((Art. 5-quaterdecies 
 
Proroga delle disposizioni processuali per i  provvedimenti  relativi
  all'ammissione ai campionati professionistici e dilettantistici 
 
  1. Nelle more dell'adeguamento dello statuto e dei regolamenti  del
Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), e conseguentemente delle
federazioni sportive di  cui  agli  articoli  15  e  16  del  decreto
legislativo 23 luglio 1999, n. 242, con specifiche norme di giustizia
sportiva per la trattazione delle controversie aventi  ad  oggetto  i
provvedimenti relativi all'ammissione ai campionati  professionistici
e dilettantistici  adottati  dalle  federazioni  sportive  nazionali,
riconosciute dal CONI e dal Comitato italiano paralimpico (CIP), fino
al 31 dicembre 2025 si applicano le disposizioni di cui  all'articolo
218, commi 2, 3, 4 e 5, del decreto-legge  19  maggio  2020,  n.  34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.)) 
 
          Riferimenti normativi 
 
              - Si riporta il  testo  degli  articoli  15  e  16  del
          decreto legislativo 23 luglio 1999, n.  242  (Riordino  del
          Comitato olimpico nazionale italiano -  C.O.N.I.,  a  norma
          dell'articolo 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59): 
                «Art. 15 (Federazioni sportive nazionali e discipline
          sportive associate). - 1. Le federazioni sportive nazionali
          e le discipline  sportive  associate  svolgono  l'attivita'
          sportiva in armonia con le deliberazioni  e  gli  indirizzi
          del CIO, delle federazioni internazionali e del CONI, anche
          in considerazione della valenza pubblicistica di specifiche
          tipologie di attivita' individuate nello statuto del  CONI.
          Ad esse partecipano societa' ed  associazioni  sportive  e,
          nei soli casi  previsti  dagli  statuti  delle  federazioni
          sportive nazionali e delle discipline sportive associate in
          relazione  alla  particolare   attivita',   anche   singoli
          tesserati. 
                2. Le federazioni sportive nazionali e le  discipline
          sportive  associate  hanno  natura  di   associazione   con
          personalita'  giuridica  di  diritto  privato.   Esse   non
          perseguono fini di lucro e sono soggette,  per  quanto  non
          espressamente   previsto   nel   presente   decreto,   alla
          disciplina del codice civile e delle relative  disposizioni
          di attuazione. 
                3. I bilanci delle federazioni sportive  nazionali  e
          delle  discipline   sportive   associate   sono   approvati
          annualmente dall'organo di amministrazione federale e  sono
          sottoposti alla approvazione  della  Giunta  nazionale  del
          CONI. Nel caso di parere negativo dei  revisori  dei  conti
          della Federazione o Disciplina  associata  o  nel  caso  di
          mancata approvazione da parte della  Giunta  nazionale  del
          CONI, dovra' essere convocata l'assemblea delle societa'  e
          associazioni per deliberare sull'approvazione del bilancio. 
                4.  L'assemblea  elettiva  degli   organi   direttivi
          provvede  all'approvazione  dei  bilanci  programmatici  di
          indirizzo  dell'organo  di  amministrazione   che   saranno
          sottoposti alla verifica  assembleare  alla  fine  di  ogni
          quadriennio e del mandato per i quali sono stati approvati. 
                5. Le federazioni sportive nazionali e le  discipline
          sportive associate sono riconosciute, ai fini sportivi, dal
          Consiglio nazionale. 
                6. Il riconoscimento della personalita' giuridica  di
          diritto privato alle nuove federazioni sportive nazionali e
          discipline sportive  associate  e'  concesso  a  norma  del
          decreto del Presidente della Repubblica 10  febbraio  2000,
          n. 361 previo riconoscimento, ai fini  sportivi,  da  parte
          del Consiglio nazionale. 
                7. Il CONI, le federazioni sportive  nazionali  e  le
          discipline  sportive  associate   restano   rispettivamente
          titolari  dei  beni  immobili  e  mobili  registrati   loro
          appartenenti.  Il  CONI  puo'   concedere   in   uso   alle
          federazioni sportive nazionali e alle  discipline  sportive
          associate beni di sua proprieta'.» 
                «Art.  16   (Statuti   delle   federazioni   sportive
          nazionali e delle discipline sportive associate). -  1.  Le
          federazioni sportive nazionali  e  le  discipline  sportive
          associate sono rette da norme  statutarie  e  regolamentari
          sulla  base  del  principio  di  democrazia  interna,   del
          principio di partecipazione all'attivita' sportiva da parte
          di chiunque in condizioni  di  parita'  e  in  armonia  con
          l'ordinamento sportivo nazionale ed internazionale. 
                2. Gli statuti delle federazioni sportive nazionali e
          delle discipline sportive associate prevedono le  procedure
          per l'elezione del presidente e  dei  membri  degli  organi
          direttivi, promuovendo le pari  opportunita'  tra  donne  e
          uomini. Il presidente e i  membri  degli  organi  direttivi
          restano in carica quattro anni e non possono svolgere  piu'
          di  tre  mandati.  Qualora   gli   statuti   prevedano   la
          rappresentanza per delega, il CONI, al  fine  di  garantire
          una piu' ampia partecipazione alle  assemblee,  stabilisce,
          con  proprio  provvedimento,  i   principi   generali   per
          l'esercizio del diritto di voto per delega in assemblea  al
          fine, in particolare,  di  limitare  le  concentrazioni  di
          deleghe di voto mediante una  riduzione  del  numero  delle
          deleghe medesime che possono essere rilasciate,  in  numero
          comunque non superiore a  cinque.  Qualora  le  federazioni
          sportive nazionali e le discipline sportive  associate  non
          adeguino i propri statuti alle  predette  disposizioni,  il
          CONI, previa diffida, nomina un commissario ad acta che  vi
          provvede entro sessanta giorni dalla data della nomina. Gli
          statuti  delle  federazioni  sportive  nazionali  e   delle
          discipline sportive associate possono prevedere  un  numero
          di mandati inferiore al limite di cui  al  presente  comma,
          fatti salvi gli effetti delle disposizioni  transitorie  in
          vigore. La disciplina di cui al presente comma  si  applica
          anche  agli  enti  di  promozione  sportiva,   nonche'   ai
          presidenti  e  ai  membri  degli  organi  direttivi   delle
          strutture territoriali delle federazioni sportive nazionali
          e delle discipline sportive associate. 
                3. 
                4. 
                5.  Negli  organi  direttivi  nazionali  deve  essere
          garantita la presenza, in misura non  inferiore  al  trenta
          per cento del totale  dei  loro  componenti,  di  atleti  e
          tecnici sportivi, dilettanti e professionisti, in attivita'
          o che siano stati tesserati per almeno due anni nell'ultimo
          decennio   alla   federazione   o    disciplina    sportiva
          interessata, in  possesso  dei  requisiti  stabiliti  dagli
          statuti delle singole federazioni e discipline associate. A
          tal fine lo statuto assicura forme di  equa  rappresentanza
          di atlete e atleti. Lo statuto puo' prevedere, altresi', la
          presenza degli ufficiali di gara negli organi direttivi. 
                6. Gli statuti definiscono i poteri  di  vigilanza  e
          controllo esercitabili dalla federazione e dalla disciplina
          associata nei  confronti  delle  articolazioni  associative
          interne alla propria organizzazione.». 
              -  Si  riporta   il   testo   dell'articolo   218   del
          decreto-legge 19 maggio 2020,  n.  34  (Misure  urgenti  in
          materia di  salute,  sostegno  al  lavoro  e  all'economia,
          nonche'  di  politiche   sociali   connesse   all'emergenza
          epidemiologica da COVID-19), convertito, con modificazioni,
          dalla legge 17 luglio 2020, n. 77: 
                «Art. 218 (Disposizioni processuali eccezionali per i
          provvedimenti relativi all'annullamento, alla  prosecuzione
          e alla conclusione delle  competizioni  e  dei  campionati,
          professionistici e dilettantistici). - 1. In considerazione
          dell'eccezionale situazione  determinatasi  a  causa  della
          emergenza  epidemiologica  da  COVID-19,   le   federazioni
          sportive  nazionali,  riconosciute  dal  Comitato  Olimpico
          Nazionale  Italiano  (CONI)   e   dal   Comitato   Italiano
          Paralimpico (CIP), possono adottare, anche in  deroga  alle
          vigenti     disposizioni     dell'ordinamento     sportivo,
          provvedimenti relativi all'annullamento, alla  prosecuzione
          e alla conclusione delle  competizioni  e  dei  campionati,
          professionistici  e  dilettantistici,   ivi   compresa   la
          definizione  delle  classifiche  finali,  per  la  stagione
          sportiva 2019/2020,  nonche'  i  conseguenti  provvedimenti
          relativi  all'organizzazione,  alla  composizione  e   alle
          modalita'  di  svolgimento   delle   competizioni   e   dei
          campionati,  professionistici  e  dilettantistici,  per  la
          successiva stagione sportiva 2020/2021. 
                2. Nelle more dell'adeguamento dello  statuto  e  dei
          regolamenti del CONI, e conseguentemente delle  federazioni
          sportive  di  cui  gli  articoli  15  e  16   del   decreto
          legislativo 23 luglio 1999, n. 242, con specifiche norme di
          giustizia sportiva per la  trattazione  delle  controversie
          aventi a oggetto i provvedimenti di cui al comma 1  secondo
          i criteri e i  requisiti  di  cui  al  presente  comma,  la
          competenza  degli   organi   di   giustizia   sportiva   e'
          concentrata, in unico grado  e  con  cognizione  estesa  al
          merito, nel Collegio di garanzia dello  sport.  Il  ricorso
          relativo a tali controversie, previamente  notificato  alle
          altre parti, e' depositato presso il Collegio  di  garanzia
          dello  Sport  entro  sette   giorni   dalla   pubblicazione
          dell'atto impugnato a pena di  decadenza.  Il  Collegio  di
          garanzia dello Sport decide in via definitiva sul  ricorso,
          omessa ogni formalita' non essenziale  al  contraddittorio,
          entro  il  termine  perentorio  di  quindici   giorni   dal
          deposito, decorso il quale il ricorso si ha per respinto  e
          l'eventuale decisione sopravvenuta e' priva di effetti.  La
          decisione e' impugnabile ai sensi del comma 3. 
                3. Le controversie sulla decisione  degli  organi  di
          giustizia sportiva resa ai sensi del comma  2,  ovvero  sui
          provvedimenti di cui al comma 1 se la decisione non e' resa
          nei termini, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del
          giudice amministrativo e alla competenza  inderogabile  del
          Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sede di Roma.
          Il termine per ricorrere decorre dalla pubblicazione  della
          decisione impugnata,  ovvero  dalla  scadenza  del  termine
          relativo, ed e' di quindici giorni. Entro tale  termine  il
          ricorso, a pena di decadenza, e'  notificato  e  depositato
          presso la segreteria del  giudice  adito.  Si  applicano  i
          limiti dimensionali degli atti processuali previsti per  il
          rito elettorale, di cui all'articolo  129  del  codice  del
          processo amministrativo, di cui all'allegato 1  al  decreto
          legislativo  2  luglio  2010,  n.  104,  dal  decreto   del
          Presidente del Consiglio di Stato del 22 dicembre 2016.  La
          causa e' discussa nella prima udienza utile  decorsi  sette
          giorni dalla scadenza  del  termine  per  il  deposito  del
          ricorso, senza avvisi.  A  pena  di  decadenza,  i  ricorsi
          incidentali  e  i  motivi  aggiunti   sono   notificati   e
          depositati, al pari di ogni  altro  atto  di  parte,  prima
          dell'apertura dell'udienza e, ove cio' si renda necessario,
          la discussione della causa puo'  essere  rinviata  per  una
          sola volta e di non oltre  sette  giorni.  Il  giudizio  e'
          deciso  all'esito  dell'udienza  con  sentenza   in   forma
          semplificata, da pubblicarsi entro il giorno  successivo  a
          quello dell'udienza. La  motivazione  della  sentenza  puo'
          consistere anche in un mero richiamo  delle  argomentazioni
          contenute negli scritti  delle  parti  che  il  giudice  ha
          inteso accogliere e fare proprie. Se la complessita'  delle
          questioni non  consente  la  pubblicazione  della  sentenza
          entro il giorno successivo a quello dell'udienza, entro  lo
          stesso  termine  e'  pubblicato  il  dispositivo   mediante
          deposito in segreteria e la motivazione e' pubblicata entro
          i dieci giorni successivi. 
                4. Nei giudizi proposti  ai  sensi  del  comma  3  il
          giudice provvede sulle eventuali  domande  cautelari  prima
          dell'udienza  con  decreto  del  presidente  unicamente  se
          ritiene che possa verificarsi un  pregiudizio  irreparabile
          nelle more della decisione di merito assunta  nel  rispetto
          dei  termini  fissati  dallo  stesso  comma  3,  altrimenti
          riserva la decisione su tali domande all'udienza collegiale
          e in tale sede provvede su di esse con  ordinanza  solo  se
          entro il giorno successivo a  quello  dell'udienza  non  e'
          pubblicata la  sentenza  in  forma  semplificata  e  se  la
          pubblicazione del dispositivo non esaurisce le esigenze  di
          tutela anche cautelare delle parti. Ai giudizi  di  cui  al
          comma 3 non si applica l'articolo 54, comma 2,  del  codice
          del processo  amministrativo,  di  cui  all'allegato  1  al
          decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. 
                5. L'appello al Consiglio di  Stato  e'  proposto,  a
          pena di decadenza, entro  quindici  giorni  decorrenti  dal
          giorno successivo a quello dell'udienza, se entro tale data
          e' stata pubblicata la sentenza in forma semplificata, e in
          ogni  altro  caso  dalla  data   di   pubblicazione   della
          motivazione.  Al  relativo   giudizio   si   applicano   le
          disposizioni dei commi 3 e 4. 
                6. Le disposizioni del presente articolo si applicano
          esclusivamente ai provvedimenti,  richiamati  al  comma  1,
          adottati tra la data di  entrata  in  vigore  del  presente
          decreto e il sessantesimo giorno successivo a quella in cui
          ha termine lo stato di emergenza dichiarato con la delibera
          del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020,  pubblicata
          nella Gazzetta Ufficiale 1° febbraio 2020, n. 26.».