(Allegato A-art. 5)
                               Art. 5. 
                 Descrizione del processo produttivo 
 
    L'indicazione geografica protetta «Canestrato  di  Moliterno»  e'
riservata ai formaggi ovi-caprini a pasta dura prodotti con latte  di
pecora intero, in quantita' non inferiore al 70% e non  superiore  al
90%, e di capra intero, in quantita'  non  inferiore  al  10%  e  non
superiore al 30%. 
    Il  latte  destinato  alla  trasformazione  in   «Canestrato   di
Moliterno» deve provenire da  allevamenti  la  cui  alimentazione  e'
costituita principalmente dal pascolo, da foraggi freschi e  comunque
da fieni prodotti nell'area di cui al precedente art. 3. 
    E' consentita l'integrazione  alimentare  solo  con  granelle  di
cereali quali avena, orzo, grano, mais e di  leguminose  quali  fava,
favino e cece. 
    E' vietato l'utilizzo di prodotti derivati di origine  animale  e
di insilati. 
    Il  latte  che  non  viene  trasformato  immediatamente  dopo  la
mungitura deve essere refrigerato  nel  rispetto  dei  valori  minimi
previsti dalle vigenti disposizioni legislative in materia. 
    Il  latte  proveniente  da  una  o  piu'  mungiture  deve  essere
trasformato al massimo entro quarantotto ore dalla prima mungitura. 
    Il latte da  impiegare  per  la  produzione  del  «Canestrato  di
Moliterno» deve provenire da pecore di  razza  «Gentile  di  Puglia»,
«Gentile di Lucania», «Leccese», «Sarda», «Comisana» e loro  incroci,
per la parte ovina, e da capre di razza «Garganica», «Grigia  Lucana»
«Maltese»,  «Jonica»,  «Camosciata»  «Rossa  Mediterranea»   e   loro
incroci, per la parte caprina, allevate nei territori di cui all'art.
3 ed alimentate secondo quanto disposto dal presente disciplinare. 
    Il processo tecnologico e lo standard produttivo del  «Canestrato
di Moliterno» viene cosi' di seguito descritto: 
      a. la produzione del «Canestrato di  Moliterno»  e'  consentita
tutto l'anno; 
      b.  il  latte  destinato  alla   trasformazione   puo'   essere
utilizzato crudo o puo' essere sottoposto a termizzazione; 
      c. il latte sottoposto a  termizzazione  viene  successivamente
inoculato con colture di fermenti  lattici  naturali  o  con  colture
autoctone selezionate; 
      d. la coagulazione del latte  e'  ottenuta  per  via  presamica
aggiungendo caglio, di agnello o di capretto in pasta, e si  effettua
alla  temperatura  compresa  tra  36  e  40°C  in  un  tempo  massimo
di trentacinque minuti; 
      e. il caglio puo' essere ricavato  artigianalmente  da  animali
allevati nell'area di produzione  del  «Canestrato  di  Moliterno»  e
preparato con la tecnica di seguito descritta; 
      f. la cagliata cosi' ottenuta  viene  rotta  fino  ad  ottenere
grumi delle dimensioni del chicco  di  riso;  dopo  pochi  minuti  di
riposo, essa viene estratta dal siero e messa in canestri di giunco o
di  altro  materiale  autorizzato  per  l'uso   alimentare,   purche'
conferiscano comunque alla crosta la tipica striatura del canestrato,
ove viene pressata e lavorata con le mani per favorire la fuoriuscita
del siero; le forme possono essere immerse nel  siero  a  temperatura
non superiore a 90°C per un tempo non superiore a tre minuti per  una
rapidissima cottura al fine di favorire lo  spurgo  del  siero  e  la
formazione della crosta; 
      g. la salatura delle forme puo' essere effettuata sia  a  secco
che in salamoia; nel primo caso essa si protrae fino a  dieci  giorni
dalla messa in forma, variabili secondo il peso e le dimensioni della
forma, con aggiunta diretta di sale; nel secondo caso con  immersione
in salamoia satura per dieci-dodici ore per kg di formaggio pesato al
momento della messa in forma; 
      h.   l'asciugatura   viene    effettuata    presso    l'azienda
trasformatrice e dura da trenta a  quaranta  giorni  dalla  messa  in
forma. 
    La stagionatura deve avvenire esclusivamente  nei  fondaci  della
zona tradizionalmente vocata ovvero nel territorio amministrativo del
Comune di Moliterno (Potenza). 
    Il regime climatico del Comune di Moliterno e' determinante nella
dinamica  del  ciclo  di  stagionatura.  La  stessa  e'  strettamente
collegata alle particolari condizioni  ambientali  e  microclimatiche
che si ritrovano nei fondaci assicurate dal possesso  delle  seguenti
caratteristiche minime: 
      1. altimetria dei fondaci superiore a 700 m s.l.m.; 
      2. spessore delle murature uguale o superiore a 40 cm; 
      3. presenza di almeno due aperture che permettano l'aerazione; 
      4. almeno due lati perimetrali del locale interrati. 
    La stagionatura inizia dal trentunesimo al quarantunesimo  giorno
dalla messa in forma. 
    Durante questa fase: 
      a. e' consentito trattare il «Canestrato di Moliterno» con solo
olio di oliva o con lo stesso emulsionato ad aceto di vino; 
      b. e' consentito altresi' trattare il «Canestrato di Moliterno»
con acqua di fuliggine ossia con acqua bollita per venticinque/trenta
minuti col nerofumo raschiato  dai  camini  a  legna  e  riportata  a
temperatura ambiente. 
    Il caglio utilizzato per la  coagulazione  del  latte  si  ricava
dallo stomaco di capretti o agnelli lattanti cosi' come indicato  nel
presente articolo. 
    Le modalita' di preparazione sono le seguenti: 
      a. i capretti o gli agnelli vanno allevati in appositi ricoveri
affinche' non vengano a contatto con  alimenti  e  ricevano  solo  il
latte materno; 
      b. all'eta' compresa tra venticinque e quarantacinque giorni si
procede alla mattazione prelevando i caglioli che  vanno  gonfiati  e
posti ad asciugare per un periodo  che  varia  da  dieci  a  quindici
giorni con eventuale successiva aggiunta di latte intero e  crudo  di
capra o pecora; 
      c. i caglioli asciutti possono  eventualmente  essere  riposti,
con eventuale aggiunta di  sale,  stratificati  in  cassette  che  ne
permettono lo sgrondo per circa quindici giorni; 
      d.  una  volta  asciutti,  i  cagli  vengono  raccolti,  puliti
togliendo le parti di grasso e impurita', tagliati e  successivamente
macinati; 
      e. alla pasta ottenuta, vengono aggiunti da 100 a 200 grammi di
sale per chilogrammo di pasta; 
      f. il caglio cosi' ottenuto viene conservato  in  barattoli  di
vetro ben chiusi in luogo fresco e al riparo dalla luce. 
    Il  condizionamento  e  il  porzionamento  del   «Canestrato   di
Moliterno» devono avvenire nella stessa  area  di  produzione,  cosi'
come definita dall'art. 3  del  presente  disciplinare,  al  fine  di
garantirne la tracciabilita' ed il controllo.