IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Visto l'art. 1, comma 845, della legge 27 dicembre 2006, n. 296
(legge finanziaria 2007) e successive modificazioni e integrazioni,
che prevede che il Ministro dello sviluppo economico puo' istituire,
con proprio decreto, specifici regimi di aiuto in conformita' alla
normativa comunitaria;
Visto il regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17
giugno 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea
L 187 del 26 giugno 2014, e successive modifiche e integrazioni, che
dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno
in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea e, in particolare, l'art. 14, che
stabilisce le condizioni per ritenere compatibili con il mercato
comune ed esenti dall'obbligo di notifica gli aiuti a finalita'
regionale per gli investimenti;
Vista la Carta degli aiuti di Stato a finalita' regionale
2014-2020, approvata dalla Commissione europea il 16 settembre 2014,
di cui al comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione
europea C 369 del 17 ottobre 2014, e successive modifiche e
integrazioni;
Visto il regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18
dicembre 2013, recante la disciplina per l'applicazione degli
articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea
agli aiuti de minimis, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
dell'Unione europea L 352 del 24 dicembre 2013;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico 9 marzo
2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
del 17 luglio 2018, n. 164, come successivamente modificato dal
decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 maggio 2018,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 13
agosto 2018, n. 187, che istituisce un regime di aiuto in favore di
programmi di investimento innovativi, coerenti con il Piano nazionale
Impresa 4.0, in grado di favorire il miglioramento competitivo delle
piccole e medie imprese operanti nei territori delle regioni «meno
sviluppate» con l'utilizzo di risorse afferenti le Azioni 3.1.1 e
4.2.1 del citato PON «Imprese e competitivita'» 2014-2020 e la
programmazione nazionale complementare;
Visto il regime di aiuto n. SA.51747, registrato in data 27 luglio
2018, inerente l'intervento agevolativo a sostegno della
realizzazione nelle regioni meno sviluppate di programmi di
investimento innovativi coerenti con il Piano nazionale Impresa 4.0,
diretti a favorire la transizione delle piccole e medie imprese verso
la «Fabbrica intelligente»;
Visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento e del
Consiglio europeo, del 17 dicembre 2013, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale dell'Unione europea L 347 del 20 dicembre 2013, che abroga
il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio e che stabilisce
disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR),
sul Fondo sociale europeo (FSE), sul Fondo di coesione, sul Fondo
europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e sul Fondo europeo
per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), nonche' disposizioni
generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale
europeo e sul Fondo di coesione;
Visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole
finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che
modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n.
1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013,
(UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e
abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012;
Visto, in particolare, l'art. 9 del sopra citato regolamento (UE)
n. 1303/2013 e successive modifiche, che tra gli obiettivi tematici
che contribuiscono alla realizzazione della strategia dell'Unione per
una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, individua la
promozione della competitivita' delle piccole e medie imprese
(obiettivo tematico 3);
Visto il Programma operativo nazionale «Imprese e competitivita'»
2014-2020 FESR, adottato con decisione della Commissione europea
C(2015) 4444 final, del 23 giugno 2015, come modificato con decisione
della Commissione europea C(2015) 8450 final, del 24 novembre 2015,
con decisione della Commissione europea C(2017) 8390 final, del 7
dicembre 2017 e da ultimo con decisione della Commissione europea
C(2018)9117 final, del 19 dicembre 2018 (nel seguito, PON «Imprese e
competitivita'»);
Vista, in particolare, l'Azione 3.1.1 «Aiuti per investimenti in
macchinari, impianti e beni intangibili e accompagnamento dei
processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale» dell'Asse
III, «Competitivita' PMI», del PON «Imprese e competitivita'», che
prevede interventi di rapida e semplificata attuazione, con ricadute
immediate sui sistemi produttivi territoriali, al fine di sostenere
la competitivita' e lo sviluppo tecnologico delle imprese localizzate
nelle regioni del Mezzogiorno;
Vista la convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico,
l'Agenzia nazionale per l'attrazione di investimenti e lo sviluppo di
impresa e l'Associazione bancaria italiana per la regolamentazione
dei conti correnti vincolati previsti ai fini dell'erogazione degli
aiuti disciplinati dal citato decreto ministeriale 9 marzo 2018;
Vista l'indagine conoscitiva parlamentare su «Industria 4.0: quale
modello applicare al tessuto industriale italiano. Strumenti per
favorire la digitalizzazione delle filiere industriali nazionali»,
approvata all'unanimita' nella seduta del 30 giugno 2016 dalla X
Commissione permanente (attivita' produttive, commercio e turismo)
sulla base del quale e' stato elaborato il Piano Nazionale Industria
4.0 e, in particolare, le tecnologie abilitanti individuate
all'interno della predetta indagine conoscitiva;
Vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato
delle regioni COM(2015) 614 final del 2 dicembre 2015 «Verso
un'economia circolare: programma per un'Europa a zero rifiuti»
recante un piano d'azione per contribuire ad accelerare la
transizione dell'Europa verso un'economia circolare, stimolare la
competitivita' a livello mondiale, promuovere una crescita economica
sostenibile e creare nuovi posti di lavoro;
Visto il documento elaborato dal Ministero dello sviluppo economico
e dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare «Verso un modello di economia circolare per l'Italia - Documento
di inquadramento e di posizionamento strategico» avente l'obiettivo
di fornire un inquadramento generale dell'economia circolare nonche'
di definire, su tale tema, il posizionamento strategico dell'Italia;
Visto il decreto del direttore generale per gli incentivi alle
imprese del Ministero dello sviluppo economico 6 marzo 2017 recante
indirizzi operativi per i soggetti beneficiari del PON «Imprese e
competitivita'», pubblicato nel portale del Programma
(www.ponic.gov.it);
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio 2018,
n. 22, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
del 26 marzo 2018, n. 71, con cui e' stato emanato il regolamento
recante i criteri sull'ammissibilita' delle spese per i programmi
cofinanziati dai Fondi strutturali di investimento europei (SIE) per
il periodo di programmazione 2014/2020;
Visti i criteri di selezione delle operazioni del PON «Imprese e
competitivita'», approvati dal Comitato di sorveglianza il 25
settembre 2018;
Considerato che, con nota prot. Ares(2018)5092947 del 4 ottobre
2018, la Commissione europea, al fine di consentire l'ampliamento del
campo di applicazione degli strumenti previsti dalla citata Azione
3.1.1, ha acconsentito l'utilizzo delle risorse del PON «Imprese e
competitivita'» anche per agevolare i programmi di investimento non
riconducibili agli ambiti della Strategia nazionale di
specializzazione intelligente, considerando la coerenza dei programmi
con la citata Strategia quale criterio di priorita'/premialita' e non
come requisito necessario nella selezione delle operazioni;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni e
integrazioni, che detta norme in materia di procedimento
amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 e successive
modificazioni e integrazioni, recante «Disposizioni per la
razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese,
a norma dell'art. 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997,
n. 59»;
Vista la legge 11 novembre 2011, n. 180, recante «Norme per la
tutela della liberta' d'impresa. Statuto delle imprese»;
Visto l'art. 52, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 e
successive modifiche e integrazioni, che prevede che, al fine di
garantire il rispetto dei divieti di cumulo e degli obblighi di
trasparenza e di pubblicita' previsti dalla normativa europea e
nazionale in materia di aiuti di Stato, i soggetti pubblici o privati
che concedono ovvero gestiscono i predetti aiuti trasmettono le
relative informazioni alla banca dati, istituita presso il Ministero
dello sviluppo economico ai sensi dell'art. 14, comma 2, della legge
5 marzo 2001, n. 57, che assume la denominazione di «Registro
nazionale degli aiuti di Stato»;
Visto il regolamento 31 maggio 2017, n. 115, recante la disciplina
per il funzionamento del Registro nazionale degli aiuti di Stato;
Visto, in particolare, l'art. 9, comma 1, del predetto regolamento,
che prevede che, al fine di identificare ciascun aiuto individuale
nell'ambito del Registro nazionale degli aiuti di Stato, il soggetto
concedente e' tenuto alla registrazione dell'aiuto individuale prima
della concessione dello stesso attraverso la procedura informatica
disponibile sul sito web del Registro medesimo;
Visto l'art. 2, comma 2, del decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico 20 febbraio
2014, n. 57, il quale prevede che le pubbliche amministrazioni, in
sede di concessione di finanziamenti, tengano conto del rating di
legalita' delle imprese sulla base di quanto previsto all'art. 3 del
medesimo decreto, quindi anche attraverso l'attribuzione di un
punteggio aggiuntivo;
Considerata l'esigenza di sostenere la realizzazione di
investimenti innovativi in grado di favorire la trasformazione
tecnologica e digitale dell'impresa tramite l'implementazione di
tecnologie abilitanti in linea con il piano Impresa 4.0, nonche' la
transizione del tessuto economico verso il paradigma dell'economia
circolare al fine di promuovere una crescita economica sostenibile
connessa alla creazione di nuovi posti di lavoro;
Considerata l'attuale disponibilita' di risorse finanziarie sulla
richiamata azione 3.1.1 dell'Asse III, «Competitivita' PMI», del PON
«Imprese e competitivita'»;
Decreta:
Art. 1
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto, sono adottate le seguenti
definizioni:
a) «Agenzia»: l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli
investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.a. - Invitalia;
b) «comunicazione n. 14/2008»: la comunicazione della Commissione
europea relativa alla revisione del metodo di fissazione dei tassi di
riferimento e di attualizzazione (2008/C 14/02);
c) «Carta degli aiuti di Stato a finalita' regionale»: la Carta
degli aiuti a finalita' regionale valida per il periodo 2014-2020,
contenente l'elenco delle aree del territorio nazionale che
soddisfano i requisiti di cui all'art. 107, paragrafo 3, lettere a) e
c), del TFUE, approvata dalla Commissione europea il 16 settembre
2014 (SA 38930) e di cui al comunicato pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale dell'Unione europea C 369 del 17 ottobre 2014,
successivamente modificata con decisione della Commissione europea
C(2016) 5938 final, del 23 settembre 2016;
d) «conto corrente vincolato»: contratto di conto corrente il cui
funzionamento e' disciplinato da un'apposita convenzione tra il
Ministero dello sviluppo economico, l'Agenzia e l'Associazione
bancaria italiana (ABI) sottoscritta nell'ambito del decreto
ministeriale 9 marzo 2018, che consente il pagamento dei fornitori
dei beni agevolati in tempi celeri e strettamente correlati al
versamento sul suddetto conto corrente, da parte
dell'amministrazione, delle agevolazioni spettanti al soggetto
beneficiario e, da parte di quest'ultima, della quota di
cofinanziamento del programma di investimento a suo carico;
e) «Convenzione»: la «Convenzione per la regolamentazione dei
rapporti e dei trasferimenti delle risorse tra il Ministero dello
sviluppo economico e l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli
investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.a. - Invitalia, in ordine
all'attuazione degli interventi di cui al decreto del Ministro dello
sviluppo economico 9 marzo 2018», sottoscritta dal direttore generale
per gli incentivi alle imprese del Ministero dello sviluppo economico
e dall'Amministratore delegato dell'Agenzia in data 26 novembre 2018
e approvata con decreto del direttore generale per gli incentivi alle
imprese del Ministero dello sviluppo economico del 27 novembre 2018;
f) «delocalizzazione»: il trasferimento della stessa attivita' o
attivita' analoga o di una loro parte da uno stabilimento situato in
una parte contraente dello Spazio economico europeo (SEE)
(stabilimento iniziale) verso lo stabilimento situato in un'altra
parte contraente del SEE in cui viene effettuato l'investimento
sovvenzionato (stabilimento sovvenzionato). Vi e' trasferimento se il
prodotto o servizio nello stabilimento iniziale e in quello
sovvenzionato serve almeno parzialmente per le stesse finalita' e
soddisfa le richieste o le esigenze dello stesso tipo di clienti e vi
e' una perdita di posti di lavoro nella stessa attivita' o attivita'
analoga in uno degli stabilimenti iniziali del beneficiario nel SEE;
g) «Liberi professionisti»: coloro che, a prescindere dalla forma
giuridica rivestita, svolgono un'attivita' economica inerente
all'esercizio delle professioni intellettuali di cui all'art. 2229
del codice civile o delle professioni non organizzate in ordini o
collegi di cui all'art. 1, comma 2, della legge 14 gennaio 2013, n.
4;
h) «Ministero»: il Ministero dello sviluppo economico;
i) «PMI»: le imprese di micro, piccola e media dimensione, come
definite dalla Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE
del 6 maggio 2003, dal decreto del Ministro dello sviluppo economico
18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12
ottobre 2005, recante Adeguamento alla disciplina comunitaria dei
criteri di individuazione di piccole e medie imprese, nonche'
dall'allegato I del regolamento GBER;
j) «rating di legalita'»: certificazione istituita dall'art.
5-ter del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, le cui modalita'
attuative sono disciplinate dalla delibera dell'Autorita' garante
della concorrenza e del mercato 15 maggio 2018, n. 27165, e dal
decreto dei Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo
economico 20 febbraio 2014, n. 57;
k) «Regioni meno sviluppate»: le Regioni Basilicata, Calabria,
Campania, Puglia, Sicilia;
l) «Regolamento de minimis»: il regolamento (UE) n. 1407/2013
della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione
degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione
europea agli aiuti di importanza minore (de minimis), pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea n. L 352 del 24 dicembre
2013;
m) «Regolamento GBER»: il regolamento (UE) n. 651/2014 della
Commissione, del 17 giugno 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
dell'Unione europea L 187 del 26 giugno 2014, come modificato dal
regolamento (UE) 2017/1084 della Commissione, del 14 giugno 2017,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea L 156 del 20
giugno 2017, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con
il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del TFUE;
n) «Regolamento (UE) 1303/2013»: il regolamento (UE) n. 1303/2013
del Parlamento e del Consiglio europeo, del 17 dicembre 2013,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea L 347 del 20
dicembre 2013, e successive modifiche, che abroga il regolamento (CE)
n. 1083/2006 del Consiglio e che stabilisce disposizioni comuni sul
Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo sociale europeo
(FSE), sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo
sviluppo rurale (FEASR) e sul Fondo europeo per gli affari marittimi
e la pesca (FEAMP), nonche' disposizioni generali sul Fondo europeo
di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di
coesione;
o) «tasso base»: il tasso base pubblicato dalla Commissione
europea all'indirizzo internet
http://ec.europa.eu/competition/state_aid/legislation/reference_rates
.html;
p) «TFUE»: Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, gia'
Trattato che istituisce la Comunita' europea;
q) «unita' produttiva»: struttura produttiva dotata di autonomia
tecnica, organizzativa, gestionale e funzionale, eventualmente
articolata su piu' sedi o impianti, anche fisicamente separati ma
funzionalmente collegati.