Art. 3.
              Disposizioni in materia di equilibrio dei
         presidi ospedalieri e di sperimentazioni gestionali

  1.  Dopo  il  comma 2  dell'articolo 19  del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed integrazioni, e'
aggiunto il seguente:
  "2-bis.   Non   costituiscono   principi   fondamentali,  ai  sensi
dell'articolo 117   della   Costituzione,  le  materie  di  cui  agli
articoli 4, comma 1-bis, e 9-bis.".
  2. Le regioni adottano le disposizioni necessarie:
((       a) per   stabilire  l'obbligo  delle  aziende  sanitarie  ed
ospedaliere, nonche' delle aziende ospedaliere autonome, di garantire
l'equilibrio economico ));
    a) per stabilire l'obbligo delle aziende sanitarie ed ospedaliere
di garantire l'equilibrio economico dei singoli presidi ospedalieri;
    b) per  individuare le tipologie degli eventuali provvedimenti di
riequilibrio;
    c) per  determinare  le  misure  a  carico dei direttori generali
nell'ipotesi di mancato raggiungimento dell'equilibrio economico.
  3.  Fino alla data di entrata in vigore delle leggi regionali o dei
provvedimenti adottati in applicazione dei commi 1 e 2, continuano ad
applicarsi  tutte  le  disposizioni contenute nel decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, come modificate
dal presente articolo.
  4.   Nell'ambito  della  ristrutturazione  della  rete  ospedaliera
prevista  dall'articolo 2,  comma 5, della legge 28 dicembre 1995, n.
549,  e  successive modificazioni, le regioni adottano lo standard di
dotazione  media  di  5 posti letto per mille abitanti di cui l'1 per
mille riservato alla riabilitazione ed alla lungodegenza post-acuzie.
Gli  esuberi  di  personale  risultanti  dalla  ristrutturazione sono
prioritariamente  riassorbiti  nell'ambito delle strutture realizzate
in  sede  di  riconversione  di  quelle  dismesse,  per assicurare la
sostituzione  del  personale  cessato  dal servizio nell'ambito della
stessa  azienda  e  per  realizzare servizi medici ed infermieristici
domiciliari   per  malati  cronici  e  terminali.  Per  le  ulteriori
eccedenze  di  personale  si  applicano  le  disposizioni di cui agli
articoli 33 e 34 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
  5. (Comma soppresso).
  6. All'art. 9-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1 le parole: "La Conferenza permanente per i rapporti
tra  lo  Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di
Bolzano,  autorizza" sono sostituite dalle seguenti: "Le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano autorizzano";
    b) al  comma 2 le parole: "e' proposto dalla regione interessata"
sono  sostituite  dalle  seguenti: "e' adottato dalla regione o dalla
provincia autonoma interessata".
  7.  Le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e di Bolzano
trasmettono  ai  Ministeri  della  salute  e  dell'economia  e  delle
finanze,  nonche'  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  -
Dipartimento  per  gli  affari  regionali,  copia  dei  programmi  di
sperimentazione aventi ad oggetto i nuovi modelli gestionali adottati
sulla  base  dell'articolo 9-bis  del decreto legislativo 30 dicembre
1992,  n.  502,  e  successive modificazioni, ovvero sulla base della
normativa  regionale  o  provinciale  disciplinante  la  materia.  Le
regioni  e  le  province  autonome di Trento e di Bolzano trasmettono
annualmente  ai  predetti  Ministeri,  nonche'  alla  Presidenza  del
Consiglio  dei  Ministri - Dipartimento per gli affari regionali, una
relazione  sui  risultati  conseguiti con la sperimentazione, sia sul
piano economico sia su quello della qualita' dei servizi.
 
          Riferimenti normativi:

              -   Si  riporta  il  testo  dell'art.  19  del  decreto
          legislativo  30 dicembre  1992,  n.  502,  gia'  citato nei
          riferimenti  normativi  all'art.  1,  cosi' come modificato
          dalla legge che qui si pubblica:
              "Art. 19 (Competenze delle regioni a statuto speciale e
          delle province autonome). - 1. Le disposizioni del presente
          decreto   costituiscono   principi  fondamentali  ai  sensi
          dell'art. 117 della Costituzione.
              2.  Per le regioni a statuto speciale e per le province
          autonome  di  Trento  e  di  Bolzano le disposizioni di cui
          all'art.  1,  commi  1  e  4, all'art. 6, commi 1 e 2, agli
          articoli  10,  11,  12  e  13, all'art. 14, comma 1, e agli
          articoli  15, 16, 17 e 18, sono altresi' norme fondamentali
          di riforma economico-sociale della Repubblica.
              2-bis. Non costituiscono principi fondamentali ai sensi
          dell'art.  117  della  Costituzione, le materie di cui agli
          articoli 4, comma 1-bis, e 9-bis.".
              Si riporta il testo dell'art. 117 della Costituzione:
              "Art.  117. - La  potesta'  legislativa  e'  esercitata
          dallo   Stato   e   dalle   regioni   nel   rispetto  della
          Costituzione,     nonche'     dei     vincoli     derivanti
          dall'ordinamento     comunitario     e    dagli    obblighi
          internazionali.
              Lo  Stato  ha  legislazione  esclusiva  nelle  seguenti
          materie:
                a) politica  estera  e  rapporti internazionali dello
          Stato;  rapporti  dello Stato con l'Unione europea; diritto
          di  asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
          appartenenti all'Unione europea;
                b) immigrazione;
                c) rapporti   tra  la  Repubblica  e  le  confessioni
          religiose;
                d) difesa  e  Forze  armate;  sicurezza  dello Stato;
          armi, munizioni ed esplosivi;
                e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;
          tutela   della   concorrenza;  sistema  valutario;  sistema
          tributario  e  contabile  dello  Stato;  perequazione delle
          risorse finanziarie;
                f) organi  dello  Stato  e relative leggi elettorali;
          referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
                g) ordinamento  e organizzazione amministrativa dello
          Stato e degli enti pubblici nazionali;
                h) ordine  pubblico  e sicurezza, ad esclusione della
          polizia amministrativa locale;
                i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
                l) giurisdizione  e  norme  processuali;  ordinamento
          civile e penale; giustizia amministrativa;
                m) determinazione   dei   livelli   essenziali  delle
          prestazioni  concernenti  i  diritti  civili  e sociali che
          devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
                n) norme generali sull'istruzione;
                o) previdenza sociale;
                p) legislazione   elettorale,  organi  di  governo  e
          funzioni   fondamentali   di   comuni,  province  e  citta'
          metropolitane;
                q) dogane,   protezione   dei   confini  nazionali  e
          profilassi internazionale;
                r) pesi,   misure   e   determinazione   del   tempo;
          coordinamento informativo statistico e informatico dei dati
          dell'amministrazione  statale,  regionale  e  locale; opere
          dell'ingegno;
                s) tutela  dell'ambiente,  dell'ecosistema e dei beni
          culturali.
              Sono   materie   di   legislazione  concorrente  quelle
          relative  a: rapporti internazionali e con l'Unione europea
          delle  regioni;  commercio con l'estero; tutela e sicurezza
          del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni
          scolastiche  e  con  esclusione  della  istruzione  e della
          formazione  professionale; professioni; ricerca scientifica
          e  tecnologica  a  sostegno  dell'innovazione per i settori
          produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
          sportivo;  protezione civile; governo del territorio; porti
          e   aeroporti   civili;  grandi  reti  di  trasporto  e  di
          navigazione;  ordinamento  della comunicazione; produzione,
          trasporto    e    distribuzione   nazionale   dell'energia;
          previdenza  complementare e integrativa; armonizzazione dei
          bilanci  pubblici  e coordinamento della finanza pubblica e
          del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e
          ambientali  e  promozione  e  organizzazione  di  attivita'
          culturali;  casse  di  risparmio,  casse rurali, aziende di
          credito  a carattere regionale; enti di credito fondiario e
          agrario   a   carattere   regionale.   Nelle   materie   di
          legislazione  concorrente  spetta  alle regioni la potesta'
          legislativa,  salvo  che per la determinazione dei principi
          fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
              Spetta   alle   regioni   la  potesta'  legislativa  in
          riferimento  ad  ogni  materia  non espressamente riservata
          alla legislazione dello Stato.
              Le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e di
          Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
          decisioni  dirette  alla  formazione  degli  atti normativi
          comunitari  e  provvedono  all'attuazione  e all'esecuzione
          degli  accordi  internazionali  e  degli  atti  dell'Unione
          europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
          legge dello Stato, che disciplina la modalita' di esercizio
          del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
              La  potesta'  regolamentare  spetta  allo  Stato  nelle
          materie   di  legislazione  esclusive,  salva  delega  alle
          regioni.  La  potesta' regolamentare spetta alle regioni in
          ogni  altra  materia.  I  comuni,  le  province e le citta'
          metropolitane  hanno  potesta' regolamentare in ordine alla
          disciplina  dell'organizzazione  e  dello svolgimento delle
          funzioni loro attribuite.
              Le   leggi   regionali   rimuovono  ogni  ostacolo  che
          impedisce la piena parita' degli uomini e delle donne nella
          vita  sociale,  culturale  ed  economica  e  promuovono  la
          parita'   di  accesso  tra  donne  e  uomini  alle  cariche
          elettive.
              La legge regionale ratifica le intese della regione con
          altre  regioni  per  il  migliore  esercizio  delle proprie
          funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
              Nelle   materie  di  sua  competenza  la  regione  puo'
          concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali
          interni   ad   altro   Stato,  nei  casi  e  con  le  forme
          disciplinati da leggi dello Stato".
              - Si riporta il testo dell'art. 2, comma 5, della legge
          28 dicembre    1995,    n.    549,   recante   "Misure   di
          razionalizzazione della finanza pubblica", pubblicata nella
          Gazzetta Ufficiale 29 dicembre 1995, n. 302:
              "5. Le regioni, entro il 31 dicembre 1996, con apposito
          atto  programmatorio di carattere generale anche a stralcio
          del  piano  sanitario regionale, provvedono a ristrutturare
          la  rete  ospedaliera, prevedendo l'utilizzazione dei posti
          letto  ad  un  tasso non inferiore al 75 per cento in media
          annua  ed  adottando  lo  standard  di  dotazione  media di
          5,5 posti  letto  per  mille abitanti, di cui l'1 per mille
          riservato   alla   riabilitazione   ed   alla  lungodegenza
          post-acuzie,  con  un  tasso di spedalizzazione del 160 per
          mille.  Le  regioni  procedono  alla ristrutturazione della
          rete    ospedaliera    operando    le   trasformazioni   di
          destinazione,  gli  accorpamenti,  le  riconversioni  e  le
          disattivazioni  necessari,  con  criteri di economicita' ed
          efficienza  di  gestione, anche utilizzando i finanziamenti
          di  cui  all'art.  20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, che
          devono  essere  prioritariamente  finalizzati  ai  progetti
          funzionali  al  raggiungimento  dei  parametri  indicati al
          primo  periodo del presente comma. Le regioni completano la
          ristrutturazione    della   rete   ospedaliera   entro   il
          31 dicembre  1999.  L'organizzazione interna degli ospedali
          deve   osservare  il  modello  dipartimentale  al  fine  di
          consentire  a  servizi affini e complementari di operare in
          forma   coordinata   per  evitare  ritardi,  disfunzioni  e
          distorto  utilizzo  delle  risorse  finanziarie. Le regioni
          procedono  ad  attivita'  di  controllo  e  verifica  sulla
          osservanza delle disposizioni di cui ai commi da 1 a 14 del
          presente  articolo,  sul  corretto  utilizzo da parte degli
          erogatori   di   prestazioni  sanitarie  ospedaliere  delle
          risorse  impiegate  nel  trattamento  dei  pazienti e sulla
          qualita' dell'assistenza".
              -  Si  riporta  il  testo  degli  articoli  33 e 34 del
          decreto  legislativo  30 marzo  2001 n. 165, recante "Norme
          generali  sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
          amministrazioni   pubbliche",   pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106, supplemento ordinario:
              "Art.   33   (Eccedenze   di   personale   e  mobilita'
          collettiva).  (Art.  35  del  decreto legislativo n. 29 del
          1993,  come  sostituito  prima  dall'art.  14  del  decreto
          legislativo  n.  470  del  1993  e dall'art. 16 del decreto
          legislativo  n. 546 del 1993 e poi dall'art. 20 del decreto
          legislativo  n.  80  del  1998 e successivamente modificato
          dall'art. 12 del decreto legislativo n. 387 del 1998). - 1.
          Le  pubbliche  amministrazioni  che  rilevino  eccedenze di
          personale  sono  tenute  ad  informare  preventivamente  le
          organizzazioni  sindacali  di cui al comma 3 e ad osservare
          le  procedure previste dal presente articolo. Si applicano,
          salvo   quanto   previsto   dal   presente   articolo,   le
          disposizioni  di  cui alla legge 23 luglio 1991, n. 223, ed
          in  particolare l'art. 4, comma 11 e l'art. 5, commi 1 e 2,
          e successive modificazioni ed integrazioni.
              2.   Il   presente   art.   trova  applicazione  quando
          l'eccedenza  rilevata  riguardi almeno dieci dipendenti. Il
          numero  di  dieci unita' si intende raggiunto anche in caso
          di  dichiarazione  di  eccedenza  distinte  nell'arco di un
          anno.  In  caso  di  eccedenze  per  un  numero inferiore a
          10 unita'  agli  interessati  si  applicano le disposizioni
          previste dai commi 7 e 8.
              3. La comunicazione preventiva di cui all'art. 4, comma
          2,  della  legge  23 luglio  1991, n. 223, viene fatta alle
          rappresentanze unitarie del personale e alle organizzazioni
          sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del
          comparto   o   area.   La   comunicazione   deve  contenere
          l'indicazione  dei  motivi che determinano la situazione di
          eccedenza;  dei  motivi tecnici e organizzativi per i quali
          si   ritiene   di   non  poter  adottare  misure  idonee  a
          riassorbire   le   eccedenze   all'interno  della  medesima
          amministrazione;  del  numero,  della  collocazione,  delle
          qualifiche  del  personale eccedente, nonche' del personale
          abitualmente   impiegato,   delle  eventuali  proposte  per
          risolvere  la  situazione di eccedenza e dei relativi tempi
          di  attuazione,  delle  eventuali  misure  programmate  per
          fronteggiare    le    conseguenze    sul    piano   sociale
          dell'attuazione delle proposte medesime.
              4.   Entro   dieci   giorni   dal   ricevimento   della
          comunicazione   di  cui  al  comma  1,  a  richiesta  delle
          organizzazioni  sindacali  di  cui  al  comma 3, si procede
          all'esame  delle  cause che hanno contribuito a determinare
          l'eccedenza  del  personale e delle possibilita' di diversa
          utilizzazione  del personale eccedente, o di una sua parte.
          L'esame   e'   diretto  a  verificare  le  possibilita'  di
          pervenite  ad  un  accordo  sulla  ricollocazione  totale o
          parziale del personale eccedente o nell'ambito della stessa
          amministrazione,   anche   mediante   il  ricorso  a  forme
          flessibili di gestione del tempo di lavoro o a contratti di
          solidarieta',  ovvero presso altre amministrazioni comprese
          nell'ambito della provincia o in quello diverso determinato
          ai  sensi  del  comma  6.  Le  organizzazioni sindacali che
          partecipano   all'esame   hanno  diritto  di  ricevere,  in
          relazione  a  quanto  comunicato  dall'amministrazione,  le
          informazioni necessarie ad un utile confronto.
              5.  La  procedura  si  conclude  decorsi quarantacinque
          giorni  dalla  data  del ricevimento della comunicazione di
          cui  al comma 3, o con l'accordo o con apposito verbale nel
          quale  sono  riportate le diverse posizioni delle parti. In
          caso  di  disaccordo,  le  organizzazioni sindacali possono
          richiedere    che    il    confronto   prosegua,   per   le
          amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo,
          e gli enti pubblici nazionali, presso il Dipartimento della
          funzione   pubblica  della  Presidenza  del  Consiglio  dei
          Ministri,    con    l'assistenza    dell'Agenzia   per   la
          rappresentanza  negoziale delle pubbliche amministrazioni -
          ARAN,  e  per  le  altre  amministrazioni,  ai  sensi degli
          articoli 3 e 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n.
          469,   e   successive  modificazioni  ed  integrazioni.  La
          procedura  si  conclude  in ogni caso entro sessanta giorni
          dalla comunicazione di cui al comma 1.
              6.  I  contratti collettivi nazionali possono stabilire
          criteri  generali  e procedure per consentire, tenuto conto
          delle  caratteristiche  del  comparto,  la  gestione  delle
          eccedenze  di  personale attraverso il passaggio diretto ad
          altre  amministrazioni  nell'ambito  della  provincia  e in
          quello   diverso   che,  in  relazione  alla  distribuzione
          territoriale  delle  amministrazioni  o alla situazione del
          mercato  del lavoro, sia stabilito dai contratti collettivi
          nazionali. Si applicano le disposizioni dell'art. 30.
              7.  Conclusa  la  procedura  di  cui ai commi 3, 4 e 5,
          l'amministrazione  colloca  in  disponibilita' il personale
          che  non  sia  possibile impiegare diversamente nell'ambito
          della  medesima  amministrazione  e  che  non  possa essere
          ricollocato  presso  altre  amministrazioni, ovvero che non
          abbia preso servizio presso la diversa amministrazione che,
          secondo   gli   accordi  intervenuti  ai  sensi  dei  commi
          precedenti, ne avrebbe consentito la ricollocazione.
              8. Dalla data di collocamento in disponibilita' restano
          sospese  tutte  le  obbligazioni  inerenti  al  rapporto di
          lavoro  e  il  lavoratore  ha diritto ad un'indennita' pari
          all'80   per   cento   dello  stipendio  e  dell'indennita'
          integrativa  speciale,  con  esclusione  di qualsiasi altro
          emolumento  retributivo  comunque denominato, per la durata
          massima  di  ventiquattro  mesi.  I  periodi  di  godimento
          dell'indennita'    sono    riconosciuti   ai   fini   della
          determinazione  dei  requisiti  di  accesso alla pensione e
          della  misura  della  stessa.  E'  riconosciuto altresi' il
          diritto all'assegno per il nucleo familiare di cui all'art.
          2  del  decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con
          modificazioni,  dalla  legge  13 maggio  1988,  n.  153,  e
          successive modificazioni ed integrazioni".
              "Art.  34  (Gestione  del  personale in disponibilita).
          (Art.  35-bis  del  decreto  legislativo  n.  29  del 1993,
          aggiunto  dall'art.  21  del  decreto legislativo n. 80 del
          1998).
              1.  Il  personale  in  disponibilita'  e'  iscritto  in
          appositi elenchi.
              2.   Per  le  amministrazioni  dello  Stato,  anche  ad
          ordinamento  autonomo e per gli enti pubblici non economici
          nazionali,  il  Dipartimento  della funzione pubblica della
          Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  forma e gestisce
          l'elenco, avvalendosi anche, ai fini della riqualificazione
          professionale  del  personale e della sua ricollocazione in
          altre amministrazioni, della collaborazione delle strutture
          regionali  e  provinciali  di  cui  al  decreto legislativo
          23 dicembre  1997, n. 469, e realizzando opportune forme di
          coordinamento con l'elenco di cui al comma 3.
              3.  Per  le  altre  amministrazioni, l'elenco e' tenuto
          dalle  strutture  regionali e provinciali di cui al decreto
          legislativo   23 dicembre   1997,   n.  469,  e  successive
          modificazioni  ed  integrazioni, alle quali sono affidati i
          compiti di riqualificazione professionale' e ricollocazione
          presso   altre  amministrazioni  del  personale.  Le  leggi
          regionali  previste  dal  decreto  legislativo  23 dicembre
          1997, n. 469, nel provvedere all'organizzazione del sistema
          regionale  per l'impiego, si adeguano ai principi di cui al
          comma 2.
              4.   Il  personale  in  disponibilita'  iscritto  negli
          appositi  elenchi ha diritto all'indennita' di cui all'art.
          33,  comma  8, per la durata massima ivi prevista. La spesa
          relativa   grava   sul   bilancio  dell'amministrazione  di
          appartenenza     sino    al    trasferimento    ad    altra
          amministrazione,   ovvero  al  raggiungimento  del  periodo
          massimo  di  fruizione  dell'indennita'  di cui al medesimo
          comma  8.  Il rapporto di lavoro si intende definitivamente
          risolto   a  tale  data,  fermo  restando  quanto  previsto
          nell'art.  33. Gli oneri sociali relativi alla retribuzione
          goduta  al  momento del collocamento in disponibilita' sono
          corrisposti  dall'amministrazione  di appartenenza all'ente
          previdenziale  di  riferimento  per  tutto il periodo della
          disponibilita'.
              5.  I  contratti collettivi nazionali possono riservare
          appositi  fondi  per  la riqualificazione professionale del
          personale  trasferito  ai sensi dell'art. 33 o collocato in
          disponibilita'  e per favorire forme di incentivazione alla
          ricollocazione   del  personale,  in  particolare  mediante
          mobilita' volontaria.
              6.   Nell'ambito  della  programmazione  triennale  del
          personale  di cui all'art. 39 della legge 27 dicembre 1997,
          n.  449,  e  successive  modificazioni  ed integrazioni, le
          nuove   assunzioni   sono   subordinate   alla   verificata
          impossibilita'    di    ricollocare    il    personale   in
          disponibilita' iscritto nell'apposito elenco.
              7.  Per  gli  enti  pubblici  territoriali  le economie
          derivanti  dalla  minore spesa per effetto del collocamento
          in  disponibilita' restano a disposizione del loro bilancio
          e   possono  essere  utilizzate  per  la  formazione  e  la
          riqualificazione del personale nell'esercizio successivo.
              8.  Sono  fatte  salve  le  procedure di cui al decreto
          legislativo   18 agosto   2000,   n.   267,   relative   al
          collocamento  in  disponibilita'  presso gli enti che hanno
          dichiarato il dissesto".
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  9-bis del decreto
          legislativo  30 dicembre  1992,  n.  502, gia' citato nelle
          note  all'art.  1,  cosi'  come  modificato dalla legge qui
          pubblicata:
              "Art.  9-bis  (Sperimentazioni  gestionali).  -  1.  Le
          regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e di Bolzano
          autorizzano  programmi  di sperimentazione aventi a oggetto
          nuovi   modelli   gestionali   che   prevedano   forme   di
          collaborazione   tra   strutture   del  Servizio  sanitario
          nazionale   e   soggetti   privati,   anche  attraverso  la
          costituzione  di  societa'  miste  a  capitale  pubblico  e
          privato.
              2.  Il  programma  di sperimentazione e' adottato dalla
          regione  o  dalla provincia autonoma interessata, motivando
          le   ragioni   di   convenienza   economica   del  progetto
          gestionale, di miglioramento della qualita' dell'assistenza
          e  di  coerenza  con  le  previsioni  del  piano  sanitario
          regionale   ed   evidenziando   altresi'  gli  elementi  di
          garanzia, con particolare riguardo ai seguenti criteri:
                a) privilegiare  nell'area  del  settore  privato  il
          coinvolgimento   delle   organizzazioni  non  lucrative  di
          utilita'  sociale  individuate  dall'art.  10  del  decreto
          legislativo 4 dicembre 1997, n. 460;
                b) fissare  limiti percentuali alla partecipazione di
          organismi  privati  in misura non superiore al quarantanove
          per cento;
                c)   prevedere   forme  idonee  di  limitazione  alla
          facolta'  di  cessione  della  propria  quota  sociale  nei
          confronti   dei   soggetti  privati  che  partecipano  alle
          sperimentazioni;
                d) disciplinare  le forme di risoluzione del rapporto
          contrattuale    con    privati    che    partecipano   alla
          sperimentazione in caso di gravi inadempienze agli obblighi
          contrattuali  o  di  accertate  esposizioni  debitorie  nei
          confronti di terzi;
                e) definire  partitamente  i compiti, le funzioni e i
          rispettivi  obblighi di tutti i soggetti pubblici e privati
          che  partecipano  alla  sperimentazione  gestionale, avendo
          cura  di  escludere  in  particolare  il  ricorso  a  forme
          contrattuali,  di  appalto  o  subappalto, nei confronti di
          terzi  estranei alla convenzione di sperimentazione, per la
          fornitura   di   opere   e  servizi  direttamente  connessi
          all'assistenza alla persona;
                f) individuare forme e modalita' di pronta attuazione
          per  la  risoluzione della convenzione di sperimentazione e
          scioglimento  degli  organi  societari  in  caso di mancato
          raggiungimento del risultato della avviata sperimentazione.
              3.  La  Conferenza  permanente  per  i  rapporti tra lo
          Stato,  le  regioni  e  le province autonome di Trento e di
          Bolzano,  avvalendosi  dell'Agenzia  per i servizi sanitari
          regionali,  verifica annualmente i risultati conseguiti sia
          sul  piano  economico  sia  su  quello  della  qualita' dei
          servizi,  ivi  comprese  le forme di collaborazione in atto
          con  soggetti privati per la gestione di compiti diretti di
          tutela  della  salute.  Al  termine  del  primo triennio di
          sperimentazione,  sulla  base  dei risultati conseguiti, il
          Governo e le regioni adottano i provvedimenti conseguenti.
              4.  Al di fuori dei programmi di sperimentazione di cui
          al  presente  articolo,  e'  fatto divieto alle aziende del
          Servizio  sanitario  nazionale  di  costituire  societa' di
          capitali  aventi  per  oggetto  sociale  lo  svolgimento di
          compiti diretti di tutela della salute.".