Allegato 1
Linee guida per misure di biosicurezza per gli abbattimenti di
cinghiali selvatici nelle zone soggette a restrizione per peste
suina africana e nella zona CEV
Premessa
L'obiettivo degli abbattimenti del cinghiale all'interno delle
zone soggette a restrizione e nelle zone CEV e' quello di contribuire
alla riduzione della popolazione. In queste zone l'attivita' di
abbattimento del cinghiale deve sempre essere considerata a rischio
di contaminazione da virus anche se condotta in modo differenziato
tra le diverse tipologie di zone.
Ogni istituto faunistico ed ogni azienda faunistico-venatoria o
altro soggetto pubblico o privato responsabile dell'attivita' di
prelievo, che intende praticare abbattimenti del cinghiale in tali
zone, deve sviluppare un piano di gestione della biosicurezza con
l'obiettivo di prevenire la contaminazione indiretta di operatori e
mezzi, ivi inclusi i cacciatori, gli operatori abilitati al controllo
faunistico e la eventuale diffusione del virus in aree indenni. Le
attivita' di abbattimento del cinghiale in tali zone sono vincolate
all'approvazione, da parte dell'ACL, del piano di gestione della
biosicurezza di cui sopra, che deve rispettare le linee guida
riportate nel presente allegato. Tale piano deve essere redatto da
ogni Istituto faunistico, o altro soggetto pubblico o privato
responsabile dell'attivita' di prelievo, trasmesso all'ACL per
approvazione e deve contenere l'elenco (i) dei nominativi e dei
contatti degli operatori abilitati agli abbattimenti, dei cacciatori
autorizzati ad operare e (ii) delle strutture designate per il
conferimento delle carcasse e (iii) le misure messe in essere come di
seguito descritte. Anche il personale diverso dai cacciatori e
operatori, qualora venisse impiegato in azioni di campo, dovra'
adottare le misure di biosicurezza di cui al piano. Non possono
essere abilitati ad operare soggetti, inclusi i cacciatori, che
detengono suini o lavorano a contatto con gli stessi e tale
condizione deve essere riportate in forma di autocertificazione dai
soggetti interessati ed inserita nell'elenco di cui sopra.
Operatori
Ai fini dell'autorizzazione a svolgere attivita' di controllo
faunistico nelle zone ad alto rischio (zona soggetta a restrizione
II, III e zona CEV) gli operatori abilitati al controllo faunistico
devono trasmettere alla polizia provinciale, o ad altro ente
individuato dalla Regione competenti per dette zone una
autocertificazione attestante di prendere parte agli interventi di
depopolamento verso la specie cinghiale in dette zone in forma
esclusiva. Ai fini della deroga di cui al comma 4, dell'art. 4, per
poter svolgere l'attivita' di controllo faunistico e, ove autorizzata
di caccia, nelle zone a minor rischio (zona soggetta a restrizione e
zone indenni) gli operatori abilitati trasmettono alla polizia
provinciale o ad altro ente individuato dalla regione competenti per
dette zone una autocertificazione attestante di non aver preso parte
negli ultimi 15 giorni ad attivita' di controllo in zone ad alto
rischio (zona soggetta a restrizione II, III e zona CEV).
Nell'autocertificazione volta alla deroga deve essere indicata la
zona ad alto rischio in cui e' stata svolta la precedente attivita'
di controllo. Cio' al fine di consentire agli enti preposti di
effettuare le dovute verifiche. Prima di prendere parte ad attivita'
di depopolamento in zone a minor rischio i mezzi, le attrezzature e i
cani devono rispettare quanto indicato nell'allegato 3 della presente
ordinanza.
Formazione
Tutto il personale deve ricevere una formazione preliminare
riguardo l'individuazione precoce della malattia, la mitigazione dei
rischi di trasmissione del virus e le misure di biosicurezza da
applicarsi nonche' le modalita' si segnalazione delle carcasse
rinvenute e degli eventuali casi sospetti. Tale formazione viene
erogata anche tramite supporti informatici o in via multimediale
dagli II.ZZ.SS. e dall'ACL in collaborazione con l'Autorita'
sanitaria regionale previa richiesta degli Istituti faunistici o
altri soggetti pubblici o privati ricompresi in tali aree.
Trasporto del cinghiale dal luogo di abbattimento a una struttura
identificata
E' vietato eviscerare gli animali abbattuti sul campo e lasciare
gli organi interni sul terreno. Eventuali parti di carcassa che si
ritrovassero sul terreno devono essere rimosse e l'area disinfettata
utilizzando presidi medico-chirurgici (PMC)/biocidi come da versione
ultima del Manuale operativo per le pesti suine nei suini detenuti
pubblicato sul sito istituzionale del Ministero della salute. La
carcassa deve essere trasportata intera e in sicurezza direttamente
in una struttura identificata all'interno della stessa zona in cui
l'animale e' stato abbattuto (punto di raccolta delle carcasse,
centro di raccolta carcasse, centro lavorazione selvaggina o casa di
caccia) evitando ogni percolazione di liquidi e in particolare del
sangue. A tal proposito si consiglia di porre la carcassa in
recipienti di metallo o plastica rigida in quanto il solo utilizzo di
sacchi di materiale tipo nylon potrebbero danneggiarsi. Qualora le
carcasse degli animali abbattuti si trovino in luoghi difficilmente
accessibili, ove sia per esempio necessario l'utilizzo di argani per
il recupero, e non sia possibile porre immediatamente le carcasse in
detti recipienti, il recupero puo' avvenire con tale strumentazione
ponendo le carcasse successivamente nei recipienti e applicando
idonee misure di pulizia e disinfezione alla strumentazione
utilizzata.
Campionamento
Le operazioni di eviscerazione e campionamento dei cinghiali
selvatici abbattuti andranno condotte esclusivamente nella struttura
individuata e previa opportuna identificazione di ogni singola
carcassa. Il campione per il test milza e in subordine altri organi
target) deve essere prelevato dalla carcassa direttamente dal
veterinario ufficiale oppure da personale formato su incarico e
supervisione dell'ACL, e inviato all'IZS competente del territorio,
per il tramite dell'ACL, per ottemperare ai flussi informativi
preposti.
Gestione delle carcasse
Stoccaggio sicuro in loco dei cinghiali selvatici abbattuti fino
all'esito negativo del test per PSA. Nessuna parte dei cinghiali
selvatici puo' lasciare la struttura prima di aver acquisito l'esito
negativo dei test di laboratorio. Immediatamente dopo l'abbattimento
e prima delle operazioni di eviscerazione il cinghiale deve essere
identificato individualmente, una volta campionato ed eviscerato deve
essere stoccato all'interno della cella
frigo/frigorifero/congelatore. Le carcasse presenti in contemporanea
all'interno della struttura in attesa del risultato dell'esito del
campione devono essere considerate come un unico lotto e
liberalizzate esclusivamente a seguito dell'acquisizione del
risultato del test di tutte le carcasse. In caso di esito positivo
anche di una sola carcassa tutto il lotto deve essere distrutto. In
ogni caso le celle frigorifere/frigoriferi/congelatori devono essere
pulite e disinfettate dopo aver rimosso le carcasse.
Abbigliamento e attrezzature
Il personale autorizzato a svolgere le attivita' di manipolazione
e gestione delle carcasse deve:
indossare indumenti e calzature lavabili e facilmente
disinfettabili;
utilizzare strumenti dedicati che possono essere facilmente
puliti e disinfettati;
riporre tutti i prodotti monouso in sacchetti di plastica e
provvedere al corretto smaltimento;
utilizzare esclusivamente presidi medico-chirurgici
(PMC)/biocidi come da versione ultima del Manuale operativo per le
pesti suine nei suini detenuti pubblicato sul sito istituzionale del
Ministero della salute.
Requisiti della struttura identificata e delle attrezzature
In ogni istituto faunistico o altro soggetto pubblico o privato
interessato deve individuare almeno una struttura dedicata per
ricevere le carcasse di cinghiali selvatici abbattuti che deve essere
facilmente raggiungibile dall' ACL e disporre dei seguenti requisiti:
disinfettanti per ambienti e attrezzature;
acqua corrente ed elettricita';
cella frigo/frigorifero o congelatore;
pavimenti e pareti lavabili;
un'area dedicata per le attivita' di eviscerazione e
scuoiamento;
barriere per evitare l'ingresso di animali nei locali;
un'area per la pulizia e disinfezione degli strumenti e del
vestiario;
contenitore per lo stoccaggio dei sottoprodotti di origine
animale destinati allo smaltimento;
barriere di disinfezione all'ingresso (vaschette riempite di
disinfettante).
Corretto smaltimento dei visceri
I visceri degli animali abbattuti devono essere stoccati in
contenitori a tenuta, non accessibili ad animali e devono essere
gestiti le modalita' previste dal regolamento (CE) 2009/1069, ai fini
del corretto smaltimento.
Procedure per lo smaltimento dei cinghiali selvatici positivi alla
PSA e relativi visceri
In caso di esito positivo per PSA l'utilizzo della struttura
viene sospeso e tutte le carcasse presenti ed i relativi visceri
vengono avviate allo smaltimento a cura dell'ACL.
Pulizia e disinfezione della struttura
Una volta riscontrata la positivita' ai test di laboratorio,
tutta la struttura deve essere pulita e disinfettata comprese celle
frigo/frigoriferi/congelatori, veicoli, strumenti, vestiti sotto la
supervisione dell'ACL. Gli addetti alle operazioni di pulizia e
disinfezione devono ricevere una specifica formazione. La soluzione
disinfettante deve essere preparata al momento e utilizzata secondo
modalita' e tempistiche riportate dalla ditta produttrice. I prodotti
da impiegare sono presidi medico-chirurgici (PMC)/biocidi come da
versione ultima del Manuale operativo per le pesti suine nei suini
detenuti.