Allegato 1
Art. 3.
Criteri generali per la caratterizzazione
delle aree agricole
1. Premessa.
La caratterizzazione, finalizzata alla conoscenza dei livelli
degli inquinanti presenti nelle aree agricole da indagare e' eseguita
secondo i criteri riportati nel presente allegato ed e' indirizzata
all'acquisizione di una conoscenza dettagliata della distribuzione
spaziale degli inquinanti e della distribuzione spaziale
tridimensionale dei suoli e dei loro volumi.
Il campionamento e' effettuato secondo due diverse modalita':
(a) campionamento di aree non omogenee o di cui non si conosce
l'omogeneita';
(b) campionamento di aree omogenee.
Si intende per area omogenea la porzione di superficie che mostra
le seguenti caratteristiche:
omogeneita' di caratteri pedologici;
medesimo tipo di avvicendamento colturale, indipendentemente
dalla coltura in atto o prevista;
uniformita' delle pratiche agronomiche (di rilevanza
particolare) adottate o pregresse.
Nel caso del campionamento di tipo (a) i protocolli prevedono
l'effettuazione di un campionamento «ragionato» sulla base di
indagini indirette, effettuate con metodologie geofisiche e
pedologiche. Le indagini indirette consentono di individuare aree
omogenee all'interno delle quali sono effettuati prelievi di terreno
alle distanze ed alla profondita' definite in base alle stesse misure
indirette.
2. Campionamento di suolo di aree non omogenee o di cui non si
conosca l'omogeneita' (secondo metodi ufficiali di analisi fisica del
suolo, SISS 1997).
Si applica nel caso in cui l'area oggetto di indagine - a priori
- non possa essere considerata omogenea - o non si conosca
l'omogeneita' - del contenuto degli inquinanti o della loro tipologia
o ancora della tipologia di suolo.
In questi casi, il campionamento della matrice suolo e'
effettuato, in coerenza con i metodi ufficiali di analisi fisica del
suolo (SISS 1997 - Ministero delle politiche agricole e forestali) ed
utilizzando le nuove e diverse procedure di analisi speditive di
campo oggi disponibili quali indagini geofisiche (es.: induzione
elettromagnetica, resistivita' elettrica, magnetometria). Tali
tecniche devono mirare ad una conoscenza spaziale dettagliata dei
suoli e degli inquinanti seguendo un criterio di sostenibilita' dei
costi.
In particolare possono essere previsti rilievi geofisici di campo
(es.: misure di induzione elettromagnetica o di resistivita'
elettrica associati a misure GPS) e conseguente mappatura di aree
omogenee. Tali rilievi - calibrati per indagare circa 1,5 m di
profondita' - consentono di evidenziare il grado di
omogeneita'/eterogeneita' del sito in base all'entita' ed alla
variabilita' spaziale delle anomalie geofisiche. Tali anomalie sono
ascrivibili sia a cause naturali (es.: variazione dei suoli) che a
cause antropiche (es.: presenza di materiali alloctoni).
Apertura, descrizione ed analisi standard di un profilo di suolo
all'interno di ogni area omogenea:
I campionamenti dei profili sono effettuati sulla base degli
orizzonti pedologici naturali ed antropici e sono di 2 tipi: (i)
sciolti per le analisi chimiche ed (ii) indisturbati per le analisi
fisiche.
Sui campioni cosi' prelevati sono effettuate alcune analisi di
laboratorio. Tali analisi non sono orientate alla sola individuazione
dei contaminanti ma anche al loro destino in considerazione delle
proprieta' chimiche e fisiche dei suoli. Esse rappresentano, quindi,
la base conoscitiva per pianificare una corretta gestione del sito.
Analisi per determinare le principali proprieta' chimiche: (i)
capacita' di scambio cationico (ii) basi di scambio (iii) Carbonio
Organico (iv) conduttanza elettrica,(v) pH, (vi) KCl, (vii) Na. In
aggiunta, nelle aree con suoli vulcanici: Al e Fe estratti in
ossalato d'ammonio acido ed in pirofosfato di sodio.
Analisi per determinare le principali proprieta' fisiche: (i)
curva granulometrica, (ii) densita' apparente ed idrologiche: (i)
curva di ritenzione idrica e (ii) curva di conducibilita' idraulica
dei suoli e tecnosuoli. In aggiunta - ove necessario - analisi
micromorfologiche (e/o mineralogiche) su una selezione di campioni
altamente rappresentativi al fine di individuare l'entita' e la
tipologia del materiale alloctono e del suo grado di interazione con
il suolo.
3. Campionamento di suolo di aree da considerarsi omogenee (secondo
decreto ministeriale 13 settembre 1999).
Tale campionamento si applica nel caso in cui l'area oggetto di
indagine risulti omogenea dal punto di vista del contenuto e della
tipologia degli inquinanti nonche' della tipologia di suolo sulla
base delle indagini indirette. Questo campionamento consiste in una
serie di prelevamenti elementari in una zona presunta omogenea, ad
una profondita' predeterminata.
In questi casi, il campionamento della matrice suolo e'
effettuato, come definito nel decreto del Ministro delle politiche
agricole e forestali del 13 settembre 1999, riguardante
l'approvazione dei metodi ufficiali di analisi chimica del suolo.
Tale decreto prevede che vengano costituiti campioni compositi
prelevando punti incrementali calcolati rispetto alla grandezza
dell'area da investigare. Per cui, in presenza di terreni agricoli
pedologicamente omogenei, la rappresentativita' della matrice suolo
e' garantita, all'interno dell'appezzamento di terreno da
investigare, dal prelievo di campioni elementari (profondita' 0-30 o
0-50 cm p.c. per le colture erbacee e 0-80 cm per le colture arboree)
che sono miscelati fino ad ottenere un campione omogeneo formante il
campione globale.
Secondo quanto riportato nel Regolamento. (CE) n. 333/2007 della
Commissione del 28 marzo 2007 relativo ai metodi di campionamento e
di analisi per il controllo ufficiale dei tenori di piombo, cadmio,
mercurio, stagno inorganico, 3-MCPD e benzo(a)pirene nei prodotti
alimentari, si definisce «campione elementare» un quantitativo di
materiale prelevato in un unico punto. I campioni elementari sono
prelevati, per quanto possibile, in vari punti distribuiti
nell'insieme dell'area e sono, preferibilmente, georeferenziati.
Con il termine «campione globale», si intende un campione
ottenuto riunendo, in maniera omogenea, tutti i campioni elementari
prelevati. I campioni globali si considerano rappresentativi
dell'area.
4. Indicazioni per il campionamento e individuazione della Sigla
Campione.
Considerando di effettuare campionamenti all'interno di un'area,
tracciando su di essa ipotetiche forme a X o W o griglie definite
sulla base delle indagini indirette, sono prelevati, a seconda della
grandezza del terreno e lungo i percorsi designati, da 5 a 15
campioni elementari per ettaro. Per superfici inferiori ad un ettaro
sono, comunque, prelevati 5 campioni elementari.
L'area di campionamento e' contrassegnata da un codice (A, B...X)
e, qualora essa risulti molto estesa, e', eventualmente, suddivisa in
subaree. Per qualsiasi tipologia di matrice in studio, il codice
assegnato all'area e' ripetuto e seguito da un numero sequenziale
(A1, A2...An) che indica il punto di campionamento; cio' premesso, si
procede come segue:
nell'area individuata per il campionamento di suolo relativo ai
prodotti vegetali, a meno dei frutteti, in base all'estensione della
zona da investigare, si prelevano, lungo i percorsi definiti, da 5 a
15 punti fino a profondita' di 30-50 cm (profondita' di
rimescolamento o rivoltamento), mediante uso della vanga; il suolo
campionato deve essere setacciato in campo mediante vaglio a maglia
di 2 cm;
la quantita' di suolo campionato per ciascun punto deve essere,
indicativamente, pari a 3-5 kg, una parte della quale e' utilizzata
per formare il campione globale, mentre la restante e' conservata e
sara' eventualmente utilizzata in seguito per effettuare analisi di
controllo sul campione elementare; tale campione elementare potrebbe
essere codificato mediante la Sigla Campione costituita come segue:
lettera A(maiuscola), numero sequenziale, suolo (cioe' il nome della
matrice stessa) =
A1_suolo, A2_suolo..., An-suolo
dai singoli punti di campionamento verra' costituito, previa
miscelazione e quartatura delle singole aliquote, il campione globale
individuato dalla sigla:
Atot_suolo.
Nel campo NOTE della relativa scheda di campionamento dovranno
essere specificate tutte le SIGLE CAMPIONE dei campioni elementari,
per esempio:
Atot_suolo
A1_suolo (con eventuale georeferenziazione)
A2_suolo
... ...
An_suolo
N.B. All'interno di terreni con presenza di colture varie (alberi
da frutta, foraggio, ortaggi, ecc.) si individuano i punti di
campionamento nelle vicinanze delle colture stesse.
5. Procedura di campionamento di soil-gas.
Per il campionamento del soil-gas si puo' fare riferimento alle
procedure stabilite dagli enti di controllo. In assenza di procedure
specifiche e' possibile fare riferimento ai protocolli approvati per
aree SIN.