Art. 2.
Uso  della  lingua  delle minoranze nelle scuole materne elementari e
                      secondarie di primo grado
  1.  Al  fine  di  assicurare l'apprendimento della lingua ammessa a
tutela  nelle  istituzioni  scolastiche  di  cui all'articolo 4 della
legge,  il  Ministro  della pubblica istruzione, prima dell'inizio di
ogni  anno  scolastico,  indica  i  criteri generali per l'attuazione
delle misure contenute nell'articolo 4 della legge.
  2.  Le  istituzioni  scolastiche di cui all'articolo 4 della legge,
nell'ambito della propria autonomia, prevista dall'articolo 21, commi
5,  7,  8,  9,  10 e 12 della legge 15 marzo 1997, n. 59, nonche' dal
decreto  del  Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, e dei
criteri  di  cui  al  comma 1, anche avvalendosi della collaborazione
delle universita' delle regioni interessate, possono avviare una fase
di  sperimentazione con l'attivazione di corsi di insegnamento di cui
all'articolo  4  della  legge,  per  una durata massima di tre anni a
decorrere dalla comunicazione da parte dei consigli provinciali degli
adempimenti di cui al comma 1 dell'articolo 3 della legge medesima.
  3.  Dalla  fase di sperimentazione, di cui al comma 2, sono escluse
le  istituzioni  scolastiche che gia' usano anche in via sperimentale
una delle lingue ammesse a tutela.
 
          Note all'art. 2:
              -   Si  riporta  il  testo  dell'art.  4,  della  legge
          15 dicembre 1999, n. 482:
              "Art.  4.  -  1. Nelle scuole materne dei comuni di cui
          all'art.   3,  l'educazione  linguistica  prevede,  accanto
          all'uso  della  lingua  italiana,  anche l'uso della lingua
          della   minoranza   per   lo  svolgimento  delle  attivita'
          educative.   Nelle   scuole   elementari   e  nelle  scuole
          secondarie  di  primo  grado  e' previsto l'uso anche della
          lingua della minoranza come strumento di insegnamento.
              2.  Le  istituzioni scolastiche elementari e secondarie
          di  primo grado, in conformita' a quanto previsto dall'art.
          3,   comma   1,   della   presente   legge,  nell'esercizio
          dell'autonomia  organizzativa  e  didattica di cui all'art.
          21,  commi  8  e  9,  della legge 15 marzo 1997, n. 59, nei
          limiti   dell'orario  curriculare  complessivo  definito  a
          livello  nazionale  e nel rispetto dei complessivi obblighi
          di  servizio dei docenti previsti dai contratti collettivi,
          al  fine  di  assicurare l'apprendimento della lingua della
          minoranza, deliberano, anche sulla base delle richieste dei
          genitori  degli  alunni,  le modalita' di svolgimento delle
          attivita'  di  insegnamento della lingua e delle tradizioni
          culturali delle comunita' locali, stabilendone i tempi e le
          metodologie,  nonche'  stabilendo  i criteri di valutazione
          degli   alunni   e  le  modalita'  di  impiego  di  docenti
          qualificati.
              3.  Le medesime istituzioni scolastiche di cui al comma
          2,  ai  sensi  dell'art. 21, comma 10, della legge 15 marzo
          1997,  n.  59,  sia'  singolarmente sia in forma associata,
          possono  realizzare  ampliamenti  dell'offerta formativa in
          favore   degli  adulti.  Nell'esercizio  dell'autonomia  di
          ricerca,  sperimentazione e sviluppo, di cui al citato art.
          21,  comma 10,  le  istituzioni scolastiche adottano, anche
          attraverso  forme  associate,  iniziative  nel  campo dello
          studio  delle  lingue  e  delle  tradizioni culturali degli
          appartenenti  ad  una minoranza linguistica riconosciuta ai
          sensi   degli  articoli  2  e  3  della  presente  legge  e
          perseguono  attivita'  di  formazione e aggiornamento degli
          insegnanti  addetti  alle medesime discipline. A tale scopo
          le istituzioni scolastiche possono stipulare convenzioni ai
          sensi  dell'art. 21, comma 12, della citata legge n. 59 del
          1997.
              4.  Le  iniziative  previste  dai  commi  2  e  3  sono
          realizzate    dalle    medesime   istituzioni   scolastiche
          avvalendosi  delle  risorse  umane  a  disposizione,  della
          dotazione  finanziaria  attribuita  ai  sensi dell'art. 21,
          comma  5,  della  legge 15 marzo 1997, n. 59, nonche' delle
          risorse  aggiuntive  reperibili con convenzioni, prevedendo
          tra  le  priorita' stabilite dal medesimo comma 5 quelle di
          cui  alla presente legge. Nella ripartizione, delle risorse
          di cui al citato comma 5 dell'art. 21 della legge n. 59 del
          1997,  si  tiene conto delle priorita' aggiuntive di cui al
          presente comma.
              5. Al momento della preiscrizione i genitori comunicano
          alla   istituzione   scolastica  interessata  se  intendono
          avvalersi per i propri figli dell'insegnamento della lingua
          della minoranza.".
              -  Si  riporta  il testo dei commi 5, 7, 8, 9, 10 e 12,
          dell'art. 21, della legge 15 marzo 1997, n. 59:
                "5.   La   dotazione   finanziaria  essenziale  delle
          istituzioni  scolastiche  gia'  in possesso di personalita'
          giuridica e di quelle che l'acquistano ai sensi del comma 4
          e'   costituita   dall'assegnazione   dello  Stato  per  il
          funzionamento  amministrativo e didattico, che si suddivide
          in  assegnazione ordinaria e assegnazione perequativa. Tale
          dotazione  finanziaria e' attribuita senza altro vincolo di
          destinazione  che quello dell'utilizzazione prioritaria per
          lo svolgimento delle attivita' di istruzione, di formazione
          e  di  orientamento  proprie  di  ciascuna  tipologia  e di
          ciascun indirizzo di scuola.
              (Omissis).
              7.  Le  istituzioni  scolastiche che abbiano conseguito
          personalita'  giuridica  e autonomia ai sensi del comma 1 e
          le  istituzioni  scolastiche  gia' dotate di personalita' e
          autonomia,  previa  realizzazione  anche  per queste ultime
          delle  operazioni  di  dimensionamento  di  cui al comma 4,
          hanno  autonomia  organizzativa  e  didattica, nel rispetto
          degli obiettivi del sistema nazionale di istruzione e degli
          standard di livello nazionale.
              8.   L'autonomia   organizzativa  e'  finalizzata  alla
          realizzazione  della flessibilita', della diversificazione,
          dell'efficienza  e  dell'efficacia del servizio scolastico,
          alla  integrazione  e  al  miglior utilizzo delle risorse e
          delle  strutture, all'introduzione di tecnologie innovative
          e  al  coordinamento  con il contesto territoriale. Essa si
          esplica liberamente, anche mediante superamento dei vincoli
          in materia di unita' oraria della lezione, dell'unitarieta'
          del  gruppo  classe  e  delle modalita' di organizzazione e
          impiego  dei  docenti,  secondo finalita' di ottimizzazione
          delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche, materiali e
          temporali,  fermi  restando i giorni di attivita' didattica
          annuale  previsti  a  livello  nazionale,  la distribuzione
          dell'attivita'  didattica  in  non  meno  di  cinque giorni
          settimanali,  il  rispetto dei complessivi obblighi annuali
          di  servizio  dei docenti previsti dai contratti collettivi
          che  possono  essere  assolti  invece  che in cinque giorni
          settimanali  anche sulla base di un'apposita programmazione
          plurisettimanale.
              9.    L'autonomia    didattica    e'   finalizzata   al
          perseguimento   ¬Źdegli   obiettivi   generali  del  sistema
          nazionale  di  istruzione,  nel  rispetto della liberta' di
          insegnamento,  della  liberta' di scelta educativa da parte
          delle  famiglie  e  del  diritto  ad  apprendere.  Essa  si
          sostanzia nella scelta libera e programmata di metodologie,
          strumenti,  organizzazione  e  tempi  di  insegnamento,  da
          adottare nel rispetto della possibile pluralita' di opzioni
          metodologiche,  e in ogni iniziativa che sia espressione di
          liberta'   progettuale,  compresa  l'eventuale  offerta  di
          insegnamenti  opzionali,  facoltativi  o  aggiuntivi  e nel
          rispetto  delle  esigenze  formative  degli studenti. A tal
          fine,  sulla base di quanto disposto dall'art. 1, comma 71,
          della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono definiti criteri
          per   la   determinazione   degli  organici  funzionali  di
          istituto,   fermi   restando   il   monte   annuale  orario
          complessivo   previsto  per  ciascun  curriculum  e  quello
          previsto   per   ciascuna  delle  discipline  ed  attivita'
          indicate  come  fondamentali di ciascun tipo o indirizzo di
          studi  e  l'obbligo  di  adottare  procedure e strumenti di
          verifica e valutazione della produttivita' scolastica e del
          raggiungimento degli obiettivi.
              10.   Nell'esercizio   dell'autonomia  organizzativa  e
          didattica   le   istituzioni  scolastiche  realizzano,  sia
          singolarmente   che   in   forme  consorziate,  ampliamenti
          dell'offerta   formativa   che   prevedano  anche  percorsi
          formativi   per   gli  adulti,  iniziative  di  prevenzione
          dell'abbandono  e  della dispersione scolastica, iniziative
          di  utilizzazione  delle strutture e delle tecnologie anche
          in orari extrascolastici e ai fini di raccordo con il mondo
          del   lavoro,  iniziative  di  partecipazione  a  programmi
          nazionali, regionali o comunitari e, nell'ambito di accordi
          tra  le  regioni  e  l'amministrazione scolastica, percorsi
          integrati  tra  diversi  sistemi  formativi. Le istituzioni
          scolastiche  autonome  hanno  anche  autonomia  di ricerca,
          sperimentazione   e   sviluppo   nei  limiti  del  proficuo
          esercizio  dell'autonomia  didattica  e  organizzativa. Gli
          istituti    regionali   di   ricerca,   sperimentazione   e
          aggiornamento educativi, il Centro europeo dell'educazione,
          la  biblioteca  di documentazione pedagogica e le scuole ed
          istituti  a  carattere  atipico di cui alla parte I, titolo
          II,  capo  III,  del  testo  unico  approvato  con  decreto
          legislativo  16 aprile  1994,  n.  297, sono riformati come
          enti   finalizzati   al   supporto   dell'autonomia   delle
          istituzioni scolastiche autonome.
              (Omissis).
              12. Le universita' e le istituzioni scolastiche possono
          stipulare  convenzioni  allo scopo di favorire attivita' di
          aggiornamento,  di  ricerca  e di orientamento scolastico e
          universitario.".
              -  Il  decreto  del Presidente della Repubblica 8 marzo
          1999, n. 275, e' stato pubblicato nel supplemento ordinario
          alla Gazzetta Ufficiale n. 186 del 10 agosto 1999.
              -  Per  il  testo del comma 1, dell'art. 3, della legge
          15 dicembre 1999, n. 482, si veda nelle note all'art. 5.