Allegato
Al Presidente della Repubblica
Nel Comune di Arienzo (Caserta), i cui organi elettivi sono stati
rinnovati all'esito delle consultazioni amministrative tenutesi il 20
e 21 settembre 2020, sono state riscontrate forme di ingerenza da
parte della criminalita' organizzata che compromettono la libera
determinazione e l'imparzialita' dell'amministrazione, nonche' il
buon andamento ed il funzionamento dei servizi con grave pregiudizio
dell'ordine e della sicurezza pubblica.
In relazione a risultanze di natura investigative e giudiziarie,
dalle quali sono emersi collegamenti tra l'amministrazione comunale
di Arienzo e ambienti prossimi alla criminalita' organizzata, e'
sorta l'esigenza di acquisire ulteriori elementi di valutazione anche
tramite una specifica attivita' di monitoraggio. Pertanto, il
prefetto di Caserta, con decreto del 18 settembre 2025, il cui
termine e' stato prorogato per ulteriori tre mesi, ha disposto
l'accesso presso il Comune di Arienzo, ai sensi dell'art. 143, comma
2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Si ha notizia che sin dall'ottobre 2023 vi fossero delle indagini
che riguardassero il sindaco di Arienzo, il quale, all'attualita', e'
indagato del delitto di corruzione aggravata dall'agevolazione
mafiosa, unitamente ad un imprenditore ritenuto contiguo alla
criminalita' organizzata, procedimento giudiziario nel quale e' stato
emesso l'avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art.
415-bis del codice di procedura penale, in data 4 febbraio 2026.
L'inchiesta si colloca in una piu' ampia indagine condotta dalla
direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha disvelato un
articolato sistema affaristico-criminale preordinato alla illecita
aggiudicazione degli appalti pubblici indetti da alcune
amministrazioni comunali e da altri enti regionali.
Risulta inoltre che il giudice per le indagini preliminari del
Tribunale di Napoli, in data 2 settembre 2025, su richiesta
dell'autorita' indagante ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare
nei confronti del primo cittadino di Arienzo, a seguito della quale
il prefetto di Caserta, con provvedimento del 9 settembre 2025, ha
sospeso dalla carica il predetto amministratore, ai sensi dell'art.
11 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, detto
provvedimento di sospensione poi revocato il 19 settembre 2025, data
in cui la misura cautelare e' venuta meno per l'annullamento disposto
dal tribunale del riesame di Napoli.
Per meglio delineare la figura del sindaco di Arienzo e' altresi'
utile precisare che il medesimo ha ricoperto la carica di consigliere
comunale in precedenti consiliature e che dal 1° marzo 2026 e' stato
rieletto alla carica di consigliere provinciale di Caserta; egli,
inoltre, e' rappresentante dell'unione delle province d'Italia (UPI)
nell'ambito del comitato europeo delle regioni (CdR). In relazione a
tali risultanze di natura investigativa e giudiziaria, dalle quali
sono emersi collegamenti tra l'amministrazione comunale di Arienzo e
ambienti prossimi alla criminalita' organizzata, e' sorta l'esigenza
di acquisire ulteriori elementi di valutazione anche tramite una
specifica attivita' di monitoraggio. Pertanto, il prefetto di
Caserta, con decreto del 18 settembre 2025, il cui termine e' stato
prorogato per ulteriori tre mesi, ha disposto l'accesso presso il
Comune di Arienzo, ai sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Al termine dell'indagine ispettiva, la commissione incaricata
dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui
risultanze il prefetto di Caserta, sentito nella seduta del 23 marzo
2026 il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica -
consesso integrato con la partecipazione del procuratore aggiunto
della Repubblica della direzione distrettuale antimafia di Napoli e
del procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di
Santa Maria di Capua Vetere - ha trasmesso l'allegata relazione che
costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da'
atto (nonostante l'annullamento del citato provvedimento cautelare)
della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su
collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la
criminalita' organizzata di tipo mafioso e su forme di
condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto, i presupposti
per l'applicazione delle misure di cui al citato art. 143 del decreto
legislativo n. 267/2000.
Su quel territorio comunale risulta, infatti, censita la presenza
di diversi gruppi camorristici, in particolare anche di esponenti
riconducibili al cartello «dei casalesi», le cui attivita' criminali
tendono a condizionare la pubblica amministrazione, perseguendo i
propri interessi soprattutto nel settore degli appalti pubblici e
avvalendosi spesso di imprenditori ad essi contigui che fungono da
collettori nel rapporto tra criminalita', imprenditoria e politica,
come confermano le risultanze giudiziarie che interessano anche il
Comune di Arienzo.
Venendo a trattare piu' in dettaglio la vicenda processuale
d'interesse - dalla quale sembra emergere un'inestricabile
commistione tra l'esercizio delle pubbliche funzioni e l'interesse
privato di amministratori comunali e consorterie mafiose -, si evince
che il sindaco di Arienzo avrebbe accettato l'appoggio elettorale di
un imprenditore, considerato figura di raccordo con i sodalizi
imprenditoriali collegati al «clan dei Casalesi», in cambio della
revoca dell'affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti solidi
urbani gia' aggiudicato ad una ditta e, cosi, consentire all'impresa
seconda classificata nella procedura di gara di divenire l'effettiva
aggiudicataria dell'incanto: ditta quest'ultima amministrata di fatto
da un altro imprenditore anch'egli implicato nella stessa vicenda
giudiziaria in quanto ritenuto consapevole del descritto legame
corruttivo.
Come rilevato dalla commissione di accesso, dal momento
dell'insediamento dell'attuale amministrazione comunale, la prima
societa' affidataria del servizio e' stata destinataria di una serie
di pretestuose contestazioni a fronte delle quali veniva disposta
l'applicazione di penali che determinavano dapprima il recesso
dell'impresa e, successivamente, la risoluzione anticipata del
rapporto contrattuale da parte del comune, con il subentro della
ditta seconda classificata; cio' per le ingerenze esercitate dal
primo cittadino sulle scelte amministrativo-gestionali attribuite ex
lege ai responsabili dei competenti uffici comunali.
L'accordo illecito tra il detto imprenditore e il sindaco di
Arienzo sarebbe maturato in vista delle elezioni provinciali del
dicembre 2023, e avrebbe garantito all'amministratore comunale di
essere poi eletto consigliere provinciale. Peraltro, le attivita'
info/investigative hanno dato riscontro dei rapporti e degli incontri
avvenuti tra i due a conferma - come si rileva da risultanze di
natura giudiziaria - dell'esistenza di uno stretto e, verosimilmente,
non cristallino rapporto di frequentazione.
Figura di rilievo delle vicende correttive in esame e
rappresentata dal piu' volte menzionato uomo d'affari, ritenuto
essere il punto di raccordo tra ambienti e interessi imprenditoriali,
politici e camorristici nel settore degli appalti pubblici della
Provincia di Caserta. Il predetto, gia' destinatario in passato di
diversi provvedimenti cautelaci restrittivi, risulta condannato in
via definitiva per concorso esterno in associazione a delinquere di
stampo mafioso con sentenza della Corte di cassazione del 16 aprile
2015. Risulta, infatti, che sin dalla fine dell'anno 2000 ha prestato
la propria opera di intermediazione tra gli amministratori locali e
una cosca mafiosa del casertano, in modo da agevolare
l'aggiudicazione degli appalti pubblici nel settore dei rifiuti ad
imprese compiacenti, indirizzando ingenti flussi di denaro a
beneficio di consorterie criminali. Peraltro, tali risultanze sono
avvalorate anche da dichiarazioni rese da un collaboratore di
giustizia, confermative del fatto che il ruolo di collettore di
interessi illeciti continua ad essere operato dal predetto
imprenditore «(...) in un contesto contrassegnato (...) da legami e
cointeressenze tra criminalita' organizzata, imprenditoria e politici
locali», tra i quali anche il sindaco di Arienzo.
La sussistenza di un rapporto intenso e continuo con il citato
amministratore comunale e' tale da incidere sul buon andamento e
sull'imparzialita' dell'apparato amministrativo dell'ente locale,
interferenze e condizionamenti che trovano ulteriore conferma nelle
illegittimita' che hanno contrassegnato tutta la procedura di
assunzione nel Comune di Arienzo di uno stretto familiare del citato
imprenditore. Il cennato procedimento, avviato per mobilita' ai sensi
dell'art. 34-bis del decreto legislativo n. 165/2000, si e' concluso
con l'assunzione di un soggetto non idoneo a rivestire la qualifica
professionale richiesta con l'avviso pubblico, in quanto privo del
titolo di studio specificamente richiesto, a pena di esclusione,
dalla procedura di selezione.
Inoltre, sempre nell'intento di favorire il candidato prescelto,
non e' stato dato il necessario risalto ai requisiti di onorabilita'
necessari per poter svolgere quelle pubbliche funzioni, essendo la
persona assunta, gia' alla data di pubblicazione dell'avviso di
selezione, raggiunta da una misura di prevenzione patrimoniale della
confisca di beni, ex art. 24 del codice antimafia, disposto con
decreto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel settembre 2020,
provvedimento definitivo emesso su beni riferibili ai profitti del
predetto imprenditore «(...) riconducibili a posizioni
economico-politiche da questi conseguite anche grazie alla
contiguita' al clan (...)». Nonostante cio', il Comune di Arienzo, in
data 24 aprile 2023, ha proceduto alla stipula del contratto di
lavoro che e' da ritenersi inficiato non soltanto per la mancanza dei
requisiti di cui sopra ma anche per l'evidente conflitto di interesse
e/o incompatibilita' del presidente della commissione esaminatrice
dal momento che la stessa ricopriva contemporaneamente anche
l'incarico di responsabile del procedimento, avendo firmato tutti gli
atti di avvio della procedura nonche' la determina di nomina della
commissione giudicatrice.
L'influenza di detto imprenditore si rileva anche dalle
risultanze emerse da fonti tecniche di prova che dimostrano
l'esistenza di un rapporto diretto con almeno parte dell'apparato
politico/amministrativo dell'ente locale, e in particolare con i
responsabili di alcuni degli uffici comunali, specialmente di area
tecnica.
A questo riguardo, come piu' dettagliatamente descritto nella
relazione prefettizia, viene richiamata la vicenda concernente il
rilascio da parte dell'ufficio tecnico comunale di permessi a
costruire di dubbia legittimita' in favore di soggetti con legami di
parentela con il piu' volte citato imprenditore, nonche' la questione
relativa all'indebita fruizione da parte del sindaco di Arienzo di un
c.d. superbonus connesso a pratiche edilizie.
Oltre alle rilevate interferenze sull'andamento gestionale del
Comune di Arienzo, il lavoro della commissione d'indagine ha fatto
emergere molte e ricorrenti anomalie procedurali negli affidamenti
diretti di lavori e di servizi, procedure spesso caratterizzate da
gravi violazioni del principio di rotazione di cui all'art. 49,
decreto legislativo n. 36/2023, dal ricorso frequente alle proroghe
degli affidamenti, dalla mancanza degli atti di programmazione degli
acquisiti di beni e servizi in violazione dell'art. 37, decreto
legislativo n. 36/2023, dall'ingerenza di amministratori comunali
nelle attivita' squisitamente gestionali in violazione del principio
di separazione delle competenze tra gli organi elettivi e l'apparato
burocratico.
Cio' e' stato riscontrato, in particolare, nell'ambito delle
competenze dell'ufficio tecnico i cui affidamenti sono stati spesso
indirizzati alle imprese legate da una rete di cointeressenze
economiche con una ditta direttamente riconducibile allo stesso
sindaco di Arienzo, benche' formalmente intestata ad un suo stretto
familiare; impresa che ha iniziato ad essere operativa dal febbraio
2022 dopo l'avvenuta elezione alla carica sindacale. In realta', la
ditta in questione sembra essere «il fulcro di un sistema attorno al
quale gravitano una serie di imprese che hanno beneficiato nel corso
del mandato di sindaco di affidamenti diretti, di valore
significativo, da parte del Comune di Arienzo...». Di fatto, le
verifiche ispettive hanno accertato l'esistenza di un vero e proprio
sistema di affidamenti pubblici dal quale avrebbero tratto giovamento
le societa' legate da rapporti economici con la menzionata societa'.
In sostanza, i dati raccolti dal lavoro ispettivo e dalle
indagini delle forze di polizia portano tutti ad ipotizzare
l'esistenza di societa' interposte, «vuote» o strumentali in quanto
prive di adeguata struttura aziendale o organizzativa, alle quali
aggiudicare o affidare direttamente i lavori o i servizi comunali, la
cui reale esecuzione viene pero' effettuata da altra impresa
«attraverso opachi (...) e non autorizzati meccanismi di subappalto o
sub affidamenti (...)»; a tali commesse segue poi la cessione del
credito alla societa' interponente, che e' la vera beneficiaria degli
affidamenti pubblici e che si identifica, appunto, nell'impresa
riconducibile al primo cittadino di Arienzo. Occorre precisare che
sebbene la cessione del credito sia uno strumento consentito, esso
puo' rivelarsi sospetto laddove le societa' sono riconducibili agli
stessi soggetti, potendo essere utilizzato per schermare il
beneficiario effettivo dei pagamenti; inoltre, tale sistema integra
nel caso specifico (quantomeno) una situazione di conflitto di
interesse, vietata dal codice degli appalti, in quanto compromette
l'imparzialita' della stazione appaltante e altera la libera
concorrenza.
A cio' si aggiungono le gravi e ripetute anomalie sottese alle
procedure di affidamento diretto a tali societa'.
A questo proposito la commissione d'accesso ha rilevato che
alcune commesse pubbliche sono state assegnate a imprese non iscritte
nelle white list operanti in settori di attivita' per le quali,
invece, e' obbligatoria tale iscrizione; cio' e' avvenuto nel caso di
lavori comunali concernenti la realizzazione di pavimentazioni in
cemento armato, tipologia di interventi che richiede l'iscrizione
nelle predette «liste pulite»; peraltro, risulta che l'impresa
assegnataria e' stata costituita subito dopo l'elezione del sindaco
di Arienzo e che il titolare della stessa e' un dipendente della
societa' c.d. «interponente» di cui si e' detto sopra.
Allo stesso modo anomalie molto gravi hanno segnato
l'aggiudicazione dei servizi cimiteriali, attivita' tra le piu'
esposte al rischio di infiltrazione mafiosa. A tal riguardo viene
segnalato che all'operatore economico scelto non e' stata richiesta
l'iscrizione nelle white list ne' il comune ha verificato l'esistenza
di detto requisito, condizione necessaria e imprescindibile per
l'assegnazione di tale servizio pubblico; solo tardivamente e' stata
chiesta detta certificazione che pero' non sana la menzionata
irregolarita'.
E' altresi' emblematico e significativo di una gestione propensa
al mancato rispetto delle disposizioni normative che la commessa sia
stata ulteriormente prorogata di due anni e sei mesi - durata della
proroga disposta fino al 6 aprile 2026 e per un tempo superiore
all'originario affidamento - a favore delle stessa societa', e cio'
in violazione dell'art. 120, decreto legislativo n. 36/2023 che
ammette la proroga solo in casi eccezionali e con il precipuo scopo
di assicurare la continuita' del servizio in presenza di una nuova
gara in corso di svolgimento.
Viene rilevato, altresi', che anche un affidamento diretto del
servizio di vigilanza risulta palesemente contra legem, in quanto
assegnato ad una societa' priva dell'autorizzazione prefettizia
richiesta dall'art. 134 TULPS; inoltre, rispetto a tali procedure di
carattere squisitamente tecnico-gestionale, sono emerse
prepotentemente le ingerenze del sindaco e di assessori comunali -
come, peraltro, confermato alla commissione d'indagine in sede di
audizione dallo stesso responsabile dell'ufficio comunale competente
in materia - dai quali proveniva direttamente la scelta di chi
potesse beneficiare delle commesse e delle proroghe contrattuali.
Rileva al riguardo il fatto che le societa' che hanno svolto quel
servizio si sono sempre avvalse della prestazione di un soggetto
controindicato vicino agli ambienti malavitosi del territorio e
avente indiretti rapporti parentali con il sindaco di Arienzo.
Ulteriori irregolarita' sono state evidenziate dall'organo
ispettivo che ha accertato affidamenti disposti in favore di ditte
non iscritte alla cassa edile, requisito necessario in caso di
specifiche tipologie di lavori. Elementi significativi del «sistema»
operante presso il Comune di Arienzo si evincono, altresi', dal
contenuto di alcune determine che hanno attribuito ad una ditta
incarichi di collaborazione tecnica nonostante nella stessa non
figurassero figure professionali idonee ai compiti affidati.
Dai contenuti della relazione prefettizia emerge pertanto
l'esistenza di una fitta rete di cointeressenze economiche e intrecci
contabili tra le imprese affidatarie, alcune delle quali
riconducibili di fatto allo stesso sindaco di Arienzo o ad altri
amministratori comunali, che lascia ipotizzare - unitamente
all'opacita' e alle anomalie delle procedure praticate - l'esistenza
di «un sistema in cui, attraverso un meccanismo articolato di
cessioni di credito e fatturazioni, si favoriva un gruppo ristretto
di operatori economici collegati, in via diretta o indiretta, al
primo cittadino».
Peraltro, risulta che anche la gestione contabile e fiscale di
molte delle ditte assegnatarie di commesse comunali, tra cui anche
quella riferibile al primo cittadino e al suo parente prossimo, siano
curate dallo stesso professionista ritenuto contiguo, per rapporti di
natura parentale e professionale, a soggetti controindicati per
mafia.
Viene altresi' segnalato che tra le ditte beneficiarie di
commesse comunali ve n'e' una considerata espressione
dell'imprenditoria camorrista, il cui titolare ha stretti rapporti
parentali con soggetti controindicati contigui al locale contesto
malavitoso e operanti in settori sensibili quali l'estrazione degli
inerti e la produzione di calcestruzzo.
Parimenti sintomatica della permeabilita' dell'amministrazione
comunale a forme di condizionamento della criminalita' organizzata
appare la vicenda, puntualmente delineata nella relazione della
commissione d'indagine, connessa alla gestione di un impianto
sportivo comunale affidato (con apposita convenzione ormai scaduta
dal mese di aprile 2022) ad una associazione sportiva i cui organi
direttivi, rinnovati a partire dal novembre 2022, risultano essere
composti da soggetti controindicati, uno dei quali condannato in via
definitiva per il delitto di cui all'art. 416-bis del codice penale.
In conclusione, l'analisi degli elementi raccolti in sede
ispettiva, corroborati dalle risultanze di natura investigativa e
giudiziaria, fanno ipotizzare l'esistenza di un complesso sistema di
affidamenti pubblici caratterizzato da un generalizzato conflitto di
interessi, finalizzato ad avvantaggiare una cerchia ristretta di
operatori economici controindicati nonche' legati da opache
cointeressenze con il sindaco ed altri amministratori comunali, a
detrimento dell'imparzialita', del buon andamento della pubblica
amministrazione e della libera concorrenza.
Peraltro, l'irregolare andamento dell'azione
politico-amministrativa del Comune di Arienzo ha avuto effetti
negativi anche sugli equilibri di bilancio dell'ente locale, che ha
aderito alla procedura di riequilibrio finanziano pluriennale ex art.
247-bis del decreto legislativo, n. 267/2000, in conseguenza delle
criticita' strutturali dovute alla incapacita' di riscuotere le
morosita' e i canoni di utenza.
Dall'esame della relazione della commissione di indagine e della
relazione del prefetto di Caserta si evidenzia, oltre a una grave
mala gestio della cosa pubblica, una evidente assenza di legalita'
dell'azione amministrativa e uno stato di precarieta' degli uffici
comunali, da cui conseguono le irregolarita' gestionali sopra
menzionate e un preoccupante livello di compromissione
dell'amministrazione comunale.
In particolare, i contenuti di dette relazioni hanno evidenziato
la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su
collegamenti diretti o indiretti tra componenti dell'amministrazione
locale ed esponenti della criminalita' organizzata di tipo mafioso.
Tali elementi, come sopra evidenziato, sono stati oggetto di
esame e valutazione nel corso del comitato provinciale per l'ordine e
la sicurezza pubblica, che all'unanimita' si e' espresso sulla
sussistenza di collegamenti diretti o indiretti tra singoli
amministratori, dirigenti dell'ente e la criminalita' organizzata, e
su forme di condizionamento degli stessi.
Nella stessa riunione del citato comitato l'autorita' giudiziaria
ha fatto rilevare che «la permeabilita' dell'ente alle logiche della
criminalita' organizzata e' chiara come anche l'asservimento ad essa
da parte del sindaco».
Le circostanze, analiticamente esaminate e dettagliatamente
riferite nella relazione prefettizia e in quella della commissione di
indagine, hanno posto in rilievo una serie di condizionamenti
dell'amministrazione comunale di Arienzo volti a perseguire fini
diversi da quelli istituzionali che hanno determinato lo svilimento e
la perdita di credibilita' dell'istituzione locale, nonche' il
pregiudizio degli interessi della collettivita', rendendo necessario
l'intervento dello Stato per assicurare la riconduzione dell'ente
alla legalita'.
Ritengo, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'adozione del
provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Arienzo, ai
sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza
criminale, si rende necessario che la durata della gestione
commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 13 aprile 2026
Il Ministro dell'interno: Piantedosi