Art. 11. 
 
                              Sanzioni 
 
  1. Le societa' e gli enti gestori di servizi pubblici di  trasporto
o delle relative infrastrutture che non adempiono  agli  obblighi  di
cui agli articoli 3, commi 1 e 3, e 4, commi 1  e  3,  sono  soggetti
alla sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  euro
30.000 a euro 180.000 per ogni mese di ritardo. 
  2. Le societa' e gli enti gestori di servizi pubblici di  trasporto
o delle relative infrastrutture che non adempiono all'obbligo di  cui
agli articoli 3, comma 5, e 4, comma 5, sono soggetti  alla  sanzione
amministrativa del pagamento di  una  somma  da  euro  2.000  a  euro
12.000. 
  3. Le societa' e gli enti gestori di servizi pubblici di  trasporto
o delle relative infrastrutture che non adempiono  agli  obblighi  di
cui  all'articolo  7,  comma   2,   sono   soggetti   alla   sanzione
amministrativa del pagamento di  una  somma  da  euro  5.000  a  euro
30.000. 
  4.  All'irrogazione  delle   sanzioni   amministrative   pecuniarie
previste dal presente articolo provvede la  regione  o  la  provincia
autonoma  competente,  ad  eccezione  delle   ipotesi   relative   ad
infrastrutture principali che interessano  piu'  regioni  nonche'  di
quelle previste al  comma  3  per  le  quali  provvede  il  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio. 
  5. Per quanto non espressamente previsto dal  presente  decreto  si
applicano le disposizioni della legge 24 novembre  1981,  n.  689,  e
successive modificazioni. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
    Dato a Roma, addi' 19 agosto 2005 
 
                               CIAMPI 
 
                   Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri; 
                     La Malfa, Ministro per le politiche comunitarie; 
      Matteoli, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio; 
                                  Fini, Ministro degli affari esteri; 
                                  Castelli, Ministro della giustizia; 
                  Siniscalco, Ministro dell'economia e delle finanze; 
              Lunardi, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti; 
                                      Storace, Ministro della salute; 
                        La Loggia, Ministro per gli affari regionali; 
 
Visto, il Guardasigilli: Castelli