Art. 5 
 
Misure per il rafforzamento della lotta attiva ((contro  gli  incendi
  boschivi)) e ((dell'apparato sanzionatorio)) e modifiche alla legge
  21 novembre 2000, n. 353 
 
  1. Alla legge 21 novembre 2000, n. 353, sono apportate le  seguenti
modificazioni: 
    a) all'articolo 2: 
      1) la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Definizioni»; 
      2) dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente: «((1-bis.  Ai  fini
della pianificazione operativa regionale contenuta nel piano  di  cui
all'articolo 3, per zone di interfaccia urbano-rurale si intendono le
zone, aree o fasce, nelle quali l'interconnessione tra le  abitazioni
o altre strutture antropiche e le  aree  naturali  o  la  vegetazione
combustibile e' molto stretta))»; 
    b) all'articolo 3, comma 3 
      1) dopo la lettera c) e' inserita la seguente: «c-bis) le  aree
trattate  ((con  la  tecnica  del  fuoco  prescritto,  come  definita
all'articolo 4, comma 2-bis;))»; 
      2) alla lettera f), dopo le parole «le azioni» sono inserite le
seguenti:  «e  gli  inadempimenti  agli   obblighi»,   ((la   parola:
«determinanti»  e'  sostituita  dalle  seguenti:   «,   che   possono
determinare»)) e dopo le parole «di incendio  boschivo  di  cui  alle
lettere c) e d)» sono aggiunte le seguenti: «,(( nonche'  di  incendi
in zone di interfaccia urbano-rurale))»; 
      3) alla lettera l), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«, ((anche di incendi in zone di interfaccia urbano-rurale))»; 
    c) all'articolo 4: 
      1) al comma 1, dopo le parole «lettere  c)»  sono  inserite  le
seguenti: «, c-bis)»; 
      2) dopo il  comma  2  e'  inserito  il  seguente:  «2-bis.  Gli
interventi colturali  di  cui  al  comma  2  nonche'  quelli  di  cui
all'articolo 3,  comma  3,  lettera  l),  comprendono  interventi  di
trattamento dei combustibili mediante  tecniche  selvicolturali  ((ai
sensi dell'articolo 3, comma  2,  lettera  c),  del  testo  unico  in
materia di foreste e filiere forestali, di cui al decreto legislativo
3 aprile 2018, n. 34)),  inclusa  la  tecnica  del  fuoco  prescritto
intesa come applicazione esperta di fuoco su  superfici  pianificate,
attraverso l'impiego di personale  appositamente  addestrato  all'uso
del  fuoco   e   adottando   prescrizioni   e   procedure   operative
preventivamente ((definite con apposite linee-guida predisposte)) dal
Comitato tecnico che provvede all'istruttoria del Piano nazionale  di
coordinamento per l'aggiornamento tecnologico e l'accrescimento della
capacita' operativa nelle azioni di previsione, prevenzione  e  lotta
attiva contro gli incendi boschivi. ((Fino alla data  di  entrata  in
vigore  delle  linee-guida  restano  valide   le   procedure   e   le
prescrizioni  eventualmente  gia'  definite  in  materia  dai   piani
regionali di cui all'articolo 3. Al fine di stabilire la priorita' di
interventi  urgenti  necessari  per  prevenire  e  mitigare  i  danni
conseguenti  agli  incendi  nelle  aree  piu'  esposte   al   rischio
idrogeologico  e  idraulico,  oltre  alle  richiamate  tecnologie  di
monitoraggio del territorio, si possono utilizzare rilievi diretti di
campo  eseguiti  da  tecnici  esperti,  in  modo  da  consentire   di
individuare gli effettivi  livelli  di  rischio.  Le  amministrazioni
interessate provvedono  all'attuazione  del  presente  comma  con  le
risorse finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente,
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica))»; 
  ((2-bis) dopo il comma 2-bis sono inseriti i seguenti: 
  «2-ter. I piani antincendio boschivo e i piani operativi  nazionali
approvati nell'ambito  della  programmazione  dei  fondi  strutturali
2021/2027 finalizzati alla sicurezza e all'incolumita' dei  territori
e  delle  persone  devono  coordinarsi  con  i   documenti   previsti
dall'articolo 6 del testo unico  di  cui  al  decreto  legislativo  3
aprile 2018, n. 34. 
        2-quater. Gli interventi colturali di cui al comma 2  nonche'
quelli di cui all'articolo 3, comma  3,  lettera  l),  devono  tenere
conto delle specificita' delle  aree  protette  o  degli  habitat  di
interesse conservazionistico»)); 
    d) all'articolo 7: 
      1) al comma 1, dopo la parola «con» sono inserite le  seguenti:
«attrezzature manuali, controfuoco e»; 
      2) al comma 6, l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: «Le
regioni   ((stabiliscono,   con   proprie   risorse   disponibili   a
legislazione vigente,)) compensi incentivanti in misura proporzionale
ai risultati conseguiti in termini di riduzione delle  aree  percorse
dal fuoco.»; 
    e) all'articolo 10: 
      1) al comma 1, settimo periodo, dopo le parole «il pascolo e la
caccia» sono aggiunte le seguenti: «ed e', altresi', vietata, per tre
anni, la raccolta dei prodotti del sottobosco»; 
      ((2) al  comma  2,  dopo  il  primo  periodo,  e'  inserito  il
seguente: «I comuni, senza nuovi o  maggiori  oneri  per  la  finanza
pubblica, possono avvalersi, ai fini di cui  al  primo  periodo,  del
supporto tecnico messo a disposizione dalle  strutture  organizzative
della regione o da altri soggetti operanti  nell'ambito  territoriale
della   medesima   regione   muniti   delle   necessarie    capacita'
tecniche.»)); 
      ((2-bis) al comma 3, le parole: «lire 60.000», «lire  120.000»,
«lire 400.000» e «lire 800.000» sono sostituite rispettivamente dalle
seguenti: «euro 45», «euro 90», «euro 300» e «euro 600»;)) 
      3) al comma 3, e' aggiunto, infine, il seguente  periodo:  «Nel
caso di trasgressione al divieto di pascolo di cui al presente  comma
e' sempre disposta la confisca degli animali se  il  proprietario  ha
commesso il fatto su  soprassuoli  delle  zone  boscate  percorsi  da
incendio in relazione al quale il medesimo e' stato  condannato,  nei
dieci anni precedenti, per il  reato  di  cui  all'articolo  423-bis,
primo comma, del codice penale.»; 
      4) al comma 5, e' aggiunto, infine, il seguente periodo: «Nelle
medesime aree sono, altresi' obbligatori gli adempimenti  individuati
ai  sensi  del  medesimo   articolo   3,   comma   3,   lettera   f),
((l'inottemperanza  ai   quali))   puo'   determinare,   anche   solo
potenzialmente, l'innesco di incendio.»; 
      ((4-bis) al comma 6, le parole: «lire 2.000.000 e non superiore
a lire 20.000.000» sono sostituite dalle seguenti: «euro 5.000 e  non
superiore a euro 50.000»)). 
  2. Il Ministero dell'interno comunica alle Camere e pubblica  ((nel
proprio sito internet istituzionale)), annualmente,  le  informazioni
relative al numero e alla localizzazione delle denunce effettuate per
le trasgressioni ai divieti previsti dall'articolo 10 della legge  21
novembre 2000, n. 353, e per le condanne riportate per  il  reato  di
incendio boschivo di cui  all'articolo  423-bis  del  codice  penale,
oltre che le risultanze delle attivita' di cui all'articolo 2,  comma
3, del presente decreto. 
  3. Le informazioni di cui al comma 2 sono fornite dal  Dipartimento
della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei  ministri,
dal Ministero dell'interno - Dipartimento della  pubblica  sicurezza,
dal  Ministero  della  giustizia,  dal  Comando   unita'   forestali,
ambientali e agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri e  dai  comandi
dei Corpi Forestali delle Regioni a statuto speciale e delle Province
autonome di Trento e di Bolzano, per quanto di rispettiva competenza,
entro il 30 marzo di ogni anno, con modalita'  idonee  alla  relativa
pubblicazione e prive di dati personali sensibili. 
  4. Le amministrazioni  interessate  provvedono  all'attuazione  dei
commi  2  e  3  con  le  risorse  umane,  finanziarie  e  strumentali
disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o  maggiori  oneri  a
carico della finanza pubblica. 
 
          Riferimenti normativi 
 
              - Per il testo degli articoli 3 e 10,  della  legge  21
          novembre 2000, n. 353, si vedano  i  riferimenti  normativi
          all'articolo 3. 
              - Si riporta il testo degli articoli 2,  4  e  7  della
          citata legge 21 novembre 2000, n. 353, 
                «Art. 2 (Definizioni). - 1. Per incendio boschivo  si
          intende un fuoco con suscettivita'  a  espandersi  su  aree
          boscate,  cespugliate  o   arborate,   comprese   eventuali
          strutture e infrastrutture antropizzate  poste  all'interno
          delle predette aree, oppure su terreni coltivati o  incolti
          e pascoli limitrofi a dette aree. 
                1-bis. Per incendio di interfaccia  urbano-rurale  si
          intende  quella   tipologia   di   incendi   boschivi   che
          interessano  zone  o  aree   nelle   quali   sussiste   una
          interconnessione tra strutture antropiche e aree  naturali,
          laddove il sistema urbano e quello rurale si incontrano  ed
          interagiscono, potendo venire rapidamente in contatto,  con
          la possibile  propagazione  di  un  incendio  originato  da
          vegetazione combustibile.». 
                «Art. 3 (Piano regionale di previsione, prevenzione e
          lotta attiva contro gli incendi boschivi). - 1. Le  regioni
          approvano il piano regionale per  la  programmazione  delle
          attivita' di previsione, prevenzione e lotta attiva  contro
          gli incendi boschivi,  sulla  base  di  linee  guida  e  di
          direttive deliberate, entro sessanta giorni dalla  data  di
          entrata in vigore della presente legge, dal  Consiglio  dei
          ministri,  su  proposta  del  Ministro  delegato   per   il
          coordinamento della protezione civile, che si  avvale,  per
          quanto di rispettiva  competenza,  del  Dipartimento  della
          protezione  civile  della  Presidenza  del  Consiglio   dei
          ministri, di seguito denominato "Dipartimento",  del  Corpo
          forestale dello Stato e del Corpo nazionale dei vigili  del
          fuoco, sentita la Conferenza unificata di cui  all'articolo
          8 del decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,  di
          seguito denominata "Conferenza unificata". 
                2. Le regioni approvano il piano di cui  al  comma  1
          entro centocinquanta giorni dalla deliberazione delle linee
          guida e delle direttive di cui al medesimo comma 1. 
                3.  Il  piano,  sottoposto   a   revisione   annuale,
          individua: 
                  a) le cause determinanti ed i fattori predisponenti
          l'incendio; 
                  b) le aree percorse dal fuoco nell'anno precedente,
          rappresentate con apposita cartografia; 
                  c)  le  aree  a  rischio   di   incendio   boschivo
          rappresentate con apposita cartografia tematica aggiornata,
          con   l'indicazione   delle   tipologie   di    vegetazione
          prevalenti; 
                  c-bis) le aree trattate con il fuoco prescritto; 
                  d) i periodi a rischio di  incendio  boschivo,  con
          l'indicazione dei dati anemologici  e  dell'esposizione  ai
          venti; 
                  e) gli indici  di  pericolosita'  fissati  su  base
          quantitativa e sinottica; 
                  f) le azioni  e  gli  inadempimenti  agli  obblighi
          determinanti  anche  solo   potenzialmente   l'innesco   di
          incendio nelle aree e nei periodi  a  rischio  di  incendio
          boschivo di cui alle lettere c) e d), nonche' di incendi di
          interfaccia urbano-rurale; 
                  g)  gli  interventi  per   la   previsione   e   la
          prevenzione degli incendi boschivi anche attraverso sistemi
          di monitoraggio satellitare; 
                  h) la consistenza e la  localizzazione  dei  mezzi,
          degli strumenti e delle risorse umane nonche' le  procedure
          per la lotta attiva contro gli incendi boschivi; 
                  i) la consistenza e la localizzazione delle vie  di
          accesso e dei tracciati  spartifuoco  nonche'  di  adeguate
          fonti di approvvigionamento idrico; 
                  l)  le  operazioni  silvicolturali  di  pulizia   e
          manutenzione del  bosco,  con  facolta'  di  previsione  di
          interventi sostitutivi  del  proprietario  inadempiente  in
          particolare nelle aree a piu'  elevato  rischio,  anche  di
          incendi di interfaccia urbano-rurale; 
                  m)   le   esigenze   formative   e   la    relativa
          programmazione; 
                  n) le attivita' informative; 
                  o)  la   previsione   economico-finanziaria   delle
          attivita' previste nel piano stesso. 
                4. In caso di inadempienza delle regioni, il Ministro
          delegato per  il  coordinamento  della  protezione  civile,
          avvalendosi,  per  quanto  di  rispettiva  competenza,  del
          Dipartimento, del Corpo nazionale dei vigili  del  fuoco  e
          del Corpo forestale  dello  Stato,  sentita  la  Conferenza
          unificata, predispone, anche a livello interprovinciale, le
          attivita' di emergenza per  lo  spegnimento  degli  incendi
          boschivi, tenendo conto  delle  strutture  operative  delle
          province, dei comuni e delle comunita' montane. 
                5. Nelle more dell'approvazione dei piani di  cui  al
          comma 1 restano efficaci, a  tutti  gli  effetti,  i  piani
          antincendi boschivi gia' approvati dalle regioni.» 
                «Art. 4 (Previsione  e  prevenzione  del  rischio  di
          incendi boschivi). - 1. L'attivita' di previsione  consiste
          nell'individuazione, ai sensi  dell'articolo  3,  comma  3,
          lettere c), c-bis), d) ed e), delle aree e  dei  periodi  a
          rischio  di  incendio  boschivo  nonche'  degli  indici  di
          pericolosita'.   Rientra   nell'attivita'   di   previsione
          l'approntamento dei dispositivi funzionali a realizzare  la
          lotta attiva di cui all'articolo 7. 
                2. L'attivita' di prevenzione consiste nel  porre  in
          essere azioni mirate a ridurre le  cause  e  il  potenziale
          innesco  d'incendio  nonche'  interventi  finalizzati  alla
          mitigazione  dei  danni  conseguenti.  A  tale  fine   sono
          utilizzati tutti  i  sistemi  e  i  mezzi  di  controllo  e
          vigilanza delle aree a rischio di cui  al  comma  1  ed  in
          generale le tecnologie per il monitoraggio del  territorio,
          conformemente alle direttive di cui all'articolo  3,  comma
          1, nonche' interventi colturali idonei volti  a  migliorare
          l'assetto   vegetazionale   degli   ambienti   naturali   e
          forestali. 
                2-bis. Gli interventi colturali di  cui  al  comma  2
          nonche' quelli di cui all'articolo 3, comma 3, lettera  l),
          comprendono  interventi  di  trattamento  dei  combustibili
          mediante tecniche selvicolturali, inclusa  la  tecnica  del
          fuoco prescritto intesa come applicazione esperta di  fuoco
          su superfici pianificate, attraverso l'impiego di personale
          appositamente addestrato  all'uso  del  fuoco  e  adottando
          prescrizioni e procedure operative preventivamente definite
          con apposite linee-guida definite dal Comitato tecnico  che
          provvede   all'istruttoria   del   Piano    nazionale    di
          coordinamento    per    l'aggiornamento    tecnologico    e
          l'accrescimento della capacita' operativa nelle  azioni  di
          previsione, prevenzione e lotta attiva contro  gli  incendi
          boschivi. 
                3. Le regioni programmano le attivita' di  previsione
          e prevenzione ai sensi dell'articolo 3.  Possono  altresi',
          nell'ambito  dell'attivita'   di   prevenzione,   concedere
          contributi a  privati  proprietari  di  aree  boscate,  per
          operazioni di pulizia  e  di  manutenzione  selvicolturale,
          prioritariamente finalizzate alla prevenzione degli incendi
          boschivi. 
                4.    Le    regioni    provvedono    altresi'    alla
          predisposizione di apposite planimetrie relative alle  aree
          a rischio di cui al comma 1 e, nell'esercizio delle proprie
          competenze  in  materia  urbanistica  e  di  pianificazione
          territoriale,  tengono  conto  del  grado  di  rischio   di
          incendio boschivo del territorio. 
                5. Le province, le  comunita'  montane  ed  i  comuni
          attuano le attivita' di previsione e di prevenzione secondo
          le attribuzioni stabilite dalle regioni.» 
                «Art. 7 (Lotta attiva contro gli  incendi  boschivi).
          - 1. Gli interventi di  lotta  attiva  contro  gli  incendi
          boschivi  comprendono   le   attivita'   di   ricognizione,
          sorveglianza,  avvistamento,  allarme  e  spegnimento   con
          attrezzature manuali, controfuoco e mezzi da terra e aerei. 
                2. Ai fini  di  cui  al  comma  1,  il  Dipartimento,
          garantisce e coordina sul territorio nazionale, avvalendosi
          del Centro operativo aereo unificato (COAU),  le  attivita'
          aeree di spegnimento con la flotta aerea antincendio  dello
          Stato, assicurandone l'efficacia operativa e provvedendo al
          potenziamento e all'ammodernamento di  essa.  Il  personale
          addetto alla sala operativa del COAU  e'  integrato  da  un
          rappresentante del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 
                2-bis. La flotta aerea antincendio  della  Protezione
          civile e' trasferita al Dipartimento dei vigili del  fuoco,
          del  soccorso  pubblico  e   della   difesa   civile.   Con
          regolamento emanato ai sensi  dell'articolo  17,  comma  1,
          della  legge  23  agosto  1988,  n.   400,   e   successive
          modificazioni, su proposta  del  Ministro  dell'economia  e
          delle finanze, di concerto con  il  Ministro  dell'interno,
          sono stabiliti i tempi e le  modalita'  di  attuazione  del
          trasferimento,   previa   individuazione   delle    risorse
          finanziarie, strumentali e umane  allo  scopo  finalizzate,
          senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
          pubblica.  Restano  fermi  i  vigenti  contratti   comunque
          afferenti alla flotta aerea in uso  al  Dipartimento  della
          protezione civile ed ai relativi oneri si provvede a valere
          sulle  risorse  di  cui  all'articolo  21,  comma  9,   del
          decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98,  convertito,   con
          modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. 
                3. Le regioni programmano la lotta  attiva  ai  sensi
          dell'articolo 3, commi 1 e 3, lettera h), e  assicurano  il
          coordinamento  delle  proprie  strutture  antincendio   con
          quelle statali istituendo e gestendo con  una  operativita'
          di tipo continuativo nei  periodi  a  rischio  di  incendio
          boschivo le sale  operative  unificate  permanenti  (SOUP),
          avvalendosi, oltre che delle proprie strutture e dei propri
          mezzi aerei  di  supporto  all'attivita'  delle  squadre  a
          terra: 
                  a)  di  risorse,  mezzi  e  personale   del   Corpo
          nazionale dei vigili del fuoco e del Corpo forestale  dello
          Stato in base ad accordi di programma; 
                  b) di personale appartenente ad  organizzazioni  di
          volontariato, riconosciute secondo  la  vigente  normativa,
          dotato  di  adeguata  preparazione   professionale   e   di
          certificata  idoneita'  fisica  qualora   impiegato   nelle
          attivita' di spegnimento del fuoco; 
                  c) di risorse, mezzi e personale delle Forze armate
          e  delle  Forze  di  polizia  dello  Stato,  in   caso   di
          riconosciuta   e    urgente    necessita',    richiedendoli
          all'Autorita' competente che ne potra' disporre  l'utilizzo
          in dipendenza delle proprie esigenze; 
                  d) di mezzi aerei  di  altre  regioni  in  base  ad
          accordi di programma. 
                4. Su richiesta delle regioni, il Centro operativo di
          cui al comma 2 interviene, con la flotta aerea  di  cui  al
          medesimo comma, secondo procedure prestabilite e tramite le
          SOUP di cui al comma 3. 
                5.  Le  regioni  assicurano  il  coordinamento  delle
          operazioni   a   terra   anche   ai   fini   dell'efficacia
          dell'intervento dei mezzi aerei per  lo  spegnimento  degli
          incendi boschivi. A tali fini, le regioni possono avvalersi
          del Corpo forestale dello Stato tramite i centri  operativi
          antincendi  boschivi  articolabili  in   nuclei   operativi
          speciali e di protezione civile da  istituire  con  decreto
          del capo del Corpo medesimo. 
                6. Il personale stagionale utilizzato  dalle  regioni
          per attivita' connesse alle finalita' di cui alla  presente
          legge deve essere prevalentemente impiegato nelle attivita'
          di prevenzione  di  cui  all'articolo  4  e  reclutato  con
          congruo anticipo rispetto ai periodi di  maggiore  rischio;
          ai  fini  di  tale  reclutamento,  e'  data  priorita'   al
          personale che ha frequentato, con esito favorevole, i corsi
          di cui all'articolo 5, comma 2. Le regioni sono autorizzate
          a stabilire compensi incentivanti in  misura  proporzionale
          ai risultati conseguiti in termini di riduzione delle  aree
          percorse dal fuoco.» 
                «Art. 10 (Divieti, prescrizioni e sanzioni). - 1.  Le
          zone boscate ed i pascoli i  cui  soprassuoli  siano  stati
          percorsi dal  fuoco  non  possono  avere  una  destinazione
          diversa da  quella  preesistente  all'incendio  per  almeno
          quindici anni. E' comunque  consentita  la  costruzione  di
          opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica
          incolumita'  e  dell'ambiente.  In  tutti   gli   atti   di
          compravendita di aree e  immobili  situati  nelle  predette
          zone, stipulati entro quindici anni dagli  eventi  previsti
          dal presente comma, deve essere espressamente richiamato il
          vincolo  di  cui  al  primo  periodo,  pena   la   nullita'
          dell'atto. Nei comuni sprovvisti  di  piano  regolatore  e'
          vietata per dieci anni ogni edificazione  su  area  boscata
          percorsa dal fuoco. E' inoltre vietata per dieci anni,  sui
          predetti soprassuoli, la realizzazione di  edifici  nonche'
          di strutture e infrastrutture finalizzate  ad  insediamenti
          civili ed attivita' produttive, fatti salvi i casi  in  cui
          detta realizzazione sia stata prevista in  data  precedente
          l'incendio dagli strumenti urbanistici vigenti a tale data.
          Sono vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli,  le
          attivita' di  rimboschimento  e  di  ingegneria  ambientale
          sostenute  con   risorse   finanziarie   pubbliche,   salvo
          specifica autorizzazione concessa dalla direzione  generale
          competente in materia del Ministero dell'ambiente,  per  le
          aree naturali protette statali, o dalla regione competente,
          negli altri casi, per documentate  situazioni  di  dissesto
          idrogeologico e nelle situazioni  in  cui  sia  urgente  un
          intervento per la tutela di particolari valori ambientali e
          paesaggistici.  Sono  altresi'  vietati  per  dieci   anni,
          limitatamente ai soprassuoli delle  zone  boscate  percorsi
          dal fuoco, il pascolo e la caccia ed e', altresi', vietata,
          per tre anni, la raccolta dei prodotti  del  sottobosco.  I
          contratti che costituiscono diritti reali di  godimento  su
          aree e immobili situati nelle zone di cui al primo  periodo
          stipulati entro due anni dal fatto sono trasmessi,  a  cura
          dell'Agenzia  delle  entrate,  entro  trenta  giorni  dalla
          registrazione,  al  prefetto   e   al   procuratore   della
          Repubblica presso il tribunale competente. La  disposizione
          di cui al periodo precedente si applica anche con  riguardo
          ai contratti  di  affitto  e  di  locazione  relativi  alle
          predette aree e immobili. 
                1-bis. La disposizione di cui al  primo  periodo  del
          comma 1 non si applica al proprietario vittima del delitto,
          anche  tentato,  di  estorsione,  accertato  con   sentenza
          definitiva, quando la violenza o la minaccia e'  consistita
          nella  commissione  di  uno  dei  delitti  previsti   dagli
          articoli 423-bis e 424 del codice penale e  sempre  che  la
          vittima   abbia   riferito   della   richiesta    estorsiva
          all'autorita' giudiziaria o alla polizia giudiziaria. 
                2. I comuni provvedono, entro  novanta  giorni  dalla
          data di approvazione del piano regionale di cui al comma  1
          dell'articolo 3, a censire,  tramite  apposito  catasto,  i
          soprassuoli   gia'   percorsi   dal    fuoco    nell'ultimo
          quinquennio, avvalendosi anche dei rilievi  effettuati  dal
          Corpo forestale dello  Stato.  Ai  fini  di  cui  al  primo
          periodo i comuni possono inoltre avvalersi, senza  nuovi  o
          maggiori  oneri  a  carico  della  finanza  pubblica,   del
          supporto tecnico messo a disposizione da ISPRA mediante  il
          Sistema nazionale di Protezione dell'Ambiente, o  da  altri
          soggetti muniti delle  necessarie  capacita'  tecniche.  La
          superficie  percorsa  dal  controfuoco  non   rientra   nel
          perimetro finale dell'incendio e in relazione ad  essa  non
          si applicano le sanzioni previste per le  aree  oggetto  di
          incendio. Il catasto e'  aggiornato  annualmente.  L'elenco
          dei predetti soprassuoli deve  essere  esposto  per  trenta
          giorni   all'albo   pretorio   comunale,   per    eventuali
          osservazioni. Decorso tale termine, i  comuni  valutano  le
          osservazioni presentate ed approvano,  entro  i  successivi
          sessanta giorni,  gli  elenchi  definitivi  e  le  relative
          perimetrazioni. E' ammessa la revisione degli  elenchi  con
          la cancellazione delle prescrizioni relative ai divieti  di
          cui al comma 1 solo dopo  che  siano  trascorsi  i  periodi
          rispettivamente indicati, per ciascun divieto, dal medesimo
          comma 1. 
                3. Nel caso di trasgressioni al divieto di pascolo su
          soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco ai  sensi
          del comma 1 si applica  una  sanzione  amministrativa,  per
          ogni capo, non inferiore a lire 60.000 e  non  superiore  a
          lire 120.000 e nel caso  di  trasgressione  al  divieto  di
          caccia sui medesimi soprassuoli  si  applica  una  sanzione
          amministrativa non inferiore a lire 400.000 e non superiore
          a lire 800.000. Nel caso di  trasgressione  al  divieto  di
          pascolo di cui al presente  comma  e'  sempre  disposta  la
          confisca degli animali se il proprietario  ha  commesso  il
          fatto  su  soprassuoli  delle  zone  boscate  percorsi   da
          incendio  in  relazione  al  quale  il  medesimo  e'  stato
          condannato, nei dieci anni precedenti, per il reato di  cui
          all'articolo 423-bis, primo comma, del codice penale. 
                4.  Nel  caso  di   trasgressioni   al   divieto   di
          realizzazione   di   edifici   nonche'   di   strutture   e
          infrastrutture  finalizzate  ad  insediamenti   civili   ed
          attivita' produttive su soprassuoli percorsi dal  fuoco  ai
          sensi del comma 1, si applica l'articolo 20,  primo  comma,
          lettera c),  della  legge  28  febbraio  1985,  n.  47.  Il
          giudice, nella sentenza di condanna, dispone la demolizione
          dell'opera e il ripristino dello stato dei luoghi  a  spese
          del responsabile. 
                5. Nelle aree e nei periodi  a  rischio  di  incendio
          boschivo sono vietate tutte le azioni, individuate ai sensi
          dell'articolo 3, comma 3, lettera  f),  determinanti  anche
          solo potenzialmente l'innesco di incendio.  Nelle  medesime
          aree sono, altresi' obbligatori gli adempimenti individuati
          ai sensi del medesimo articolo 3, comma 3, lettera  f),  il
          cui   inadempimento   puo'    determinare,    anche    solo
          potenzialmente, l'innesco di incendio. 
                6. Per le trasgressioni ai divieti di cui al comma  5
          si applica la sanzione amministrativa del pagamento di  una
          somma non inferiore a lire 2.000.000 e non superiore a lire
          20.000.000. Tali sanzioni sono raddoppiate nel caso in  cui
          il responsabile appartenga a una delle categorie  descritte
          all'articolo 7, commi 3 e 6. 
                7. In caso di trasgressioni  ai  divieti  di  cui  al
          comma 5 da parte di esercenti attivita'  turistiche,  oltre
          alla sanzione di cui al comma  6,  e'  disposta  la  revoca
          della  licenza,  dell'autorizzazione  o  del  provvedimento
          amministrativo che consente l'esercizio dell'attivita'. 
                8.  In  ogni  caso  si  applicano   le   disposizioni
          dell'articolo 18 della legge 8 luglio  1986,  n.  349,  sul
          diritto al risarcimento  del  danno  ambientale,  alla  cui
          determinazione concorrono l'ammontare delle spese sostenute
          per la lotta attiva e la stima dei danni al  soprassuolo  e
          al suolo.». 
              - Si  riporta  il  testo  dell'articolo  6  del  citato
          decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34: 
                «Art. 6 (Programmazione e pianificazione  forestale).
          - 1. Con decreto  del  Ministro  delle  politiche  agricole
          alimentari  e  forestali,  adottato  di  concerto  con   il
          Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e  del
          mare, il Ministro dei beni e delle  attivita'  culturali  e
          del turismo  e  il  Ministro  dello  sviluppo  economico  e
          d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
          Stato, le regioni e le Province autonome  di  Trento  e  di
          Bolzano, e' approvata la Strategia forestale nazionale.  La
          Strategia, in attuazione dei principi e delle finalita'  di
          cui agli articoli 1 e 2 e degli impegni assunti  a  livello
          internazionale ed europeo, con particolare riferimento alla
          Strategia forestale dell'Unione europea COM (2013)  n.  659
          del 20 settembre 2013, ed in continuita' con  il  Programma
          quadro per il settore forestale,  definisce  gli  indirizzi
          nazionali per la tutela, la valorizzazione  e  la  gestione
          attiva del patrimonio forestale nazionale e per lo sviluppo
          del settore e delle sue filiere  produttive,  ambientali  e
          socio-culturali, ivi compresa  la  filiera  pioppicola.  La
          Strategia forestale nazionale ha  una  validita'  di  venti
          anni  ed  e'   soggetta   a   revisione   e   aggiornamento
          quinquennale. 
                2. In coerenza con la Strategia  forestale  nazionale
          adottata ai sensi del comma 1,  le  regioni  individuano  i
          propri obiettivi e definiscono le relative linee  d'azione.
          A  tal  fine,  in  relazione   alle   specifiche   esigenze
          socio-economiche, ambientali e paesaggistiche, nonche' alle
          necessita' di prevenzione  del  rischio  idrogeologico,  di
          mitigazione e di adattamento al cambiamento  climatico,  le
          regioni adottano Programmi forestali regionali e provvedono
          alla  loro  revisione  periodica  in  considerazione  delle
          strategie, dei criteri e degli indicatori  da  esse  stesse
          individuati tra quelli contenuti nella Strategia  forestale
          nazionale. 
                3. Le regioni  possono  predisporre,  nell'ambito  di
          comprensori  territoriali  omogenei   per   caratteristiche
          ambientali,    paesaggistiche,    economico-produttive    o
          amministrative, piani forestali di indirizzo  territoriale,
          finalizzati  all'individuazione,  al  mantenimento  e  alla
          valorizzazione   delle   risorse   silvo-pastorali   e   al
          coordinamento delle attivita' necessarie alla loro tutela e
          gestione attiva, nonche' al coordinamento  degli  strumenti
          di pianificazione forestale di cui al comma 6.  L'attivita'
          di cui al  presente  comma  puo'  essere  svolta  anche  in
          accordo tra piu' regioni ed enti  locali  in  coerenza  con
          quanto previsto dai piani paesaggistici regionali. I  piani
          forestali  di  indirizzo   territoriale   concorrono   alla
          redazione dei piani paesaggistici di cui agli articoli  143
          e 156 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, fatto
          salvo  quanto  previsto  dall'articolo  145  del   medesimo
          decreto legislativo. 
                4. All'approvazione dei piani forestali di  indirizzo
          territoriale di cui al comma 3, si applicano le  misure  di
          semplificazione di cui al punto A.20  dell'Allegato  A  del
          decreto del Presidente della Repubblica 13  febbraio  2017,
          n. 31. 
                5. Le regioni, nel  rispetto  dell'interesse  comune,
          garantiscono e curano l'applicazione dei piani forestali di
          indirizzo  territoriale,  anche  attraverso  le  forme   di
          sostituzione  diretta  o  di  affidamento  della   gestione
          previste  all'articolo  12.  Con  i  piani   forestali   di
          indirizzo territoriale, le regioni definiscono almeno: 
                  a)   le   destinazioni   d'uso   delle    superfici
          silvo-pastorali  ricadenti   all'interno   del   territorio
          sottoposto a pianificazione, i  relativi  obiettivi  e  gli
          indirizzi di gestione necessari alla loro tutela,  gestione
          e valorizzazione; 
                  b)  le  priorita'  d'intervento   necessarie   alla
          tutela, alla gestione  e  alla  valorizzazione  ambientale,
          economica  e  socio-culturale  dei  boschi  e  dei  pascoli
          ricadenti   all'interno   del   territorio   sottoposto   a
          pianificazione; 
                  c) il coordinamento tra i diversi ambiti e  livelli
          di  programmazione  e  di  pianificazione  territoriale   e
          forestali vigenti, in conformita' con i piani paesaggistici
          regionali e  con  gli  indirizzi  di  gestione  delle  aree
          naturali  protette,   nazionali   e   regionali,   di   cui
          all'articolo 2 della legge 6 dicembre 1991, n. 394,  e  dei
          siti  della  Rete  ecologica  istituita  ai   sensi   della
          direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992; 
                  d) gli interventi strutturali e infrastrutturali al
          servizio del bosco, compresa la localizzazione  della  rete
          di viabilita' forestale di cui all'articolo 9, e le  azioni
          minime di gestione, governo e  trattamento  necessari  alla
          tutela e valorizzazione dei boschi e  allo  sviluppo  delle
          filiere forestali locali; 
                  e) gli indirizzi di gestione silvo-pastorale per la
          redazione degli strumenti di pianificazione di cui al comma
          6. 
                6. Le regioni in attuazione dei  Programmi  forestali
          regionali di cui al comma 2 e coordinatamente con  i  piani
          forestali di indirizzo territoriale di cui al comma 3,  ove
          esistenti,  promuovono,  per  le  proprieta'  pubbliche   e
          private, la redazione di piani di gestione forestale  o  di
          strumenti equivalenti, riferiti ad un  ambito  aziendale  o
          sovraziendale   di   livello   locale,   quali    strumenti
          indispensabili a garantire la tutela, la  valorizzazione  e
          la   gestione   attiva   delle   risorse   forestali.   Per
          l'approvazione dei piani  di  gestione  forestale,  qualora
          conformi ai piani forestali di  indirizzo  territoriale  di
          cui  al  comma  3,  non  e'   richiesto   il   parere   del
          Soprintendente per la parte  inerente  la  realizzazione  o
          l'adeguamento della viabilita' forestale di  cui  al  punto
          A.20 dell'Allegato  A  del  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31. 
                7. Con decreto del Ministro delle politiche  agricole
          alimentari  e  forestali,  adottato  di  concerto  con   il
          Ministro  dei  beni  e  delle  attivita'  culturali  e  del
          turismo, il  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  del
          territorio  e  del  mare  e  d'intesa  con  la   Conferenza
          permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le
          Province autonome di Trento e di  Bolzano,  sono  approvate
          apposite disposizioni per la definizione dei criteri minimi
          nazionali di elaborazione dei piani forestali di  indirizzo
          territoriale di cui al comma 3  e  dei  piani  di  gestione
          forestale, o strumenti equivalenti, di cui al comma  6,  al
          fine di  armonizzare  le  informazioni  e  permetterne  una
          informatizzazione su  scala  nazionale.  Le  regioni  e  si
          adeguano alle disposizioni di  cui  al  periodo  precedente
          entro 180 giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
          decreto di cui al presente comma. 
                8. Le regioni, in conformita' a  quanto  statuito  al
          comma 7, definiscono i criteri di elaborazione,  attuazione
          e controllo dei piani forestali di  indirizzo  territoriale
          di cui al comma 3 e  dei  piani  di  gestione  forestale  o
          strumenti equivalenti  di  cui  al  comma  6.  Definiscono,
          altresi', i tempi minimi di  validita'  degli  stessi  e  i
          termini per il loro periodico riesame,  garantendo  che  la
          loro redazione e attuazione venga affidata  a  soggetti  di
          comprovata competenza  professionale,  nel  rispetto  delle
          norme  relative  ai  titoli  professionali  richiesti   per
          l'espletamento di tali attivita'. 
                9. Al fine di promuovere la pianificazione  forestale
          e incentivare la gestione attiva razionale  del  patrimonio
          forestale,  le  regioni  possono   prevedere   un   accesso
          prioritario  ai  finanziamenti  pubblici  per  il   settore
          forestale a favore delle proprieta' pubbliche e  private  e
          dei beni di uso collettivo e  civico  dotati  di  piani  di
          gestione forestale o di  strumenti  di  gestione  forestale
          equivalenti. 
                10. Il Ministero delle politiche agricole  alimentari
          e  forestali  si  avvale  dell'Osservatorio  nazionale  del
          paesaggio rurale di  cui  al  decreto  del  Presidente  del
          Consiglio dei  ministri  27  febbraio  2013,  n.  105,  per
          l'elaborazione degli indirizzi quadro per la  tutela  e  la
          gestione dei paesaggi rurali e  tradizionali  iscritti  nel
          «Registro  nazionale  dei  paesaggi  rurali  di   interesse
          storico,  delle  pratiche  agricole  e   delle   conoscenze
          tradizionali» e ricadenti nei Piani forestali di  indirizzo
          territoriale elaborati dalle  regioni.  All'attuazione  del
          presente comma  si  fa  fronte  nell'ambito  delle  risorse
          umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione
          vigente e senza nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza
          pubblica.». 
              - Si riporta di seguito il testo dell'articolo  423-bis
          del codice penale: 
                «Chiunque cagioni un  incendio  su  boschi,  selve  o
          foreste   ovvero   su   vivai   forestali   destinati    al
          rimboschimento,  propri  o  altrui,  e'   punito   con   la
          reclusione da quattro a dieci anni. 
                Se l'incendio di cui al primo comma e' cagionato  per
          colpa, la pena e' della reclusione da uno a cinque anni. 
                Le pene previste dal primo e dal secondo  comma  sono
          aumentate se dall'incendio deriva pericolo  per  edifici  o
          danno su aree protette. 
                Le pene previste dal primo e dal secondo  comma  sono
          aumentate della meta', se  dall'incendio  deriva  un  danno
          grave, esteso e persistente all'ambiente. 
                Quando il delitto di cui al primo comma  e'  commesso
          con abuso dei poteri o con violazione dei  doveri  inerenti
          allo svolgimento di servizi nell'ambito della prevenzione e
          della lotta attiva contro gli incedi boschivi,  si  applica
          la pena della reclusione da sette a dodici anni. 
                Salvo che  ricorra  l'aggravante  di  cui  al  quinto
          comma,  le  pene  previste  dal  presente   articolo   sono
          diminuite dalla meta' a due terzi nei  confronti  di  colui
          che si adopera per evitare che l'attivita' delittuosa venga
          portata  a  conseguenze  ulteriori,  ovvero,  prima   della
          dichiarazione di apertura del dibattimento di primo  grado,
          provvede concretamente  alla  messa  in  sicurezza  e,  ove
          possibile, al ripristino dello stato dei luoghi. 
                Le pene previste dal presente articolo sono diminuite
          da un terzo alla meta' nei confronti  di  colui  che  aiuta
          concretamente  l'autorita'   di   polizia   o   l'autorita'
          giudiziaria     nella     ricostruzione     del      fatto,
          nell'individuazione degli autori  o  nella  sottrazione  di
          risorse rilevanti per la commissione dei delitti.».