(all. 1 - art. 1)
                                                           Allegato A

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                               INDICE

Premessa
Il Piano Triennale 2006-2008
Modalita' di contribuzione del fondo ai progetti di ricerca
          Progetti di ricerca finanziati al 100%
          Progetti di ricerca cofinanziati
   Le Aree di ricerca del Piano Triennale 2009-2011
   Governo, Gestione e Sviluppo del Sistema elettrico nazionale
   Indirizzi    strategici    del   Piano   Triennale   2009-2011   e
Disponibilita' previste
    - Analisi dello sviluppo futuro del sistema
     - Evoluzione della domanda e dell'offerta di energia elettrica e
scenari futuri
     - Valutazione dei risparmi di energia elettrica e gestione della
domanda
    - Infrastrutture
     - Trasporto e distribuzione dell'energia elettrica
      - Accumulo dell'energia elettrica
    - Energia nucleare
     - Localizzazione e sviluppo di un deposito di II categoria
     - Sviluppo di collaborazioni internazionali per l'utilizzo della
fonte nucleare
   Produzione di energia elettrica e protezione dell'ambiente
    - Sviluppo e diffusione dell'uso delle fonti rinnovabili
     - Energia idroelettrica
     - Energia elettrica da biomasse
     - Energia elettrica da fonte eolica
     - Energia elettrica da fotovoltaico
     - Energia elettrica da correnti marine
     - Energia elettrica da fonti geotermiche
    - Cattura   e  sequestro  della  CO2  prodotta  dall'utilizzo  di
combustibili fossil
    Razionalizzazione e risparmio nell'uso dell'energia elettrica
    - Tecnologie  di  risparmio  elettrico  e  nei  settori collegati
industria e servizi
    - Risparmio di energia elettrica nell'illuminazione pubblica
    - Risparmio di energia elettrica nel settore civile
    - Utilizzo  dell'energia  elettrica  e solare per condizionamento
estivo
    - Risparmio di energia elettrica nei mezzi di trasporto
Ripartizione delle risorse

Premessa

   1.  Il  decreto  legislativo  16  marzo 1999, n. 79, di attuazione
della direttiva 96/92/CE, recante norme comuni per il mercato interno
dell'energia  elettrica,  ha  previsto, all'art. 3, comma 11, che con
decreto interministeriale del Ministro dell'industria del commercio e
dell'artigianato,  di  concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  del
bilancio e della programmazione economica, sono individuati gli oneri
generali  afferenti  al  sistema  elettrico,  ivi  inclusi  gli oneri
generali concernenti le attivita' di ricerca.
   2.  Il  decreto  del  Ministro  dell'industria,  del  commercio  e
dell'artigianato,  di  concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  del
bilancio  e della programmazione economica, 26 gennaio 2000 ha quindi
stabilito  che  i costi relativi alle attivita' di ricerca e sviluppo
finalizzate   all'innovazione  tecnica  e  tecnologica  di  interesse
generale  per  il  sistema  elettrico  costituiscono  onere  generale
afferente  al  sistema  elettrico e che essi siano coperti attraverso
stanziamenti  a  carico  di  un  Fondo  per  il  finanziamento  delle
attivita'  di  ricerca  (di seguito: Fondo) istituito presso la Cassa
Conguaglio per il Settore Elettrico (di seguito: Cassa) ed alimentato
dal  gettito  della  componente  A5  della  tariffa  del  servizio di
distribuzione dell'energia elettrica.
   3. Le modalita' di gestione del Fondo sono fissate dal decreto del
Ministro  delle attivita' produttive 8 marzo 2006, che ha abrogato il
precedente decreto 28 febbraio 2003. Il decreto prevede l'istituzione
del  Comitato  di  esperti  di  ricerca  per il settore elettrico (di
seguito:  CERSE),  al  quale  compete, ai sensi dell'art. 9, comma 1,
lettera a), acquisiti i pareri dell'Autorita' per l'energia elettrica
e   il   gas   e,  per  gli  aspetti  di  competenza,  del  Ministero
dell'Universita' e della Ricerca, del Ministero dell'ambiente e della
tutela  del  territorio  e del mare e della cassa, la predisposizione
del  Piano  Triennale della ricerca di sistema elettrico (di seguito:
Piano  Triennale),  strumento  di  programmazione  delle attivita' di
ricerca  e  sviluppo  di  interesse generale per il sistema elettrico
nazionale.  Il Piano Triennale deve essere inviato per l'approvazione
al ministero dello sviluppo economico entro il mese di agosto di ogni
anno.
   4. Il Piano Triennale 2006-2008 e relativo Piano operativo annuale
2006,  predisposto dal CERSE e trasmesso al Ministero delle attivita'
produttive  in  data 6 luglio 2005, e' stato approvato con il decreto
del  Ministro  delle  attivita'  produttive  23  marzo  2006.  Per le
attivita'  previste  nel  Piano  Triennale,  il  decreto  prevede  il
finanziamento  di  accordi  di  programma con ENEA, CNR, CESI ricerca
S.p.A.  ed  IPI  (per  lo  svolgimento di progetti a totale beneficio
degli  utenti  del  sistema elettrico nazionale) e l'approvazione dei
progetti  di  ricerca  non  compresi  negli  accordi  di programma, e
previsti  dal  piano operativo annuale 2006, la cui selezione ai fini
dell'ammissione  al  finanziamento  e'  effettuata  tramite procedura
concorsuale  secondo  le disposizioni dell'art. 5 del decreto 8 marzo
2006.
   5. La Commissione europea, con propria decisione 20 dicembre 2006,
n.  (2006)6681def,  ha  dichiarato che, anche in considerazione degli
impegni assunti dall'Italia, non e' da considerarsi aiuto di stato la
concessione  di  sovvenzioni a favore degli enti pubblici di ricerca,
alle   condizioni   esposte   nella   Decisione,  e  che,  sempre  in
considerazione  degli impegni assunti dal nostro Paese, il regime che
l'Italia  intende  applicare  per finanziare la ricerca industriale e
l'attivita'  di sviluppo sperimentale da parte di imprese e' un aiuto
di Stato che puo' essere considerato compatibile con la disciplina in
materia di R & S.
   6.  Il  decreto  legge  18 giugno 2007, convertito, con modifiche,
nella  legge  3  agosto  2007,  n. 125, ha stabilito che il Ministero
dello  sviluppo economico attui le disposizioni in materia di ricerca
e  sviluppo  di  sistema  previste  dal  decreto  8 marzo 2006, anche
mediante  gli  accordi di programma triennali previsti dal decreto 23
marzo 2006, dando quindi operativita' al Piano Triennale 2006-2008.
   7.  Il  Ministro  dello sviluppo economico, con proprio decreto 21
giugno 2007, n. 383, ha attribuito transitoriamente all'Autorita' per
l'energia elettrica e il gas le funzioni del CERSE.
   8.  Con  successivo decreto del 22 giugno 2007, il Ministero dello
sviluppo  economico  ha  attivato i previsti Accordi di programma con
ENEA, CESI Ricerca S.p.A. e CNR.
   9.  Con successive intese, il Ministero dello sviluppo economico e
l'Autorita'  per  l'energia  elettrica e il gas hanno convenuto sulla
necessita'  di  gestire  le  attivita'  previste  nel Piano Triennale
2006-2008:
    a)  nell'ambito  degli  Accordi  di programma stipulati con ENEA,
CESI  Ricerca  S.p.A.  e CNR, con i dovuti aggiornamenti definiti dai
rispettivi  Comitati  di  sorveglianza di cui al art. 4, comma 3, del
decreto 8 marzo 2006;
    b)  dando  seguito  a  quanto  definito  all'art. 4, punto 2, del
decreto  23  marzo  2006,  ovvero  al  finanziamento  dei progetti di
ricerca  non  compresi  negli  accordi di programma, mediante l'avvio
della  procedura  concorsuale,  di cui all'art. 5 del decreto 8 marzo
2006,  riguardante  le  tematiche individuate dal Piano Triennale con
gli  aggiornamenti considerati opportuni dall'Autorita' per l'energia
elettrica  e  il  gas,  nelle  sue  funzioni del CERSE, e proposti al
Ministero dello sviluppo economico.
   E'  stato  inoltre  convenuto  di prevedere, ai fini della messa a
regime  definitiva  della ricerca per il sistema elettrico nazionale,
la  predisposizione,  a cura dell'Autorita' per l'Energia Elettrica e
il  Gas  nelle sue funzioni del CERSE, del Piano Triennale 2009-2011.
Il  Piano Triennale dovra' tenere conto delle iniziative previste dal
Progetto  di  Innovazione  Industriale  «Efficienza energetica per la
competitivita'  e  lo  sviluppo  sostenibile» del programma Industria
2015   predisposto  dal  Ministero  dello  sviluppo  economico.  Come
indirizzo  generale,  il  programma  Industria  2015  dovrebbe essere
prevalentemente  finalizzato alla «competitivita' delle imprese» e il
Piano  Triennale  per la ricerca di sistema elettrico prevalentemente
finalizzato  alla  ricerca  di  «soluzioni  nuove»  nei vari campi di
interesse.
   10. Prima di acquisire i pareri previsti dal decreto 8 marzo 2006,
l'autorita'  per l'energia elettrica e il gas, nelle sue funzioni del
CERSE,  ha  attuato  una  formale  consultazione  di tutti i soggetti
interessati sugli indirizzi strategici e sulle tematiche prioritarie,
cui conformare le attivita' di ricerca del Piano Triennale 2009-2011.
E'   stato   pubblicato  sul  sito  dell'Autorita'  il  documento  di
consultazione DCO 11/08 del 29 aprile 2008 cui hanno inviato commenti
23   Organizzazioni  e  12  Esperti  del  settore.  Nell'allegato  e'
riportata  una  sintesi dei commenti e le considerazioni in merito ad
essi  dell'Autorita'  per  l'energia  elettrica  e  il gas, nelle sue
funzioni del CERSE.
Il Piano Triennale 2006-2008
   11.  Il  Piano Triennale 2006-2008 tuttora in corso di svolgimento
e' stato articolato nelle seguenti quattro aree e relativi settori:
    -   Governo  del  sistema  elettrico:  sviluppo  del  sistema  di
produzione e trasmissione, gestione del sistema in economia, gestione
del   sistema  in  sicurezza,  sviluppo  e  gestione  delle  reti  di
distribuzione,  gestione  della  qualita',  gestione  del  carico, il
sistema elettrico italiano in regime di mercato e le problematiche di
sicurezza.
    -   Produzione   e   fonti   energetiche:   parco  idroelettrico,
miglioramento   del   rendimento   medio  di  generazione  del  parco
termoelettrico,  flessibilizzazione del comportamento delle centrali,
riduzione delle emissioni specifiche delle centrali, diversificazione
delle fonti energetiche.
    - Trasmissione e distribuzione: reti ad AT, reti a MT-BT.
    -  Usi  finali: fabbisogno energetico degli edifici, gestione dei
carichi,  efficienza  delle apparecchiature, generazione distribuita,
comunicazione e informazione.
   12.  Il  decreto 23 marzo 2006, con il quale e' stato approvato il
Piano  Triennale  2006-2008,  ha  stabilito  che lo svolgimento delle
attivita' relative ad una parte dei temi di ricerca individuati siano
affidati  a  ENEA, CESI Ricerca, CNR ed IPI, con i quali il Ministero
dello  sviluppo economico ha stipulato appositi Accordi di Programma.
A tal fine e' stato previsto un finanziamento, limitatamente al 2006,
rispettivamente  di  20,  5,  35,  1 milioni di euro. Per effetto del
decreto  legge 18 giugno 2007, convertito, con modifiche, nella legge
3  agosto  2007,  n.  125, queste attivita' sono state prorogate, per
pari importi, anche per gli anni 2007 e 2008.
   Inoltre,  per  progetti  di  ricerca non compresi negli accordi di
programma  e  previsti  dal  piano  operativo  annuale 2006, e' stato
previsto,  nei  limiti  delle  disponibilita' del Fondo, un bando per
complessivi 45,2 milioni di euro.
   Il  bando  prevede  proposte  di  progetti  di  ricerca nei gruppi
tematici inseriti nelle quattro aree in cui e' articolato il Piano:
   Governo  del  sistema  elettrico  (Promozione  dello  sviluppo dei
siatemi; Sviluppo dispositivi di governo di sistema)
   Produzione  e fonti energetiche (Programmi di calcolo interattivi,
banche dati, scenari, misure)
   Trasmissione   e   distribuzione   (Normative  di  trasmissione  e
distribuzione; Tecniche di trasmissione e distribuzione; Strategie di
trasmissione e distribuzione)
   Usi   finali   (Modellistica,  studi  preformativi,  linee  guida;
Componenti e impianti innovativi
   La   selezione  dei  progetti  che  saranno  presentati,  ai  fini
dell'ammissione  al  finanziamento,  e'  effettuata tramite procedura
concorsuale  secondo  le disposizioni dell'art. 5 del decreto 8 marzo
2006.
   13.  Lo  stato  di  attuazione degli Accordi di Programma e' molto
differenziato. L'accordo con l'IPI non e' stato ancora stipulato. Gli
accordi  di programma con ENEA e CNR sono stati attivati il 22 giugno
2007  ed hanno riguardato studi preliminari di portata molto limitata
fino  al  loro  pieno  avvio  avvenuto all'inizio del 2008, una volta
conclusa positivamente la fase di valutazione ai fini dell'ammissione
al  finanziamento  ad  opera  degli  esperti e conseguente ammissione
formale da parte del Ministero dello sviluppo economico. L'accordo di
programma  con CESI Ricerca e' stato attivato contemporaneamente agli
altri  due  accordi, mentre le attivita' sono iniziate a gennaio 2006
per  la  valenza  strategica dei temi di ricerca da svolgere e per la
necessita'   di  garantire  un'adeguata  continuita'  alle  attivita'
avviate  da  CESI  S.p.A. nel triennio 2003-2005. Allo stato, si sono
gia'  concluse  le  attivita'  relative  alla  prima  e  alla seconda
annualita'  del  triennio, mentre sono in corso le attivita' relative
al 2008.
Disponibilita' previste per il Piano Triennale 2009-2011
   14.  A  seguito  dei  ritardi nella partenza complessiva del Piano
Triennale 2006-2008, diverse attivita' non sono piu' in linea con gli
sviluppi  del  settore o sono rientrate in altri programmi nazionali.
Inoltre,   in   considerazione   dell'attuale   elevato   costo   dei
combustibili  fossili  cui  e'  collegato  il  valore  delle  tariffe
elettriche  l'Autorita'  per  l'energia  elettrica e il gas ha finora
congelato  il gettito della componente A5, destinata al finanziamento
della  ricerca  di  sistema.  Attualmente la contribuzione annuale al
Fondo  per  il  Piano  Triennale  2009-2011,  anche tenendo conto dei
residui del precedente piano e' pari a circa 70 milioni di euro/anno.
   15.  Per  il futuro sarebbe ottimale, perdurando gli elevati costi
dei  combustibili  fossili,  non  aumentare i prelievi sulla tariffa.
Tuttavia,  tale  orientamento  e'  subordinato  alla «qualita'» delle
proposte di ricerca che saranno presentate nell'ambito del prossimo
   Piano  Triennale,  pertanto  la  disponibilita'  di risorse per il
finanziamento del Piano triennale 2009-2011 e' fissato ad «almeno» 70
Meuro/anno.
Indirizzi strategici del Piano Triennale 2009-2011
   16.  Tenendo  conto  della  situazione  energetica  influenzata da
problematiche   significative  relative  agli  approvvigionamenti  di
combustibili  fossili, da cui prevalentemente dipende l'Italia, e dai
cambiamenti  climatici,  appare opportuno che l'orientamento generale
verso  il  quale  indirizzare  le  attivita'  di  ricerca  del  Piano
Triennale  sia  la  promozione di un sistema energetico piu' sicuro e
con  maggiore efficienza, a piu' basso contenuto di carbonio, che non
rallenti lo sviluppo economico e sociale e tuteli il consumatore.
   17.  In  questo  contesto,  il  ruolo della ricerca puo' risultare
determinante  per  la  capacita' di sviluppare tecnologie energetiche
innovative,   efficienti   e  competitive,  integrabili  nel  sistema
energetico  nazionale,  con  cio' contribuendo al miglioramento della
sicurezza degli approvvigionamenti, alla diversificazione delle fonti
energetiche,  alla  protezione dell'ambiente, alla competitivita' del
sistema  economico,  alla  promozione della concorrenza e alla tutela
dei consumatori.
   18.   Per   il  perseguimento  dell'obbiettivo  indicato,  risulta
necessario  incrementare  l'utilizzo  efficiente  delle  varie  fonti
energetiche  rinnovabili  che  per  loro  natura sono distribuite sul
territorio ed hanno la caratteristica della discontinuita' nella loro
disponibilita'.  Cio' comporta, oltre al loro sviluppo, la necessita'
di dedicare particolare attenzione alle infrastrutture di trasporto e
di accumulo di energia. Rimane inoltre confermata, oltre alla ricerca
sui  metodi  di  cattura  e  confinamento  della CO2, la priorita' di
promuovere  l'efficienza  energetica  e lo sviluppo di collaborazioni
internazionali,  quale misura propedeutica, nel lungo termine, per il
ricorso all'energia nucleare.
   19. Sono state conseguentemente individuate le aree prioritarie di
intervento, di seguito riportate:
    1. Governo, Gestione e Sviluppo del Sistema elettrico nazionale
     - Analisi dello sviluppo futuro del sistema
      -  Evoluzione della domanda e dell'offerta di energia elettrica
e  scenari  futuri  - Valutazione dei risparmi di energia elettrica e
gestione della domanda
     - Infrastrutture
      - Trasporto e distribuzione dell'energia elettrica
      - Accumulo dell'energia elettrica
     - Energia nucleare
      - Localizzazione e sviluppo di un deposito di II categoria
      -  Sviluppo  di  collaborazioni  internazionali  per l'utilizzo
della fonte nucleare
    2. Produzione di energia elettrica e protezione dell'ambiente
     - Sviluppo e diffusione dell'uso delle fonti rinnovabili
      - Energia idroelettrica
      - Energia elettrica da biomasse
      - Energia elettrica da fonte eolica
      - Energia elettrica da fotovoltaico
      - Energia elettrica da correnti marine
      - Energia elettrica da fonti geotermiche
     - Cattura  e  sequestro  della  CO2  prodotta  dall'utilizzo  di
combustibili fossili
    3. Razionalizzazione e risparmio nell'uso dell'energia elettrica
     - Tecnologie  di  risparmio  elettrico  e  nei settori collegati
industria e servizi
     - Risparmio di energia elettrica nell'illuminazione pubblica
     - Risparmio di energia elettrica nel settore civile
     - Utilizzo  dell'energia  elettrica e solare per condizionamento
estivo
     - Risparmio di energia elettrica nei mezzi di trasporto
Modalita' di contribuzione del fondo ai progetti di ricerca
   20.  Per  assicurare  la  massima  efficacia alle azioni del Piano
Triennale,  nel  contesto  normativo in cui esso e' stato collocato e
sulla  base  delle  esplicite  osservazioni  espresse in merito dalla
Commissione  Europea,  si ritiene opportuno confermare la distinzione
tra  temi di ricerca ad alto rischio o studi di carattere sistemico e
prenormativo,  affidati ad Organismi a prevalente componente pubblica
o  Universita'  e  finanziati al 100% e temi di ricerca industriale e
sviluppo  sperimentale,  con finalita' di mercato a medio termine, da
affidare   tramite   bandi  pubblici  ad  organizzazioni  disposte  a
contribuire al loro cofinanziamento.
   21.  Sulla base dell'ammontare complessivo delle risorse del Fondo
per la ricerca di sistema nel settore elettrico una quota pari al 60%
e'  attribuita ai progetti finanziati al 100% e la restante quota del
40 % e' attribuita a progetti cofinanziati dalle imprese.
Progetti di ricerca finanziati al 100%
   22.  Nel  contesto  riportato,  si  ritiene  che,  per  la  stessa
definizione del Piano Triennale come «ricerca di sistema», i progetti
di  ricerca  a  totale  beneficio  degli utenti del sistema elettrico
nazionale,  che  possono  essere  interamente  finanziati  dal Fondo,
debbano  coinvolgere,  sin  dalla fase di impostazione e nella misura
piu'  ampia  possibile, i vari soggetti interessati, nel rispetto dei
loro  specifici  ruoli:  operatori di ricerca per la produzione delle
conoscenze  necessarie all'innovazione, le imprese produttrici per la
loro  applicazione, le istituzioni pubbliche, per regolare il mercato
attraverso norme e incentivi, e le organizzazioni dei consumatori per
l'informazione  e la formazione dei cittadini. Si ritiene inoltre che
per  le attivita' di ricerca del Piano Triennale debba essere inoltre
sempre  ricercata  la piu' ampia collaborazione internazionale, anche
sulla base di specifici accordi bilaterali.
   23.  Analogamente i progetti finalizzati allo svolgimento di studi
di carattere sistemico e/o prenormativo devono essere collocati in un
ambito  di  intesa con gli Enti e i Soggetti pubblici destinatari dei
risultati attesi.
   24.  Si ritiene che gli aspetti che devono connotare i progetti di
ricerca   per   il   sistema   elettrico   nazionale  debbano  essere
essenzialmente i seguenti:
     ogni singolo progetto deve tener conto del possibile impatto che
genera  nelle fasi della filiera: ricerca; produzione; distribuzione;
usi  finali.  Si  devono  considerare, sin dalla fase di elaborazione
della  proposta  di  progetto,  tutte  le collaborazioni da attivare,
incluso,   quando   necessario,   il  trasferimento  tecnologico  dei
risultati  della ricerca a tutti i potenziali fruitori. Gli Organismi
pubblici di ricerca o le Universita', singolarmente o congiuntamente,
affidatari  di  progetti  di  ricerca  finanziati  al  100%,  possono
associare, nello svolgimento degli stessi, imprese, ma alla tassativa
condizione  che  esse  operino  su commessa e siano scelte in base ad
evidenza  pubblica.  I  risultati  rimangono  comunque  di proprieta'
pubblica  e  sono  ampiamente  diffusi  e  resi disponibili a tutti i
soggetti interessati;
     deve  essere considerata parte intrinseca di ciascun progetto la
promozione  presso l'opinione pubblica della conoscenza dei risultati
delle  ricerche  svolte  e  degli effetti sulla situazione energetica
nazionale   e   mondiale   e  delle  azioni  necessarie  per  il  suo
miglioramento,  ivi  inclusi  i  cambiamenti  di  comportamento per i
consumi  energetici  privati.  Piu'  in generale, per i settori per i
quali  c'e'  maggiore sensibilita' da parte dei cittadini (prezzi del
gas   e  delle  tariffe  elettriche;  emissioni  nocive  di  impianti
energetici  e loro impatti anche paesaggistici sull'ambiente; effetti
sulla salute dei campi elettromagnetici delle linee elettriche aeree,
ecc.),  gli  operatori  di ricerca dovranno attuare forme efficaci ed
efficienti    di    comunicazione    con    il   pubblico.   Partendo
dall'autorevolezza  della  fonte  (la comunita' scientifica nel senso
piu'  alto del termine) e' necessario curare con grande attenzione la
divulgazione  appropriata  delle  informazioni,  anche  attraverso  i
moderni   mezzi   di   comunicazione.  Non  e'  sufficiente  l'usuale
pubblicazione   dei   risultati   su  riviste  specializzate,  ma  e'
necessario  organizzare,  in collaborazione con le organizzazioni dei
consumatori,  l'allestimento  di siti Web dedicati alla consultazione
dei  cittadini, allo sviluppo del dialogo e la promozione di fora per
la  raccolta  di osservazioni e commenti sui temi di maggiore impatto
sulla  pubblica  opinione.  Per  attuare  tale  indirizzo, i soggetti
attuatori  di  eventuali  Accordi  di programma dovranno dedicare uno
specifico «progetto» al tema della comunicazione.
     il  Piano  Triennale  deve  essere  coerente  con tutte le altre
iniziative  -  in  corso  e  in preparazione - sul tema piu' generale
dell'energia in ambito mondiale (ad es. ITER), europeo (VII Programma
quadro),   nazionale   (Piano  Nazionale  per  la  Ricerca;  Ricerche
finanziate  dal  Ministero  dell'universita'  e  della  ricerca,  dal
Ministero  dello  sviluppo  economico e dal Ministero dell'ambiente e
della  tutela  del  territorio  e  del mare, Programma industria 2015
relativo  alla  efficienza  energetica  ecc.), nonche' locale (ad es.
iniziative  regionali).  Per  qualsiasi  obiettivo previsto dal Piano
Triennale, deve essere predisposta, da parte del soggetto proponente,
un'analisi  critica  del valore incrementale derivante dall'attivita'
di  ricerca  proposta  rispetto ai risultati ottenuti da programmi di
ricerca  gia'  svolti  su  tematiche  analoghe  nel  nostro Paese con
finanziamento pubblico.
   25.  Come  avvenuto  per  il  Piano triennale 2006-2008 (decreto 8
marzo  2006)  il  Ministero  dello  sviluppo  economico  valutera' le
modalita'  piu'  opportune per affidare lo svolgimento di progetti di
studi  e  ricerca per la gestione e lo sviluppo del sistema elettrico
nazionale a soggetti pubblici o a prevalente partecipazione pubblica,
sulla  base  di  tematiche  coerenti con gli indirizzi strategici del
nuovo Piano Triennale.
   26.  Tenendo  conto  delle  oggettive  difficolta' connesse con la
formulazione,   da   parte  dei  singoli  soggetti  selezionati,  dei
programmi annuali di attivita', della loro valutazione e approvazione
da  parte  della  struttura  preposta,  nonche'  per  il controllo in
itinere  del  loro  svolgimento  anche ai fini della liquidazione dei
vari  stati di avanzamento, potra' essere prevista la possibilita' di
adottare  per  ogni singolo progetto il «piano triennale scorrevole»,
naturalmente  corredato  dei  vari  obiettivi  intermedi  con le loro
singole  scadenze  e  con  i  punti  di  decisione  per  i  necessari
aggiornamenti.
Progetti di ricerca cofinanziati
   27.  Sara'  adottato, per i progetti di ricerca industriale e/o di
sviluppo  sperimentale presentate da imprese del settore, nell'ambito
degli indirizzi strategici indicati nel Piano Triennale, lo strumento
del   «bando»   per   la   selezione  delle  proposte  in  regime  di
cofinanziamento.
   28.  L'intensita'  dell'aiuto a carico del Fondo non puo' superare
il  50%  per  le  attivita'  di  ricerca  industriale e il 25% per le
attivita'  di sviluppo sperimentale, fatte salve eventuali condizioni
di  favore per realta' particolari, quali PMI e organismi di ricerca.
Poiche' questo tipo di progetti prevede una finalizzazione di mercato
a  breve-medio  termine, i criteri di selezione delle proposte, oltre
alla  innovativita',  fattibilita'  e  credibilita'  del programma di
ricerca e al suo costo in rapporto ai risultati attesi, essi dovranno
anche  presentare  una valutazione dell'impatto di mercato e dei suoi
effetti concreti sul sistema elettrico nazionale.
   29.  In sede di valutazione delle proposte, potra' essere previsto
un  punteggio  premiale  per  i  progetti  che prevedono un'effettiva
collaborazione  fra  un'impresa  e  un  Organismo  di  ricerca  o una
Universita'. Gli importi destinati agli enti di ricerca, mutuamente e
preventivamente  concordati,  devono  far  parte della quota a carico
delle  imprese.  Rientra  in  questa  tipologia  la  possibilita'  di
attribuire  attenzione prioritaria a proposte di ricerca su tematiche
di  rilevante  prospettiva  espresse  da  «new company» appositamente
costituite, con composizione mista universita-imprese, che si pongano
un target di ambiziosi obiettivi di mercato.
   I  risultati  di  progetti  di  ricerca  cofinanziati rimangono di
proprieta'  condivisa  in  rapporto  alle  quote di finanziamento del
progetto.  Essi formano oggetto di diritti di privativa, con connessi
vincoli  di  segreto  o  di riservatezza. Il loro utilizzo privato e'
regolato  da  preventive  intese  con  il  Ministero  dello  sviluppo
economico  da  determinare  anche in rapporto alle problematiche e ai
tempi connessi con la loro concreta commercializzazione. In ogni caso
l'ammontare  dei  diritti  a  favore del Fondo non potra' superare il
minore dei seguenti importi:
    a) il 50% dei benefici economici derivanti dall'utilizzazione dei
risultati della ricerca;
    b) l'ammontare del contributo ricevuto dal Fondo.
   30.  Su  uno  stesso  tema  di ricerca possono essere accolte piu'
proposte  tra  quelle presentate, anche per attivare una competizione
nel perseguimento degli obiettivi.
Possibili obiettivi di ricerca del Piano Triennale 2009-2011
   31. Con riferimento alle tre aree strategiche prioritarie indicate
al  punto  19 e tenendo conto dei temi di ricerca gia' affrontati nel
precedente  Piano  Triennale,  sono  di  seguito indicati i possibili
progetti  da  sviluppare  e sui quali i soggetti interessati potranno
avanzare proposte nelle forme e con le modalita' stabilite.
Area 1. Governo, gestione e sviluppo del sistema elettrico nazionale
1.1 Analisi dello sviluppo futuro del sistema
1.1.2  Evoluzione della domanda e dell'offerta di energia elettrica e
scenari futuri
   Nel  corso  del precedente Piano triennale questa materia e' stata
ampiamente  sviluppata ed alcuni temi sono ancora in corso, quali: lo
studio  dell'evoluzione  nel  lungo  periodo del sistema nazionale di
generazione  di  energia  elettrica,  tenendo conto dei vari vincoli:
(tecnologia;  economia;  ambiente);  la  valutazione delle iniziative
piu'   opportune   per  sollecitare  la  concorrenza  in  un  mercato
potenzialmente  sempre  piu' libero; la pianificazione dello sviluppo
delle reti di distribuzione, tenendo conto tra l'altro della tendenza
verso  la  generazione  distribuita  di  energia  elettrica  e  delle
esigenze  del  territorio; l'analisi e la valutazione complessiva dei
rischi  del  sistema  elettrico  nella  sua configurazione attuale ed
evolutiva  e  le  necessita'  di un attento e tempestivo monitoraggio
della qualita' dell'energia elettrica fornita all'utente.
   Anche   ai  fini  di  impostare  adeguati  interventi  correttivi,
l'intero   complesso   delle   problematiche   descritte  merita  una
continuita'  di  approfondimento  anche  se con risorse adeguatamente
ridotte  rispetto al passato, soprattutto in relazione ai cambiamenti
attesi  nello scenario futuro nazionale, europeo e internazionale del
sistema elettrico.
1.1.2  Valutazione dei risparmi di energia elettrica e gestione della
domanda
   A supporto della regolamentazione dell'efficienze energetica negli
usi  finali, anche al fine di predisporre nuove schede di valutazione
dei  risparmi  energetici con metodi standardizzati e analitici, sono
necessarie  analisi  finalizzate  ad  individuare le tecnologie medie
gia'  diffuse  (baseline),  nonche'  analisi  del  potenziale tecnico
economico  degli  interventi  di  risparmio  energetico  nei  diversi
settori   di   uso  finale  e  l'analisi  dei  diversi  strumenti  di
regolazione   utilizzati  nei  vari  paesi  industrializzati  per  la
promozione   dell'efficienza  energetica  negli  usi  finali  (schemi
tariffari,   incluse   tariffe  verdi,  fatturazione  consumi,  smart
metering);  nel  settore  della  domotica  e  dei  servizi  a  valore
aggiunto, nuove tecnologie per la partecipazione attiva della domanda
dei  piccoli  consumatori  al  mercato elettrico (visualizzazione dei
consumi,  modulazione  automatica  o semi-automatica della domanda di
energia   elettrica,   ecc.);   identificazione   dei  protocolli  di
comunicazione  che  e'  necessario sviluppare in un contesto di piena
liberalizzazione.
1.2 Infrastrutture
1.2.1 Trasporto e distribuzione dell'energia elettrica
   La  liberalizzazione  del sistema elettrico nazionale pone il tema
delle  reti  di  trasporto  e distribuzione dell'energia elettrica al
centro  dell'attenzione,  per  la  sicurezza  di fornitura di energia
elettrica  e per i suoi costi per il consumatore finale. Su tale tema
si  ritiene  che  debba  essere proseguita l'analisi gia' avviata nel
precedente  piano sulle condizioni della rete elettrica nazionale, in
funzione  del  suo  stato  di vetusta', e sulle conseguenti azioni da
attuare   per   il  suo  ammodernamento  e  per  prevenire  eventuali
disservizi.   Per  le  prospettive  di  sviluppo,  sono  ritenute  di
interesse   iniziative  di  ricerca  sulle  tematiche  riportate  nel
seguito:
    - ambiti di fattibilita' e economicita' delle linee elettriche di
trasporto interrate e di nuovi conduttori, componenti e materiali per
migliorare  l'efficienza di trasmissione e distribuzione dell'energia
elettrica;
    - analisi  del  potenziamento  dei  collegamenti transfrontalieri
della  rete  elettrica  nazionale  con  i  paesi  confinanti  e delle
interconnessioni per mezzo di reti elettriche sottomarine con i Paesi
del bacino del Mediterraneo (Piano dell'Unione Mediterranea);
    - sviluppi    tecnologici    e   nuova   regolamentazione   della
"transizione  verso reti di distribuzione attive" alimentate dai vari
moduli,  disponibili  sul  mercato  o da sviluppare ulteriormente, di
generazione   distribuita,   inclusa  quella  da  fonti  rinnovabili,
finalizzati   anche   a  piu'  elevati  livelli  di  affidabilita'  e
robustezza della rete ed una migliore qualita' della tensione;
    - sviluppo     di    metodi    innovativi    di    dispacciamento
«decentralizzato» ad aree limitate nei casi di presenza significativa
di  generazione distribuita nelle reti di distribuzione e valutazione
delle necessita' infrastrutturali/informative necessarie; simulazione
delle  reti  funzionali alla valutazione degli eventuali benefici per
il  sistema  elettrico  nazionale,  connessi alla realizzazione di un
nuovo  investimento  nel  rispetto dei limiti di sicurezza esistenti;
studio  e  sviluppo di metodi avanzati per la gestione del rischio in
capo  al  gestore  della  rete  elettrica  nazionale  nella  messa  a
disposizione  del  mercato  di  risorse  di  rete  necessarie  per le
transazioni;
    - sviluppo  e  reingegnerizzazione  a  minori  costi  e  maggiore
penetrazione   dei  sistemi  di  monitoraggio  della  qualita'  della
tensione,   anche  in  relazione  alle  sopra  richiamate  evoluzioni
tecnologiche   verso  le  reti  attive;  analisi  delle  esigenze  di
immunita' degli apparati produttivi in relazione ai disturbi condotti
della tensione e valorizzazione dei costi per gli utenti derivanti da
tali  disturbi;  modelli  di microreti a bassa tensione o in corrente
continua  destinati  a  specifici  contesti  territoriali o di utenza
finalizzati  alla  qualita' dell'energia elettrica fornita e alla sua
continuita';
    - praticabilita'. di utilizzo dei sistemi di misuratori/attuatori
telegestiti  installati  presso l'utenza diffusa (bassa tensione) per
sviluppare  un meccanismo selettivo di riduzione del carico diffuso a
scopo di salvaguardia del sistema elettrico.
1.2.2 Accumulo dell'energia elettrica
   La  realizzazione  industriale  di  sistemi di accumulo di energia
elettrica  a  basso costo, con un rapporto peso/volume/capacita' tale
da  permettere una buona autonomia e con materiali non eccessivamente
inquinanti,  pur  se  lungamente  annunciata,  rappresenta tuttora un
obiettivo  di  interesse  strategico  da  perseguire.  Non mancano in
questo  settore  molte  interessanti  prospettive che, se realizzate,
potrebbero  contribuire  ad  una  migliore  gestione  del  sistema di
generazione-accumulo-trasmissione-distribuzione          dell'energia
elettrica, oltre al minor inquinamento, sopratutto dei centri urbani.
   D'altra  parte,  uno  dei  maggiori ostacoli alla diffusione delle
fonti energetiche rinnovabili e' costituito dal fatto che spesso esse
sono  fonti  discontinue,  soprattutto per quanto riguarda il solare,
l'eolico  ed  in  qualche misura anche il mini e micro idroelettrico,
pertanto il tema dell'accumulo di energia - sia elettrico che termico
- rappresenta un obiettivo importante.
1.3 Energia nucleare
1.3.1 Localizzazione e sviluppo di un deposito di II categoria
   Anche   in   relazione  alle  recenti  decisioni  del  Governo  e'
necessario  e  urgente  dare  una  soluzione  accettabile al problema
costituito  dai  rifiuti  radioattivi,  attuali o prodotti in futuro,
nonche' provvedere alla realizzazione di un deposito di II categoria.
1.3.2  Sviluppo di collaborazioni internazionali per l'utilizzo della
fonte nucleare
   La ricerca sul tema delle nuove centrali nucleari e' opportuno sia
considerata  nell'ambito  di  collaborazioni internazionali, non solo
per   promuovere   la   capacita'   delle   imprese   nazionali  alla
realizzazione di centrali nucleari piu' economiche ma soprattutto per
assicurare un loro esercizio sicuro e garantito anche sotto l'aspetto
della non proliferazione e del problema delle scorie radioattive.
   L'obiettivo   strategico  prioritariamente  da  perseguire  e'  la
ricostituzione nel nostro paese di un sistema di competenze integrato
(formazione  di  specialisti,  strutture  autonome  e indipendenti di
autorizzazione  e  controllo,  attrezzature di sperimentazione, ecc.)
anche   questo   da   attivare   nell'ambito   di   una  cooperazione
internazionale decisa ai livelli opportuni.
Area 2. Produzione di energia elettrica e protezione dell'ambiente
2.1 Sviluppo e diffusione dell'uso delle fonti rinnovabili
2.1.1 Energia idroelettrica
   La  futura  espansione  della  fonte idroelettrica non rappresenta
realisticamente   nel   nostro  Paese  una  potenzialita'  aggiuntiva
significativa.  Le  attivita'  che  devono essere svolte su tale tema
sono  relative principalmente alla sicurezza ,in considerazione della
vetusta'  delle  dighe  e  degli  impianti  di  produzione di energia
elettrica.  Un  secondo  importante aspetto legato all'utilizzo della
fonte  idroelettrica  e'  relativo  ai condizionamenti che potrebbero
derivare al loro esercizio da future carenze di acqua per usi diversi
dalla produzione di elettricita' (agricoltura) in relazione ai temuti
effetti dei cambiamenti climatici.
2.1.2 Energia elettrica da biomasse
   Nel   nostro   Paese   puo'   rappresentare   un  contributo,  non
determinante,  ma  comunque  importante,  la produzione di energia da
scarti  di produzione industriale, dai sottoprodotti della gestione e
controllo  delle  aree boschive e dai rifiuti in genere. In relazione
allo  sviluppo  della linea di costa del nostro paese e alla presenza
di  un  mare con caratteristiche particolarmente appropriate, riveste
interesse la prospettiva di coltivazione di alghe per la costituzione
di  biomasse, tanto per la produzione di energia elettrica che per la
produzione di biocombustibili. Rimane di grande interesse una ricerca
che consenta l'utilizzazione energetica locale di residui o scarti di
scarso valore intrinseco che non sopporterebbero l'aggravio dei costi
di trasporto per lunghe distanze (a tal proposito, ai fini di rendere
applicativa  la  Direttiva  2001/77/CE  e  il  decreto legislativo n.
387/2003 si sottolinea l'importanza di disporre delle metodologie per
la  determinazione della parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e
residui provenienti dall'agricoltura - comprendente sostanze vegetali
e  animali - e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonche'
la  parte  biodegradabile  dei  rifiuti  industriali  ed  urbani). Un
progetto  di  ricerca  che  preveda  la  realizzazione  di  prototipi
rappresentativi  di  una  potenziale  diffusione  di piccoli impianti
ecologicamente  ben  progettati  per  l'utilizzo  in loco di biomasse
disponibili   sarebbe   certamente  di  grande  valore  aggiunto  per
l'ambiente. Per quanto riguarda tali impianti un'attenzione specifica
merita  la  produzione  di  biogas  per  l'alimentazione  di  celle a
combustibile.
2.1.3 Energia elettrica da fonte eolica
   In  considerazione  dello  stato  avanzato  dello  sviluppo  della
tecnologia  e'  opportuno  che  il  nuovo  Piano  Triennale consideri
attivita'  di  ricerca,  limitatamente  agli  aspetti  di consistenti
innovazioni  rispetto  alla  situazione tecnologica attuale, quali le
applicazioni   off  shore,  per  valutare  fattibilita'  e  costi  di
realizzazione  a  varie  profondita'  marine lungo le nostre coste di
parchi eolici, nonche' le condizioni che devono essere rispettate per
non  turbare  gli aspetti paesaggistici. Merita inoltre attenzione lo
sviluppo  di  ulteriori  nuove  tecnologie  innovative per l'utilizzo
dell'energia da fonte eolica.
2.1.4 Energia elettrica da fotovoltaico
   Sostenere  gli  incentivi  in  atto  per  lo sviluppo dell'energia
fotovoltaica con le attuali tecnologie ancora troppo costose non e' a
lungo  sostenibile  in  rapporto al contributo atteso da questa fonte
energetica.  E'  quindi  decisamente  necessario  un programma di una
ricerca  avanzata  che  riguardi i nuovi materiali - in particolare i
nanomateriali - che consenta di abbassare drasticamente i costi delle
attuali celle a base di silicio, punto debole della tecnologia.
2.1.5 Energia elettrica da correnti marine
   Su  tale  tematica  sarebbe  utile  un'attivita'  esplorativa  per
valutare  la  fattibilita'  dello  sfruttamento  energetico  di  tale
potenziale  fonte  di  energia rinnovabile ed esaminare le tecnologie
che  dovrebbero  essere  sviluppate,  attuando  eventualmente  alcune
sperimentazioni dimostrative.
2.1.6 Energia elettrica da fonti geotermiche
   Un  argomento  da  riconsiderare  e'  lo sfruttamento dell'energia
geotermica  in  forme  nuove.  Il  nostro  Paese  ha storicamente una
posizione  di  avanguardia  nel  settore ed ha inoltre una situazione
geologica  che  dovrebbe  essere  favorevole  allo sfruttamento delle
risorse energetiche esistenti nel sottosuolo di varie zone del Paese.
Appare quindi opportuno l'inserimento nel nuovo Piano Triennale di un
progetto  per  la  valutazione  del potenziale sfruttamento tanto del
calore  superficiale  che di rocce calde a grandi profondita', in tal
caso avvalendosi delle tecnologie di perforazione sviluppate in campo
petrolifero.
2.2   Cattura   e  sequestro  della  CO2  prodotta  dall'utilizzo  di
combustibili fossili
   Si  ritiene  che  gli  aspetti  legati  alla produzione di energia
elettrica  da  fonti  fossili  (flessibilita'  dei  cicli  combinati,
rendimento  centrali  a  carbone, rispetto delle normative in tema di
emissioni,   ecc.)  debbano  essere  oramai  considerati  di  stretta
competenza  delle  imprese  interessate  (e  quindi  eventualmente da
inserire   nelle   tematiche  dei  progetti  a  cofinanziamento).  Al
contrario,  la  cattura  e  il  sequestro  della  CO2  e'  un tema di
interesse  generale  che  non  puo'  essere finanziato dalle imprese,
anche  perche'  il  rischio di insuccesso e' tale da non consentire i
necessari investimenti, che sono molto elevati.
   Le  esigenze  di una moderna societa' richiedono la disponibilita'
di  combustibili  liquidi  o  gassosi.  I combustibili solidi come il
carbone  hanno infatti una destinazione limitata all'alimentazione di
centrali  elettriche  di  grande  dimensione per le quali l'eventuale
separazione  della  CO2  prodotta  lascia  aperto il problema del suo
successivo  trasporto verso il luogo di stoccaggio definitivo (mare o
miniere esauste).
   Questa  situazione suggerisce, come soluzione di lungo periodo, la
concentrazione  in  un unico sito di impianti di dimensioni adeguate,
che,  partendo  da  combustibili solidi (carbone, rifiuti, biomasse),
producano  combustibili  liquidi  o gassosi da distribuire alle varie
utenze  attraverso  le  infrastrutture  esistenti (o da potenziare) e
prevedano   contestualmente   la  separazione  della  CO2  e  il  suo
stoccaggio,  possibilmente  in  sito  o  comunque  in  zone  che  non
richiedano il trasporto a lunga distanza.
   Si  ritiene  che nel nostro paese esista un'opportunita' reale per
l'applicazione  della  soluzione  prospettata. Nel sito del Sulcis in
Sardegna  sono  gia'  in  corso  attivita'  di  ricerca  sul  tema  e
specificamente  per  lo  sviluppo  dello  sfruttamento ecologicamente
adeguato di combustibili sporchi (carbone ad alto contenuto di zolfo,
rifiuti  ecc),  cui  collaborano oltre alla Regione e l'ENEA anche le
Societa'  Sotacarbo  e Carbosulcis, titolare della miniera di carbone
omonima.  Il  sito,  oltre  alla  stessa  miniera,  possibile sede di
sperimentazione   dello  stoccaggio  della  CO2  prodotta,  e'  anche
prossimo  al  mare  per  una eventuale destinazione della CO2 in siti
marini  ad  elevata  profondita'  gia'  accertati  nel  Mediterraneo.
Considerata questa opportunita', il Piano Triennale prevede un grande
progetto   nazionale   da   sviluppare   con   adeguate   ricerche  e
sperimentazioni  da  parte  dei  vari  soggetti  impegnati  sul tema,
finalizzato alla realizzazione nel sito del Sulcis di una piattaforma
nazionale  per  la  produzione  di  combustibili  liquidi  o  gassosi
(incluso  l'idrogeno)  da  destinare  in una prima fase alle esigenze
dell'isola  e  in  prospettiva a quelle nazionali. Cio' anche tenendo
conto  delle  dinamiche  in  corso  nei  prezzi  e  nella progressiva
scarsita'  del  petrolio che impongono strategie di lungo termine nel
campo  dei  combustibili  di  sintesi  sostitutivi  o  alternativi ai
derivati petroliferi.
   Tale  progetto, per i suoi prevalenti aspetti di ricerca avanzata,
non deve essere considerato in alternativa con altre iniziative, allo
studio nello stesso sito, per la realizzazione di centrali elettriche
per  la  produzione  combinata  di  energia  elettrica e idrogeno con
cattura e stoccaggio della CO2.
   Un  argomento  da esplorare e' rappresentato inoltre dall'indagine
sui  giacimenti  petroliferi per i quali puo' essere utile l'utilizzo
della  CO2  per  il  recupero  di  petrolio  e  sulle tecnologie piu'
opportune da utilizzare.
Area 3. Razionalizzazione e risparmio dell'energia elettrica
3.1  Tecnologie  di  risparmio  elettrico  e  nei  settori  collegati
industria e servizi
   Si  ritiene  che  l'efficienza energetica sia la fonte virtuale di
energia  realisticamente piu' importante cui sia possibile ricorrere,
in  termini  quantitativi  significativi,  per  sostituire  le  fonti
fossili  e  per  rispettare  gli  impegni assunti dal nostro Paese in
termini di riduzione delle emissioni di CO2.
   Lo  sviluppo  dell'efficienza energetica, in particolare negli usi
finali,  richiede  soprattutto  l'intervento  di imprese che siano in
grado  di  offrire,  sia  all'utente industriale sia a quello civile,
componenti  e  servizi tecnologici in grado di consumare meno energia
elettrica  a  parita'  di servizio reso. Tale tema si presta pertanto
prioritariamente  allo  sviluppo  di progetti di ricerca in regime di
cofinanziamento.
   Nella  selezione dei progetti si dedichera' attenzione alle misure
di  miglioramento dell'efficienza energetica adottate nell'ambito del
Piano  d'azione  italiano  per  l'efficienza energetica trasmesso dal
Governo  alla  Commissione  europea nell'agosto 2007, in accordo alla
direttiva  2006/32/CE sull'efficienza degli usi finali dell'energia e
i  servizi  energetici,  con riferimento alle situazioni territoriali
del nostro Paese.
3.2 Risparmio di energia elettrica nell'illuminazione pubblica
   Si  ritiene  opportuno  uno  studio  sui  potenziali  risparmi nel
settore    dell'illuminazione    pubblica    e    stradale,   nonche'
dell'illuminazione   comunque   ad  uso  pubblico,  e  per  eventuali
iniziative  di  ricerca  da  promuovere, oltre a quelle (economiche e
normative)  gia'  attualmente  regolate  nell'ambito  dei certificati
bianchi.  I nuovi sviluppi dei LED (Light Emission Diod) e degli OLED
(Organic  LED) aprono prospettive molto interessanti per la riduzione
dei consumi di energia elettrica nell'illuminazione pubblica ed anche
nei  semafori.  Partendo  dalla  valutazione  della fattibilita', dei
costi  e  della  convenienza  di  un'applicazione  in grande scala di
questa  tecnologia  deve  essere inserito nel Piano progetto in scala
significativa   in   accordo   con   Amministrazioni  locali  per  la
sperimentazione dei vantaggi conseguibili.
3.3 Risparmio di energia elettrica nel settore civile
   Il  controllo  dei  consumi  del  sistema  elettrico  nel  settore
abitativo  e  i  potenziali  consistenti  risparmi  conseguibili sono
ritenuti  un  capitolo  fondamentale dell'efficienza energetica. Sono
stati  gia' sviluppati avanzati sistemi informatici automatizzati e a
relativo  basso  costo  per  il conseguimento di tale obiettivo. Essi
andrebbero  peraltro  resi  adeguatamente  utilizzabili  dagli utenti
domestici,   anche   con   programmi  di  informazione  e  formazione
opportunamente  studiati e personalizzati. Quindi il Piano prevede su
questo  aspetto  del  sistema  elettrico nazionale un progetto ad hoc
opportunamente  studiato  «per  costare  poco»  ed essere «facilmente
utilizzabile»  e  preveda inoltre un'assistenza adeguata. Deve essere
incluso   inoltre  nel  progetto  lo  studio  delle  interazioni  tra
risparmio energetico negli usi finali e la gestione dei carichi.
3.4  Utilizzo  dell'energia  elettrica  e  solare per condizionamento
estivo
   I  picchi  di  domanda  di  energia  elettrica  si  verificano ora
stabilmente  nei  periodi  estivi in connessione con le necessita' di
condizionamento  degli ambienti e, piu' in generale, di alimentazione
della  catena  del  freddo  E'  necessario pertanto sviluppare a tale
scopo  sistemi  basati  sull'utilizzo  dell'energia  solare,  che  e'
ovviamente massima in tale periodo.
3.5 Risparmio di energia elettrica nei mezzi di trasporto
   L'intero  sistema  dei trasporti collettivi rappresenta un settore
di  alti  consumi di energia elettrica. Sono pertanto necessari studi
sui  possibili  interventi (ad esempio, lo sviluppo e l'utilizzazione
di  materiali  piu'  leggeri  per  le  metropolitane  e i treni) e le
razionalizzazioni  possibili,  nonche'  una  serie  di  simulazioni o
sperimentazioni   dimostrative,   per   impostare   un  programma  di
riorganizzazione strutturale dell'intero sistema.
Ripartizione delle risorse
   La  presente  proposta  di  Piano triennale per quanto riguarda la
ripartizione  delle  risorse  rispetto alle idee progettuali indicate
intende essere coerente con le seguenti indicazioni:
    a)  L'importo complessivo del Fondo derivante dalla componente A5
della tariffa elettrica e' stabilito ad un valore di almeno 210 Meuro
per il triennio;
    b)  La  determinazione  definitiva  dell'importo sara' rapportato
alla «qualita'» delle proposte pervenute;
    c)  La  ripartizione  indicativa  media complessiva tra attivita'
finanziate    al   100%   e   attivita'   cofinanziate   e'   fissata
rispettivamente a 60% e 40%.
   La  motivazione  di  tali  scelte deriva dall'indirizzo adottato e
sostanzialmente condiviso nell'ambito della consultazione effettuata,
che  prevede  la concentrazione dei programmi su obiettivi fortemente
innovativi  e di subordinare l'ammontare del gettito della componente
A5  ai  requisiti di eccellenza delle proposte di ricerca presentate,
nonche'  infine di favorire conseguentemente il coinvolgimento attivo
delle imprese del settore nella fase di presentazione delle proposte
.
   Sulla  base  di questa impostazione nella seguente Tabella n. 1 e'
riportata per le singole Aree prioritarie di intervento l'indicazione
delle   quote   attribuite   agli   enti   di  ricerca  a  prevalente
partecipazione  pubblica  (tipologia  a)  e  a  quelli da affidare ad
imprese in regime di cofinanziamento (tipologia b).


                ---->  Vedere Tabella a pag. 40 <----

   Nella  Tabella  n. 2 e' riportata a titolo indicativo una proposta
di ripartizione delle risorse per le Aree prioritarie di intervento e
per singole tematiche di ricerca in cui esse sono articolate.

                ---->  Vedere Tabella a pag. 41 <----

   La   ripartizione   delle   risorse  indicata  nel  Piano  esprime
l'orientamento  dell'Autorita',  nelle funzioni del CERSE, sulla base
dell'analisi della situazione nazionale del sistema elettrico e sulle
esigenze  di  un  suo  potenziale  sviluppo  futuro.  La ripartizione
effettiva  e  la loro effettiva quantificazione e' subordinata ad una
ricognizione  volta  a  verificare la reale capacita' degli operatori
del  sistema elettrico di proporre e sviluppare progetti di ricerca e
innovazione  riguardanti  le  tematiche  di  ricerca  individuate nel
presente  documento,  con  particolare  riferimento  ai  progetti che
potranno essere attuati nell'ambito del piano operativo annuale 2009.
Gli  operatori  del  settore potranno far pervenire in tempi brevi le
necessarie  indicazioni in merito alla loro disponibilita' ad attuare
progetti nelle aree indicate, specificando la possibile data di avvio
e  la  durata,  il  costo  di  massima  previsto,  la tipologia delle
attivita'  (di  tipo  a) o b), come definito all'art. 10, comma 2 del
decreto 26 gennaio 2000), nonche' i risultati attesi.
Piano   Triennale   2009-2011  della  ricerca  di  sistema  elettrico
nazionale
Piano operativo annuale 2009
   Il  Piano  Triennale  2009-2011 della ricerca di sistema elettrico
nazionale  fissa  le  risorse  minime  disponibili  per  le  tre aree
prioritarie  di intervento individuate, ripartendole per le attivita'
di  ricerca  di cui alle lettere a) e b) del decreto 26 gennaio 2000,
art. 10, comma 2, come di seguito riportato:

                ---->  Vedere Tabella a pag. 42 <----

   *  Eventuali  risorse aggiuntive che si rendessero disponibili sul
fondo  per  la  ricerca di sistema elettrico 4:1* cui all'art. 11 del
decreto  26  gennaio  2000,  verranno destinate al fmanziamento delle
attivita' relative alla terza annualita' del triennio 2009-2011.
Attivita' di ricerca di tipologia a)
   Per  il  finanziamento  delle attivita' di ricerca di tipologia a)
per  l'anno 2009 e' previsto un importo di 43 M€, a valere sulle
disponibilita' del fondo per la ricerca di sistema elettrico.
   Per  queste  attivita'  di  ricerca,  affidate a organizzazioni di
ricerca  pubbliche  o  a  prevalente  partecipazione pubblica, potra'
essere  utilizzato  lo  strumento degli Accordi di Programma previsto
all'art.  4  del  decreto  ministeriale  8  marzo  2008.  Sulla  base
dell'esperienza  maturata  in prima attuazione del citato decreto, e'
emersa   l'esigenza   di  introdurre  strumenti  piu'  opportuni  per
garantire  il coordinamento e la massima integrazione delle attivita'
svolte da organizzazioni diverse sulla stessa tematica o su tematiche
affini,  quale l'individuazione ex ante dell' organizzazione capofila
che  assicurera'  il  coordinamento  scientifico  e tecnologico delle
attivita'  svolte.  Nello stesso tempo e' auspicata la partecipazione
delle  realta'  universitarie  in possesso di competenze di interesse
per le attivita' del Piano Triennale.
   Per  la  formulazione  del piano annuale 2009 e' stato adottato il
criterio  di  individuare un numero limitato di Progetti coerenti con
le  priorita' strategiche indicate dal Piano Triennale. Tali Progetti
saranno   articolati  in  specifiche  attivita'  svolte  dai  diversi
Soggetti pubblici di ricerca.
   Le  risorse  previste  sono  ripartite  tra  le aree di intervento
prioritarie  identificate  nel  Piano  Triennale  2009-2011  e  nelle
rispettive  attivita'  di  ricerca,  selezionate  in  base  alla loro
priorita', come riportato in tabella I.
   Per  il  calcolo  delle  disponibilita'  effettive,  nel  triennio
2009-2011,  sempre per la tipologia a), sono da considerare anche gli
importi  residui  degli Accordi di programma ENEA e CNR relativi alle
annualita'  2007  e  2008  derivanti  dalla legge n. 125/2007, ma non
ancora  utilizzati  e  che ammontano, complessivamente, a 50 M€,
che saranno ripartiti sui Progetti in coerenza con le indicazioni del
Piano Triennale.
Attivita' di ricerca di tipologia b)
   Il  decreto del Ministro delle attivita' produttive 23 marzo 2006,
con  il  quale  e' stato approvato il Piano Triennale 2006.2008 della
ricerca di sistema elettrico nazionale, prevede, all'art. 4, comma 2,
che  parte  delle  disponibilita' del fondo per la ricerca di sistema
elettrico  siano  destinate  al  finanziamento di progetti di ricerca
selezionati  tramite  procedura  concorsuale  secondo le disposizioni
dell'art. 5 del decreto 8 marzo 2006.
   Il   piano   operativo  2009  non  prevede  l'avvio  di  procedure
concorsuali    per    l'assegnazione    di   risorse   destinate   al
cofinanziamento di attivita' di ricerca di tipologia b), tenuto conto
che e' in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il bando di
gara  approvato  dal  Ministero dello sviluppo economico, sui temi di
ricerca a valere sul Piano triennale 2006-2008.

                ---->  Vedere Tabella a pag. 43 <----