(all. 1 - art. 1)
REGOLAMENTO  DI  ATTUAZIONE  DELLA  LEGGE  7 AGOSTO 1990, N. 241, SUI
PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI
   Art. 1 (Ambito di applicazione). - 1. Il presente  regolamento  si
applica  ai  procedimenti  amministrativi  ad  iniziativa  di parte o
promossi d'ufficio.
   2. I procedimenti di cui sopra devono concludersi  con  l'adozione
del  provvedimento  espresso,  al quale sono finalizzati, nei termini
stabiliti nelle allegate tabelle, che costituiscono parte  integrante
del   presente   regolamento  e  che  contengono,  per  ciascuno  dei
procedimenti, insieme con il tempo di compimento, l'indicazione delle
fasi funzionali, dei responsabili delle medesime e dei tempi iniziali
di ciascuna fase.
   Per i procedimenti non inclusi nelle tabelle e  per  i  quali  non
siano  comunque  previsti  termini  di legge o regolamentari, vale il
termine di trenta giorni di cui all'art. 2, punto 3,  della  legge  7
agosto 1990, n. 241.
   3.  I  procedimenti  amministrativi  relativi  alla  gestione  del
personale  e  all'acquisizione  di  beni  e  servizi,  che  ancorche'
rientranti  nella  previsione  normativa  di cui all'art. 2, comma 1,
della legge n. 241/1990, non sono riportati nelle  tabelle  allegate,
rimangono   disciplinati  separatamente  e  saranno  armonizzati  nel
termine di sei mesi con le norme della legge n. 241.
   Art. 2 (Decorrenza del termine iniziale dei procedimenti). - 1. Il
termine iniziale decorre, per i procedimenti d'ufficio, dalla data in
cui si abbia notizia del fatto che impone l'obbligo di provvedere  e,
qualora  l'atto  propulsivo  promani  da  organi  o  uffici  di altra
amministrazione,   dalla   data   di   ricevimento   della   relativa
documentazione;  per i procedimenti ad iniziativa di parte il termine
decorre  dalla  data  di  ricevimento  della  domanda.  La  data   di
timbratura  e  di  protocollazione  dei documenti costituisce data di
ricevimento.
   2. Ove la documentazione o la domanda risultino irregolari  o  in-
complete,  se  ne da' comunicazione all'amministrazione inviante od a
colui che ha presentato l'istanza entro sessanta giorni, indicando le
cause dell'irregolarita' o  dell'incompletezza.  In  questi  casi  la
nuova  decorrenza  parte dal ricevimento della documentazione o della
domanda regolarizzata o completa.
   3. Restano salvi la facolta' di autocertificazione ed il dovere di
procedere agli  accertamenti  di  ufficio,  previsti  rispettivamente
dagli  articoli  2  e 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, nonche' il
disposto di cui all'art. 18 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
   Art. 3 (Comunicazione dell'avvio del procedimento). - 1.  All'atto
del ricevimento della documentazione o della domanda, rispettivamente
per i procedimenti di ufficio o ad iniziativa di parte, e' rilasciata
agli  o  all'interessato una ricevuta contenente tutte le indicazioni
di cui all'art. 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Tale ricevuta ha
valore di comunicazione dell'avviso del procedimento.
   2. L'omissione, il ritardo o l'incompletezza  della  comunicazione
puo'  essere fatta valere, anche nel corso del procedimento, solo dai
soggetti che abbiano titolo  alla  comunicazione  medesima,  mediante
segnalazione   scritta   al   dirigente   dell'unita'   organizzativa
competente,  il quale e' tenuto a fornire gli opportuni chiarimenti o
ad adottare le misure necessarie nel termine di dieci giorni.
   3. L'avvio al procedimento viene comunicato con  le  modalita'  di
cui all'art. 8 della legge n. 241 ai soggetti nei confronti dei quali
il  provvedimento finale e' destinato a produrre effetti diretti ed a
quelli che per legge debbono intervenirvi.
   Art. 4 (Partecipazione al procedimento). -  1.  Con  la  ricevuta-
comunicazione   di   avvio  del  procedimento  sono  rese  note  agli
interessati le modalita' per prendere visione degli atti.
   Tali modalita' sono  comunque  pubblicizzate  attraverso  appositi
avvisi  contenuti nelle bacheche esposte al pubblico in tutte le sedi
dell'Ente, cosi' che ne possano prendere visione anche i soggetti  di
cui all'art. 9 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
   2.  Coloro  che  hanno  titolo a partecipare al procedimento o nei
confronti dei quali il provvedimento finale e' destinato  a  produrre
effetti  o  ai  quali  possa  derivare  qualche  pregiudizio  possono
presentare memorie e documenti entro un termine pari a due  terzi  di
quello  fissato  per  la  durata  del  procedimento,  sempre  che  il
procedimento stesso non sia gia' concluso.
   La presentazione di memorie e documenti oltre il detto termine non
puo' comunque determinare lo spostamento del termine finale.
   Art. 5 (Termine finale del procedimento). - 1. Il termine  per  la
conclusione  del  procedimento si riferisce alla data di adozione del
provvedimento od a quella di ricevuta comunicazione, se si tratta  di
provvedimento recettizio.
   2.  Ove nel corso del procedimento talune fasi siano di competenza
di altre amministrazioni, il termine del procedimento rimane  sospeso
fino alla conclusione della fase riservata alle stesse. A tal fine le
amministrazioni   interessate  verificano  d'intesa,  entro  sessanta
giorni  dall'entrata  in  vigore   del   presente   regolamento,   la
congruita',  per  eccesso  o difetto, dei tempi previsti, nell'ambito
del termine finale, per il compimento delle fasi medesime. Ove  dalla
verifica  risulti  la non congruita' del termine finale, si provvede,
nella prescritta forma regolamentare, alla variazione del termine,  a
meno che lo stesso non sia fissato dalla legge.
   3.  Ove  non  sia  diversamente  disposto  per  i  procedimenti di
modifica di provvedimenti  gia'  emanati,  si  applicano  gli  stessi
termini finali indicati per il procedimento principale.
   4.   L'eventuale   scadenza  del  termine  necessario  perche'  si
verifichi,    a    norma    di    legge,    il    silenzio    rifiuto
dell'amministrazione,   non   solleva  dall'obbligo  di  emettere  il
provvedimento entro i termini stabiliti ai sensi dell'art.  2,  comma
2,  della legge n. 241/1990, fermo restando, in ogni caso, il diritto
degli interessati di adire la sede giurisdizionale, ove ne  ricorrano
i presupposti.
   Art.  6  (Responsabile del procedimento). - 1. Il responsabile del
procedimento e' il capo dell'unita' organizzativa cui  e'  assegnata,
anche  con  atto  generale  di  organizzazione,  la  trattazione  del
procedimento amministrativo o il suo sostituto in caso di sua assenza
o impedimento.
   2. Il responsabile  dell'unita'  organizzativa  puo'  affidare  ad
altro    dipendente    addetto    all'unita'    la    responsabilita'
dell'istruttoria e di ogni  altro  adempimento  inerente  al  singolo
procedimento.
   3.  Il responsabile del procedimento esercita le attribuzioni con-
template dall'art. 6 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e dal presente
regolamento  e  svolge  tutti  gli  altri  compiti   indicati   nelle
disposizioni  organizzative  e  di  servizio  nonche' quelli relativi
all'applicazione della legge 4 gennaio 1968, n. 15.
   4. Quando l'iter di formazione del procedimento si realizza, nelle
ipotesi di cui alle  tabelle  allegate,  attraverso  fasi  funzionali
affidate  a  diverse  unita'  organizzative,  i  dirigenti  di queste
assumono la responsabilita' del procedimento  per  la  fase  di  loro
competenza.  In  questi casi il responsabile del procedimento, che ha
dato all'interessato la comunicazione di cui all'art. 8 della legge 7
agosto 1990, n. 241, deve  altresi'  fornire  le  necessarie  notizie
dell'ulteriore  corso  del  procedimento  atte  all'individuazione di
distinte responsabilita'.
  Art. 7 (Forme di pubblicita'). - 1. Il presente  regolamento  e  le
successive modificazioni saranno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
La Direzione generale usera' ogni altra forma di pubblicita' ritenuta
utile.