Allegato
Prefettura - Ufficio territoriale del Governo di Foggia
Rif. prot. n. 549/OPS/2019
Foggia, 22 luglio 2019
Al sig. Ministro dell'interno - Roma
Oggetto: Comune di Cerignola. Relazione ai sensi dell'art. 143,
comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 come
modificato dall'art. 2, comma 30, della legge 15 luglio 2009, n. 94.
Con riferimento alla delega conferita con decreto ministeriale n.
17102/128/32(5)-Uff.V - Affari territoriali del 19 dicembre 2018, si
informa che la Commissione nominata con provvedimento n. 08/O.P.S.
(2) del 7 gennaio 2019 per effettuare, presso il Comune di Cerignola,
gli accertamenti previsti dall'art. 1, comma 4, decreto-legge n.
629/1982, convertito con legge n. 726/1982, ha depositato, in data 9
luglio 2019, la propria relazione, che si trasmette unitamente alla
presente.
Si precisa che su richiesta della stessa Commissione -
insediatasi il 9 gennaio 2019, - il termine per l'espletamento delle
attivita' di accertamento, fissato in tre mesi decorrenti dalla data
di insediamento, e' stato prorogato, con provvedimento n.
213/O.P.S.(2) del 1° aprile 2019, di ulteriori tre mesi.
Gli esiti dell'accesso sono stati esaminati dal Comitato
provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica - integrato con la
partecipazione del Procuratore Capo della Direzione distrettuale
antimafia di Bari e del Procuratore della Repubblica di Foggia -
sentito in data 19 luglio 2019, che ha condiviso con lo scrivente le
valutazioni che qui di seguito si rassegnano.
1. Il Comune di Cerignola, grosso centro urbano di 59 mila
abitanti, e' situato nel vasto Tavoliere delle Puglie, a 14
chilometri dalla Provincia di Bari' (Canosa di Puglia), a 30
chilometri dalla Basilicata (Lavello), a 26 chilometri dal Mare
Adriatico (Torre Rivoli), confina con i territori dei Comuni di
Trinitapoli, Zapponeta, Orta Nova, Stornara, Stornarella, Ascoli
Satriano, Gaudiano, Loconia, Canosa di Puglia e San Ferdinando di
Puglia.
Il sindaco del Comune di Cerignola e' omissis, in esito alle
consultazioni del maggio-giugno 2015.
L'esigenza di' avviare accertamenti in ordine all'Amministrazione
comunale di Cerignola e' scaturita dagli approfondimenti informativi
svolti dalle Forze di polizia, anche sulla base di esposti che
segnalavano contiguita' tra il sindaco e ambienti della criminalita'
organizzata, oltre che una gestione amministrativa caratterizzata da
varie irregolarita'.
Come noto, gli ultimi anni sono stati caratterizzati, in questa
provincia, da un numero impressionante di omicidi. Nel 2017, si sono
verificati ben 20 omicidi, 15 dei quali riconducibili alla
criminalita' organizzata. A questi va aggiunta la scomparsa di 2
persone, da ritenersi casi di «lupara bianca». Nel 2018 gli omicidi
sono stati in totale 11, di cui 7 possono ritenersi riconducibili a
dinamiche della criminalita' organizzata. Nel 2019 si sono verificati
4 omicidi, di cui 2 sicuramente di matrice mafiosa.
Si tratta, come si e' detto, di un dato davvero impressionante,
anche se raffrontato con i dati, gia' rilevanti degli anni
precedenti: infatti nel 2015 vi erano stati 11 omicidi e 14 nel 2016
(oltre a un probabile caso di «lupara bianca»).
Una crescita esponenziale di fatti si sangue che consente di
valutare appieno la pericolosita' e la ferocia dei sodalizi mafiosi.
Certamente l'evento piu' eclatante e' stato il gravissimo fatto
di sangue avvenuto nelle campagne di Apricena il 9 agosto 2017,
allorquando sono stati assassinati il pluripregiudicato Romito Mario
Luciano - ritenuto al vertice dell'omonimo gruppo criminale egemone
nella zona di Manfredonia (FG) e aree limitrofe - il cognato, De
Palma Matteo, e i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, questi ultimi
estranei a contesti malavitosi, che sfortunatamente si trovavano sul
luogo dell'agguato, il cui obiettivo era evidentemente lo stesso
Romito.
Le organizzazioni mafiose operanti nella Provincia di Foggia sono
dedite a delitti quali le estorsioni, il traffico di stupefacenti e,
ovviamente, tendono a «risolvere» le situazioni di contrasto che
inevitabilmente insorgono laddove si incrocino i contrapposti
interessi, attraverso gravissimi fatti di sangue.
I vari sodalizi malavitosi sono distribuiti sul territorio in
quattro macroaree: Foggia, Alto Tavoliere, Basso Tavoliere e Gargano.
A queste, occorre ormai aggiungere una quinta area, ovvero quella di
Vieste.
La «Societa' foggiana» opera nel capoluogo e nei comuni del
centro-nord della provincia ed e' strutturata in «batterie», che
fanno diretto riferimento a un nucleo di vertice costituito da
personaggi carismatici del crimine locale, ciascuno a capo della
rispettiva «batteria». Storicamente legata alla «Societa' foggiana»
e' la criminalita' organizzata di San Severo, ovvero dell'area nord
della provincia. La presenza dell'organizzazione si avverte
soprattutto attraverso i numerosi attentati ai danni di attivita'
commerciali, inquadrabili nella gestione del racket dell'estorsione.
Nell'area di Cerignola operano i clan
«Piarulli-Mastrangelo-Ferraro» e «Ditommaso», la cui esistenza e'
stata riconosciuta con sentenza passata in giudicato nell'ambito del
c.d. processo «Cartagine».
Nel contesto garganico e' radicato il «Clan dei Montanari», cui
sono riconducibili numerosissimi fatti di sangue, verificatisi nel
corso di decenni.
Si segnala infine la criminalita' viestana, aggregato criminale
inizialmente espressione del «Clan dei Montanari», resasi autonoma ad
opera di Notarangelo Angelo, assassinato il 26 gennaio 2015.
2. Cerignola, al pari di altre aree della Provincia di Foggia,
risente della presenza di organizzazioni criminali di tipo mafioso.
L'esistenza di un'associazione per delinquere di tipo mafioso a
Cerignola, finalizzata alla commissione di un'indefinita serie di
delitti (tra cui rapine, estorsioni, delitti contro la persona,
delitti in materia di armi nonche' traffico di sostanze stupefacenti
- art. 74 decreto del Presidente della Repubblica n. 309/1990) e'
stata riconosciuta con sentenza passata in giudicato nell'ambito del
c.d. processo «Cartagine». Quest'ultimo ha definito la struttura,
l'organizzazione e le attivita' del gruppo malavitoso denominato Clan
«omissis».
Tale clan - originatosi fin dagli inizi degli anni '80 e forte di
rapporti e contatti con altre organizzazioni criminali operanti in
altre zone - era caratterizzato da una stabile e solida
organizzazione interna di tipo gerarchico, che aveva consentito al
sodalizio di acquisire e mantenere saldamente il controllo delle
attivita' criminali nel territorio di Cerignola e in alcune zone
limitrofe.
In particolare, nell'organizzazione malavitosa potevano
distinguersi tre livelli:
i «milanesi» (detti anche «i piu' grandi di tutti»), ossia il
vertice dell'organizzazione, di cui facevano parte i fratelli omissis
e omissis, omissis e omissis (ergastolano); essi, pur risiedendo a
Milano, erano i capi indiscussi dell'associazione e impartivano le
direttive a tutta l'organizzazione cerignolana, provvedendo, fra
l'altro, al rifornimento degli stupefacenti;
i «grandi», ossia coloro che, nel quadro delle direttive
impartite dai «milanesi» e in stretto collegamento con loro, curavano
e dirigevano tutte le attivita' criminali del sodalizio in Cerignola,
assegnando alle varie squadre il settore di attivita' illecita in cui
operare. Al gruppo appartenevano omissis (deceduto), omissis,
omissis, omissis (detenuto), omissis (detenuto), omissis;
i «piccoli», ossia coloro che, sotto le direttive dei «grandi»,
gestivano le diverse attivita' criminali, suddivisi, a loro volta, in
squadre o batterie, a ognuna delle quali era riservato un settore di
attivita' o una zona del territorio. La Struttura era articolata in
sottogruppi dotati di relativa autonomia decisionale e operativa.
Questa era, a grandi linee, l'assetto dell'associazione criminosa
cerignolana fino a meta' del 1994, quando fu emessa, in data 10
giugno 1994, l'ordinanza cautelare che sgomino' il clan «omissis».
In seguito, le ulteriori inchieste «Tundra» nel 1994, «Processo
Mastrangelo Giuseppe + 6» nel 1996, «Mosca» nel 1997 colpirono
duramente l'organizzazione, portando alla cattura e alla conseguente
detenzione della maggior parte dei suoi esponenti.
Dopo la morte di omissis, avvenuta nel 2006, mentre era detenuto
nel carcere di Parma, il controllo del gruppo su Cerignola e' passato
nelle mani di omissis, legato da rapporto di parentela con lo stesso
capo clan, che aveva sposato omissis, sorella di omissis.
Il 31 gennaio 2009, in Cerignola, all'interno di un salone da
barba, omissis veniva ucciso con 11 colpi di pistola cal. 9×21,
esplosi da due individui travisati.
Nel panorama criminale cerignolano, negli ultimi anni, ha
acquisito un ruolo di primo piano il clan «omissis», riconducibile
alla famiglia omissis, dedito alla commissione di estorsioni, rapine
e spaccio di sostanze stupefacenti nell'area del basso Tavoliere.
Il clan «omissis» negli anni e' stato colpito da importanti
attivita' di polizia giudiziaria tra cui l'operazione denominata
«Cartagine» e quella denominata «Halloween» (ordinanza di custodia
cautelare n. 16759/01 D.D.A. della Procura della Repubblica presso il
Tribunale - Direzione distrettuale antimafia di Bari) eseguita
nell'anno 2004, conclusasi con pesanti condanne per i reati di cui
all'art. 416-bis codice penale nonche' all'art. 74 decreto del
Presidente della Repubblica n. 309/1990 a carico dei componenti del
sodalizio criminale, in particolare nei confronti di omissis (14
dicembre 2007 sentenza della Corte di appello di Bari irrevocabile il
28 gennaio 2009 a carico di omissis).
Il 26 settembre 2018 i Carabinieri di Foggia hanno eseguito
un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per
le indagini preliminari del Tribunale di Bari su richiesta di quella
DDA, nei confronti di omissis e dei suoi due nipoti, omissis e
omissis, ritenuti rispettivamente capo ed elementi di vertice del
clan, per i reati di rapina, tentata estorsione, riciclaggio e
violenza privata, tutti aggravati dall'aver agito col metodo mafioso,
ai danni di un imprenditore del posto, ripetutamente sottoposto a
minacce di estrema gravita'.
La struttura dell'organizzazione e' fortemente verticistica, di
natura familiare: a capo del clan omissis sono individuati i germani
omissis e omissis, nonche', omissis (soprannome ereditato dal padre
omissis), figlio di omissis, con potere decisionale all'interno
dell'organizzazione. Spicca inoltre la figura del giovane omissis,
personaggio di spicco del clan, con grande carisma delinquenziale,
particolarmente violento e dedito all'utilizzo di armi, nonche'
rapinatore seriale.
Allo stato, nell'area cerignolana non si avvertono segnali
premonitori di una ripresa della conflittualita' armata tra i vari
gruppi. Si e' per contro registrato l'assunzione di maggior autorita'
e un ruolo di preminenza da parte di omissis, omissis, omissis,
omissis, omissis e omissis.
Oggi i maggiori esponenti della criminalita' organizzata
cerignolana sono protesi verso il traffico di sostanze stupefacenti,
con particolare riferimento all'hashish e alla cocaina, il traffico
di armi da sparo, il riciclaggio dei proventi illeciti in attivita'
economiche lecite soprattutto nel settore vitivinicolo e oleario e
l'organizzazione di complesse rapine ai danni di blindati.
La realta' criminale di Cerignola si presenta come solida e
strutturata «imponendosi sul territorio con un consistente numero di
affiliati, con forte disponibilita' di armi, attraverso i quali
riesce a diversificare le attivita' illecite da cui attingere
risorse, opportunamente schermate, secondo una logica sempre piu'
affaristica, flessibile e proiettata verso obiettivi di agevole
realizzazione. La pluralita' delle attivita' delittuose perseguite,
condotte anche con forme di pendolarismo, mostrano un elevato livello
di organizzazione che conferisce alla criminalita' cerignolana un
ruolo di particolare importanza nell'intera regione, rendendo
contestualmente difficoltosa la distinzione tra criminalita' comune e
quella di tipo mafioso» (cfr. Relazione D.I.A., Secondo semestre
2017).
3. L'analisi di contesto sopra rassegnata trova ulteriore
conferma nelle risultanze info investigative consegnate nella
Relazione della D.I.A. al Parlamento, relativa al 1° semestre 2018):
«Nel Basso Tavoliere, quella di Cerignola resta la realta' criminale
strutturalmente piu' solida: non risente delle ripercussioni dei
riassetti e delle fibrillazioni in atto nelle vicine aree e, partendo
da un forte e radicato controllo del proprio territorio, attua una
strategia operativa di progressiva espansione verso altre aree.... Si
connota come mafia degli affari, svincolata dalla rigidita' tipica
delle strutture fondate sui vincoli di familiarita' (aspetto
peculiare delle mafie foggiana e garganica) e proiettata al
raggiungimento di obiettivi a medio-lungo termine, anche grazie,
verosimilmente, all'esistenza di un organo decisionale condiviso, in
grado di assoggettare in modo pragmatico il tessuto criminale,
riducendo al minimo le frizioni.
La pluralita' delle attivita' della mafia cerignolana, spesso
condotte con forme di pendolarismo, costituiscono un valore aggiunto
in termini sia finanziari che di carisma criminale nelle relazioni
con le altre organizzazioni. Significativa al riguardo la ...
operazione «Ocean's Twelve» conclusa, a febbraio (2018), dai
Carabinieri, che hanno proceduto al fermo di 5 foggiani, presunti
componenti del commando... (Ordinanza di convalida di fermo e di
applicazione di misure cautelari n. 1335/18 RGNR e n. 952/18 RG GIP
emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di
Pavia il 1° marzo 2018. In territorio elvetico erano stati tratti in
arresto in flagranza dalla Polizia cantonale di Chiasso gli altri
cinque componenti del gruppo criminale, anch'essi residenti a
Cerignola, tra cui il presunto capo, identificato in un
pluripregiudicato organico alla mafia cerignolana.).
E ancora si legge nella predetta Relazione:
«A Cerignola operano i due clan omissis (che ha ripreso nuovo
slancio dopo il recente ritorno in liberta' di alcuni soggetti di
spicco) e omissis (originario di Cerignola, ha il suo vertice in
Lombardia dove risiede il boss e vanta sinergie e contatti nelle
Province di Foggia e BAT - dove e' egemone nella Valle dell'Ofanto
con referenti a Trinitapoli e Canosa di Puglia - e in varie aree
nazionali).
E' indicativa al riguardo la misura cautelare (OCC n. 107/18
emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di
Foggia il 16 gennaio 2018) eseguita dai Carabinieri il 19 gennaio
2018 nei confronti di undici soggetti ritenuti responsabili in
concorso di resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Tra i
destinatari del provvedimento figura il boss del clan omissis
responsabile di aver capeggiato un assembramento nel popoloso
quartiere San Samuele contro una pattuglia dei Carabinieri
intervenuta la notte del 25 dicembre 2017 per ristabilire la quiete
pubblica.
... Non sono, peraltro, mancati episodi violenti riferibili ai
contesti criminali locali. Il 3 febbraio 2018, a Cerignola, dopo il
ferimento di un pregiudicato del luogo, i Carabinieri, nel corso di
una perquisizione presso un'autorimessa, hanno rinvenuto un
kalashnikov sprovvisto di matricola, con il colpo in canna, completo
di caricatore e cartucce, e percio' hanno tratto in arresto in
flagranza di reato uno dei titolari dell'attivita' e suo figlio. Il 6
aprile 2018, a Cerignola, e' avvenuto il tentato omicidio di un
censurato, verosimilmente collegabile a dissidi sorti nell'ambito
delle piazze di spaccio. Il 25 giugno 2018, a Cerignola, due guardie
particolari giurate, padre e figlio, sono rimasti feriti durante un
tentativo di rapina. Inoltre, il 10 aprile 2018, a Cerignola i
Carabinieri hanno dato esecuzione all'OCC n. 1124/2016 RG PM n.
155/17 Reg. imp. e n. 683/2017 R.T.L. resa esecutiva dal Tribunale di
Bari il 5 aprile 2018, nei confronti di un pluripregiudicato ritenuto
responsabile della gambizzazione di un altro pregiudicato cerignolano
(il 5 ottobre 2016). Entrambi i personaggi coinvolti non risultano
estranei a contesti di criminalita' organizzata.».
I dati fattuali sopra riportati confermano l'attuale
coinvolgimento del contesto socio-ambientale di Cerignola in
dinamiche criminali connotate da particolare disvalore sociale.
L'area di Cerignola, si conferma, per l'intera Regione e non
solo, la «centrale» per tutte le operazioni delittuose che ruotano
intorno alle rapine ai tir e ai furti di autovetture e mezzi pesanti,
(1) e che impiega la maggior parte di persone, anche straniere. Cio'
e' confermato anche dalla scoperta nell'area di numerosi «cimiteri»
di auto. Questi interessi illeciti riescono a coagulare la
criminalita' comune con quella organizzata.
Notevole dinamismo si riscontra anche nel settore delle armi e
degli stupefacenti, in cui la Citta' di Cerignola si conferma snodo
cruciale per l'intera Regione, anche grazie alla capacita' di
disporre di piu' canali di approvvigionamento. L'area in questione,
inoltre, e' sempre piu' caratterizzata dalla presenza di piantagioni
di cannabis, che attirano anche gli interessi di gruppi
extraregionali (2) .
In piu' occasioni e' stato dimostrato come le organizzazioni
criminali cerignolane tendono a estendere la propria attivita' anche
in altre regioni, in collegamento con altri gruppi criminali, come
dimostra, a titolo puramente esemplificativo, l'operazione di polizia
giudiziaria eseguita il 17 aprile 2018 da personale della Squadra
mobile di Foggia, in collaborazione con la Squadra mobile di
Catanzaro. In questa occasione sono stati tratti in arresto tredici
persone ritenute responsabili di aver portato a termine una rapina
del 4 dicembre 2016 al caveau della omissis del capoluogo calabrese,
evento aggravato dalle condizioni previste e punite dall'art. 7
decreto-legge n. 152/1991 convertito con legge n. 203/1991. Tra gli
arrestati figurano otto soggetti delle Province di Catanzaro, Crotone
e Cosenza, uno della BAT, uno della Provincia di Bari e tre
cerignolani.
Come si avra' modo di verificare nelle pagine che seguono, alcuni
tra i piu' importanti esponenti della criminalita' organizzata
cerignolana - tutti innanzi citati - hanno rapporti con esponenti
dell'attuale Amministrazione comunale, con la quale direttamente o
indirettamente intrecciano rapporti economici e di impresa.
4. L' attuale amministrazione comunale di Cerignola e' stata
eletta in occasione delle consultazioni amministrative del
maggio-giugno 2015, superando al ballottaggio, con il 55,51% dei
voti, omissis. Si evidenzia che il candidato omissis aveva superato
il primo turno con una percentuale relativa di voti superiore di poco
meno del 10% rispetto a quella del candidato omissis.
Straordinaria la contraddittorieta' degli esiti delle due
votazioni, in particolare per lo «speculare rovesciamento» delle
preferenze accordate ai due principali contendenti tra la prima
tornata elettorale ed il turno di ballottaggio.
Alle precedenti elezioni del 2010, omissis si candido' a
ricoprire la carica di sindaco a capo di due liste civiche ovvero, la
lista civica «omissis» e la lista civica «omissis» ma non supero' il
primo turno,avendo ottenuto il 27,10% con 8.268 voti.
Dalle verifiche effettuate, circa la sussistenza di collegamenti
diretti o indiretti con la criminalita' organizzata di tipo mafioso
ovvero su forme di condizionamento di amministratori o dipendenti del
Comune di Cerignola, sono emersi gli elementi che qui di seguito si
riassumono.
Il sindaco di Cerignola, omissis, in carica dal 16 giugno 2015,
con funzioni assessorili in materia di sicurezza, legalita',
contenzioso e trasparenza, e' avvocato penalista, e in questa
qualita' ha difeso in numerosi processi elementi di spicco delle
organizzazioni criminali di stampo mafioso operanti in quel
territorio, tutti condannati proprio nell'ambito del processo
«Cartagine», quali:
omissis;
omissis;
omissis;
omissis;
omissis;
omissis;
omissis;
omissis;
omissis;
omissis;
omissis;
omissis;
omissis.
Con sentenza della Corte di appello di Lecce in data 25 maggio
2015, irrevocabile il 14 aprile 2016, in riforma della sentenza
emessa in data 17 dicembre 2013 dal Tribunale in composizione
monocratica di Lecce, il primo cittadino di Cerignola e' stato
condannato per il reato di oltraggio a un magistrato in udienza
continuato ex art. 81-343 del codice penale - commesso il 21 novembre
2009 in Foggia.
Il omissis, sin dall'assunzione del suo mandato, si e' connotato
per una tendenza a «esternazioni» particolarmente virulente
attraverso i social network, prevalentemente nei confronti degli
avversari politici.
Emblematica di tale modus operandi e' la delibera n. 319 del 23
ottobre 2018, con cui e' stato dato incarico a un avvocato di fiducia
«di intraprendere azioni giudiziali nei confronti di coloro che
avessero offeso o leso la dignita' e l'immagine dell'amministrazione
e dell'intera cittadinanza.» Al di la' dell'evidente illegittimita'
(se non abnormita'), l'atto e' per cosi' dire emblematico della
situazione politico-amministrativa dell'Ente: infatti, si pongono a
carico del contribuente le spese per avviare non meglio specificate
iniziative giudiziarie, nei confronti di non meglio specificati
soggetti e, sostanzialmente, per reagire alle critiche rivolte
all'operato dell'attuale Amministrazione.
La Commissione di accesso ha messo in rilievo come non sia un
mero rapporto professionale che lega il sindaco di Cerignola ad
esponenti di rilievo della criminalita' organizzata cerignolana. Si
tratta, viceversa, di rapporti elettivi, che in un contesto come
quello cerignolano, caratterizzato dalla importanza dei vincoli
parafamiliari, assumono connotati social tipici ed un significato
spesso di condivisione di valori.
Confermano l'assunto gli esiti degli accertamenti esperiti dalle
forze di polizia sulle frequentazioni del primo cittadino di
Cerignola, non necessitate dall'esercizio dell'attivita' forense.
Il 1° settembre 2015 il sindaco di Cerignola ha officiato le
nozze, presso il Comune, tra il noto pluripregiudicato omissis,
affiliato di rilievo del clan «omissis» e la signora omissis.
E' rilevante la circostanza che il primo cittadino ha preso parte
insieme con la propria convivente e, quindi, in un clima di evidente
«familiarita'», ai festeggiamenti per le suddette nozze, a cui erano
presenti molti elementi di spicco del clan «omissis» ovvero omissis,
ritenuto il capo dell'omonimo clan omissis, e omissis, entrambi con
condanne anche per l'art. 416-bis del codice penale. Nell'occasione,
il sindaco di Cerignola esprimeva pubblicamente parole di affetto,
vicinanza e stima personale nei confronti degli sposi, dei testimoni
e degli invitati alla cerimonia.
Il 26 marzo 2016, si sono celebrate, con il rito civile, presso
il Comune di Cerignola, le nozze tra il noto pluripregiudicato
omissis, affiliato di rilievo del clan «omissis», e la signora
omissis. Il matrimonio era stato officiato dal consigliere di
maggioranza, omissis, marito di omissis, figlia di omissis, sorella
dello sposo.
Al successivo ricevimento nuziale, in data 29 marzo 2016, il
sindaco di Cerignola, presente con la convivente, omissis, ha
riprodotto il rito nuziale civile e lo stesso giorno ha pubblicato un
post sul social network «Facebook», condiviso dal consigliere
comunale, omissis, in cui ha descritto gli sposi come «amici» di
vecchia data.
Anche in quest'occasione, in qualita' di invitati, erano presenti
numerosissimi e noti pregiudicati di Cerignola, elementi di spicco
«omissis».
Il 29 aprile 2016, il sindaco, nel corso di un'operazione
interforze per il contrasto dell'abusivismo commerciale, interveniva
personalmente nei confronti delle postazioni abusive dei pregiudicati
locali omissis, e di omissis: quest'ultimo e' ritenuto elemento di
spicco del clan mafioso «omissis». Nella circostanza il sindaco
chiedeva, nel primo caso agli operatori presenti sul posto, nel
secondo direttamente al dirigente del Commissariato di PS presente
sul luogo, di soprassedere.
Nel corso dei controlli di polizia, operati in Cerignola in
materia di abusivismo commerciale nei confronti di esercenti
ambulanti di prodotti ortofrutticoli, privi di formali autorizzazioni
amministrative, emergeva che gli stessi esercenti sarebbero stati
«verbalmente autorizzati» dal sindaco omissis a continuare a svolgere
le attivita' commerciali, sino a quando i medesimi non fossero stati
formalmente autorizzati dal Comune.
Il 1° settembre 2016 si celebravano le nozze, con rito civile,
tra il consigliere comunale omissis e omissis, nipote di omissis.
Alla celebrazione e al successivo ricevimento nuziale in Andria,
oltre al sindaco di Cerignola e alla compagna di quest'ultimo,
partecipavano ancora una volta diversi soggetti pregiudicati ed
esponenti della criminalita' organizzata, tra cui omissis, affiliato
al clan mafioso «omissis», nonche' zio di omissis; omissis, e
omissis, rispettivamente zia e fratello della sposa.
In data 1° maggio 2017, unitamente all'assessore omissis, il
sindaco omissis partecipava all'inaugurazione del Bar denominato
«omissis», impresa individuale di omissis, figlia di omissis,
capostipite dell'omonimo clan mafioso operante in Cerignola e
condannato per il reato di associazione per delinquere di stampo
mafioso ex art. 416-bis del codice penale nell'ambito dell'operazione
di polizia denominata «Cartagine». Come si vedra' in prosieguo, la
presenza del sindaco si innesta su una vicenda amministrativa
anomala, che riguarda il predetto esercizio commerciale, la cui
titolare e' stata destinataria di una informazione interdittiva
antimafia.
Il 29 dicembre 2018, il sindaco omissis veniva controllato in
Cerignola, mentre si trovava a bordo dell'autovettura di' proprieta'
di omissis, segretario della Societa' cooperativa sociale «omissis»,
riconducibile alla famiglia di omissis, contigua al clan omissis,
destinataria di informazione antimafia interdittiva. In seguito si
parlera' piu' diffusamente dei rapporti tra il sindaco omissis e la
cooperativa suddetta.
Il 4 novembre 2017, in occasione dell'inaugurazione del
restaurato «Arco della Rimembranza» posto all'interno dei giardini
pubblici della citta' di Cerignola, personale dei Carabinieri
constatava che la ditta che aveva proceduto al restauro dell'opera
era la «omissis», il cui rappresentante legale e' omissis.
Presenti alla manifestazione predetta erano la titolare della
ditta «omissis», omissis, e il padre della stessa, omissis nonche'
vari dipendenti dell'impresa, che, per l'occasione, aveva provveduto
a pulire la villa comunale. La societa' cooperativa omissis, come si
dira' in prosieguo piu' ampiamente, e' stata destinataria di
informazione antimafia interdittiva.
Il sindaco omissis pubblicamente ringraziava la omissis e
immortalava l'evento facendosi fotografare con i dipendenti della
cooperativa, pubblicando sul proprio profilo «facebook» una foto, da
cui si evince che tra gli astanti vi erano vari soggetti gravati da
pregiudizi penali.
Alcuni giorni prima dell'inaugurazione dell'Arco della
Rimembranza, lo stesso sindaco aveva partecipato a una cena
conviviale con i dipendenti della «omissis», documentata con una foto
in cui comparivano, ancora una volta, soggetti gravati da pregiudizi
penali tra i quali:
omissis, contiguo al clan omissis;
omissis, censurato, figlio di omissis, con pregiudizi per
associazione di tipo mafioso; omissis, coniugato con omissis. Tutti
contigui al clan «omissis».
Il 21 giugno 2018 il sindaco veniva controllato a bordo
dell'autovettura condotta da omissis, coniuge di omissis, segretaria
comunale del Comune di Cerignola. Il omissis risulta socio di
maggioranza della omissis, di cui e' amministratore il fratello
omissis. Quest'ultimo risulta segnalato all'A.G. per il reato di
favoreggiamento personale, nell'ambito di una indagine condotta dalla
DDA di Bari, che ha coinvolto anche soggetti ritenuti vicini al clan
«omissis». La omissis figura aggiudicataria di vari appalti di opere
pubbliche, sulla base di procedure verosimilmente «orientate», come
si vedra' in prosieguo.
A questi rapporti personali, certamente poco commendevoli per chi
ricopre una carica pubblica in un territorio quale quello di
Cerignola, corrispondono anche scelte amministrative quanto meno
discutibili. La gia' citata omissis e' infatti titolare della
societa' cooperativa «omissis», che ha ottenuto dal Comune di
Cerignola l'affidamento della gestione della villa comunale e dei
relativi servizi di manutenzione, con annesso punto ristoro bar. Il 3
novembre 2017 e' stata adottata un'informazione antimafia
interdittiva nei confronti della predetta cooperativa, in ragione
della evidente vicinanza della stessa cooperativa con i pregiudicati
omissis e omissis, elementi di vertice del clan mafioso «omissis».
Si soggiunge che tra i soci della «omissis» figura omissis, cioe'
la figlia dell'amministratore unico, omissis, e quindi la nipote dei
predetti esponenti della criminalita' organizzata: la stessa omissis
e' coniugata con omissis, consigliere comunale di maggioranza. Della
questione si trattera' piu' ampiamente in seguito.
La richiamata societa' «omissis» ha gestito per conto del Comune
di Cerignola il servizio di manutenzione del verde pubblico, in
virtu' di una vicenda amministrativa preoccupante sotto il profilo
antimafia, come si dira' in prosieguo.
Dalla Relazione della Commissione di accesso risultano altresi'
elementi di interesse nei confronti di altri componenti della
compagine politico-amministrativa, che gestisce la res pubblica
presso il Comune di Cerignola.
L'assessore e consigliere di maggioranza omissis, con precedenti
di polizia, e' convivente con omissis, figlia del sindaco omissis.
In data 1° maggio 2017, unitamente al sindaco omissis, come sopra
precisato, l'assessore partecipava all'inaugurazione del Bar
denominato «omissis», impresa individuale di omissis. Si richiama
quanto gia' riferito a riguardo nella parte dedicata al sindaco
omissis.
Il consigliere comunale omissis, e' stato eletto nella lista
civica «omissis».
Il padre del suddetto consigliere, omissis, nel 2006 e' stato
condannato, nell'ambito del procedimento penale n. 3957/04 reg. per i
reati di turbata liberta' degli incanti, rapina ed estorsione in
concorso.
Il consigliere comunale omissis, e' stato eletto nella lista
«omissis». Come sopra accennato, e' coniugato con omissis, figlia di
omissis, sorella del citato omissis, pregiudicato per il reato di
associazione mafiosa, e di omissis, pregiudicato per il reato di
porto abusivo e detenzione di arma. Come precisato, omissis e'
amministratore unico della societa' «omissis» destinataria di
informazione antimafia interdittiva, e la figlia nonche' moglie del
consigliere, e' socia nella stessa societa'.
Il consigliere aveva officiato le nozze di omissis, come gia'
riferito a proposito delle frequentazioni del sindaco omissis.
Il consigliere omissis, gia' presidente del consiglio comunale
nella precedente amministrazione, ed eletto nell'Amministrazione
omissis nella lista «omissis», e' cugino ex matre del
pluripregiudicato omissis, affiliato al clan mafioso «omissis». Lo
stesso e' inoltre cugino di omissis, moglie del pluripregiudicato,
sorvegliato speciale di P.S. omissis.
Omissis e' il genero di omissis, con precedenti penali per
associazione di stampo mafioso e precedenti di polizia per
associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
Il consigliere omissis non e' immune da precedenti di polizia,
infatti, nel 2002 e' stato deferito all'Autorita' giudiziaria per
favoreggiamento personale, in quanto favoriva coloro che gli avevano
asportato l'autovettura pagando una somma di denaro per tornarne in
possesso; in data 4 giugno 2013 veniva tratto in arresto per lo
stesso reato in esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare n.
1624/11 RGNR e n. 88/13 GIP. E' stato, inoltre controllato, piu' di
una volta tra il 2013 e il 2016, in compagnia di pregiudicati
all'interno del Bar «omissis», tra gli altri, con omissis,
pregiudicato, la cui famiglia, denominata «omissis», risulta vicina
al clan «omissis».
Infatti, omissis, fratello di omissis, e' stato arrestato
nell'ambito dell'operazione «Halloween» proc. pen. 15562/03 D.D.A -
R.G.N.R. Mod. 21 della Procura della Repubblica presso il Tribunale
di Bari - Direzione distrettuale antimafia.
Il consigliere comunale omissis, nel 2002 e' stato deferito
all'Autorita' giudiziaria per associazione a delinquere finalizzata
al traffico illecito di armi e munizioni.
L'assessore ai lavori pubblici, urbanistica, edilizia privata e
patrimonio del Comune di Cerignola e' stato, fino al 7 gennaio 2019,
data delle sue dimissioni - omissis.
L'assessore e' stato il progettista dei lavori relativi all'ex
«omissis» di proprieta' della societa' «omissis», i cui
amministratori hanno cointeressenze economiche con esponenti della
criminalita' mafiosa locale, come si dira' in prosieguo.
E' evidente che l'architetto omissis, rivestendo la carica di
assessore ai lavori pubblici - urbanistica edilizia privata -
patrimonio del Comune di Cerignola fin dalla data del 17 giugno 2015
risultava incompatibile con il ruolo di progettista e redattore della
segnalazione certificata di inizio attivita' e relazione tecnica di
asseverazione.
L'abitazione del omissis, in data 18 dicembre 2018, come quella
dell'ing. omissis, dirigente dei lavori pubblici, ex dirigente del
settore manutenzioni del Comune di Cerignola, e' stata sottoposta a
perquisizione locale da parte della Guardia di finanza.
La Commissione ha posto in evidenza alcuni elementi di interesse
anche per quanto riguarda i dipendenti comunali.
Un appartenente del Corpo di polizia locale, tale omissis, e' il
fratello del gia' citato pluripregiudicato omissis.
Il dott. omissis, attuale comandante della Polizia locale di
Cerignola, e' stato arrestato il 13 dicembre 2011, in qualita' di
comandante della Polizia municipale di Frosinone, per associazione
per delinquere finalizzata alla turbata liberta' degli incanti, alla
corruzione e alla falsita' ideologica commessa da un pubblico
ufficiale in. atti pubblici (operazione denominata Occhio vigile).
Omissis, impiegato nell'ufficio della Polizia locale, il 28
aprile 2015 e' stato deferito all'A.G. per la violazione degli
articoli 416, comma 1, 479 e 642 del codice penale (associazione per
delinquere, falsita' ideologica commessa dal pubblico ufficiale in
atti pubblici e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e
mutilazione fraudolenta).
Omissis, impiegato nell'ufficio della Polizia locale, nel 2012 e'
stato controllato in Bari con omissis, con precedenti di polizia per
furto, porto abusivo e detenzione di armi, rapina e ricettazione;
omissis, sorvegliato speciale con precedenti di polizia per violenza
e minaccia a P.U., lesioni personali, rifiuto di indicazioni sulla
propria identita', stupefacenti. Nel 2011 era stato controllato
sempre in Bari compagnia di omissis, con precedenti penali, per il
reato di cui all'art. 73 decreto del Presidente della Repubblica n.
309/1990, e di polizia per il reato di associazione di tipo mafioso
(in concorso); omissis, con precedenti di polizia per il reato di
associazione di tipo mafioso.
Omissis e' coniugato con omissis, nipote dei fratelli omissis:
omissis, con precedenti penali per il reato di violenza, resistenza,
oltraggio a P.U., pregiudicato per associazione a delinquere e
spaccio di sostanze stupefacenti; omissis, pregiudicato per il reato
di omicidio doloso e ricettazione; omissis, con precedenti penali per
il. reato di estorsione, associazione a delinquere e spaccio di
sostanze stupefacenti.
Omissis, segretario comunale, e' sorella di omissis, addetto
all'Ufficio di presidenza del consiglio comunale ed e' coniugata con
omissis, socio di maggioranza della omissis, di cui si dira' piu'
diffusamente.
Omissis, dipendente dell'ufficio tecnico, con precedenti di
polizia, e' stato deferito nel 2018 alla competente A.G. per il reato
di abuso di ufficio e attivita' di gestione di rifiuti non
autorizzata.
L'abitazione dell'ing. omissis in data 18 dicembre 2018, come
quella dell'ex assessore omissis, come sopra precisato, e' stata
sottoposta a perquisizione da parte della Guardia di finanza.
Omissis, impiegato presso l'ufficio tecnico, e' stato deferito
all'A.G. per attivita' di gestione di rifiuti non autorizzata.
Omissis, dipendente dell'Ufficio tecnico e' stato controllato in
data in compagnia di omissis, coniugato con omissis. Quest'ultima e'
sorella di omissis, deceduto il omissis, destinatario di o.c.c. n.
2340/94 r.g. gip del 10 gennaio 1994 per associazione a delinquere di
stampo mafioso.
5. La Commissione si e' ampiamente soffermata sulle vicende
amministrative, che riguardano la manutenzione del verde pubblico.
Il Comune di Cerignola, a conclusione di una procedura aperta con
il criterio dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa - indetta
previa revoca di un'altra procedura a cui avevano partecipato tre
imprese - ha affidato nel 2016 il servizio di manutenzione e custodia
della Villa comunale con annesso punto ristoro-bar alla societa'
cooperativa «omissis», con impegno di spesa per il primo anno pari ad
un importo di € 59.804,40.
La ditta aggiudicataria e' stata l'unica ad avere presentato
l'offerta.
Assume interesse la circostanza che detta cooperativa era stata
costituita l'8 marzo 2016, poco prima della pubblicazione del bando
di gara, mentre l'inizio dell'attivita' avveniva il 1° giugno 2016.
Queste, in sintesi, le modalita' e la tempistica attraverso le
quali si e' definito l'iter amministrativo a favore della societa'
cooperativa in esame:
29 gennaio 2016: con determina dirigenziale si dava corso alla
gara per l'affidamento della gestione dei servizi;
8 marzo 2016: costituzione della cooperativa «omissis»;
6 maggio 2016: con determina dirigenziale .si prendeva atto del
verbale di gara (unica partecipante era stata la «omissis») e veniva
disposta l'aggiudicazione definitiva;
13 giugno 2016: il Comune di Cerignola avanza richiesta di
informazione antimafia alla Prefettura di Foggia;
5 luglio 2016 viene approvato lo schema del contratto.
Amministratore unico della societa' e' omissis, socia e' la
figlia di quest'ultima, omissis, rispettivamente suocera e moglie del
consigliere comunale omissis.
Il 3 novembre 2017 e' stata adottata un'informazione antimafia
interdittiva nei confronti della predetta cooperativa, in ragione
della evidente vicinanza della stessa con i pregiudicati omissis e
omissis, elementi di vertice del clan mafioso «omissis». Della
vicenda si e' riferito nel paragrafo dedicato alle frequentazioni
elettive del sindaco omissis: si e', infatti evidenziato che il
sindaco, insieme con il consigliere omissis, partecipava alle nozze
tra il noto pluripregiudicato omissis, affiliato di rilievo del clan
«omissis», e la signora omissis. Il matrimonio era stato officiato
proprio dal consigliere di maggioranza, omissis, marito di omissis,
figlia di omissis, sorella dello sposo.
Si soggiunge che, nella notte tra il 3 e il 4 novembre, presso la
Villa comunale di Cerignola, si verificava una forte deflagrazione,
seguita da un incendio che distruggeva il punto di ristoro, ivi
situato, gestito proprio dalla societa' «omissis». Si evidenzia che,
nella circostanza, proprio il consigliere comunale omissis -
ovviamente direttamente interessato, per motivi parentali,
dall'evento delittuoso -, rilasciava alla stampa dichiarazioni di
condanna, ancorche' motivate da ragioni «istituzionali».
Per questa vicenda la Squadra mobile di Foggia, unitamente al
Commissariato di P.S. di Cerignola, arrestava due persone (omissis e
omissis), in esecuzione di O.C.C. emessa dal Tribunale di Foggia -
ufficio giudice per le indagini preliminari.
Come ha posto in risalto la Commissione, il modello dell'offerta
unica appare una costante nella gestione di vicende amministrative
che presentano «scostamenti» procedimentali, i quali configurerebbero
situazioni di mera mala gestio se non si concludessero con
aggiudicazioni ad imprese riconducibili alla criminalita'
organizzata.
E' quanto dimostra con dovizia di argomenti la Commissione a
proposito dell'affidamento del servizio di manutenzione del verde
pubblico alla societa' «omissis», a cui si e' accennato sopra.
Con determina a contrarre n. 144/29 del 26 febbraio 2016, il
Comune di Cerignola, al fine di garantire il servizio di manutenzione
ordinaria del verde cittadino, dava avvio ad una gara per
l'affidamento del servizio di manutenzione ordinaria del verde
cittadino per la durata di mesi due. A tale scopo, si disponeva di
commissionare tale servizio a ditte in possesso dei requisiti
previsti dalla normativa vigente in materia, per l'importo mensile di
euro 15.044,50, e per un importo complessivo di euro 30.089,00
comprensivo di IVA.
La relativa gestione e' stata aggiudicata a trattativa privata.
Delle ditte invitate solo due hanno presentato la propria proposta:
le cooperative «omissis», che veniva estromessa dalla gara per
irregolarita', e «omissis» che, dopo circa una settimana
dall'aggiudicazione, rinunciava immotivatamente all'appalto.
Successivamente il servizio e' stato affidato alla societa'
«omissis». Vale la pena di ripercorrere sommariamente la vicenda:
detta societa' si sarebbe costituita e iscritta nel registro
delle imprese, rispettivamente, 10 e 4 giorni prima della scadenza
del bando;
la commissione di gara notava che dalla busta dell'offerta
economica, ancora sigillata, traspariva l'importo offerto e,
pertanto, la societa' veniva esclusa dalla gara come previsto al
punto 13 del bando;
seguiva l'apertura del plico della ditta «omissis» che si
aggiudicava provvisoriamente il servizio;
inspiegabilmente, il 25 marzo 2016, quest'ultima rinunciava
all'aggiudicazione e, in maniera diretta, il suddetto servizio veniva
affidato alla societa' esclusa, ossia alla «omissis».
A favore della societa' «omissis» sono stati effettuati piu'
affidamenti diretti sotto forma di rinnovi bimestrali e per importi
che non giustificavano una richiesta di informazione antimafia, il
genus di documentazione antimafia che consente di individuare il
pericolo di condizionamento dell'impresa, in presenza di
amministratori che non presentino formalmente situazioni ostative in
base alle risultanze SDI.
Vi sono elementi per ritenere che la normativa antimafia sia
stata elusa attraverso un frazionamento del valore degli affidamenti.
In esito a una specifica richiesta di chiarimenti, il Segretario
generale dell'Ente, con nota del 17 ottobre 2018 si e' limitata a
rimettere una nota a firma del dirigente del «settore ambiente» del
Comune di Cerignola, da cui risulta che dal 30 gennaio 2018 al 2
ottobre 2018, sono stati fatti 7 affidamenti diretti per un valore
totale dichiarato di euro 202.777,19, esclusa IVA.
Come si e' detto, amministratore unico della societa' «omissis»,
che ha sede in Cerignola, alla via omissis, era, al momento della
costituzione della societa', omissis, figlia di omissis, quest'ultimo
fratello di omissis.
Omissis condivide con il padre interessi economici che si
concentrano sulla societa' «omissis», di cui il omissis e'
amministratore unico. Quest'ultima societa' e' stata destinataria di
informazione antimafia interdittiva, adottata il 28 giugno 2019.
La verifica antimafia condotta sulla impresa «omissis» ha
evidenziato anzitutto un profilo criminale del omissis - padre di
omissis - di assoluto rilievo e facilmente conoscibile, - specie da
chi esercita la professione forense come avvocato penalista, come il
sindaco di' Cerignola.
Omissis, infatti, e' stato destinatario di richiesta di rinvio a
giudizio nell'ambito del processo «Cartagine», di cui all'o.c.c. n.
2340/94 della Direzione distrettuale antimafia di Bari, che ha
riguardato le due piu' vaste organizzazioni criminali di stampo
mafioso, operanti nel territorio di Cerignola, il clan «omissis» e il
clan «omissis». E' stato, inoltre, indagato dalla D.D.A. di Reggio
Calabria, nell'indagine denominata «Operazione Gambling», di cui al
proc. pen. n. 7497/2014 RGNR-DDA, unitamente ad altri 112 soggetti,
per reati associativi connessi alle attivita' di giochi e scommesse,
aggravati ex art. 7 della legge n. 203/1991.
Il fratello di omissis, omissis, attualmente in regime di
detenzione domiciliare, condannato per associazione di tipo mafioso,
e' elemento di rilievo del clan mafioso «omissis»: sul suo conto
figurano svariate vicende giudiziarie per ricettazione, rapina,
omicidio, associazione di tipo mafioso.
La omissis e' cessata dalla carica di amministratore unico della
societa' «omissis» in data 23 novembre 2018, con contestuale
assunzione delle funzioni amministrative da parte di un consiglio di
amministrazione, composto tra l'altro da omissis, presidente, con
precedenti di polizia tra l'altro per scommesse clandestine ed
esercizio abusivo di attivita' di gioco e scommesse. Nel caso di
specie, l'identita' della sede legale della «omissis» rispetto a
quella della impresa familiare dei omissis, ovvero la societa'
«omissis» interdetta, il coinvolgimento dell'attuale amministratore
proprio in attivita' delittuose - attinenti al gioco e alle scommesse
illegali - nelle quali si e' espressa al massimo grado la
personalita' criminale di omissis, la acclarata pervasivita' del clan
mafioso di riferimento nell'economia legale rendono ragionevole
supporre che, nonostante il mutamento della compagine organizzativa
dell'impresa, la societa' «omissis» sia un elemento della pletora
degli interessi economici della famiglia omissis e che il
trasferimento dei poteri di amministrazione dalla omissis a omissis
sia strumentale all'acquisizione di una certificazione antimafia
liberatoria che, altrimenti, non sarebbe potuta essere ottenuta:
infatti, gli anzidetti mutamenti organizzativi sono avvenuti nel
novembre 2018, ovvero poco prima della data (7 dicembre 2018) in cui
il Comune di Cerignola ha formulato l'istanza di documentazione
antimafia nei confronti dell'impresa «omissis».
Appare importante evidenziare che omissis, omissis e omissis,
risiedono tutti a Cerignola, Via omissis ovvero nelle immediate
vicinanze della «omissis», la cui sede e' al civico 2 della stessa
Via omissis.
E' storia di questi giorni quanto dichiarato dal sindaco di
Cerignola, in occasione della comunicazione dell'adozione della
interdittiva antimafia nei' confronti della societa' «omissi». Il
primo cittadino si e' espresso condannando l'operato della
Prefettura, con espressioni colorite «Basta rompere i coglioni, non
siamo mafiosi», esaltando la societa' interdetta e confermando un
favor per l'impresa riconducibile alla famiglia omissis, che gia'
risulta dagli atti citati. Non solo. Con ordinanza n. 68 dell'8
luglio 2019, il sindaco ha infatti incaricato la ditta interdetta
della rimozione degli alberi caduti o pericolanti, in palese
violazione dell'art. 94 del codice antimafia, che prevede la
risoluzione da parte della stazione appaltante dei rapporti
contrattuali in itinere in caso di adozione di una informazione
interdittiva in corso di contratto.
Particolare attenzione dedica il sindaco di Cerignola a
giustificare la «rivolta» al codice antimafia con la conservazione
dei posti di lavoro: e' difficile immaginare che un «signore» del
foro penale ignori le possibilita' offerte dal codice degli appalti
di affidare i servizi in via d'urgenza e ignori la clausola sociale
nel passaggio di contraenti.
Si avverte piu' che altro la difficolta' del sindaco ad
affrancarsi da certi rapporti.
Ancora la societa' «omissis» risulta protagonista silenziosa di
una inquietante seduta del consiglio comunale di Cerignola, tenuta il
30 luglio 2018, a cui la Commissione ha riservato ampio spazio.
In quella circostanza, nell'aula consiliare del Comune di
Cerignola, precisamente nella parte anteriore, ben visibile, sedevano
20 operai della ditta omissis, quasi uniformemente vestiti, di cui 9
pregiudicati, tra cui spiccava omissis, appartenente al clan
«omissis».
La presenza di esponenti di clan conosciuti generava un evidente
clima di intimidazione, data la particolare rilevanza dei temi in
discussione (adeguamento delle tariffe TARI , collegato alle gravi
problematiche attinenti al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti
gia' affidato alla SIA, societa' in house, che versava in grave stato
di insolvenza. Il clima intimidatorio veniva confermato dagli
interventi dei consiglieri, estratti dal verbale della seduta
consiliare.
Alla famiglia omissis e' riconducibile anche l'impresa «omissis»,
il cui amministratore unico e' omissis, destinataria di informazione
antimafia interdittiva adottata il 28 giugno 2019.
La Commissione di accesso si e' soffermata sugli affidamenti di
servizi a favore della predetta impresa, a cui in data 13 febbraio
2019, a seguito di una procedura d'urgenza con il criterio di
aggiudicazione del minor prezzo, veniva aggiudicato il servizio di
pulizia delle zanelle e cordoni dei marciapiedi dalle piante
infestanti, per l'importo di euro 150.000,00 IVA compresa. La ditta
aveva proposto un ribasso del 3,00%.
In data 4 marzo 2019, la Centrale unica di committenza del
Tavoliere, con sede presso il Comune di Cerignola, ha indetto una
gara, mediante procedura negoziata con almeno 5 inviti, per la
raccolta e trasporto di erbacce spontanee ed infestanti sulle strade
urbane ed extraurbane, con importo a base d'asta 120.000,00 euro.
Delle 5 ditte invitate, solo la societa' omissis ha presentato
un'offerta, con un ribasso del 3%.
L'analisi della procedura seguita per gli affidamenti alla
societa' «omissis», effettuata dalla Commissione, ha evidenziato
ancora una volta la prassi dell'offerta proveniente da una sola ditta
e quella aggiudicataria.
6. La Commissione ha riferito sull'affidamento dei lavori di
recupero edilizio e funzionale degli edifici comunali «ex stalloni»,
annessi all'immobile ex caserma Nino Bixio, da adibire a struttura
per anziani anche non autosufficienti.
I lavori suddetti sono stati affidati il 2 agosto 2017, a seguito
di procedura svoltasi presso la Centrale unica di committenza, che ha
sede presso il Comune di Cerignola, all'unica concorrente ammessa
alla gara, la societa' omissis, con sede in Sannicandro di Bari, per
un importo complessivo pari a euro 549.917,06.
Nel corso di un accesso ispettivo presso la ditta «omissis»,
effettuato in data 23 maggio 2019, e' stata accertata la presenza,
presso il cantiere edile «ex stalloni», oltre che del capo cantiere,
omissis, anche di omissis - dipendente della societa' dal 1° dicembre
2017 al 28 dicembre 2018 con mansioni di geometra - il quale aveva
con se' una cartellina contenente documentazione inerente la citata
ditta. Nell'occorso, il omissis ha dichiarato di non essere piu'
dipendente della «omissis» e di continuare ad avere rapporti con la
stessa in regime di libera professione.
Omissis e' il fratello del ben piu' noto omissis,
pluripregiudicato, elemento di spicco del clan omissis, condannato
per associazione di tipo mafioso, ai sensi dell'art. 416-bis del
codice penale.
Ancora una volta una sola impresa partecipante alla gara,
nonostante la consistenza del prezzo a base d'asta, una ditta con
sede legale fuori provincia che, nel momento in cui viene ad operare
in Cerignola, recide il rapporto formale di lavoro con un soggetto
«conosciuto» nell'ambiente cerignolano, in virtu' dei rapporti di
parentela e di conseguente frequentazione necessaria fra omissis e il
fratello omissis, condannato per associazione di stampo mafioso ed
elemento ai vertici del clan omissis.
7. La Commissione di accesso si e' soffermata sull'appalto di
lavori per l'ampliamento del cimitero, aggiudicati nel 2015 alla
societa' omissis, per un importo pari a euro 15.710.426,51.
Con determinazione dirigenziale n. 442/45 del 10 giugno 2016 si
prendeva atto dell'avvenuta costituzione di una societa' di progetto
denominata omissis, subentrata all'aggiudicataria.
In quest'ultima societa', costituita il 17 marzo 2016, partecipa,
con quota di minoranza, la omissis (1% delle quote). Come gia'
evidenziato, nei paragrafi relativi alla compagine gestionale del
Comune di Cerignola, il rappresentante e socio della omissis e'
omissis e altro socio e' omissis, coniuge convivente del segretario
generale del Comune di Cerignola, omissis.
Omissis risulta segnalato all'A.G. per il reato di
favoreggiamento personale, nell'ambito di una indagine condotta dalla
DDA di Bari, che ha coinvolto anche esponenti del clan «omissis».
Tra i dipendenti della societa' in esame figura dal 26 ottobre
2016, con mansioni di guardiano, omissis. Quest'ultimo, gia'
denunciato nel 1990 per associazione mafiosa, nel 2001 e' stato
tratto in arresto in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare
n. 6345/01 del Tribunale di Foggia, per l'ipotesi di reato di tentato
omicidio con arma da fuoco, in concorso con omissis, in danno di
omissis, gia' deferito all'Autorita' giudiziaria per associazione per
delinquere di stampo mafioso.
Il fratello di omissis, omissis, e' stato tratto in arresto il 17
giugno 1994, nell'ambito dell'operazione «Cartagine», per il reato di
associazione di tipo mafioso, quale elemento di vertice
dell'organizzazione criminale denominata «omissis», poi omissis.
Inoltre, omissis risulta condannato con sentenza passata in giudicato
il 9 giugno 2011 per estorsione continuata in concorso e lesioni
personali, aggravati dal metodo mafioso.
Risulta evidente che il segretario comunale e' interessato,
attraverso il consorte, in una societa' che svolge lavori per conto
del Comune di Cerignola e che da' lavoro a soggetti gravitanti negli
ambienti malavitosi.
Ancora la omissis risulta protagonista di una vicenda di mala
gestio, che riguarda il procedimento per l'appalto dei lavori per la
costruzione del palazzetto dello sport, a cui la Commissione di
accesso ha dedicato ampio spazio.
Con determina dirigenziale n. 61 del 28 luglio 2017 il Comune di
Cerignola ha indetto una procedura aperta per la realizzazione del
palazzetto dello sport su un'area di proprieta' comunale.
Le modalita' di finanziamento dell'opera, dell'importo di euro
1.830.000, appaiono singolari: il Comune di Cerignola avrebbe dato un
terreno del valore di euro 1.830.000,00 alla ditta aggiudicataria
dell'appalto e quest'ultima avrebbe dovuto effettuare i lavori di
costruzione del palazzetto dello sport.
Inopinatamente, il bando non richiedeva tutta la certificazione
necessaria ad accertare i requisiti di qualita' delle ditte
partecipanti alla gara, ai sensi della normativa sui lavori pubblici.
Nonostante l'elevato importo posto a base della gara, alla
procedura selettiva ha partecipato solamente la «omissis», con sede
legale a Noci (BA), la quale si e' aggiudicato l'appalto offrendo un
ribasso pari all'1% e facendo ricorso all'istituto dell'avvalimento.
A tale proposito, la Commissione ha rilevato come la
partecipazione di una sola ditta costituisca elemento ricorrente
nelle procedure di gara indette dal Comune di Cerignola, cosi' come
costituisce elemento ricorrente il ribasso simbolico offerto dalle
ditte aggiudicatarie.
La societa' «omissis» (capitale sociale 12.000 euro) non risulta
aver mai operato nel settore edile, come emerge dalla visura camerale
e, pur essendo stata costituita nel 2013, e' rimasta inattiva fino al
1° agosto 2017, data perfettamente coincidente con la pubblicazione
del bando relativo alla gara in argomento.
La gara, peraltro, si e' dimostrata molto lucrativa per l'impresa
suddetta, infatti, in data 20 novembre 2017, il Comune di Cerignola
trasferiva per intero e senza vincoli il terreno oggetto di permuta
alla «omissis».
Un'attenzione all'interesse pubblico, come ha sottolineato la
Commissione, avrebbe suggerito che il trasferimento della piena
proprieta' del bene oggetto di permuta avvenisse alla consegna
dell'opera eseguita. La considerazione e' tanto piu' valida, in
quanto la societa' «omissis» possiede un capitale sociale di appena
euro 12.000,00, non sufficientemente consistente per garantire il
Comune in caso di azione di inadempimento, e il terreno in questione,
in data 29 dicembre 2017, e' stato trasferito dalla «omissis» alla
omissis per un importo di euro 2.000.000,00.
Con la determina n. 418/2018, il Comune di Cerignola autorizzava
il mutamento dell'assetto societario della «omissis», risultante
dalla cessione, avvenuta il 24 gennaio 2018, di quote pari all'1%
dalla societa' stessa alla societa' omissis.
Socio di minoranza della suddetta societa' e' quindi la
«omissis», con una partecipazione dell'1% (pari ad una quota nominale
di 120,00 euro).
Nella richiesta alla Provincia di autorizzazione alla costruzione
dell'opera, datata 1° febbraio 2018, il Comune di Cerignola ha
indicato l'ing. omissis, collaboratore di omissis, come progettista
strutturale e direttore dei lavori, su designazione della societa'
aggiudicataria.
Con nota n. 7201 del 6 marzo 2018, la societa' omissis comunicava
che i lavori per la realizzazione del palazzetto dello sport,
sarebbero stati eseguiti dalla societa' omissis, in qualita' di socio
esecutore.
In relazione a quanto sopra esposto, la Commissione ha
considerato che un intreccio ben congegnato tra vicende
amministrative, discutibili sotto il profilo procedimentale, e scelte
societarie ha orientato l'esito del procedimento amministrativo nel
senso di consentire l'effettuazione dei lavori da parte della
societa' omissis.
L'assunto appare confermato da circostanze accertate dalla
Commissione: durante l'esecuzione dei lavori, l'impresa omissis non
ha posto in essere alcuna prestazione ne' si e' resa presente in
cantiere, come si evince dal tabellone di cantiere; il Comune di
Cerignola autorizzava la omissis e non la omissis (impresa che aveva
sottoscritto il contratto di avvalimento), a subappaltare il 30% dei
lavori (parte delle opere in cemento armato) alla ditta individuale
omissis.
La societa' omissis figura ancora nella vicenda amministrativa
relativa alla gestione dello stadio comunale «Monterisi», a cui la
Commissione ha dedicato ampio spazio nella Relazione.
Con delibera della giunta comunale n. 352 del 14 dicembre 2015,
la societa' omissis ha ottenuto dal Comune di Cerignola la
concessione in uso dello stadio Comunale Monterisi per anni undici.
L'accordo prevedeva la concessione del campo sportivo per il
periodo dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2025, l'impegno del Comune
di versare, a partire dal 1° gennaio 2017, all'omissis la somma di
euro 60.000,00 come contributo annuale per le spese di conduzione e
custodia dello stadio comunale.
Dalla suddetta somma, sarebbe stata poi trattenuta una quota per
il pagamento del canone di concessione, in due rate semestrali, di
importo pari ad euro 30.000: nella sostanza veniva azzerato il canone
concessorio in virtu' di un meccanismo compensatorio.
Con successivi atti, il Comune di Cerignola decideva
l'ampliamento del campo sportivo comunale per la somma complessiva di
euro 1.850.000, superando quanto previsto con la delibera n. 352
citata, che non prevedeva oneri a carico dell'amministrazione
comunale per interventi e opere realizzate nel corso
dell'affidamento.
La realizzazione dei lavori - primo stralcio - veniva affidato
nel 2017 alla societa' «omissis» a r.l. per l'importo complessivo di
euro 845.000, prevedendo la partecipazione del Comune nella misura di
euro 450.000, per una quota pari al 53,25%, poi erogati a favore del
concessionario. Con la determina dirigenziale n. 1223/46 dell'11
ottobre 2017 l'importo dei lavori relativi al primo stralcio veniva
ridotto da euro 845.000,00 ad euro 688.284,82 ma a tale variazione
non seguiva la necessaria variazione del contributo del Comune di
Cerignola, che restava inalterato in euro 450.000,00, cosicche' la
percentuale finanziata dal Comune di Cerignola passava
immotivatamente dal 53,25% al 65%.
Con la delibera di giunta comunale n. 265 del 13 ottobre 2017, il
Comune di Cerignola decideva di aderire ad un bando per un mutuo di
importo pari a euro 1.000.000,00 - somma maggiore di quella gia'
stabilita - per i lavori di ampliamento, adeguamento dello stadio
comunale Monterisi.
Con determina dirigenziale n. 126 del 9 aprile 2018 veniva
affidato l'incarico di progettazione preliminare ed esecutiva per i
suddetti lavori all'arch. omissis, con contratto sotto soglia
(inferiore ad euro 40.000,00, ai sensi dell'art. 36 del Codice degli
appalti), con un impegno di spesa pari ad euro 50.004,37.
L'arch. omissis e' fratello di omissis, legale rappresentante
della «omissis».
«Omissis» e' stata incaricata dalla societa' sportiva «omissis»
della realizzazione dei lavori allo stadio comunale «Monterisi».
8. La Commissione ha dettagliatamente riferito anche a proposito
della concessionaria dello stadio, la «omissis».
La societa' appartiene alla famiglia omissis. Uno dei consiglieri
di amministrazione, omissis, e' un noto imprenditore di Cerignola,
proprietario del marchio «omissis», distributore di detersivi e
prodotti per la casa, collegato alla figura di omissis, residente a
Pieve Emanuele (MI), ritenuto elemento apicale del clan mafioso
«omissis», gia' condannato per il reato di associazione per
delinquere di tipo mafioso ex art. 416-bis codice penale.
Il collegamento fra omissis ed il omissis si deduce dai rapporti
d'affari intrattenuti dalla «omissis» - di cui e' titolare il omissis
- con la ditta di trasporti «omissis» di Milano, di cui e' stato
legale rappresentante fino al 2 gennaio 2019 ed ora socio di
maggioranza omissis.
La societa' omissis risulta contraente privilegiato della ditta
«omissis», detenuta al 100%, dalla societa' «omissis», a sua volta
detenuta direttamente dai membri della famiglia omissis.
Confermano la vicinanza del omissis al omissis non solo i dati
contabili - i quali dimostrano che il fatturato della omissis e'
generato, sostanzialmente, dall'unico cliente omissis - ma anche
quanto riferito da omissis nell'ambito di un procedimento penale per
estorsione di cui e' rimasta vittima la compagna dello stesso.
L'imprenditore riferisce di contatti avuti con il omissis perche'
gli desse «consigli» sulla vicenda estorsiva patita dalla compagna:
e' ragionevole supporre che i rapporti fra i due non siano definibili
di mera «conoscenza» ma siano ben strutturati rapporti di colleganza
e cointeressenza economica.
E' al riguardo opportuno evidenziare che, in data 4 giugno 2016,
in Cerignola presso la sala ricevimenti «omissis», si sono celebrate
le nozze tra l'imprenditore omissis, figlio di omissis e omissis ed
alla cerimonia ha partecipato omissis.
Della famiglia omissis si e' parlato a proposito dell'ex
«omissis», di proprieta' dei figli di omissis: il progettista dei
lavori di ristrutturazione dell'immobile era stato l'ing. omissis,
assessore.
La Commissione ha riferito anche della gestione del bar ubicato
all'interno dell'impianto sportivo «Monterisi», affidata a omissis,
pregiudicato, figlio di omissis, condannato per associazione per
delinquere di stampo mafioso, nell'ambito dell'operazione
«Cartagine».
Omissis, nel corso di un controllo svolto dai militari della GDF
il 31 marzo 2019, non ha esibito alcuna documentazione amministrativa
relativa all'esercizio commerciale di bar con somministrazione di
alimenti e bevande verso pagamento di corrispettivi economici,
attivita' sottoposta a normale regime tributario.
Risalta un atteggiamento di assoluta inerzia dell'Amministrazione
comunale di Cerignola rispetto alla gestione di impianti destinati
alla pubblica fruizione, affidati a soggetti contigui alla
criminalita' organizzata.
9. Particolare attenzione e' stata dedicata dalla Commissione di
accesso agli aspetti inerenti alla gestione amministrativa degli
esercizi pubblici (in particolare bar) operanti sul territorio
comunale, riscontrando anche in questi casi gravi anomalie e
rilevanti omissioni.
Il bar pasticceria «omissis» e' di proprieta' di omissis, legale
rappresentante della societa' «omissis», con sede in Cerignola.
Omissis e' il fratello di omissis, detto «il cecato»,
pluripregiudicato, elemento di spicco del clan «omissis», condannato
per associazione di tipo mafioso.
La Commissione di accesso ha messo in rilievo una preoccupante
cronologia procedimentale, definita con le autorizzazioni
amministrative al predetto esercizio.
L'ufficio SUAP del Comune di Cerignola ha rilasciato, con
provvedimento del 24 agosto 2017, al omissis nella qualita' di legale
rappresentante della omissis, l'autorizzazione permanente
all'occupazione di suolo pubblico antistante al bar, per
l'installazione di tavoli, sedie, fioriere e ombrelloni.
Nella Relazione viene anzitutto evidenziato che il carattere
«permanente» della autorizzazione alla occupazione di suolo pubblico
si pone in contrasto con le nuove disposizioni contenute nel
regolamento comunale c.d. dehors (all'interno del Documento
strategico del commercio redatto dal Comune di Cerignola ai sensi
della legge della Regione Puglia n. 24 del 2015 - Codice del
commercio), che prevedono la durata limitata della concessione di
occupazione di suolo pubblico per un periodo complessivo non
superiore a 5 anni, rinnovabile.
Significativa appare la cronologia procedimentale:
l'istanza di autorizzazione alla occupazione del suolo pubblico
e' stata presentata dal omissis in data 31 maggio 2017;
il propedeutico nulla osta del Settore servizi tecnici
urbanistica e patrimonio e' stato rilasciato in data 20 maggio 2017,
quindi antecedentemente alla presentazione della stessa istanza da
parte dell'interessato;
la SCIA al Suap del Comune, per l'attivita' di
somministrazione, e' stata presentata e protocollata solo in data 17
luglio 2017.
E' stato anche accertato che il suddetto nulla osta del Settore
servizi tecnici urbanistica e patrimonio, in merito alla richiesta di
occupazione di suolo pubblico, veniva rilasciato in data 20 maggio
2017 a fronte della presentazione da parte di omissis, in data 27
aprile 2017, di una SCIA edilizia per le opere da eseguire sul suolo
pubblico da occupare. Il nulla osta veniva dunque rilasciato
nell'ambito di un procedimento per la realizzazione di lavori su
suolo pubblico, la cui occupazione non era stata ancora oggetto di
richiesta di autorizzazione da parte dell'interessato.
La Commissione ha rimarcato come la vicenda amministrativa
indicata, che presenta profili di illegittimita' sotto l'aspetto del
principio di imparzialita' e buon andamento dell'amministrazione,
denunci la noncuranza della compagine politico-amministrativa del
comune per gli aspetti di gestione di procedimenti amministrativi,
che si risolvono in un innegabile favor per imprese alle quali puo'
ragionevolmente attribuirsi una vis intimidatoria, in virtu' del
potere evocativo che hanno parentele o altri rapporti social tipici
degli amministratori con appartenenti alla criminalita' mafiosa.
Il bar «omissis» e' di proprieta' di omissis, affiliato al clan
mafioso «omissis», pluripregiudicato, condannato per associazione di
tipo mafioso.
Omissis era tra i presenti ai festeggiamenti del matrimonio,
celebrato con rito civile il 1° settembre 2015, tra il noto
pluripregiudicato omissis, affiliato di rilievo del clan «omissis» e
la sig.ra omissis.
In tale contesto, nel quale vi era la presenza di numerosi
affiliati al clan «omissis», oltre che dello stesso omissis, capo
dell'omonimo clan mafioso, era presente - come sopra evidenziato - il
sindaco di Cerignola, il quale, oltre ad officiare la cerimonia, ha
partecipato ai festeggiamenti presso la sala ricevimenti «omissis» di
Andria.
La Commissione ha riferito che il omissis occupa, per l'esercizio
della propria attivita', il marciapiede prospiciente al bar con
tavolini, sedie ed una struttura di notevoli dimensioni, chiusa su
tutto il perimetro del portico, con vetrate sostenute da materiale in
alluminio con tettoia, in assenza di qualsivoglia titolo
autorizzativo da parte del comune e in dispregio delle previsioni del
Regolamento comunale c.d. «dehors», (contenuto all'interno del
Documento strategico del commercio redatto dal Comune di Cerignola ai
sensi della legge della Regione Puglia n. 24 del 2015 - Codice del
commercio), che reca puntuali disposizioni in materia di
installazione ed allestimento di dehors.
Ancora una volta l'Amministrazione comunale di Cerignola sembra
incurante rispetto ad abusi che si consumano in pieno centro
cittadino.
Del bar pasticceria «omissis» si e' gia' detto a proposito delle
frequentazioni del sindaco omissis.
La titolare e' omissis, elemento di spicco del clan omissis.
In data 1° maggio 2017, come gia' indicato, all'inaugurazione del
bar erano presenti il sindaco omissis ed il convivente della figlia,
omissis, Assessore alle politiche giovanili. Da alcune fotografie, si
vede omissis, alias «omissis» (soprannome ereditato dal padre
omissis), figlio di Grazia omissis, con potere decisionale
all'interno dell'organizzazione, versare da bere al sindaco in un
clima di grande «confidenza».
Come gia' rilevato in precedenza, nel panorama criminale
cerignolano, negli ultimi anni, ha acquisito un ruolo di primo piano
il clan «omissis», riconducibile alla famiglia omissis e dedito alla
commissione di estorsioni, rapine e spaccio di sostanze stupefacenti
nell'area del basso Tavoliere.
Grazia omissis si trova al centro di una rete di rapporti
parentali e relazionali con soggetti ai vertici della criminalita'
cerignolana. La stessa biografia penale di omissis ne conferma il
pieno inserimento nel contesto familiare del clan mafioso «omissis»,
non solo per ragioni meramente parentali, ma anche per la
condivisione delle dinamiche criminali del clan stesso. La titolare
del bar e' stata, infatti coinvolta, insieme con il padre, capo del
clan omonimo, nella vicenda penale denominata «Operazione delle
Querce», che riguardava il traffico di sostanze stupefacenti,
attivita' di elezione del clan, nell'ambito della quale, nel 1997, e'
stata destinataria dell'o.c.c. n. 18s54/96 RG GIP n. 16/95 DDA,
emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di
Perugia.
Anche in questo caso, omissis occupa, per l'esercizio della
propria attivita', il suolo antistante tutto il marciapiede
prospiciente l'esercizio pubblico con tavolini e sedie ed una
struttura di notevoli dimensioni, chiusa su tutto il perimetro con
vetrate sostenute da materiale in alluminio con tettoia.
Anche in questo caso, un soggetto inserito in contesti mafiosi
dispone del suolo pubblico in assenza di qualsivoglia titolo
autorizzativo preventivo da parte del Comune, che soggiace ad
iniziative private, rinunciando ad esercitare le proprie funzioni di
amministrazione attiva e di vigilanza, avvantaggiando di fatto
imprese contigue alla criminalita' organizzata a discapito
dell'interesse pubblico.
Inerzia tanto piu' grave e colpevole attesa la notorieta' dei
gravissimi precedenti penali degli appartenenti al clan omissis, di
cui e' componente omissis, nei confronti della quale e' stata
adottata in data 21 marzo 2019 una informazione antimafia
interdittiva, all'esito di istruttoria avviata su richiesta formulata
dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli.
10. La Commissione ha dedicato particolare attenzione alla
gestione del Laboratorio urbano «Officina delle Arti della citta' di
Cerignola», affidata alla Associazione culturale omissis con
deliberazione di Giunta n. 234 del 6 luglio 2018.
Gli accertamenti hanno portato a comprovare la «vicinanza» tra
l'Associazione culturale «omissis» e la genia criminale dei omissis.
Presidente della predetta associazione, che gestisce un bar
all'interno del palazzo denominato «omissis» e un ristorante
denominato «omissis», e' omissis, fidanzata di omissis, quest'ultimo
legale rappresentante della omissis.
La «omissis» srl, di omissis, risulta appaltatrice di lavori
pubblici affidati dal Comune di Cerignola, alcuni dei quali eseguiti
mediante subappalto alla ditta individuale omissis, di proprieta' di
omissis, padre di omissis.
Presso la ditta omissis risulta assunto dal 5 maggio 2016, come
operaio-manovale, omissis, figlio di omissis, pluripregiudicato,
elemento di spicco del clan omissis, condannato per associazione di
tipo mafioso ai sensi dell'art. 416-bis codice penale omissis, in
precedenza, ha lavorato per la omissis.
Peraltro, come comprovato da ampia documentazione fotografica,
sussistono rapporti confidenziali tra omissis e omissis, ritratti
insieme in plurime occasioni conviviali.
Inoltre, il 3 novembre 2018, ad una cerimonia di inaugurazione,
avvenuta presso la sede dell'Associazione culturale «omissis», faceva
parte dello staff organizzativo la sig.ra omissis, figlia del
predetto omissis.
Alla predetta cerimonia erano presenti anche i genitori e la
moglie del predetto omissis, il padre omissis, la madre, omissis e la
consorte omissis.
La Commissione ha evidenziato, tra l'altro, le incongruenze
procedimentali che hanno portato all'alienazione proprio alla
societa' «omissis» di un terreno di proprieta' comunale.
La relativa decisione e' stata assunta dall'Ente con
deliberazione di Giunta, laddove organo competente a disporre del
patrimonio immobiliare comunale e' il Consiglio comunale, ai sensi
dell'art. 42, comma 2, lettera l) del TUEL.
Inoltre, il bene - non inserito nel piano delle alienazioni e
valorizzazioni dei beni dei patrimonio immobiliare del Comune
allegato al bilancio di previsione 2017/2019 - e' stato alienato con
trattativa privata, aderendo sic et simpliciter alla proposta di
acquisto formulata dalla ditta «omissis», in assenza dei presupposti,
come definiti dal regolamento comunale, di una motivazione in ordine
a tale scelta procedimentale.
11. La particolare attenzione riservata dall'Amministrazione
comunale di Cerignola e, in via principale, dal sindaco, a interessi
personali riconducibili a soggetti gravitanti negli ambienti
malavitosi emerge dalla vicenda relativa all'istanza, prodotta da
omissis, di inserimento del fondo di sua proprieta' - di
considerevole estensione, pari ad una superficie complessiva di mq
5435,00 - nella zona omogenea B3 del Piano regolatore.
La Commissione ha evidenziato che, a distanza di ben 13 anni
dalla approvazione da parte della Regione Puglia del nuovo PRG
comunale e dopo una serie di tentativi dell'interessato, andati «a
vuoto» con le precedenti amministrazioni, a seguito di una nuova
istanza del omissis, presentata il 27 giugno 2017, il Consiglio
comunale, con una «interpretazione autentica» di precedenti
deliberazioni denegatorie, estende l'inserimento dell'intero fondo di
proprieta' del omissis in zona B4. La relativa deliberazione di
Consiglio veniva censurata dalla Regione, che ne suggeriva
l'annullamento in autotutela: all'invito il Comune di Cerignola non
ha mai ottemperato.
Omissis e' il padre di Sorbo Paolo, nato a Canosa Puglia il 6
novembre 1976, pluripregiudicato anche per reati associativi e gia'
sorvegliato speciale della P.S.
12. La Commissione ha posto l'accento sul disordine
amministrativo che ha riscontrato nell'attivita' di riscossione dei
canoni di locazione degli alloggi di edilizia popolare di proprieta'
comunale.
Molti alloggi risultano occupati anche da appartenenti a
compagini mafiose, in assenza di regolare versamento dei canoni
dovuti e, nella gran parte dei casi, in assenza di valido titolo.
Il tutto con palese dimostrazione da parte dell'Amministrazione
comunale della incapacita' di porre in essere una qualsivoglia
efficace attivita' di recupero dell'evasione e di regolarizzazione
delle posizioni illegittime, a tutela dell'interesse pubblico e dei
diritti dei legittimi aspiranti all'assegnazione di alloggi di
edilizia residenziale pubblica.
La Commissione ha altresi' riscontrato l'inerzia dell'attuale
amministrazione comunale di Cerignola in merito alla riscossione di
imposte e tasse, che si risolve in una ingiustificata agevolazione di
soggetti legati alla criminalita' organizzata.
Alcuni pluripregiudicati, condannati per associazione di stampo
mafioso, e i congiunti degli stessi non pagano i tributi comunali e
non risulta una conseguente reale attivita' recuperatoria da parte
dell'Amministrazione comunale. Nella maggior parte dei casi, il
mancato pagamento dei tributi da parte dei pregiudicati inizia
dall'annualita' 2015, in coincidenza con l'inizio della consiliatura
omissis.
13. La Commissione si e' altresi' soffermata sul servizio di
parcheggio a pagamento su aree pubbliche, con annesso servizio di
pronto intervento stradale, installazione e manutenzione della
segnaletica stradale e installazione e manutenzione di 2 rilevatori
automatici delle violazioni in materia di velocita'.
Il relativo servizio e' stato affidato, per un importo a base
d'asta pari ad euro 4.500.000,00 e con un ribasso del 2,26%, alla
«omissis», a seguito di gara a cui ha partecipato, oltre alla ditta
indicata, un'altra ditta soltanto.
Omissis e' presidente del Consiglio di amministrazione e
rappresentante della Societa'; il vice presidente del Consiglio di
amministrazione e' omissis, cognato del omissis, che ne ha sposato la
sorella.
Omissis e' ritenuto contiguo alle famiglie malavitose omissis e
omissis, come confermato dagli esiti di controlli posti in essere dai
Carabinieri del Nucleo tutela del lavoro di Foggia, che hanno
evidenziato come il omissis abbia svolto i lavori di ristrutturazione
di un'abitazione da destinare a casa coniugale dei giovani omissis,
figlio di omissis e della fidanzata omissis nonche' lavori per la
realizzazione di un capannone in un terreno di proprieta' della ditta
«omissis», il cui titolare e' omissis, pluripregiudicato.
Quest'ultimo e' figlio di omissis, rinviato a giudizio per il reato
di cui all'art. 416-bis ed altri reati, nell'ambito dell'operazione
«Cartagine», nonche' esponente del clan «omissis».
Le acquisizioni info-investigative hanno inoltre evidenziato la
condivisione di esperienze criminali da parte di omissis e omissis.
Ruolo centrale all'interno della omissis e' rivestito dal noto
pregiudicato omissis, fattivamente inserito nel clan facente capo a
omissis, alias «omissis».
Infatti, in data 5 febbraio 2019, nel corso di un controllo
effettuato dalla Guardia di finanza di Cerignola, era presente presso
la sede della omissis il predetto omissis, il quale riferiva di
essere il «capo del personale» della omissis, con cio' confermando il
suo elevato grado di «inserimento» nella organizzazione della
societa' in esame, della quale assume il ruolo di vero e proprio
gestore di fatto.
Nella stessa impresa lavorano anche omissis, figlia di omissis,
dipendente dal 9 maggio 2018, e omissis, fratello di omissis.
Il omissis, unitamente ad altri soggetti facenti parte del clan
omissis, e' stato rinviato a giudizio per i reati di cui agli
articoli 416-bis codice penale (associazione di tipo mafioso), 629
codice penale (estorsione) e 140 TULPS (Violazioni delle guardie
giurate e degli istituti di vigilanza). Con sentenza della Corte di
appello di Bari del 25 marzo 2009, divenuta definitiva il 3 giugno
2010, omissis e' stato condannato per i reati di tentata estorsione
continuata in concorso e per illecita concorrenza con minaccia. Nel
provvedimento di condanna si da' atto della «spendita» da parte del
omissis e dei suoi sodali del vincolo di appartenenza al clan
omissis, al fine di intimorire i destinatari dell'azione estorsiva.
Gli elementi informativi raccolti dalla Commissione di accesso e
qui sinteticamente esposti consentono di delineare un quadro della
situazione sicuramente significativo.
Cerignola risente della presenza di sodalizi mafiosi, attraverso
esponenti di rilievo del clan omissis e del clan omissis.
Questa presenza si e' manifestata e continua a manifestarsi non
solo attraverso fatti criminosi eclatanti ma anche e soprattutto
attraverso una sistematica attivita' di contaminazione dell'economia
legale, tipica della «mafia degli affari», quale quella cerignolana.
La forma privilegiata, attraverso cui si manifestano gli
interessi malavitosi, ben visibile e percepibile per i poco meno di
60.000 abitanti della citta' di Cerignola, e', infatti, la presenza
diretta o indiretta dei predetti esponenti della criminalita'
organizzata in svariate attivita' economiche.
Parimenti visibile e percepibile nella pubblica opinione e' il
fatto che queste attivita' economiche, come descritto dalla
Commissione di accesso, non potrebbero certamente essere gestite se
non vi fosse, da parte dell'Amministrazione comunale, quanto meno una
«disattenzione» nell'esercizio delle proprie attribuzioni.
Si sono del resto colti piu' volte, anche sugli organi di stampa,
segnali di tensione nella comunita' locale e, ovviamente, nelle parti
politiche che si contrappongono all'attuale amministrazione.
La percezione di una situazione quasi fuori controllo e' emersa
ovviamente anche in incontri con esponenti dell'opposizione, che piu'
volte hanno segnalato un clima invero allarmante e rapporti
altrettanto allarmanti di membri degli attuali organi di governo
cittadino con ambienti malavitosi.
Appare tuttavia rilevante il fatto che tali valutazioni - che pur
potrebbero essere in qualche modo ritenute «frutto» dell'ovvia
contrapposizione politica - sono ormai state manifestate
pubblicamente e senza mezzi termini. In vari articoli, apparsi su
organi di stampa locale, si fa tra l'altro espresso riferimento «a un
sistema mafioso che potrebbe tenere sotto scacco la citta' per tanti
anni» e a «politici che hanno fatto un patto scellerato con la
criminalita'». Da questi articoli emerge l'allarme non tanto e non
solo per una cattiva-amministrazione, ma per le sorti stesse della
citta' di Cerignola, i cui attuali rappresentanti vengono
espressamente indicati nei termini appena evidenziati.
Occorre altresi' segnalare alcuni episodi che hanno riguardato
esponenti politici dell'opposizione e che, pur non essendo di facile
lettura, valgono tuttavia a evidenziare il clima che si vive in una
realta' gia' di per se stessa molto difficile:
omissis, consigliere comunale d'opposizione ha prodotto due
denunce per danneggiamento dell'auto a lui in uso:
danneggiamento del parabrezza anteriore dell'autovettura
intestata alla madre omissis, ma dallo stesso utilizzata;
danneggiamento del finestrino lato guidatore dell'autovettura
intestata alla madre omissis, ma dallo stesso utilizzata;
il consigliere comunale omissis, in ordine alle eventuali
minacce o danneggiamenti, riferiva ai Carabinieri di non avere
ricevuto direttamente minacce ma che, a seguito di un, comizio, tra
cui temi trattati c'era l'affidamento della villa comunale (comizio
pubblico di consiglio comunale), ci sarebbero stati avvertimenti
circa il suo continuo riferimento a fatti riguardanti la gestione
della villa comunale e la richiesta di evitare ogni altro riferimento
a tale argomento; sostanzialmente, si sarebbe recato presso la sede
del omissis di Cerignola (del quale era segretario all'epoca dei
fatti) uno dell'entourage della villa (di cui non ne conosce il nome)
che, non trovandolo, si sarebbe rivolto ad un iscritto di sua
conoscenza.
E' ben noto che la presenza delle organizzazioni mafiose grava
pesantemente sulla vita sociale e politica delle comunita', con
intrecci che possono limitarsi anche al semplice condizionamento
laddove si registri una «tolleranza» o una «inerzia» da parte delle
Amministrazioni locali nei confronti di certe condotte o attivita':
queste inerzie non comportano evidentemente una partecipazione attiva
da parte degli amministratori o dei funzionari comunali alle
attivita', apparentemente lecite, delle organizzazioni mafiose, ma
non per questo sono meno rilevanti, poiche' su queste inerzie o su
queste tolleranze si radica nella pubblica opinione locale la
percezione della impunita' e addirittura della inattaccabilita' delle
organizzazioni mafiose.
Tale appare appunto il caso di Cerignola.
La Commissione ha fornito un copioso materiale informativo in
ordine ai collegamenti diretti o indiretti con la criminalita'
organizzata ovvero su forme di condizionamento di amministratori o
dipendenti del Comune di Cerignola.
Il dato impressionante e' certamente rappresentato dal fatto che
in tutte le ditte o nelle vicende amministrative oggetto di disamina,
ampiamente descritte, si registra, quale denominatore comune, la
presenza, diretta o indiretta, degli esponenti della criminalita'
organizzata piu' e piu' volte citati, o di persone a loro vicine.
Si percepisce, dall'esame della relazione una sorta di logica
«spartitoria» tra i vari soggetti contigui o organici alla
criminalita' organizzata. Logica avallata proprio dall'atteggiamento
quantomeno soggiacente dell'Amministrazione comunale, che ignora
evidentissimi abusi consumati in pieno centro cittadino da esercizi
commerciali gestiti ora da omissis, contigua al clan omonimo, ora da
omissis o omissis, contigui al clan omissis.
Un altro caso inquadrabile in «quella» logica e' la vicenda dello
stadio «Monterisi», gestito dalla famiglia omissis, legata da
rapporti di frequentazione e da cointeressenze economiche
direttamente con esponenti del clan omissis, condannati per
associazione di tipo mafioso. Paradossalmente, l'attuale assenza di
segnali di una recrudescenza della rivalita' tra i clan operanti in
Cerignola, favorisce la penetrazione degli stessi nel tessuto
economico sano.
E, ancora, la gestione del verde pubblico, affidato in una sorta
di monopolio a soggetti, anche pregiudicati, gravitanti negli
ambienti della criminalita' organizzata, particolarmente vicini al
clan omissis. Tra questi non puo' non rammentarsi la vicenda che ha
riguardato le due imprese interdette «omissis» e «omissis», connotata
da un assorbente profilo di «familiarita'» che lega i proprietari
delle ditte, i omissis, al sindaco di Cerignola, il quale
incautamente si dimostra irridente rispetto a provvedimenti
interdittivi antimafia, tentando di vanificarne gli effetti, dando
continuita' ai rapporti contrattuali con le ditte interdette.
Il segnale e' devastante in una comunita' caratterizzata da forte
degrado sociale e culturale.
Nel complesso, l'Amministrazione comunale appare in piu'
occasioni testimone passiva, in altre protagonista delle vicende
illustrate dalla Commissione.
Non si registrano iniziative concrete per rimuovere le situazioni
di infiltrazione malavitosa descritte, ne' si fa ricorso, con la
dovuta efficienza, ai rimedi che pure offre la normativa antimafia.
Le situazioni descritte hanno indotto e consolidato vantaggi
diretti di appartenenti alla consorteria mafiosa, in alcuni casi con
una sorta di «privatizzazione» di beni pubblici, sottratti con il
regime della concessione alla comunita' e alla libera concorrenza,
mediante procedure prive di trasparenza amministrativa, in cui
l'evidenza pubblica, quando inevitabile, si e' risolta nella
presentazione di un'unica offerta, peraltro con irrisori
miglioramenti rispetto alla base d'asta.
Queste circostanze, in uno con le relazioni personali pure
ampiamente illustrate, denotano la capacita' del contesto
delinquenziale di Cerignola di incidere sull'Amministrazione e di
condizionare le decisioni degli organi comunali, e rendono plausibile
l'esistenza di un condizionamento, tale da determinare un'alterazione
del procedimento di formazione della volonta' degli organi comunali,
e da compromettere il buon andamento o l'imparzialita'
dell'Amministrazione, nonche' il regolare funzionamento dei servizi.
Si ritiene quindi di condividere la valutazione della Commissione
che rileva come tutte queste vicende, al di la' della loro valenza
oggettiva, inducono sulla comunita' locale un'inevitabile percezione
di sfiducia nella pubblica autorita'. Del resto, nell'applicazione
dell'art. 143, T.U.E.L. puo' assumere rilevanza finanche «una
condotta, attiva od omissiva, condizionata dalla criminalita' anche
in quanto subita». (Consiglio di Stato, n. 227/2011).
Ai fini del buon andamento e dell'imparzialita'
dell'amministrazione pubblica e', infatti, necessario porre in atto,
soprattutto in territori cosi' pesantemente condizionati dalla
presenza della criminalita' organizzata, ogni possibile rimedio
giuridico e gestionale, per rimuovere, anche «visibilmente» tutte
quelle situazioni che, in qualsiasi modo, agevolano direttamente o
indirettamente gli esponenti criminali.
A Cerignola cio' non e' avvenuto e non avviene.
Il cittadino comune e' ben conscio della situazione: non puo'
certamente favorire una riaffermazione della legalita' il fatto che
determinati soggetti, direttamente o indirettamente, siano
protagonisti a vario titolo della vita economica o sociale della
comunita'.
Non puo' vedersi imparzialita' nella gestione del Comune, laddove
le «solite» ditte continuino ad essere destinatarie di affidamenti o
certi soggetti gestiscano in una sorta di «monopolio» strutture
destinate alla fruizione pubblica.
In questo quadro si ritiene che le situazioni descritte rendano
plausibile, nella concreta realta' di quel territorio e in base ai
dati informativi acquisiti, l'ipotesi quanto meno di una soggezione
di amministratori o di dipendenti comunali rispetto a quelle logiche
e, come noto, dette situazioni non si traducono, necessariamente, in
comportamenti penalmente sanzionabili imputabili ai singoli
amministratori.
Il quadro indiziario che emerge dalla relazione resa dalla
Commissione di accesso, a prescindere dalla eventuale valenza sul
piano penale dei singoli episodi, denota dunque un livello
preoccupante di compromissione della regolare funzionalita'
dell'Ente.
In effetti la maggior parte dei settori comunali e' apparsa
inadeguata e afflitta da prassi operative spesso avulse dall'attuale
quadro normativo.
Il complesso di questa situazione denota pertanto un generale
stato di precaria funzionalita' dell'Ente e soprattutto una legalita'
«debole», in un contesto caratterizzato dalla pervasiva presenza
della malavita organizzata. Il Comune, proprio in ragione delle
anzidette problematiche, non appare in grado di costituire un filtro
efficace alle inevitabili pressioni che da un siffatto, difficile
contesto derivano.
Questa situazione finisce per essere funzionale agli interessi
ampiamente descritti, direttamente o indirettamente riconducibili a
esponenti della criminalita' organizzata, che si sostanziano
nell'esigenza, per loro fondamentale, di mantenere il vantaggioso
status quo ampiamente descritto. A fronte di tali interessi, vi e'
stata se non una connivenza, una sostanziale acquiescenza o comunque
un'incapacita' di intervento da parte dell'Amministrazione comunale.
In effetti, le criticita' riscontrate in sede di accesso hanno
riguardato proprio i settori in cui si appuntano i sostanziali
interessi degli esponenti della cosca. Se e' vero che diverse di
queste deviazioni sono addebitabili all'apparato burocratico, e'
pero' altrettanto vero che nei confronti di questo non vi e' stato da
parte del vertice politico-amministrativo l'esercizio di alcun
efficace controllo o vigilanza.
Una siffatta situazione, consolidata negli anni e alla quale
l'attuale Amministrazione, non appare in grado di porre rimedio, non
puo' che essere risolta mediante l'adozione di un'incisiva azione di
ripristino della legalita' e di buone prassi che rendano il Comune di
Cerignola capace di respingere i tentativi di infiltrazione da parte
della criminalita' organizzata.
I suddetti elementi di fatto, letti alla luce della pervasiva
presenza della criminalita' organizzata nel territorio di Cerignola e
dei rapporti interpersonali ampiamente esposti, inducono, pertanto, a
ritenere che gli stessi siano sintomatici della sussistenza dei
presupposti per l'attivazione delle misure di cui all'art. 143,
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Il prefetto: Grassi
__________
(1) Dalla cannibalizzazione delle auto per alimentare il mercato
ricettivo e parallelo dei pezzi di ricambio, passando dalla
nazionalizzazione di autovetture clonate estere, fino al
reperimento di materiale ferroso da riciclare, lasciando la mera
attivita' predatoria ai gruppi delle altre aree.
(2) Cerignola, 28 agosto 2018: arresto in flagranza di omissis,
pregiudicato, omissis pregiudicato e omissis, pregiudicato,
perche' nella loro disponibilita' e' stata rinvenuta una
coltivazione di cannabis composta da oltre n. 7.000 piante per un
peso complessivo di kg 500.