Art. 6.
Elementi che comprovano il legame con l'ambiente
6.1 La zona di produzione del "Sedano bianco di Sperlonga" e'
caratterizzata da una situazione pedoclimatica molto favorevole per
la coltivazione del sedano. Tipico della zona di produzione e' la
presenza di terreni con falda pressoche' affiorante, compresi tra
l'area di bonifica ed il mare, denominati "pantano", sui quali
storicamente si e' sviluppata la coltura del sedano, prima in piena
area e poi in coltura protetta. Sono dunque questi terreni
caratterizzati da una soluzione circolante con un elevato grado di
salinita', su cui il sedano ha trovato l'habitat elettivo, che
conferiscono al "Sedano bianco di Sperlonga" le qualita'
organolettiche specifiche di sapidita', gusto dolce e moderatamente
aromatico, presenza di molecole (ossia di acidi organici), nonche'
una minore resistenza alla rottura. Tale teoria e' rafforzata dalla
composizione per lo piu' argilloso-sabbiosa dei terreni che risultano
caratterizzati dalla presenza di elevate percentuali di ferro,
manganese, zinco, rame, boro.
Il clima della zona interessata alla IGP, di tipo marittimo
temperato, e' caratterizzato da: temperatura media compresa fra 17 e
18°C; temperatura media mensile < a 10°C, per 1-3 mesi; e media delle
minime del mese piu' freddo di 6,9°C; precipitazione annuale medie di
727 e 1133 mm, con precipitazioni estive da 61 a 83 mm. In
particolare nella zona costiera si verifica uno stato di aridita'
intensa e prolungata da maggio ad agosto. Tutti questi parametri
risultano essere ideali per la coltivazione del "Sedano bianco di
Sperlonga".
Particolare attenzione va rivolta ai produttori locali, spesso
chiamati a gestire aziende di superficie media inferiore all'ettaro,
che oltre ad adattare tecniche a basso impatto ambientale, hanno
permesso la conservazione dell'ecotipo "Bianco di Sperlonga"
autoriproducendosi il seme mediante selezione fenotipica (ossia
ottenimento del seme dalle piante migliori), garantendo
contestualmente la salvaguardia della tecnica produttiva e delle
attitudini. A tutt'oggi la coltivazione, realizzata mediante
l'ecotipo locale "bianco di Sperlonga", si basa su un importante
lavoro di selezione finalizzato soprattutto ad enfatizzare il colore
chiaro dei piccioli (elemento intrinseco dell'ecotipo) e ad ottenere
un ritardo nell'emissione dello scapo fiorale (aspetto botanico
rilevante al fine di conservare una adeguata ampiezza del periodo di
raccolta), nonche' una forma compatta e taglia minore. Tali aspetti,
oltre alle gia' definite qualita' organolettiche, permettono di
differenziare il "Sedano bianco di Sperlonga" dagli altri sedani da
coste presenti in commercio.
Il "Sedano bianco di Sperlonga" e' stato introdotto nelle zona di
Fondi e Sperlonga intorno agli anni '60. La coltura di questo sedano
si rivelo' fin da subito una valida forma di utilizzazione dell'area
dei "Pantani", compresa fra il Lago di Sperlonga ed il mar Tirreno,
caratterizzate da falda affiorante, che oggi costituisce l'ambito di
elezione della coltura. La presenza della coltura nell'areale del
comune di Fondi e Sperlonga e' comprovata da una ricca documentazione
fiscale risalente ai primi anni '60, fino ai giorni nostri,
allorquando il "Sedano bianco di Sperlonga", dopo una prima fase di
introduzione, trova rapida valorizzazione commerciale e consumo sui
mercati di Roma. Negli ultimi due decenni la coltura del sedano ha
fatto registrare un trend di crescita costante.