Art. 13 
 
                    Proroga di termini in materia 
                    di infrastrutture e trasporti 
 
  1. All'articolo 207, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020,  n.
34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77,
le parole "30  giugno  2021"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "31
dicembre 2021". 
  1-bis. All'articolo 8, comma 4, lettera a),  del  decreto-legge  16
luglio 2020, n. 76, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  11
settembre 2020, n. 120, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al  primo  periodo,  le  parole:  "alla  medesima  data"  sono
sostituite dalle seguenti: "alla  data  del  15  giugno  2021"  e  le
parole: "entro quindici giorni dalla data di entrata  in  vigore  del
presente decreto" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 30 giugno
2021"; 
    b) al terzo periodo sono aggiunte, in fine, le  seguenti  parole:
"nei  limiti  della   disponibilita'   finanziaria   della   stazione
appaltante e compatibilmente con le risorse annuali stanziate per  lo
specifico intervento cui  lo  stato  di  avanzamento  dei  lavori  si
riferisce". 
  2.  All'articolo  1  del  decreto-legge  18  aprile  2019,  n.  32,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14  giugno  2019,  n.  55,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 4, le  parole  "Per  gli  anni  2019  e  2020",  sono
sostituite dalle seguenti: "Per gli anni 2019, 2020 e 2021". 
    b) al comma 6,  le  parole  "Per  gli  anni  2019  e  2020"  sono
sostituite dalle seguenti: "Per gli anni 2019, 2020 e 2021"; 
    b-bis) al comma 10, le parole: "Fino al 31  dicembre  2020"  sono
sostituite dalle seguenti: "Fino al 31 dicembre 2021"; 
    c) al comma 18, primo periodo, le parole  "fino  al  31  dicembre
2020" sono sostituite dalle seguenti: "fino al 30 giugno 2021"  e  al
secondo periodo, le parole "Fino alla medesima data di cui al periodo
precedente" sono sostituite dalle  seguenti:  "Fino  al  31  dicembre
2021". 
  3. All'articolo 1 del decreto legislativo 15  marzo  2011,  n.  35,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 3, le parole "1° gennaio 2021" sono sostituite  dalle
seguenti: "1° gennaio 2022"; 
    b) al comma 4, le parole "31 dicembre 2020" sono sostituite dalle
seguenti: "31 dicembre 2021". 
  4. All'articolo 103-bis del decreto-legge 17  marzo  2020,  n.  18,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,  le
parole "fino al 31 dicembre 2020"  sono  sostituite  dalle  seguenti:
"fino al 31 agosto 2021". 
  5. All'articolo 13, comma 3, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n.
162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020,  n.
8, le parole "relative all'anno 2020" sono sostituite dalle seguenti:
"relative all'anno 2020 e all'anno 2021" e le parole "non oltre il 31
luglio 2020" sono sostituite dalle seguenti: "non oltre il 31  luglio
2021". 
  6. In  considerazione  della  situazione  emergenziale  determinata
dalla  diffusione  del  COVID-19,   per   le   domande   dirette   al
conseguimento della patente di guida presentate nel  corso  dell'anno
2020, la prova di controllo  delle  cognizioni  di  cui  al  comma  1
dell'articolo 121, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e'
espletata entro un anno dalla data di presentazione della domanda. 
  6-bis. Al fine di ridurre l'arretrato  in  materia  di  svolgimento
delle prove di verifica delle capacita' e dei  comportamenti  per  il
conseguimento delle abilitazioni di guida di cui all'articolo 116 del
codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, determinato dalla carenza di personale in  servizio  presso  gli
uffici  della  motorizzazione  civile  adibito   alla   funzione   di
esaminatore e aggravato dall'attuazione delle misure di  contenimento
dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, fino al 31  dicembre  2021
le predette prove possono essere svolte, per i servizi effettuati  ai
sensi dell'articolo 19 della legge 1° dicembre 1986, n. 870, anche da
personale degli  uffici  della  motorizzazione  civile  collocato  in
quiescenza, abilitato ai sensi dell'articolo 121, commi  3  e  5-bis,
del citato codice di cui al decreto legislativo n. 285 del  1992.  Al
personale ausiliario adibito alla funzione di esaminatore di  cui  al
primo periodo e' riconosciuto un compenso,  a  carico  esclusivo  dei
richiedenti il servizio, determinato secondo le modalita' di  cui  ai
commi 1, 2, 3 e 4 del citato articolo 19 della legge n. 870 del 1986.
Con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti  sono
adottate le disposizioni attuative del presente comma e le  modalita'
di accreditamento del personale ausiliario adibito alla  funzione  di
esaminatore presso la Direzione generale per  la  motorizzazione  del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. 
  7. All'articolo 200, comma 5, del decreto-legge 19 maggio 2020,  n.
34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77,
dopo le parole "per l'esercizio 2020" sono inserite le  seguenti:  "e
per l'esercizio 2021". 
  7-bis.   In   considerazione   della   situazione   di    emergenza
epidemiologica da COVID-19, relativamente agli impianti a fune la cui
vita tecnica e' in scadenza tra il 31  gennaio  2020  e  la  data  di
cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da  COVID-19,  gli
adempimenti per il  proseguimento  dell'esercizio  dopo  la  scadenza
della vita tecnica, previsti dal paragrafo 2.5 dell'allegato  tecnico
A annesso al  regolamento  di  cui  al  decreto  del  Ministro  delle
infrastrutture e  dei  trasporti  1°  dicembre  2015,  n.  203,  sono
eseguiti entro centoventi giorni dalla data di cessazione del  citato
stato di emergenza. L'esercizio degli  impianti  a  fune  di  cui  al
presente comma e' sospeso fino all'esecuzione  con  esito  favorevole
degli adempimenti di cui al primo periodo. 
  7-ter. All'articolo 14-ter del decreto-legge 8 aprile 2020, n.  23,
convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, sono
apportate le seguenti modificazioni: 
    a)  al  comma  1,  dopo  le  parole:"Al  fine  di  garantire   la
continuita' del servizio di pubblico trasporto  mediante  impianti  a
fune" sono inserite le seguenti:"fino alla cessazione dello stato  di
emergenza epidemiologica da COVID-19"; 
    b) al comma 2, dopo le parole:"per l'anno 2020" sono inserite  le
seguenti:"e comunque fino alla cessazione dello  stato  di  emergenza
epidemiologica da COVID-19"; 
    c) al comma 3, le parole: "dodici  mesi"  sono  sostituite  dalle
seguenti:"ventiquattro mesi". 
  8. All'articolo 1, comma 1082, della legge  27  dicembre  2017,  n.
205, le parole "entro  tre  mesi"  sono  sostituite  dalle  seguenti:
"entro sei mesi". 
  8-bis. All'articolo 1, comma 368, della legge 30 dicembre 2018,  n.
145, al secondo periodo, dopo le  parole:  "emergenza  da  COVID-19,"
sono inserite le seguenti: "per gli anni 2020 e  2021"  e,  al  terzo
periodo, le parole: "per l'anno 2020" sono sostituite dalle seguenti:
"per ciascuno degli anni 2020 e 2021". 
  8-ter. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle  disposizioni  di
cui al comma 8-bis del presente articolo, pari  a  300.000  euro  per
l'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del  Fondo
di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23  dicembre  2014,  n.
190. 
  9. Al fine di consentire la prosecuzione dei  lavori  del  progetto
«Mantova Hub»  nell'anno  2021,  assicurando  la  valorizzazione  del
territorio interessato dal progetto esecutivo e l'eliminazione  delle
interferenze del medesimo progetto con opere,  edifici  o  luoghi  di
interesse sociale, culturale, storico o  religioso,  il  responsabile
unico del procedimento e'  autorizzato  ad  apportare  le  necessarie
modifiche al contratto stipulato, nel rispetto dei documenti di  gara
e  delle  direttive  dell'Unione  europea  in  materia  di  contratti
pubblici. I termini previsti  per  la  conclusione  dei  lavori  sono
conseguentemente prorogati  di  dodici  mesi.  Per  l'attuazione  del
presente comma e' autorizzata la spesa di 6,5 milioni  di  euro,  per
l'anno 2021, a completamento del finanziamento del progetto  «Mantova
Hub». La concessione del finanziamento  e'  condizionata  agli  esiti
istruttori  da  parte  del  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei
trasporti con riguardo al rispetto dei  documenti  di  gara  e  delle
direttive dell'Unione europea in materia di contratti pubblici,  alla
corretta alimentazione del sistema di monitoraggio di cui al  decreto
legislativo 29 dicembre  2011,  n.  229,  e  all'integrale  copertura
finanziaria dell'intervento. 
  10. All'articolo 61, comma 21, secondo periodo,  del  decreto-legge
24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni dalla  legge  21
giugno 2017, n. 96, dopo le parole "31 gennaio 2021" sono inserite le
seguenti:  ad  esclusione  di   quelle   che,   pur   connesse   alla
realizzazione  del  progetto  sportivo  di  cui  al  comma  1,   sono
individuate, con decreto adottato dal  Commissario  entro  15  giorni
dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, come non
indispensabili al regolare  svolgimento  degli  eventi  sportivi.  La
consegna delle opere, individuate con il decreto di  cui  al  secondo
periodo e sottoposte a collaudo tecnico, deve avvenire  entro  il  31
dicembre 2022.". 
  11.  All'articolo  200-bis,   comma   1,   secondo   periodo,   del
decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, le parole "entro  il  31  dicembre
2020" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 30 giugno 2021". 
  12. All'articolo 92, comma 4-bis, del decreto-legge 17 marzo  2020,
n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020,  n.
27, le parole "e fino al 31  dicembre  2020"  sono  sostituite  dalle
seguenti:  "fino   alla   cessazione   dello   stato   di   emergenza
epidemiologica e, comunque, non oltre il 30 aprile 2021". 
  13. La sospensione dell'esecuzione dei  provvedimenti  di  rilascio
degli immobili, anche ad uso non  abitativo,  prevista  dall'articolo
103, comma 6, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e'  prorogata  sino
al 30 giugno 2021 limitatamente ai provvedimenti di rilascio adottati
per mancato pagamento del canone alle scadenze e ai provvedimenti  di
rilascio  conseguenti  all'adozione,  ai  sensi  dell'articolo   586,
secondo comma,  del  codice  di  procedura  civile,  del  decreto  di
trasferimento di immobili pignorati ed abitati  dal  debitore  e  dai
suoi familiari. 
  14. All'articolo 54-ter, comma 1, del decreto-legge 17 marzo  2020,
n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020,  n.
27, le parole "fino  al  31  dicembre  2020"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "fino al 30 giugno 2021". 
  14-bis. All'articolo 1, comma 1138, della legge 27  dicembre  2017,
n.  205,  le  parole:"31  dicembre  2020"   sono   sostituite   dalle
seguenti:"31 dicembre  2021  e  comunque,  se  anteriore,  fino  alla
nomina, ai sensi dell'articolo  4,  comma  1,  del  decreto-legge  18
aprile 2019, n. 32, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  14
giugno 2019, n. 55, dei Commissari straordinari per la  realizzazione
delle opere relative alla tratta ferroviaria Napoli-Bari  e  all'asse
ferroviario AV/AC Palermo-Catania-Messina previste dai commi  1  e  9
del  medesimo  articolo  1  del  decreto-legge  n.  133   del   2014,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 164 del 2014". 
  15. All'articolo 214 del  decreto-legge  19  maggio  2020,  n.  34,
convertito con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, sono
apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1, le parole "riscosse  ai  sensi  dell'articolo  19,
comma 9-bis, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge  3  agosto  2009,  n.  102,  ed  integrate
dall'articolo 15, comma 4, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n.  122",
sono sostituite  dalle  seguenti  "derivanti  dalla  riscossione  dei
canoni previsti dall'articolo 10, comma 3, della  legge  24  dicembre
1993, n. 537, dall'articolo 1, comma 1020, della  legge  27  dicembre
2006, n. 296, dall'articolo 19, comma  9-bis,  del  decreto-legge  1°
luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  3
agosto 2009, n. 102, ed integrate  dall'articolo  15,  comma  4,  del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122"; 
    b) il comma 2 e' sostituito dal seguente:  "2.  La  misura  della
compensazione di cui al comma 1 del presente articolo e' determinata,
nei limiti degli stanziamenti annuali di cui al comma 1, con  decreto
del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze,  da  adottarsi  entro  il  30
aprile 2021, previa acquisizione, entro il  15  marzo  2021,  di  una
rendicontazione di ANAS S.p.A. della riduzione delle entrate  di  cui
al comma 1 riferita, in relazione all'articolo  10,  comma  3,  della
legge 24 dicembre 1993, n. 537 e all'articolo 1,  comma  1020,  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, al differenziale  del  livello  della
circolazione autostradale tra il 23 febbraio 2020 e  il  31  dicembre
2020 e lo stesso periodo dell'anno 2019 e, in relazione  all'articolo
19, comma 9-bis, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, come  integrato
dall'articolo 15, comma 4, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,  n.  122,
agli importi previsti dal Contratto di programma tra Anas S.p.A. e lo
Stato.". 
  16. Al fine di ridurre i tempi di realizzazione dei lavori relativi
al 1° lotto funzionale della tratta AV/AC Verona-Vicenza-Padova e  di
consentire l'attivazione  di  detto  lotto  funzionale  entro  il  31
dicembre 2026, Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.  (R.F.I.  S.p.A.)  e'
autorizzata,   nelle   more   dell'approvazione    dell'Aggiornamento
2020/2021 del Contratto di Programma  -  Parte  Investimenti  tra  il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  R.F.I.  S.p.A.,  a
dare avvio ai  lavori  del  secondo  lotto  costruttivo  Verona-bivio
Vicenza, per un importo complessivo di 1.776 milioni di euro. 
  17. Per i fini di cui al comma 16, la  societa'  R.F.I.  S.p.A.  e'
autorizzata a utilizzare, nel limite  di  726  milioni  di  euro,  le
risorse  previste  nel  vigente  Contratto  di  Programma   -   Parte
Investimenti destinate al finanziamento di altri investimenti  per  i
quali alla data di entrata in vigore della presente disposizione  non
e'  stata  avviata  la  fase  di  progettazione  esecutiva,   nonche'
ulteriori risorse pari a complessivi  euro  1.050  milioni  a  valere
sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma  86,  della
legge  23  dicembre  2005,  n.  266.  Dette  risorse   si   intendono
immediatamente  disponibili  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto ai fini dell'assunzione  di  impegni  giuridicamente
vincolanti  in  favore  dell'intervento   di   cui   al   comma   16.
Nell'aggiornamento 2020/2021 al Contratto  di  Programma  -  -  Parte
Investimenti tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e
R.F.I. s.p.a., ovvero nei successivi atti negoziali,  le  risorse  di
cui al primo periodo  possono  essere  rimodulate  nell'ambito  della
programmazione complessiva delle risorse destinate alla realizzazione
degli investimenti ivi previsti. Entro trenta giorni dall'avvio degli
interventi  relativi  al  secondo  lotto   costruttivo   Verona-bivio
Vicenza, R.F.I. S.p.A. trasmette  apposita  informativa,  tramite  il
Ministero  delle  infrastrutture  e  dei   trasporti,   al   Comitato
interministeriale   per   la   programmazione   economica,   fornendo
indicazione   degli   interventi   oggetto   di    rimodulazione    o
definanziamento. 
  17-bis.  Al  fine  di  assicurare  l'omogeneita'  della   normativa
nazionale con quella dell'Unione europea in materia di requisiti e di
sicurezza delle gallerie ferroviarie del  sistema  ferroviario,  come
definito  dall'articolo  3,  comma  1,  lettera   a),   del   decreto
legislativo 14 maggio 2019, n. 50, con  decreto  del  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti, adottato di concerto con il  Ministro
dell'interno, sentiti il Consiglio superiore dei  lavori  pubblici  e
l'Agenzia  nazionale  per  la  sicurezza  delle  ferrovie   e   delle
infrastrutture stradali e autostradali, sono approvate apposite linee
guida finalizzate  a  garantire  un  livello  adeguato  di  sicurezza
ferroviaria mediante specifiche prescrizioni tecniche di  prevenzione
e di protezione da applicare alle  infrastrutture  ferroviarie  e  ai
veicoli da parte dei gestori e delle imprese ferroviarie. Il  decreto
di cui al primo periodo e'  notificato  alla  Commissione  europea  e
all'Agenzia  dell'Unione  europea   per   le   ferrovie,   ai   sensi
dell'articolo 7, comma 4, del citato decreto legislativo  n.  50  del
2019, ed e' adottato entro trenta giorni dalla data di emissione  del
parere favorevole espresso  dalla  Commissione  europea.  Nelle  more
dell'entrata in vigore del decreto di cui al primo periodo  e  tenuto
conto delle conseguenze derivanti  dall'emergenza  epidemiologica  da
COVID-19, sono differiti al 31 dicembre 2023 i termini previsti dagli
articoli 3, comma 8, 10, comma 2, e 11,  comma  4,  del  decreto  del
Ministro delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  28  ottobre  2005,
pubblicato nel supplemento ordinario n. 89 alla Gazzetta Ufficiale n.
83 dell'8 aprile 2006. 
  17-ter. All'articolo 53, comma  2,  del  decreto-legge  24  gennaio
2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,
n. 27, sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole:  ",  fatti  salvi
quelli finalizzati a garantire piu' elevati livelli di sicurezza  del
sistema   ferroviario   e    che    non    determinino    limitazioni
all'interoperabilita'   o    discriminazioni    nella    circolazione
ferroviaria". 
  18. Agli oneri derivanti dal comma 9, pari a 6,5  milioni  di  euro
per l'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione  delle
proiezioni dello stanziamento del fondo speciale  di  conto  capitale
iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022,  nell'ambito  del
programma «fondi di riserva e  speciali»  della  Missione  «fondi  da
ripartire» dello stato di previsione del  Ministero  dell'economia  e
delle finanze per l'anno 2020, allo  scopo  parzialmente  utilizzando
l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 
  19. Agli effetti in termini di  indebitamento  netto  e  fabbisogno
derivanti dal comma 11, pari a 35 milioni di euro per l'anno 2021, si
provvede mediante utilizzo dei risparmi derivanti  dall'articolo  12,
comma 4, secondo periodo. 
  19-bis.  In   considerazione   dell'emergenza   epidemiologica   da
COVID-19, al fine di  assicurare,  limitatamente  all'anno  2021,  ai
comuni la possibilita' di realizzare gli interventi finalizzati  alla
messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici  e  patrimonio
comunale  e  per  l'abbattimento  delle  barriere  architettoniche  a
beneficio della collettivita', nonche' gli interventi  di  incremento
dell'efficienza energetica e di sviluppo territoriale sostenibile: 
    a) il termine di  cui  all'articolo  30,  comma  14-bis,  secondo
periodo, del decreto-legge 30 aprile 2019,  n.  34,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e'  fissato  al  15
aprile 2021; 
    b) il  termine  di  cui  all'articolo  30,  comma  14-bis,  terzo
periodo, del decreto-legge 30 aprile 2019,  n.  34,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e'  fissato  al  15
agosto 2021; 
    c) il termine  di  cui  all'articolo  30,  comma  14-bis,  quarto
periodo, del decreto-legge 30 aprile 2019,  n.  34,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e'  fissato  al  15
settembre 2021; 
    d) il  termine  di  cui  all'articolo  30,  comma  14-bis,  sesto
periodo, del decreto-legge 30 aprile 2019,  n.  34,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e'  fissato  al  15
gennaio 2022. 
 
          Riferimenti normativi 
 
              - Si riporta il testo dell'articolo 207, comma  1,  del
          citato decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
          modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77: 
              «Art. 207 Disposizioni urgenti per la liquidita'  delle
          imprese appaltatrici 
              1. In relazione alle procedure disciplinate dal decreto
          legislativo 18 aprile 2016, n. 50, i cui  bandi  o  avvisi,
          con i quali si indice una gara, sono gia' stati  pubblicati
          alla data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,
          nonche', in caso di contratti senza pubblicazione di  bandi
          o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data,  siano
          gia' stati inviati gli inviti a presentare le offerte  o  i
          preventivi, ma non siano scaduti i relativi termini,  e  in
          ogni  caso  per  le  procedure  disciplinate  dal  medesimo
          decreto legislativo  avviate  a  decorrere  dalla  data  di
          entrata in vigore del presente decreto e fino alla data del
          31 dicembre  2021,  l'importo  dell'anticipazione  prevista
          dall'articolo 35, comma  18,  del  decreto  legislativo  18
          aprile 2016, n. 50, puo' essere incrementato fino al 30 per
          cento, nei limiti e compatibilmente con le risorse  annuali
          stanziate per ogni singolo intervento a disposizione  della
          stazione appaltante.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 8, comma 4, lettera
          a), del citato decreto-legge 16 luglio 2020,  n.  76,  come
          modificato dalla presente legge: 
              «Art. 8.  Altre  disposizioni  urgenti  in  materia  di
          contratti pubblici 
              1.- 3. (Omissis). 
              4. Con riferimento ai lavori  in  corso  di  esecuzione
          alla data di entrata in vigore del presente decreto: 
                a) il direttore dei lavori adotta, in relazione  alle
          lavorazioni effettuate alla data del 15 giugno 2021 e anche
          in deroga alle specifiche clausole contrattuali,  lo  stato
          di avanzamento dei lavori  entro  il  30  giugno  2021.  Il
          certificato di pagamento  viene  emesso  contestualmente  e
          comunque entro cinque giorni dall'adozione dello  stato  di
          avanzamento. Il pagamento viene effettuato  entro  quindici
          giorni dall'emissione del certificato  di  cui  al  secondo
          periodo nei limiti della disponibilita'  finanziaria  della
          stazione  appaltante  e  compatibilmente  con  le   risorse
          annuali stanziate per lo specifico intervento cui lo  stato
          di avanzamento dei lavori si riferisce; 
                b) - c) (Omissis). 
              5.- 11. (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 1, commi 4, 6, 10 e
          18, dell'articolo 1 del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32
          (Disposizioni urgenti  per  il  rilancio  del  settore  dei
          contratti pubblici, per  l'accelerazione  degli  interventi
          infrastrutturali,   di   rigenerazione    urbana    e    di
          ricostruzione a seguito di eventi sismici), convertito, con
          modificazioni,  dalla  legge  14  giugno   2019,   n.   55,
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 aprile 2019, n.  92,
          come modificato dalla presente legge: 
              «Art. 1. Modifiche al codice dei contratti  pubblici  e
          sospensione sperimentale dell'efficacia di disposizioni  in
          materia di  appalti  pubblici  e  in  materia  di  economia
          circolare 
              1.- 3- (Omissis). 
              4. Per gli anni 2019, 2020 e 2021 i soggetti  attuatori
          di  opere  per  le  quali   deve   essere   realizzata   la
          progettazione possono  avviare  le  relative  procedure  di
          affidamento   anche   in   caso   di   disponibilita'    di
          finanziamenti   limitati    alle    sole    attivita'    di
          progettazione. Le  opere  la  cui  progettazione  e'  stata
          realizzata ai sensi del periodo precedente sono considerate
          prioritariamente    ai    fini    dell'assegnazione     dei
          finanziamenti per la loro realizzazione. 
              5. (Omissis). 
              6. Per gli anni 2019,  2020  e  2021,  i  contratti  di
          lavori  di  manutenzione  ordinaria  e  straordinaria,   ad
          esclusione degli interventi di  manutenzione  straordinaria
          che  prevedono  il  rinnovo  o  la  sostituzione  di  parti
          strutturali delle  opere  o  di  impianti,  possono  essere
          affidati,  nel  rispetto  delle  procedure  di  scelta  del
          contraente previste dal decreto legislativo 18 aprile 2016,
          n. 50, sulla base del progetto definitivo costituito almeno
          da una relazione generale, dall'elenco dei  prezzi  unitari
          delle lavorazioni previste, dal computo metrico-estimativo,
          dal   piano   di   sicurezza   e   di   coordinamento   con
          l'individuazione analitica dei costi della sicurezza da non
          assoggettare a ribasso. L'esecuzione  dei  predetti  lavori
          puo' prescindere dall'avvenuta redazione e approvazione del
          progetto esecutivo. 
              7. - 9. (Omissis) 
              10. Fino al 31 dicembre 2021, possono essere oggetto di
          riserva  anche  gli  aspetti  progettuali  che  sono  stati
          oggetto di verifica ai sensi dell'articolo 25  del  decreto
          legislativo  18  aprile  2016,  n.  50,   con   conseguente
          estensione dell'ambito di applicazione dell'accordo bonario
          di cui all'articolo 205 del medesimo decreto legislativo. 
              11. - 17. (Omissis) 
              18. Nelle more di una complessiva revisione del  codice
          dei contratti pubblici, di cui al  decreto  legislativo  18
          aprile 2016, n. 50, fino  al  30  giugno  2021,  in  deroga
          all'articolo 105, comma 2, del medesimo codice, fatto salvo
          quanto previsto dal comma 5 del medesimo articolo  105,  il
          subappalto e' indicato dalle stazioni appaltanti nel  bando
          di gara e non puo' superare  la  quota  del  40  per  cento
          dell'importo complessivo del contratto di lavori, servizi o
          forniture. Fino al 31 dicembre 2021, sono altresi'  sospese
          l'applicazione del comma 6 dell'articolo 105  e  del  terzo
          periodo del comma 2 dell'articolo 174, nonche' le verifiche
          in sede di  gara,  di  cui  all'articolo  80  del  medesimo
          codice, riferite al subappaltatore. 
              19. - 30. (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 1, commi 3 e 4, del
          decreto legislativo 15 marzo 2011, n. 35 (Attuazione  della
          direttiva 2008/96/CE sulla gestione della  sicurezza  delle
          infrastrutture   stradali),   pubblicato   nella   Gazzetta
          Ufficiale 8 aprile 2011, n. 81: 
              «Art. 1 Finalita' e campo di applicazione  articolo  1,
          direttiva 2008/96/CE 
              1. - 2. (Omissis). 
              3. A  decorrere  dal  1°  gennaio  2016  la  disciplina
          contenuta nel presente decreto si applica anche alle strade
          appartenenti alla rete di interesse nazionale,  individuata
          dal  decreto  legislativo  29  ottobre  1999,  n.  461,   e
          successive modificazioni, non comprese nella rete  stradale
          transeuropea,  siano  esse,  a  quella  data,  in  fase  di
          pianificazione, di progettazione,  in  costruzione  o  gia'
          aperte  al  traffico.  Con  decreto  del   Ministro   delle
          infrastrutture e dei trasporti il termine di decorrenza  di
          cui  al  presente  comma  puo'  essere  prorogato  a   data
          successiva e comunque non oltre il 1° gennaio 2022. 
              4. Entro e non oltre il 31 dicembre 2021, le regioni  e
          le province autonome, nel rispetto dei  principi  stabiliti
          dal presente decreto, dettano la disciplina riguardante  la
          gestione della sicurezza delle infrastrutture  stradali  di
          competenza  delle  regioni  e  degli   enti   locali,   con
          particolare riferimento alle strade finanziate a  totale  o
          parziale carico dell'Unione europea. 
              5. (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 103-bis del  citato
          decreto-legge  17  marzo  2020,  n.  18,  convertito,   con
          modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27: 
              «Art.   103-bis   Proroga    della    scadenza    delle
          certificazioni e dei collaudi dei motopescherecci 
              1.  Tutte  le   certificazioni   e   i   collaudi   dei
          motopescherecci adibiti alla  pesca  professionale  nonche'
          delle  unita'  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica  8  novembre  1991,  n.  435,  rilasciati  dalle
          Amministrazioni statali e dagli organismi riconosciuti,  in
          scadenza in data successiva al 30 gennaio 2020 e fino  alla
          data del 30 settembre 2020, sono prorogati al  31  dicembre
          2020; a decorrere dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
          presente decreto e  fino  al  31  agosto  2021,  in  deroga
          all'articolo 328 del  codice  della  navigazione,  tutti  i
          contratti di arruolamento dei membri dell'equipaggio o  del
          personale dei servizi ausiliari di bordo vengono  stipulati
          dal comandante della nave ovvero dall'armatore o da un  suo
          procuratore nelle forme di cui all'articolo 329 del  codice
          della navigazione, fermo restando  l'obbligo  di  procedere
          alle annotazioni ed alle convalide  previste  dall'articolo
          357, comma 3, del regolamento per l'esecuzione  del  codice
          della  navigazione  (Navigazione  marittima),  di  cui   al
          decreto del Presidente della Repubblica 15  febbraio  1952,
          n. 328.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 13,  comma  3,  del
          citato decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162,  convertito,
          con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8: 
              «Art.  13.   Proroga   di   termini   in   materia   di
          infrastrutture e trasporti 
              1. - 2. (Omissis.) 
              3. Per  i  concessionari  il  cui  periodo  regolatorio
          quinquennale  e'  pervenuto  a  scadenza,  il  termine  per
          l'adeguamento delle tariffe autostradali relative  all'anno
          2020 e all'anno 2021 e' differito sino alla definizione del
          procedimento   di   aggiornamento   dei   piani   economici
          finanziari  predisposti  in   conformita'   alle   delibere
          adottate  ai  sensi  dell'articolo   16,   comma   1,   del
          decreto-legge  n.   109   del   2018,   dall'Autorita'   di
          regolazione dei trasporti di cui all'articolo  articolo  37
          del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.  Entro
          il 30 marzo 2020 i concessionari presentano  al  Concedente
          le  proposte   di   aggiornamento   dei   piani   economico
          finanziari, riformulate ai sensi della predetta  normativa,
          che annullano e sostituiscono ogni precedente  proposta  di
          aggiornamento.   L'aggiornamento   dei   piani    economici
          finanziari presentati nel termine  del  30  marzo  2020  e'
          perfezionato entro e non oltre il 31 luglio 2021. 
              4. - 5-octies. (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 121, comma  1,  del
          citato decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285: 
              «Art. 121 Esame di idoneita' 
              1. L'idoneita' tecnica necessaria per il rilascio della
          patente  di  guida  si  consegue  superando  una  prova  di
          verifica delle capacita' e dei comportamenti ed  una  prova
          di controllo delle cognizioni. 
              2. - 12. (Omissis).». 
              - Si riporta il testo  dell'articolo  116,  del  citato
          decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285: 
              «Art. 116 Patente e abilitazioni professionali  per  la
          guida di veicoli a motore 
              1.  Non  si  possono  guidare  ciclomotori,  motocicli,
          tricicli, quadricicli e autoveicoli senza  aver  conseguito
          la patente di guida  ed,  ove  richieste,  le  abilitazioni
          professionali.   Tali   documenti   sono   rilasciati   dal
          competente ufficio del Dipartimento  per  i  trasporti,  la
          navigazione e i sistemi informativi e statistici a soggetti
          che hanno la residenza in  Italia  ai  sensi  dell'articolo
          118-bis. 
              2. Per sostenere gli esami di idoneita' per la  patente
          di guida occorre presentare apposita domanda al  competente
          ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed
          i sistemi informativi e statistici ed  essere  in  possesso
          dei requisiti fisici e psichici  prescritti.  Il  Ministero
          delle  infrastrutture  e   dei   trasporti,   con   decreti
          dirigenziali, stabilisce il procedimento per  il  rilascio,
          l'aggiornamento  e  il  duplicato,  attraverso  il  proprio
          sistema  informatico,  delle  patenti  di  guida  e   delle
          abilitazioni professionali, con l'obiettivo  della  massima
          semplificazione amministrativa, anche con il coinvolgimento
          dei medici di  cui  all'articolo  119,  dei  comuni,  delle
          autoscuole di cui all'articolo 123 e dei  soggetti  di  cui
          alla legge 8 agosto 1991, n. 264. 
              3. La patente di guida,  conforme  al  modello  UE,  si
          distingue nelle seguenti categorie ed  abilita  alla  guida
          dei veicoli per ciascuna di esse indicati: 
                a) AM: 
                  1) ciclomotori a  due  ruote  (categoria  L1e)  con
          velocita' massima di costruzione non superiore a  45  km/h,
          la cui cilindrata e' inferiore o  uguale  a  50  cm³  se  a
          combustione  interna,  oppure  la  cui   potenza   nominale
          continua massima e' inferiore o uguale a 4 kW per i  motori
          elettrici; 
                  2) veicoli a tre ruote (categoria L2e)  aventi  una
          velocita' massima per costruzione non superiore a 45 km/h e
          caratterizzati da un motore, la cui cilindrata e' inferiore
          o uguale a 50 cm³ se ad accensione comandata, oppure la cui
          potenza massima netta e' inferiore o uguale a 4 kW per  gli
          altri motori a combustione interna, oppure la  cui  potenza
          nominale continua massima e' inferiore o uguale a 4kW per i
          motori elettrici; 
                  3) quadricicli leggeri la  cui  massa  a  vuoto  e'
          inferiore o pari a 350 kg (categoria L6e), esclusa la massa
          delle batterie per i veicoli elettrici,  la  cui  velocita'
          massima per costruzione e' inferiore o uguale a 45  km/h  e
          la cui cilindrata del motore e' inferiore o pari a  50  cm³
          per i motori ad accensione  comandata;  o  la  cui  potenza
          massima netta e' inferiore o uguale a 4 kW  per  gli  altri
          motori, a combustione interna; o la  cui  potenza  nominale
          continua massima e' inferiore o uguale a 4 kW per i  motori
          elettrici; 
                b) A1: 
                  1) motocicli di cilindrata massima di 125  cm³,  di
          potenza massima di 11 kW e con un rapporto potenza/peso non
          superiore a 0,1 kW/kg; 
                  2) tricicli di potenza non superiore a 15 kW; 
                c) A2: motocicli di potenza non superiore a 35 kW con
          un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2  kW/kg  e  che
          non siano derivati da una versione che  sviluppa  oltre  il
          doppio della potenza massima; 
                d) A: 
                  1) motocicli, ossia  veicoli  a  due  ruote,  senza
          carrozzetta (categoria L3e) o  con  carrozzetta  (categoria
          L4e), muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cm³
          se a combustione interna e/o aventi una  velocita'  massima
          per costruzione superiore a 45 km/h; 
                  2) tricicli di potenza superiore  a  15  kW,  fermo
          restando  quanto  previsto  dall'articolo  115,  comma   1,
          lettera e), numero 1); 
                e) B1: quadricicli diversi  da  quelli  di  cui  alla
          lettera a), numero 3), la cui massa a vuoto e' inferiore  o
          pari a 400  kg  (categoria  L7e)  (550  kg  per  i  veicoli
          destinati al trasporto di merci), esclusa  la  massa  delle
          batterie per i veicoli elettrici, e la cui potenza  massima
          netta del motore e'  inferiore  o  uguale  a  15  kW.  Tali
          veicoli sono considerati come tricicli e sono conformi alle
          prescrizioni  tecniche  applicabili   ai   tricicli   della
          categoria  L5e  salvo  altrimenti  disposto  da  specifiche
          disposizioni comunitarie; 
                f) B: autoveicoli la cui  massa  massima  autorizzata
          non  supera  3500  kg  e  progettati  e  costruiti  per  il
          trasporto di non piu' di otto persone oltre al  conducente;
          ai veicoli di questa categoria puo'  essere  agganciato  un
          rimorchio  avente  una  massa   massima   autorizzata   non
          superiore a 750 kg. Agli autoveicoli  di  questa  categoria
          puo' essere agganciato un rimorchio la  cui  massa  massima
          autorizzata  superi  750  kg,  purche'  la  massa   massima
          autorizzata  di  tale  combinazione  non  superi  4250  kg.
          Qualora  tale  combinazione  superi  3500  chilogrammi,  e'
          richiesto il  superamento  di  una  prova  di  capacita'  e
          comportamento  su  veicolo  specifico.  In  caso  di  esito
          positivo, e' rilasciata una patente di guida  che,  con  un
          apposito codice comunitario, indica che  il  titolare  puo'
          condurre tali complessi di veicoli; 
                g) BE: complessi di veicoli composti di  una  motrice
          della categoria B e di un rimorchio o semirimorchio: questi
          ultimi devono avere massa massima autorizzata non superiore
          a 3500 kg; 
                h) C1: autoveicoli diversi da quelli delle  categorie
          D1 o D la cui massa massima autorizzata e' superiore a 3500
          kg, ma non superiore a 7500 kg, progettati e costruiti  per
          il trasporto di non  piu'  di  otto  passeggeri,  oltre  al
          conducente;  agli  autoveicoli  di  questa  categoria  puo'
          essere  agganciato  un  rimorchio  la  cui  massa   massima
          autorizzata non sia superiore a 750 kg; 
                i) C1E: 
                  1) complessi di veicoli  composti  di  una  motrice
          rientrante nella categoria C1 e di un  rimorchio  o  di  un
          semirimorchio la cui massa massima autorizzata e' superiore
          a 750 kg, sempre che la massa autorizzata del complesso non
          superi 12000 kg; 
                  2) complessi di veicoli  composti  di  una  motrice
          rientrante nella categoria B e di  un  rimorchio  o  di  un
          semirimorchio la cui massa autorizzata e' superiore a  3500
          kg, sempre che  la  massa  autorizzata  del  complesso  non
          superi 12000 kg; 
                l) C: autoveicoli diversi da quelli  delle  categorie
          D1 o D la cui massa massima autorizzata e' superiore a 3500
          kg e progettati e costruiti per il trasporto di non piu' di
          otto passeggeri, oltre al conducente; agli  autoveicoli  di
          questa categoria puo' essere agganciato un rimorchio la cui
          massa massima autorizzata non superi 750 kg; 
                m) CE: complessi di veicoli composti di  una  motrice
          rientrante nella categoria C e di  un  rimorchio  o  di  un
          semirimorchio la cui massa massima autorizzata  superi  750
          kg; 
                n) D1: autoveicoli  progettati  e  costruiti  per  il
          trasporto di non piu' di 16 persone, oltre al conducente, e
          aventi una lunghezza massima di 8 metri;  agli  autoveicoli
          di questa categoria puo' essere agganciato un rimorchio  la
          cui massa massima autorizzata non superi 750 kg; 
                o) D1E: complessi di veicoli composti da una  motrice
          rientrante nella categoria D1 e  da  un  rimorchio  la  cui
          massa massima autorizzata e' superiore a 750 kg; 
                p) D:  autoveicoli  progettati  e  costruiti  per  il
          trasporto di piu' di otto persone oltre  al  conducente;  a
          tali autoveicoli puo' essere agganciato un rimorchio la cui
          massa massima autorizzata non superi 750 kg; 
                q) DE: complessi di veicoli composti da  una  motrice
          rientrante nella categoria D e da un rimorchio la cui massa
          massima autorizzata supera 750 kg. 
              4. I mutilati ed i minorati fisici, anche se affetti da
          piu' minorazioni, possono conseguire  la  patente  speciale
          delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B, C1, C, D1 e D,  anche
          se  alla  guida  di  veicoli  trainanti  un  rimorchio.  Le
          suddette patenti possono  essere  limitate  alla  guida  di
          veicoli di particolari tipi e  caratteristiche,  e  possono
          indicare determinate prescrizioni  in  relazione  all'esito
          degli accertamenti di cui all'articolo  119,  comma  4.  Le
          limitazioni   devono   essere   riportate   sulla   patente
          utilizzando  i  codici  comunitari  armonizzati,  ovvero  i
          codici  nazionali  stabiliti   dal   Dipartimento   per   i
          trasporti,  la  navigazione  e  i  sistemi  informativi   e
          statistici. Ai titolari di patente B speciale e' vietata la
          guida di autoambulanze. 
              5. La patente di guida conseguita sostenendo  la  prova
          pratica su veicolo munito di cambio di velocita' automatico
          consente di condurre solo veicoli muniti di  tale  tipo  di
          cambio. Per veicolo dotato di cambio automatico si  intende
          un veicolo nel  quale  non  e'  presente  il  pedale  della
          frizione  o  la  leva  manuale  per  la  frizione,  per  le
          categorie A, A2 o A1. 
              6. La validita' della patente puo'  essere  estesa  dal
          competente ufficio del Dipartimento  per  i  trasporti,  la
          navigazione ed i sistemi informativi e  statistici,  previo
          accertamento dei requisiti fisici e psichici  ed  esame,  a
          categorie di patente diversa da quella posseduta. 
              7. Si puo' essere titolari di un'unica patente di guida
          rilasciata da uno Stato membro dell'Unione europea o  dello
          Spazio economico europeo. 
              8. Ai fini del servizio di noleggio con conducente  per
          trasporto di persone, di  cui  all'articolo  85,  comma  2,
          lettere a), b) c)  e  d),  e  di  servizio  di  piazza  con
          autovetture con  conducente,  di  cui  all'articolo  86,  i
          conducenti,  di  eta'  non  inferiore   a   ventuno   anni,
          conseguono un certificato di abilitazione professionale  di
          tipo KA, se per la guida del veicolo  adibito  ai  predetti
          servizi e' richiesta la patente di guida di  categoria  A1,
          A2 o A, ovvero di tipo KB, se  per  la  guida  del  veicolo
          adibito ai predetti servizi  e'  richiesta  la  patente  di
          guida di categoria B1 o B. 
              9. I certificati di abilitazione professionale  di  cui
          al comma 8  sono  rilasciati  dal  competente  ufficio  del
          Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed  i  sistemi
          informativi e statistici, sulla base dei  requisiti,  delle
          modalita'  e  dei  programmi   di   esame   stabiliti   nel
          regolamento. Ai fini del conseguimento del  certificato  di
          abilitazione professionale di tipo KA e' necessario che  il
          conducente abbia la patente di categoria A1,  A2  o  A;  ai
          fini del  conseguimento  del  certificato  di  abilitazione
          professionale di tipo KB e' necessario  che  il  conducente
          abbia almeno la patente di categoria B1. 
              10.  I  mutilati  ed  i  minorati  fisici,  qualora  in
          possesso almeno delle  patenti  speciali  corrispondenti  a
          quelle  richieste  dal  comma  9,  possono   conseguire   i
          certificati di abilitazione professionale di tipo KA e  KB,
          previa  verifica  della  sussistenza   dei   requisiti   di
          idoneita' fisica e  psichica  da  parte  della  commissione
          medica locale, di cui all'articolo 119, comma 4, sulla base
          delle indicazioni alla stessa fornite dal comitato tecnico,
          ai sensi dell'articolo 119, comma 10. 
              11. Quando richiesto  dalle  disposizioni  comunitarie,
          come  recepite  nell'ordinamento  interno,   i   conducenti
          titolari di patente di guida di categoria  C1  o  C,  anche
          speciale,  ovvero  C1E  o  CE,  conseguono  la   carta   di
          qualificazione del conducente per il trasporto di cose ed i
          conducenti titolari di patente di guida  di  categoria  D1,
          D1E, D e DE  conseguono  la  carta  di  qualificazione  del
          conducente per il trasporto  di  persone.  Quest'ultima  e'
          sempre richiesta nel caso di trasporto di scolari. 
              12. Nei casi previsti dagli accordi internazionali  cui
          l'Italia abbia aderito, per la guida di veicoli  adibiti  a
          determinati trasporti professionali, i titolari di  patente
          di guida valida per la prescritta categoria devono  inoltre
          conseguire  il  relativo   certificato   di   abilitazione,
          idoneita', capacita' o formazione professionale, rilasciato
          dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la
          navigazione ed i sistemi  informativi  e  statistici.  Tali
          certificati non possono essere rilasciati ai mutilati e  ai
          minorati fisici. 
              13. L'annotazione del trasferimento di residenza da uno
          ad  un  altro  comune  o  il  cambiamento   di   abitazione
          nell'ambito  dello  stesso  comune,  viene  effettuata  dal
          competente  ufficio  centrale  del   Dipartimento   per   i
          trasporti,  la  navigazione  e  i  sistemi  informativi   e
          statistici che aggiorna  il  dato  nell'anagrafe  nazionale
          degli  abilitati  alla  guida.  A  tale  fine,   i   comuni
          trasmettono al suddetto ufficio, per via  telematica  o  su
          supporto magnetico secondo i  tracciati  record  prescritti
          dal Dipartimento  per  i  trasporti,  la  navigazione  e  i
          sistemi informativi  e  statistici,  notizia  dell'avvenuto
          trasferimento  di  residenza,  nel  termine  di   un   mese
          decorrente dalla data  di  registrazione  della  variazione
          anagrafica. 
              14. Chiunque, avendo la materiale disponibilita' di  un
          veicolo, lo affida o ne consente la guida a persona che non
          abbia conseguito la  corrispondente  patente  di  guida,  o
          altra abilitazione prevista ai commi 8, 10,  11  e  12,  se
          prescritta, e' soggetto alla  sanzione  amministrativa  del
          pagamento di una somma da euro 397 ad euro 1.592. 
              15. Chiunque conduce veicoli senza aver  conseguito  la
          corrispondente patente di guida e' punito con l'ammenda  da
          2.257 euro a 9.032 euro; la stessa sanzione si  applica  ai
          conducenti che guidano senza patente perche' revocata o non
          rinnovata per mancanza dei  requisiti  fisici  e  psichici.
          Nell'ipotesi di recidiva nel biennio si applica altresi' la
          pena dell'arresto fino ad un anno. Per le violazioni di cui
          al  presente  comma   e'   competente   il   tribunale   in
          composizione monocratica. 
              15-bis. Il titolare di patente di guida di categoria A1
          che guida veicoli per i quali e' richiesta  la  patente  di
          categoria A2, il titolare di patente di guida di  categoria
          A1 o A2 che guida veicoli  per  i  quali  e'  richiesta  la
          patente di categoria A, ovvero titolare di patente di guida
          di categoria B1, C1 o D1 che guida veicoli per i  quali  e'
          richiesta rispettivamente la patente di categoria B, C o D,
          e' soggetto alla sanzione amministrativa del  pagamento  di
          una somma da euro 1.021 ad  euro  4.084  .  Si  applica  la
          sanzione accessoria  della  sospensione  della  patente  di
          guida posseduta da quattro a otto mesi,  secondo  le  norme
          del capo I, sezione II, del titolo VI. 
              16.  Fermo  restando  quando  previsto  da   specifiche
          disposizioni, chiunque guida veicoli essendo  munito  della
          patente di guida ma non di altra  abilitazione  di  cui  ai
          commi 8, 10, 11 e 12, quando prescritta, e'  soggetto  alla
          sanzione amministrativa del pagamento di una somma da  euro
          408 ad euro 1.634. 
              17. Alle violazioni di cui  al  comma  15  consegue  la
          sanzione accessoria del fermo  amministrativo  del  veicolo
          per un periodo di tre mesi, o in  caso  di  recidiva  delle
          violazioni,   la   sanzione   accessoria   della   confisca
          amministrativa  del  veicolo.  Quando  non   e'   possibile
          disporre il fermo amministrativo o la confisca del veicolo,
          si applica la sanzione accessoria della  sospensione  della
          patente di guida eventualmente posseduta per un periodo  da
          tre a dodici mesi. Si osservano le norme di cui al capo II,
          sezione II, del titolo VI. 
              18. Le violazioni delle disposizioni di cui al comma 16
          importano la sanzione accessoria del  fermo  amministrativo
          del veicolo per giorni sessanta, secondo le norme del  capo
          I, sezione II, del titolo VI.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 19 della  legge  1°
          dicembre 1986, n. 870 (Misure urgenti straordinarie  per  i
          servizi  della  Direzione  generale  della   motorizzazione
          civile e dei trasporti in  concessione  del  Ministero  dei
          trasporti), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16 dicembre
          1986, n. 291, Supplemento ordinario n. 117: 
              «Art. 19. 1. Le operazioni di cui ai numeri 1), 3), 4),
          5) e 6) della tabella  3,  allegata  alla  presente  legge,
          possono essere effettuate - a richiesta degli interessati -
          presso le sedi da essi predisposte e con tutte le  spese  a
          loro carico. In tal caso il personale sara' compensato  con
          una indennita' oraria commisurata alla diaria di missione. 
              2.  Qualora  i  servizi  vengano  effettuati  oltre  10
          chilometri dalla  sede  dell'ufficio,  al  personale  sara'
          riconosciuta, sempre a carico dei richiedenti, l'indennita'
          di  missione  ed  il  rimborso  delle  spese  di  trasporto
          previsti dalle vigenti disposizioni. 
              3.  Qualora  i  servizi  di  cui  ai  commi  precedenti
          richiedessero   prestazioni   oltre   il   normale   orario
          d'ufficio, al personale dovra' essere corrisposto anche  il
          compenso per lavoro  straordinario  nella  misura  prevista
          dalle vigenti disposizioni, il cui onere sara' a carico dei
          richiedenti. 
              4. Per lo svolgimento  dei  servizi  di  cui  ai  commi
          precedenti il  personale  e'  autorizzato  a  servirsi  del
          proprio mezzo di trasporto  ed  il  rimborso  delle  spese,
          stabilito dalle vigenti norme,  sara'  anch'esso  a  carico
          degli interessati richiedenti. 
              5. Per le operazioni di cui ai punti 7), 8),  9),  10),
          11) e 12) della tabella 3, allegata alla presente legge,  i
          versamenti a  carico  dei  richiedenti  e  l'indennita'  di
          missione, da corrispondere al personale, sono  pari  al  50
          per cento delle tariffe  applicate  dal  Registro  italiano
          navale per le analoghe operazioni tecniche di competenza di
          tale ente. 
              6. Per le operazioni elencate nella suddetta tabella  3
          - ad esclusione di quelle di cui ai numeri 5)  e  6)  -  le
          corrispondenti tariffe sono maggiorate del 50 per cento nel
          caso  che  le  operazioni  stesse  vengano  richieste   con
          carattere d'urgenza e siano effettuate,  entro  tre  giorni
          decorrenti dalla data della richiesta, con prestazioni, ove
          occorra, oltre il normale orario di ufficio. 
              7. Gli importi di dette  maggiorazioni  debbono  essere
          versati dagli interessati  in  conto  corrente  postale  ed
          affluiscono alle entrate dello  Stato  con  imputazione  ad
          apposito  capitolo  del   Ministero   dei   trasporti   per
          l'ammodernamento    e     miglioramento     dei     servizi
          dell'amministrazione. 
              8.  In  sede  di  accordo  di  comparto,  gli   importi
          derivanti dalle entrate di cui  alla  presente  legge,  con
          esclusione di quelle di cui al  precedente  comma,  saranno
          utilizzati parzialmente, e comunque in misura non superiore
          a 24 miliardi per ogni anno, per maggiorazioni del compenso
          incentivante, collegato alla professionalita', al personale
          in   servizio   presso   la   Direzione   generale    della
          motorizzazione civile e dei trasporti  in  concessione,  in
          relazione all'accertato  aumento  della  produttivita'  dei
          servizi. 
              9. Tali  maggiorazioni  competono  anche  al  personale
          dirigenziale ed a quello delle qualifiche ad esaurimento di
          ispettore generale e di direttore di divisione  di  cui  al
          decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972,  n.
          748. 
              10. Il Ministro  dei  trasporti,  di  concerto  con  il
          Ministro del tesoro, puo' con proprio decreto  disporre  la
          corresponsione al personale della Direzione generale  della
          motorizzazione civile e dei trasporti in concessione di  un
          acconto pari a tre quinti della somma di cui ai  precedenti
          commi 8 e 9 con parametrazione ai  livelli  stipendiali  in
          atto goduti dal personale.». 
              - Si riporta il testo  dell'articolo  121,  commi  3  e
          5-bis, del citato decreto legislativo 30  aprile  1992,  n.
          285: 
              «Art. 121 Esame di idoneita' 
              1. - 2. (Omissis). 
              3.  Gli  esami  per  la  patente  di  guida,   per   le
          abilitazioni professionali di cui all'articolo  116  e  del
          certificato di idoneita' professionale di cui  all'articolo
          118, sono effettuati da dipendenti del Dipartimento  per  i
          trasporti,  la  navigazione  ed  i  sistemi  informativi  e
          statistici,  a  seguito  della  frequenza   di   corso   di
          qualificazione iniziale, secondo le disposizioni di cui  ai
          commi 5 e 5-bis, ed esame  di  abilitazione.  Il  permanere
          nell'esercizio della funzione di esaminatore e' subordinato
          alla frequenza di corsi di formazione periodica, secondo le
          disposizioni di cui ai commi 5 e 5-bis. 
              4. - 5. (Omissis). 
              5-bis. I contenuti del corso di qualificazione iniziale
          del personale di cui al comma 3, adibito alla  funzione  di
          esaminatore nelle prove di verifica delle capacita'  e  dei
          comportamenti, e delle competenze a  cui  gli  stessi  sono
          finalizzati, sono definiti con decreto del  Ministro  delle
          infrastrutture e dei trasporti. Con lo stesso decreto  sono
          altresi' disciplinate le condizioni  soggettive  necessarie
          per la frequenza dei suddetti corsi nonche' i  contenuti  e
          le procedure  dell'esame  finale.  Il  Dipartimento  per  i
          trasporti,  la  navigazione  ed  i  sistemi  informativi  e
          statistici  provvede  ad  un  controllo  di  qualita'   sul
          predetto personale e  ad  una  formazione  periodica  dello
          stesso. 
              6. - 12. (Omissis).». 
              - Si riporta il testo vigente dell'articolo 200,  comma
          5,  del  citato  decreto-legge  19  maggio  2020,  n.   34,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio  2020,
          n. 77: 
              «Art. 200 Disposizioni in materia di trasporto pubblico
          locale 
              1. - 4. (Omissis). 
              5.  La  ripartizione  delle   risorse   stanziate   per
          l'esercizio 2020 e per l'esercizio 2021 sul  fondo  di  cui
          all'articolo 16-bis, comma 1, del  decreto-legge  6  luglio
          2012, n. 95, convertito con  modificazioni  dalla  legge  7
          agosto 2012, n. 135, e' effettuata senza l'applicazione  di
          penalita', fermo restando quanto previsto dal comma  2-bis,
          dell'articolo 27, del decreto - legge 24  aprile  2017,  n.
          50, convertito con  modificazioni  dalla  legge  21  giugno
          2017, n. 96, applicando le modalita' stabilite dal  decreto
          del Presidente del Consiglio dei ministri  11  marzo  2013,
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 giugno 2013,  n.
          148, e successive modificazioni.». 
              - Si riporta il paragrafo 2.5 dell'allegato  tecnico  A
          del decreto del Ministro delle infrastrutture  e  trasporti
          del 1° dicembre 2015, n.  203  (Regolamento  recante  norme
          regolamentari  in  materia  di  revisioni  periodiche,   di
          adeguamenti tecnici e di varianti costruttive per i servizi
          di pubblico trasporto effettuati con  funivie,  funicolari,
          sciovie e slittinovie destinate al  trasporto  di  persone,
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21  dicembre  2015,  n.
          296: 
              «Allegato tecnico A - (articolo 1) 
              Norme tecniche regolamentari in  materia  di  revisioni
          periodiche,  di   adeguamenti   tecnici   e   di   varianti
          costruttive per I servizi di pubblico trasporto  effettuati
          con funivie, funicolari, sciovie e slittinovie destinate al
          trasporto di persone 
              2.5 Proseguimento dell'esercizio dopo la scadenza della
          vita tecnica. 
              2.5.1 Ai sensi  dell'articolo  31-bis  della  legge  11
          novembre 2014, n. 164, alla  scadenza  complessiva  massima
          della vita tecnica di un impianto,  l'autorizzazione  o  il
          nulla osta di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente
          della Repubblica 753/80 per il proseguimento  dell'apertura
          al  pubblico  esercizio,  e'  rilasciato  a   seguito   del
          favorevole  esito  delle   verifiche   e   prove   previste
          dall'articolo 5 del citato  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica 753/80. L'autorizzazione o il nulla osta di  cui
          sopra non potra' eccedere un intervallo di tempo  superiore
          alla scadenza della revisione generale di cui al successivo
          paragrafo 2.5.2. 
              2.5.2 Allo scopo di poter garantire la sicurezza  e  la
          regolarita' dell'esercizio, dopo  la  scadenza  della  vita
          tecnica di cui al punto 2.1.1, ogni  impianto  deve  essere
          sottoposto alle seguenti revisioni periodiche: 
              Revisione generale di cui al precedente punto 2.3: ogni
          dieci anni a decorrere dalla data di  scadenza  della  vita
          tecnica; 
              Revisione quinquennale di cui al precedente punto  2.2:
          ogni  cinque  anni  a  decorrere  dalla  data   dell'ultima
          revisione generale. 
              2.5.3 Ogni impianto, alla scadenza della  propria  vita
          tecnica, deve essere sottoposto alla revisione generale  di
          cui al paragrafo 2.3. 
              Il  Direttore  o  il  Responsabile  dell'esercizio   (o
          l'Assistente tecnico se previsto) fornisce all'Autorita' di
          sorveglianza, allegato al programma di revisione  generale,
          quanto segue: 
                a) una versione aggiornata  del  M.U.M.,  comprensiva
          del piano dei  controlli  non  distruttivi,  redatta  dalla
          ditta   costruttrice   originaria   o   da   altra    ditta
          specializzata  nel   settore,   che   tenga   conto   della
          prosecuzione dell'esercizio oltre la  scadenza  complessiva
          massima della vita tecnica dell'impianto; 
                b) una versione aggiornata del  piano  dei  controlli
          non distruttivi per il successivo periodo di esercizio pari
          a dieci anni, redatto con la collaborazione di  un  esperto
          di 3° livello secondo la norma UNI EN ISO 9712 e successive
          eventuali modificazioni; 
                c) una nuova verifica progettuale a fatica secondo le
          norme vigenti antecedentemente all'entrata  in  vigore  del
          decreto legislativo n. 210 del 12 giugno 2003, per tutti  i
          componenti ad essa soggetti, che indichi la ulteriore  vita
          residua possibile di ciascuno di essi; 
                d) una copia del Registro di controllo e manutenzione
          dell'impianto,  redatto  in  funzione  dei  contenuti   del
          M.U.M.; 
                e)  una   relazione   che   evidenzi   le   eventuali
          sostituzioni delle parti dell'impianto avvenute nel periodo
          trascorso, indicandone le relative  scadenze  di  revisione
          tenendo conto della data della loro immissione in  servizio
          agli effetti della scadenza della rispettiva vita tecnica; 
                f) ove si sono verificate criticita'  nel  corso  del
          pregresso esercizio rispetto  alle  condizioni  originarie,
          l'effettuazione di un nuovo rilievo del profilo della linea
          dell'impianto da confrontare con quello esistente e in caso
          di discordanza  l'effettuazione  di  un  nuovo  calcolo  di
          linea; 
                g) una relazione sul  decorso  periodo  di  esercizio
          dall'ultima revisione generale effettuata sull'impianto; 
                h)   la   "Valutazione   del   rischio   d'incendio",
          effettuata a cura di un professionista esperto  e,  qualora
          ne ricorrano le condizioni, un  progetto  antincendio,  con
          particolare attenzione alla posizione delle  funi,  ed  una
          relazione di corretta esecuzione dei lavori previsti. 
              In merito alle opere civili in  cemento  armato  ed  in
          carpenteria metallica delle stazioni, della linea  e  delle
          eventuali opere accessorie, occorre effettuare i  controlli
          e  le  verifiche  atte  ad  accertare  il  buono  stato  di
          efficienza.  Tali  controlli  e   verifiche   sono   svolti
          accertando che non siano insorte manifestazioni di  degrado
          tali da pregiudicare la stabilita' o la conservazione delle
          strutture stesse. Il  loro  mantenimento  in  esercizio  e'
          subordinato  alla  dichiarazione  del   Direttore   o   del
          Responsabile dell'esercizio (o dell'Assistente  tecnico  se
          previsto), avvalendosi eventualmente di  un  professionista
          abilitato,  che  esse  siano  in  grado  di  continuare  ad
          assolvere le proprie funzioni  di  sicurezza  previste  nel
          progetto originario. 
              Qualora siano da eseguire interventi  si  applicano  le
          Norme Tecniche sulle Costruzioni (N.T.C.) di cui al decreto
          del Ministro  delle  infrastrutture  del  14  gennaio  2008
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 29  del  4  febbraio
          2008 (Supplemento ordinario). 
              2.5.4 Nelle funivie,  l'azionamento  di  recupero  deve
          essere  dotato  di  trasmissione  indipendente  da   quella
          principale ed agente direttamente  sulla  puleggia  motrice
          quando l'evacuazione della  linea  risulta  particolarmente
          difficoltosa in termini di tempi, di fattori climatici e di
          raggiungimento di luoghi sicuri. 
              2.5.5 Nelle funivie devono essere adeguate le pulegge a
          quanto richiesto  dagli  articoli  3.12.4  e  3.12.6  delle
          Prescrizioni  Tecniche   Speciali   di   cui   al   decreto
          ministeriale 8 marzo 1999 (Prescrizioni  tecniche  speciali
          di cui al  decreto  del  Ministro  dei  trasporti  e  della
          navigazione in data 8 marzo 1999, pubblicato nella Gazzetta
          Ufficiale 23 marzo 1999, n. 68 (Supplemento ordinario)), in
          merito all'installazione di  dispositivi  per  impedire  lo
          scarrucolamento  della  fune  portante-traente  o  per   la
          raccolta della medesima eventualmente scarrucolata. 
              2.5.6 Il Direttore o il Responsabile dell'esercizio  (o
          l'Assistente  tecnico  se  previsto)  esamina   ed   adegua
          l'impianto  per  gli  aspetti  legati  alla   distribuzione
          elettrica ai sensi del capitolo 16 del decreto direttoriale
          n. 337/2012 e alla segnaletica, ai sensi  del  capitolo  13
          del medesimo decreto. 
              2.5.7 Il Direttore o il Responsabile dell'esercizio  (o
          l'Assistente tecnico se previsto) verifica se  sono  mutate
          le condizioni originariamente considerate al momento  delle
          dichiarazioni di immunita' dal rischio  frane  e  valanghe,
          anche alla luce di eventuali eventi verificatisi nel  corso
          del periodo antecedente la revisione  o  sulla  base  della
          cartografia  aggiornata  relativa  ai  rischi  di  dissesto
          idrogeologico e nivologico, e nel caso di  esito  positivo,
          acquisisce idonea certificazione  in  merito  all'immunita'
          dal rischio di frane e valanghe dell'articolo 7,  comma  6,
          del  decreto  ministeriale  4  agosto  1998  n.  400,  come
          modificato  dall'articolo  1  del  decreto  ministeriale  5
          dicembre 2003, n. 392 e successive modificazioni.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 14-ter  del  citato
          decreto-legge  8  aprile  2020,  n.  23,  convertito,   con
          modificazioni, dalla legge  5  giugno  2020,  n.  40,  come
          modificato dalla presente legge: 
              «Art. 14-ter  Proroga  dei  termini  degli  adempimenti
          tecnici e amministrativi relativi agli impianti a  fune  in
          servizio pubblico 
              1. Al fine di garantire la continuita' del servizio  di
          pubblico trasporto  mediante  impianti  a  fune  fino  alla
          cessazione  dello  stato  di  emergenza  epidemiologica  da
          COVID-19, le scadenze relative alle  revisioni  generali  e
          speciali  quinquennali   nonche'   quelle   relative   agli
          scorrimenti e alle sostituzioni delle funi e al rifacimento
          dei loro attacchi di estremita' sono  prorogate  di  dodici
          mesi, qualora sia trasmessa prima delle  suddette  scadenze
          all'Autorita' di sorveglianza, da parte del direttore o del
          responsabile dell'esercizio,  una  dettagliata  e  completa
          relazione   in   merito   ai   controlli   effettuati,   ai
          provvedimenti adottati e all'esito delle verifiche e  delle
          prove eseguite, contenente l'attestazione della sussistenza
          delle condizioni di sicurezza per l'esercizio pubblico. 
              2. Ai fini di  cui  al  comma  1,  per  l'anno  2020  e
          comunque fino alla  cessazione  dello  stato  di  emergenza
          epidemiologica  da  COVID-19   non   e'   obbligatoria   la
          partecipazione   dell'Autorita'   di   sorveglianza    alle
          verifiche e alle prove periodiche da  effettuare  da  parte
          del  direttore  o   del   responsabile   dell'esercizio   o
          dell'assistente tecnico. 
              3. Le scadenze relative  ai  termini  di  inizio  e  di
          conclusione delle opere di realizzazione di impianti a fune
          per le quali e' gia' stata  rilasciata  l'approvazione  dei
          progetti sono prorogate di ventiquattro mesi. 
              4. Le procedure per l'attuazione di quanto disposto dai
          commi 1, 2 e 3 sono stabilite mediante regolamento adottato
          con  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei
          trasporti, entro due mesi dalla data di entrata  in  vigore
          della legge di conversione del presente decreto. 
              5. L'articolo 62-bis del decreto-legge 17  marzo  2020,
          n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile
          2020, n. 27, e' abrogato.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 1, comma 368, della
          citata legge 30 dicembre  2018,  n.  145,  come  modificato
          dalla presente legge: 
              «Art. 1 
              368. Relativamente agli investimenti locali individuati
          ai sensi dei commi da 179 a 183, la struttura  di  missione
          InvestItalia si avvale della collaborazione  tecnica  della
          Fondazione patrimonio  comune  dell'Associazione  nazionale
          dei comuni italiani. Al fine di  fornire  supporto  tecnico
          agli     enti     locali     nell'individuazione,     nella
          regolarizzazione, nella  trasformazione  e  nella  messa  a
          norma delle strutture di proprieta' dei  medesimi  enti  da
          utilizzare per l'emergenza da COVID-19 per gli anni 2020  e
          2021, l'Agenzia del demanio e le regioni possono  avvalersi
          della  Fondazione  di  cui  al  presente  comma.  Per  tali
          finalita' sono stanziati a favore della medesima Fondazione
          300.000 euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.». 
              - Per il testo dell'articolo 1, comma 200, della citata
          legge  23  dicembre  2014,  n.  190,  vedi  i   riferimenti
          normativi all'articolo 11. 
              - Il decreto  legislativo  29  dicembre  2011,  n.  229
          (Attuazione dell'articolo 30, comma 9, lettere e), f) e g),
          della legge  31  dicembre  2009,  n.  196,  in  materia  di
          procedure di monitoraggio sullo stato di  attuazione  delle
          opere   pubbliche,   di    verifica    dell'utilizzo    dei
          finanziamenti nei tempi previsti e costituzione  del  Fondo
          opere e del Fondo progetti), e' pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale 6 febbraio 2012, n. 30. 
              - Si riporta il testo dell'articolo 61, comma  21,  del
          decreto legge  24  aprile  2017,  n.  50,  convertito,  con
          modificazioni,  dalla  legge  21   giugno   2017,   n.   96
          (Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative  a
          favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le
          zone colpite da eventi sismici e misure per  lo  sviluppo),
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 aprile 2017, n.  95,
          Supplemento ordinario: 
              «Art. 61 Eventi sportivi di sci alpino 
              21. Il commissario nominato ai sensi del comma 13 cessa
          dalle sue funzioni con la consegna delle opere previste nel
          piano di cui al comma 17.  La  consegna  delle  opere,  una
          volta sottoposte a collaudo tecnico, deve avvenire entro il
          termine del 31 gennaio 2021, ad esclusione di  quelle  che,
          pur connesse alla realizzazione del  progetto  sportivo  di
          cui al comma 1, sono individuate, con decreto adottato  dal
          Commissario entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore
          della presente disposizione,  come  non  indispensabili  al
          regolare svolgimento degli  eventi  sportivi.  La  consegna
          delle opere, individuate con il decreto di cui  al  secondo
          periodo e sottoposte  a  collaudo  tecnico,  deve  avvenire
          entro e non oltre il 31 dicembre 2022.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 200-bis,  comma  1,
          del citato decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito,
          con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77: 
              «Art. 200-bis Buono viaggio 
              1. Al fine di sostenere  la  ripresa  del  settore  del
          trasporto  pubblico  non  di  linea  eseguito  mediante  il
          servizio di taxi ovvero mediante il  servizio  di  noleggio
          con conducente e consentire, in considerazione delle misure
          di  contenimento  adottate,  per  fronteggiare  l'emergenza
          epidemiologica da COVID-19, un'efficace distribuzione degli
          utenti del predetto  trasporto  pubblico,  nello  stato  di
          previsione  del  Ministero  delle  infrastrutture   e   dei
          trasporti e' istituito un fondo, con una  dotazione  di  35
          milioni di euro per l'anno 2020. Le risorse del fondo  sono
          destinate  alla  concessione,  fino  all'esaurimento  delle
          risorse, in favore delle  persone  fisicamente  impedite  o
          comunque a  mobilita'  ridotta,  con  patologie  accertate,
          anche  se  accompagnate,  ovvero  appartenenti   a   nuclei
          familiari piu' esposti  agli  effetti  economici  derivanti
          dall'emergenza epidemiologica da virus COVID-19 o in  stato
          di bisogno,  residenti  nei  comuni  capoluoghi  di  citta'
          metropolitane  o  capoluoghi  di  provincia,  di  un  buono
          viaggio, pari al 50 per  cento  della  spesa  sostenuta  e,
          comunque, in misura non superiore a  euro  20  per  ciascun
          viaggio, da utilizzare entro il  30  giugno  2021  per  gli
          spostamenti effettuati a mezzo del servizio di taxi  ovvero
          di noleggio  con  conducente.  I  buoni  viaggio  non  sono
          cedibili,  non   costituiscono   reddito   imponibile   del
          beneficiario e non rilevano ai fini del computo del  valore
          dell'indicatore della situazione economica equivalente.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo  92,  comma  4-bis,
          del citato decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,  convertito,
          con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27: 
              «Art. 92 Disposizioni in materia di trasporto marittimo
          di merci e di persone, nonche' di circolazione di veicoli 
              4-bis.  Al  fine  di  contenere  gli  effetti  negativi
          dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e delle misure di
          contrasto alla diffusione del virus sui gestori di  servizi
          di trasporto  pubblico  locale  e  regionale,  non  possono
          essere applicate  dai  committenti  dei  predetti  servizi,
          anche  laddove  negozialmente  previste,  decurtazioni   di
          corrispettivo, ne'  sanzioni  o  penali  in  ragione  delle
          minori  corse  effettuate  o   delle   minori   percorrenze
          realizzate a decorrere dal 23 febbraio  2020  e  fino  alla
          cessazione  dello  stato  di  emergenza  epidemiologica  e,
          comunque, non oltre il 30 aprile 2021. Le disposizioni  del
          presente comma non si applicano  al  trasporto  ferroviario
          passeggeri di lunga percorrenza  e  ai  servizi  ferroviari
          interregionali indivisi.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 103, comma  6,  del
          citato decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27: 
              «Art.  106  Norme  in  materia  di  svolgimento   delle
          assemblee di societa' ed enti 
              6.  Le  banche  popolari,  e  le  banche   di   credito
          cooperativo,   le   societa'   cooperative   e   le   mutue
          assicuratrici, anche in deroga all'articolo 150-bis,  comma
          2-bis, del decreto legislativo 1° settembre  1993  n.  385,
          all'articolo  135-duodecies  del  decreto  legislativo   24
          febbraio 1998, n. 58 e all'articolo 2539, primo comma,  del
          codice civile e alle disposizioni statutarie che  prevedono
          limiti al numero  di  deleghe  conferibili  ad  uno  stesso
          soggetto, possono designare per le  assemblee  ordinarie  o
          straordinarie  il  rappresentante  previsto   dall'articolo
          135-undecies del decreto legislativo 24 febbraio  1998,  n.
          58. Le medesime banche, societa' e mutue  possono  altresi'
          prevedere nell'avviso di convocazione che  l'intervento  in
          assemblea si  svolga  esclusivamente  tramite  il  predetto
          rappresentante  designato.  Non   si   applica   l'articolo
          135-undecies, comma 5, del decreto legislativo 24  febbraio
          1998, n. 58. Il termine per il conferimento della delega di
          cui  all'articolo  135-undecies,  comma  1,   del   decreto
          legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e' fissato al  secondo
          giorno   precedente   la   data   di   prima   convocazione
          dell'assemblea.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 586 del  codice  di
          procedura civile: 
              «Art. 586. Trasferimento del bene espropriato 
              Avvenuto  il  versamento   del   prezzo,   il   giudice
          dell'esecuzione puo' sospendere la vendita  quando  ritiene
          che il prezzo offerto sia notevolmente inferiore  a  quello
          giusto, ovvero pronunciare decreto  col  quale  trasferisce
          all'aggiudicatario  il  bene  espropriato,   ripetendo   la
          descrizione contenuta nell'ordinanza che dispone la vendita
          e  ordinando  che  si  cancellino   le   trascrizioni   dei
          pignoramenti e le iscrizioni ipotecarie, se  queste  ultime
          non    si    riferiscono    ad    obbligazioni    assuntesi
          dall'aggiudicatario a norma dell'articolo 508.  Il  giudice
          con  il  decreto  ordina  anche  la   cancellazione   delle
          trascrizioni dei pignoramenti e delle iscrizioni ipotecarie
          successive alla trascrizione del pignoramento. 
              Il decreto contiene altresi' l'ingiunzione al  debitore
          o al custode di rilasciare l'immobile venduto. 
              Esso  costituisce  titolo  per  la  trascrizione  della
          vendita sui  libri  fondiari  e  titolo  esecutivo  per  il
          rilascio.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo  54-ter,  comma  1,
          del citato decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,  convertito,
          con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27: 
              «Art.  54-ter  Sospensione  delle  procedure  esecutive
          sulla prima casa 
              1.  Al  fine  di   contenere   gli   effetti   negativi
          dell'emergenza epidemiologica  da  COVID-19,  in  tutto  il
          territorio nazionale e' sospesa, fino al fino al 30  giugno
          2021,  ogni  procedura  esecutiva   per   il   pignoramento
          immobiliare,  di  cui  all'articolo  555  del   codice   di
          procedura  civile,  che  abbia  ad   oggetto   l'abitazione
          principale del debitore.». 
              - Si riporta il  testo  dell'articolo  1,  comma  1138,
          della  citata  legge  27  dicembre  2017,  n.   205,   come
          modificato dalla presente legge: 
              «Art. 1 
              1138. Il termine di cui all'articolo 1, comma 1,  primo
          periodo, del  decreto-legge  12  settembre  2014,  n.  133,
          convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  11  novembre
          2014, n. 164, e' prorogato al 31 dicembre 2021 e  comunque,
          se anteriore, fino alla nomina, ai sensi  dell'articolo  4,
          comma  1,  del  decreto-legge  18  aprile  2019,   n.   32,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno  2019,
          n. 55, dei Commissari  straordinari  per  la  realizzazione
          delle opere relative alla tratta ferroviaria Napoli-Bari  e
          all'asse ferroviario AV/AC Palermo-Catania-Messina previste
          dai commi 1 e 9 del medesimo articolo 1  del  decreto-legge
          n. 133 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge
          n. 164 del 2014.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 214, commi 1  e  2,
          del citato decreto-legge n. 34 del 2020: 
              «Art. 214 Contributo straordinario a compensazione  dei
          minori  incassi  dell'ANAS  e   delle   imprese   esercenti
          attivita' di trasporto 
              1.  A  seguito  della  riduzione   della   circolazione
          autostradale conseguente  alle  misure  di  contenimento  e
          prevenzione dell'emergenza epidemiologica  da  COVID-19  e'
          autorizzata la spesa di 25 milioni di euro annui  dal  2021
          al 2034 quale contributo  massimo  al  fine  di  compensare
          A.N.A.S. S.p.A.  della  riduzione  delle  entrate  relative
          all'anno  2020  derivanti  dalla  riscossione  dei   canoni
          previsti dall'articolo 10, comma 3, della legge 24 dicembre
          1993, n. 537, dall'articolo 1, comma 1020, della  legge  27
          dicembre 2006, n. 296, dall'articolo 19, comma  9-bis,  del
          decreto legge  1°  luglio  2009,  n.  78,  convertito,  con
          modificazioni, dalla  legge  3  agosto  2009,  n.  102,  ed
          integrate dall'articolo 15, comma 4, del  decreto-legge  31
          maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni,  dalla
          legge 30 luglio 2010, n. 122. 
              2. La misura della compensazione di cui al comma 1  del
          presente  articolo  e'  determinata,   nei   limiti   degli
          stanziamenti annuali di cui al comma  1,  con  decreto  del
          Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di  concerto
          con il Ministro dell'economia e delle finanze da  adottarsi
          entro il 30 aprile 2021, previa acquisizione, entro  il  15
          marzo 2021 di una  rendicontazione  di  ANAS  S.p.A.  della
          riduzione delle entrate di cui  al  comma  1  riferita,  in
          relazione all'articolo 10, comma 3, della legge 24 dicembre
          1993, n. 537 e all'articolo 1, comma 1020, della  legge  27
          dicembre 2006, n. 296, al differenziale del  livello  della
          circolazione autostradale tra il 23 febbraio 2020 e  il  31
          dicembre 2020 e lo stesso  periodo  dell'anno  2019  e,  in
          relazione all'articolo 19, comma 9-bis,  del  decreto-legge
          1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla
          legge 3 agosto 2009, n. 102, ed integrate dall'articolo 15,
          comma  4,  del  decreto-legge  31  maggio  2010,   n.   78,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,
          n. 122 agli importi previsti dal Contratto di programma tra
          Anas S.p.A. e lo Stato.». 
              - Il testo dell'articolo 1, comma 86,  della  legge  23
          dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la  formazione  del
          bilancio  annuale  e   pluriennale   dello   Stato   (legge
          finanziaria 2006), pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  29
          dicembre 2005, n. 302, Supplemento ordinario, cosi' recita: 
              «Art. 1. 
              86.    Il    finanziamento    concesso    al    Gestore
          dell'infrastruttura ferroviaria nazionale a copertura degli
          investimenti  relativi  alla  rete  tradizionale,  compresi
          quelli per manutenzione straordinaria, avviene,  a  partire
          dalle somme erogate  dal  1º  gennaio  2006,  a  titolo  di
          contributo    in     conto     impianti.     Il     Gestore
          dell'infrastruttura ferroviaria nazionale, all'interno  del
          sistema di contabilita' regolatoria, tiene in  evidenza  la
          quota   figurativa   relativa   agli   ammortamenti   delle
          immobilizzazioni  finanziate  con   detta   modalita'.   La
          modifica del sistema di finanziamento di  cui  al  presente
          comma avviene senza oneri per lo Stato  e  per  il  Gestore
          dell'infrastruttura         ferroviaria          nazionale;
          conseguentemente, i  finanziamenti  di  cui  al  comma  84,
          effettuati a titolo di contributo  in  conto  impianti,  si
          considerano fiscalmente irrilevanti e, quindi, non riducono
          il valore fiscale del bene.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 3, comma 1, lettera
          a), e dell'articolo 7, comma 4, del decreto legislativo  14
          maggio 2019, n. 50 (Attuazione della direttiva 2016/798 del
          Parlamento europeo e del Consiglio,  dell'11  maggio  2016,
          sulla sicurezza delle ferrovie), pubblicato nella  Gazzetta
          Ufficiale 10 giugno 2019, n. 134: 
              «Art. 3. Definizioni 
              1. Ai soli fini dell'applicazione del presente  decreto
          si intende per: 
                a) "sistema ferroviario":  gli  elementi  della  rete
          ferroviaria e i veicoli elencati all'Allegato I del decreto
          legislativo Interoperabilita' ferroviaria, facenti parte di
          tutte le reti ferroviarie sul territorio  nazionale  o  che
          operano su di esse;» 
              «Art. 7. Norme nazionali in materia di sicurezza 
              4.  Prima  della  prevista  introduzione  nel   sistema
          giuridico di una nuova norma, i soggetti di cui al comma  3
          presentano il relativo progetto alla Commissione europea  e
          all'ERA affinche' lo esaminino, motivandone l'introduzione,
          tramite il sistema informatico appropriato, in  conformita'
          all'articolo 27 del  regolamento  (UE)  2016/796,  entro  i
          termini  di  cui  all'articolo  25,  comma  1,   di   detto
          regolamento. Inoltre provvedono affinche'  il  progetto  di
          norma  sia  sufficientemente  sviluppato   per   consentire
          all'ERA di svolgere il suo esame a norma dell'articolo  25,
          comma 2, del regolamento (UE) 2016/796.». 
              - Si riporta il testo degli articoli 3,  comma  8,  10,
          comma 2, e 11, comma 4,  del  decreto  del  Ministro  delle
          infrastrutture e dei trasporti 28 ottobre  2005  (Sicurezza
          nelle  gallerie  ferroviarie),  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale 8 aprile 2006, n. 83, Supplemento ordinario: 
              «Art. 3. Requisiti di sicurezza. 
              (Omissis). 
              8. In occasione della  ristrutturazione  del  materiale
          rotabile in esercizio,  tutti  i  componenti  sostituiti  e
          integrativi devono rispettare i criteri di sicurezza di cui
          all'Allegato II. Comunque entro  15  anni  dall'entrata  in
          vigore del presente decreto  tutto  il  materiale  rotabile
          circolante  sulle  infrastrutture  ferroviarie  di  cui  al
          precedente  articolo  2  deve  rispettare  i   criteri   di
          sicurezza di cui all'Allegato II.» 
              «Art. 10. Gallerie il cui progetto definitivo  e'  gia'
          stato approvato. 
              (Omissis). 
              2. Entro 3 anni dall'entrata  in  vigore  del  presente
          decreto il Gestore dell'infrastruttura propone al Ministero
          un programma di realizzazione  delle  misure  di  sicurezza
          modulato nel  tempo,  da  attuarsi  comunque  non  oltre  i
          successivi  sette  anni,  che   rispetti   l'obiettivo   di
          sicurezza di cui all'Allegato III. Il Ministero, sentito il
          parere della Commissione sicurezza, comunica  il  programma
          di  realizzazione  degli  interventi  di   adeguamento   ai
          soggetti erogatori dei finanziamenti per  gli  investimenti
          in attuazione delle norme vigenti.» 
              «Art. 11. Gallerie in esercizio. 
              (Omissis). 
              4. I lavori di adeguamento delle gallerie, in base agli
          interventi approvati di cui  ai  commi  precedenti,  devono
          essere  realizzati  entro  quindici  anni  dall'entrata  in
          vigore del presente decreto.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 30,  comma  14-bis,
          del citato decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito,
          con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58: 
              «Art.  30.  Contributi  ai  comuni  per  interventi  di
          efficientamento   energetico   e   sviluppo    territoriale
          sostenibile 
              14-bis. Per stabilizzare  i  contributi  a  favore  dei
          comuni allo scopo di potenziare  gli  investimenti  per  la
          messa in sicurezza di scuole, strade,  edifici  pubblici  e
          patrimonio comunale e  per  l'abbattimento  delle  barriere
          architettoniche a beneficio  della  collettivita',  nonche'
          per gli interventi di efficientamento energetico e sviluppo
          territoriale sostenibile di cui al  comma  3,  a  decorrere
          dall'anno 2021 e' autorizzato, nello  stato  di  previsione
          del  Ministero  dell'interno,  l'avvio  di   un   programma
          pluriennale per la realizzazione degli  interventi  di  cui
          all'articolo 1, comma 107, della legge 30 dicembre 2018, n.
          145. A tale fine, con decreto del Ministro dell'interno, da
          emanare entro il 15 gennaio di ciascun anno, e' assegnato a
          ciascun comune con popolazione inferiore a  1.000  abitanti
          un contributo di pari importo, nel limite  massimo  di  160
          milioni di euro per l'anno 2021, 168 milioni  di  euro  per
          ciascuno degli anni 2022 e 2023, 172 milioni  di  euro  per
          l'anno 2024, 140 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni
          dal 2025 al 2030, 132 milioni di euro  per  ciascuno  degli
          anni dal 2031 al 2033 e 160 milioni  di  euro  a  decorrere
          dall'anno 2034. Il comune beneficiario  del  contributo  di
          cui al presente comma e' tenuto  ad  iniziare  l'esecuzione
          dei lavori entro il 15 maggio di ciascun anno. Nel caso  di
          mancato rispetto del termine di inizio dell'esecuzione  dei
          lavori di cui al presente comma o di parziale utilizzo  del
          contributo, il medesimo contributo e' revocato, in tutto  o
          in parte, entro il 15 giugno di ciascun anno,  con  decreto
          del Ministro dell'interno. Le somme derivanti dalla  revoca
          dei contributi di cui al quarto periodo sono assegnate, con
          il medesimo decreto  ivi  previsto,  ai  comuni  che  hanno
          iniziato l'esecuzione dei lavori in data  antecedente  alla
          scadenza di cui  al  presente  comma,  dando  priorita'  ai
          comuni con data di inizio dell'esecuzione dei  lavori  meno
          recente e non oggetto di recupero. I comuni beneficiari dei
          contributi di cui al quinto periodo sono tenuti a  iniziare
          l'esecuzione dei lavori entro  il  15  ottobre  di  ciascun
          anno.  Si  applicano  i  commi  110,   112,   113   e   114
          dell'articolo 1 della citata legge n. 145 del 2018.».