazionale  in  regime  di  convenzione  con  il
          Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio. Con
          decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela del
          territorio  sono  definiti  i  criteri  e  le  modalita' di
          esercizio  delle  suddette attivita'. Per lo svolgimento di
          queste  ultime viene destinata, nei limiti delle previsioni
          di  spesa  di cui alla convenzione in essere, una somma non
          inferiore  all'uno  e  cinquanta  per  cento dell'ammontare
          della    massa    spendibile    annualmente   delle   spese
          d'investimento  previste  per  il Ministero dell'ambiente e
          della  tutela  del  territorio. Per l'esercizio finanziario
          2006, all'onere di cui sopra si provvede a valere sul fondo
          da   ripartire   per  la  difesa  del  suolo  e  la  tutela
          ambientale.».
              «Art.     56. (Attivita'    di    pianificazione,    di
          programmazione  e  di  attuazione).  -  1.  Le attivita' di
          programmazione,  di  pianificazione  e  di attuazione degli
          interventi  destinati  a  realizzare  le  finalita'  di cui
          all'art.  53  riguardano, ferme restando le competenze e le
          attivita'  istituzionali  proprie del Servizio nazionale di
          protezione civile, in particolare:
                a) la  sistemazione,  la conservazione ed il recupero
          del   suolo   nei   bacini   idrografici,   con  interventi
          idrogeologici,        idraulici,       idraulico-forestali,
          idraulico-agrari,  silvo-pastorali,  di  forestazione  e di
          bonifica,    anche    attraverso   processi   di   recupero
          naturalistico, botanico e faunistico;
                b) la  difesa,  la  sistemazione e la regolazione dei
          corsi  d'acqua,  dei  rami terminali dei fiumi e delle loro
          foci nel mare, nonche' delle zone umide;
                c) la   moderazione   delle   piene,  anche  mediante
          serbatoi   di  invaso,  vasche  di  laminazione,  casse  di
          espansione, scaricatori, scolmatori, diversivi o altro, per
          la difesa dalle inondazioni e dagli allagamenti;
                d) la disciplina delle attivita' estrattive nei corsi
          d'acqua,  nei  laghi,  nelle  lagune ed in mare, al fine di
          prevenire  il  dissesto del territorio, inclusi erosione ed
          abbassamento degli alvei e delle coste;
                e) la difesa e il consolidamento dei versanti e delle
          aree  instabili,  nonche'  la  difesa degli abitati e delle
          infrastrutture  contro  i  movimenti franosi, le valanghe e
          altri fenomeni di dissesto;
                f) il  contenimento  dei  fenomeni  di subsidenza dei
          suoli  e  di  risalita  delle  acque marine lungo i fiumi e
          nelle   falde   idriche,   anche   mediante  operazioni  di
          ristabilimento  delle preesistenti condizioni di equilibrio
          e delle falde sotterranee;
                g) la   protezione   delle   coste  e  degli  abitati
          dall'invasione  e  dall'erosione  delle  acque marine ed il
          rifacimento   degli   arenili,   anche  mediante  opere  di
          ricostituzione dei cordoni dunosi;
                h) la  razionale  utilizzazione delle risorse idriche
          superficiali e profonde, con una efficiente rete idraulica,
          irrigua  ed  idrica,  garantendo,  comunque,  che l'insieme
          delle derivazioni non pregiudichi il minimo deflusso vitale
          negli alvei sottesi nonche' la polizia delle acque;
                i) lo  svolgimento  funzionale dei servizi di polizia
          idraulica,  di  navigazione interna, nonche' della gestione
          dei relativi impianti;
                l) la  manutenzione  ordinaria  e straordinaria delle
          opere  e  degli impianti nel settore e la conservazione dei
          beni;
                m) la   regolamentazione  dei  territori  interessati
          dagli  interventi  di  cui  alle lettere precedenti ai fini
          della   loro   tutela   ambientale,   anche   mediante   la
          determinazione   di   criteri  per  la  salvaguardia  e  la
          conservazione  delle  aree  demaniali  e la costituzione di
          parchi fluviali e lacuali e di aree protette;
                n) il riordino del vincolo idrogeologico.
              2.  Le  attivita' di cui al comma 1 sono svolte secondo
          criteri,   metodi   e   standard,   nonche'   modalita'  di
          coordinamento  e  di collaborazione tra i soggetti pubblici
          comunque  competenti, preordinati, tra l'altro, a garantire
          omogeneita' di:
                a) condizioni  di salvaguardia della vita umana e del
          territorio, ivi compresi gli abitati ed i beni;
                b) modalita'  di  utilizzazione  delle  risorse e dei
          beni, e di gestione dei servizi connessi.».
          Note al comma 1133:
              - Si  riporta il testo del comma 596, dell'art. 1 della
          legge   23 dicembre  2005,  n.  266  (Disposizioni  per  la
          formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
          legge finanziaria 2006):
              «596. Per  l'anno  2006  i  contratti di collaborazione
          coordinata  e  continuativa  stipulati  nell'anno  2005 dal
          Ministero  per  i  beni  e le attivita' culturali, ai sensi
          dell'art.  6,  comma 2, del decreto legislativo 28 febbraio
          2000, n. 81, sono trasformati in rapporto di lavoro a tempo
          determinato nel limite massimo di 95 unita'.».
              - Si  riporta  il  testo  del comma 94, dell'art. 2 del
          decreto-legge  3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti
          in materia tributaria e finanziaria):
              «94. Ai  fini della riduzione della spesa relativa agli
          incarichi  di dirigenza generale nel Ministero per i beni e
          le  attivita'  culturali, l'art. 54 del decreto legislativo
          30 luglio  1999,  n.  300,  e  successive modificazioni, e'
          sostituito dal seguente:
              "Art.  54. (Ordinamento). - 1. Il Ministero si articola
          in  non piu' di dieci uffici dirigenziali generali centrali
          e  in  diciassette uffici dirigenziali generali periferici,
          coordinati da un Segretario generale, nonche' in due uffici
          dirigenziali  generali  presso  il  Gabinetto del Ministro.
          Sono  inoltre  conferiti,  ai sensi dell'art. 19, comma 10,
          del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
          modificazioni,  due  incarichi  di funzioni dirigenziali di
          livello  generale  presso  il  collegio  di  direzione  del
          Servizio di controllo interno del Ministero.
              2.  L'individuazione  e  l'ordinamento degli uffici del
          Ministero sono stabiliti ai sensi dell'art. 4"».
          Nota al comma 1134:
              - Si  riporta  il  testo del comma 98, lettere b) e c),
          dell'art.  2  del  decreto-legge  3 ottobre  2006,  n.  262
          (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria),
          cosi' come modificato dalla presente legge:
                «98. All'art.  1 del decreto-legge 18 maggio 2006, n.
          181,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 17 luglio
          2006, n. 233, sono apportate le seguenti modificazioni:
                a) (Omissis);
                b) al comma 19-quater, il primo periodo e' sostituito
          dal  seguente:  «Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
          Dipartimento  per  lo  sviluppo  e  la  competitivita'  del
          turismo    sono    trasferite    le   risorse   finanziarie
          corrispondenti   alla   riduzione   della  spesa  derivante
          dall'attuazione   del   comma 1,   nonche'   le   dotazioni
          strumentali   e  di  personale  della  soppressa  Direzione
          generale   del   turismo   del  Ministero  delle  attivita'
          produttive»;
                c) al  comma 19-quater,  e'  aggiunto,  in  fine,  il
          seguente   periodo:  «Il  Ministro  dell'economia  e  delle
          finanze  e'  autorizzato a provvedere, per l'anno 2006, con
          propri   decreti,  al  trasferimento  alla  Presidenza  del
          Consiglio  dei  Ministri  delle  risorse  finanziarie della
          soppressa  Direzione  generale  del  turismo iscritte nello
          stato  di previsione del Ministero dello sviluppo economico
          nonche'  delle  risorse corrispondenti alla riduzione della
          spesa  derivante  dall'attuazione  del comma 1 dell'art. 54
          del   decreto   legislativo   30 luglio  1999,  n.  300,  e
          successive  modificazioni, da destinare all'istituzione del
          Dipartimento  per  lo  sviluppo  e  la  competitivita'  del
          turismo».
          Note al comma 1135:
              - Si  riporta  il testo dei commi 1 e 2 dell'art. 3 del
          decreto-legge  31 gennaio  2005, n. 7 (Disposizioni urgenti
          per  l'universita'  e la ricerca, per i beni e le attivita'
          culturali,   per   il   completamento   di   grandi   opere
          strategiche,  per  la  mobilita' dei pubblici dipendenti, e
          per  semplificare  gli  adempimenti  relativi  a imposte di
          bollo   e   tasse  di  concessione,  nonche'  altre  misure
          urgenti.):
              «Art.   3. (Interventi   per  i  beni  e  le  attivita'
          culturali).  -  1.  Per  l'utilizzazione  delle  risorse da
          assegnare  alla  Societa'  per lo sviluppo dell'arte, della
          cultura  e  dello  spettacolo  - ARCUS S.p.a., ai sensi del
          comma 4  dell'art. 60 della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
          per   l'anno   2005   e  per  l'anno  2006,  continuano  ad
          applicarsi,  fino  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
          regolamento ivi previsto, le disposizioni di cui all'art. 3
          del  decreto-legge  22 marzo  2004,  n. 72, convertito, con
          modificazioni, dalla legge 21 maggio 2004, n. 128.
              2.   Fermo   restando   quanto   disposto  dalle  norme
          richiamate  nel comma 1, per gli esercizi finanziari 2005 e
          2006,   un   ulteriore   due  per  cento,  a  valere  sugli
          stanziamenti  previsti  per  le finalita' di cui alla legge
          21 dicembre  2001,  n.  443,  e'  destinato  a  progetti di
          intervento   rivolti   ad   agevolare   o   promuovere   la
          conservazione  o  fruizione  dei  beni culturali e a favore
          delle attivita' culturali e dello spettacolo.».
          Nota al comma 1139:
              - Si  riporta  il testo del comma 2, dell'art. 5, della
          legge  11 dicembre  2000,  n.  381  (Istituzione del «Parco
          nazionale della pace», a S. Anna di Stazzema - Lucca):
              «2. Per  le spese di funzionamento del «Parco nazionale
          della  pace»  e'  autorizzato  un  contributo in favore del
          comune  di  Stazzema nel limite massimo di lire 100 milioni
          in  ragione di anno a decorrere dal 2000. Al relativo onere
          si  provvede,  per  gli  anni  2000,  2001 e 2002, mediante
          corrispondente  riduzione  dello  stanziamento iscritto, ai
          fini   del   bilancio   triennale   2000-2002,  nell'ambito
          dell'unita'  previsionale  di base di parte corrente «Fondo
          speciale»  dello  stato  di  previsione  del  Ministero del
          tesoro,  del  bilancio e della programmazione economica per
          l'anno    2000,   allo   scopo   parzialmente   utilizzando
          l'accantonamento relativo al Ministero della difesa.».
          Note al comma 1140:
              - Si riporta il testo dei commi 1 e 4, dell'art. 12 del
          decreto  legislativo  22 gennaio 2004, n. 28 (Riforma della
          disciplina  in  materia  di  attivita'  cinematografiche, a
          norma dell'art. 10 della L. 6 luglio 2002, n. 137):
              «1. E'  istituito  presso  il Ministero il Fondo per la
          produzione,  la  distribuzione,  l'esercizio e le industrie
          tecniche.».
              «4. Con decreto ministeriale, sentita la Consulta, sono
          stabilite annualmente le quote percentuali del Fondo di cui
          al   comma 1,   in  relazione  alle  finalita'  di  cui  al
          comma 3.».
          Note al comma 1141:
              - Si  riporta  il contenuto del n. 86, della tabella A,
          allegata  alla  legge 16 ottobre 2003, n. 291 (Disposizioni
          in  materia  di  interventi  per  i  beni  e  le  attivita'
          culturali,   lo   sport,   l'universita'  e  la  ricerca  e
          costituzione  della  Societa'  per  lo  sviluppo dell'arte,
          della cultura e dello spettacolo - ARCUS S.p.a..):
              |               |Soggetto       |Anno e importo |     |
              |Finalita'      |beneficiario   |(migliaia di   |     |
              |dell'intervento|della spesa    |euro)          |     |
---------------------------------------------------------------------
2003          |2004           |2005           |               |     |
---------------------------------------------------------------------
86.           |               |               |               |     |
---------------------------------------------------------------------
Istituzione,  |               |               |               |     |
presso il     |               |               |               |     |
Ministero per |               |               |               |     |
i beni e le   |               |               |               |     |
attivita'     |               |               |               |     |
culturali, di |               |               |               |     |
un Fondo in   |               |               |               |     |
favore        |               |               |               |     |
dell'editoria |               |               |               |     |
per ipovedenti|               |               |               |     |
e non vedenti,|               |               |               |     |
finalizzato   |               |               |               |     |
alla          |               |               |               |     |
concessione di|               |               |               |     |
contributi per|               |               |               |     |
l'adeguamento |               |               |               |     |
delle         |               |               |               |     |
strutture     |               |               |               |     |
delle case    |               |               |               |     |
editrici che  |               |               |               |     |
svolgono in   |               |               |               |     |
particolare   |               |               |               |     |
attivita' di  |               |               |               |     |
stampa di     |               |               |               |     |
testi in      |               |               |               |     |
caratteri     |Ministero per i|               |               |     |
idonei alla   |beni e le      |               |               |     |
lettura degli |attivita'      |               |               |     |
ipovedenti    |culturali      |1.500          |1.500          |1.500|
          Nota al comma 1143:
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 8, dell'art. 3 del
          decreto-legge  25 marzo  1997,  n. 67 (Disposizioni urgenti
          per  favorire  l'occupazione),  cosi  come modificato dalla
          presente legge:
              «8. Al  fine  di  accelerare l'avvio e la realizzazione
          degli   interventi   di   restauro,   di   recupero   e  di
          valorizzazione   dei   beni   culturali,   e'   autorizzata
          l'apertura di contabilita' speciali intestate ai capi degli
          Istituti  centrali  e  periferici  del Ministero per i beni
          culturali  e  ambientali  nonche'  ai  funzionari  delegati
          dell'assessorato per i beni culturali e ambientali e per la
          pubblica   istruzione   della  Regione  siciliana,  per  la
          gestione dei Fondi loro assegnati in applicazione dei piani
          di  spesa  approvati ai sensi dell'art. 7 del decreto-legge
          20 maggio  1993,  n.  149,  convertito,  con modificazioni,
          dalla  legge  19 luglio  1993,  n.  237. All'apertura delle
          contabilita'  si  provvede anche nel caso in cui i fondi da
          accreditare  siano stanziati in un unico capitolo di spesa,
          in  deroga  a  quanto  previsto  dall'art. 10, comma 1, del
          decreto  del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n.
          367  ;  si  applicano  le  disposizioni dei commi 4 e 5 del
          medesimo art. 10. L'apertura delle contabilita' e' disposta
          con   decreto   del   Ministro   del  tesoro,  su  proposta
          dell'amministrazione  interessata.  Le  risorse finanziarie
          giacenti   nelle   contabilita'  speciali  dei  capi  degli
          Istituti  centrali  e periferici del Ministero per i beni e
          le  attivita' culturali, ai sensi delle disposizioni di cui
          al  presente comma e all'art. 7 del decreto-legge 20 maggio
          1993,  n.  149,  convertito, con modificazioni, dalla legge
          19 luglio  1993, n. 237, ove non impegnate con obbligazioni
          giuridicamente    perfezionate   entro   il   termine   del
          30 novembre   2006,  sono  riprogrammate  con  decreto  del
          Ministro  per  i  beni e le attivita' culturali nell'ambito
          dell'aggiornamento  del piano e dell'assegnazione dei fondi
          di  cui  al  penultimo  periodo del comma 1 dell'art. 7 del
          citato  decreto-legge  n.  149  del  1993,  convertito, con
          modificazioni,   dalla  legge  n.  237  del  1993,  e,  con
          modalita'  di  cui alla legge 3 marzo 1960, n. 169, possono
          essere  trasferite da una contabilita' speciale ad un'altra
          ai  fini  dell'attuazione  dei nuovi interventi individuati
          con  la  riprogrammazione  ove possibile, nell'ambito della
          stessa regione. Entro e non oltre il 30 gennaio 2007 i capi
          degli  Istituti  centrali  e periferici del Ministero per i
          beni  e  le  attivita'  culturali  titolari  delle predette
          contabilita'  speciali sono tenuti a comunicare all'ufficio
          di   gabinetto  e  all'ufficio  centrale  di  bilancio  del
          medesimo  Ministero  l'ammontare  delle risorse finanziarie
          non  impegnate con obbligazioni giuridicamente perfezionate
          da riprogrammare.».
          Nota al comma 1144:
              - Si riporta il testo dell'art. 1 della legge 17 aprile
          2003,  n. 91 (Istituzione del Museo Nazionale dell'Ebraismo
          Italiano   e  della  Shoah),  cosi  come  sostituito  dalla
          presente legge:
              «Art.  1.  E'  istituito  in Ferrara il Museo Nazionale
          dell'Ebraismo Italiano e della Shoah, di seguito denominato
          «Museo»,   quale  testimonianza  delle  vicende  che  hanno
          caratterizzato la bimillenaria presenza ebraica in Italia.
              2.  Il Museo ha i seguenti compiti: a) far conoscere la
          storia, il pensiero e la cultura dell'ebraismo italiano; in
          esso  un  reparto dovra' essere dedicato alle testimonianze
          delle  persecuzioni  razziali  ed  alla Shoah in Italia; b)
          promuovere   attivita'   didattiche   nonche'   organizzare
          manifestazioni,   incontri   nazionali  ed  internazionali,
          convegni,  mostre  permanenti  e  temporanee, proiezioni di
          film   e   di  spettacoli  sui  temi  della  pace  e  della
          fratellanza  tra  i  popoli  e  dell'incontro tra culture e
          religioni diverse.
              3.   Per  le  attivita'  di  ricerca  e  documentazione
          scientifica   il   Museo  si  avvale  della  collaborazione
          dell'Unione  delle  Comunita'  Ebraiche  Italiane  (UCEI) e
          della   fondazione   Centro   di   documentazione   ebraica
          contemporanea (CDEC) di Milano.
          Nota al comma 1145:
              -  La  legge 21 dicembre 1999, n. 508, recante «Riforma
          delle  Accademie di belle arti, dell'Accademia nazionale di
          danza,  dell'Accademia  nazionale di arte drammatica, degli
          Istituti   superiori   per  le  industrie  artistiche,  dei
          Conservatori   di   musica   e   degli   Istituti  musicali
          pareggiati», e' stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 4
          gennaio 2000, n. 2.
          Nota al comma 1146:
              - La legge 14 aprile 2004, n. 98, recante «Interventi a
          sostegno  dell'attivita'  dell'Accademia nazionale di Santa
          Cecilia.»,  e'  stata  pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale
          20 aprile 2004, n. 92.
          Nota al comma 1147:
              -   La  legge  14 agosto  1967,  n.  800,  reca:  Nuovo
          ordinamento degli enti lirici e delle attivita' musicali.
              -  Il decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile
          1994,  n.  394,  reca: «Regolamento recante semplificazione
          dei  procedimenti  di concessione di contributi a favore di
          attivita'  teatrali  di prosa, cinematografiche, musicali e
          di  danza, circensi e di spettacolo viaggiante, nonche' dei
          procedimenti di autorizzazione per l'esercizio di attivita'
          circensi e per parchi di divertimento».
              - I titoli III e IV del decreto del Ministro per i beni
          e  le  attivita' culturali 21 dicembre 2005, pubblicato nel
          supplemento  ordinario  n. 28 alla Gazzetta Ufficiale n. 29
          del  4 febbraio 2006, (criteri e modalita' di erogazione di
          contributi   in   favore   delle  attivita'  di  spettacolo
          viaggiante,  in  corrispondenza agli stanziamenti del Fondo
          unico  per lo spettacolo, di cui alla legge 30 aprile 1985,
          n.  163,  ed in materia di autorizzazione all'esercizio dei
          parchi  di  divertimento),  abrogati  dalla presente legge,
          recavano, rispettivamente:
              «Parchi di divertimento».
              «Autorizzazione».
          Nota al comma 1148:
              -Il   decreto   legislativo   29 giugno  1996,  n.  367
          (Disposizioni  per la trasformazione degli enti che operano
          nel  settore musicale in fondazioni di diritto privato), e'
          stato  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale 11 luglio 1996,
          n. 161.
          Note al comma 1149:
              - Si  riporta il testo del comma 219, dell'art. 1 della
          legge   30 dicembre  2004,  n.  311  (Disposizioni  per  la
          formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
          legge finanziaria 2005):
                «219. Il  CIPE,  in  sede  di  riparto  annuale delle
          risorse  per  le  aree  sottoutilizzate,  tenuto  conto dei
          programmi  pluriennali  predisposti  dall'Istituto italiano
          per  gli  studi  storici  e  dall'Istituto italiano per gli
          studi  filosofici,  aventi  sede in Napoli, assegna risorse
          per  la realizzazione delle rispettive attivita' di ricerca
          e   formazione  di  rilevante  interesse  pubblico  per  lo
          sviluppo  dell'integrazione  europea  e  mediterranea delle
          aree del Mezzogiorno. Con la delibera di assegnazione delle
          risorse    sono   disposte   le   relative   modalita'   di
          erogazione.».
          Note al comma 1150:
              - Si  riporta  il  testo  del comma 2, dell'art. 18 del
          decreto-legge  10 gennaio  2006,  n.  4  (Misure urgenti in
          materia  di  organizzazione  e funzionamento della pubblica
          amministrazione),  cosi'  come  modificato  dalla  presente
          legge:
                «2. Lo  sfruttamento dei diritti di cui al comma 1 e'
          oggetto  di apposita convenzione stipulata tra il Ministero
          per  i  beni  e le attivita' culturali - Direzione generale
          per  il  cinema  e  Cinecitta'  Holding  S.p.a., sentita la
          Consulta  territoriale per le attivita' cinematografiche di
          cui  all'art. 4 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.
          28,  e  successive  modificazioni. In tale convenzione sono
          stabilite,  altresi', per tutte le deliberazioni di risorse
          statali   ad   imprese   cinematografiche   di  produzione,
          distribuzione ed esportazione avvenute entro il 31 dicembre
          2006,  per le quali non vi sia stata completa restituzione,
          in  base  a  quanto  accertato  e comunicato alla Direzione
          generale  per  il  cinema  del  Ministero  per  i beni e le
          attivita'  culturali dall'istituto gestore del Fondo di cui
          all'art.  12,  comma 1,  del decreto legislativo 22 gennaio
          2004,  n. 28, le modalita' per pervenire all'estinzione del
          debito maturato, per le singole opere finanziate secondo un
          meccanismo  che  preveda, tra l'altro, l'attribuzione della
          totalita'  dei  diritti del film in capo, alternativamente,
          all'impresa  ovvero  al Ministero per i beni e le attivita'
          culturali, per conto dello Stato.».
          Note al comma 1151:
              - Si   riporta   il  testo  dell'art.  12  del  decreto
          legislativo   22 gennaio   2004,   n.   28  (Riforma  della
          disciplina  in  materia  di  attivita'  cinematografiche, a
          norma  dell'art.  10 della L. 6 luglio 2002, n. 137), cosi'
          come modificato dalla presente legge:
              «Art.  12.  (Fondo  per la produzione, la distribuzione
          l'esercizio  e  le  industrie  tecniche). - 1. E' istituito
          presso   il  Ministero  il  Fondo  per  la  produzione,  la
          distribuzione, l'esercizio e le industrie tecniche.
              2.  Al  Fondo  di cui al comma 1 affluiscono le risorse
          finanziarie  disponibili  ed esistenti alla data di entrata
          in vigore del presente decreto:
                a) sul  fondo speciale di cui all'art. 27 della legge
          4 novembre 1965, n. 1213, e successive modificazioni;
                b) sul  fondo  particolare  di  cui all'art. 28 della
          legge 4 novembre 1965, n. 1213, e successive modificazioni;
                c) sul  fondo  di  intervento di cui all'art. 2 della
          legge 14 agosto 1971, n. 819, e successive modificazioni;
                d) sul  fondo  di  sostegno  di  cui all'art. 1 della
          legge 23 luglio 1980, n. 378, e successive modificazioni;
                e) sul  fondo  di  garanzia  di  cui  all'art. 16 del
          decreto-legge  14 gennaio 1994, n. 26, convertito in legge,
          con modificazioni, dalla legge 1° marzo 1994, n. 153.
              I  fondi  di  cui  alla  citata legge n. 1213 del 1965,
          legge n. 819 del 1971, legge n. 378 del 1980 e legge n. 153
          del  1994,  sono  contestualmente  soppressi.  Il  Ministro
          dell'economia  e delle finanze e' autorizzato ad apportare,
          con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
              3. Il Fondo di cui al comma 1 e' destinato:
                a) al  sostegno  degli  investimenti  promossi  dalle
          imprese   cinematografiche   per  la  produzione  di  opere
          filmiche,  anche  con  riferimento  alla  realizzazione  di
          colonne   sonore,   e  per  lo  sviluppo  di  sceneggiature
          originali di particolare rilievo culturale e sociale;
                b) alla  corresponsione  di  contributi  a  favore di
          imprese  di  distribuzione  ed  esportazione,  anche per la
          realizzazione   di   versioni   dei  film  riconosciuti  di
          interesse  culturale  in  lingua  diversa  da  quella della
          ripresa sonora diretta;
                c) alla  corresponsione di contributi sugli interessi
          dei  mutui  ed  alla  concessione  di  contributi  in conto
          capitale   a  favore  delle  imprese  di  esercizio  e  dei
          proprietari  di sale cinematografiche, per la realizzazione
          di nuove sale o il ripristino di sale inattive, nonche' per
          l'adeguamento  delle  strutture  e  per  il  rinnovo  delle
          apparecchiature,  con particolare riguardo all'introduzione
          di impianti automatizzati o di nuove tecnologie;
                d) alla   concessione  di  mutui  decennali  a  tasso
          agevolato  o  contributi  sugli  interessi  a  favore delle
          industrie  tecniche cinematografiche, per la realizzazione,
          la  ristrutturazione,  la  trasformazione  o  l'adeguamento
          strutturale   e   tecnologico   di   teatri   di  posa,  di
          stabilimenti  di sviluppo e stampa, di sincronizzazione, di
          post-produzione;
                e) alla  corresponsione  di  contributi  destinati ad
          ulteriori    esigenze    del    settore   delle   attivita'
          cinematografiche, salvo diversa determinazione del Ministro
          con riferimento ad altri settori dello spettacolo.
              3-bis.  Alle  risorse  finanziarie  del Fondo di cui al
          comma 1 non si applicano le disposizioni di cui all'art. 72
          della   legge   27 dicembre  2002,  n.  289,  e  successive
          modificazioni.
              4.  Con decreto ministeriale, sentita la Consulta, sono
          stabilite annualmente le quote percentuali del Fondo di cui
          al comma 1, in relazione alle finalita' di cui al comma 3.
              5. Con decreto del Ministro sono stabilite, di concerto
          con il Ministro dell'economia e delle finanze, le modalita'
          tecniche  di  gestione  del  Fondo  di  cui al comma 1 e di
          erogazione dei contributi, nonche' le modalita' tecniche di
          monitoraggio dell'impiego dei contributi concessi.
              6. Le risorse giacenti sui fondi di cui al comma 2 alla
          data  di entrata in vigore delle disposizioni contenute nel
          presente decreto, nonche' la percentuale della quota cinema
          del  fondo  di  cui  alla  legge  30 aprile  1985,  n. 163,
          destinata alle imprese di produzione e distribuzione, nella
          misura  residuata  all'esito delle domande valutate secondo
          il  regime transitorio di cui all'art. 27, confluiscono nel
          Fondo  di  cui al comma 1. Nel medesimo Fondo confluiscono,
          altresi',  le  eventuali  risorse  relative  a  rientri  di
          finanziamenti  erogati  sui fondi di cui al comma 2, previo
          versamento   dell'entrata  del  bilancio  dello  Stato.  Il
          Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
          apportare le necessarie variazioni al bilancio dello Stato.
              7.  Il  Ministero  gestisce  il Fondo di cui al comma 1
          avvalendosi  di appositi organismi e mediante la stipula di
          convenzioni   con   uno   o   piu'   istituti  di  credito,
          selezionati,  ai  sensi delle disposizioni vigenti, in base
          ai  criteri  delle  piu' vantaggiose condizioni di gestione
          offerte     e    della    adeguatezza    delle    strutture
          tecnico-organizzative   ai   fini   della  prestazione  del
          servizio.  Le  risorse  del  medesimo Fondo sono versate su
          apposita  contabilita'  speciale,  intestata  all'organismo
          affidatario  del servizio, per il funzionamento della quale
          si   applicano  le  modalita'  previste  dall'art.  10  del
          regolamento   di   cui  al  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica 20 aprile 1994, n. 367.
              8.  La gestione finanziaria del Fondo di cui al comma 1
          resta  affidata,  fino  al  31 dicembre  2006,  alla  Banca
          nazionale del lavoro - Sezione di credito cinematografico e
          teatrale S.p.a.».
              - Si   riporta   il   testo  dell'art.  8  del  decreto
          legislativo   22 gennaio   2004,   n.   28  (Riforma  della
          disciplina  in  materia  di  attivita'  cinematografiche, a
          norma  dell'art.  10  della L. 6 luglio 2002, n. 137), cosi
          come modificato dalla presente legge:
              «Art.  8.  (Commissione  per  la  cinematografia). - 1.
          Presso  il  Ministero  e'  istituita  la Commissione per la
          cinematografia,  di  seguito  denominata: «Commissione». La
          Commissione e' composta dalle seguenti sottocommissioni:
                a) la    sottocommissione   per   il   riconoscimento
          dell'interesse   culturale,   che  provvede,  con  apposite
          sezioni,  al  riconoscimento  dell'interesse  culturale, in
          fase  progettuale,  dei  lungometraggi, delle opere prime e
          seconde  e  dei  cortometraggi,  ed  alla definizione della
          quota   massima  di  finanziamento  assegnabile,  anche  in
          relazione  alla  comprovata valenza artistica degli autori,
          nonche'   alla   valutazione  delle  sceneggiature  di  cui
          all'art. 13, comma 6;
                b) la sottocommissione per la promozione e per i film
          d'essai.  Essa,  suddivisa  in  apposite  sezioni,  esprime
          parere sulle istanze relative ai contributi di cui all'art.
          19,  e  ne  definisce  l'importo  assegnabile;  verifica la
          rispondenza  sostanziale  dell'opera realizzata al progetto
          gia'   valutato   dalla   sottocommissione   di   cui  alla
          lettera a),  ed  i  requisiti  di  cui all'art. 9, comma 1;
          provvede all'individuazione dei film d'essai.
              2.   Le   sottocommissioni   svolgono   l'attivita'  di
          valutazione  secondo  un  calendario di sedute suddiviso in
          due distinti semestri, che si concludono il 31 maggio ed il
          30 novembre  di  ogni  anno.  La sottocommissione di cui al
          comma 1,     lettera a),     valuta    il    riconoscimento
          dell'interesse culturale mediante apposita istruttoria, con
          audizione  del  regista e di un rappresentante dell'impresa
          di produzione, sulla base dei seguenti criteri:
                a) valutazione della qualita' artistica, in relazione
          ai diversi generi cinematografici;
                b) valutazione della qualita' tecnica del film;
                c) coerenza   delle   componenti   artistiche   e  di
          produzione con il progetto filmico;
                d) qualita'  dell'apporto  artistico  del  regista  e
          dello  sceneggiatore, nonche' valutazione del trattamento o
          della  sceneggiatura,  con particolare riferimento a quelli
          riconosciuti  di  rilevanza  sociale  e culturale, ai sensi
          dell'art.   13,   comma 6,   ed  a  quelli  destinati  alla
          realizzazione  di  film  per ragazzi ovvero tratti da opere
          letterarie.
              3.  Le  sottocommissioni  sono presiedute dal Direttore
          generale competente, e sono composte da un numero di membri
          da definirsi con il decreto ministeriale di cui al comma 4,
          scelti  per  due  terzi  dal  Ministro e per un terzo dalla
          Conferenza  permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le
          regioni  e  le province autonome di Trento e di Bolzano tra
          esperti   altamente  qualificati  nei  vari  settori  delle
          attivita'  cinematografiche,  anche  su  indicazione  delle
          associazioni  di  categoria  maggiormente  rappresentative.
          Partecipano  alle  sedute  della sottocommissione di cui al
          comma 1,   lettera b),   relative   alla  promozione  delle
          attivita'   cinematografiche,   un   rappresentante   delle
          regioni,   un   rappresentante   delle   province   ed   un
          rappresentante   dei  comuni,  designati  dalla  Conferenza
          unificata,   particolarmente   qualificati  in  materia  di
          promozione  cinematografica.  Alle  sedute  della  medesima
          sottocommissione,   relative  alla  promozione  all'estero,
          partecipa  un  rappresentante  del  Ministero  degli affari
          esteri.  Le  sottocommissioni durano in carica dodici mesi.
          Il  trattamento  economico  spettante  ai  componenti delle
          sottocommissioni  e'  stabilito annualmente con decreto del
          Ministro  per  i  beni  e  le attivita' culturali, a valere
          sulla  quota del settore cinema del Fondo di cui alla legge
          30 aprile 1985, n. 163.
              4.   Con   decreto   ministeriale  sono  stabiliti  gli
          indicatori  del  criterio  di cui al comma 2, lettera d), e
          dei   relativi   valori   percentuali,   per   un'incidenza
          complessiva  non superiore al 50% della valutazione finale,
          nonche' l'arco temporale di riferimento del criterio stesso
          e  la  composizione  e  le  modalita'  di  organizzazione e
          funzionamento delle sottocommissioni di cui al comma 1.
              5.  Il  calendario  delle  attivita'  e gli esiti delle
          valutazioni  delle  sedute  della Commissione, corredati di
          adeguate  motivazioni,  sono  resi  noti  mediante forme di
          pubblicita'  definite con il decreto ministeriale di cui al
          comma 4.
              6. Con la costituzione della Commissione sono soppresse
          la  Commissione  consultiva  per il cinema e la Commissione
          per  il  credito  cinematografico  di  cui al decreto-legge
          23 ottobre   1996,   n.   545,  convertito  in  legge,  con
          modificazioni,   dalla  legge  23 dicembre  1996,  n.  650,
          nonche'  la Commissione lungometraggi, cortometraggi e film
          per  ragazzi,  di  cui  al  decreto legislativo 21 novembre
          1998, n. 492.».
              - Si   riporta   il  testo  dell'art.  17  del  decreto
          legislativo   22 gennaio   2004,   n.   28  (Riforma  della
          disciplina  in  materia  di  attivita'  cinematografiche, a
          norma  dell'art.  10 della L. 6 luglio 2002, n. 137), cosi'
          come modificato dalla presente legge:
              Art. 17. (Premi di qualita). - 1. A valere sul fondo di
          cui  alla  legge  30 aprile  1985, n. 163, sono attribuiti,
          previa   valutazione  della  giuria  di  cui  all'art.  13,
          comma 7, i premi di qualita' di cui al comma 3.
              2.  Entro  quindici  giorni dalla data di presentazione
          della copia campione, l'impresa di produzione iscritta agli
          elenchi  di  cui  all'art.  3  puo'  presentare  istanza al
          Direttore    generale    competente,    per   il   rilascio
          dell'attestato di qualita' dei lungometraggi realizzati.
              3.   Ai   lungometraggi  riconosciuti  di  nazionalita'
          italiana,  ai  quali  sia  stato  rilasciato l'attestato di
          qualita'    previsto   dal   comma 2,   ed   effettivamente
          programmati  nelle  sale  cinematografiche,  sono assegnati
          premi  il  cui ammontare e' fissato annualmente con decreto
          del Ministro.
              4.  Con  decreto  ministeriale  sono stabilite le quote
          percentuali  di  ripartizione  del premio di cui al comma 3
          tra  i  seguenti  soggetti: impresa di produzione; regista;
          autore del soggetto; autore della sceneggiatura; autore del
          commento musicale; autore della fotografia cinematografica;
          autore della scenografia; autore del montaggio.».
              - Si  riporta  il  testo  del comma 1, dell'art. 20 del
          decreto  legislativo  22 gennaio 2004, n. 28 (Riforma della
          disciplina  in  materia  di  attivita'  cinematografiche, a
          norma  dell'art.  10 della L. 6 luglio 2002, n. 137), cosi'
          come modificato dalla presente legge:
              Art.  20.  (Denuncia di inizio lavorazione del film). -
          1.  Ai  fini  della  corresponsione  dei benefici di cui al
          presente  decreto,  le  imprese di produzione denunciano al
          Direttore  generale  competente l'inizio di lavorazione del
          film,  almeno  un giorno prima dell'inizio delle riprese, a
          pena  di decadenza, presentando, nel contempo, il soggetto,
          il    trattamento,    la   sceneggiatura,   il   piano   di
          finanziamento,  il piano di lavorazione, nonche' ogni altro
          elemento  per  l'accertamento  della  nazionalita'  di  cui
          all'art.   5.   Tale   previsione  non  si  applica  per  i
          finanziamenti di cui all'art. 13, comma 6.».
          Nota al comma 1155:
              - Si  riporta  il  testo dei commi 92 e 93, dell'art. 2
          del  decreto-legge  3 ottobre  2006,  n.  262 (Disposizioni
          urgenti  in  materia  tributaria e finanziaria), cosi' come
          modificati dalla presente legge:
              «92. Le   risorse  finanziarie  inerenti  agli  impegni
          assunti  da  Fintecna  S.p.a.  nei  confronti di Stretto di
          Messina   S.p.a.,   al   fine   della   realizzazione   del
          collegamento stabile viario e ferroviario fra la Sicilia ed
          il  continente,  una  volta  trasferite  ad  altra societa'
          controllata  dallo  Stato  le  azioni di Stretto di Messina
          S.p.a.  possedute  da  Fintecna  S.p.a., sono attribuite al
          Ministero dell'economia e delle finanze ed iscritte, previo
          versamento  in  entrata,  in due distinti capitoli di spesa
          del   Ministero   delle   infrastrutture  e  del  Ministero
          dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio e del mare
          denominati rispettivamente «Interventi per la realizzazione
          di  opere  infrastrutturali  in  Sicilia  e  in Calabria» e
          «Interventi  di  tutela dell'ambiente e difesa del suolo in
          Sicilia e in Calabria».
              «93.  Le  risorse  di cui al comma 92, nel rispetto del
          principio  di  addizionalita', sono assegnate per il 90 per
          cento alla realizzazione di opere infrastrutturali e per il
          10  per  cento ad interventi a tutela dell'ambiente e della
          difesa del suolo. Le suddette risorse sono destinate,per il
          70 per cento, ad interventi nella regione Sicilia e, per la
          restante  parte,  ad  interventi nella regione Calabria. Le
          modalita' di utilizzo sono stabilite, per la parte relativa
          agli  interventi infrastrutturali, con decreto del Ministro
          delle   infrastrutture,   di   concerto   con  il  Ministro
          dell'economia e delle finanze, previa intesa con le regioni
          Sicilia   e   Calabria,  e,  per  la  parte  relativa  agli
          interventi  in materia ambientale, con decreto del Ministro
          dell'ambiente  e della tutela del territorio e del mare, di
          concerto  con  il  Ministro  dell'economia e delle finanze,
          previa intesa con le regioni Sicilia e Calabria.».
          Note al comma 1156:
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 7  dell'art. 1 del
          decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148 (Interventi urgenti a
          sostegno dell'occupazione):
              «7. Per  le  finalita'  di  cui al presente articolo e'
          istituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza
          sociale   il  Fondo  per  l'occupazione,  alimentato  dalle
          risorse  di  cui  all'autorizzazione  di spesa stabilita al
          comma 8,   nel   quale   confluiscono  anche  i  contributi
          comunitari  destinati  al finanziamento delle iniziative di
          cui  al  presente  articolo, su richiesta del Ministero del
          lavoro  e  della  previdenza  sociale. A tale ultimo fine i
          contributi affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato
          per essere riassegnati al predetto Fondo.».
              - Si   riporta   il   testo  dell'art.  8  del  decreto
          legislativo   28 agosto   1997,   n.  281  (Definizione  ed
          ampliamento  delle attribuzioni della Conferenza permanente
          per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le regioni e le province
          autonome  di  Trento  e  Bolzano  ed  unificazione,  per le
          materie  ed  i  compiti  di interesse comune delle regioni,
          delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta'
          ed autonomie locali):
              «Art. 8. (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e
          Conferenza  unificata).  - 1. La Conferenza Stato-citta' ed
          autonomie  locali  e' unificata per le materie ed i compiti
          di  interesse  comune  delle  regioni,  delle province, dei
          comuni   e  delle  comunita'  montane,  con  la  Conferenza
          Stato-regioni.
              2.  La  Conferenza  Stato-citta' ed autonomie locali e'
          presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
          sua  delega,  dal  Ministro dell'interno o dal Ministro per
          gli   affari   regionali   nella   materia   di  rispettiva
          competenza;  ne fanno parte altresi' il Ministro del tesoro
          e   del  bilancio  e  della  programmazione  economica,  il
          Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
          Ministro  della  sanita',  il  presidente dell'Associazione
          nazionale   dei  comuni  d'Italia  -  ANCI,  il  presidente
          dell'Unione  province  d'Italia  -  UPI  ed  il  presidente
          dell'Unione  nazionale  comuni, comunita' ed enti montani -
          UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
          dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
          Dei   quattordici   sindaci   designati   dall'ANCI  cinque
          rappresentano  le  citta'  individuate  dall'art.  17 della
          legge  8 giugno  1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
          invitati  altri  membri del Governo, nonche' rappresentanti
          di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
              3.  La  Conferenza  Stato-citta' ed autonomie locali e'
          convocata  almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
          il  presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne faccia
          richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.
              4.  La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma 1  e'
          convocata  dal  Presidente  del  Consiglio dei Ministri. Le
          sedute  sono  presiedute  dal  Presidente del Consiglio dei
          Ministri  o,  su  sua  delega,  dal Ministro per gli affari
          regionali  o,  se  tale  incarico  non  e'  conferito,  dal
          Ministro dell'interno.».
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 1  dell'art. 1 del
          decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249 (Interventi urgenti in
          materia di politiche del lavoro e sociali):
              «Art. 1. - 1. Nel limite di spesa di 43 milioni di euro
          a  carico  del  Fondo  per l'occupazione di cui all'art. 1,
          comma 7,   del   decreto-legge   20 maggio  1993,  n.  148,
          convertito,  con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993,
          n.  236,  nel caso di cessazione dell'attivita' dell'intera
          azienda,  di  un  settore  di  attivita',  di  uno  o  piu'
          stabilimenti  o parte di essi, il trattamento straordinario
          di  integrazione  salariale per crisi aziendale puo' essere
          prorogato,   sulla   base  di  specifici  accordi  in  sede
          governativa,  per un periodo fino a dodici mesi nel caso di
          programmi,  che  comprendono  la formazione ove necessaria,
          finalizzati  alla ricollocazione dei lavoratori, qualora il
          Ministero  del lavoro e delle politiche sociali accerti nei
          primi  dodici  mesi il concreto avvio del piano di gestione
          delle  eccedenze  occupazionali.  A tale finalita' il Fondo
          per  l'occupazione  e'  integrato di 63 milioni di euro per
          l'anno   2004.  Al  relativo  onere  si  provvede  mediante
          corrispondente  riduzione  degli  stanziamenti iscritti, ai
          fini   del   bilancio   triennale   2004-2006,  nell'ambito
          dell'unita'  previsionale  di base di parte corrente «Fondo
          speciale»   dello   stato   di   previsione  del  Ministero
          dell'economia  e  delle finanze per l'anno 2004, allo scopo
          parzialmente   utilizzando   l'accantonamento  relativo  al
          Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il Ministro
          dell'economia  e delle finanze e' autorizzato ad apportare,
          con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.».
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 4 dell'art. 12 del
          decreto  legislativo  1° dicembre  1997,  n. 468 (Revisione
          della  disciplina  sui  lavori  socialmente  utili, a norma
          dell'art. 22 della L. 24 giugno 1997, n. 196):
                «4. Ai  lavoratori di cui al comma 1, gli stessi enti
          pubblici che li hanno utilizzati riservano una quota del 30
          per  cento  dei  posti  da  ricoprire mediante avviamenti a
          selezione  di cui all'art. 16 della legge 28 febbraio 1987,
          n. 56, e successive modificazioni ed integrazioni.».
              - Si   riporta   il  testo  dell'art.  16  della  legge
          28 febbraio  1987,  n.  56  (Norme  sull'organizzazione del
          mercato del lavoro):
              «Art. 16. (Disposizioni concernenti lo Stato e gli enti
          pubblici).  -  1.  Le Amministrazioni dello Stato, anche ad
          ordinamento  autonomo,  gli  enti  pubblici non economici a
          carattere nazionale, e quelli che svolgono attivita' in una
          o piu' regioni, le province, i comuni e le unita' sanitarie
          locali   effettuano   le   assunzioni   dei  lavoratori  da
          inquadrare  nei  livelli retributivo-funzionali per i quali
          non  e'  richiesto  il  titolo di studio superiore a quello
          della   scuola   dell'obbligo,   sulla  base  di  selezioni
          effettuate  tra gli iscritti nelle liste di collocamento ed
          in  quelle  di  mobilita',  che abbiano la professionalita'
          eventualmente   richiesta   e   i  requisiti  previsti  per
          l'accesso   al   pubblico   impiego.   Essi   sono  avviati
          numericamente   alla   sezione   secondo   l'ordine   delle
          graduatorie  risultante  dalle  liste  delle circoscrizioni
          territorialmente competenti.
              2. I lavoratori di cui al comma 1 possono trasferire la
          loro   iscrizione  presso  altra  circoscrizione  ai  sensi
          dell'art. 1, comma 4. L'inserimento nella graduatoria nella
          nuova   sezione   circoscrizionale   avviene   con  effetto
          immediato.
              3.  Gli  avviamenti vengono effettuati sulla base delle
          graduatorie  circoscrizionali,  ovvero, nel caso di enti la
          cui   attivita'   si   esplichi   nel  territorio  di  piu'
          circoscrizioni,  con  riferimento  alle  graduatorie  delle
          circoscrizioni interessate e, per gli enti la cui attivita'
          si   esplichi   nell'intero   territorio   regionale,   con
          riferimento  alle  graduatorie  di  tutte le circoscrizioni
          della  regione,  secondo  un  sistema integrato definito ai
          sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
          di cui al comma 4.
              4. Le modalita' di avviamento dei lavoratori nonche' le
          modalita'  e  i  criteri  delle  selezioni tra i lavoratori
          avviati  sono  determinati  con  decreto del Presidente del
          Consiglio  dei  ministri,  da emanarsi entro sei mesi dalla
          data  di entrata in vigore della presente legge, sentite le
          confederazioni  sindacali  maggiormente rappresentative sul
          piano nazionale.
              5.  Le  Amministrazioni  centrali dello Stato, gli enti
          pubblici  non  economici a carattere nazionale e quelli che
          svolgono   attivita'  in  piu'  regioni,  per  i  posti  da
          ricoprire nella sede centrale, procedono all'assunzione dei
          lavoratori  di cui al comma 1 mediante selezione sulla base
          della    graduatoria   delle   domande   presentate   dagli
          interessati.   Con  il  decreto  di  cui  al  comma 4  sono
          stabiliti  i  criteri  per  la formazione della graduatoria
          unica   nonche'   i   criteri   e   le   modalita'  per  la
          informatizzazione delle liste.
              6.  Le  offerte  di  lavoro  da  parte  della  pubblica
          Amministrazione sono programmate in modo da rendere annuale
          la  cadenza  dei  bandi, secondo le direttive impartite dal
          Ministro per la funzione pubblica.
              7.  Le  disposizioni  di  cui  ai  commi 1, 2 e 3 hanno
          valore  di  principio  e  di  indirizzo per la legislazione
          delle regioni a statuto ordinario.
              8.  Sono escluse dalla disciplina del presente articolo
          le  assunzioni  presso  le  Forze  armate  e i corpi civili
          militarmente ordinati.».
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 6  dell'art. 7 del
          decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81 (Integrazioni e
          modifiche  della disciplina dei lavori socialmente utili, a
          norma dell'art. 45, comma 2, della legge 17 maggio 1999, n.
          144):
              «6. Il  contributo  di  cui  al comma 1 e' riconosciuto
          anche  ai  soggetti  di  cui  all'art. 6, comma 2, a fronte
          dell'onere   relativo   alla   copertura  contributiva.  La
          corresponsione   del   predetto   contributo   comporta  la
          decadenza   da   qualunque  altro  beneficio  previsto  dal
          presente  decreto  legislativo  a  carico  del Fondo di cui
          all'art. 1, comma 1.».
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 7  dell'art. 1 del
          decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148 (Interventi urgenti a
          sostegno dell'occupazione):
                «7. Per  le  finalita' di cui al presente articolo e'
          istituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza
          sociale   il  Fondo  per  l'occupazione,  alimentato  dalle
          risorse  di  cui  all'autorizzazione  di spesa stabilita al
          comma 8,   nel   quale   confluiscono  anche  i  contributi
          comunitari  destinati  al finanziamento delle iniziative di
          cui  al  presente  articolo, su richiesta del Ministero del
          lavoro  e  della  previdenza  sociale. A tale ultimo fine i
          contributi affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato
          per essere riassegnati al predetto Fondo.».
          Note al comma 1157:
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 4 dell'art. 63 del
          decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270 (Nuova disciplina
          dell'amministrazione  straordinaria delle grandi imprese in
          stato di insolvenza, a norma dell'art. 1 della L. 30 luglio
          1998, n. 274):
              «4.   Nell'ambito   delle   consultazioni  relative  al
          trasferimento  d'azienda  previste dall'art. 47 della legge
          29 dicembre  1990,  n.  428,  il commissario straordinario,
          l'acquirente  e  i  rappresentanti  dei  lavoratori possono
          convenire  il  trasferimento  solo  parziale dei lavoratori
          alle dipendenze dell'acquirente e ulteriori modifiche delle
          condizioni  di  lavoro  consentite  dalle  norme vigenti in
          materia.».
              - Si  riporta  il testo dei commi 4 e 4-bis dell'art. 8
          della  legge  23 luglio  1991,  n. 223 (Norme in materia di
          cassa     integrazione,     mobilita',    trattamenti    di
          disoccupazione,  attuazione  di  direttive  della Comunita'
          europea,  avviamento  al  lavoro  ed  altre disposizioni in
          materia di mercato del lavoro):
                «4.  Al datore di lavoro che, senza esservi tenuto ai
          sensi  del  comma 1, assuma a tempo pieno e indeterminato i
          lavoratori  iscritti  nella lista di mobilita' e' concesso,
          per   ogni   mensilita'   di  retribuzione  corrisposta  al
          lavoratore,  un  contributo  mensile  pari al cinquanta per
          cento  della  indennita'  di  mobilita'  che  sarebbe stata
          corrisposta  al lavoratore. Il predetto contributo non puo'
          essere  erogato per un numero di mesi superiore a dodici e,
          per i lavoratori di eta' superiore a cinquanta anni, per un
          numero  superiore  a  ventiquattro mesi, ovvero a trentasei
          mesi  per  le  aree di cui all'art. 7, comma 6. Il presente
          comma non trova applicazione per i giornalisti.
              4-bis.  Il  diritto  ai  benefici  economici  di cui ai
          commi precedenti   e'   escluso   con  riferimento  a  quei
          lavoratori  che siano stati collocati in mobilita', nei sei
          mesi  precedenti,  da  parte  di  impresa dello stesso o di
          diverso   settore   di   attivita'   che,  al  momento  del
          licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente
          coincidenti  con  quelli  dell'impresa  che  assume  ovvero
          risulta  con  quest'ultima  in  rapporto  di collegamento o
          controllo.  L'impresa che assume dichiara, sotto la propria
          responsabilita',  all'atto  della  richiesta di avviamento,
          che non ricorrono le menzionate condizioni ostative.».
              - Si  riporta  il  testo del comma 9 dell'art. 25 della
          legge  23 luglio  1991,  n.  223 (Norme in materia di cassa
          integrazione,  mobilita',  trattamenti  di  disoccupazione,
          attuazione di direttive della Comunita' europea, avviamento
          al  lavoro  ed altre disposizioni in materia di mercato del
          lavoro):
              «9.  Per  ciascun  lavoratore  iscritto  nella lista di
          mobilita'  assunto  a  tempo  indeterminato,  la  quota  di
          contribuzione a carico del datore di lavoro e', per i primi
          diciotto  mesi,  quella  prevista per gli apprendisti dalla
          legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni».
          Note al comma 1161:
              - Si  riporta  il  testo del comma 3 dell'art. 17 della
          legge  23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di
          Governo  e  ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei
          Ministri):
              «3.  Con  decreto  ministeriale possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione».
              - Si   riporta   il   testo  dell'art.  8  del  decreto
          legislativo   28 agosto   1997,   n.  281  (Definizione  ed
          ampliamento  delle attribuzioni della Conferenza permanente
          per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le regioni e le province
          autonome  di  Trento  e  Bolzano  ed  unificazione,  per le
          materie  ed  i  compiti  di interesse comune delle regioni,
          delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta'
          ed autonomie locali):
              «Art.  8 (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e
          Conferenza  unificata).  - 1. La Conferenza Stato-citta' ed
          autonomie  locali  e' unificata per le materie ed i compiti
          di  interesse  comune  delle  regioni,  delle province, dei
          comuni   e  delle  comunita'  montane,  con  la  Conferenza
          Stato-regioni.
              2.  La  Conferenza  Stato-citta' ed autonomie locali e'
          presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
          sua  delega,  dal  Ministro dell'interno o dal Ministro per
          gli   affari   regionali   nella   materia   di  rispettiva
          competenza;  ne fanno parte altresi' il Ministro del tesoro
          e   del  bilancio  e  della  programmazione  economica,  il
          Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
          Ministro  della  sanita',  il  presidente dell'Associazione
          nazionale   dei  comuni  d'Italia  -  ANCI,  il  presidente
          dell'Unione  province  d'Italia  -  UPI  ed  il  presidente
          dell'Unione  nazionale  comuni, comunita' ed enti montani -
          UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
          dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
          Dei   quattordici   sindaci   designati   dall'ANCI  cinque
          rappresentano  le  citta'  individuate  dall'art.  17 della
          legge  8 giugno  1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
          invitati  altri  membri del Governo, nonche' rappresentanti
          di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
              3.  La  Conferenza  Stato-citta' ed autonomie locali e'
          convocata  almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
          il  presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne faccia
          richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.
              4.  La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma 1  e'
          convocata  dal  Presidente  del  Consiglio dei Ministri. Le
          sedute  sono  presiedute  dal  Presidente del Consiglio dei
          Ministri  o,  su  sua  delega,  dal Ministro per gli affari
          regionali  o,  se  tale  incarico  non  e'  conferito,  dal
          Ministro dell'interno.».
          Nota al comma 1162:
              - Si  riporta  il  testo del comma 4 dell'art. 13 della
          legge  12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro
          dei disabili), cosi' come modificato dalla presente legge:
                «4.  Per  le finalita' di cui al presente articolo e'
          istituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza
          sociale il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, per
          il  cui  finanziamento  e'  autorizzata la spesa di lire 40
          miliardi  per  l'anno 1999, euro 37 milioni per l'anno 2007
          ed euro 42 milioni a decorrere dall'anno 2008.
          Note al comma 1163:
              - Si  riporta  il  testo dell'art. 12 del decreto-legge
          22 dicembre   1981,   n.   791   (Disposizioni  in  materia
          previdenziale):
              «Art.  12. Alle esigenze di cui all'art. 22 della legge
          21 dicembre 1978 n 845 si provvede annualmente con apposita
          norma  da inserire nella legge di approvazione del bilancio
          dello Stato».
              - Si  riporta  il  testo  della  lettera d) del comma 3
          dell'art.  11 della legge 5 agosto 1978, n. 468 (Riforma di
          alcune  norme  di  contabilita'  generale  dello  Stato  in
          materia di bilancio):
                3. La  legge  finanziaria non puo' contenere norme di
          delega  o di carattere ordinamentale ovvero organizzatorio.
          Essa   contiene  esclusivamente  norme  tese  a  realizzare
          effetti   finanziari   con   decorrenza   dal   primo  anno
          considerato nel bilancio pluriennale e in particolare:
                a) - c) (omissis);
                d) la  determinazione,  in  apposita  tabella,  della
          quota  da  iscrivere  nel  bilancio  di ciascuno degli anni
          considerati  dal bilancio pluriennale per le leggi di spesa
          permanente,  di natura corrente e in conto capitale, la cui
          quantificazione e' rinviata alla legge finanziaria;
                e) - i-ter) (omissis);
                i-quater)   norme  recanti  misure  correttive  degli
          effetti  finanziari  delle  leggi  di  cui all'art. 11-ter,
          comma 7.
          Note al comma 1164:
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 7 dell'art. 11-ter
          della  legge 5 agosto 1978, n. 468 (Riforma di alcune norme
          di   contabilita'   generale  dello  Stato  in  materia  di
          bilancio):
              «7.  Qualora  nel  corso  dell'attuazione  di  leggi si
          verifichino  o siano in procinto di verificarsi scostamenti
          rispetto  alle  previsioni  di  spesa o di entrata indicate
          dalle  medesime  leggi al fine della copertura finanziaria,
          il  Ministro  competente  ne da' notizia tempestivamente al
          Ministro dell'economia e delle finanze, il quale, anche ove
          manchi  la  predetta  segnalazione, riferisce al Parlamento
          con  propria  relazione  e assume le conseguenti iniziative
          legislative.  La  relazione  individua  le  cause che hanno
          determinato  gli scostamenti, anche ai fini della revisione
          dei  dati  e  dei  metodi utilizzati per la quantificazione
          degli  oneri  autorizzati dalle predette leggi. Il Ministro
          dell'economia  e  delle finanze puo' altresi' promuovere la
          procedura  di cui al presente comma allorche' riscontri che
          l'attuazione  di  leggi  rechi pregiudizio al conseguimento
          degli  obiettivi di finanza pubblica indicati dal Documento
          di  programmazione  economico-finanziaria  e  da  eventuali
          aggiornamenti,  come  approvati  dalle relative risoluzioni
          parlamentari.  La  stessa procedura e' applicata in caso di
          sentenze definitive di organi giurisdizionali e della Corte
          costituzionale   recanti  interpretazioni  della  normativa
          vigente suscettibili di determinare maggiori oneri.».
              - Si  riporta  il  testo  del  numero  2)  del  secondo
          comma dell'art.   7  della  legge  5 agosto  1978,  n.  468
          (Riforma  di  alcune  norme  di contabilita' generale dello
          Stato in materia di bilancio):
              «Con  decreti  del  Ministro del tesoro, da registrarsi
          alla Corte dei conti, sono trasferite dal predetto fondo ed
          iscritte  in  aumento sia delle dotazioni di competenza che
          di cassa dei competenti capitoli le somme necessarie:
                1) (Omissis);
                2)  per  aumentare  gli  stanziamenti dei capitoli di
          spesa   aventi   carattere   obbligatorio  o  connessi  con
          l'accertamento e la riscossione delle entrate.».
          Note al comma 1165:
              - Si  riporta  il testo del comma 5 dell'art. 117 della
          legge   23 dicembre  2000,  n.  388  (Disposizioni  per  la
          formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
          legge finanziaria 2001):
              «5.  Al  fine di potenziare lo sviluppo dei servizi per
          l'impiego    assicurando    l'esercizio    delle   funzioni
          esplicitate  nell'Accordo  in materia di standard minimi di
          funzionamento  dei  servizi  per l'impiego tra il Ministero
          del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  le regioni, le
          province,  le  province  autonome,  i comuni e le comunita'
          montane   sancito  il  16 dicembre  1999  dalla  Conferenza
          unificata   di  cui  all'art.  8  del  decreto  legislativo
          28 agosto   1997,  n.  281,  e'  stanziata,  nell'esercizio
          finanziario  2001,  la  somma  di  lire 100 miliardi, a far
          carico  sul  Fondo per l'occupazione, ai sensi dell'art. 1,
          comma 7,   del   decreto-legge   20 maggio  1993,  n.  148,
          convertito,  con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993,
          n. 236.».
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 7  dell'art. 1 del
          decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148 (Interventi urgenti a
          sostegno dell'occupazione):
              «7.  Per  le  finalita'  di cui al presente articolo e'
          istituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza
          sociale   il  Fondo  per  l'occupazione,  alimentato  dalle
          risorse  di  cui  all'autorizzazione  di spesa stabilita al
          comma 8,   nel   quale   confluiscono  anche  i  contributi
          comunitari  destinati  al finanziamento delle iniziative di
          cui  al  presente  articolo, su richiesta del Ministero del
          lavoro  e  della  previdenza  sociale. A tale ultimo fine i
          contributi affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato
          per essere riassegnati al predetto Fondo».
          Note al comma 1166:
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 3 dell'art. 10 del
          decreto  legislativo  1° dicembre  1997,  n. 468 (Revisione
          della  disciplina  sui  lavori  socialmente  utili, a norma
          dell'art. 22 della legge 24 giugno 1997, n. 196):
              «3.  Per  l'affidamento  a  terzi  dello svolgimento di
          attivita' uguali, analoghe o connesse a quelle gia' oggetto
          dei  progetti di lavori socialmente utili da essi promossi,
          gli enti interessati possono, nel rispetto della disciplina
          comunitaria in materia di appalti, stipulare convenzioni di
          durata  non  superiore  a 60 mesi con societa' di capitale,
          cooperative  di produzione e lavoro, consorzi di artigiani,
          a  condizione  che  la  forza  lavoro  in esse occupata sia
          costituita  nella  misura  non inferiore al 40 per cento da
          lavoratori  gia'  impegnati  nei progetti stessi, ovvero in
          progetti  di contenuti analoghi ancorche' promossi da altri
          enti  e  nella  misura  non  superiore  al  30 per cento da
          soggetti aventi titolo ad esservi impegnati, in qualita' di
          dipendenti  a  tempo indeterminato, o di soci lavoratori, o
          di partecipanti al consorzio.».
              - Si  riporta  il  testo del comma 2 dell'art. 78 della
          legge   23 dicembre  2000,  n.  388  (Disposizioni  per  la
          formazione  del  bilancio annuale e pluriennale dello Stato
          (legge finanziaria 2001):
              «2.   Ferma   restando  la  possibilita'  di  stipulare
          convenzioni  ai  sensi  dell'art.  8,  comma 1,  del citato
          decreto  legislativo  n.  81  del  2000,  tenendo conto dei
          conguagli   derivanti   dall'applicazione   dell'art.   45,
          comma 6,  della  legge 17 maggio 1999, n. 144, il Ministero
          del  lavoro  e  della  previdenza  sociale e' autorizzato a
          stipulare,  nei limiti delle risorse preordinate allo scopo
          nell'ambito del Fondo per l'occupazione, convenzioni con le
          regioni  in  riferimento a situazioni straordinarie che non
          consentono,  entro il 30 giugno 2001, di esaurire il bacino
          regionale  dei  soggetti  di  cui  all'art. 2, comma 1, del
          citato    decreto    legislativo    n.    81    del   2000;
          conseguentemente,  a  tal  fine,  il  termine del 30 aprile
          2001,  di  cui  all'art.  8,  comma 3,  del  citato decreto
          legislativo n. 81 del 2000 e' differito al 30 giugno 2001 e
          il  rinnovo  di cui all'art. 4, comma 2, del citato decreto
          legislativo  potra'  avere una durata massima di otto mesi.
          In particolare le convenzioni prevedono:»
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 7  dell'art. 1 del
          decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148 (Interventi urgenti a
          sostegno dell'occupazione):
              «7.  Per  le  finalita'  di cui al presente articolo e'
          istituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza
          sociale   il  Fondo  per  l'occupazione,  alimentato  dalle
          risorse  di  cui  all'autorizzazione  di spesa stabilita al
          comma 8,   nel   quale   confluiscono  anche  i  contributi
          comunitari  destinati  al finanziamento delle iniziative di
          cui  al  presente  articolo, su richiesta del Ministero del
          lavoro  e  della  previdenza  sociale. A tale ultimo fine i
          contributi affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato
          per essere riassegnati al predetto Fondo.».
          Nota al comma 1167:
              - Si  riporta  il  testo  della  lettera a) del comma 2
          dell'art.   13  del  decreto-legge  14 marzo  2005,  n.  35
          (Disposizioni  urgenti  nell'ambito del Piano di azione per
          lo sviluppo economico, sociale e territoriale):
              «2.    In   attesa   della   riforma   organica   degli
          ammortizzatori   sociali  e  del  sistema  degli  incentivi
          all'occupazione,  per gli anni 2005 e 2006, con decorrenza,
          in  ogni caso, non anteriore alla data di entrata in vigore
          del presente decreto, sono adottati i seguenti interventi:
                a) per  i  trattamenti di disoccupazione in pagamento
          dal   1° aprile   2005   al   31 dicembre  2006  la  durata
          dell'indennita'  ordinaria  di disoccupazione con requisiti
          normali,  di  cui  all'art.  19,  primo  comma,  del  regio
          decreto-legge  14 aprile  1939,  n.  636,  convertito,  con
          modificazioni,   dalla  legge  6 luglio  1939,  n.  1272  e
          successive  modificazioni,  e'  elevata  a sette mesi per i
          soggetti con eta' anagrafica inferiore a cinquanta anni e a
          dieci  mesi  per  i  soggetti  con  eta'  anagrafica pari o
          superiore    a    cinquanta   anni.   La   percentuale   di
          commisurazione  alla retribuzione della predetta indennita'
          e'  elevata  al cinquanta per cento per i primi sei mesi ed
          e'  fissata al quaranta per cento per i successivi tre mesi
          e  al  trenta  per  cento  per  gli  ulteriori  mesi. Resta
          confermato il riconoscimento della contribuzione figurativa
          per  il  periodo  di  percezione del trattamento nel limite
          massimo  di  sei  mesi  per  i soggetti con eta' anagrafica
          inferiore  a  cinquanta  anni e di nove mesi per i soggetti
          con  eta' anagrafica pari o superiore a cinquanta anni. Gli
          incrementi  di  misura  e  di  durata  di  cui  al presente
          comma non  si  applicano  ai  trattamenti di disoccupazione
          agricoli, ordinari e speciali, ne' all'indennita' ordinaria
          con  requisiti  ridotti  di  cui  all'art.  7, comma 3, del
          decreto-legge   21 marzo   1988,  n.  86,  convertito,  con
          modificazioni,   dalla   legge   20 maggio  1988,  n.  160.
          L'indennita'  di disoccupazione non spetta nelle ipotesi di
          perdita   e   sospensione  dello  stato  di  disoccupazione
          disciplinate  dalla  normativa  in  materia di incontro tra
          domanda  e  offerta di lavoro. Per le finalita' di cui alla
          presente  lettera, e' istituita, nell'ambito dell'INPS, una
          speciale evidenza contabile a cui affluisce per l'anno 2005
          l'importo  di  307,55  milioni  di  euro  e per l'anno 2006
          l'importo di 427,23 milioni di euro;».
          Nota al comma 1168:
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 5 dell'art. 44 del
          decreto-legge   30 settembre  2003,  n.  269  (Disposizioni
          urgenti  per  favorire  lo  sviluppo  e  per  la correzione
          dell'andamento dei conti pubblici):
              «5.  Al  fine  di  contrastare  il  lavoro  sommerso  e
          l'evasione  contributiva,  le  aziende,  istituti,  enti  e
          societa'  che  stipulano  contratti  di somministrazione di
          energia  elettrica  o  di  forniture di servizi telefonici,
          nonche'  le  societa'  ad  esse  collegate,  sono  tenute a
          rendere  disponibili agli Enti pubblici gestori di forme di
          previdenza  e  assistenza obbligatorie i dati relativi alle
          utenze  contenuti  nei  rispettivi archivi. Le modalita' di
          fornitura dei dati, anche mediante collegamenti telematici,
          sono  definite con apposite convenzioni da stipularsi entro
          60  giorni  dalla  data  di  entrata in vigore del presente
          decreto. Le stesse convenzioni prevederanno il rimborso dei
          soli costi diretti sostenuti per la fornitura dei dati. Gli
          Enti   previdenziali  in  possesso  dei  dati  personali  e
          identificativi   acquisiti   per   effetto  delle  predette
          convenzioni,  in  qualita'  di titolari del trattamento, ne
          sono   responsabili  ai  sensi  dell'art.  29  del  decreto
          legislativo 30 giugno 2003, n. 196.».
          Nota al comma 1170:
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 1 dell'art. 10 del
          decreto     legislativo     23 aprile    2004,    n.    124
          (Razionalizzazione  delle  funzioni ispettive in materia di
          previdenza  sociale  e di lavoro, a norma dell'art. 8 della
          L. 14 febbraio 2003, n. 30):
              «1.  Al fine di razionalizzare gli interventi ispettivi
          di  tutti  gli  organi  di  vigilanza  sul  territorio,  e'
          istituita,  senza  oneri  aggiuntivi  per il bilancio dello
          Stato, nell'ambito delle strutture del Ministero del lavoro
          e  delle politiche sociali ed avvalendosi delle risorse del
          Ministero  stesso,  una banca dati telematica che raccoglie
          le informazioni concernenti i datori di lavoro ispezionati,
          nonche'  informazioni e approfondimenti sulle dinamiche del
          mercato  del  lavoro  e  su  tutte  le  materie  oggetto di
          aggiornamento  e  di  formazione  permanente  del personale
          ispettivo.  Alla  banca  dati,  che costituisce una sezione
          riservata  della borsa continua nazionale del lavoro di cui
          all'art.  15  del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
          276,  hanno  accesso  esclusivamente le amministrazioni che
          effettuano  vigilanza  ai  sensi  del presente decreto. Con
          successivo   decreto   del  Ministro  del  lavoro  e  delle
          politiche sociali, da adottarsi entro sessanta giorni dalla
          data  di entrata in vigore del presente decreto, sentito il
          Ministro  per  l'innovazione e le tecnologie, previo parere
          del  Centro  nazionale  per  l'informatica  nella  pubblica
          amministrazione, previa intesa con la Conferenza permanente
          per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le regioni e le province
          autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  vengono  definite le
          modalita'  di  attuazione e di funzionamento della predetta
          banca  dati,  anche  al fine di consentire il coordinamento
          con  gli  strumenti  di monitoraggio di cui all'art. 17 del
          citato decreto legislativo n. 276 del 2003.».
          Nota al comma 1171:
              - Si   riporta   il  testo  dell'art.  28  del  decreto
          legislativo  30 giugno  2003,  n. 196 (Codice in materia di
          protezione dei dati personali):
              «Art.  28  (Titolare  del  trattamento). - 1. Quando il
          trattamento  e' effettuato da una persona giuridica, da una
          pubblica  amministrazione  o  da  un  qualsiasi altro ente,
          associazione  od  organismo,  titolare  del  trattamento e'
          l'entita'   nel  suo  complesso  o  l'unita'  od  organismo
          periferico  che  esercita  un  potere decisionale del tutto
          autonomo sulle finalita' e sulle modalita' del trattamento,
          ivi compreso il profilo della sicurezza.».
          Note al comma 1172:
              - Si  riporta  il  testo  dell'art. 2 del decreto-legge
          12 settembre  1983,  n.  463  (Misure  urgenti  in  materia
          previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa
          pubblica,  disposizioni  per  vari  settori  della pubblica
          amministrazione  e  proroga  di taluni termini), cosi' come
          modificato dalla presente legge:
              «Art.   2.   -   1.   Le   ritenute   previdenziali  ed
          assistenziali   operate   dal   datore   di   lavoro  sulle
          retribuzioni  dei  lavoratori  dipendenti,  ivi comprese le
          trattenute  effettuate  ai sensi degli articoli 20, 21 e 22
          della legge 30 aprile 1969, n. 153, debbono essere comunque
          versate  e  non  possono essere portate a conguaglio con le
          somme  anticipate,  nelle forme e nei termini di legge, dal
          datore  di  lavoro  ai  lavoratori per conto delle gestioni
          previdenziali  ed  assistenziali, e regolarmente denunciate
          alle  gestioni  stesse,  tranne che a seguito di conguaglio
          tra  gli importi contributivi a carico del datore di lavoro
          e  le somme anticipate risulti un saldo attivo a favore del
          datore di lavoro.
              1-bis.  L'omesso  versamento  delle  ritenute di cui al
          comma 1  e'  punito con la reclusione fino a tre anni e con
          la  multa  fino a lire due milioni. Il datore di lavoro non
          e'  punibile  se provvede al versamento entro il termine di
          tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto
          accertamento della violazione.
              1-ter.  La  denuncia di reato e' presentata o trasmessa
          senza  ritardo  dopo  il  versamento  di cui al comma 1-bis
          ovvero  decorso  inutilmente  il termine ivi previsto. Alla
          denuncia    e'    allegata   l'attestazione   delle   somme
          eventualmente versate.
              1-quater.  Durante  il termine di cui al comma 1-bis il
          corso della prescrizione rimane sospeso.
              [2]  2.  Il  datore  di  lavoro  che  non  provveda  al
          pagamento  dei  contributi e dei premi dovuti alle gestioni
          previdenziali  ed assistenziali entro il termine stabilito,
          o  vi provveda in misura inferiore, e' tenuto al versamento
          di una somma aggiuntiva, in sostituzione di quella prevista
          dalle  disposizioni  che disciplinano la materia fino a due
          volte   l'importo   dovuto,  ferme  restando  le  ulteriori
          sanzioni  amministrative e penali. Per la graduazione delle
          somme  aggiuntive dovute sui premi resta in vigore la legge
          21 aprile 1967, n. 272.
              [3] 3. (abrogato)
              [4]   4.   Le   sanzioni  amministrative  previste  per
          violazione  delle  norme  di  cui al D.Lgs.C.P.S. 16 luglio
          1947,  n.  708, e successive modificazioni ed integrazioni,
          sono   versate   all'Ente  nazionale  di  previdenza  e  di
          assistenza per i lavoratori dello spettacolo.
              [5] 5. Entro il 30 novembre 1983 i datori di lavoro che
          abbiano  effettuato  il versamento dei contributi afferenti
          al  periodo  successivo  al 1° febbraio 1983 sono ammessi a
          regolarizzare  la  loro  posizione  debitoria  relativa  ai
          periodi di paga precedenti. La regolarizzazione estingue il
          reato  e  le obbligazioni per sanzioni amministrative e per
          ogni  altro onere accessorio connessi con la denuncia ed il
          versamento  dei  contributi  stessi, ivi compresi quelli di
          cui  all'art.  18,  decreto-legge  30 agosto  1968, n. 918,
          convertito, con modificazioni, nella L. 25 ottobre 1968, n.
          1089,  in  materia  di  sgravi  degli  oneri  sociali,  con
          esclusione  delle  spese  di giudizio e degli aggi connessi
          alla  riscossione dei contributi a mezzo ruoli esattoriali.
          La  regolarizzazione  e' effettuata con versamento in unica
          soluzione dei contributi dovuti.
              [6]   6.  Il  versamento  dei  contributi  puo'  essere
          effettuato  anche  in rate mensili eguali e consecutive, in
          numero  non superiore a nove, delle quali la prima entro il
          30 novembre  1983, con applicazione sull'importo delle rate
          successive  degli interessi di dilazione previsti dall'art.
          13,  primo comma, del decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402,
          convertito,  con  modificazioni,  nella  legge 26 settembre
          1981,  n. 537. Il mancato versamento anche di una sola rata
          comporta  la  decadenza  dai  benefici  economici di cui al
          comma che  precede.  La  regolarizzazione  delle  posizioni
          debitorie  relative  ai  contributi  agricoli  unificati e'
          effettuata  in  unica  soluzione  entro  il  30 giugno 1984
          secondo le modalita' stabilite dall'ente impositore.
              [7]  6-bis.  Le  imprese  sottoposte ad amministrazione
          straordinaria  in  data successiva al 1° febbraio 1983 sono
          ammesse   a   regolarizzare  la  loro  posizione  debitoria
          relativa  ai  periodi di paga precedenti con gli effetti di
          cui  al  secondo  periodo  del  comma 5,  a  condizione che
          provvedano   al  versamento  dei  contributi  afferenti  al
          periodo   successivo   alla   data   suindicata   entro  il
          30 novembre 1983.
              [8]  6-ter.  Le  imprese  sottoposte ad amministrazione
          straordinaria  possono  usufruire  dei  benefici  di cui al
          comma 5  anche  se  non sono in regola con i versamenti dei
          contributi previsti nello stesso comma, alla condizione che
          sia   stata   autorizzata   dal   CIPI   la   continuazione
          dell'esercizio dell'impresa e che esse, od il gruppo di cui
          fanno parte, abbiano usufruito delle garanzie del Tesoro di
          cui  all'art.  2-bis  del decreto-legge 30 gennaio 1979, n.
          26,  convertito,  con  modificazioni,  nella legge 3 aprile
          1979,  n. 95, in misura non superiore al 20 per cento degli
          importi dei contratti di finanziamento autorizzati dal CIPI
          ed  abbiano  fatto ricorso alla Cassa integrazione guadagni
          per  una  percentuale  non  superiore  al  30 per cento del
          personale in forza.
              [9]  7.  Per  le  imprese che alla data del 30 novembre
          1983  si  trovino in stato di amministrazione controllata o
          di   amministrazione   straordinaria,  il  termine  per  la
          regolarizzazione  della  posizione  debitoria  e' differito
          all'ultimo   giorno   del   mese  successivo  a  quello  di
          cessazione      dell'amministrazione      controllata     o
          straordinaria.
              [10]   7-bis.  Per  gli  istituti  di  patronato  e  di
          assistenza  sociale,  istituiti  ai  sensi del D.Lgs.C.P.S.
          29 luglio  1947,  n.  804,  e  successive  integrazioni, in
          attesa  della  emanazione  del decreto del Presidente della
          Repubblica  previsto dall'art. 2 della L. 27 marzo 1980, n.
          112, il termine per la regolarizzazione dell'intera partita
          debitoria e' differito al 31 ottobre 1984. Nel frattempo il
          10  per  cento  delle  somme  che  sono erogate a qualsiasi
          titolo  dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale
          agli  istituti  di  patronato  e di assistenza sociale deve
          essere  utilizzato  a scomputo della posizione debitoria ed
          entro i limiti della relativa esposizione .
              [11]  8.  Per  l'assicurazione contro gli infortuni sul
          lavoro   e   le  malattie  professionali  e'  differito  al
          30 novembre  1983  il  termine  utile  per la presentazione
          della  richiesta  di  cui  al  primo comma dell'art. 14, L.
          10 maggio 1982, n. 251.
              [12]  9.  La  regolarizzazione estingue le obbligazioni
          per  le  sanzioni  civili  di cui agli articoli 50 e 51 del
          testo  unico  delle disposizioni per l'assicurazione contro
          gli  infortuni  sul  lavoro  e  le  malattie professionali,
          approvato  con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica
          30 giugno  1965, n. 1124, le sanzioni amministrative di cui
          alla   L.   24 novembre   1981,  n.  689,  ed  all'art.  2,
          decreto-legge   6 luglio  1978,  n.  352,  convertito,  con
          modificazioni,  nella  L.  4 agosto 1978, n. 467, nonche' i
          provvedimenti adottati a norma del sesto comma dell'art. 28
          del  predetto testo unico, afferenti a periodi assicurativi
          fino al 31 dicembre 1982, compresa la regolazione dei premi
          relativa  all'anno  1982,  e per i quali non sia stato gia'
          effettuato  il  pagamento, con la esclusione delle spese di
          giudizio  e  degli  aggi  esattoriali.  La regolarizzazione
          estingue,   altresi',   le  obbligazioni  per  le  sanzioni
          amministrative  di  cui  all'ultimo  comma dell'art. 16, L.
          10 maggio  1982,  n. 251, relative ad inadempienze commesse
          entro il 30 aprile 1983.
              [13]  10.  Per  il  pagamento rateale dei premi, per lo
          stato  di  regolarita'  fino  al  31 dicembre 1983 e per le
          imprese  che  alla  data del 30 novembre 1983 si trovino in
          stato  di  amministrazione controllata o di amministrazione
          straordinaria  valgono  le  disposizioni di cui al presente
          articolo.
              [14]  11.  Le  disposizioni  di cui ai commi precedenti
          trovano   applicazione   anche   in   fase  di  contenzioso
          previdenziale  e, nel caso in cui il debito sia in corso di
          soluzione  a mezzo di pagamento rateale, relativamente alle
          sole rate non ancora versate.
              [15] 12. Decade dal beneficio della regolarizzazione di
          cui  al presente articolo il datore di lavoro che ometta di
          effettuare,  alle  scadenze  di  legge,  il  versamento dei
          contributi  di  previdenza  ed  assistenza  dovuti  per  il
          periodo   compreso   tra   la  data  di  effettuazione  del
          versamento  di  cui  al  presente  articolo ed il 31 luglio
          1984.
              [16]   13.   Gli  enti  previdenziali  e  assistenziali
          impositori determinano le modalita' per i versamenti.
              [17]  14.  Le disposizioni di cui ai commi da 5 a 13 si
          applicano  anche  ai  coltivatori  diretti,  ai  mezzadri e
          coloni   e  rispettivi  concedenti,  agli  artigiani,  agli
          esercenti attivita' commerciali ed ai liberi professionisti
          iscritti  negli  appositi albi o elenchi professionali, per
          la  regolarizzazione  delle  posizioni debitorie relative a
          periodi  di  contribuzione  anteriori al 1° gennaio 1983. I
          relativi  contributi  sono versati entro il 30 giugno 1984.
          Per  coloro  che  non  abbiano  ottemperato  all'obbligo di
          iscrizione    presso    le   rispettive   commissioni,   le
          disposizioni  si  applicano  purche'  la  denuncia pervenga
          entro  il  30 novembre  1983 e la relativa regolarizzazione
          avvenga  comunque  entro  sessanta  giorni  dall'iscrizione
          stessa.
              [18]  15.  Il datore di lavoro, tenuto alla denuncia ed
          al  versamento dei contributi con le modalita' previste nel
          decreto  del Ministro del lavoro e della previdenza sociale
          5 febbraio  1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67
          del   13 marzo   1969,   il   quale  non  abbia  presentato
          all'Istituto  nazionale della previdenza sociale le denunce
          individuali  dei  lavoratori occupati nei periodi anteriori
          all'entrata  in  vigore del decreto-legge 6 luglio 1978, n.
          352, convertito, con modificazioni, nella L. 4 agosto 1978,
          n. 467, deve presentare, per tali periodi, una denuncia dei
          lavoratori  interessati,  delle  retribuzioni  individuali,
          nonche'  di  tutti  i dati necessari all'applicazione delle
          norme  in  materia  di  previdenza e assistenza sociale. La
          denuncia,   redatta  su  modulo  predisposto  dall'Istituto
          nazionale  della previdenza sociale, deve essere presentata
          entro il 30 giugno 1984.
              [19] 16. Al datore di lavoro che non provveda, entro il
          termine  stabilito,  a quanto previsto nel comma precedente
          ovvero  vi provveda fornendo dati infedeli o incompleti, si
          applicano  le  disposizioni  previste  dall'art. 4, secondo
          comma, del decreto-legge 6 luglio 1978, n. 352, convertito,
          con  modificazioni,  nella  L.  4 agosto  1978,  n.  467, e
          successive modificazioni ed integrazioni.
              [20]  17.  I  termini per la presentazione all'Istituto
          nazionale   della   previdenza   sociale   della   denuncia
          nominativa  di  cui  all'art.  4 del decreto-legge 6 luglio
          1978,  n.  352,  convertito, con modificazioni, nella legge
          4 agosto 1978, n. 467, sono fissati al 30 giugno di ciascun
          anno  e, per le amministrazioni dello Stato, al 31 dicembre
          di  ciascun  anno.  Alle stesse date sono fissati i termini
          per  la  consegna  ai lavoratori della copia della denuncia
          predetta.  Per  l'anno  1983  il  termine  del 30 giugno e'
          differito al 30 novembre 1983.
              [21]  18. Alle amministrazioni dello Stato, che abbiano
          presentato  o  presentino,  entro  il  31 dicembre 1983, le
          denunce  nominative degli anni 1978, 1979, 1980 e 1981, non
          si  applicano  le sanzioni previste dal citato art. 4. Alle
          predette  amministrazioni  non  si  applicano, altresi', le
          sanzioni  previste  dall'art.  30  della  legge 21 dicembre
          1978, n. 843, qualora abbiano presentato o presentino entro
          il  30 novembre  1983,  le  denunce contributive relative a
          periodi  di paga scaduti anteriormente alla data di entrata
          in vigore del presente decreto.
              [22]   19.   I  termini  di  prescrizione  relativi  ai
          contributi  dovuti  o  la  cui  riscossione  e'  affidata a
          qualsiasi  titolo  all'Istituto  nazionale della previdenza
          sociale   ed  all'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione
          contro  gli  infortuni  sul  lavoro  sono  sospesi  per  un
          triennio  dalla  data  di  entrata  in  vigore del presente
          decreto  ed  e'  corrispondentemente  prolungato il periodo
          durante  il  quale  il  datore  di  lavoro  ha l'obbligo di
          conservare i libri paga e di matricola.
              [23]  20.  Dalla  data  di  entrata  in vigore della L.
          21 dicembre  1978,  n.  843, al 31 dicembre 1983, in deroga
          all'art.  23 della stessa legge, e successive modificazioni
          e  integrazioni,  i  soprappremi  di  rateazione  di cui al
          secondo   comma dell'art.   28   del   testo   unico  delle
          disposizioni  sull'assicurazione  obbligatoria  contro  gli
          infortuni sul lavoro e le malattie professionali, approvato
          con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965,
          n. 1124, restano invariati nelle misure ivi previste.
              [24]  21.  Le  variazioni  di  carattere  generale  del
          trattamento  economico  di  attivita'  di servizio a favore
          delle  categorie di dipendenti iscritti alle casse pensioni
          facenti  parte  degli  istituti di previdenza, derivanti da
          leggi,  da norme regolamentari o da contratti collettivi di
          lavoro,  che  intervengano  a  partire dal 1° gennaio 1984,
          sono  assoggettate a contributo, anche nel corso dell'anno,
          dalla  data  di  effetto  dei  miglioramenti stessi, con le
          modalita'  di cui all'art. 27 dell'ordinamento delle stesse
          casse  approvato  con R.decreto-legge 3 marzo 1938, n. 680,
          convertito  nella  L.  9 gennaio  1939, n. 41, e successive
          modificazioni.
              [25]  22.  Per le cessazioni dal servizio a partire dal
          1° gennaio  1983, nei riguardi degli iscritti negli elenchi
          dei  contributi  della  Cassa per le pensioni ai dipendenti
          degli  enti locali, della Cassa per le pensioni ai sanitari
          e della Cassa per le pensioni agli insegnanti di asilo e di
          scuole    elementari   parificate,   l'eventuale   recupero
          contributivo  con  le  modalita'  previste  dal comma primo
          dell'art.  30  della  legge  22 novembre  1962, n. 1646, si
          effettua   limitatamente   al   periodo  non  anteriore  al
          1° gennaio 1970.
              [26]  23.  Per  le cessazioni dal servizio anteriori al
          1° gennaio 1983, il recupero contributivo, qualora riguardi
          emolumenti  ammessi  a  far  parte della retribuzione annua
          contributiva,  si  effettua,  relativamente  alla  quota  a
          carico  dell'ente datore di lavoro, in 24 semestralita', al
          saggio del sei per cento annuo.».
          Note al comma 1178:
              - Si  riporta  il  testo  degli  articoli 20  e  21 del
          decreto  del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n.
          1124  (testo  unico  delle disposizioni per l'assicurazione
          obbligatoria  contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
          professionali):
              «Art. 20. I datori di lavoro soggetti alle disposizioni
          del presente titolo debbono tenere:
                1)  un  libro  di matricola nel quale siano iscritti,
          nell'ordine cronologico della loro assunzione in servizio e
          prima dell'ammissione al lavoro, tutti i prestatori d'opera
          di cui all'art. 4. Il libro di matricola deve indicare, per
          ciascun   prestatore   d'opera,   il   numero  d'ordine  di
          iscrizione,  il  cognome  e  il nome, la data e il luogo di
          nascita,  la  data  di  ammissione  in servizio e quella di
          risoluzione   del   rapporto   di   lavoro,   la  categoria
          professionale e la misura della retribuzione;
                2)  un  libro  di paga il quale, per ogni dipendente,
          deve indicare il cognome, il nome e il numero di matricola;
          il  numero  delle ore in cui ha lavorato in ciascun giorno,
          con indicazione distinta delle ore di lavoro straordinario;
          la  retribuzione  effettivamente corrispostagli in danaro e
          la retribuzione corrispostagli sotto altra forma.
              Nel  caso  in cui al prestatore d'opera sia corrisposta
          una  retribuzione  fissa  o  a  giornata intera o a periodi
          superiori,  e'  segnata  solo  la  giornata  di presenza al
          lavoro.
              Per ogni apprendista o dipendente comunque minore degli
          anni  diciotto,  oltre  la  retribuzione  effettiva ad esso
          eventualmente  corrisposta,  e'  indicata  la  retribuzione
          della qualifica iniziale prevista per le persone assicurate
          di  eta'  superiore  agli  anni  diciotto  non  apprendisti
          occupate  nella medesima lavorazione, cui gli apprendisti o
          i  minori  sono  addetti  e  comunque  una retribuzione non
          inferiore  a  quella  piu'  bassa  stabilita  dal contratto
          collettivo   di  lavoro  per  prestatori  d'opera  di  eta'
          superiore   ai  diciotto  anni  della  stessa  categoria  e
          lavorazione.
              «Art.  21. Il  libro  di  paga  e  quello  di matricola
          debbono  essere  presentati  nel  luogo in cui si esegue il
          lavoro,  ad  ogni  richiesta, agli incaricati dell'Istituto
          assicuratore;  a  tal  fine  i  libri  non  possono  essere
          rimossi, neanche temporaneamente, dal luogo di lavoro.
              Il  datore di lavoro deve dare tutte le prove, esibendo
          anche  i libri contabili ed altri documenti, e fornire ogni
          altra notizia complementare nonche' i chiarimenti necessari
          per dimostrare l'esattezza delle registrazioni.
              Gli  incaricati  dell'Istituto  assicuratore debbono, a
          richiesta,   presentare   un  documento  di  riconoscimento
          rilasciato dall'Istituto; essi debbono mettere la data e la
          firma sotto l'ultima scritturazione del libro di paga.
              L'Istituto   assicuratore,  a  mezzo  degli  incaricati
          predetti,  ha diritto di trarre copia conforme del libro di
          paga,  la  quale  deve  essere  controfirmata dal datore di
          lavoro.
              Gli  incaricati  medesimi  fanno  constare gli avvenuti
          accertamenti    mediante    relazione   che   deve   essere
          controfirmata  dal datore di lavoro, il quale ha diritto di
          fare   iscrivere   in   essa  le  dichiarazioni  che  crede
          opportune.  Se  il  datore di lavoro si rifiuta di firmare,
          l'incaricato   ne  fa  menzione  indicando  il  motivo  del
          rifiuto.».
              - Si  riporta  il testo dell'art. 134 del regio decreto
          28 agosto  1924,  n. 1422 (Approvazione del regolamento per
          la  esecuzione del regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3184,
          concernente  provvedimenti per l'assicurazione obbligatoria
          contro l'invalidita' e la vecchiaia):
              «Art.   134.   L'esercente   di  un'azienda  o  impresa
          industriale  o  commerciale,  il  quale  abbia alla propria
          dipendenza  persone da assicurare a norma del regio decreto
          30 dicembre   1923,  n.  3184,  deve  tenere  un  libro  di
          matricola  e  un  libro  di  paga,  con  l'osservanza delle
          disposizioni  per  questi contenute negli articoli 25, 26 e
          28  del regolamento 13 marzo 1904, n. 141, per l'esecuzione
          della legge per gli infortuni sul lavoro.
              I   libri   predetti,  per  gli  esercenti  di  aziende
          industriali  e  commerciali non soggette alla legge per gli
          infortuni  del  lavoro, prima di essere messi in uso devono
          essere  presentati  all'istituto  di previdenza sociale, il
          quale  li fara' contrassegnare in ogni pagina da un proprio
          delegato dichiarando nell'ultima pagina il numero dei fogli
          che   compongono   il   libro  e  facendo  apporre  a  tale
          dichiarazione la data e la firma dello stesso delegato.
              I  circoli  di  ispezione  dell'industria  e del lavoro
          possono  esonerare  dalla osservanza delle disposizioni del
          presente  articolo le aziende che ne facciano domanda e che
          offrano altri mezzi egualmente efficaci di controllo. Copia
          dell'autorizzazione sara', a cura del circolo, trasmessa al
          competente istituto di previdenza sociale.».
              - Si   riporta   il  testo  dell'art.  13  del  decreto
          legislativo 23 aprile 2004, n. 124 (Razionalizzazione delle
          funzioni  ispettive  in  materia di previdenza sociale e di
          lavoro,  a  norma dell'art. 8 della legge 14 febbraio 2003,
          n. 30):
              «Art.   13  (Diffida).  -  1.  In  caso  di  constatata
          inosservanza   delle   norme   in   materia   di  lavoro  e
          legislazione  sociale  e  qualora  il  personale  ispettivo
          rilevi    inadempimenti   dai   quali   derivino   sanzioni
          amministrative,  questi  provvede  a diffidare il datore di
          lavoro  alla  regolarizzazione  delle inosservanze comunque
          sanabili, fissando il relativo termine.
              2.  In  caso di ottemperanza alla diffida, il datore di
          lavoro  e' ammesso al pagamento dell'importo delle sanzioni
          nella  misura  pari  al  minimo previsto dalla legge ovvero
          nella  misura pari ad un quarto della sanzione stabilita in
          misura  fissa.  Il  pagamento  dell'importo  delle sanzioni
          amministrative estingue il procedimento sanzionatorio.
              3. L'adozione della diffida interrompe i termini di cui
          all'art. 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, fino alla
          scadenza  del  termine  per  la  regolarizzazione di cui al
          comma 1.
              4. Il potere di diffida nei casi previsti al comma 1, e
          con  le  modalita'  di  cui  ai  commi 2  e  3,  e' esteso,
          limitatamente    alla    materia    della    previdenza   e
          dell'assistenza  sociale,  anche  agli ispettori degli enti
          previdenziali, per le inadempienze da loro rilevate.».
          Nota al comma 1179:
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 1  dell'art. 7 del
          decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148 (Interventi urgenti a
          sostegno dell'occupazione):
              «Art.  7.  Per le finalita' di cui al presente articolo
          e'  istituito  presso  il  Ministero  del  lavoro  e  della
          previdenza  sociale  il Fondo per l'occupazione, alimentato
          dalle  risorse di cui all'autorizzazione di spesa stabilita
          al  comma 8,  nel  quale  confluiscono  anche  i contributi
          comunitari  destinati  al finanziamento delle iniziative di
          cui  al  presente  articolo, su richiesta del Ministero del
          lavoro  e  della  previdenza  sociale. A tale ultimo fine i
          contributi affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato
          per essere riassegnati al predetto Fondo.».
          Note al comma 1182:
              - Si  riporta  il testo del comma 7 dell'art. 4-bis del
          decreto  legislativo  21 aprile  2000, n. 181 (Disposizioni
          per  agevolare l'incontro fra domanda ed offerta di lavoro,
          in  attuazione  dell'art. 45, comma 1, lettera a), della L.
          17 maggio 1999, n. 144):
              «7. Al fine di assicurare l'unitarieta' e l'omogeneita'
          del   sistema   informativo   lavoro,   i   moduli  per  le
          comunicazioni  obbligatorie  dei  datori  di lavoro e delle
          imprese   fornitrici   di  lavoro  temporaneo,  nonche'  le
          modalita'  di  trasferimento dei dati ai soggetti di cui al
          comma 6  da  parte dei servizi competenti sono definiti con
          decreto  del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
          di   concerto  con  il  Ministro  per  l'innovazione  e  le
          tecnologie, d'intesa con la Conferenza Unificata.».
              - Si  riporta  il  testo  del  comma 2 dell'art. 14 del
          decreto  legislativo  23 febbraio 2000, n. 38 (Disposizioni
          in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
          e le malattie professionali, a norma dell'art. 55, comma 1,
          della L. 17 maggio 1999, n. 144):
              «2.  A  decorrere  dalla  data di entrata in vigore del
          presente  decreto  legislativo, i datori di lavoro soggetti
          alle   disposizioni  del  testo  unico  debbono  comunicare
          all'INAIL,  ferme  restando le disposizioni di cui all'art.
          12   del  medesimo  testo  unico,  il  codice  fiscale  dei
          lavoratori  assunti  o cessati dal servizio contestualmente
          all'instaurazione   del  rapporto  di  lavoro  o  alla  sua
          cessazione.  In  caso  di  omessa o errata comunicazione e'
          applicata una sanzione amministrativa di lire centomila per
          lavoratore.  Ai  proventi  derivanti  dalla comminazione di
          detta sanzione si applicano le disposizioni di cui all'art.
          197   del   testo   unico   e  successive  modificazioni  e
          integrazioni.».
          Note al comma 1183:
              - Si  riporta  il testo del comma 5 dell'art. 4-bis del
          decreto  legislativo  21 aprile  2000, n. 181 (Disposizioni
          per  agevolare l'incontro fra domanda ed offerta di lavoro,
          in  attuazione  dell'art. 45, comma 1, lettera a), della L.
          17 maggio   1999,  n.  144),  cosi  come  modificato  dalla
          presente legge:
              «5.  I  datori  di  lavoro  privati,  gli enti pubblici
          economici  e  le  pubbliche  amministrazioni, per quanto di
          competenza, sono tenuti, anche in caso di trasformazione da
          rapporto di tirocinio e di altra esperienza professionale a
          rapporto  di lavoro subordinato, a comunicare, entro cinque
          giorni,  al servizio competente nel cui ambito territoriale
          e'  ubicata  la  sede  di lavoro le seguenti variazioni del
          rapporto di lavoro:
                a) proroga del termine inizialmente fissato;
                b) trasformazione   da   tempo  determinato  a  tempo
          indeterminato;
                c) trasformazione da tempo parziale a tempo pieno;
                d) trasformazione  da  contratto  di  apprendistato a
          contratto a tempo indeterminato;
                e) trasformazione da contratto di formazione e lavoro
          a contratto a tempo indeterminato;
                e-bis) trasferimento del lavoratore;
                e-ter) distacco del lavoratore;
                e-quater)  modifica  della ragione sociale del datore
          di lavoro;
                e-quinquies)  trasferimento  d'azienda  o  di ramo di
          essa.».
          Note al comma 1186:
              - Si  riporta  il testo del secondo comma dell'art. 197
          del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965,
          n. 1124 (testo unico delle disposizioni per l'assicurazione
          obbligatoria  contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
          professionali), cosi' come modificato dalla presente legge:
              «Sul  fondo di cui al comma precedente, il Ministro per
          il lavoro e la previdenza sociale puo' erogare somme:
                a) per  contribuire  al  finanziamento dello speciale
          assegno  corrisposto  ai superstiti dei grandi invalidi del
          lavoro  deceduti  per  cause estranee all'infortunio o alla
          malattia professionale;
                b) per  sovvenire  istituzioni  aventi  per  scopo il
          mantenimento  e l'educazione di orfani di infortunati morti
          sul lavoro e l'assistenza in genere agli infortuni;
                c) per    contribuire    allo    sviluppo    ed    al
          perfezionamento     degli     studi     delle    discipline
          infortunistiche  e  di  medicina sociale in genere e per il
          finanziamento   di  attivita'  promozionali  ed  eventi  in
          materia  di  salute e sicurezza del lavoro, con particolare
          riferimento    ai    settori   a   piu'   elevato   rischio
          infortunistico,  nel rispetto della legge 7 giugno 2000, n.
          150,  del  relativo  regolamento  di  attuazione, di cui al
          decreto  del Presidente della Repubblica 21 settembre 2001,
          n.  422,  e  dei criteri e delle procedure individuati ogni
          due  anni  con  decreto  del  Ministro  del  lavoro e della
          previdenza sociale.».
          Nota al comma 1187:
              -  Il  citato  decreto  del Presidente della Repubblica
          30 giugno 1965, n. 1124, e' stato pubblicato nella Gazzetta
          Ufficiale 13 ottobre 1965, n. 257, S.O.
          Nota al comma 1188:
              - Si  riporta il testo del comma 16 dell'art. 118 della
          legge   23 dicembre  2000,  n.  388  (Disposizioni  per  la
          formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
          legge   finanziaria   2001),  cosi  come  modificato  dalla
          presente legge:
              «16.   Il  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza
          sociale,  con  proprio  decreto,  destina nell'ambito delle
          risorse  di  cui  all'art.  68,  comma 4, lettera a), della
          legge  17 maggio  1999,  n.  144, una quota fino a lire 200
          miliardi,  per  l'anno  2001  e  di 100 milioni di euro per
          ciascuno  degli  anni 2003, 2004, 2005, 2006 e 2007, per le
          attivita'  di  formazione nell'esercizio dell'apprendistato
          anche  se  svolte oltre il compimento del diciottesimo anno
          di  eta',  secondo  le  modalita'  di cui all'art. 16 della
          legge 24 giugno 1997, n. 196.».
          Note al comma 1189:
              - Si riporta il testo dell'art. 4 della legge 23 luglio
          1991,  n.  223  (Norme  in  materia  di cassa integrazione,
          mobilita',  trattamenti  di  disoccupazione,  attuazione di
          direttive  della Comunita' europea, avviamento al lavoro ed
          altre disposizioni in materia di mercato del lavoro):
              «Art. 4 (Procedura per la dichiarazione di mobilita). -
          1.   L'impresa   che   sia  stata  ammessa  al  trattamento
          straordinario  di integrazione salariale, qualora nel corso
          di  attuazione  del  programma di cui all'art. 1 ritenga di
          non  essere  in  grado  di garantire il reimpiego a tutti i
          lavoratori  sospesi  e  di  non  poter  ricorrere  a misure
          alternative,   ha  facolta'  di  avviare  le  procedure  di
          mobilita' ai sensi del presente articolo.
              2.  Le  imprese che intendano esercitare la facolta' di
          cui al comma 1 sono tenute a darne comunicazione preventiva
          per   iscritto   alle  rappresentanze  sindacali  aziendali
          costituite  a  norma dell'art. 19, legge 20 maggio 1970, n.
          300,  nonche' alle rispettive associazioni di categoria. In
          mancanza  delle  predette  rappresentanze  la comunicazione
          deve  essere  effettuata  alle  associazioni  di  categoria
          aderenti  alle  confederazioni maggiormente rappresentative
          sul  piano nazionale. La comunicazione alle associazioni di
          categoria   puo'   essere   effettuata   per   il   tramite
          dell'associazione dei datori di lavoro alla quale l'impresa
          aderisce o conferisce mandato.
              3.  La  comunicazione  di cui al comma 2 deve contenere
          indicazione:  dei  motivi  che determinano la situazione di
          eccedenza;  dei motivi tecnici, organizzativi o produttivi,
          per  i quali si ritiene di non poter adottare misure idonee
          a  porre  rimedio  alla  predetta situazione ed evitare, in
          tutto  o  in  parte,  la  dichiarazione  di  mobilita'; del
          numero,   della   collocazione   aziendale  e  dei  profili
          professionali   del   personale   eccedente,   nonche'  del
          personale  abitualmente  impiegato; dei tempi di attuazione
          del   programma   di   mobilita';  delle  eventuali  misure
          programmate  per  fronteggiare  le  conseguenze  sul  piano
          sociale  della attuazione del programma medesimo del metodo
          di calcolo di tutte le attribuzioni patrimoniali diverse da
          quelle  gia'  previste  dalla  legislazione vigente e dalla
          contrattazione  collettiva.  Alla comunicazione va allegata
          copia  della  ricevuta del versamento all'INPS, a titolo di
          anticipazione  sulla  somma  di cui all'art. 5, comma 4, di
          una   somma   pari   al   trattamento  massimo  mensile  di
          integrazione  salariale  moltiplicato  per  il  numero  dei
          lavoratori ritenuti eccedenti.
              4.  Copia della comunicazione di cui al comma 2 e della
          ricevuta  del  versamento  di  cui al comma 3 devono essere
          contestualmente  inviate all'Ufficio provinciale del lavoro
          e della massima occupazione.
              5.  Entro sette giorni dalla data del ricevimento della
          comunicazione   di   cui  al  comma 2,  a  richiesta  delle
          rappresentanze   sindacali  aziendali  e  delle  rispettive
          associazioni si procede ad un esame congiunto tra le parti,
          allo  scopo  di  esaminare le cause che hanno contribuito a
          determinare  l'eccedenza del personale e le possibilita' di
          utilizzazione  diversa  di  tale  personale,  o  di una sua
          parte,  nell'ambito  della  stessa  impresa, anche mediante
          contratti  di  solidarieta'  e forme flessibili di gestione
          del  tempo  di lavoro. Qualora non sia possibile evitare la
          riduzione  di  personale,  e'  esaminata la possibilita' di
          ricorrere  a  misure  sociali di accompagnamento intese, in
          particolare,   a   facilitare   la  riqualificazione  e  la
          riconversione  dei  lavoratori licenziati. I rappresentanti
          sindacali  dei  lavoratori  possono farsi assistere, ove lo
          ritengano opportuno, da esperti.