(Allegato-art. 6)
                               Art 6. 
 
                               Legame 
 
    Lo storico Denis Mark Smith  in  History  of  Sicily  -  Medieval
Sicily 800-1713: «alla fine del sedicesimo  secolo  in  Sicilia,  gli
spagnoli introdussero  alcune  nuove  e  importanti  piante  come  il
pomodoro  dal  Peru',  mais  e  tabacco  dal  Messico.  Quello   piu'
comunemente  usato  era  il   ficodindia   proveniente   dall'America
tropicale (Indie occidentali,  secondo  C.  Colombo).  I  fichidindia
(Indian fig. - prickly pear cactus) trasformeranno le campagne  della
Sicilia,  capaci  di  sopportare  lunghe  siccita'  e  di  propagarsi
facilmente  nelle  spaccature  delle  rocce,  infatti   venivano   di
proposito piantati per frantumare la  lava  nei  fertili  pendii  del
monte Etna. Questa ammirevole pianta a siepi con  i  suoi  frutti  ha
contribuito alla dieta di ricchi e di poveri  nella  vita  quotidiana
dei siciliani». W.H. Barlett nelle Pictures from Sicily (1853) :  «ma
di tutte le produzioni di vegetali della  parte  bassa  dell'Etna  il
ficodindia, e' forse quella che meglio si sviluppa e si riproduce con
sorprendente rapidita'». Riferimenti sul ficodindia  (fichi  opunzia)
nella  «zona  coltivata  dell'Etna»,  cosi'  definita  ai  tempi   di
Spallanzani (1792),  si  trovano  anche  nelle  opere  di  P.  Bembo,
Borelli, Stoppani, Brydone etc. Coppoler  S.,  «Del  ficodindia,  sua
coltivazione  in  Sicilia  e  modo  di  ottenere  i  frutti   tardivi
("scuzzulari")». Saggio storico-agrario (1827). Il Mortillaro riporta
su «Notizie economico-statistiche», ricavate dai catasti  di  Sicilia
(1853), le superfici  destinate  a  «Ficheti  d'India».  «Atti  della
giunta per l'inchiesta agraria» ~ Jacini (1884): vengono riportate le
superfici destinate a «Ficheti d'India» in Sicilia. 
 
Legame con l'ambiente geografico 
    Nel  versante  sud-occidentale,  delle  pendici   dell'Etna,   il
Ficodindia ha trovato le condizioni ideali per divenire  un  elemento
caratterizzante del paesaggio. 
    Le condizioni ambientali per  la  coltura  devono  essere  quelle
tradizionali e caratteristiche della zona etnea. 
    La  zona  di  produzione,  risulta  caratterizzata  da  un  clima
mediterraneo  subtropicale,  semiasciutto,  con   estati   lunghe   e
siccitose, piovosita' concentrata nel periodo autunnale ed  invernale
e notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte. 
    I terreni di origine vulcanica, i venti dominanti, l'umidita'  ed
in particolare la lunga esposizione ai raggi solari, conferiscono  al
frutto  caratteristiche   di   qualita'   (colore,   serbevolezza   e
consistenza) difficilmente riscontrabili in altre aree di  produzione
e nello stesso massiccio etneo.