(Allegato-art. 6)
 
                               Art. 6. 
                    Legame con la zona geografica 
 
    Colorazione, forma e consistenza della  buccia  costituiscono  un
unicum e sono  profondamente  legate  sia  ai  fattori  pedoclimatici
tipici della fascia costiera tirrenica della  Provincia  di  Cosenza,
che al fattore umano. 
    La zona di produzione e' caratterizzata  da  un  clima  mite  con
temperature  non  particolarmente  rigide,  eridotta  ventosita'  dai
quadranti freddi  di  Nord-Est;  condizioni  che  hanno  storicamente
favorito la coltivazione e la selezione del «Cedro di Santa Maria del
Cedro» fin dal III secolo. Inoltre, le cedriere  insistono  su  suoli
con caratteristiche pedologiche uniche, non  riscontrabili  in  altre
aree, costituti da terreni misti di  natura  alluvionale,  poveri  di
calcare e di scheletro (ghiaia e ghiaina) e buon  apporto  di  sabbia
ehumus. I terreni, in conseguenza della loro genesi, sono  dotati  di
elementi  in  forma  minerale,  nello  specifico  potassio  e  azoto,
rendendoli particolarmente fertili e  adatti  alla  coltivazione  del
cedro. 
    Per  quanto  riguarda  le  esigenze  pedoclimatiche,   il   ciclo
biologico della pianta si svolge solo al di  sopra  dei  14°C  e  non
tollera temperature superiori ai 35-40°C; e' pertanto molto sensibile
ai  repentini  sbalzi  di  temperatura   e   alle   fredde   correnti
atmosferiche invernali  che  si  riscontrano  anche  alle  latitudini
dell'Italia Meridionale. Teme gli inverni rigidi e le gelate,  a  0°C
si rischia di compromettere l'intera produzione e bastano temperature
prossime ai  -  4°C  per  comportare  la  morte  della  pianta.  Tali
condizioni sono riscontrabili nell'areale della  Riviera  dei  Cedri,
dove questa specifica varieta' di cedro trova il suo  habitat  ideale
di crescita e sviluppo. 
    Queste condizioni climatiche sono favorevolmente garantite  dalla
posizione oro-geografica,  unica  nel  suo  genere,  del  territorio,
racchiusa tra il  massiccio  dell'Orsomarso  e  la  costa  tirrenica,
quindi soggetta anche all'influenza del mare che svolge un'importante
azione mitigatrice e determina due importanti fenomeni: la  riduzione
generale delle escursioni termiche e l'aumento del grado di  umidita'
atmosferica. 
    Un quadro cosi' complesso e unico  sia  per  quanto  riguarda  la
genesi e le caratteristiche dei suoli, che perla  particolarita'  del
clima costituisce un mix  di  fattori  irripetibili  in  altre  zone,
influenzando e definendo in  modo  naturale  le  caratteristiche  del
prodotto. 
    A questo bisogna aggiungere il fattore umano quale fattore che ha
influenzato la specificita' del prodotto; l'isolamento geografico  ha
condizionato nei secoli la cultura e la  tradizione  agricola  locale
che si e' declinata in perfetta autonomia dalle  tradizioni  e  dalle
pratiche colturali comunemente diffuse. 
    Una tecnica tipica della zona di produzione del «Cedro  di  Santa
Maria  del  Cedro»,  che  incide  sull'aspetto  finale  del  prodotto
(aspetto della buccia: priva di difformita' o screpolature), riguarda
la realizzazione di un pergolato. Senza di esso  l'azione  dei  venti
risulterebbe assai dannosa per i frutti, causando lesioni traumatiche
da sfregamento contro i rami e le spine,  con  conseguente  dermatosi
della loro scorza, ad opera dell'azione causticante  e  necrotizzante
degli oli essenziali che fuoriescono, per la rottura delle  ghiandole
lisigene. Tali avversita' si fronteggiano con un'accurata difesa  del
Cedro di «Santa Maria del Cedro» contro l'azione dei  venti,  vale  a
dire con la messa in opera del pergolato. Cio' costituisce anche  una
protezione  dai  rigori  invernali  e,  allo  stesso  tempo,   mitiga
l'esposizione ai raggi del sole, riducendo il rischio di scottature e
incidendo, di fatto, sulla peculiare colorazione e  lucentezza  della
buccia esterna del «Cedro  di  Santa  Maria  del  Cedro»,  rendendolo
facilmente distinguibile da altri cedri prodotti all'estero  (Grecia,
Israele, Portorico) allevati «in piena aria». 
    La continua selezione  delle  piante,  e  la  riproduzione  delle
stesse per  talea,  ha  permesso  di  fissare  i  caratteri  genetici
qualitativi e quantitativi che oggi  riscontriamo  come  peculiarita'
del  «Cedro  di  Santa  Maria  del  Cedro»,   come   la   particolare
colorazione, la buccia liscia, carnosa, priva di graffi, screpolature
o bollosita' e un notevole quantitativo di  albedo  (min.  51%  della
sezione trasversale mediana del  frutto)  rendendolo  particolarmente
adatto alla canditura. Esso costituisce la  parte  preponderante  del
frutto  ed  e'  costituito  prevalentemente  da   pectina   (30-35%).
L'espressione di queste caratteristiche e'  condizionata  da  fattori
esogeni, specialmente quelli pedo-climatici. 
    La maggiore richiesta di minerali  da  parte  dell'albedo  si  ha
durante le  fasi  dell'allegagione  dell'agrume,  ovvero  dalla  fine
dell'antesi e fino alla maturazione dei frutti: e'  in  questa  epoca
fenologica che si verifica l'ingrossamento prima dell'ovario  con  il
conseguente aumento di pezzatura del frutto  e  la  formazione  sotto
l'epicarpo di una intricata rete di cellule  parenchimatiche  e  ampi
spazi riempiti tardivamente dalla produzione di pectina.  E'  proprio
l'idoneo apporto di zuccheri dalle foglie e  nutrienti  dal  suolo  a
garantire  la  formazione  della  pectina  e  quindi  la  qualita'  e
consistenza dell'albedo. 
    Molti minerali come zinco (Zn), magnesio (Mg), boro  (B),  calcio
(Ca) e zolfo (S) e molibdeno  (Mo)  sono  coinvolti  nel  metabolismo
della pectina (Verreynne, 2006). In particolare,  il  potassio  e  il
magnesio sono direttamente  coinvolti  nei  processi  di  fotosintesi
necessari  per  la  produzione  fogliare  degli   zuccheri   e   loro
traslocazione negli agrumi;  questi  elementi  durante  l'allegagione
promuovono un aumento della pezzatura e dello spessore e  consistenza
della buccia. Un altro  elemento  fondamentale  per  la  struttura  e
consistenza dell'albedo negli  agrumi,  specialmente  di  quello  del
cedro,  e'  il  calcio  che,  in  quantita'  limitata  (<  30  mg),e'
necessario per reticolare le catene di pectina, aumentando  cosi'  la
durezza dell'albedo. 
    Le condizioni  podologiche  dei  terreni  in  cui  insistono  gli
impianti di «Cedro di Santa Maria del Cedro» sono  in  linea  con  le
esigenze nutrizionali di questa varieta' come dimostrato  dal  lavoro
di Loizzo e coll. (2011) e Calabretta e coll. (2010). Secondo  questi
autori, infatti, il suolo delle cedriere del «Cedro  di  Santa  Maria
del  Cedro»,  nel  periodo  di  riposo,  e'  caratterizzato  da   una
prevalenza di macronutrienti come azoto, potassio, fosfati,  potassio
e magnesio  e  ridotte  quantita'  di  carbonati  di  calcio.  Queste
caratteristiche non sono riscontrabili in altri suoli limitrofi.  Gli
stessi autori hanno  inoltre  riportato  una  forte  e  significativa
correlazione tra lo stato nutrizionale degli alberi  di  cedro  e  le
caratteristiche carpometriche dei frutti, soprattutto in  termini  di
pezzatura, aumento e durezza dell'albedo. 
    Dal punto di vista storico le prime  testimonianze  sull'utilizzo
del nome «Cedro di Santa Maria del Cedro» risalgono ai tempi  antichi
e sono custodite  nei  documenti  storici  e  bibliografici  e  nella
corrispondenza commerciale. L'uso  consolidato  del  nome  «Cedro  di
Santa Maria del Cedro» e' riscontrabile nei documenti  commerciali  e
nel linguaggio  comune.  Nei  menu'  dei  ristoranti  presenti  sulla
Riviera dei Cedrie in tutti i luoghi dove il «Cedro  di  Santa  Maria
del Cedro» e' apprezzato come ingrediente nelle diverse preparazioni.
Il nome «Cedro di  Santa  Maria  del  Cedro»  e'  associato  sia  dai
semplici consumatori che dagli  Chef  e  dai  foodblogger,  alle  sue
particolari qualita'. Numerose sono anche le citazioni presenti nelle
pubblicazioni, anche a carattere scientifico e amatoriale, che  hanno
come tema l'economia e la storia della Riviera dei Cedri. 
    I moderni mezzi di comunicazione  via  Web,  di  ricerca,  social
network,  siti  istituzionali  e  amatoriali  e  portali   del   Food
utilizzano comunemente il nome «Cedro  di  Santa  Maria  del  Cedro»,
cosi' come i siti chesi occupano  di  cucina,  i  social  network,  i
FoodBlog, all'interno dei loro contenuti.