Art. 6.
Legame con l'ambiente
Il legame tra la «Ciliegia di Bracigliano» e la zona geografica
si basa sulla qualita' del prodotto e su una forte reputazione
maturata nel tempo.
Nell'ambito del territorio di produzione, il ciliegio trova
infatti le migliori condizioni per l'ottimale vegetazione della
pianta e il regolare sviluppo dei frutti.
L'orografia e' prevalentemente collinare. Dal punto di vista
climatico, le aree di coltivazione sono caratterizzate da primavere
precoci ed estati calde con temperature massime che oscillano tra 25
e 28°C. In inverno, le temperature raramente scendono al di sotto
degli 0 °C. Le precipitazioni medie si aggirano attorno ai 1000 mm
annui, con distribuzione prevalente tra l'autunno e l'inizio
primavera, comunque tali da soddisfare buona parte del fabbisogno
idrico della coltura.
I terreni sono prevalentemente di origine alluvionale o
colluviale, con presenza, spesso, di materiale piroclastico. Essi si
presentano, per lo piu', sciolti, permeabili, mediamente profondi,
con buona capacita' drenante e di ritenzione idrica, con valori del
pH compressi tra 6,5 e 7,2.
I suoli dominanti nell'area presentano di norma potenza del
substrato sufficiente, in relazione alle esigenze degli apparati
radicali di Prunusavium, facilita' di lavorazione, permeabilita'
elevata e discreta capacita' di campo.
I caratteri pedoclimatici descritti definiscono un ambiente
ideale per la coltura, consentendo di ottenere il massimo della
qualita' organolettica dei frutti e riducendo al minimo l'incidenza
degli attacchi parassitari, che comprometterebbero la
commerciabilita' dei frutti.
Del resto, il radicamento col territorio e' testimoniato dalla
straordinaria presenza di varieta' locali, quali sono tutte quelle
riportate all'articolo 2 del presente disciplinare, le quali, essendo
diffuse esclusivamente in questo ambito, rappresentano una sorta di'
endemismo.
Nel comprensorio della Valle dell'Irno, il vigneto, che un tempo
costituiva la coltura prevalente, e' stato, fin dalla meta' del
secolo scorso, rimpiazzato quasi totalmente dal ciliegio.
I dati piu' recenti riportano sul territorio la presenza di circa
500 aziende agricole ed alcune aziende di commercializzazione.
La «Ciliegia di Bracigliano» proviene da un territorio
tradizionalmente vocato alla produzione delle ciliegie e le
conoscenze tecniche acquisite nel corso dei secoli dai produttori,
(con particolare riguardo ad un'imponente opera di salvaguardia delle
biodiversita' genetiche) adattate alle condizioni locali, hanno
contribuito a farne un prodotto di qualita' riconosciuta.
La presenza del ciliegio quale elemento caratterizzante
l'agricoltura e l'economia del territorio e' testimoniato da diverse
fonti, principalmente atti notarili, gia' a partire dal 1556
(Protocolli notarili - Bracigliano, notaio Salvatore Grimaldi, Buste
472 e 477, Protocolli notarili - Bracigliano, notaio Gaetano De Caro,
Busta 487) Nei documenti si attesta l'importanza che rivestiva il
raccolto delle Ciliegie a Bracigliano. Nel 1714, il notaio Matteo
Milone (Archivio di Stato di Salerno, protocolli notarili -
Bracigliano, Busta 495), attesta indiscutibilmente la coltivazione
intensiva del ciliegio a Bracigliano.
In anni piu' recenti, la reputazione della «Ciliegia di
Bracigliano» e' dimostrata da tutta una serie di materiale,
pubblicitario, storico, video, cartaceo. Nell'opera del Padre
Francescano Teofilo M. Giordano, dal titolo «Storia di Bracigliano»
(Arti Grafiche Emilio Di Mauro di Cava de' Tirreni 1980); l'autore,
nella parte in cui si sofferma sull'economia locale, fa un chiaro
riferimento alla diffusione da diversi decenni della Ciliegia di
Bracigliano e cita molte delle varieta' comprese nel presente
disciplinare; di esse testimonia il pregio nonche' la domanda da
parte del mercato, fino all'esportazione delle stesse, come
dimostrato dalla presenza del nome Ciliegia di Bracigliano nelle
fatture commerciali. La cerasicoltura appare quindi una realta'
consolidata nel territorio, con ampie coltivazioni in grado di
fornire importanti redditi agricoli.
L'importanza economica e culturale della Ciliegia di Bracigliano
per il territorio che storicamente la produce e' stata testimoniata
nel corso degli anni da numerose edizioni di fiere e di sagre, come
ad esempio la Festa della Ciliegia di Bracigliano che si svolge
annualmente dal 1999 e la parallela manifestazione che si svolge a
Siano a partire dal 1997.
L'Associazione nazionale «Citta' delle Ciliegie», svolge ogni
anno la sua Festa nazionale «Citta' delle Ciliegie» in localita'
caratterizzate da produzioni cerasicole di eccellenza. A
riconoscimento dell'alto valore qualitativo della Ciliegia di
Bracigliano, la quinta Festa nazionale si e' svolta appunto a
Bracigliano dal 18 al 21 giugno 2009.
Piu' volte la Ciliegia di Bracigliano ha riportato lusinghieri
successi in competizioni specialistiche nazionali. Basti citare che
nel 2011 questo prodotto ha ottenuto dall'A.M.D.M.I. (Associazione
dei Direttori di mercati ortofrutticoli all'ingrosso) la
denominazione di «Migliore Ciliegia d'Italia».
L'area di produzione della Ciliegia di Bracigliano, e' ancora
oggi, considerata il «Paese delle ciliegie», da sempre questi
territori sono stati vocati a questo frutto, legando in modo
indissolubile i luoghi con la ciliegia.
La Ciliegia di Bracigliano compare come ingrediente base di molte
ricette, di essa trattano siti specializzati come Top Food Italy o
Torte e dintorni ed e' ben conosciuta tra gli chef affermati come Sal
De Riso, noto per la sua maestria nel settore dolciario che sui
canali social racconta della Ciliegia di Bracigliano video caricato
su youtube in data 8 ottobre 2020 ed in cui afferma «che la Ciliegia
di Bracigliano e' davvero particolar, la sua forma grande, succosa,
dolce, con un grado brix alto di dolce, e' anche croccante e la
utilizzo anche per i cocktail») e il 21 novembre 2020 sulla pagina
Facebook di Sal De Riso), Rocco Iannone o altri emergenti che la
utilizzano nelle loro creazioni.
La reputazione della Ciliegia di Bracigliano e' confermata,
inoltre, da numerosi articoli di specialisti (basti citare il
giornalista gastronomo Luciano Pignataro pubblicato sulla pagina web
il 7 luglio 2015 dal titolo «La stagione delle ciliegie a
Bracigliano» in cui la si descrive come segue:
«Bracigliano e' la citta' delle ciliege. Ma se questi frutti
cosi' golosi sono apprezzati in tutto lo Stivale, il merito non e'
soltanto delle preziose caratteristiche organolettiche che li
contraddistinguono. Gli abitanti di questo paese noto per la secolare
tradizione musicale, il famoso mallone, la frescura estiva e appunto
le ciliege, nonostante il villaggio globale si contraddistinguono per
il rispetto religioso di tempi, stagioni e riti della terra. Cosi'
l'intero mese di giugno e' dedicato alla raccolta di questi frutti
soprannominati anche «l'una tira l'altra». Infermieri, docenti,
maestri di musica, dipendenti della pubblica amministrazione si
fermano per dedicarsi alle ciliege che, di anno in anno, diventano
piu' preziose a causa degli attacchi di alcuni parassiti. Queste
piccole difficolta' non hanno pero' scalfito la passione per la
raccolta che annualmente incanta un paese. Se pero' questo prodotto
tipico ormai e' preceduto dalla propria fama, non e' un caso») o
l'imprenditore Antonio Amato pubblicato sul blog ad agosto 2020 dal
titolo «La Ciliegia di Bracigliano - L'oro rosso della nostra terra»
in cui si evidenzia, tra le altre cose, che «Siamo nel periodo ideale
per ammirare il paesaggio tinto di rosso intenso, il bianco degli
alberi in fiore ha ormai ceduto il passo alle diverse sfumature di
rosso di questa pregiata varieta' di ciliegie di Bracigliano, di tipo
tardivo che matura dalla seconda meta' di giugno alla prima di
luglio, dando il benvenuto all'estate e colorando di rosso le colline
dell'Agro.
Un terzo della produzione campana di ciliegie proviene proprio
dal territorio del Comune di Bracigliano, che fin dal 700 vanta la
coltivazione delle «Ciliegie», di dimensioni medio-grandi, dal colore
scuro e la pregiata polpa corposa e succosa.») e dagli oltre 25.000
risultati ottenuti inserendo «Ciliegia di Bracigliano» sul motore di
ricerca Google, fra cui i siti Campania Terra Laboris, Irno notizie,
che ne riconoscono l'unicita' legata al territorio di produzione. La
Ciliegia di Bracigliano e' impiegata in pasticceria, per
l'elaborazione di dolci tipici; basti citare la «Zizzinella» del
Maestro pasticciere G. Palumbo a base di ricotta di bufala, nocciole
e Ciliegia di Bracigliano sotto spirito (Annamaria Parlato,
Enogastronomia Bracigliano, 23 maggio 2020 dal titolo «Il dolce
omaggio alla ciliegia di Giuseppe Palumbo La ciliegia e' un
contenitore di principi benefici per il corpo umano» in cui si
attesta che «La produzione di ciliegie era gia' attestata a
Bracigliano durante la prima meta' del XVIII secolo e non ha mai
avuto interruzioni, neanche durante la carestia del 1764. Negli anni
'50, si produceva circa un terzo delle ciliegie della Campania, che
era, a quel tempo, la prima regione cerasicola italiana. E' il
prodotto agricolo per eccellenza di Bracigliano, infatti e' definita
«oro rosso», in dialetto «a cerasa». Essa matura in primavera
inoltrata e contiene un elevato numero di flavonoidi).