Art. 4.
               Accertamento e copertura dei disavanzi

  1.  Relativamente all'anno 2001, per le finalita' di cui al comma 4
dell'articolo 83, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, ai fini della
anticipazione  delle misure di copertura degli eventuali disavanzi di
gestione,   l'accertamento  di  detti  disavanzi  e'  effettuato  con
riferimento  ai  dati di preconsuntivo entro trenta giorni dalla data
di   entrata   in   vigore   del   presente  decreto.  Le  risultanze
dell'accertamento  sono comunicate entro i successivi dieci giorni al
Ministero della salute ed al Ministero dell'economia e delle finanze,
nonche' alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per
gli affari regionali.
  2. Entro il 30 giugno dell'anno successivo le regioni comunicano al
Ministero  della  salute, al Ministero dell'economia e delle finanze,
nonche' alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per
gli  affari  regionali,  le  risultanze  dell'accertamento  dei conti
consuntivi  della spesa sanitaria previsto dall'articolo 83, comma 4,
della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
  3.  Gli  eventuali  disavanzi  di gestione accertati o stimati, nel
rispetto dell'accordo (( Stato-regioni di cui all'art. 1, comma 1 )),
sono  coperti  dalle  regioni  con  le  modalita'  stabilite da norme
regionali    che   prevedano   alternativamente   o   cumulativamente
l'introduzione di:
    a)  misure di compartecipazione alla spesa sanitaria, ivi inclusa
l'introduzione  di  forme  di  corresponsabilizzazione dei principali
soggetti che concorrono alla determinazione della spesa;
    b) variazioni     dell'aliquota     dell'addizionale    regionale
all'imposta  sul reddito delle persone fisiche o altre misure fiscali
previste nella normativa vigente;
    c) altre   misure  idonee  a  contenere  la  spesa,  ivi  inclusa
l'adozione di interventi sui meccanismi di distribuzione dei farmaci.
((   3-bis. Limitatamente all'anno 2002, in deroga ai termini ed alle
modalita'  previste  dall'art.  50,  comma  3,  secondo  periodo, del
decreto  legislativo  15 dicembre 1997, n. 446, ed all'art. 24, comma
1,  del  decreto  legislativo  30 dicembre  1992,  n. 504, le regioni
possono   disporre  la maggiorazione  dell'aliquota  dell'addizionale
regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche e determinare
i tributi regionali di cui all'art. 23 del citato decreto legislativo
n. 504 del 1992 con propri provvedimenti da pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale     entro    il    31 dicembre    2001.    La maggiorazione
dell'addizionale  regionale  all'imposta  sul  reddito  delle persone
fisiche  superiore  alla  aliquota dello 0,5 e' determinata con legge
regionale )).
  4.  Al  fine  di  assicurare la copertura della quota dei disavanzi
relativi  all'anno  2000  di pertinenza regionale in base all'accordo
tra  lo Stato e le regioni citato all'articolo 1, comma 1, le regioni
sono  autorizzate  a  contrarre,  anche  in  deroga  alle limitazioni
previste  dalle  vigenti  disposizioni,  mutui con oneri a carico dei
rispettivi bilanci.
 
          Riferimenti normativi:

              -  Si riporta il testo dell'art. 83, commi 4, 5, 6 e 7,
          della  legge  23 dicembre  2000,  n.  388,  gia' citata nei
          riferimenti normativi all'art. 2:
              "4.  Nel  rispetto  degli adempimenti assunti dal Paese
          con  l'adesione  al  patto  di  stabilita'  e  crescita,  a
          decorrere    dall'anno    2001,    le    singole   regioni,
          contestualmente all'accertamento dei conti consuntivi sulla
          spesa  sanitaria da effettuare entro il 30 giugno dall'anno
          successivo,  sono  tenute a provvedere alla copertura degli
          eventuali  disavanzi  di  gestione,  attivando nella misura
          necessaria   l'autonomia  impositiva  con  le  procedure  e
          modalita' di cui ai commi 5, 6 e 7.
              5. I Ministri della sanita', del tesoro, del bilancio e
          della  programmazione  economica  e  delle  finanze, previa
          intesa  in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra
          lo  Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
          Bolzano,   procedono  sulla  base  delle  risultanze  delle
          gestioni  sanitarie  ad  accertare  gli eventuali disavanzi
          delle  singole  regioni,  ad individuare la basi imponibili
          dei   rispettivi  tributi  regionali  e  a  determinare  le
          variazioni  in  aumento  di una o piu' aliquote dei tributi
          medesimi,  in misura tale che l'incremento di gettito copra
          integralmente il predetto disavanzo.
              6.  Entro  il  31 ottobre  di  ciascun  anno le regioni
          interessate   deliberano,  con  decorrenza  dal  1  gennaio
          dell'anno  successivo, l'aumento delle aliquote dei tributi
          di  spettanza  nei  termini stabiliti in sede di Conferenza
          permanente  per  i  rapporti  tra lo Stato, le regioni e le
          province autonome di Trento e di Bolzano.
              7.  In  caso di inerzia delle amministrazioni regionali
          nell'adozione  delle  misure di cui al comma 6, il Governo,
          previa  diffida  alle regioni interessate a provvedere agli
          adempimenti  di  competenza  entro  trenta  giorni, adotta,
          entro  e  non  oltre  i  successivi trenta giorni, le forme
          d'intervento sostitutivo previste dalla normativa vigente".
              -   Il   testo  degli  articoli 33  e  34  del  decreto
          legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e' gia' citato nei
          riferimenti normativi all'art. 3.
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  50,  comma 3, del
          decreto  legislativo  15 dicembre  1997,  n.  446,  recante
          "Istituzione   dell'imposta   regionale   sulle   attivita'
          produttive,  revisione  degli  scaglioni,  delle aliquote e
          delle   detrazioni   dell'Irpef   e   istituzione   di  una
          addizionale  regionale  a  tale  imposta,  nonche' riordino
          della  disciplina  dei  tributi  locali",  pubblicato nella
          Gazzetta  Ufficiale  23 dicembre  1997, n. 298, supplemento
          ordinario:
              "3.  L'aliquota  di  compartecipazione dell'addizionale
          regionale  di cui al comma 1 e' fissata allo 0,9 per cento.
          Ciascuna  regione, con proprio provvedimento, da pubblicare
          nella Gazzetta Ufficiale non oltre il 30 novembre dell'anno
          precedente  a  quello  cui l'addizionale si riferisce, puo'
          maggiorare l'aliquota suddetta fino all'1,4 per cento".
              -  Si riporta il testo degli articoli 23 e 24, comma 1,
          del  decreto  legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, recante
          "Riordino  della  finanza  degli enti territoriali, a norma
          dell'art.   4   della   legge  23 ottobre  1992,  n.  421",
          pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale 30 dicembre 1992, n.
          305, S.O.:
              "Art.   23   (Attribuzioni   alle   regioni  a  statuto
          ordinario).  1. A decorrere dal 1 gennaio 1993 alle regioni
          a statuto ordinario, gia' titolari di una parte della tassa
          automobilistica, ai sensi dell'art. 4 della legge 16 maggio
          1970,  n.  281,  come  sostituito  dall'art.  5 della legge
          14 giugno  1990,  n.  158,  e successive modificazioni, con
          riferimento  ai  pagamenti  effettuati dall'anzidetta data,
          sono attribuite:
                a) l'intera  tassa  automobilistica, disciplinata dal
          testo  unico  approvato  con  decreto  del Presidente della
          Repubblica   5 febbraio   1953,   n.   39,   e   successive
          modificazioni;
                b) la   soprattassa  annuale  su  taluni  autoveicoli
          azionati  con motore diesel, istituita con il decreto-legge
          8 ottobre  1976,  n.  691,  convertito,  con modificazioni,
          dalla   legge   30 novembre  1976,  n.  786,  e  successive
          modificazioni;
                c) la  tassa  speciale  per  i  veicoli  alimentati a
          G.P.L.  o gas metano, istituita dalla legge 21 luglio 1984,
          n. 362, a successive modificazioni.
              2. I tributi di cui al comma 1 assumono rispettivamente
          la   denominazione   di  tassa  automobilistica  regionale,
          soprattassa  annuale regionale e tassa speciale regionale e
          si  applicano  ai veicoli ed agli autoscafi, soggetti nelle
          regioni   a  statuto  speciale  ai  corrispondenti  tributi
          erariali in esse vigenti, per effetto della loro iscrizione
          nei   rispettivi   pubblici  registri  delle  provincie  di
          ciascuna   regione   a  statuto  ordinario,  come  previsto
          dall'art.  5, comma 31, del decreto-legge 30 dicembre 1982,
          n.  953,  convertito,  con  modificazioni,  nella  legge 28
          febbraio  1983,  n.  53,  e  successive modifiche. La tassa
          automobilistica    regionale   si   applica   altresi'   ai
          ciclomotori,  agli autoscafi, diversi da quelli da diporto,
          non  iscritti nei pubblici registri ed ai motori fuoribordo
          applicati   agli   stessi  autoscafi,  che  appartengono  a
          soggetti  residenti nelle stesse regioni. Sono comprese nel
          suddetto  tributo  regionale  anche le tasse fisse previste
          dalla   legge   21 maggio   1955,   n.  463,  e  successive
          modificazioni.
              3.  Dall'ambito  di  applicazione  del presente capo e'
          esclusa  la disciplina concernente la tassa automobilistica
          relativa ai veicoli ed autoscafi in temporanea importazione
          i quali restano ad ogni effetto soggetti alle norme statali
          che regolano la materia.
              4. Continua ad essere acquisito al bilancio dello Stato
          il  gettito  derivante  dalla  addizionale  del 5 per cento
          istituita con l'art. 25 della legge 24 luglio 1961, n. 729,
          e  quello  relativo  alla  tassa  speciale erariale annuale
          istituita con l'art. 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n.
          151, convertito, con modifiche, nella legge 12 luglio 1991,
          n. 202.
              5.  Sono  a carico delle regioni i rimborsi relativi ai
          tributi  regionali di cui al precedente comma 1. Le istanze
          vanno  prodotte  ai  competenti  uffici  della  regione che
          disporranno il rimborso, ferma restando la competenza delle
          Intendenze di Finanza per i tributi erariali.".
              "Art.   24  (Poteri  delle  regioni).  -  1.  Entro  il
          10 novembre  di ogni anno ciascuna regione puo' determinare
          con  propria legge gli importi dei tributi regionali di cui
          all'art.  23,  con  effetto  dai  pagamenti da eseguire dal
          primo   gennaio  successivo  e  relativi  a  periodi  fissi
          posteriori  a tale data, nella misura compresa tra il 90 ed
          il  110  per  cento  degli stessi importi vigenti nell'anno
          precedente.".