ALLEGATO
DISCIPLINARE TECNICO
LA DEFINIZIONE E LA CODIFICA DELLE INFORMAZIONI RILEVATE
ATTRAVERSO LA SCHEDA DI DIMISSIONE OSPEDALIERA
Di seguito vengono riportati, per ciascuna informazione prevista
dal decreto ministeriale 28 dicembre 1991, la definizione ed il
relativo sistema di codifica da adottare nella compilazione della
scheda di dimissione ospedaliera.
(1) Denominazione dell'ospedale di ricovero.
La denominazione dell'ospedale e' costituita dalla denominazione
ufficiale dell'istituto di cura.
Il codice da utilizzare e' quello definito dal decreto
ministeriale 6 settembre 1988 (Gazzetta Ufficiale 10 ottobre 1988, n.
238), articolato in sei caratteri, di cui:
i primi tre sono costituiti dal codice della regione o provincia
autonoma cui appartiene l'istituto, definito con decreto del Ministro
della sanita' (decreto ministeriale 17 settembre 1986, Gazzetta
Ufficiale 15 ottobre 1986, n. 240);
i successivi tre sono costituiti da un progressivo numerico
attribuito in ambito regionale.
Va utilizzato lo stesso codice che individua l'istituto di cura
nei modelli di rilevazione delle attivita' gestionali ed economiche
delle Unita' sanitarie locali di cui al decreto ministeriale 19 marzo
1988, ed in particolare nei modelli HSP.
(2) Numero della scheda.
Il numero della scheda corrisponde al numero identificativo della
cartella clinica.
Il codice da utilizzare e' articolato in 8 caratteri, di cui:
i primi due identificano l'anno;
i rimanenti sei costituiscono una numerazione progressiva
all'interno dell'anno.
La numerazione progressiva e' unica, indipendentemente dal regime
di ricovero (ordinario o in day-hospital), in modo tale che ciascun
numero identifichi in maniera univoca un singolo episodio di
ricovero.
(3) Cognome e nome del paziente.
(4) Sesso.
Il codice, ad un carattere, da utilizzare e' il seguente:
1: maschio;
2: femmina.
(5) Data di nascita.
La data di nascita va riportata, riempendo tutti gli otto
caratteri previsti, nella forma seguente: i primi due caratteri
indicano il giorno; i successivi due il mese; gli ultimi quattro
l'anno.
(6) Comune di nascita.
Il codice da utilizzare e' il codice, a 6 caratteri, definito
dall'ISTAT, i cui primi tre caratteri individuano la provincia e i
successivi un progressivo all'interno di ciascuna provincia che
individua il singolo comune.
Nel caso in cui il paziente sia nato all'estero, va indicato il
codice 999, al posto del codice della provincia, seguito dal codice
dello Stato estero definito dal Ministero dell'interno per l'anagrafe
della popolazione.
(7) Stato civile.
Va riportato lo stato civile del paziente al momento del ricovero.
Il codice, ad un carattere, da utilizzare e' il codice ISTAT:
1: celibe/nubile;
2: coniugato/a;
3: separato/a;
4: divorziato/a;
5: vedovo/a.
(8) Luogo di residenza.
Il luogo di residenza individua il comune italiano, ovvero
eventualmente lo Stato estero, presso il quale il paziente risulta
legalmente residente.
Va utilizzato lo stesso sistema di codifica definito per la
variabile
(6): "comune di nascita":
codice dei comuni italiani ISTAT a sei caratteri, nel caso di
pazienti residenti in Italia;
codice 999 seguito dal codice dello Stato estero definito dal
Ministero dell'interno, nel caso di pazienti residenti all'estero.
(9) Cittadinanza.
Il codice, a 3 caratteri, da utilizzare per la cittadinanza e' il
seguente:
100, nel caso in cui il paziente abbia la cittadinanza italiana;
il codice dello Stato estero definito dal Ministero dell'interno,
nel caso in cui il paziente abbia la cittadinanza estera.
(10) Codice sanitario individuale.
Il codice sanitario individuale identifica i singoli cittadini
iscritti al Servizio sanitario nazionale.
Per questa variabile vanno previsti 16 caratteri, necessari per
l'impiego del codice fiscale che (come e' stato stabilito, da ultimo,
nella legge n. 412/1991) sostituira' il codice sanitario definito a
livello regionale attualmente in uso; fino a completa attuazione di
tale sostituzione, va utilizzato quest'ultimo codice regionale.
(11) Regione di appartenenza.
La regione di appartenenza identifica la regione cui appartiene la
unita' sanitaria locale presso la quale e' iscritto il paziente.
Il codice da utilizzare e' quello a tre caratteri definito con
decreto del Ministero della sanita' del 17 settembre 1986, utilizzato
anche nei modelli HSP delle rilevazioni delle attivita' gestionali ed
economiche delle Unita' sanitarie locali.
Nel caso in cui il paziente sia un cittadino straniero non
iscritto al Servizio sanitario nazionale, va indicato il codice dello
Stato estero definito dal Ministero dell'interno.
(12) Unita' sanitaria locale di iscrizione.
Deve essere indicata l'unita' sanitaria locale nelle cui liste di
assistenza e' iscritto il paziente.
Il codice da utilizzare e' quello a tre caratteri definito con i
decreti del Ministro della sanita', del 17 settembre 1986 (Gazzetta
Ufficiale 15 ottobre 1986, n. 240), del 21 novembre 1988 (Gazzetta
Ufficiale 18 gennaio 1989, n. 14), del 21 dicembre 1990 (Gazzetta
Ufficiale 21 gennaio 1991, n. 17), utilizzato anche nei modelli HSP
per le rilevazioni delle attivita' gestionali ed economiche delle
Unita' sanitarie locali.
(13) Regime di ricovero.
Il regime di ricovero distingue tra il "ricovero ordinario" ed il
"ricovero in day-hospital", che si caratterizza per la presenza di
tutte le seguenti condizioni:
si tratta di ricovero, o ciclo di ricoveri, programmato/i;
e' limitato ad una sola parte della giornata e non ricopre,
quindi, l'intero arco delle 24 ore dal momento del ricovero;
fornisce prestazioni multiprofessionali e/o plurispecialistiche,
che necessitano di un tempo di esecuzione che si discosta in modo
netto da quello necessario per una normale prestazione ambulatoriale.
Il codice, ad un carattere, da impiegare e':
1: ricovero ordinario;
2: ricovero in day-hospital.
Se si e' indicato 2, riportare anche le informazioni relative alle
variabili (32) e (33).
(14) Data di ricovero.
Il codice da utilizzare e' articolato in otto caratteri, da
riempire tutti, di cui i primi due indicano il giorno, i successivi
due il mese e gli ultimi quattro l'anno.
In caso di ricovero in regime di day-hospital (se si e' utilizzato
il codice 2 per la variabile (13): "regime di ricovero"), va indicata
la data del primo giorno del ciclo di contatti con la struttura.
(15) Ora di ricovero.
L'ora del ricovero va indicata solo nel caso di ricovero in regime
di degenza ordinaria.
(16) Reparto di ammissione.
Il reparto di ammissione individua il reparto presso il quale il
paziente e' fisicamente ricoverato, non quello eventualmente diverso
che ne cura l'assistenza.
Il codice da utilizzare si articola in 4 caratteri, di cui:
i primi due identificano la specialita' clinica/disciplina
ospedaliera;
i secondi due individuano le eventuali divisioni o sezioni
(autonome o aggregate) esistenti nell'ambito della medesima
disciplina all'interno dello stesso ospedale, secondo una numerazione
progressiva.
Il sistema di codifica e' quello definito dal decreto ministeriale
19 marzo 1988 (Gazzetta Ufficiale del 7 aprile 1988, n. 81) e
utilizzato anche nei modelli HSP per le rilevazioni delle attivita'
gestionali ed economiche delle Unita' sanitarie locali. Fa eccezione
il caso delle sezioni aggregate, per le quali si dovra' omettere il
quinto carattere, utilizzando soltanto una numerazione progressiva
unica nell'ambito della disciplina specialistica.
(17) Onere della degenza.
Con l'onere della degenza si intende specificare il soggetto (o i
soggetti) sul quale ricade l'onere di rimborsare le spese relative al
ricovero.
I codici, ad un carattere, da utilizzare sono i seguenti:
1 (SSN): ricovero a totale carico del SSN;
2 (in convenzione piu' differenza alberghiera): ricovero a carico
del SSN, con rimborso delle spese alberghiere a carico del paziente;
3 (rimborso): ricovero in casa di cura non convenzionata, con
rimborso a carico del SSN;
4 (solvente): ricovero a totale carico del paziente (ad esempio
in case di cura private non convenzionate o per pazienti stranieri
non iscritti al SSN, provenienti da paesi non convenzionati con il
SSN);
9 (altro): ricovero di pazienti stranieri provenienti da Paesi
convenzionati con il SSN o di pazienti stranieri con dichiarazione di
indigenza; o altro.
(18) Provenienza del paziente.
La provenienza del paziente individua i ricoveri di pazienti
trasferiti da altri istituti di ricovero e cura.
Il codice, ad un carattere, da utilizzare e' il seguente:
1: paziente che acceda all'istituto di cura senza proposta di
ricovero formulata da un sanitario;
2: paziente inviato all'istituto di cura dal medico di base;
3: paziente inviato all'istituto di cura da uno specialista;
4: paziente trasferito da un altro istituto di ricovero e cura
pubblico;
5: paziente trasferito da un altro istituto di ricovero e cura
privato.
(19) Tipo di ricovero.
Il tipo di ricovero, da indicare per tutti i ricoveri in regime
ordinario (codice 1 alla variabile (13): "regime di ricovero"),
individua i ricoveri programmati, distinguendoli dai ricoveri
d'urgenza, dai ricoveri obbligatori (TSO) ai sensi degli articoli 33,
34, 35 e 64 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e dai ricoveri per
trattamento sanitario volontario (TSV).
Il codice, ad un carattere, da utilizzare e' il seguente:
1: ricovero ordinario, inteso come ricovero programmato, non
urgente;
2: ricovero urgente;
3: ricovero per trattamento sanitario obbligatorio (TSO);
4: ricovero per trattamento sanitario volontario (TSV).
(20) Motivo del ricovero.
Il motivo del ricovero identifica i ricoveri programmati per
l'esecuzione di interventi chirurgici ed individua il momento nella
storia della malattia in cui avviene il ricovero e la finalita' di
questo.
Il codice, ad un carattere, da utilizzare e' il seguente:
1: ricovero elettivo per intervento chirurgico,
quando il ricovero non sia stato programmato per eseguire un
intervento chirurgico, seguire la seguente codifica:
2: primo ricovero in ambito ospedaliero (nello stesso istituto di
cura ovvero in altri) effettuato per la specifica diagnosi. Questo
codice non va usato, pertanto, se il paziente e' gia' stato dimesso
dallo stesso istituto di cura o da altri con la medesima diagnosi
principale;
3: ricovero successivo per la stessa diagnosi, ossia se il
paziente si ricovera nuovamente dopo essere gia' stato dimesso dallo
stesso o da altri istituti di cura con la medesima diagnosi
principale (casi di esacerbazione, di recidiva o di complicanza di
malattia gia' diagnosticata in ambito ospedaliero; o esecuzione di
controlli periodici, esami diagnostici o trattamenti terapeutici
relativi alla stessa diagnosi).
(21) Traumatismi o intossicazioni.
Questa informazione deve essere fornita solo nel caso in cui il
ricovero sia causato da un trauma/incidente o da una intossicazione.
Il codice, ad un carattere, da utilizzare e' il seguente:
1: infortunio sul lavoro;
2: incidente in ambiente domestico;
3: incidente stradale;
4: violenza altrui (indipendentemente dal luogo dove e'
avvenuta);
5: autolesione o tentativo di suicidio (indipendentemente dal
luogo dove e' avvenuto);
9: altro tipo di incidente o di intossicazione.
(22) Trasferimenti interni.
I trasferimenti interni, da riportare soltanto nei casi di
ricovero in regime ordinario (codice 1 alla variabile (13): "regime
di ricovero"), descrivono il percorso che il paziente ha seguito
durante il ricovero e quindi la gestione del profilo di trattamento
adottato.
Per ciascun trasferimento effettuato durante il ricovero, fino a
un massimo di tre, vanno dunque indicati:
nei primi otto caratteri, la data alla quale ha avuto luogo,
secondo l'ordine: ggmmaaaa;
nei successivi quattro caratteri, il codice del reparto presso il
quale e' trasferito il paziente, secondo la classificazione gia'
descritta per la variabile (16).
(23) Reparto di dimissione.
Il reparto di dimissione indica l'ultimo reparto presso il quale
e' stato ricoverato, e dal quale viene dimesso, il paziente; va
sempre specificato, anche nel caso in cui coincida con il reparto di
ammissione ovvero con quello relativo all'ultimo trasferimento
interno, riportato per la variabile (22).
La codifica, a quattro caratteri, da utilizzare e' la stessa
descritta per la variabile (16).
(24) Area funzionale di dimissione.
L'area funzionale di dimissione identifica l'area funzionale
omogenea (AFO) alla quale appartiene il reparto di dimissione
specificato al punto precedente.
Il codice, ad un carattere, da utilizzare e' il seguente:
1: AFO medica;
2: AFO chirurgica;
3: AFO delle terapie intensive;
4: AFO materno-infantile;
5: AFO della riabilitazione e delle lungodegenze post-acuzie.
(25) Data di dimissione o morte.
La data di dimissione, o di morte, del paziente va sempre
riportata, riempendo tutti i campi previsti, nella forma: ggmmaaaa.
Nel caso di ricovero in regime di day-hospital, la data di
dimissione corrisponde alla data dell'ultimo contatto con la
struttura in cui si e' svolto il ciclo assistenziale; il 31 dicembre
va comunque convenzionalmente considerato come la fine del ciclo.
(26) Modalita' di dimissione.
La modalita' di dimissione individua la destinazione del paziente
dimesso dall'ospedale e quindi l'eventuale continuazione del percorso
assistenziale in altre strutture.
La codifica, ad un carattere, da utilizzare e' la seguente:
1: nel caso in cui il paziente sia deceduto;
2: dimissione ordinaria al domicilio del paziente;
3: dimissione ordinaria presso un istituto di lungodegenza o una
residenza sanitaria assistenziale (RSA);
4: dimissione protetta al domicilio del paziente;
5: dimissione volontaria (da utilizzare anche nei casi in cui il
paziente in ciclo di trattamento in day-hospital non si sia
ripresentato durante il ciclo programmato);
6: trasferimento ad un altro istituto di ricovero e cura,
pubblico o privato per acuti.
(27) Riscontro autoptico.
Nel caso in cui il paziente sia deceduto, il riscontro autoptico
individua i casi per i quali la definizione della diagnosi principale
sia stata effettuata dopo l'autopsia.
Il codice, ad un carattere, da utilizzare solo se la modalita' di
dimissione e' "deceduto" (codice 1 alla variabile (26), "modalita' di
dimissione"), e' il seguente:
1: se e' stata eseguita l'autopsia;
2: se non e' stata eseguita.
(28) Diagnosi principale alla dimissione.
La diagnosi principale di dimissione costituisce la condizione
morbosa principale trattata o presa in esame durante il ricovero,
ovvero la condizione morbosa che nel corso del ricovero ha comportato
i piu' importanti problemi assistenziali e quindi ha assorbito la
maggiore quantita' di risorse in termini diagnostici e/o di
trattamento.
Per una corretta compilazione e codifica di questa voce si rinvia
ad un'attenta lettura della introduzione ai volumi editi dall'ISTAT
(Istituto centrale di statistica, Classificazioni delle malattie,
traumatismi e cause di morte, 9a revisione, 1975, voll. 1 e 2; Metodi
e norme, serie C, n. 10; Roma).
In particolare, si riportano le seguenti regole:
1) quando una condizione morbosa di minore importanza o di lunga
durata, o un problema occasionale, sono registrati come causa
principale ed una condizione morbosa piu' importante, relativa alla
specialita' che curo' il malato e/o al trattamento praticato, e'
registrata fra le "altre" condizioni morbose, scegliere quest'ultima
come condizione morbosa principale;
2) se parecchie condizioni morbose sono indicate come condizione
morbosa principale ed altri particolari indirizzano verso una di esse
che, ovviamente, e' la condizione morbosa principale, per la quale il
paziente ha ricevuto cure, scegliere questa condizione morbosa.
Altrimenti scegliere quella menzionata per prima;
3) se un sintomo o un segno (generalmente una condizione morbosa
classificabile nel settore XVI) o un problema considerato nella
classificazione supplementare V e' indicato come la condizione
morbosa principale, ma in realta' e' un sintomo o un segno di una
condizione morbosa diagnosticata e oggetto delle cure praticate,
scegliere questa condizione morbosa come diagnosi principale;
4) quando la diagnosi "principale" descrive una condizione
morbosa in termini generici e un termine che fornisce informazioni
piu' precise circa la sede o la natura di detta condizione morbosa e'
indicato tra le "altre" diagnosi, scegliere quest'ultima condizione
morbosa.
La diagnosi principale di dimissione deve essere codificata
secondo la Classificazione internazionale delle malattie (Interna-
tional Classification of Diseases - ICD -), revisione corrente
(attualmente la 9a), pubblicata a cura dell'ISTAT.
Il codice utilizzato deve essere a 4 cifre in tutti i casi per i
quali la ICD-9 lo preveda; per i casi in cui siano previste soltanto
3 cifre, riportarle allineate a sinistra.
Nei casi in cui non sia stata formulata alcuna diagnosi, cosi' come
prima definita, deve essere indicato il sintomo o problema principale
affrontato nel corso del ricovero (codici compresi fra 780 e 799,
riportati nel capitolo "Segni o sintomi morbosi mal definiti").
In ogni caso, nello spazio riservato alla "diagnosi principale"
deve essere indicata soltanto una condizione morbosa o un sintomo o
un problema.
Le indicazioni sottoriportate sono pertinenti alla codifica sia
della diagnosi principale di dimissione (variabile (28)) sia delle
patologie concomitanti o complicanze della patologia principale
(variabile (29)).
La ICD-9 prevede per un certo numero di forme morbose un doppio
codice (codice "asterisco", che designa la sede anatomica del
processo morboso, e codice "croce" che ne descrive la natura o la
causa). Per la codifica delle diagnosi possono essere utilizzati i
codici "asterisco" (*) oppure i codici "croce" (+) dell'ICD-9.
La quinta cifra, che in alcuni casi e' riportata dalla ICD-9 (es:
modalita' del parto, eta' di insorgenza del diabete), non deve mai
essere utilizzata.
I codici appartenenti alle classificazioni supplementari E e M non
devono mai essere utilizzati.
Possono invece essere utilizzati i codici V, relativi alla
"Classificazione supplementare dei fattori che influenzano lo stato
di salute ed il ricorso ai servizi sanitari".
Per una corretta codifica dell'infezione dal virus dell'HIV,
utilizzare la traduzione italiana della relativa classificazione
definita nell'International Classification of Diseases - Clinical
Modification - 9th Revision (ICD-9-CM).
La definizione di tutti i casi dubbi di codifica deve essere
risolta ricorrendo al sanitario che ha formulato la diagnosi e
compilato la scheda di dimissione.
(29) Patologie concomitanti o complicanze della malattia principale.
Questa variabile rileva le forme morbose che coesistono accanto
alla malattia principale o che complicano quest'ultima.
Fra queste diagnosi devono essere riportate anche le eventuali
specificazioni alla diagnosi principale, secondo i codici V della
Classificazione ICD-9.
Nel caso in cui nella cartella clinica siano riportate piu' di tre
forme morbose, oltre a quella principale, devono essere selezionate e
codificate quelle che, a giudizio del sanitario che ha formulato la
diagnosi, possono aver esercitato il maggior peso in relazione alle
necessita' assistenziali ed alla complessita' del trattamento
ricevuto dal paziente.
Le patologie concomitanti o complicanze della malattia principale
devono essere codificate secondo la classificazione internazionale
delle malattie (International Classification of Diseases - ICD -),
revisione corrente (attualmente la IX), pubblicata a cura dell'ISTAT
(Istituto centrale di statistica, Classificazioni delle malattie,
traumatismi e cause di morte, 9a revisione, 1975, voll. 1 e 2; Metodi
e norme, serie C, n. 10; Roma).
Nel caso di ricovero per parto deve essere obbligatoriamente
segnalato, per questa variabile, l'esito, secondo i codici riportati
nella categoria di codici V27. della sezione "Persone che ricorrono
ai servizi sanitari in circostanze connesse alla riproduzione e allo
sviluppo" della "classificazione supplementare dei fattori che
influenzano lo stato di salute ed il ricorso ai servizi sanitari
(codici V)" allegata alla classificazione ICD-9.
Particolare attenzione va posta alla rilevazione di quelle
patologie attinenti all'area dei "disturbi psichici" (settore 5
della classificazione ICD-9) che implicano la costanza di
comportamenti ad alto rischio dal punto di vista sanitario, quali la
"sindrome da dipendenza da alcool" (codici 303.-), farmacodipendenza
(codici 304.-) e abuso di droghe senza dipendenza (codici 305.-).
(30) Intervento chirurgico principale o parto.
L'intervento chirurgico principale indica la procedura chirurgica
effettuata nel corso del ricovero.
Nel caso in cui siano state effettuate nel corso dello stesso
ricovero diverse procedure chirurgiche, selezionare e codificare
quella che ha comportato il maggior peso assistenziale e/o
maggiormente correlata con la diagnosi principale di dimissione.
Per l'intervento chirurgico principale indicare:
nei primi otto caratteri, la data nella quale e' stata eseguito,
da riportare secondo l'ordine: ggmmaaaa;
nei successivi quattro caratteri, il codice corrispondente
all'intervento chirurgico, secondo la traduzione italiana della
classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases -
IX - Clinical Modification, 1980). In tutti i casi in cui e' previsto
dalla classificazione ICD-9-CM, utilizzare tutti i quattro caratteri;
negli altri casi allineare i caratteri a sinistra.
(31) Altri interventi o procedure.
Riportare gli altri eventuali interventi chirurgici effettuati nel
corso dello stesso ricovero e/o le procedure diagnostico-terapeutiche
piu' importanti fra quelle cui e' stato sottoposto il paziente.
Per ciascuna procedura indicare:
nei primi otto caratteri, la data nella quale e' stata eseguita,
da riportare secondo l'ordine: ggmmaaaa;
nei successivi quattro caratteri, il codice corrispondente
all'intervento chirurgico, secondo la traduzione italiana della
classificazione ICD-9-CM (International Classification of Diseases -
IX - Clinical Modification, 1980). In tutti i casi in cui e' previsto
dalla classificazione ICD-9-CM, utilizzare tutti i quattro caratteri;
negli altri casi allineare i caratteri a sinistra.
(32) In caso di ricovero in day-hospital: motivo del ricovero.
Questa informazione va riportata soltanto per i ricoveri
effettuati in regime di day-hospital (codice 2 alla variabile (13),
"regime di ricovero" e indica il momento nella storia della malattia
in cui avviene il ricovero.
La codifica, ad un carattere, da utilizzare e' la seguente:
1: primo ricovero in ambito ospedaliero (nello stesso istituto di
cura ovvero in altri) effettuato per la specifica diagnosi. Questo
codice non va usato, pertanto, se il paziente e' gia' stato dimesso
dallo stesso ospedale o da altri con la medesima diagnosi principale,
indipendentemente dal regime del ricovero;
2: ricovero successivo per la stessa diagnosi, ossia se il
paziente si ricovera nuovamente dopo essere gia' stato dimesso dallo
stesso o da altri ospedali con la medesima diagnosi principale,
indipendentemente dal regime del ricovero.
(33) In caso di ricovero in day-hospital: numero di giornate di
presenza.
Questa informazione va riportata soltanto per i ricoveri
effettuati in regime di day-hospital (codice 2 alla variabile (13),
"regime di ricovero") e indica il numero complessivo di giornate in
cui il paziente ha avuto contatti con la struttura di day-hospital
nell'arco di uno stesso ciclo assistenziale.
Il 31 dicembre va convenzionalmente considerato come la fine del
ciclo.
Di seguito si riporta il tracciato - record che indica il formato
dei dati che devono essere trasmessi dalle regioni e dalle province
autonome al Ministero della sanita'.
_____________________________________________________________________
N. | Descrizione campo | N. | Formato
| | caratteri| (*)
_____|___________________________________________|__________|________
1 | codice istituto di ricovero | 6 | AN
2 | sesso | 1 | AN
3 | data di nascita | 8 | data
4 | comune di nascita | 6 | AN
5 | stato civile | 1 | AN
6 | luogo di residenza | 6 | AN
7 | cittadinanza | 3 | AN
8 | regione di appartenenza | 3 | AN
9 | U.S.L. di iscrizione | 3 | AN
10 | regime di ricovero | 1 | AN
11 | data di ricovero | 8 | data
12 | tipo di ricovero | 1 | AN
13 | motivo del ricovero | 1 | AN
14 | traumatismi o intossicazioni | 1 | AN
15 | reparto di dimissione | 4 | AN
16 | AFO | 1 | AN
17 | data di dimissione o morte | 8 | data
18 | modalita' di dimissione | 1 | AN
19 | riscontro autoptico | 1 | AN
20 | diagnosi principale | 4 | AN
21 | diagnosi secondaria 1 | 4 | AN
22 | diagnosi secondaria 2 | 4 | AN
23 | diagnosi secondaria 3 | 4 | AN
24 | intervento principale | 4 | AN
25 | altro intervento 1 | 4 | AN
26 | altro intervento 2 | 4 | AN
27 | altro intervento 3 | 4 | AN
28 | motivo ricovero day-hospital | 1 | AN
29 | numero giornate day-hospital | 3 | N
Nota: I campi devono essere impostati secondo le
modalita' indicate nelle linee di guida; nel caso in cui
contengano valori numerici devono essere allineati a
destra; nel caso in cui non contengano dati devono essere
impostati con il valore "spazio".
(*) Formato: AN = alfanumerico
N = numerico
data = GGMMAAAA, in cui GG=giorno, MM=mese,
AAAA=anno.