Art. 3.
  1.  I comuni  che  non  hanno ancora  provveduto  a sottoporre  gli
impianti   esistenti  alla   verifica   di   compatibilita'  di   cui
all'articolo  1, comma  5, del  decreto legislativo  n. 32  del 1998,
devono provvedere entro tre mesi dalla  data di entrata in vigore del
presente decreto legislativo. Ferme  restando le prescrizioni in tema
di prevenzione  incendi, la verifica  riguarda tutti gli  impianti di
distribuzione carburanti ed attiene al rispetto delle norme di cui al
decreto  legislativo  30 aprile  1992,  n.  285,  ed al  decreto  del
Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495.
  2.  La   comunicazione  delle  risultanze  delle   verifiche  e  la
presentazione e  attuazione dei  piani di chiusura  e smantellamento,
ovvero di adeguamento,  deve avvenire con le modalita'  e nei termini
previsti dall'articolo  1, comma 5,  e dall'articolo 3, comma  2, del
decreto legislativo n. 32 del 1998.
 
          Note all'art. 3:
           -  Il  testo  dell'art.  1,  comma  5,  del citato decreto
          legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, e' il seguente:
           "5. Le concessioni  di  cui  all'art.  16,  comma  1,  del
          decreto-legge  26  ottobre  1970,  n.  745, convertito, con
          modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034,  sono
          convertite  di diritto in autorizzazione ai sensi del comma
          2. Fermo restando quanto previsto dall'art. 3, comma  2,  i
          soggetti  gia' titolari di concessione, senza necessita' di
          alcun atto amministrativo, possono proseguire  l'attivita',
          dandone   comunicazione   al  comune,  alla  regione  e  al
          competente  ufficio  tecnico  di  finanza.   Le   verifiche
          sull'idoneita'   tecnica   degli  impianti  ai  fini  della
          sicurezza sanitaria e ambientale sono effettuate al momento
          del collaudo e non oltre  quindici  anni  dalla  precedente
          verifica. Gli impianti in esercizio alla data di entrata in
          vigore del presente decreto legislativo sono sottoposti dal
          comune   a   verifica,  comprendente  anche  i  profili  di
          incompatibilita' di cui all'art. 3, comma 2,  entro  e  non
          oltre  il  30  giugno  1998. Le risultanze concernenti tali
          verifiche sono comunicate all'interessato e trasmesse  alla
          regione,  al  competente  ufficio  tecnico  di  finanza, al
          Ministero dell'industria, del commercio e  dell'artigianato
          ed  al  Ministero  dell'ambiente,  anche  ai fini di quanto
          previsto  dall'art.  3,  comma  2.  Restano  esclusi  dalle
          verifiche  di  cui  al presente comma gli impianti inseriti
          dal titolare nei programmi di chiusura e smantellamento  di
          cui  ai commi 1 e 2 dell'art. 3, fermi restando i poteri di
          intervento in caso di rischio sanitario  o  ambientale.  Il
          controllo,  la  verifica e la certificazione concernenti la
          sicurezza  sanitaria  necessaria  per   le   autorizzazioni
          previste dal presente articolo sono effettuati dall'azienda
          sanitaria   locale  competente  per  territorio,  ai  sensi
          dell'art. 7 del decreto legislativo 30  dicembre  1992,  n.
          50, e successive modifiche e integrazioni".
           -   Il   decreto  legislativo  30  aprile  1992,  n.  285,
          pubblicato in Gazzetta Ufficiale 18 maggio  1992,  n.  114,
          supplemento ordinario, reca: "Nuovo codice della strada".
           -  Il  decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre
          1992, n.  495, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 28 dicembre
          1992, n. 303, supplemento ordinario, reca: "Regolamento  di
          esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada".
           -  Il  testo  dell'art.  3,  comma  2,  del citato decreto
          legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, e' il seguente:
           "2. Il titolare di una o piu' autorizzazioni  di  impianti
          incompatibili   con  la  normativa  urbanistica  o  con  le
          disposizioni a tutela dell'ambiente, del traffico urbano ed
          extraurbano,  della  sicurezza  stradale  e  dei  beni   di
          interesse   storico   e   architettonico  e,  comunque,  in
          contrasto con le disposizioni emanate dalle regioni  e  dai
          comuni,  ha la facolta' di presentare al comune competente,
          alla regione e al Ministero dell'industria, del commercio e
          dell'artigianato,  entro  sessanta  giorni  dalla  data  di
          entrata  in  vigore  del  presente  decreto legislativo, un
          proprio  programma  di  chiusura  e  smantellamento   degli
          impianti,  ovvero  di  adeguamento  alla vigente normativa,
          articolato  per  fasi  temporali,  da  effettuare  entro  i
          successivi  diciotto mesi nei comuni capoluogo di provincia
          e due anni negli  altri  comuni,  trasmettendone  copia  al
          Ministero dell'ambiente. l titolari di impianti non a norma
          sono  comunque  tenuti  a  presentare il predetto programma
          entro e non oltre trenta giorni dalla comunicazione di  cui
          all'art.  1, comma 5. I comuni verificano l'adeguatezza dei
          programmi  di  conformazione  alla  normativa   vigente   e
          l'attuazione dei medesimi. In assenza del programma, ovvero
          in caso di inadeguatezza o mancato rispetto del medesimo, e
          comunque,  accertata la non conformita' alle vigenti norme,
          allo scadere dei termini  previsti  le  autorizzazioni  dei
          predetti  impianti  sono  revocate.  l  comuni  adottano  i
          provvedimenti conseguenti, anche  ai  fini  del  ripristino
          delle aree".