Art. 2
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto, oltre alle definizioni di fiume,
di bacino idrografico, di sottobacino e di distretto idrografico di
cui all'articolo 54, comma 1, del decreto legislativo n. 152 del 2006
si applicano le seguenti definizioni:
a) alluvione: l'allagamento temporaneo, anche con trasporto
ovvero mobilitazione di sedimenti anche ad alta densita', di aree che
abitualmente non sono coperte d'acqua. Cio' include le inondazioni
causate da laghi, fiumi, torrenti, eventualmente reti di drenaggio
artificiale, ogni altro corpo idrico superficiale anche a regime
temporaneo, naturale o artificiale, le inondazioni marine delle zone
costiere ed esclude gli allagamenti non direttamente imputabili ad
eventi meteorologici;
b) pericolosita' da alluvione: la probabilita' di accadimento di
un evento alluvionale in un intervallo temporale prefissato e in una
certa area;
c) rischio di alluvioni: la combinazione della probabilita' di
accadimento di un evento alluvionale e delle potenziali conseguenze
negative per la salute umana, il territorio, i beni, l'ambiente, il
patrimonio culturale e le attivita' economiche e sociali derivanti da
tale evento.
Note all'art. 2:
- Il testo dell'art. 54, comma 1, del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, cosi' recita:
«Art. 54 (Definizioni). - 1. Ai fini della presente
sezione si intende per:
a) suolo: il territorio, il suolo, il sottosuolo, gli
abitati e le opere infrastrutturali;
b) acque: le acque meteoriche e le acque superficiali
e sotterranee come di seguito specificate;
c) acque superficiali: le acque interne, ad eccezione
delle sole acque sotterranee, le acque di transizione e le
acque costiere, tranne per quanto riguarda lo stato
chimico, in relazione al quale sono incluse anche le acque
territoriali;
d) acque sotterranee: tutte le acque che si trovano
sotto la superficie del suolo nella zona di saturazione e a
contatto diretto con il suolo o il sottosuolo;
e) acque interne: tutte le acque superficiali
correnti o stagnanti e tutte le acque sotterranee
all'interno della linea di base che serve da riferimento
per definire il limite delle acque territoriali;
f) fiume: un corpo idrico interno che scorre
prevalentemente in superficie, ma che puo' essere
parzialmente sotterraneo;
g) lago: un corpo idrico superficiale interno fermo;
h) acque di transizione: i corpi idrici superficiali
in prossimita' della foce di un fiume, che sono
parzialmente di natura salina a causa della loro vicinanza
alle acque costiere, ma sostanzialmente influenzati dai
flussi di acqua dolce;
i) acque costiere: le acque superficiali situate
all'interno rispetto a una retta immaginaria distante, in
ogni suo punto, un miglio nautico sul lato esterno dal
punto piu' vicino della linea di base che serve da
riferimento per definire il limite delle acque
territoriali, e che si estendono eventualmente fino al
limite esterno delle acque di transizione;
l) corpo idrico superficiale: un elemento distinto e
significativo di acque superficiali, quale un lago, un
bacino artificiale, un torrente, un fiume o canale, parte
di un torrente, fiume o canale, nonche' di acque di
transizione o un tratto di acque costiere;
m) corpo idrico artificiale: un corpo idrico
superficiale creato da un'attivita' umana;
n) corpo idrico fortemente modificato: un corpo
idrico superficiale la cui natura, a seguito di alterazioni
fisiche dovute a un'attivita' umana, e' sostanzialmente
modificata;
o) corpo idrico sotterraneo: un volume distinto di
acque sotterranee contenute da una o piu' falde acquifere;
p) falda acquifera: uno o piu' strati sotterranei di
roccia o altri strati geologici di porosita' e
permeabilita' sufficiente da consentire un flusso
significativo di acque sotterranee o l'estrazione di
quantita' significative di acque sotterranee;
q) reticolo idrografico: l'insieme degli elementi che
costituiscono il sistema drenante alveato del bacino
idrografico;
r) bacino idrografico: il territorio nel quale
scorrono tutte le acque superficiali attraverso una serie
di torrenti, fiumi ed eventualmente laghi per sfociare al
mare in un'unica foce, a estuario o delta;
s) sottobacino o sub-bacino: il territorio nel quale
scorrono tutte le acque superficiali attraverso una serie
di torrenti, fiumi ed eventualmente laghi per sfociare in
un punto specifico di un corso d'acqua, di solito un lago o
la confluenza di un fiume;
t) distretto idrografico: area di terra e di mare,
costituita da uno o piu' bacini idrografici limitrofi e
dalle rispettive acque sotterranee e costiere che
costituisce la principale unita' per la gestione dei bacini
idrografici;
u) difesa del suolo: il complesso delle azioni ed
attivita' riferibili alla tutela e salvaguardia del
territorio, dei fiumi, dei canali e collettori, degli
specchi lacuali, delle lagune, della fascia costiera, delle
acque sotterranee, nonche' del territorio a questi
connessi, aventi le finalita' di ridurre il rischio
idraulico, stabilizzare i fenomeni di dissesto geologico,
ottimizzare l'uso e la gestione del patrimonio idrico,
valorizzare le caratteristiche ambientali e paesaggistiche
collegate;
v) dissesto idrogeologico: la condizione che
caratterizza aree ove processi naturali o antropici,
relativi alla dinamica dei corpi idrici, del suolo o dei
versanti, determinano condizioni di rischio sul territorio;
z) opera idraulica: l'insieme degli elementi che
costituiscono il sistema drenante alveato del bacino
idrografico».