Art. 5.
  1.  Il  comma   2  dell'articolo  1  del   decreto  legislativo  11
febbraio1998, n. 32, e' sostituito dal seguente:
  " 2. L'attivita'  di cui al comma 1  e' soggetta all'autorizzazione
del comune in cui essa e' esercitata. L'autorizzazione e' subordinata
esclusivamente alla verifica della  conformita' alle disposizioni del
piano regolatore, alle prescrizioni fiscali e a quelle concernenti la
sicurezza sanitaria, ambientale e  stradale, alle disposizioni per la
tutela dei beni storici e  artistici, nonche' alle norme di indirizzo
programmatico  delle regioni.  Insieme  all'autorizzazione il  comune
rilascia le concessioni edilizie necessarie ai sensi dell'articolo 2.
L'autorizzazione  e' subordinata  al rispetto  delle prescrizioni  di
prevenzione  incendi  secondo le  procedure  di  cui al  decreto  del
Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37.".
  2. All'articolo  1, comma  4, del  decreto legislativo  11 febbraio
1998, n.  32, le parole:  "ufficio tecnico erariale"  sono sostituite
dalle seguenti: "ufficio tecnico di finanza".
  3. All'articolo  10, comma 4,  del decreto legislativo  11 febbraio
1998, n.  32, la parola:  "semestrali" e' sostituita  dalla seguente:
"annuali".
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
   Dato a Roma, addi' 8 settembre 1999
                               CIAMPI
                                  D'Alema,  Presidente  del Consiglio
                                  dei Ministri
                                  Bersani,  Ministro  dell'industria,
                                  del commercio e dell'artigianato
                                  Micheli,    Ministro   dei   lavori
                                  pubblici
                                  Russo      Jervolino,      Ministro
                                  dell'interno
                                  Visco, Ministro delle finanze
                                  Piazza,  Ministro  per  la funzione
                                  pubblica
                                  Bellillo, Ministro per  gli  affari
                                  regionali
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
 
          Note all'art. 5:
           -  Il  testo dell'art. 1 del citato decreto legislativo 11
          febbraio  1998,  n.  32,  come   modificato   dal   decreto
          legislativo che qui si pubblica, e' il seguente:
           "Art.  1  (Norme  per  liberalizzare  la distribuzione dei
          carburanti).    -  1.  L'installazione  e  l'esercizio   di
          impianti   di  distribuzione  dei  carburanti,  di  seguito
          denominati   ''impianti'',   sono   attivita'   liberamente
          esercitate sulla base dell'autorizzazione di cui al comma 2
          e con le modalita' di cui al presente decreto. Il regime di
          concessione  di cui all'art. 16, comma 1, del decreto-legge
          26 ottobre 1970, n.  745,  convertito,  con  modificazioni,
          dalla  legge 18 dicembre 1970, n. 1034, cessa dalla data di
          entrata in  vigore  del  presente  decreto.  Le  regioni  a
          statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano
          provvedono  a  quanto disposto dal presente decreto secondo
          le previsioni dei rispettivi statuti e delle relative norme
          di attuazione.
           2.  L'attivita'  di   cui   al   comma   1   e'   soggetta
          all'autorizzazione  del  comune  in cui essa e' esercitata.
          L'autorizzazione   e'   subordinata   esclusivamente   alla
          verifica  della  conformita'  alle  disposizioni  del piano
          regolatore,  alle   prescrizioni   fiscali   e   a   quelle
          concernenti  la sicurezza sanitaria, ambientale e stradale,
          alle  disposizioni  per  la  tutela  dei  beni  storici   e
          artistici,  nonche'  alle  norme di indirizzo programmatico
          delle  regioni.  Insieme   all'autorizzazione   il   comune
          rilascia   le  concessioni  edilizie  necessarie  ai  sensi
          dell'art. 2.  L'autorizzazione e' subordinata  al  rispetto
          delle   prescrizioni  di  prevenzione  incendi  secondo  le
          procedure di cui al decreto del Presidente della Repubblica
          12 gennaio 1998, n. 37.
           3. Il richiedente trasmette  al  comune,  unitamente  alla
          domanda  di autorizzazione, un'analitica autocertificazione
          corredata della documentazione prescritta dalla legge e  di
          una  perizia  giurata,  redatta  da  un  ingegnere  o altro
          tecnico  competente  per  la  sottoscrizione  del  progetto
          presentato,   iscritto   al  relativo  albo  professionale,
          attestanti il rispetto delle prescrizioni di cui al comma 2
          e dei criteri di cui all'art. 2, comma 1. Trascorsi novanta
          giorni dal ricevimento degli atti, la domanda si  considera
          accolta  se non e' comunicato al richiedente il diniego. Il
          sindaco, sussistendo ragioni di  pubblico  interesse,  puo'
          annullare  l'assenso  illegittimamente formatosi, salvo che
          l'interessato provveda a sanare i  vizi  entro  il  termine
          fissato dal comune stesso.
           4.  In  caso  di  trasferimento  della  titolarita'  di un
          impianto, le parti ne danno comunicazione al  comune,  alla
          regione  e  all'ufficio  tecnico  di finanza entro quindici
          giorni.
           5. Le  concessioni  di  cui  all'art.  16,  comma  1,  del
          decreto-legge  26  ottobre  1970,  n.  745, convertito, con
          modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034,  sono
          convertite  di diritto in autorizzazione ai sensi del comma
          2. Fermo restando quanto previsto dall'art. 3, comma  2,  i
          soggetti  gia' titolari di concessione, senza necessita' di
          alcun atto amministrativo, possono proseguire  l'attivita',
          dandone   comunicazione   al  comune,  alla  regione  e  al
          competente  ufficio  tecnico  di  finanza.   Le   verifiche
          sull'idoneita'   tecnica   degli  impianti  ai  fini  della
          sicurezza sanitaria e ambientale sono effettuate al momento
          del collaudo e non oltre  quindici  anni  dalla  precedente
          verifica. Gli impianti in esercizio alla data di entrata in
          vigore del presente decreto legislativo sono sottoposti dal
          comune   a   verifica,  comprendente  anche  i  profili  di
          incompatibilita' di cui all'art. 3, comma 2,  entro  e  non
          oltre  il  30  giugno  1998. Le risultanze concernenti tali
          verifiche sono comunicate all'interessato e trasmesse  alla
          regione,  al  competente  ufficio  tecnico  di  finanza, al
          Ministero dell'industria, del commercio e  dell'artigianato
          ed  al  Ministero  dell'ambiente,  anche  ai fini di quanto
          previsto dall'art.   3,  comma  2.  Restano  esclusi  dalle
          verifiche  di  cui  al presente comma gli impianti inseriti
          dal titolare nei programmi di chiusura e smantellamento  di
          cui  ai commi 1 e 2 dell'art. 3, fermi restando i poteri di
          intervento in caso di rischio sanitario  o  ambientale.  Il
          controllo,  la  verifica e la certificazione concernenti la
          sicurezza  sanitaria  necessaria  per   le   autorizzazioni
          previste dal presente articolo sono effettuati dall'azienda
          sanitaria   locale  competente  per  territorio,  ai  sensi
          dell'art. 7 del decreto legislativo 30  dicembre  1992,  n.
          502, e successive modifiche e integrazioni.
           6.  La  gestione  degli  impianti puo' essere affidata dal
          titolare dell'autorizzazione ad altri soggetti, di  seguito
          denominati   gestori,  mediante  contratti  di  durata  non
          inferiore  a  sei  anni  aventi  per  oggetto  la  cessione
          gratuita  dell'uso  di tutte le attrezzature fisse e mobili
          finalizzate alla distribuzione di  carburanti  per  uso  di
          autotrazione,  secondo  le  modalita'  e i termini definiti
          dagli   accordi   interprofessionali   stipulati   fra   le
          associazioni  di  categoria piu' rappresentative, a livello
          nazionale, dei gestori e dei titolari  dell'autorizzazione.
          Gli  altri aspetti contrattuali e commerciali sono regolati
          in conformita' con i predetti accordi interprofessionali. I
          medesimi  accordi  interprofessionali   si   applicano   ai
          titolari   di   autorizzazione  e  ai  gestori;  essi  sono
          depositati  presso   il   Ministero   dell'industria,   del
          commercio   e   dell'artigianato   che   ne   assicura   la
          pubblicita'.  Gli  accordi  interprofessionali  di  cui  al
          presente  comma  prevedono  un  tentativo  obbligatorio  di
          conciliazione delle controversie  contrattuali  individuali
          secondo  le modalita' e i termini ivi definiti. Il Ministro
          dell'industria,  del  commercio  e   dell'artigianato,   su
          richiesta  di  una  delle  parti, esperisce un tentativo di
          mediazione delle vertenze collettive.
           7. I contratti di  affidamento  in  uso  gratuito  di  cui
          all'art.  16  del  decreto-legge  26  ottobre 1970, n. 745,
          convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  18  dicembre
          1970,  n.  1034, tra concessionari e gestori esistenti alla
          data di entrata in vigore del presente decreto  legislativo
          restano in vigore fino alla loro scadenza, anche in caso di
          trasferimento  della  titolarita'  del relativo impianto. A
          tali contratti si applicano le norme contenute nel comma  6
          per quanto riguarda la conciliazione delle controversie.
           8.  Gli  aspetti  relativi agli acquisti in esclusiva sono
          disciplinati  in  conformita'  alle  disposizioni  adottate
          dall'Unione europea.
           9.      Nell'area     dell'impianto     possono     essere
          commercializzati,  previa  comunicazione  al  comune,  alle
          condizioni  previste  dai contratti di cui al comma 6 e nel
          rispetto  delle  vigenti  norme  in  materia  sanitaria   e
          ambientale,  altri  prodotti  secondo  quanto  previsto con
          decreto  del  Ministro  dell'industria,  del  commercio   e
          dell'artigianato.
           Gli  interventi  di  ordinaria  e  minuta  manutenzione  e
          riparazione dei veicoli a motore di cui  agli  articoli  1,
          comma  2, secondo periodo, e 6 della legge 5 febbraio 1992,
          n.  122,  possono  essere  effettuati  dai  gestori   degli
          impianti.
           10.  Ogni  pattuizione  contraria  al presente articolo e'
          nulla  di  diritto.  Le  clausole  previste  dal   presente
          articolo   sono   di  diritto  inserite  nel  contratto  di
          gestione, anche in  sostituzione  delle  clausole  difformi
          apposte dalle parti".
           -  Il  decreto  del Presidente della Repubblica 12 gennaio
          1998, n.   37, pubblicato in Gazzetta  Ufficiale  10  marzo
          1998,  n.  57,  reca:   "Regolamento recante disciplina dei
          procedimenti relativi alla  prevenzione  incendi,  a  norma
          dell'art. 20, comma 8, della legge 15 marzo 1998, n. 59".
           -  Il  testo  dell'art.  10,  comma  4, del citato decreto
          legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, cosi' come  modificato
          dal   decreto  legislativo  che  qui  si  pubblica,  e'  il
          seguente:
           "4.  A  decorrere  dal  1   gennaio   1999,   le   aziende
          distributrici  assicurano  i  servizi  di  installazione  e
          manutenzione dei  serbatoi  riforniti,  effettuando  visite
          annuali  e  rilasciando  apposita  certificazione, ai sensi
          della legge 5 marzo 1990, n. 46, e successive modificazioni
          e integrazioni. Le aziende che riforniscono serbatoi  privi
          della  predetta certificazione o con certificazione scaduta
          sono punite con la sanzione amministrativa da venti a cento
          milioni di lire. Gli utenti possono richiedere la  medesima
          certificazione  a  uno  dei  soggetti previsti dalla citata
          legge n. 46 del 1990, anziche' alle aziende  distributrici,
          esonerandole espressamente".