ALLEGATO I
INSTALLAZIONE DEI DISPOSITIVI D'ILLUMINAZIONE
E DI SEGNALAZIONE LUMINOSA
1. DEFINIZIONI
Ai fini della presente direttiva:
1.1. Per "tipo di veicolo per quanto concerne l'installazione dei
dispositivi d'illuminazione e di segnalazione luminosa" si intendono
i veicoli che non presentano tra di loro differenze sostanziali in
ordine alle caratteristiche di cui ai punti da 1.1.1 a 1.1.4.
Non sono considerati veicoli di tipo diverso i veicoli che presentano
differenze ai sensi dei punti da 1.1.1 a 1.1.4, se dette differenze
non comportano modifiche del genere, del numero, della posizione,
della visibilita' geometrica delle luci e dell'inclinazione del
fascio anabbagliante prescritti per il tipo di veicolo in questione,
nonche' i veicoli sui quali sono montate o assenti luci facoltative;
1.1.1. le dimensioni e la forma esterna del veicolo;
1.1.2. il numero e la posizione dei dispositivi;
1.1.3. il sistema per regolare l'inclinazione del fascio
anabbagliante (dei proiettori);
1.1.4. le sospensioni (del veicolo).
1.2. Per "piano trasversale"
si intende un piano verticale perpendicolare al piano longitudinale
mediano del veicolo.
1.3. Per "veicolo a vuoto"
si intende il veicolo in ordine di marcia, come definito al punto 2.6
dell'allegato I, modello di scheda informativa, della direttiva
70/156/CEE, ma senza conducente.
1.4. Per "veicolo a pieno carico"
si intende il veicolo caricato fino a raggiungere la massa massima
tecnicamente ammissibile, dichiarata dal costruttore, che fissa anche
la ripartizione del carico sugli assi secondo il metodo descritto
nell'appendice 1.
1.5. Per "dispositivo"
si intende un elemento o un insieme di elementi impiegati per
svolgere una o piu' funzioni.
1.6. Per "sorgente luminosa delle lampade"
si intende il filamento della lampada (se una lampada ha piu'
filamenti, ciascun filamento costituisce una sorgente luminosa).
1.7. Per "luce"
si intende un dispositivo destinato ad illuminare la strada o ad
emettere un segnale luminoso. Sono considerate luci anche i
dispositivi di illuminazione della targa di immatricolazione
posteriore e i catadiottri.
1.7.1. Per "luci equivalenti"
si intendono luci che hanno la stessa funzione e che sono ammesse nel
paese d'immatricolazione del veicolo; tali luci possono avere
caratteristiche differenti dalle luci installate sul veicolo in
occasione dell'omologazione, sempreche' soddisfino alle condizioni
del presente allegato.
1.7.2. Per "luce semplice"
si intende una parte del dispositivo che svolge una sola funzione di
illuminazione o di segnalazione luminosa.
1.7.3. Per "luci indipendenti" (1)
si intendono dispositivi che hanno superfici illuminanti, sorgenti
luminose e contenitori distinti.
(1) Nel caso dei dispositivi di illuminazione della targa di
immatricolazione posteriore e degli indicatori di direzione della
categoria 5, la superficie di uscita della luce sostituisce la
superficie illuminante in mancanza di quest'ultima.
1.7.4. Per "luci raggruppate" (1)
si intendono dispositivi che hanno superfici illuminanti e sorgenti
luminose distinte, ma contenitore in comune.
1.7.5. Per "luci combinate" (1)
si intendono dispositivi che hanno superfici illuminanti distinte, ma
sorgente luminosa e contenitore in comune.
1.7.6. Per "luci incorporate mutuamente" (1)
si intendono dispositivi che hanno sorgenti luminose distinte oppure
una sorgente luminosa unica funzionante in condizioni diverse (ad
esempio, differenze ottiche, meccaniche o elettriche), superfici
illuminanti totalmente o parzialmente in comune e contenitore in
comune.
1.7.7. Per "luce occultabile"
si intende una luce che puo' essere dissimulata parzialmente o
totalmente quando non e' impiegata. Tale risultato puo' essere
ottenuto mediante coperchio mobile, spostamento della luce o
qualsiasi altro mezzo idoneo. Si designa piu' particolarmente col
termine di "luce a scomparsa" una luce occultabile il cui spostamento
la fa rientrare all'interno della carrozzeria.
1.7.8. Per "proiettore abbagliante"
si intende la luce che serve ad illuminare in profondita' il piano
stradale antistante il veicolo.
1.7.9. Per "proiettore anabbagliante"
si intende la luce che serve ad illuminare il piano stradale
antistante il veicolo senza abbagliare ne' disturbare indebitamente i
conducenti provenienti dalla direzione opposta o gli altri utenti
della strada.
1.7.10. Per "proiettore fendinebbia anteriore"
si intende la luce che serve a migliorare l'illuminazione della
strada in caso di nebbia, caduta di neve, pioggia o nubi di polvere.
1.7.11. Per "proiettore di retromarcia"
si intende la luce che serve ad illuminare il piano stradale
retrostante al veicolo e ad avvertire gli altri utenti della strada
che il veicolo effettua o sta per effettuare la retromarcia.
1.7.12. Per "indicatore di direzione"
si intende la luce che serve a segnalare agli altri utenti della
strada che il conducente intende cambiare direzione verso destra o
verso sinistra.
1.7.13. Per "segnalazione d'emergenza"
si intende il funzionamento simultaneo di tutti gli indicatori di
direzione, inteso a segnalare il pericolo particolare rappresentato
momentaneamente dal veicolo per gli altri utenti della strada.
1.7.14. Per "luce di arresto"
si intende la luce che serve ad indicare, agli altri utenti della
strada che si trovino dietro il veicolo, che il conducente di questo
aziona il freno di servizio.
1.7.15. Per "dispositivo d'illuminazione della targa
d'immatricolazione posteriore"
si intende il dispositivo che serve ad illuminare lo spazio destinato
alla targa di immatricolazione posteriore; esso puo' essere composto
di vari elementi ottici.
1.7.16. per "luce di posizione anteriore"
si intende la luce che serve a segnalare contemporaneamente la
presenza e la larghezza del veicolo visto dalla parte anteriore.
1.7.17. Per "luce di posizione posteriore"
si intende la luce che serve a segnalare contemporaneamente la
presenza e la larghezza del veicolo visto dalla parte posteriore.
1.7.18. Per "luce posteriore per nebbia"
si intende la luce che serve a rendere piu' visibile il veicolo visto
dalla parte posteriore in caso di forte nebbia.
(1) Nel caso dei dispositivi di illuminazione della targa di
immatricolazione posteriore e degli indicatori di direzione della
categoria 5, la superficie di uscita della luce sostituisce la
superficie illuminante in mancanza di quest'ultima.
1.7.19. Per "luce di stazionamento"
si intende la luce che serve a segnalare la presenza di un veicolo in
sosta in un centro abitato. Essa sostituisce in tal caso le luci di
posizione.
1.7.20. Per "luce d'ingombro"
si intende la luce disposta presso l'estremita' fuori tutto della
larghezza quanto piu' vicino possibile all'altezza del veicolo, che
serve ad indicare chiaramente la sua larghezza fuori tutto. Questa
luce e' destinata a completare, su certi veicoli a motore e su certi
rimorchi, le luci di posizione del veicolo, attirando particolarmente
l'attenzione sul suo ingombro.
1.7.21. Per "luci di posizione laterale"
si intende la luce che serve ad indicare la presenza del veicolo
visto lateralmente.
1.7.22. Per "catadiottro"
si intende un dispositivo che serve a segnalare la presenza di un
veicolo, mediante riflessione della luce proveniente da una sorgente
luminosa estranea al veicolo stesso, ad un osservatore situato in
prossimita' di detta sorgente luminosa.
A norma della presente direttiva non si considerano come catadiottri:
- le targhe d'immatricolazione retroriflettenti;
- i segnali retroriflettenti di cui all'ADR (accordo europeo per il
trasporto internazionale di merci pericolose su strada);
- le altre targhe e segnali retroriflettenti da utilizzare in
conformita' delle prescrizioni di impiego di uno Stato membro per
quanto riguarda talune categorie di veicoli o taluni metodi
operativi.
1.8. Per "superficie di uscita della luce"
si intende tutta o parte della superficie esterna del materiale
trasparente che contribuisce a conferire alla luce le sue
caratteristiche fotometriche e colorimetriche specifiche. Qualora
soltanto una parte della superficie esterna emetta luce, la
superficie di uscita della luce, in caso di dubbio, deve essere
specificata congiuntamente dall'autorita' competente e dal
fabbricante del veicolo o del componente.
1.9. Superfici illuminanti
1.9.1. Per "superficie illuminante di un dispositivo di
illuminazione" (punti da 1.7.8. a 1.7.11),
si intende la proiezione ortogonale dell'apertura totale del
riflettore su un piano trasversale. Se il dispositivo di
illuminazione non ha riflettore, verra' applicata la definizione del
punto 1.9.2. Se la superficie di uscita della luce del proiettore
ricopre soltanto una parte dell'apertura totale del riflettore, si
prendera' in cosiderazione soltanto la proiezione di questa parte.
Nel caso del proiettore anabbagliante, la superficie illuminante e'
limitata dalla traccia della linea di demarcazione che appare sul
trasparente. Se riflettore e trasparente sono regolabili fra loro, si
prende come base la posizione intermedia di regolazione.
1.9.2. Per "superficie illuminante di una luce di segnalazione
diversa da un catadiottro" (punti da 1.7.12 a 1.7.21)
si intende la proiezione ortogonale della luce su un piano
perpendicolare al suo asse di riferimento e in contatto con la
superficie trasparente esterna della luce. Tale proiezione e'
limitata dai contorni dei margini di schermi situati in questo piano,
ciascuno dei quali lascia passare soltanto il 98% dell'intensita'
totale della luce nella direzione dell'asse di riferimento.
Per determinare i bordi inferiore, superiore e laterali della
superficie illuminante, si prendono in considerazione soltanto
schermi a margine orizzontale e verticale.
1.9.3. Per "superficie illuminante di un catadiottro" (punto 1.7.22)
si intende la superficie illuminante di un catadiottro in un piano
perpendicolare al suo asse di riferimento, delimitata da piani
tangenti ai bordi dell'ottica catadiottrica e paralleli a questo
asse. Per determinare i bordi inferiore, superiore e laterali della
superficie illuminante, si considerano solo i piani verticali e
orizzontali.
1.10. Per "superificie apparente"
in una determinata direzione d'osservazione, si intende la proiezione
ortogonale della superficie di uscita della luce su un piano
perpendicolare alla direzione di osservazione (vedi il disegno
dell'appendice 2) e tangente al punto piu' esterno del trasparente.
1.11. Per "asse di riferimento"
si intende l'asse caratteristico del segnale luminoso, determinato
dal costruttore per servire da direzione di riferimento (H = 0
elevato a o, V = 0 elevato a o) agli angoli di campo nelle
misure fotometriche e nel montaggio sul veicolo.
1.12. Per "centro di riferimento"
si intende l'intersezione dell'asse di riferimento con la superficie
di uscita della luce. Questo centro di riferimento deve essere
indicato dal costruttore del dispositivo.
1.13. Per "angoli di visibilita' geometrica"
si intendono gli angoli che determinano la zona dell'angolo solido
minimo nella quale la superficie apparente del dispositivo deve
essere visibile. Detta zona dell'angolo solido e' determinata dai
segmenti di una sfera, il cui centro coincide con il centro di
riferimento del dispositivo ed il cui equatore e' parallelo al suolo.
Questi segmenti si determinano a partire dall'asse di riferimento.
Gli angoli orizzontali (beta) corrispondono alla longitudine e gli
angoli verticali (alfa) alla latitudine.
All'interno degli angoli di visibilita' geometrica non devono
esistere ostacoli alla propagazione della luce a partire da una parte
qualunque della superficie apparente del dispositivo osservata
dall'infinito.
Se le misurazioni vengono effettuate a minor distanza dal
dispositivo, la direzione di osservazione deve essere spostata
parallelamente per ottenere la stessa precisione.
All'interno degli angoli di visibilita' geometrica non viene tenuto
conto degli ostacoli che esistevano gia' all'atto dell'omologazione
del dispositivo. Se, a dispositivo montato, una parte qualsiasi della
sua superficie apparente rimane nascosta da una qualsiasi parte del
veicolo, si dovra' provare che la parte del dispositivo non nascosta
e' ancora conforme ai valori fotometrici prescritti per
l'omologazione del dispositivo stesso quale entita' ottica (vedi la
figura seguente).
Parte di provvedimento in formato grafico
1.14. Per "estremita' della larghezza fuori tutto"
di ciascun lato del veicolo si intende il piano parallelo al piano
longitudinale mediano del veicolo tangente all'estremita' laterale di
quest'ultimo, senza tener conto della o delle parti sporgenti;
1.14.1. dei pneumatici, in prossimita' del loro punto di contatto con
il suolo e dei collegamenti degli indicatori di pressione dei
pneumatici;
1.14.2. degli eventuali dispositivi antislittamento montati sulle
ruote;
1.14.3. degli specchi retrovisori;
1.14.4. degli indicatori di direzione laterali, delle luci
d'ingombro, delle luci di posizione, delle luci di stazionamento, dei
catadiottri e delle luci di posizione laterali;
1.14.5. dei sigilli doganali apposti sul veicolo e dei dispositivi di
fissaggio e di protezione di detti sigilli.
1.15. Per "larghezza fuori tutto"
si intende la distanza fra i due piani verticali definiti al punto
1.14.
1.16. Per "luce unica"
si intende un dispositivo o parte di un dispositivo, che svolge una
sola funzione e avente una sola superficie illuminante ed una o piu'
sorgenti luminose. Ai fini dell'installazione sul veicolo, per "luce
unica" si intende anche qualsiasi insieme di due luci indipendenti o
raggruppate, identiche o no, ma aventi la stessa funzione, quando
siano installate in modo che le proiezioni delle loro superfici
illuminanti sullo stesso piano trasversale occupino almeno il 60%
della superficie del rettangolo piu' piccolo loro circoscritto.
In tal caso ognuna di queste luci, qualora sia richiesta
l'omologazione, dovra' essere omologata come luce di tipo "D". Questa
combinazione non e' applicabile ai proiettori abbaglianti, ai
proiettori anabbaglianti e ai proiettori fendinebbia.
1.17. Per "coppia di luci" o per "numero pari di luci"
si intende una sola superficie illuminante delle luci a forma di
fascia disposta simmetricamente rispetto al piano longitudinale
mediano del veicolo e estendentesi, da ciascun lato di esso, almeno
fino a 400 mm dall'estremita' della larghezza fuori tutto del
veicolo, per una lunghezza minima di 800 mm. L'illuminazione di
questa superficie deve essere assicurata da almeno due sorgenti
luminose situate il piu' vicino possibile alle sue estremita'. La
superficie illuminante della luce puo' essere costituita da un
insieme di elementi giustapposti, sempreche' le diverse superfici
illuminanti delle luci elementari su uno stesso piano trasversale
occupino almeno il 60% della superficie del rettangolo piu' piccolo
loro circoscritto.
1.18. Per "distanza fra due dispositivi"
orientati nella stessa direzione si intende la distanza minima fra le
proiezioni ortogonali, su un piano perpendicolare agli assi di
riferimento, dei margini delle superfici illuminanti definite,
secondo il caso, al punto 1.9. La distanza fra due dispositivi puo'
essere misurata senza determinare esattamente i margini delle
superfici illuminanti quando la distanza supera nettamente quella
minima prescritta dalla direttiva
1.19. Per "luce facoltativa"
si intende una luce la cui presenza e' lasciata alla scelta del
costruttore.
1.20. Per "spia di funzionamento"
si intende una spia ottica o acustica che indica se un dispositivo
messo in azione funziona correttamente o no.
1.21. Per "spia di innesto"
si intende una spia ottica che indica che e' stato messo in azione un
dispositivo, senza indicare se questo funziona correttamente o no.
1.22. Per "suolo"
si intende la superficie su cui si trova il veicolo, la quale deve
essere sostanzialmente orizzontale.
1.23. Per "Parti mobili"
del veicolo si intendono quei pannelli di carrozzeria o altre parti
del veicolo la cui posizione puo' essere cambiata per ribaltamento,
rotazione o scorrimento senza l'uso di attrezzi. Esse non includono
le cabine ribaltabili degli autocarri.
1.24. Per "posizione normale d'impiego della parte mobile"
si intende la(le) posizione(i) di una parte mobile indicata dal
costruttore del veicolo per le condizioni normali di impiego e la
condizione di stazionamento del veicolo.
1.25. Per "condizioni normali d'impiego del veicolo"
si intende:
1.25.1. per un veicolo a motore, quando il veicolo e' pronto a
muoversi con il motore in moto e le sue parti mobili nella(e)
posizione(i) normale(i) d'impiego definita al punto 1.24,
1.25.2. per un rimorchio, quando il rimorchio e' collegato ad un
veicolo a motore trainante nella condizione descritta nel punto
1.25.1 e le sue parti mobili sono nella(e) posizione(i) normale(i)
d'impiego definita al punto 1.24.
1.26. Per "condizione di stazionamento di un veicolo"
si intende:
1.26.1. per un veicolo a motore, quando il veicolo e' fermo e il suo
motore non e' in moto e le sue parti mobili sono nella(e)
posizione(i) normale(i) d'impiego definita al punto 1.24.
1.26.2. per un rimorchio, quando il rimorchio e' collegato ad un
veicolo a motore trainante nella condizione descritta al punto 1.26.1
e le sue parti mobili sono nella(e) posizione(i) normale(i) d'impiego
definita al punto 1.24.
2. DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE
2.1. La domanda di omologazione CEE di un tipo di veicolo per quanto
riguarda l'installazione dei dispositivi di illuminazione e di
segnalazione luminosa e' presentata dal costruttore del veicolo o dal
suo mandatario.
2.2. Essa e' accompagnata dai seguenti documenti in triplice
esemplare e corredata dalle seguenti indicazioni:
2.2.1. descrizione del tipo di veicolo secondo il punto 1.1 con
menzione delle restrizioni relative ai carichi, particolarmente del
carico massimo ammesso nel vano portabagagli;
2.2.2. elenco dei dispositivi prescritti dal costruttore per
l'impianto di illuminazione e di segnalazione luminosa. L'elenco puo'
comprendere vari tipi di dispositivi per ciascuna funzione; ogni tipo
deve essere debitamente identificato (ad esempio: marchio di
omologazione, nome del fabbricante);
2.2.3. schema dell'insieme dei dispositivi di illuminazione e di
segnalazione luminosa con indicazione della posizione delle diverse
luci sul veicolo;
2.2.4. se necessario, al fine di verificare la conformita' alle
prescrizioni della presente direttiva, schema o schemi che indicano
per ciascuna luce le superfici illuminanti definite ai punti 1.9.1,
1.9.2 e 1.9.3, la superficie di uscita della luce definita al punto
1.8, l'asse di riferimento definito al punto 1.11 e il centro di
riferimento definito al punto 1.12.
Questi dati non sono necessari per il dispositivo di illuminazione
della targa di immatricolazione posteriore (punto 1.7.15).
2.3. Un veicolo a vuoto, dotato di un impianto di illuminazione e di
segnalazione luminosa, come descritto nel punto 2.2.2,
rappresentativo del tipo di veicolo da omologare, deve essere
presentato al servizio tecnico incaricato delle prove di
omologazione.
2.4. La comunicazione prevista nell'allegato II e' allegata alla
scheda di omologazione.
3. DISPOSIZIONI GENERALI
3.1. Salve restando le disposizioni del presente allegato, e' ammessa
unicamente l'installazione dei dispositivi di illuminazione e di
segnalazione luminosa definiti ai punti da 1.7.8 a 1.7.22. Di
conseguenza, l'installazione di qualsiasi altro dispositivo di
illuminazione e di segnalazione luminosa e' vietata.
3.2. I dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa devono
essere montati in modo che, nelle normali condizioni d'impiego defi-
nite ai punti 1.25, 1.25.1 e 1.25.2, e malgrado le vibrazioni cui
possono essere sottoposti in tali condizioni, conservino le
caratteristiche imposte dal presente allegato e che il veicolo possa
soddisfare le prescrizioni dell'allegato stesso. In particolare,
occorre evitare che l'orientamento delle luci risulti modificato in
maniera non intenzionale.
3.3. Le luci di illuminazione descritte nei punti 1.7.8, 1.7.9 e
1.7.10 debbono essere montate in modo da rendere facilmente
realizzabile una regolazione corretta dell'orientamento.
3.4. Per tutti i dispositivi di segnalazione luminosa, anche per
quelli posti sulle pareti laterali, l'asse di riferimento della luce
del veicolo deve essere parallelo al piano di appoggio del veicolo
sulla strada; inoltre, questo asse deve essere perpendicolare al pi-
ano longitudinale mediano del veicolo nel caso dei catadiottri
laterali e delle luci di posizione laterali e parallelo a questo pi-
ano per tutti gli altri dispositivi di segnalazione. In ogni
direzione sara' ammessa una tolleranza di +- 3(gradi). Inoltre, se il
costruttore ha previsto disposizioni particolari per l'installazione,
esse vanno rispettate.
3.5. L'altezza e l'orientamento delle luci, vanno verificati, salvo
prescrizioni particolari, quando il veicolo e' a vuoto e si trova su
una superficie piana e orizzontale nelle condizioni definite ai punti
1.25, 1.25.1 e 1.25.2.
3.6. Salvo prescrizioni particolari, le luci di una stessa coppia
debbono:
3.6.1. essere montate simmetricamente rispetto al piano longitudinale
mediano (simmetria da valutare sulla base della forma geometrica
esterna del dispositivo e non del bordo della superficie illuminante
definita ai punti 1.9.1, 1.9.2 e 1.9.3);
3.6.2. essere simmetriche l'una rispetto all'altra in rapporto al pi-
ano longitudinale mediano; questa prescrizione non si applica alla
struttura interna del dispositivo;
3.6.3. soddisfare alle stesse prescrizioni colorimetriche;
3.6.4. avere caratteristiche fotometriche sostanzialmente identiche.
3.7. Sui veicoli la cui forma esterna e' asimmetrica, queste
condizioni debbono essere rispettate nella misura del possibile.
3.8. Luci aventi funzioni diverse possono essere indipendenti o
raggruppate, combinate o incorporate in uno stesso dispositivo, a
condizione che ciascuna di queste luci risponda alle prescrizioni che
le sono applicabili.
3.9. L'altezza massima al di sopra del suolo e' misurata a partire
dal punto piu' elevato e l'altezza minima a partire dal punto piu'
basso della superficie illuminante.
Nel caso di proiettori anabbaglianti, l'altezza minima dal suolo e'
determinata a partire dal bordo piu' basso del riflettore.
3.9.1. La posizione per quanto riguarda la larghezza viene
determinata a partire dal bordo della superficie illuminante piu'
lontano dal piano longitudinale mediano del veicolo, se si fa
riferimento alla larghezza fuori tutto, e a partire dai bordi interni
della superficie illuminante, se si fa riferimento alla distanza fra
i dispositivi.
3.10. Salvo prescrizioni particolari, nessuna luce deve essere
lampeggiante, tranne gli indicatori di direzione e la segnalazione
d'emergenza.
3.11. Nessuna luce rossa che possa causare confusione e che provenga
da un dispositivo di cui al punto 1.7 deve essere emessa verso
l'avanti e nessuna luce bianca che possa causare confusione e che
provenga da un dispositivo di cui al punto 1.7 deve essere emessa
verso il retro tranne il proiettore di retromarcia. A tal fine non si
deve tener conto dei dispositivi di illuminazione interna del
veicolo.
In caso di dubbio, questa prescrizione deve essere verificata come
segue:
3.11.1. per la visibilita' di luce rossa verso l'avanti: nessuna
superficie di uscita della luce di una luce rossa deve essere
direttamente visibile ad un osservatore che si sposti nella zona 1 di
un piano trasversale posto 25 m davanti al veicolo (vedi appendice 3,
figura 1);
3.11.2. per la visibilita' di luce bianca verso il retro: nessuna
superficie di uscita della luce di una luce bianca deve essere
direttamente visibile ad un osservatore che si sposti nella zona 2 di
un piano trasversale posto 25 m dietro il veicolo (vedi appendice 3,
figura 2).
3.11.3. Nei rispettivi piani le zone 1 e 2 esplorate dall'osservatore
sono limitate:
3.11.3.1. in altezza, da due piani orizzontali rispettivamente a 1 m
e a 2,20 m dal suolo,
3.11.3.2. in larghezza, da due piani verticali che formano
rispettivamente verso l'avanti e verso il retro un angolo di 15
(gradi) verso l'esterno in rapporto al piano mediano del veicolo e
che passano nel o nei punti di contatto dei piani verticali paralleli
al piano longitudinale mediano e che delimitano la larghezza fuori
tutto del veicolo. Se ci sono piu' punti di contatto, il piu'
avanzato corrisponde al piano anteriore, il piu' arretrato
corrisponde al piano posteriore.
3.12. I collegamenti elettrici devono essere tali che le luci di
posizione anteriori, le luci di posizione posteriori, le eventuali
luci di ingombro, le eventuali luci di posizione laterali ed il
dispositivo di illuminazione della targa d'immatricolazione
posteriore possano essere accessi e spenti soltanto simultaneamente.
Questa condizione non si applica quando le luci di posizione
anteriori e posteriori, cosi come le luci di posizione laterali
combinate o mutuamente incorporate con dette luci, funzionano come
luci di stazionamento.
3.13. I collegamenti elettrici devono essere tali che i proiettori
abbaglianti, i proiettori anabbaglianti e i proiettori fendinebbia
anteriori possano accendersi soltanto quando funzionano anche le luci
indicate al punto 3.12. Tuttavia questa condizione non si applica ai
proiettori abbaglianti o ai proiettori anabbaglianti quando i segnali
luminosi consistono nell'accensione intermittente a brevi intervalli
dei proiettori anabbaglianti o nell'accensione intermittente a brevi
intervalli dei proiettori abbaglianti o nell'accensione alternata a
brevi intervalli dei proiettori anabbaglianti e abbaglianti.
3.14. I colori della luce emessa dai dispositivi di illuminazione e
di segnalazione luminosa sono:
- proiettore abbagliante: bianco,
- proiettore anabbagliante: bianco,
- proiettore fendinebbia anteriore: bianco o giallo,
- proiettore per la retromarcia: bianco,
- indicatore di direzione: giallo ambra,
- segnale di pericolo: giallo ambra,
- luce di arresto: rosso,
- dispositivo di illuminazione della
targa d'immatricolazione posteriore: bianco,
- luce di posizione anteriore: bianco,
- luce di posizione posteriore: rosso,
- luce posteriore per nebbia: rosso,
- luce di stazionamento: bianco davanti, rosso
dietro, giallo ambra se
incorporato negli indicatori
di direzione laterali o
nelle luci di posizione
laterali,
- luce di posizione laterale: giallo ambra; tuttavia, se
la luce di posizione
laterale piu' arretrata e'
raggruppata o combinata o
mutuamente incorporata con
la luce di posizione
posteriore, la luce di
ingombro posteriore per
nebbia, la luce di arresto
oppure e' raggruppata o una
parte della sua superficie
di uscita della luce e' in
comune con il catadiottro
posteriore, il colore puo'
essere rosso,
- luce d'ingombro: bianco davanti,
rosso dietro,
- catadiottro posteriore,
non triangolare: rosso,
- catadiottro posteriore,
triangolare: rosso,
- catadiottro anteriore,
non triangolare (1): identico al colore
della luce incidente,
- catadiottro laterale,
non triangolare: giallo ambra; tuttavia, se
il catadiottro laterale piu'
arretrato e' raggruppato o
se una parte della sua
superficie di uscita della
luce e' in comune con la
luce di posizione
posteriore, la luce di
ingombro posteriore, la luce
posteriore per nebbia, la
luce di arresto oppure la
luce di posizione laterale
piu' arretrata, il colore
puo' essere rosso.
3.15. La funzione delle spie d'innesto puo' essere svolta da spie di
funzionamento.
3.16. Luci occultabili
3.16.1. E' proibito l'occultamento delle luci; sono eccettuati
soltanto i proiettori abbaglianti, anabbaglianti e fendinebbia che
possono essere occultati quando non sono in funzione.
3.16.2. In caso di guasto riguardante il funzionamento del
dispositivo(i) di occultamento, la luce deve rimanere nella posizione
di impiego, se si trova gia' in tale posizione, o deve poter essere
portata nella posizione d'impiego senza dover far uso di attrezzi.
3.16.3. Deve essere possibile mettere le luci in posizione di impiego
e accenderle per mezzo di un solo comando, cio' che non esclude la
possibilita' di metterle in posizione d'impiego senza accenderle.
Tuttavia, nel caso di proiettori abbaglianti e anabbaglianti
raggruppati, il comando di cui sopra e' richiesto solo per la messa
in funzione dei proiettori anabbaglianti.
(1) Detto anche catadiottro incolore o bianco.
3.16.4. Dal posto del conducente, non deve essere possibile arrestare
intenzionalmente il movimento delle luci accese prima di raggiungere
la posizione d'impiego. Quando si rischia d'abbagliare altri utenti
della strada con il movimento delle luci, queste ultime devono
potersi accendere soltanto dopo aver raggiunto la posizione
d'impiego.
3.16.5. Una luce deve poter raggiungere, a temperature comprese fra -
30 (gradi)C e + 50 (gradi)C, la posizione d'impiego nei tre secondi
successivi alla manovra iniziale del comando.
3.17. Numero di dispositivi di illuminazione
Il numero dei dispositivi di illuminazione montati su un veicolo deve
essere uguale al numero od ai numeri indicati al comma 2 di ciascuno
dei punti da 4.1 a 4.18.
3.18. Fatto salvo quanto prescritto ai punti 3.19, 3.20 e 3.22, le
luci possono essere installate su parti mobili.
3.19. Le luci di posizione posteriori, gli indicatori di direzione
posteriori e i catadiottri posteriori, triangolari o non triangolari,
non devono essere installati su parti mobili. Qualora le suddette
funzioni siano ottenute mediante un insieme di due luci di tipo "D"
(vedi punto 1.16), soltanto una di queste luci deve essere installata
su una parte non mobile del veicolo.
3.20. Nessuna parte mobile, munita o meno di un dispositivo di
segnalazione, puo' occultare, in una qualsiasi posizione fissa, piu'
del 50% della superficie apparente di una luce di posizione anteriore
o posteriore, di un indicatore di direzione anteriore o posteriore o
di un catadiottro, osservato in una direzione parallela all'asse
longitudinale mediano del veicolo.
Se cio' non e' possibile:
3.20.1. un'annotazione nel certificato di omologazione (punto 16
dell'allegato II) deve informare le altre amministrazioni che piu'
del 50% della superficie apparente puo' essere occultata dalle parti
mobili;
3.20.2. nel caso in cui si applichi il punto 3.20.1, un'indicazione
sul veicolo deve informare l'utente che quando le parti mobili si
trovano in una determinata posizione, gli altri utenti della strada
devono essere preavvertiti della presenza del veicolo sulla strada,
ad esempio per mezzo di un triangolo di presegnalazione o di altri
dispositivi conformi alle norme nazionali di circolazione stradale.
3.21. Quando le parti mobili si trovano in una posizione diversa
dalla "posizione normale" definita al punto 1.24, i dispositivi
installati su di esse non devono causare inutile disturbo agli utenti
della strada.
3.22. Quando una luce e' installata su di una parte mobile e la parte
mobile si trova nella(e) posizione(i) normale(i) d'impiego (vedi
punto 1.24), la luce deve sempre ritornare nella(e) posizione(i)
specificata(e) dal costruttore in conformita' con il presente
allegato. Nel caso dei proiettori anabbaglianti e dei proiettori
fendinebbia anteriori, questa prescrizione si considera soddisfatta
se, muovendo le parti mobili e riportandole nella posizione normale
per 10 volte, nessun valore dell'angolo di inclinazione di queste
luci, in relazione al loro supporto, misurato dopo ogni azionamento
della parte mobile, differisce di piu' dello 0,15% dalla media dei
dieci valori misurati.
3.23. Le luci possono essere raggruppate, combinate o incorporate
mutuamente l'una con l'altra a condizione che tutte le prescrizioni
relative a colore, posizione, orientamento, visibilita' geometrica,
collegamenti elettrici funzionali, nonche' eventuali "altre
prescrizioni" relative a ciascuna luce, siano rispettate.
3.24. Con l'eccezione dei catadiottri, una luce, anche se dotata di
marchio di omologazione, e' considerata "non presente" quando non
puo' essere resa funzionante con la sola installazione della lampada.
4. SPECIFICAZIONI PARTICOLARI
4.1. Proiettore abbagliante
4.1.1. Presenza
Obbligatoria sui veicoli a motore.
Vietata sui rimorchi.
4.1.2. Numero
2 o 4
Quando un veicolo e' dotato di 4 proiettori abbaglianti occultabili
e' autorizzata l'installazione di due proiettori abbaglianti
supplementari soltanto allo scopo di effettuare segnali luminosi
(come specificato al punto 3.13) in condizioni diurne.
4.1.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare.
4.1.4. Posizione
4.1.4.1. In larghezza
I bordi esterni della superficie illuminante non devono essere in
nessun caso piu' vicini all'estremita' della larghezza fuori tutto
del veicolo rispetto ai bordi esterni della superficie illuminante
dei proiettori anabbaglianti.
4.1.4.2. In altezza
Nessuna disposizione particolare.
4.1.4.3. In lunghezza
Nella parte anteriore del veicolo e montato in modo che la luce
emessa non disturbi il conducente, direttamente o indirettamente
mediante, specchi retrovisori e/o altre superfici riflettenti del
veicolo.
4.1.5. Visibilita' geometrica
La visibilita' della superficie illuminante, compresa la sua
visibilita' nelle zone che non sembrano illuminate nella direzione
d'osservazione considerata, deve essere assicurata all'interno di uno
spazio divergente delimitato dalle generatrici che, partendo dal
perimetro della superficie illuminante, formano un angolo di almeno
5(gradi) con l'asse di riferimento del proiettore. Quale origine
degli angoli di visibilita' geometrica si prende il contorno della
proiezione della superficie illuminante su un piano trasversale
tangente alla parte anteriore del trasparente del proiettore.
4.1.6. Orientamento
Verso l'avanti.
Oltre ai dispositivi necessari per mantenere una regolazione corretta
e quando vi sono due coppie di proiettori abbaglianti, una di esse,
costituita da proiettori che svolgono soltanto la funzione
"abbagliante" puo' muoversi in funzione dell'angolo di sterzatura,
con rotazione attorno ad un asse approssimativamente verticale.
4.1.7. Collegamento elettrico funzionale
4.1.7.1. L'accensione dei proiettori abbaglianti puo' effettuarsi
simultaneamente o in coppia. Al momento del passaggio dai fasci
anabbaglianti ai fasci abbaglianti deve essere accesa almeno una
coppia di proiettori abbaglianti. Al momento del passaggio dai fasci
abbaglianti ai fasci anabbaglianti si devono spegnere
contemporaneamente tutti i proiettori abbaglianti.
4.1.7.2. I proiettori anabbaglianti possono restare accesi
contemporaneamente ai proiettori abbaglianti.
4.1.7.3. Se sono installati quattro proiettori abbaglianti
occultabili, quando essi si trovano nella posizione di funzionamento
deve essere impedito il contemporaneo funzionamento degli eventuali
proiettori abbaglianti supplementari, previsti per effettuare segnali
luminosi (come specificato al punto 3.13) in condizioni diurne.
4.1.8. Spia di innesto
Obbligatoria
4.1.9. Altre prescrizioni
4.1.9.1. L'intensita' massima dell'insieme dei fasci abbaglianti
suscettibili di essere accesi contemporaneamente non deve superare
225 000 cd.
4.1.9.2. Tale intensita' massima si ottiene sommando le singole
intensita' massime misurate al momento dell'omologazione del tipo di
proiettore e indicate sulle relative schede di omologazione.
4.2. Proiettore anabbagliante
4.2.1. Presenza
Obbligatoria sui veicoli a motore.
Vietata sui rimorchi.
4.2.2 Numero
2.
4.2.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare.
4.2.4. Posizione
4.2.4.1. In larghezza
Il bordo della superficie illuminante piu' distante dal piano
longitudinale mediano del veicolo non deve trovarsi a piu' di 400 mm
dall'estremita' fuori tutto del veicolo. I bordi interni delle
superfici illuminanti devono essere distanti almeno 600 mm.
Tale distanza puo' essere ridotta a 400 mm quando la larghezza fuori
tutto del veicolo e' inferiore a 1 300 mm.
4.2.4.2. In altezza
Dal suolo: minimo 500 mm, massimo 1 200 mm.
4.2.4.3. In lunghezza
Nella parte anteriore del veicolo; tale condizione e' considerata
soddisfatta se la luce emessa non disturba il conducente, ne'
direttamente ne' indirettamente, attraverso gli specchi retrovisori
e/o altre superfici riflettenti del veicolo.
4.2.5. Visibilita' geometrica
E' definita dagli angoli (alfa) e (beta) indicati al punto 1.13.
(alfa) = 15(gradi) verso l'alto e 10(gradi) verso il basso,
(beta) = 45(gradi) verso l'esterno e 10(gradi) verso l'interno.
Dato che i valori fotometrici richiesti per i proiettori
anabbaglianti non coprono l'intero campo di visibilita' geometrica,
si richiede, per l'omologazione del veicolo, un valore minimo di 1 cd
nello spazio rimanente. La presenza di pareti o altro in prossimita'
del proiettore non deve provocare effetti secondari di disturbo per
gli altri utenti della strada.
4.2.6. Orientamento
4.2.6.1. Dopo aver regolato l'inclinazione iniziale, l'inclinazione
verticale del fascio anabbagliante, espressa in percentuale, deve
essere misurata in condizione statica in tutti gli stati di carico
definiti nell'appendice 1.
L'inclinazione iniziale verso il basso della linea di demarcazione
del fascio anabbagliante, da regolare con il veicolo a vuoto e con
una persona sul sedile del conducente, deve essere specificata dal
costruttore arrotondando il valore allo 0,1% e indicata in modo
chiaramente leggibile ed indelebile su ciascun veicolo, accanto al
proiettore oppure sulla targhetta del costruttore, usando il simbolo
illustrato nell'appendice 6.
Il valore di questa inclinazione verso il basso e' definito al punto
4.2.6.1.1.
4.2.6.1.1. In funzione dell'altezza di installazione in metri (h) del
proiettore anabbagliante, misurata al bordo inferiore della
superficie illuminante con il veicolo a vuoto, l'inclinazione
verticale della linea di demarcazione dei fascio anabbagliante deve
rimanere, in tutte le condizioni statiche indicate nell'appendice 1,
entro i seguenti limiti e l'orientamento iniziale deve avere i
seguenti valori:
h < 0,80
limiti: tra -0,5% e -2,5%,
orientamento iniziale: tra -1,0% e -1,5%.
0,80 (minore o uguale) h (minore o uguale) 0,90
limiti: tra -0,5% e -2,5%,
orientamento iniziale: tra -1,0% e -1,5%
oppure, a discrezione del costruttore:
limiti: tra -1,0% e -3,0%,
orientamento iniziale: tra -1,5% e -2,0%.
La domanda di omologazione CEE del veicolo deve contenere, in questo
caso, informazioni in merito a quale delle due alternative deve
essere impiegata.
h > 0,90
limiti: tra -1,0% e -3,0%,
orientamento iniziale: tra -1,5% e -2,0%.
I limiti e i valori di orientamento iniziale di cui sopra sono
riassunti nello schema seguente:
Parte di provvedimento in formato grafico
4.2.6.2. La precedente condizione puo' essere soddisfatta anche per
mezzo di un dispositivo che agisce sulla posizione relativa del
proiettore e del veicolo. In caso di guasto di questo dispositivo il
fascio luminoso non puo' essere riportato in una posizione meno
abbassata di quella in cui di trovava quando si e' prodotto il
guasto.
4.2.6.2.1. Il dispositivo di cui al punto 4.2.6.2. deve essere
automatico.
4.2.6.2.2. I dispositivi di regolazione manuale, di tipo continuo o
non continuo, sono tuttavia ammessi, purche' essi abbiano una
posizione di stasi nella quale i proiettori devono poter essere
regolati al valore dell'inclinazione iniziale indicata al punto
4.2.6.1. per mezzo di viti di regolazione tradizionali. Questi
dispositivi di regolazione manuale devono poter essere azionati dal
posto di guida. I regolatori di tipo continuo devono avere punti di
riferimento che indichino gli stati di carico che rendono necessaria
una regolazione del fascio anabbagliante.
Il numero delle posizioni dei dispositivi di tipo non continuo deve
essere tale da garantire il rispetto della forcella di valori
prescritta al punto 4.2.6.1.1. per tutti gli stati di carico definiti
nell'appendice 1.
Anche per questi dispositivi le condizioni di carico dell'appendice 1
che rendono necessaria una regolazione del fascio anabbagliante
devono essere chiaramente indicate vicino al comando del dispositivo
(vedi appendice 7).
4.2.6.2.3. La variazione dell'inclinazione del fascio anabbagliante
in funzione del carico va misurata col procedimento illustrato
nell'appendice 5.
4.2.7. Collegamento elettrico
Il comando per il passaggio al proiettore anabbagliante deve
provocare lo spegnimento simultaneo di tutti i proiettori
abbaglianti.
I proiettori anabbaglianti possono restare accesi contemporaneamente
ai proiettori abbaglianti.
4.2.8. Spia d'innesto
Facoltativa.
4.2.9. Altre prescrizioni
Le prescrizioni del punto 3.6.2 non si applicano ai proiettori
anabbaglianti.
I proiettori anabbaglianti non devono muoversi in funzione
dell'angolo di sterzatura.
4.3. Proiettori fendinebbia
4.3.1. Presenza
Facoltativa sui veicoli a motore.
Vietata sui rimorchi.
4.3.2. Numero
2.
4.3.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare.
4.3.4. Posizione
4.3.4.1. In larghezza
Il punto della superficie illuminante piu' distante dal piano
longitudinale mediano del veicolo non deve trovarsi a piu' di 400 mm
dall'estremita' della larghezza fuori tutto del veicolo.
4.3.4.2. In altezza
Almeno 250 mm dal suolo.
Nessun punto della superficie illuminante deve trovarsi ad un'altezza
superiore al punto piu' alto della superficie illuminante del
proiettore anabbagliante.
4.3.4.3. In lunghezza
Nella parte anteriore del veicolo; tale condizione e' considerata
soddisfatta se la luce emessa non disturba il conducente, ne'
direttamente ne' indirettamente, attraverso gli specchi retrovisori
e/o altre superfici riflettenti del veicolo.
4.3.5. Visibilita' geometrica
E' definita dagli angoli (alfa) e (beta) indicati al punto 1.13.
(alfa) = 5(gradi) verso l'alto e verso il basso,
(beta) = 45(gradi) verso l'esterno e 10(gradi) verso l'interno.
4.3.6. Orientamento
I proiettori fendinebbia non devono variare di orientamento in
funzione dell'angolo di sterzatura.
Essi devono essere orientati verso l'avanti senza abbagliare ne'
disturbare indebitamente i conducenti provenienti in senso opposto o
gli altri utenti della strada.
4.3.7. Collegamento elettrico
I proiettori fendinebbia devono poter essere accesi e spenti
indipendentemente dai proiettori abbaglianti, dai proiettori
anabbaglianti o da una combinazione di proiettori abbaglianti e
anabbaglianti.
4.3.8. Spia d'innesto
Facoltativa.
4.4. Proiettore di retromarcia
4.4.1. Presenza
Obbligatoria sui veicoli a motore.
Facoltativa sui rimorchi.
4.4.2. Numero
1 o 2.
4.4.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare
4.4.4. Posizione
4.4.4.1. In larghezza
Nessuna disposizione particolare.
4.4.4.2. In altezza
Dal suolo: minimo 250 mm, massimo 1 200 mm.
4.4.4.3. In lunghezza
Nella parte posteriore del veicolo.
4.4.5. Visibilita' geometrica
E' definita dagli angoli (alfa) e (beta) indicati al punto 1.13.
(alfa) = 15(gradi) verso l'alto e 5(gradi) verso il basso,
(beta) = 45(gradi) a destra e a sinistra se vi e' una sola luce,
(beta) = 45(gradi) verso l'esterno e 30(gradi) verso l'interno se vi
sono due luci.
4.4.6. Orientamento
Verso il retro.
4.4.7. Collegamento elettrico
Puo' essere acceso soltanto se e' innestata la retromarcia e se il
dispositivo che comanda l'accensione e/o lo spegnimento del motore si
trova in una posizione tale che sia possibile il funzionamento del
motore stesso.
Esso non deve potersi accendere o restare acceso se non e'
soddisfatta una delle condizioni precedenti.
4.4.8. Spia d'innesto
Facoltativa.
4.5. Indicatori di direzione
4.5.1. Presenza (vedi appendice 4)
Obbligatoria. I tipi di indicatori di direzione sono divisi in
categorie (1, 1a, 1b, 2a, 2b e 5) il cui montaggio su uno stesso
veicolo forma uno schema di montaggio (A e B).
Lo schema A si applica a tutti i veicoli a motore.
Lo schema B si applica solo ai rimorchi.
4.5.2. Numero
Il numero dei dispositivi deve essere tale che essi possano dare le
indicazioni corrispondenti a uno degli schemi di montaggio previsti
al punto 4.5.3.
4.5.3. Schema di montaggio
A: due indicatori di direzione anteriore delle seguenti categorie:
- 1 o 1a o 1b,
se la distanza tra il bordo della superficie illuminante di questo
indicatore e quello della superficie illuminante del proiettore
anabbagliante e/o dell'eventuale proiettore fendinebbia anteriore e'
di almeno 40 mm;
- 1a o 1b,
se la distanza tra il bordo della superficie illuminante di questo
indicatore e quello della superficie illuminante del proiettore
anabbagliante e/o dell'eventuale proiettore fendinebbia anteriore e'
superiore a 20 mm ed inferiore a 40 mm;
- 1b,
se la distanza tra il bordo della superficie illuminante
dell'indicatore e quello della superficie illuminante del proiettore
anabbagliante e/o dell'eventuale proiettore fendinebbia anteriore e'
inferiore o pari a 20 mm.
due indicatori di direzione posteriori (categoria 2a o 2b).
due indicatori di direzione laterali (categoria 5).
Se sono installati dispositivi che fungono da indicatori di direzione
anteriori (categorie 1, 1a e 1b) e da indicatori di direzione
laterali (categoria 5), possono essere installati due indicatori di
direzione laterali (categoria 5) supplementari per soddisfare ai
requisiti di visibilita' di cui al punto 4.5.5.
B: due indicatori di direzione posteriori (categoria 2a o 2b).
4.5.4. Posizione
4.5.4.1. In larghezza
Il bordo della superficie illuminante piu' lontano dal piano
longitudinale mediano del veicolo non deve trovarsi a piu' di 400 mm
dall'estremita' della larghezza fuori tutto del veicolo. La distanza
minima tra i bordi interni delle due superfici illuminanti deve
essere di 600 mm.
Tale distanza puo' essere ridotta a 400 mm quando la larghezza fuori
tutto del veicolo e' inferiore a 1 300 mm.
4.5.4.2. In altezza dal suolo
4.5.4.2.1. L'altezza della superficie di uscita della luce degli
indicatori di direzione laterali (categoria 5) non deve essere
inferiore a 500 mm misurati dal punto piu' basso superiore a 1 500 mm
misurati dal punto piu' elevato.
4.5.4.2.2. L'altezza dal suolo degli indicatori di direzione delle
categorie 1, 1a, 1b, 2a e 2b, misurata conformemente al punto 3.8,
non deve essere inferiore a 350 mm ne' superiore a 1 500 mm.
4.5.4.2.3. Se la struttura del veicolo non consente di rispettare
questi limiti massimi come detto in precedenza, questi possono essere
aumentati a 2 300 mm per gli indicatori di direzione laterali della
categoria 5 ed a 2 100 mm per gli indicatori di direzione delle
categorie 1, 1a, 1b, 2a e 2b.
4.5.4.3. In lunghezza
La distanza tra la superficie di uscita della luce dell'indicatore di
direzione laterale (categoria 5) ed il piano trasversale che limita
anteriormente la lunghezza fuori tutto del veicolo non deve essere
superiore a 1 800 mm.
Se la struttura del veicolo non consente di rispettare gli angoli
minimi di visibilita', tale distanza puo' essere portata a 2 500 mm.
4.5.5. Visibilita' geometrica
Angoli orizzontali: vedi appendice 4.
Angoli verticali: 15(gradi) sopra e sotto l'orizzontale.
L'angolo verticale al di sotto
dell'orizzontale puo' essere ridotto
a 5(gradi) se l'altezza dal suolo degli
indicatori di direzione laterali e'
inferiore a 750 mm.
4.5.6. Orientamento
Devono essere rispettate le eventuali disposizioni particolari di
montaggio previste dal costruttore.
4.5.7. Collegamento elettrico
L'accensione degli indicatori di direzione deve essere indipendente
da quella delle altre luci. Tutti gli indicatori di direzione situati
su uno stesso lato del veicolo sono accesi e spenti con lo stesso
comando e devono lampeggiare in fase.
4.5.8. Spia di funzionamento
Obbligatoria per gli indicatori di direzione anteriori e posteriori.
Puo' essere ottica e/o acustica.
Se e' ottica, deve essere lampeggiante e spegnersi o restare accesa
senza lampeggiare o presentare un rilevante cambiamento di frequenza
almeno nel caso di funzionamento difettoso di uno qualsiasi degli
indicatori di direzione anteriori o posteriori.
Se e' esclusivamente acustica, deve essere chiaramente udibile e
presentare un rilevante cambiamento di frequenza almeno nel caso di
funzionamento difettoso di uno qualsiasi degli indicatori di
direzione anteriori o posteriori.
Il veicolo a motore equipaggiato per trainare un rimorchio deve
essere fornito di una speciale spia ottica di funzionamento per gli
indicatori di direzione del rimorchio, a meno che la spia della
motrice permetta di individuare il guasto di uno qualsiasi degli
indicatori di direzione dell'insieme del veicolo cosi formato.
4.5.9. Altre prescrizioni
La luce emessa deve essere una luce lampeggiante con una frequenza di
90 +- 30 periodi al minuto.
L'indicatore di direzione deve accendersi al massimo entro un secondo
e spegnersi per la prima volta al massimo entro 1 secondo e mezzo
dall'azionamento del comando del segnale luminoso. Quando un veicolo
a motore e' equipaggiato per trainare un rimorchio, il comando degli
indicatori di direzione della motrice deve poter azionare gli
indicatori del rimorchio.
In caso di funzionamento difettoso di un indicatore di direzione, non
causato da un cortocircuito, gli altri indicatori devono continuare a
lampeggiare, ma in tale caso la frequenza puo' differire da quella
prescritta.
4.6. Segnalazione d'emergenza
4.6.1. Presenza
Obbligatoria
/
4.6.2. Numero |
4.6.3. Schema di montaggio |
4.6.4. Posizione |
4.6.4.1. In larghezza | conformi alle prescrizioni delle
4.6.4.2. In altezza <| corrispondenti voci del punto 4.5.
4.6.4.3. In lunghezza |
4.6.5. Visibilita' geometrica |
4.6.6. Orientamento |
\
4.6.7. Collegamento elettrico
La segnalazione deve essere azionata con un comando distinto, che
permetta il lampeggiamento in fase di tutti gli indicatori di
direzione.
4.6.8. Spia d'innesto
Obbligatoria. Spia lampeggiante che puo' funzionare in collegamento
con la spia o le spie di cui al punto 4.5.8.
4.6.9. Altre prescrizioni
Conformi alle prescrizioni del punto 4.5.9. Quando un veicolo a
motore e' equipaggiato per trainare un rimorchio, il comando della
segnalazione d'emergenza deve poter azionare anche gli indicatori di
direzione del rimorchio. La segnalazione d'emergenza deve poter
funzionare anche se il dispositivo che comanda l'accensione o lo
spegnimento del motore si trova in una posizione che rende
impossibile la messa in moto del motore.
4.7. Luci di arresto
4.7.1. Presenza
Obbligatoria.
4.7.2. Numero
2.
4.7.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare.
4.7.4. Posizione
4.7.4.1. In larghezza:
Almeno 600 mm fra le due luci. Tale distanza puo' essere ridotta a
400 mm quando la larghezza fuori tutto del veicolo e' inferiore a 1
300 mm.
4.7.4.2. In altezza:
Dal suolo: minimo 350 mm, massimo 1 500 mm o 2 100 mm se la forma
della carrozzeria non permette di rispettare i 1 500 mm.
4.7.4.3. In lunghezza:
Nella parte posteriore del veicolo.
4.7.5. Visibilita' geometrica
Angolo orizzontale: 45(gradi) verso l'esterno e verso l'interno.
Angolo verticale: 15(gradi) sopra e sotto l'orizzontale.
L'angolo verticale al di sotto
dell'orizzontale puo' essere ridotto a 5(gradi)
se l'altezza dal suolo della luce e' inferiore
a 750 mm.
4.7.6. Orientamento
Verso il retro del veicolo.
4.7.7. Collegamento elettrico
Deve determinare l'accensione della luce d'arresto quando viene
azionato il freno di servizio. Non e' prescritto che le luci di
arresto funzionino quando il dispositivo che comanda l'accensione e/o
lo spegnimento del motore si trova in una posizione che rende
impossibile il funzionamento del motore stesso.
4.7.8. Spia di funzionamento
Facoltativa. Se montata, questa spia deve essere di funzionamento e
dare un segnale luminoso non lampeggiante che si accenda in caso di
funzionamento difettoso delle luci di arresto.
4.8. Dispositivo d'illuminazione della targa d'immatricolazione
posteriore
/
4.8.1. Presenza |
Obbligatoria. |
4.8.2. Numero |
4.8.3. Schema di montaggio |
4.8.4. Posizione |
4.8.4.1. In larghezza: <| tali che il dispositivo possa
4.8.4.2. In altezza: | illuminare la sede della targa.
4.8.4.3. In lunghezza: |
4.8.5. Visibilita' geometrica |
4.8.6. Orientamento |
\
4.8.7. Collegamento elettrico
Nessuna disposizione particolare.
4.8.8. Spia d'innesto
Facoltativa. Se esiste, la sua funzione dev'essere svolta dalla spia
prescritta per le luci di posizione anteriori e posteriori.
4.8.9. Altre prescrizioni
Quando il dispositivo di illuminazione della targa di
immatricolazione posteriore e' combinato con la luce di posizione
posteriore la quale e' reciprocamente incorporata con la luce di
arresto o con la luce posteriore per nebbia, le caratteristiche
fotometriche del dispositivo di illuminazione della targa di
immatricolazione posteriore possono risultare modificate quando la
luce di arresto o la luce posteriore per nebbia sono accese.
4.9. Luci di posizione anteriori
4.9.1. Presenza
Obbligatoria su tutti i veicoli a motore.
Obbligatoria sui rimorchi di larghezza superiore a 1 600 mm.
Facoltativa sui rimarchi di larghezza inferiore o uguale a 1 600 mm.
4.9.2. Numero
2.
4.9.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare.
4.9.4. Posizione
4.9.4.1. In larghezza
Il punto della superficie illuminante piu' lontano dal piano
longitudinale mediano del veicolo non deve trovarsi a piu' di 400 mm
dall'estremita' della larghezza fuori tutto del veicolo. Nel caso di
un rimorchio, il punto della superficie illuminante piu' lontano dal
piano longitudinale mediano del veicolo non deve trovarsi a piu' di
150 mm dall'estremita' della larghezza fuori tutto del veicolo.
La distanza minima fra i bordi interni delle due superfici
illuminanti deve essere di 600 mm. Tale distanza puo' essere ridotta
a 400 mm quando la larghezza fuori tutto del veicolo e' inferiore a 1
300 mm.
4.9.4.2. In altezza
Dal suolo: minimo 350 mm, massimo 1 500 mm o 2 100 mm se la forma
della carrozzeria non permette di rispettare i 1 500 mm.
4.9.4.3. In lunghezza
Nessuna disposizione particolare.
4.9.4.4. Quando la luce di posizione anteriore e' incorporata
reciprocamente in un'altra luce, le prescrizioni relative alla
posizione (punti da 4.9.4.1 a 4.9.4.3.) devono essere verificate
tramite la superficie illuminante di quest'altra luce.
4.9.5. Visibilita' geometrica
Angolo orizzontale per le due luci di posizione anteriori:
45(gradi) verso l'interno e 80(gradi) verso
l'esterno.
Nel caso di un rimorchio, l'angolo verso
l'interno puo' essere ridotto a 5(gradi).
Angolo verticale: 15(gradi) sopra e sotto l'orizzontale.
L'angolo verticale al di sotto
dell'orizzontale puo' essere ridotto a 5(gradi)
se l'altezza dal suolo della luce e'
inferiore a 750 mm.
4.9.6. Orientamento
Verso l'avanti.
4.9.7. Collegamento elettrico
Nessuna disposizione particolare.
4.9.8 Spia d'innesto
Obbligatoria. Non deve essere intermittente. Essa non e' richiesta se
il dispositivo d'illuminazione del cruscotto puo' essere acceso
soltanto contemporaneamente alle luci di posizione anteriori.
4.10. Luci di posizione posteriori
4.10.1. Presenza
Obbligatoria.
4.10.2. Numero
2.
4.10.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare.
4.10.4. Posizione
4.10.4.1. In larghezza
Il punto della superficie illuminante piu' lontano dal piano
longitudinale mediano del veicolo non deve trovarsi a piu' di 400 mm
dall'estremita' della larghezza fuori tutto del veicolo stesso.
La distanza minima fra i bordi interni delle due superfici
illuminanti deve essere di 600 mm. Tale distanza puo' essere ridotta
a 400 mm quando la larghezza fuori tutto del veicolo e' inferiore a 1
300 mm.
4.10.4.2. In altezza
Dal suolo: minimo 350 mm, massimo 1 500 mm o 2 100 mm, se la forma
della carrozzeria non permette di rispettare i 1 500 mm.
4.10.4.3. In lunghezza
Nella parte posteriore del veicolo.
4.10.5. Visibilita' geometrica
Angolo orizzontale: 45(gradi) verso l'interno e 80(gradi) verso
l'esterno.
Angolo verticale: 15(gradi) sopra e sotto l'orizzontale.
L'angolo verticale al di sotto
dell'orizzontale puo' essere ridotto a 5(gradi)
se l'altezza dal suolo delle luci e'
inferiore a 750 mm.
4.10.6. Orientamento
Verso il retro.
4.10.7. Collegamento elettrico
Nessuna disposizione particolare.
4.10.8. Spia d'innesto.
Obbligatoria. Deve essere combinata con quella delle luci di
posizione anteriori.
4.11. Luci posteriori per nebbia
4.11.1. Presenza
Obbligatoria.
4.11.2. Numero
1. L'installazione di una seconda luce e' facoltativa.
4.11.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare.
4.11.4. Posizione
4.11.4.1. In larghezza
Quando e' unica, la luce posteriore per nebbia deve essere situata
sul lato del piano longitudinale mediano del veicolo opposto al senso
di circolazione prescritto nel paese di immatricolazione; il centro
di riferimento puo' essere situato anche sul piano longitudinale
mediano del veicolo.
4.11.4.2. In altezza
Fra 250 e 1 000 mm dal suolo.
4.11.4.3. In lunghezza
Nella parte posteriore del veicolo.
4.11.5. Visibilita' geometrica
Angolo orizzontale: 25(gradi) verso l'interno e verso
l'esterno
Angolo verticale: 5(gradi) sopra e sotto l'orizzontale.
4.11.6. Orientamento
Verso il retro.
4.11.7. Collegamento elettrico
Deve permettere l'accensione delle luci posteriori per nebbia
soltanto quando sono in funzione i proiettori anabbaglianti o i
proiettori abbaglianti o ancora i proiettori fendinebbia, oppure in
caso di funzionamento combinato; la luce posteriore per nebbia,
inoltre, deve potersi accendere contemporaneamente ai proiettori
abbaglianti e anabbaglianti, nonche' ai proiettori fendinebbia.
Quando la luce posteriore per nebbia e' accesa, il passaggio dal
fascio abbagliante a quello anabbagliante o viceversa, non deve
provocarne lo spegnimento.
Se esistono proiettori fendinebbia, lo spegnimento della luce
posteriore per nebbia deve essere possibile indipendentemente da
quello dei proiettori fendinebbia.
4.11.8. Spia di innesto
Obbligatoria. Spia luminosa indipendente non lampeggiante.
4.11.9. Altre prescrizioni
In ogni caso la distanza tra la luce posteriore per nebbia e ciascuna
luce di arresto deve essere superiore a 100 mm.
4.12. Luci di stazionamento
4.12.1. Presenza
Sui veicoli a motore la cui lunghezza non superi 6 metri e la cui
larghezza non superi 2 metri: facoltativa.
Su qualsiasi altro veicolo: vietata.
4.12.2. Numero
In funzione dello schema di montaggio.
4.12.3. Schema di montaggio
- due luci anteriori e due posteriori,
- oppure una luce su ogni lato.
4.12.4. Posizione
4.12.4.1. In larghezza
Il punto della superficie illuminante piu' distante dal piano
longitudinale mediano del veicolo non deve trovarsi a piu' di 400 mm
dall'estremita' della larghezza fuori tutto del veicolo. Inoltre, se
ci sono due luci, esse devono essere situate sui lati del veicolo.
4.12.4.2. In altezza
Dal suolo: minimo 350 mm,
massimo 1 500 mm o 2 100 mm se la forma della
carrozzeria non permette di rispettare i 1 500 mm.
4.12.4.3. In lunghezza
Nessuna disposizione particolare.
4.12.5. Visibilita' geometrica
Angolo orizzontale: 45(gradi) verso l'esterno, verso l'avanti e
verso il retro.
Angolo verticale: 15(gradi) sopra e sotto l'orizzontale. L'angolo
verticale al di sotto dell'orizzontale puo'
essere ridotto a 5(gradi) se l'altezza dal suol
della luce e' inferiore a 750 mm.
4.12.6. Orientamento
Tale che le luci soddisfino alle prescritte condizioni di visibilita'
verso l'avanti e verso il retro.
4.12.7. Collegamento elettrico
Il collegamento deve permettere l'accensione della luce o delle luci
di stazionamento disposte sullo stesso lato del veicolo senza
determinare l'accensione di altre luci.
La luce o le luci di stazionamento devono essere in grado di
funzionare anche se il dispositivo che comanda l'accensione e/o
l'arresto del motore si trova in una posizione che rende impossibile
il funzionamento del motore stesso.
4.12.8. Spia d'innesto
Facoltativa. Se esiste, non deve poter essere confusa con la spia
delle luci di posizione anteriori e posteriori.
4.12.9. Altre prescrizioni
La funzione di questa luce puo' essere compiuta anche dall'accensione
simultanea delle luci di posizione anteriori e posteriori disposte
sullo stesso lato del veicolo.
4.13. Luci d'ingombro
4.13.1. Presenza
Obbligatoria sui veicoli di larghezza superiore a 2 100 mm.
Facoltativa sui veicoli di larghezza compresa fra 1 800 e 2 100 mm.
La luce d'ingombro posteriore e' facoltativa sui telai cabinati.
4.13.2. Numero
2 visibili anteriormente e 2 visibili posteriormente.
4.13.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare.
4.13.4. Posizione
4.13.4.1. In larghezza
Anteriore e posteriore: Quanto piu' vicino possibile all'estremita'
della larghezza fuori tutto del veicolo. Questa prescrizione e'
ritenuta soddisfatta se il punto della superficie illuminante piu'
lontano dal piano mediano longitudinale del veicolo non si trova a
piu' di 400 mm dall'estremita' della larghezza fuori tutto del
veicolo.
4.13.4.2. In altezza
Anteriore: Veicoli a motore: il piano orizzontale tangente al
bordo superiore della superficie illuminante del
dispositivo non deve essere piu' basso del piano
orizzontale tangente al bordo superiore della zona
trasparente del parabrezza.
Rimorchi e semirimorchi: alla massima altezza
compatibile con le prescrizioni sulla larghezza, con
quelle costruttive e funzionali del veicolo e con
quelle sulla simmetria delle luci.
Posteriore: Alla massima altezza compatibile con le prescrizioni
sulla larghezza, con quelle costruttive e funzionali
del veicolo e con quelle sulla simmetria delle luci.
4.13.4.3. In lunghezza
Nessuna disposizione particolare.
4.13.5. Visibilita' geometrica
Angolo orizzontale: 80(gradi) verso l'esterno
Angolo verticale: 5(gradi) sopra e 20(gradi) sotto l'orizzontale.
4.13.6. Orientamento
Tale che le luci soddisfino le prescritte condizioni di visibilita'
verso l'avanti e verso il retro.
4.13.7. Collegamento elettrico
Nessuna disposizione particolare.
4.13.8. Spia d'innesto
Facoltativa. Se esiste, la sua funzione deve essere svolta dalla spia
prescritta per le luci di posizione anteriori e posteriori.
4.13.9. Altre prescrizioni
Purche' soddisfino a tutte le altre condizioni, la luce visibile
dalla parte anteriore e la luce visibile dalla parte posteriore
disposte sullo stesso lato del veicolo possono essere riunite in un
solo dispositivo.
La posizione di una luce d'ingombro rispetto alla luce di posizione
corrispondente deve essere tale che la distanza fra le proiezioni su
un piano verticale trasversale dei punti piu' vicini delle superfici
illuminanti delle due luci considerate non sia inferiore a 200 mm.
4.14. Catadiottri posteriori, non triangolari
4.14.1. Presenza
Obbligatoria sui veicoli a motore.
Facoltativa sui rimorchi purche' raggruppati con altri dispositivi di
segnalazione luminosa posteriori.
4.14.2 Numero
2.
Dispositivi e materiali retroriflettenti addizionali sono ammessi a
condizione che non riducano l'efficacia dei dispositivi di
illuminazione e segnalazione obbligatori.
4.14.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare.
4.14.4. Posizione
4.14.4.1. In larghezza
Il punto della superficie illuminante piu' lontano dal piano
longitudinale mediano del veicolo non deve trovarsi a piu' di 400 mm
dall'estremita' della larghezza fuori tutto del veicolo stesso.
La distanza minima fra i bordi interni dei catadiottri deve essere di
600 mm. Tale distanza puo' essere ridotta a 400 mm quando la
larghezza fuori tutto del veicolo e' inferiore a 1 300 mm.
4.14.4.2. In altezza
Dal suolo: minimo 350 mm, massimo 900 mm.
4.14.4.3. In lunghezza
Nella parte posteriore del veicolo.
4.14.5. Visibilita' geometrica
Angolo orizzontale: 30(gradi) verso l'interno e verso l'esterno.
Angolo verticale: 15(gradi) sopra e sotto l'orizzontale.
L'angolo verticale al di sotto
dell'orizzontale puo' essere ridotto a 5(gra
se l'altezza dal suolo del catadiottro
e' inferiore a 750 mm.
4.14.6. Orientamento
Verso il retro.
4.14.7. Altre prescrizioni
La superficie illuminante del catadiottro puo' avere parti comuni con
quella di qualsiasi altra luce situata posteriormente.
4.15. Catadiottri posteriori, triangolari
4.15.1. Presenza
Obbligatoria sui rimorchi.
Vietata sui veicoli a motore.
4.15.2. Numero
2.
Dispositivi e materiali retroriflettenti addizionali sono ammessi a
condizione che non riducano l'efficacia dei dispositivi di
illuminazione e segnalazione obbligatori.
4.15.3. Schema di montaggio
La punta del triangolo deve essere diretta verso l'alto.
4.15.4. Posizione
4.15.4.1. In larghezza
Il punto della superficie illuminante piu' lontano dal piano
longitunale mediano del veicolo non deve trovarsi a piu' di 400 mm
dall'estremita' della larghezza fuori tutto del veicolo stesso.
La distanza minima fra i bordi interni dei catadiottri deve essere di
600 mm. Tale distanza puo' essere ridotta a 400 mm quando la
larghezza fuori tutto del veicolo e' inferiore a 1 300 mm.
4.15.4.2. In altezza
Dal suolo: minimo 350 mm, massimo 900 mm.
4.15.4.3. In lunghezza
Nella parte posteriore del veicolo.
4.15.5. Visibilita' geometrica
Angolo orizzontale: 30(gradi) verso l'interno e verso
l'esterno.
Angolo verticale: 15(gradi) sopra e sotto l'orizzontale.
L'angolo verticale al di sotto
dell'orizzontale puo' essere ridotto a
5(gradi)
se l'altezza dal suolo del catadiottro
e' inferiore a 750 mm.
4.15.6. Orientamento
Verso il retro.
4.15.7. Altre prescrizioni
Nessuna luce dev'essere disposta all'interno del triangolo.
4.16. Catadiottri anteriori, non triangolari
4.16.1. Presenza
Obbligatoria sui rimorchi.
Facoltativa sui veicoli a motore.
4.16.2. Numero
2.
Dispositivi e materiali retroriflettenti addizionali sono ammessi a
condizione che non riducano l'efficacia dei dispositivi di
illuminazione e segnalazione obbligatori.
4.16.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare.
4.16.4. Posizione
4.16.4.1. In larghezza
Il punto della superficie illuminante piu' lontano dal piano
longitudinale mediano del veicolo non deve trovarsi a piu' di 400 mm
dall'estremita' della larghezza fuori tutto del veicolo stesso.
Nel caso di un rimorchio, il punto della superficie illuminante piu'
lontano dal piano longitudinale mediano del veicolo non deve trovarsi
a piu' di 150 mm dall'estremita' della larghezza fuori tutto del
veicolo stesso.
La distanza minima fra i bordi interni dei catadiottri deve essere di
600 mm. Tale distanza puo' essere ridotta a 400 mm quando la
larghezza fuori tutto del veicolo e' inferiore a 1 300 mm.
4.16.4.2. In altezza
Dal suolo: minimo 350 mm, massimo 900 mm o 1 500 mm se la struttura
del veicolo non permette di rispettare i 900 mm.
4.16.4.3. In lunghezza
Nella parte anteriore del veicolo.
4.16.5. Visibilita' geometrica
Angolo orizzontale: 30(gradi) verso l'interno e verso
l'esterno.
Qualora, a causa di timoni regolabili,
non fosse possibile rispettare il
valore di 30(gradi), l'angolo verso
l'interno puo' essere ridotto a 10(gradi)
Angolo verticale: 15(gradi) sopra e sotto l'orizzontale.
L'angolo verticale al di sotto
dell'orizzontale puo' essere ridotto a
5(gradi) se l'altezza dal suolo del
catadiottro e' inferiore a 750 mm.
4.16.6. Orientamento
Verso l'avanti.
4.16.7. Altre prescrizioni
La superficie illuminante del catadiottro puo' avere parti in comune
con quella della luce di posizione anteriore.
4.17. Catadiottri laterali, non triangolari
4.17.1 Presenza
Obbligatoria
- su tutti i veicoli a motore la cui lunghezza superi i 6 metri,
- su tutti i rimorchi.
Facoltativa
- sui veicoli a motore la cui lunghezza e' inferiore o uguale a 6
metri.
4.17.2. Numero minimo per lato
Tale che siano rispettate le regole di posizione in lunghezza.
Dispositivi e materiali retroriflettenti addizionali sono ammessi a
condizione che non riducano l'efficacia dei dispositivi di
illuminazione e segnalazione obbligatori.
4.17.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare.
4.17.4. Posizione
4.17.4.1. In larghezza
Nessuna disposizione particolare.
4.17.4.2. In altezza
Dal suolo: minimo 350 mm, massimo 900 mm o 1 500 mm se la struttura
del veicolo non permette di rispettare i 900 mm.
4.17.4.3. In lunghezza
Almeno un catadiottro laterale deve trovarsi nel terzo medio del
veicolo; il catadiottro laterale situato piu' avanti non deve
trovarsi a piu' di 3 metri dalla parte anteriore; per i rimorchi si
tiene conto anche della lunghezza del timone.
La distanza fra due catadiottri laterali successivi non deve superare
3 metri.
Se la struttura del veicolo non consente di rispettare tale
prescrizione, questa distanza puo' essere aumentata fino a 4 metri.
La distanza tra il catadiottro laterale piu' arretrato ed il retro
del veicolo non deve superare 1 metro.
Tuttavia, per i veicoli la cui lunghezza non supera i 6 metri e'
sufficiente un catadiottro laterale che si trovi nel primo terzo e/o
uno che si trovi nell'ultimo terzo della lunghezza del veicolo.
4.17.5. Visibilita' geometrica
Angolo orizzontale: 45(gradi) verso l'avanti e verso il
retro.
Angolo verticale: 15(gradi) sopra e sotto l'orizzontale.
L'angolo verticale al di sotto
dell'orizzontale puo' essere ridotto
a 5(gradi) se l'altezza dal suolo del
catadiottro e' inferiore a 750 mm.
4.17.6. Orientamento
L'asse di riferimento del catadiottro dev'essere orizzontale,
perpendicolare al piano longitudinale mediano del veicolo, e diretto
verso l'esterno.
4.17.7. Altre prescrizioni
La superficie illuminante del catadiottro laterale puo' avere parti
in comune con la superficie illuminante di qualsiasi altra luce
laterale.
4.18. Luci di posizione laterali
4.18.1. Presenza
Obbligatoria
- su tutti i veicoli la cui lunghezza superi i 6 metri, ad
eccezione dei telai cabinati.
Facoltativa
- sui veicoli la cui lunghezza e' inferiore o uguale a 6 metri.
La lunghezza dei rimorchi e' calcolata tenendo conto anche della
lunghezza del timone.
4.18.2. Numero minimo per lato
Tale che siano rispettate le regole di posizione in lunghezza.
4.18.3. Schema di montaggio
Nessuna disposizione particolare.
4.18.4. Posizione
4.18.4.1. In larghezza
Nessuna disposizione particolare.
4.18.4.2. In altezza
Dal suolo: minimo 350 mm, massimo 1 500 mm.
Se la struttura del veicolo non consente di rispettare l'altezza
massima, questo limite puo' essere aumentato fino a 2 100 mm.
4.18.4.3. In lunghezza
Almeno una luce di posizione laterale deve trovarsi nel terzo medio
del veicolo; la luce di posizione laterale situata piu' avanti non
deve trovarsi a piu' di 3 metri dalla parte anteriore; per i rimorchi
si tiene conto anche della lunghezza del timone. La distanza fra due
luci di posizione laterali successive non deve superare i 3 metri.
Se la struttura del veicolo non consente di rispettare tale
prescrizione, questa distanza puo' essere aumentata fino a 4 metri.
La distanza tra la luce di posizione laterale piu' arretrata ed il
retro del veicolo non deve superare 1 metro. Tuttavia, per i veicoli
la cui lunghezza non supera i 6 metri e per i telai cabinati, e'
sufficiente una luce di posizione laterale che si trovi nel primo
terzo e/o una che si trovi nell'ultimo terzo della lunghezza del
veicolo.
4.18.5. Visibilita' geometrica
Angolo orizzontale: 45(gradi) verso l'avanti e verso il retro.
Tuttavia, per i veicoli sui quali
l'installazione delle luci di posizione
laterali e' facoltativa, questo valore
puo' essere ridotto a 30(gradi).
Angolo verticale: 10(gradi) sopra e sotto l'orizzontale.
L'angolo verticale al di sotto dell'oriz-
zontale puo' essere ridotto a 5(gradi) se
l'altezza dal suolo del catadiottro e'
inferiore a 750 mm.
4.18.6. Orientamento
Verso i lati.
4.18.7. Collegamento elettrico
Nessuna disposizione particolare.
4.18.8. Spia d'innesto
Facoltativa. Se esiste, la sua funzione deve essere svolta dalla spia
prescritta per le luci di posizione anteriori e posteriori.
4.18.9. Altre prescrizioni
Quando la luce di posizione laterale piu' arretrata e' combinata con
la luce di posizione posteriore la quale e' reciprocamente
incorporata con la luce posteriore per nebbia, o e' reciprocamente
incorporata in tale luce, le caratteristiche fotometriche della luce
di posizione laterale possono risultare modificate quando la luce
posteriore per nebbia e' accesa.
5. CONFORMITA' DELLA PRODUZIONE
5.1. Ogni veicolo della produzione di serie deve essere conforme al
tipo di veicolo omologato per quanto riguarda l'installazione dei
dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa e le loro
caratteristiche previste nella presente direttiva.
Appendice 1
CONDIZIONI DI CARICO DEL VEICOLO DI CUI AL PUNTO 4.2.6.1.
1. Per le prove elencate qui di seguito la massa di un passeggero si
considera pari a 75 kg.
2. Condizioni di carico per i vari tipi di veicoli
2.1. Veicoli della categoria M1
2.1.1. L'inclinazione del fascio di luce dei proiettori anabbaglianti
deve essere determinata nelle seguenti condizioni di carico:
2.1.1.1. Una persona sul sedile del conducente;
2.1.1.2. Conducente, piu' un passeggero sul sedile anteriore piu'
lontano dal conducente;
2.1.1.3. Conducente, un passeggero sul sedile anteriore piu' lontano
dal conducente, tutti i sedili piu' arretrati occupati;
2.1.1.4. Tutti i sedili occupati;
2.1.1.5. Tutti i sedili occupati, piu' un carico uniformemente
distribuito nel vano portabagagli fino al raggiungimento del carico
massimo ammissibile per l'asse posteriore o anteriore nel caso di
autoveicoli con vano portabagagli collocato anteriormente. Qualora il
veicolo abbia un vano portabagagli posteriore ed uno anteriore, il
carico supplementare deve essere distribuito in modo uniforme fino al
raggiungimento del carico massimo sugli assi. Tuttavia, se si
raggiunge la massa massima ammessa prima del carico ammissibile per
uno degli assi, il caricamento del vano o dei vani portabagagli e'
limitato al valore che permette di raggiungere questa massa;
2.1.1.6. Conducente piu' un carico uniformemente distribuito nel vano
portabagagli fino al raggiungimento del carico ammissibile per l'asse
corrispondente.
Tuttavia, se si raggiunge la massa massima ammessa prima del carico
ammissibile per uno degli assi, il carico del vano o dei vani
portabagagli e' limitato al valore che permette di raggiungere questa
massa.
2.1.2. Nel determinare le condizioni di carico di cui sopra, si deve
tener conto di qualsiasi restrizione relativa al carico eventualmente
prevista dal costruttore.
2.2. Veicoli delle categorie M2 e M3
L'inclinazione del fascio di luce dei proiettori anabbaglianti deve
essere determinata nelle seguenti condizioni di carico;
2.2.1. Veicolo a vuoto con una persona sul sedile del conducente.
2.2.2. Veicolo caricato in modo che ciascun asse sopporti il suo
carico massimo tecnicamente ammissibile oppure fino al raggiungimento
della massa massima ammissibile del veicolo caricando gli assi
anteriore e posteriore proporzionalmente al loro carico massimo
tecnicamente ammissibile, a seconda di quale condizione si verifica
per prima.
2.3. Veicoli della categoria N con superficie di carico
2.3.1. L'inclinazione del fascio di luce anabbagliante va stabilita
nelle seguenti condizioni di carico:
2.3.1.1. Veicolo a vuoto con una persona sul sedile del conducente.
2.3.1.2. Una persona sul sedile del conducente, con il carico
ripartito in modo tale da raggiungere il carico massimo tecnicamente
ammissibile sull'asse o sugli assi posteriore(i), oppure fino al
raggiungimento della massa massima ammissibile del veicolo, a seconda
di quale condizione si verifica per prima, senza superare sull'asse
anteriore un carico calcolato come somma del carico sull'asse
anteriore del veicolo a vuoto piu' il 25% del carico utile massimo
sull'asse anteriore. Se invece la superficie di carico e' situata
anteriormente, si adotta la stessa procedura per l'asse anteriore.
2.4. Veicoli della categoria N senza superficie di carico
2.4.1. Trattori per semirimorchi
2.4.1.1. Veicolo a vuoto senza carico sulla ralla, con una persona
sul sedile del conducente.
2.4.1.2. Una persona sul sedile del conducente; sulla ralla di carico
tecnicamente ammissibile nella posizione della ralla corrispondente
al carico massimo sull'asse posteriore.
2.4.2. Trattori per rimorchi
2.4.2.1. Veicolo a vuoto con una persona sul sedile del conducente.
2.4.2.2. Una persona sul sedile del conducente, tutti gli altri posti
previsti nella cabina di guida occupati.
Appendice 2
Parte di provvedimento in formato grafico
Appendice 3
Parte di provvedimento in formato grafico
Appendice 4
Parte di provvedimento in formato grafico
Appendice 5
MISURA DELLE VARIAZIONI DELL'INCLINAZIONE DEL FASCIO
ANABBAGLIANTE IN FUNZIONE DEL CARICO
1. CAMPO DI APPLICAZIONE
La presente appendice specifica un metodo per misurare le variazioni
di inclinazione del fascio anabbagliante di un veicolo a motore
rispetto alla sua inclinazione iniziale, provocate da modifiche di
assetto del veicolo dovute al carico.
2. DEFINIZIONI
2.1. Inclinazione iniziale
2.1.1. Inclinazione iniziale indicata
Il valore dell'inclinazione iniziale del fascio anabbagliante
specificato dal costruttore del veicolo a motore, che serve quale
valore di riferimento per calcolare la variazione ammessa.
2.1.2. Inclinazione iniziale misurata
Il valore medio dell'inclinazione del fascio anabbagliante o
dell'inclinazione del veicolo misurata quando il veicolo si trova
nella condizione n. 1 definita nell'appendice 1 per la categoria di
veicolo in prova. Essa serve quale valore di riferimento per
stabilire la variazione di inclinazione del fascio di luce in
funzione delle variazioni del carico.
2.2. Inclinazione del fascio anabbagliante
Puo' essere definita come segue:
- l'angolo, espresso in milliradianti, tra la direzione del fascio
di luce verso un punto caratteristico sulla parte orizzontale della
sezione della distribuzione luminosa del proiettore ed il piano
orizzontale;
- oppure la tangente di detto angolo, espressa in percentuale,
giacche' si tratta di piccoli angoli (per questi piccoli angoli, 1%
e' uguale a 10 mrad).
Se l'inclinazione e' espressa in percentuale, puo' essere calcolata
con la formula seguente:
h1 - h2
--------- x 100
l
dove:
h1 e' l'altezza da terra, espressa in mm, del punto caratteristico
suddetto, misurata su uno schermo verticale perpendicolare al piano
longitudinale mediano del veicolo, situato ad una distanza
orizzontale 1;
h2 e' l'altezza, espressa in mm, del centro di riferimento da terra
(considerato come origine nominale del punto caratteristico scelto in
h1);
l e' la distanza, espressa in mm, tra lo schermo e il centro di
riferimento.
I valori negativi indicano un'inclinazione del fascio verso il basso
(vedi figura 1).
I valori positivi indicano un'inclinazione verso l'alto.
Parte di provvedimento in formato grafico
Note
1. Il disegno illustra un veicolo della categoria M1, ma il
principio illustrato si applica anche ai veicoli di altra
categoria.
2. Se il veicolo non e' provvisto di un sistema per
regolare l'inclinazione del fascio anabbagliante, la
variazione di quest'ultima e' identica alla variazione
d'inclinazione del veicolo stesso.
3. CONDIZIONI DI MISURAZIONE
3.1. Se si procede a un controllo visivo della forma prodotta dal
fascio anabbagliante sullo schermo o se si usa un metodo
fotometrico, le misurazioni vanno eseguite al buio (ad esempio: in
un vano oscuro), con una superficie sufficiente per consentire la
disposizione del veicolo e dello schermo come illustrato nella
figura 1. I centri di riferimento dei proiettori devono trovarsi ad
una distanza l dallo schermo di almeno 10 m.
3.2. Il suolo sul quale vengono effettuate le misurazioni deve
essere per quanto possibile piano ed orizzontale, ai fini della
riproducibilita' delle misurazioni dell'inclinazione del fascio
anabbagliante con un'approssimazione di +- 0,5 mrad (inclinazione
dello +- 0,05%).
3.3. Se si usa uno schermo, la sua marcatura, la sua posizione e il
suo orientamento rispetto al suolo e al piano longitudinale mediano
del veicolo devono consentire la riproducibilita' della misurazione
dell'inclinazione del fascio anabbagliante con un'approssimazione di
+- 0,5 mrad (inclinazione dello +- 0,05%).
3.4. Durante le misurazioni, la temperatura ambiente dev'essere
compresa tra 10 e 30 oC.
4. PREPARAZIONE DEL VEICOLO
4.1. Le misurazioni vanno eseguite su un veicolo che abbia percorso
una distanza tra 1 000 e 10 000 km, preferibilmente 5 000.
4.2. I pneumatici devono essere gonfiati alla pressione di pieno
carico specificata dal costruttore del veicolo. Il veicolo deve
essere completamente rifornito (carburante, acqua, olio) ed
equipaggiato di tutti gli accessori e attrezzi specificati dal
costruttore.
Il serbatoio del carburante si considera completamente rifornito
quando e' riempito almeno al 90% della capienza indicata nella
scheda informativa il cui modello figura nell'allegato I della
direttiva 70/156/CEE.
4.3. Il veicolo deve avere il freno di stazionamento allentato e il
cambio in folle.
4.4. Il veicolo deve essere lasciato per almeno otto ore alla
temperatura precisata al punto 3.4.
4.5. Se si ricorre ad un metodo fotometrico o visivo, le misurazioni
saranno agevolate se verranno installati sul veicolo in prova
proiettori il cui fascio anabbagliante produca una linea di
demarcazione ben netta.
Sono consentiti altri accorgimenti per giungere ad una lettura piu'
precisa (si puo', ad esempio, rimuovere il vetro del proiettore).
5. PROCEDIMENTO DI PROVA
5.1. Osservazioni generali
Le variazioni di inclinazione del fascio anabbagliante o del
veicolo, a seconda del metodo scelto, vanno misurate separatamente
per ciascun lato del veicolo. I risultati ottenuti su entrambi i
proiettori, destro e sinistro, in tutte le condizioni di carico
specificate all'appendice 1, devono essere compresi entro i limiti
fissati al punto 5.5. Il carico va applicato gradualmente, senza
sottoporre il veicolo a scossoni eccessivi.
5.2. Determinazione dell'inclinazione iniziale misurata
Il veicolo deve trovarsi nelle condizioni di cui al punto 4 ed
essere caricato come specificato nell'appendice 1 (prima condizione
di carico per la categoria del veicolo).
Prima di ciascuna misurazione, il veicolo viene fatto oscillare,
come specificato al punto 5.4.
Le misurazioni vanno effettuate tre volte.
5.2.1. Se nessuno dei risultati delle misurazioni differisce di
oltre 2 mrad (inclinazione dello 0,2%) dalla media aritmetica dei
risultati, la media costituira' il risultato definitivo.
5.2.2. Se per una qualsiasi misurazione, la differenza rispetto alla
media aritmetica e' superiore a 2 mrad (inclinazione dello 0,2%), si
esegue un'ulteriore serie di 10 misurazioni. La media aritmetica di
queste 10 nuove misurazioni costituira' il risultato definitivo.
5.3. Metodi di misurazione.
Per misurare la variazione dell'inclinazione si possono applicare
vari metodi, purche' le letture offrano un'approssimazione di +- 0,2
mrad (inclinazione dello +- 0,02%).
5.4. Trattamento del veicolo in ciascuna condizione di carico
La sospensione del veicolo e qualsiasi altra parte che possa
influire sull'inclinazione del fascio anabbagliante devono venire
sollecitate secondo i metodi qui di seguito descritti.
Tuttavia i servizi tecnici e i costruttori possono concordare altri
metodi (su base sperimentale o di calcolo), in particolare quando la
prova presenta speciali difficolta' purche' tali calcoli siano
manifestamente validi.
5.4.1. Veicoli della categoria M1 con sospensione tradizionale
Con il veicolo sul posto di misurazione e, se necessario, con le
ruote su piattaforme oscillanti (che si devono usare soltanto se la
loro assenza rischia di limitare il movimento della sospensione,
influenzando quindi i risultati delle misurazioni), il veicolo viene
fatto oscillare in modo continuo per almeno tre cicli completi;
ciascun ciclo consiste nel premere dapprima sull'estremita'
posteriore, quindi su quella anteriore del veicolo.
La sequenza di oscillamento termina quando viene ultimato un ciclo.
Prima di prendere le misure, aspettare che il veicolo giunga
spontaneamente in posizione di stasi.
Invece di usare piattaforme oscillanti, si puo' ottenere lo stesso
effetto muovendo il veicolo avanti e indietro, facendo compiere alle
ruote almeno un intero giro.
5.4.2. Veicoli delle categorie M2 M3 ed N con sospensione
tradizionale
5.4.2.1. Se non si puo' applicare il procedimento prescritto per i
veicoli della categoria M1 di cui al punto 5.4.1, si puo' seguire il
procedimento descritto ai punti 5.4.2.2. oppure 5.4.2.3.
5.4.2.2. Con il veicolo sul posto di misurazione e le ruote
appoggiate al suolo, fa oscillare il veicolo variando a tratti il
carico.
5.4.2.3. Con il veicolo sul posto di misurazione e le ruote a terra
sollecitare, servendosi di un vibratore, la sospensione del veicolo
e tutte le altri parti che possono influire sull'inclinazione del
fascio anabbagliante. Il vibratore puo' essere una piattaforma
vibrante sulla quale poggiano le ruote.
5.4.3. Veicoli con sospensione non tradizionale, che richiede il
funzionamento del motore
Prima di prendere qualsiasi misura aspettare che l'assetto del
veicolo si sia stabilizzato con il motore in funzione.
5.5. Misurazioni
La variazione dell'inclinazione del fascio anabbagliante si
determina per ciascuna delle varie condizioni di carico rispetto
all'inclinazione iniziale determinata in conformita' del punto 5.2.
Se il veicolo e' dotato di un dispositivo manuale per la regolazione
dei proiettori, detto dispositivo viene registrato nelle posizioni
di carico (in conformita' dell'appendice 1).
5.5.1. In un primo tempo, viene effettuata una singola misurazione
per ciascuna condizione di carico. Se, per tutte le condizioni di
carico, la variazione dell'inclinazione resta entro i limiti
calcolati (ad esempio entro la differenza tra l'inclinazione
iniziale indicata e i limiti inferiore e superiore specificati per
l'omologazione) con un margine di sicurezza di 4 mrad (inclinazione
dello 0,4%), si ha conformita'.
5.5.2. Se il o i risultati di ciascuna misurazione non rispettano il
margine di sicurezza indicato al punto 5.5.1 o superano i valori
limite, si eseguono altre tre misurazioni in condizioni di carico
corrispondenti al o ai risultati in questione, come specificato al
punto 5.5.3.
5.5.3. Per ciascuna delle condizioni di carico di cui sopra vale
quanto segue.
5.5.3.1. Se nessuno dei tre risultati della misurazione si discosta
di oltre 2 mrad (inclinazione dello 0,2%) dalla media aritmetica dei
risultati, questa media costituira' il risultato definitivo.
5.5.3.2. Se il risultato di una qualsiasi misurazione si discosta di
oltre 2 mrad (inclinazione dello 0,2%) dalla media aritmetica dei
risultati, si esegue un'ulteriore serie di 10 misurazioni, la cui
media aritmetica costituira' il risultato definitivo.
5.5.3.3. Nel caso di veicolo dotato di un sistema automatico per
regolare l'inclinazione del fascio anabbagliante con un proprio
ciclo di isteresi, si assumeranno come valori significativi le medie
dei risultati ottenuti sulle parti alta e bassa del ciclo di
isteresi.
Tutte queste misurazioni vengono effettuate in conformita' dei
precedenti paragrafi 5.5.3.1 e 5.5.3.2.
5.5.4. Se, in tutte le condizioni di carico, la variazione tra
l'inclinazione iniziale misurata determinata in conformita' al punto
5.2 e l'inclinazione misurata in ciascuna condizione di carico e'
inferiore ai valori calcolati al punto 5.5.1. (senza margine di
sicurezza), si ha conformita'.
5.5.5. Se viene superato soltanto un limite calcolato, superiore o
inferiore, della variazione, il costruttore potra' scegliere, entro
i limiti specificati per l'omologazione, un valore differente per
l'inclinazione iniziale indicata.
Appendice 6
MARCATURA DELL'INCLINAZIONE INIZIALE INDICATA DI CUI AL PUNTO 4.2.6.1
DELL'ALLEGATO 1
Esempio
Parte di provvedimento in formato grafico
Il formato del simbolo e dei caratteri e' lasciato a discrezione del
costruttore.
Appendice 7
COMANDO DEL DISPOSITIVO DI ORIENTAMENTO DEI PROIETTORI
DI CUI AL PUNTO 4.2.6.2.2 DELL'ALLEGATO 1
1. PRESCRIZIONI
1.1. L'inclinazione verso il basso del fascio anabbagliante deve
essere ottenuta, in ogni caso, con uno dei sistemi seguenti:
a) spostamento del comando verso il basso o verso sinistra,
b) rotazione del comando in senso antiorario,
c) pressione del comando (sistema e trazione e pressione).
Qualora il sistema di regolazione sia costituito da piu' pulsanti,
quello che aziona l'inclinazione massima verso il basso deve trovarsi
a sinistra o sotto il pulsante o i pulsanti corrispondenti alle altre
posizioni di inclinazione del fascio anabbagliante.
Un comando a rotazione che si veda di spigolo o di cui sia visibile
soltanto il bordo, dovrebbe funzionare come un comando del tipo a)
oppure c).
1.1.1. Questo comando deve essere provvisto di simboli che indichino
chiaramente i movimenti corrispondenti all'inclinazione del fascio
anabbagliante verso il basso e verso l'alto.
1.2. La posizione "0" corrisponde all'inclinazione iniziale in
conformita' del punto 4.2.6.1. dell'allegato 1.
1.3. La posizione "0" che, in conformita' del punto 4.2.6.2.2
dell'allegato 1, deve essere una "posizione di stasi", non deve
necessariamente trovarsi al termine della scala.
1.4. I contrassegni usati sul comando devono essere illustrati nelle
istruzioni di uso e manutenzione.
1.5. Per l'identificazione dei comandi sono ammessi soltanto i
simboli seguenti:
Parte di provvedimento in formato grafico
Possono essere utilizzati simboli con 4 raggi anziche' 5.
Parte di provvedimento in formato grafico