Art. 22 bis 
 
              Proroga di termini in materia tributaria 
 
  1. All'articolo 157  del  decreto-legge  19  maggio  2020,  n.  34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17  luglio  2020,  n.  77,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
  "1. In deroga a quanto previsto  dall'articolo  3  della  legge  27
luglio 2000, n. 212, gli atti di accertamento, di  contestazione,  di
irrogazione delle sanzioni, di recupero  dei  crediti  d'imposta,  di
liquidazione e di rettifica e liquidazione, per i quali i termini  di
decadenza, calcolati senza tener conto del periodo di sospensione  di
cui all'articolo 67, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24  aprile  2020,  n.  27,
scadono tra l'8 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020, sono  emessi  entro
il 31 dicembre 2020 e sono notificati nel periodo compreso tra il  1°
marzo 2021 e il 28 febbraio 2022, salvi casi  di  indifferibilita'  e
urgenza, o al fine del perfezionamento degli adempimenti fiscali  che
richiedono il contestuale versamento di tributi"; 
  b) il comma 2-bis e' sostituito dal seguente: 
  "2-bis. Gli atti, le comunicazioni e gli inviti di cui al  comma  2
sono notificati, inviati o messi a disposizione nel periodo  compreso
tra  il  1°  marzo  2021  e  il  28  febbraio  2022,  salvi  casi  di
indifferibilita' e urgenza,  o  al  fine  del  perfezionamento  degli
adempimenti fiscali  che  richiedono  il  contestuale  versamento  di
tributi. Restano ferme  le  disposizioni  previste  dall'articolo  1,
comma 640, della legge 23 dicembre 2014, n. 190"; 
  c) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
  "3. I termini di decadenza per la notificazione delle  cartelle  di
pagamento previsti dall'articolo 25, comma 1, lettere a)  e  b),  del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,  n.  602,
sono prorogati di quattordici mesi relativamente: 
  a) alle dichiarazioni presentate nell'anno 2018, per le  somme  che
risultano dovute a seguito dell'attivita'  di  liquidazione  prevista
dagli articoli 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, e 54-bis del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; 
  b) alle dichiarazioni dei sostituti d'imposta presentate  nell'anno
2017, per le somme che risultano dovute ai sensi degli articoli 19  e
20 del testo unico di cui al decreto del Presidente della  Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917; 
  c) alle dichiarazioni presentate negli anni 2017  e  2018,  per  le
somme che risultano dovute  a  seguito  dell'attivita'  di  controllo
formale prevista dall'articolo  36-ter  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600"; 
  d) il comma 4 e' sostituito dal seguente: 
  "4. Con riferimento agli atti indicati ai commi 1  e  2  notificati
entro il 28 febbraio 2022 non sono dovuti, se previsti, gli interessi
per ritardato  pagamento  di  cui  all'articolo  6  del  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze  21  maggio  2009,  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 15 giugno 2009, ne' gli interessi
per ritardata iscrizione a ruolo di cui all'articolo 20  del  decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,  n.  602,  per  il
periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la  data  di  notificazione
dell'atto stesso. Con riferimento alle comunicazioni di cui al  comma
2 non sono dovuti  gli  interessi  per  ritardato  pagamento  di  cui
all'articolo 6 del citato decreto del Ministro dell'economia e  delle
finanze 21 maggio 2009 dal mese di elaborazione,  ne'  gli  interessi
per ritardata iscrizione a ruolo di cui all'articolo 20  del  decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,  n.  602,  per  il
periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la data di  consegna  della
comunicazione". 
  2. Il comma 1 dell'articolo 68 del decreto-legge 17 marzo 2020,  n.
18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,
e' sostituito dal seguente: 
  "1. Con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie,  sono
sospesi i termini dei versamenti,  in  scadenza  nel  periodo  dall'8
marzo 2020 al 28 febbraio 2021, derivanti da  cartelle  di  pagamento
emesse dagli agenti della riscossione nonche' dagli  avvisi  previsti
dagli articoli 29 e 30 del  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.  I
versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati  in  unica
soluzione  entro  il  mese  successivo  al  termine  del  periodo  di
sospensione. Non si procede al rimborso di quanto  gia'  versato.  Si
applicano  le  disposizioni  di  cui  all'articolo  12  del   decreto
legislativo 24 settembre 2015, n. 159". 
  3. All'articolo 152, comma 1, primo periodo, del  decreto-legge  19
maggio 2020, n. 34, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  17
luglio 2020, n. 77, le parole da:  "del  presente  decreto"  fino  a:
"sono sospesi" sono sostituite dalle seguenti: "del presente  decreto
e il 28 febbraio 2021 sono sospesi". 
  4. Restano validi  gli  atti  e  i  provvedimenti  adottati  e  gli
adempimenti svolti dall'agente della riscossione nel periodo  dal  1°
gennaio 2021 al 15 gennaio  2021  e  sono  fatti  salvi  gli  effetti
prodottisi e i rapporti giuridici  sorti  sulla  base  dei  medesimi;
restano altresi' acquisiti, relativamente ai versamenti eventualmente
eseguiti nello stesso periodo, gli interessi di mora  corrisposti  ai
sensi dell'articolo 30, comma 1, del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, nonche' le sanzioni e le  somme
aggiuntive corrisposte  ai  sensi  dell'articolo  27,  comma  1,  del
decreto legislativo 26 febbraio  1999,  n.  46.  Agli  accantonamenti
effettuati e alle somme accreditate nel predetto  periodo  all'agente
della riscossione e ai soggetti di  cui  all'articolo  52,  comma  5,
lettera b), del decreto legislativo 15  dicembre  1997,  n.  446,  si
applicano le disposizioni dell'articolo 152, comma 1, terzo  periodo,
del  decreto-legge  19  maggio   2020,   n.   34,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77; alle  verifiche  di
cui all'articolo 48-bis, comma 1, del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, effettuate nello stesso periodo
si applicano le disposizioni  dell'articolo  153,  comma  1,  secondo
periodo, del citato decreto-legge n. 34 del 2020. 
 
          Riferimenti normativi 
 
              - Si riporta il testo dell'articolo 157 commi 1, 2-bis,
          3 e 4, del citato decreto-legge  19  maggio  2020,  n.  34,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio  2020,
          n. 77, come modificato dalla presente legge: 
              «Art. 157 Misure urgenti in materia di salute, sostegno
          al lavoro e  all'economia,  nonche'  di  politiche  sociali
          connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 
              1. In deroga a quanto  previsto  all'articolo  3  della
          legge 27 luglio 2000, n. 212, gli atti di accertamento,  di
          contestazione, di irrogazione delle sanzioni,  di  recupero
          dei crediti di imposta, di liquidazione e  di  rettifica  e
          liquidazione, per i quali i termini di decadenza, calcolati
          senza  tener  conto  del  periodo  di  sospensione  di  cui
          all'articolo 67, comma 1, del decreto-legge 17 marzo  2020,
          n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile
          2020, n. 27, scadono tra l'8 marzo 2020 ed il  31  dicembre
          2020,  sono  emessi  entro  il  31  dicembre  2020  e  sono
          notificati nel periodo compreso tra il 1° marzo 2021  e  il
          28 febbraio 2022, salvo casi di indifferibilita' e urgenza,
          o al fine del perfezionamento degli adempimenti fiscali che
          richiedono il contestuale versamento di tributi. 
              2. (Omissis). 
              2-bis. Gli atti, le comunicazioni e gli inviti  di  cui
          al comma 2 sono notificati, inviati o messi a  disposizione
          nel periodo compreso tra il 1° marzo 2021 e il 28  febbraio
          2022, salvo casi di indifferibilita' e urgenza, o  al  fine
          del   perfezionamento   degli   adempimenti   fiscali   che
          richiedono il contestuale versamento  di  tributi.  Restano
          ferme le disposizioni previste dall'articolo 1,  comma  640
          della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 
              3. I termini di decadenza per  la  notificazione  delle
          cartelle di pagamento previsti dall'articolo 25,  comma  1,
          lettere  a)  e  b),  del  decreto  del   Presidente   della
          Repubblica 29 settembre 1973, n.  602,  sono  prorogati  di
          quattordici mesi relativamente: 
                a) alle dichiarazioni presentate nell'anno 2018,  per
          le somme che risultano dovute a seguito  dell'attivita'  di
          liquidazione prevista dagli articoli 36-bis del decreto del
          Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,  n.  600,  e
          54-bis del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
          ottobre 1972, n. 633; 
                b)  alle  dichiarazioni   dei   sostituti   d'imposta
          presentate nell'anno  2017,  per  le  somme  che  risultano
          dovute ai sensi degli articoli 19 e 20 del testo  unico  di
          cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre
          1986, n. 917; 
                c) alle dichiarazioni presentate negli  anni  2017  e
          2018,  per  le  somme  che  risultano  dovute   a   seguito
          dell'attivita' di controllo formale prevista  dall'articolo
          36-ter del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29
          settembre 1973, n. 600. 
              4. Con riferimento agli atti indicati ai commi  1  e  2
          notificati entro il 28 febbraio 2022 non  sono  dovuti,  se
          previsti, gli interessi  per  ritardato  pagamento  di  cui
          all'articolo 6 del decreto  del  Ministro  dell'economia  e
          delle finanze 21 maggio  2009,  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale n. 136 del 15 giugno 2009, ne' gli interessi  per
          ritardata iscrizione a ruolo di  cui  all'articolo  20  del
          decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,
          n. 602, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la
          data di notificazione  dell'atto  stesso.  Con  riferimento
          alle comunicazioni di cui al comma 2 non  sono  dovuti  gli
          interessi per ritardato pagamento di cui all'articolo 6 del
          citato decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze
          21 maggio 2009 dal mese di elaborazione, ne' gli  interessi
          per ritardata iscrizione a ruolo di cui all'articolo 20 del
          decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,
          n. 602, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la
          data di consegna della comunicazione. 
              5. - 7-ter. (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 68,  comma  1,  del
          citato decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 24  aprile  2020,  n.  27,  come
          modificato dalla presente legge: 
              «Art. 68 Sospensione  dei  termini  di  versamento  dei
          carichi affidati all'agente della riscossione 
              1.  Con  riferimento  alle  entrate  tributarie  e  non
          tributarie, sono  sospesi  i  termini  dei  versamenti,  in
          scadenza nel periodo dall'8 marzo 2020 al 28 febbraio 2021,
          derivanti da cartelle  di  pagamento  emesse  dagli  agenti
          della  riscossione  nonche'  dagli  avvisi  previsti  dagli
          articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,
          n. 122. I versamenti oggetto di sospensione  devono  essere
          effettuati in unica soluzione entro il mese  successivo  al
          termine del periodo  di  sospensione.  Non  si  procede  al
          rimborso  di  quanto  gia'   versato.   Si   applicano   le
          disposizioni di cui all'articolo 12 del decreto legislativo
          24 settembre 2015, n. 159. 
              2. - 4-bis. (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 152  comma  1,  del
          citato decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
          modificazioni, dalla legge 17  luglio  2020,  n.  77,  come
          modificato dalla presente legge: 
              «Art.  152  Sospensioni  dei  pignoramenti  dell'Agente
          della riscossione su stipendi e pensioni 
              1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata  in
          vigore del presente decreto e  il  28  febbraio  2021  sono
          sospesi  gli  obblighi  di  accantonamento  derivanti   dai
          pignoramenti presso terzi effettuati prima di  tale  ultima
          data dall'agente della riscossione e dai  soggetti  di  cui
          all'articolo  52,  comma  5,  lettera   b),   del   decreto
          legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, aventi ad oggetto  le
          somme  dovute  a  titolo  di  stipendio,   salario,   altre
          indennita' relative al rapporto di  lavoro  o  di  impiego,
          comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonche'  a
          titolo di pensione, di  indennita'  che  tengono  luogo  di
          pensione,  o  di  assegni  di  quiescenza.  Le  somme   che
          avrebbero dovuto essere accantonate  nel  medesimo  periodo
          non sono sottoposte a  vincolo  di  indisponibilita'  e  il
          terzo pignorato le rende fruibili  al  debitore  esecutato,
          anche se anteriormente alla data di entrata in  vigore  del
          presente decreto sia intervenuta ordinanza di  assegnazione
          del   giudice   dell'esecuzione.    Restano    fermi    gli
          accantonamenti effettuati prima della data  di  entrata  in
          vigore  del  presente  decreto  e  restano  definitivamente
          acquisite e  non  sono  rimborsate  le  somme  accreditate,
          anteriormente   alla   stessa   data,   all'agente    della
          riscossione e ai soggetti di cui all'articolo 52, comma  5,
          lettera b), del decreto legislativo n. 446 del 1997. 
              2. (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 30,  comma  1,  del
          decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,
          n. 602 (Disposizioni sulla riscossione  delle  imposte  sul
          reddito), pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  16  ottobre
          1973, n. 268, Supplemento ordinario n. 2: 
              «Art. 30 Interessi di mora 
              1.   Decorso   inutilmente    il    termine    previsto
          dall'articolo 25, comma 2, sulle somme  iscritte  a  ruolo,
          esclusi le sanzioni pecuniarie tributarie e gli  interessi,
          si applicano, a partire dalla  data  della  notifica  della
          cartella e fino alla data del pagamento, gli  interessi  di
          mora al  tasso  determinato  annualmente  con  decreto  del
          Ministero delle finanze con riguardo alla media  dei  tassi
          bancari attivi.». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 27,  comma  1,  del
          decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 (Riordino della
          disciplina  della  riscossione  mediante  ruolo,  a   norma
          dell'articolo 1 della legge 28  settembre  1998,  n.  337),
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 5 marzo  1999,  n.  53,
          Supplemento ordinario n. 45: 
              «Art. 27. Accessori dei crediti previdenziali. 
              1. In deroga all'articolo 30 del decreto del Presidente
          della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, come sostituito
          dall'articolo 14 del presente  decreto,  sui  contributi  o
          premi dovuti agli enti pubblici previdenziali,  decorso  il
          termine  previsto  dall'articolo   25   del   decreto   del
          Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, come
          sostituito  dall'articolo  11  del  presente  decreto,   le
          sanzioni e  le  somme  aggiuntive  dovute  sono  calcolate,
          secondo le disposizioni che le regolano, dalla  data  della
          notifica e fino alla data del pagamento. 
              2. (Omissis).». 
              - Si riporta il testo vigente dell'articolo  52,  comma
          5, lettera b), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.
          446 (Istituzione  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'
          produttive, revisione degli  scaglioni,  delle  aliquote  e
          delle  detrazioni   dell'Irpef   e   istituzione   di   una
          addizionale regionale  a  tale  imposta,  nonche'  riordino
          della disciplina  dei  tributi  locali),  pubblicato  nella
          Gazzetta Ufficiale 23 dicembre 1997,  n.  298,  Supplemento
          ordinario n. 252: 
              «Art.  52.  Potesta'   regolamentare   generale   delle
          province e dei comuni 
              1. - 4. (Omissis). 
              5. I regolamenti, per quanto attiene all'accertamento e
          alla riscossione dei tributi e delle  altre  entrate,  sono
          informati ai seguenti criteri: 
                a) (Omissis). 
                b) qualora sia deliberato di affidare a terzi,  anche
          disgiuntamente, l'accertamento e la riscossione dei tributi
          e di tutte le entrate, le relative attivita' sono affidate,
          nel rispetto della normativa dell'Unione  europea  e  delle
          procedure vigenti in materia di affidamento della  gestione
          dei servizi pubblici locali, a: 
                  1)   i   soggetti   iscritti   nell'albo   di   cui
          all'articolo 53, comma 1; 
                  2) gli operatori degli Stati membri stabiliti in un
          Paese dell'Unione  europea  che  esercitano  le  menzionate
          attivita', i quali  devono  presentare  una  certificazione
          rilasciata dalla competente autorita'  del  loro  Stato  di
          stabilimento dalla quale deve risultare la  sussistenza  di
          requisiti equivalenti a  quelli  previsti  dalla  normativa
          italiana di settore; 
                  3) la societa' a capitale interamente pubblico,  di
          cui all'articolo 113, comma 5, lettera c), del testo  unico
          di cui al decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.  267,  e
          successive   modificazioni,   mediante    convenzione,    a
          condizione:  che  l'ente  titolare  del  capitale   sociale
          eserciti sulla  societa'  un  controllo  analogo  a  quello
          esercitato sui propri servizi; che la societa' realizzi  la
          parte piu' importante della propria  attivita'  con  l'ente
          che la controlla; che  svolga  la  propria  attivita'  solo
          nell'ambito territoriale di  pertinenza  dell'ente  che  la
          controlla; 
                  4) le societa' di cui all'articolo  113,  comma  5,
          lettera b), del  citato  testo  unico  di  cui  al  decreto
          legislativo n. 267 del  2000,  iscritte  nell'albo  di  cui
          all'articolo 53, comma 1, del presente decreto, i cui  soci
          privati siano scelti, nel rispetto della disciplina  e  dei
          principi comunitari, tra i soggetti di cui ai numeri  1)  e
          2) della presente lettera, a condizione  che  l'affidamento
          dei servizi di accertamento e di riscossione dei tributi  e
          delle entrate avvenga sulla base di procedure  ad  evidenza
          pubblica; 
                c) - d) (Omissis).». 
              - Per il testo dell'articolo 152 comma  1,  del  citato
          decreto-legge  19  maggio  2020,  n.  34,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77,  si  veda
          nei riferimenti normativi all'articolo 22-bis. 
              - Si riporta il testo dell'articolo  48-bis,  comma  1,
          del citato  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29
          settembre 1973, n. 602: 
              «Art.  48-bis   (Disposizioni   sui   pagamenti   delle
          pubbliche amministrazioni) 
              1. A decorrere dalla data  di  entrata  in  vigore  del
          regolamento di cui al comma 2, le amministrazioni pubbliche
          di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo  30
          marzo  2001,  n.  165,   e   le   societa'   a   prevalente
          partecipazione pubblica, prima di effettuare,  a  qualunque
          titolo, il pagamento di un importo superiore  a  cinquemila
          euro,  verificano,  anche  in   via   telematica,   se   il
          beneficiario  e'  inadempiente  all'obbligo  di  versamento
          derivante  dalla  notifica  di  una  o  piu'  cartelle   di
          pagamento per un ammontare complessivo pari almeno  a  tale
          importo e, in caso affermativo, non procedono al  pagamento
          e segnalano la  circostanza  all'agente  della  riscossione
          competente   per   territorio,   ai   fini   dell'esercizio
          dell'attivita' di riscossione delle somme iscritte a ruolo.
          La presente disposizione non  si  applica  alle  aziende  o
          societa' per le quali sia stato disposto il sequestro o  la
          confisca ai sensi dell'articolo 12-sexies del decreto-legge
          8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla
          legge 7 agosto 1992, n. 356, ovvero della legge  31  maggio
          1965, n. 575, ovvero che abbiano ottenuto la dilazione  del
          pagamento ai sensi dell'articolo 19  del  presente  decreto
          nonche' ai risparmiatori di cui all'articolo 1, comma  494,
          della legge 30 dicembre 2018, n. 145, che hanno  subito  un
          pregiudizio ingiusto da parte di banche e loro  controllate
          aventi sede legale in Italia, poste in liquidazione  coatta
          amministrativa dopo il 16 novembre  2015  e  prima  del  16
          gennaio 2018. 
              2. - 2-bis. (Omissis).». 
              - Si riporta il testo dell'articolo 153, comma  1,  del
          citato decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
          modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77: 
              «Art.  153  Sospensione  delle  verifiche  ex  articolo
          48-bis DPR n. 602 del 1973 
              1. Nel periodo di sospensione di cui  all'articolo  68,
          commi 1 e 2-bis, del decreto-legge 17 marzo  2020,  n.  18,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile  2020,
          n. 27 non si applicano le disposizioni dell'articolo 48-bis
          del decreto del Presidente della  Repubblica  29  settembre
          1973, n. 602. Le verifiche eventualmente  gia'  effettuate,
          anche in data antecedente a  tale  periodo,  ai  sensi  del
          comma 1  dello  stesso  articolo  48-bis  del  decreto  del
          Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, per  le  quali
          l'agente della riscossione non ha  notificato  l'ordine  di
          versamento  previsto  dall'articolo  72-bis,  del  medesimo
          decreto  restano  prive   di   qualunque   effetto   e   le
          amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1,  comma  2,
          del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  nonche'  le
          societa' a prevalente partecipazione pubblica, procedono al
          pagamento a favore del beneficiario. 
              2. (Omissis).».