Disciplinare  di   produzione   della   denominazione   di   origine
controllata dei vini "Scavigna"
                               Art. 1.
   La denominazione di origine controllata "Scavigna" e' riservata ai
vini  bianco,  rosso  e  rosato, che rispondono alle condizioni ed ai
requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
                                Art. 2.
   I vini "Scavigna" devono essere ottenuti  esclusivamente  mediante
vinificazione delle uve provenienti dalla zona di produzione indicata
nel  successivo art. 3 da vigneti che, nell'ambito aziendale, abbiano
le seguenti composizioni ampelografiche:
   "Scavigna" bianco:
    Trebbiano toscano, fino al 50%;
    Chardonnay, fino al 30%;
    Greco bianco, fino al 20%;
    Malvasia bianca, fino al 10%.
possono  concorrere  i  vitigni  a  bacca   bianca   raccomandati   o
autorizzati  per  la  provincia  di Catanzaro, fino ad un massimo del
35%.
   "Scavigna" rosso e rosato:
    Gaglioppo, fino al 50%;
    Nerello Cappuccio, fino al 30%;
    Aglianico, fino al 20%,
possono concorrere i vitigni a bacca nera raccomandati o  autorizzati
per la provincia di Catanzaro, fino ad un massimo del 40%.
                               Art. 3.
   Le  uve  destinate  alla  produzione dei vini di cui al precedente
art. 2 devono  essere  prodotte  nella  zona  omonima  di  produzione
appresso  indicata,  che  comprende  parte  dei  comuni  a  vocazione
viticola di Nocera Terinese e di Falerna, in provincia di Catanzaro.
   Tale zona e' cosi' delimitata:
    partendo dal km 386 della strada statale Tirrena Inferiore n. 18,
localita' Bracia, la linea di delimitazione segue la  strada  statale
n. 18 diramazione che sale verso l'abitato di Nocera Terinese fino ad
incrociare l'altro bivio, chiamato bivio Fanciano a quota 261.
   Da  questo  punto  la  linea  prosegue verso est lungo la predetta
strada statale n. 18 diramazione  fino  a  raggiungere  l'abitato  di
Falerna.
   Da  tale  localita'  segue  la strada provinciale in direzione sud
fino a raggiungere la localita' Falerna Marina.
   Da tale punto d'incrocio, la delimitazione prosegue verso ovest di
nuovo lungo la strada statale n. 18 fino a raggiungere il km  386  da
cui era iniziata la linea di delimitazione.
                                Art. 4.
   Le  condizioni  ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla
produzione dei vini a denominazione di origine controllata "Scavigna"
di cui all'art. 2 devono essere  quelle  tradizionali  della  zona  e
comunque  atte  a conferire alle uve, ai mosti ed ai vini derivati le
specifiche caratteristiche di qualita'.
   Sono pertanto  da  considerarsi  idonei  i  vigneti  ben  esposti,
ubicati su terreni di natura argilloso-calcarea e ben drenati.
   I  sesti  di  impianto,  le  forme  di allevamento ed i sistemi di
potatura devono essere quelli generalmente usati o  comunque  atti  a
non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
   E' vietata ogni pratica di forzatura.
   La resa massima di uva per ettaro non deve essere superiore ai 100
quintali  per  il  tipo  bianco  ed ai 90 quintali per i tipi rosso e
rosato, in coltura specializzata, mentre  in  coltura  promiscua  non
dovra'  superare  rispettivamente  i cinque e quattro chilogrammi per
ceppo.
   A tali limiti, anche  in  annate  eccezionalmente  favorevoli,  la
produzione  dovra'  essere  riportata  attraverso un'accurata cernita
delle uve, purche' la resa  globale  non  superi  del  20%  i  limiti
massimi sopra stabiliti.
   La  regione  Calabria  con  proprio decreto, sentiti gli organismi
interessati, di anno in anno, prima della vendemmia,  puo'  stabilire
un  limite massimo di produzione di uva per ettaro inferiore a quello
fissato nel presente disciplinare, dandone immediata comunicazione al
Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali, al Comitato
nazionale per la tutela e la valorizzazione  delle  denominazioni  di
origine  e  delle  indicazioni  geografiche  tipiche dei vini ed alla
competente camera di commercio.
   Le uve destinate alla  vinificazione  devono  assicurare  al  tipo
bianco  un titolo alcolometrico volumico minimo naturale del 10,5% ed
ai tipi rosso e rosato dell'11%.
                                Art. 5.
   Le operazioni di vinificazione ed  affinamento  dei  vini  di  cui
all'art.  2  devono  essere effettuate all'interno del territorio dei
due comuni anche se compresi solo in parte nella zona di produzione.
   I vini "Scavigna"  bianco,  rosso  e  rosato  non  possono  essere
immessi  al  consumo prima del mese di gennaio dell'anno successivo a
quello della vendemmia.
   Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche  enologiche,
locali,  leali,  costanti e tradizionali della zona e comunque atte a
conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
   La resa massima delle uve in vino non  deve  essere  superiore  al
70%.
   Qualora  la  resa  uva-vino  superi  la percentuale sopra indicata
l'eccedenza  non  avra'  diritto  alla   denominazione   di   origine
controllata.
                                Art. 6.
   I   vini   di   cui   all'art.   2   devono  rispondere,  all'atto
dell'immissione   al   consumo,   rispettivamente    alle    seguenti
caratteristiche:
   "Scavigna" bianco:
    colore: bianco con riflessi gialli tendenti al verdolino;
    odore: fresco, vinoso, gradevole, caratteristico;
    sapore: asciutto, pieno, armonico, piacevolmente fruttato;
    titolo alcolometrico volumico minimo totale: 10,5%;
    acidita' totale minima: 4,5 per mille;
    estratto secco netto minimo: 15 per mille.
   "Scavigna" rosato:
    colore:   rosa  piu'  o  meno  intenso,  talvolta  con  sfumature
arancioni;
    odore: delicato, caratteristico;
    sapore: sapico, fresco, asciutto, armonico, elegante;
    titolo alcolometrico volumico minimo totale: 11%;
    acidita' totale minima: 5 per mille;
    estratto secco netto minimo: 18 per mille.
   "Scavigna" rosso:
    colore: rosso rubino piu' o meno intenso;
    odore: gradevole, intenso, caratteristico;
    sapore: secco, robusto, armonico;
    titolo alcolometrico volumico minimo totale: 11,5%;
    acidita' totale minima: 5 per mille;
    estratto secco netto minimo: 20 per mille.
   E'  facolta'  del  Ministro  delle  risorse agricole, alimentari e
forestali di modificare con proprio decreto per i vini di cui  sopra,
i  limiti  minimi  indicati  per l'acidita' totale e l'estratto secco
netto.
                                Art. 7.
   Nella presentazione e designazione dei  vini  a  denominazione  di
origine  controllata  "Scavigna"  e'  vietata l'aggiunta di qualsiasi
qualificazione aggiuntiva diversa da  quelle  previste  dal  presente
disciplinare,  ivi  compresi  gli  aggettivi  extra,  fine,  riserva,
scelto, selezionato e similari.
   E' consentito l'uso di  indicazioni  che  facciano  riferimento  a
nomi,   ragioni   sociali,  marchi  privati  non  aventi  significato
laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente.
   Le  indicazioni  tendenti  a  specificare   l'attivita'   agricola
dell'imbottigliatore  quali  viticoltore, fattoria, tenuta, podere ed
altri  termini  similari   sono   consentite   in   osservanza   alle
disposizioni CEE e nazionali in materia.
   E'   consentito   altresi'  l'uso  di  indicazioni  toponomastiche
aggiuntive di aree e localita' dalle quali effettivamente  provengono
le  uve  da  cui  il  vino  cosi' qualificato e' stato ottenuto, alle
condizioni previste dal decreto ministeriale 22 aprile 1992.
   Sulle bottiglie e recipienti contenenti i vini a denominazione  di
origine  controllata  "Scavigna" deve figurare l'annata di produzione
delle uve.
                                Art. 8.
   Chiunque produce, vende, pone in vendita o  comunque  distribuisce
per il consumo con la denominazione di origine controllata "Scavigna"
vini che non rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal
presente  disciplinare di produzione e' punito a norma degli articoli
28, 29, 30 e 31 della legge 10 febbraio 1992, n. 164.
     Il Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali
                            POLI BORTONE