Allegato
Al Presidente della Repubblica
Nel Comune di Neviano (Lecce), i cui organi elettivi sono stati
rinnovati nelle consultazioni amministrative del 20 settembre 2020,
sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalita'
organizzata che compromettono la libera determinazione e
l'imparzialita' dell'amministrazione nonche' il buon andamento ed il
funzionamento dei servizi con grave pregiudizio dell'ordine e della
sicurezza pubblica.
All'esito di un'indagine giudiziaria coordinata dalla locale
direzione distrettuale antimafia e condotta dal nucleo investigativo
del comando provinciale dei carabinieri, il giudice per le indagini
preliminari del Tribunale di Lecce ha emesso il 18 gennaio 2022
un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di numerosi
esponenti di un locale clan mafioso. Tra i destinatari della misura
cautelare, per i quali l'autorita' giudiziaria indagante ha chiesto
il rinvio a giudizio, figura anche un assessore del Comune di
Neviano, in seguito dimessosi, accusato del reato di cui agli
articoli 110 e 416-ter del codice penale (voto di scambio
politico-elettorale aggravato dal metodo mafioso).
Il G.I.P. del Tribunale di Lecce, nella predetta ordinanza,
afferma che «Le emergenze investigative acquisite dimostrano la
esistenza di tutti gli elementi tipici della associazione di tipo
mafioso e della sua attuale operativita' e, in particolare, ...
l'infiltrazione della associazione mafiosa nell'amministrazione
comunale di Neviano e il sostegno elettorale ai politici locali».
Conseguentemente, il prefetto di Lecce al fine di esaminare
possibili forme di condizionamento dell'amministrazione comunale di
Neviano da parte della criminalita' organizzata ha disposto, per gli
accertamenti di rito, con decreto del 21 febbraio 2022, l'accesso
presso il suddetto comune ai sensi dell'art. 143, comma 2, del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Al termine dell'accesso ispettivo, la commissione incaricata ha
depositato le proprie conclusioni sulle cui risultanze il prefetto di
Lecce, sentito nella seduta del 13 maggio 2022 il comitato
provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato per
l'occasione con la partecipazione del Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale di Lecce, ha trasmesso l'allegata relazione che
costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da'
atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su
collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la
criminalita' organizzata di tipo mafioso e su forme di
condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto, i presupposti
per l'applicazione delle misure di cui al citato art. 143 del decreto
legislativo n. 267/2000.
Con successivo provvedimento del 18 maggio 2022 il giudice per le
indagini preliminari di Lecce ha disposto, per il menzionato
assessore, la sostituzione della misura cautelare degli arresti
domiciliari con quella dell'obbligo di dimora nel Comune di Neviano,
fermo restando l'impianto accusatorio.
Le numerose operazioni di polizia e i procedimenti giudiziari che
si sono susseguiti negli anni hanno acclarato la presenza nella
Provincia di Lecce dell'organizzazione criminale di stampo mafioso
denominata «sacra corona unita», le cui diramazioni territoriali
hanno permeato anche il territorio del Comune di Neviano; come
confermano gli esiti delle indagini condotte dalla direzione
investigativa antimafia di Lecce con la sopra menzionata operazione
giudiziaria e' stata accertata l'operativita' su quel territorio di
un pericoloso clan criminale i cui gangli si sono insinuati «anche
negli apparati amministrativi attraverso la stipula di pactum
sceleris avente ad oggetto lo scambio politico mafioso tra voti e
utilita' economica». Dalle indagini e' emerso infatti che il
succitato assessore comunale, in concorso con esponenti della locale
consorteria mafiosa, ai quali ha chiesto piu' volte la loro presenza
«per ostentare nel paese la sua vicinanza al clan», ha accettato la
promessa di voti per le elezioni amministrative tenutesi nel 2020,
assicurando loro di dare in cambio denaro, di procacciare un lavoro
presso l'impresa incaricata del servizio di raccolta dei rifiuti a
Neviano ad un stretto parente di un mafioso, di mettere a
disposizione l'apparato politico amministrativo di Neviano per le
esigenze del clan, di rappresentare gli interessi del clan nel
territorio calabrese. Ulteriore circostanza che, come evidenziato dal
prefetto di Lecce, attesta la risalente e durevole contiguita'
dell'amministrazione comunale ad ambienti mafiosi e' rappresentata
dalla sua partecipazione ai funerali di un personaggio di spicco del
contesto criminale leccese ucciso nel settembre del 2008, notizia che
ha avuto risonanza nei media locali.
Nella relazione prefettizia viene sottolineata la continuita'
amministrativa che connota fortemente gli organi elettivi di Neviano.
Viene rilevato, infatti, che l'attuale sindaco e' figlia del
precedente sindaco che ha ricoperto la stessa carica nelle scorse due
consiliature e che ha svolto per un lungo periodo (sin dal 1988) un
ruolo attivo e ininterrotto nella vita amministrativa del Comune di
Neviano di cui e' tuttora consigliere comunale. La continuita'
amministrativa si rileva anche nei confronti di numerosi altri
consiglieri ed assessori comunali, tra i quali il predetto assessore
raggiunto, come detto, dalla citata ordinanza cautelativa e che ha
ricoperto in passato anche le cariche di sindaco e di vicesindaco.
Dalle risultanze giudiziarie e' emerso, peraltro, che anche altri
amministratori comunali hanno cercato contatti con la criminalita'
organizzata per ottenerne l'appoggio elettorale; nella relazione
prefettizia viene al riguardo richiamato un passaggio della predetta
ordinanza cautelare ove viene riferito che «la campagna elettorale
che ha preceduto le elezioni amministrative del Comune di Neviano sia
stata connotata dalla forte propensione dei candidati a
mercanteggiare la funzione pubblica per interessi personali, con un
inevitabile riverbero sull'intero apparato politico-amministrativo
costituitosi all'esito del voto». Fonti tecnico investigative hanno
infatti posto in rilievo che anche l'ex sindaco, candidatosi nella
tornata amministrativa del 2020 a consigliere comunale in appoggio al
candidato sindaco, come gia' evidenziato suo stretto parente, ha
richiesto sostegno ad un imprenditore edile vicino agli ambienti
della criminalita' organizzata, che da anni intrattiene rapporti di
collaborazione professionale con il Comune di Neviano, essendo stato
affidatario di numerosi appalti pubblici anche di ingente valore
economico. A tal riguardo, il prefetto di Lecce ha sottolineato
l'efficacia, dimostrata alla prova dei fatti, di tali accordi
elettorali essendo stati effettivamente eletti alle cariche per le
quali, sia l'ex sindaco che l'attuale primo cittadino, si erano
candidati; a cio' si aggiunge l'elezione anche di un parente del
predetto imprenditore successivamente nominato vicesindaco.
La relazione prefettizia evidenzia che «Gli stessi, pertanto,
concordavano una comune strategia di propaganda, evidenziando, ancora
una volta, che la ... (attuale sindaco) e la ... (ex sindaco e madre
della predetta) ricercavano ed apprezzavano il contributo che poteva
derivare alla loro elezione da esponenti della locale criminalita'
organizzata». Viene altresi' posto in rilievo che le risultanze
investigative, compendiate nell'ordinanza cautelare sopra richiamata,
avrebbero anche consentito di rinvenire nella condotta dell'ex
sindaco e attuale consigliere gli estremi del reato di corruzione
elettorale per il quale, pero', l'autorita' giudiziaria indagante ha
stabilito di non poter procedere per ragioni esclusivamente
procedurali.
Del resto i contatti con ambienti malavitosi alla ricerca di
sostegno elettorale sono stati acclarati anche in altri atti
giudiziari dai quali e' emerso con chiarezza come l'ex sindaco ed
attuale consigliere - definito «politico spregiudicato, che si
avvaleva dei pregiudicati locali per coagulare intorno a se' consenso
elettorale» - e l'ex assessore dimissionario, anche in altre
occasioni, si sono avvalsi della vicinanza e dell'appoggio di
ambienti controindicati per ottenere consenso elettorale.
Il quadro di insieme delineato dal prefetto di Lecce pone in
evidenza diverse altre criticita', tutte sintomatiche di un evidente
sviamento delle attivita' dell'ente rispetto al perseguimento
dell'esclusivo interesse del bene pubblico. In particolare, la
commissione d'indagine riferisce che a fronte di una grave carenza di
personale amministrativo l'ufficio di staff alle dirette dipendenze
del sindaco risulta, invece, composto di due unita' operanti di fatto
nell'ambito delle competenze attribuite all'ufficio tecnico,
rilevando come cio' sia la dimostrazione dell'indebita ingerenza
costantemente esercitata da taluni amministratori anche nella
gestione di questioni squisitamente amministrative, in violazione del
principio di separazione tra l'indirizzo politico e le funzioni
gestorie che costituisce la condizione necessaria per garantire il
buon andamento e l'imparzialita' dell'azione amministrativa.
L'attivita' ispettiva svolta presso i competenti uffici comunali,
in modo particolare nei procedimenti istruiti dall'ufficio tecnico
comunale, ha fatto emergere una sorta di «continuita' e costanza di
rapporti economici» tenuti tra le amministrazioni comunali
succedutesi negli anni con il sopra richiamato imprenditore edile.
Al riguardo, giova evidenziare che l'ex responsabile del settore
polizia locale del Comune di Neviano, attualmente in quiescenza ma
ancora in servizio in occasione della campagna elettorale del
settembre 2020, in sede di audizione effettuata dalla commissione
d'accesso, ha confermato l'importante ruolo svolto dal suddetto
imprenditore nella campagna elettorale dell'attuale sindaco,
partecipando personalmente ai suoi comizi e mettendo a disposizione
locali di sua proprieta'. Sono stati poi accertati «legami e
cointeressenze» tra lo stesso imprenditore e noti esponenti della
criminalita' organizzata locale. Al suddetto imprenditore, inoltre,
tra il novembre 2013 e il dicembre 2020, sono stati affidati lavori,
pubblici di vario genere su edifici scolastici comunali, per i quali
risulta aver incassato la somma di 447.931,64 euro.
A questo riguardo il prefetto di Lecce riferisce,
emblematicamente, a conferma del rapporto consolidato nel tempo che
lega l'imprenditore al Comune di Neviano, di un appalto per la messa
in sicurezza di un edificio scolastico comunale assegnato dopo l'
espletamento di una procedura di gara «connotata da palesi
irregolarita'» ad una societa' facente capo al suddetto operatore
economico; la procedura di gara, impugnata dalla ditta seconda in
graduatoria, e' stata ritenuta illegittima dal Tribunale
amministrativo regionale Lecce che nel pronunciarsi sul caso «ha
censurato il ripetuto inadempimento dell'obbligo dichiarativo delle
generalita' e dell'insussistenza di cause di esclusione in capo al
socio di maggioranza della ditta vincitrice dell'appalto». Nonostante
la chiara pronuncia del giudice amministrativo, peraltro
sostanzialmente confermata dal Consiglio di Stato in sede di appello,
il Comune di Neviano non ha provveduto a darne esecuzione ed a
dichiarare inefficace il contratto di affidamento, consentendo,
invece, che l'appalto venisse portato a termine - da parte di una
ditta riconducibile ad ambienti controindicati che non avrebbe avuto
titolo per partecipare alla procedura di gara - e motivando
l'inottemperanza con «lo stato avanzatissimo di esecuzione dei
lavori». La relazione prefettizia sottolinea al riguardo che per
l'irregolarita' della procedura di gara e a causa della condotta
dichiaratamente omissiva tenuta nel caso in esame, l'ente locale e'
stato condannato a risarcire i danni alla ditta ricorrente con gravi
ripercussioni sulle casse comunali.
La commissione d'accesso si e' inoltre soffermata sui lavori
affidati ad un'altra ditta, riconducibile allo stesso imprenditore,
che pur non essendo iscritta nelle white list tenute dalla prefettura
di Lecce, ha ottenuto numerosi lavori assegnati in via diretta. In
particolare viene richiamato l'affidamento disposto nel mese di
agosto 2020 ed i lavori aggiuntivi affidati nel dicembre 2021,
relativi ad interventi edili e di riqualificazione degli arredi
nell'ambito del sistema integrato di educazione e di istruzione
istituito con decreto legislativo n. 65 del 2017 per il quale l'ente
locale e' risultato tra i beneficiari di un finanziamento di 150.000
euro; tali lavori sono stati assegnati direttamente e senza espletare
gare ad una ditta del predetto imprenditore dichiaratosi disponibile
ad iniziare i lavori immediatamente e a completarli prima dell'inizio
dell'anno scolastico. In realta' i lavori sono iniziati solo dal 1°
settembre 2020 senza che il ritardo determinasse rimostranze da parte
della stazione appaltante che pure aveva individuato tale ditta con
affidamento diretto in relazione all'esigenza di eseguire i lavori
con la massima tempestivita'.
Al riguardo l'organo ispettivo, nel rilevare l'inefficienza
dell'ufficio tecnico comunale, ha segnalato plurime condotte
irregolari poste in essere dal Comune di Neviano nelle procedure di
affidamento di commesse pubbliche, e cio' sia per la ricorrenza delle
assegnazioni in via diretta ad imprese che fanno capo, come sopra
evidenziato, alla stessa proprieta' e sia per la mancata acquisizione
dalla Banca dati nazionale antimafia (BDNA) delle certificazioni
antimafia, le cui richieste, peraltro, risultano costantemente omesse
dall'anno 2016.
La commissione d'accesso ha riferito di irregolarita' nel settore
dei servizi sociali nei cui uffici sono state accertate carenze o
incompletezze documentali, lacune peraltro gia' evidenziate all'esito
del precedente accesso del 2004. Vengono, altresi', segnalati casi di
occupazione abusiva di alloggi residenziali di edilizia popolare da
parte di soggetti direttamente o indirettamente legati alla locale
criminalita' organizzata. In particolare, viene riferito di una
illegittima procedura di regolarizzazione del rapporto locativo con
alcuni occupanti di alloggi popolari appartenenti al clan mafioso
egemone sul territorio, nei cui riguardi l'amministrazione comunale,
con chiaro atteggiamento di favore, ha disposto l'assegnazione degli
alloggi occupati abusivamente, con grave detrimento nei confronti dei
legittimi assegnatari iscritti regolarmente nella graduatoria di
merito.
Il prefetto di Lecce sottolinea come tali comportamenti illeciti
e arbitrari, costantemente tenuti nel tempo dai vertici politici
dell'ente locale, attuati in dispregio delle elementari regole
sottese al principio di legalita' disvelino ancora una volta il
continuo asservimento dell'interesse pubblico all'illecito tornaconto
dei vertici politici e del locale sodalizio criminale, aspetti che si
riflettono negativamente sulla cittadinanza per l'immagine di
conclamata illegalita' nella gestione del patrimonio pubblico.
La cattiva gestione della cosa pubblica nel Comune di Neviano si
rileva anche nella inefficace riscossione dei tributi locali, in
particolare delle imposte IMU e TARI, per le quali sono state
rilevate in sede ispettiva numerose partite creditorie dovute al
mancato versamento dei tributi locali con grave danno per le finanze
comunali. A questo riguardo, viene sottolineato che tra i morosi,
alcuni dei quali hanno regolarizzato la loro posizione solo dopo
esplicita richiesta dell'organo ispettivo, vi sono anche alcuni
amministratori comunali di vertice, a riprova dell'inadeguatezza
dell'apparato burocratico e dello scarso senso civico dimostrato
dagli stessi rappresentanti dell'ente locale.
Irregolarita' ed omessi controlli nella verifica dei requisiti di
legge sono emersi riguardo al rilascio di alcune licenze per esercizi
commerciali, attivita' di fatto controllate o gestite da esponenti
controindicati o legati alle locali consorterie mafiose.
Le verifiche ispettive hanno evidenziato come l'ente non abbia
effettuato, nel tempo, alcun controllo sulla sussistenza dei
requisiti oggettivi e soggettivi richiesti dalla legge per
l'esercizio di tali attivita' ne' sulle dichiarazioni rilasciate
dagli interessati, alcune delle quali risultate mendaci.
Tali circostanze, evidenzia il prefetto di Lecce, rivelano come
l'inerzia dell'amministrazione comunale sia conseguente, non tanto o
non solo ad una generica negligenza degli uffici preposti, ma piu'
verosimilmente ad un atteggiamento compiacente verso soggetti
notoriamente inseriti nel contesto criminale locale.
Le circostanze, analiticamente esaminate e dettagliatamente
riferite nella relazione prefettizia, rivelano una serie di
condizionamenti nell'amministrazione comunale di Neviano volti a
perseguire fini diversi da quelli istituzionali che hanno determinato
lo svilimento e la perdita di credibilita' dell'istituzione locale,
nonche' il pregiudizio degli interessi della collettivita', rendendo
necessario l'intervento dello Stato per assicurare la riconduzione
dell'ente alla legalita'.
Ritengo, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'adozione del
provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Neviano
(Lecce), ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267.
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza
criminale, si rende necessario che la durata della gestione
commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 28 luglio 2022
Il Ministro dell'interno: Lamorgese